Un aiuto all’Associazione Famiglie SMA: Insieme #liberiamoilsogno

L’Atrofia Muscolare Spinale (SMA) è una malattia delle cellule nervose delle corna anteriori del midollo spinale. Da queste cellule (motoneuroni) partono i nervi diretti ai muscoli, principalmente quelli più vicini al tronco. La SMA, quindi, limita o impedisce attività quali andare a carponi (“gattonare”), camminare, controllare il collo e la testa e deglutire. Nella sua forma di gran lunga prevalente, l’Atrofia muscolare spinale (SMA) è una malattia autosomica recessiva, ovvero si manifesta solo se entrambi i genitori sono portatori del gene responsabile della malattia. Perché il nascituro sia affetto da SMA è necessario che riceva il gene da entrambi i genitori. Nel caso in cui entrambi i genitori siano portatori, la probabilità che il gene venga trasmesso da entrambi al nascituro rendendolo affetto da SMA è del 25%, cioè un caso su quattro, per questo viene definita rara. La malattia non colpisce i bimbi a livello cognitivo, i sensi e le percezioni sono normali, così come lo è l’attività intellettuale. Esistono diverse forme di Atrofia Muscolare Spinale: SMA Tipo 1 Acuto (grave), SMA Tipo 2 (cronico), SMA Tipo 3 (lieve), SMA Tipo 4 (Inizio in età adulta), SMA Adulta legata al cromosoma X.
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Per aiutare questi ragazzi, le loro famiglie ed i ricercatori, servono soldi. Fino al 9 ottobre prossimo è possibile inviare un sms al 45521.

Un aiuto concreto per rendere disponibile un farmaco di nuova generazione, che nella fase di sperimentazione ha dimostrato di far ottenere ottimi risultati ai malati sia in termini di qualità della vita che, in prospettiva, di sopravvivenza. Una vera rivoluzione che permetterà a tanti, soprattutto ai bambini, di vivere meglio e più a lungo, e non è poco per chi soffre di questa malattia genetica rara per cui a tutt’oggi non c’è speranza di guarigione. Ma – finalmente – di sollievo sì.

Anche il comico pugliese Checco Zalone ci ha messo il volto, il suo cuore e la sua passione. Vedi il video e dopo aver sorriso ed esserti commossa/o come è successo a me, (se potete) mandate un sms al 45521. Io l’ho fatto.
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Insieme #liberiamoilsogno

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6 luglio 1944 Osimo è libera: dai Diari di Guerra di Mons. C.Grillantini, don Fulvio Badaloni ed altre testimonianze

6 luglio 1944
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Truppe Polacche in Osimo
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dal “Diario di Guerra” di Mons. C.Grillantini

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Giorno fatale e fatidico !
ore 3
: Dopo un lungo girare di aereo, gran sibilo come di aviogetti in picchiata e terribile scoppio, il più spaventoso di questi giorni. Tutti saltiamo dai nostri letti ( io ho dormito le notti precedenti al 1° piano, nel mio studio, ma questa notte, addirittura dentro la dispensa al pianterreno, con altre cinque o sei persone) e ci precipitiamo lungo le scale del sotterraneo ora colmo di rifugiati. Saranno almeno 600 . Con me trovano alloggio quegli altri otto  o dieci che dormono su sedie presso il pozzo, e glia altri 12 che dormono su  sedie  a sdraie e panche della Chiesa, nella legnaia  e nell’andito attiguo. Poi, più nulla, quantunque avessimo tutti l’animo disposto alla solita musica.
ore 5,30: Qualcuno che ha fatto capolino dalla porta vede qualche partigiano con il mitra; attende , e ne passano altri ( tutti vestiti in kaki e al petto una coccarda con un segno rosso) ma nessun tedesco.
E’ gran silenzio. Nasce una speranza che senza rumori di artiglieria, nè spari di sorta, con il passare del tempo si consolida.
Giunge l’annunzio al rifugio. Ci si alza un po’ inebiti. Si corre sopra; è vero!.
ore 7,30: passa, dopo alcune motocarrozzette isolate, una compagnia di alleati. Dicono siano polacchi  e russi. Battimani e gioia incontenibile.  Poco dopo, un piccolo corteo di partigiani  – a capo del quale troneggia su un piccolo cavallo  Sportella .
Porta 12 prigionieri, ognuno dei quali è affiancato da una coppia di partigiani  con mitra. Si dice che in tutta la zona circostante ce ne siano razziati, con questi altri tre-quattrocento.
Appaiono i primi manifesti tricolori, portati dai partigiani e recanti il saluto alle truppe alleate e l’invito alla gioia, non disgiunta dalla serena calma. Più tardi altro manifesto del Comitato Nazionale di Liberazione costituitosi in Governo Provvisorio.
Più tardi ancora striscioni con sopra scritto:

Viva il Gen. Alexander  – Viva la libertàViva l’esercito polaccola brigata Garibaldinagli animosi del G.A.P.

Verso le 8 una compagnia di soldati polacchi è accolta molto festosamente in città. Molte case invitano i giovani. Giudicando tuttavia opportuno che la guerra non è finita, faccio un doppio giro per le principali vie e piazze, avvertendo tutti di stare molto vigilanti, per l’eventuale reazione tedesca, che infatti comincia  poco dopo. Gli imprevidenti pagano con la vita : Vincenzo PALLOTTA e Brugè al Borgo; la figlia di Gigio lo stalliere al Duomo, e forse qualche altro. Ieri sera, per voler soccorrere un tale che chiamava aiuto,  Carlo BATTAGLINI si è preso una pallottola ed è morto.  L’uomo di Suardi, tale Polentò ha incontrato la stessa sorte, non so se per qualche altro motivo.
Debbo subito preoccuparmi del vitto per il mio rifugio; e porto al fornaio un Q,le  di farina: mancandogli il carbone, mi reco dal Comitato di Liberazione e poi dalla Segreteria del Comune, ottenendo un’ordinanza scritta tutta a mano ( avendo i tedeschi portato via tutte le macchine da scrivere sia della Prefettura, quanto dal Comune.

Raccolgo altre impressioni dell’importantissima giornata: i polacchi riferiscono che, dopo Ortona, non avevano trovato una tale  resistenza come quella di Osimo. La coccarda dei partigiani è una stella a 12 punte costituita da tre quadratini di diversa grandezza e di colore rispettivamente: bianco, rosso  e verde sovrapposti, in modo da alternare gli angoli. Ma i politici non la vogliono, come non la vuole il Commissario, sapendo troppo di comunista. Faranno il Sindaco e ristabiliranno i Carabinieri, con tanto di reali. Abbiamo la spiegazione del perchè fu fatto saltare il viadotto Barbalarga, a mezzogiorno: per obbligare gli alleati a transitare rimanendo sotto il controllo di chi domina il Monte della Crescia e Santo Stefano ( dove sono ora appostati i tedeschi). Ma la rivelazione più interessante è la seguente: il cavallo di Troia o l’ultimo bicchiere che costituì il punto critico ( nel quale la situazione questa notte cambiò improvvisamente) fu offerto dai partigiani, i quali – vista la impossibilità da parte degli alleati di entrare in città, fintano che le porte erano presidiate da mitragliatrici e cannoni – questa notte, ad ora convenuta, si sono appostati in vari angoli di vie e piazze mostrando appena le canne dei mitra. I pochi tedeschi, alla domanda: chi va là ? fascista ? Si sentivano rispondere: English e sparare addosso. I primi sette o otto morti convincono i tedeschi che gli alleati da qualche parte sono entrati, e si decidono a compiere quel passo cui prima o poi sapevano di dover ridursi. Ci hanno detto ancora i Polacchi che: ove la liberazione non si fosse compiuta oggi, i loro Comandanti avrebbero domandato l’intervento dell’armata aerea alleata. E allora… addio Osimo e gli Osimani !.

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dal “Diario del fronte di Guerra” di don Fulvio Badaloni parroco di San Paterniano di Osimo
tratto dal libro “Quota 360 il Monte della Crescia” di Carlo Gobbi

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Notte insonne per gli spari continui: un terrore indicibile invade gli animi di tutti. Al mattino, mentre don Alberto Passeri si veste per celebrare la messa, due soldati della polizia tedesca armati di ogni specie , gli intimano di andare con loro, perchè qualche ora prima, obbligato a lavorare per abbattere le querce ( che si trovavano nel tratto di strada accanto alla nuova chiesa), onde sbarrare la strada insieme col vecchio padre ed altre persone ( Nello Scarponi, Umberto cenci, Papa Emilio quest’ultimo uno sfollato di Ancona), si era allontanato  – col consenso di un ufficiale – per venire in Chiesa. E’ costretto a seguirli. Intanto si vedono già i primi incendi locali e circolano notizie di sanguinosi combattimenti e di numerose vittime. Al mattino vengono altri sfollati, che altrove non credono di essere abbastanza sicuri. Ora siamo ( 70 persone):
– famiglia del parroco n. 4 persone;
– famiglia Andreoni Emidio n. 4 persone;
– famiglia Cardellini Nazzareno n° 8 persone;
– famiglia Vaccarini Tommaso n° 8 persone;
– famiglia Cola Caffiero n° 6 persone;
– famiglia Vaccarini Tommaso n° 8 persone;
– famiglia Ceccarelli Renato n° 6 persone;
– famiglia Cannelli Otello n° 6 persone;
– famiglia Perinetti Maria n° 6 persone;
– famiglia Orlandini n° 6 persone;
– sfollati provenienti da fuori n° 8 persone.
Sono avvistati i primi carri armati alleati. Verso le 17 i Polacchi con camionette si avanzano e avviene un grave scontro con tiri di mitraglia con i Tedeschi tra il palazzo della sig.ra Lalla ( signora Adelaide Giardinieri un bella figura di donna che si prodigò in generosità , rimasta vedova da giovane, di un medico) e la scuola. Carletti Nazzareno aveva guidato i polacchi . Incendio da Vaccarini. Alle ore 20 una cannonata colpisce il ciglio della finestra della stalla, un fitto e nero polverone invade il primo piano: è la guerra in casa.

Andrzej Horoch

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dal libro “Passa il fronte nella Valle del Musone” di Massimo Morroni

(testimonianza resa dal dott. Amilcare Cristallini)

Di primo mattino, fra gli applausi della popolazione, entrano in Osimo i militari polacchi seguiti dai partigiani che si portano dietro prigionieri tedeschi. Dalla finestra ( abitavo nei locali attualmente occupati dall’ufficio del notaio Bellaspiga) assisto alla sfilata la quale mi annuncia che il faticoso compito di Commissario è finalmente terminato ( il 30 ottobre 1943 era stato nominato Commissario Prefettizio di Osimo). Giudico tuttavia opportuno recarmi in Comune – anche col rischio di incappare in qualche scalmanato – poichè la mia assenza potrebbe essere interpretata come un riconoscimento di colpa. Consapevole di aver fatto soltanto il bene di Osimo verso le 11.00 raggiungo il Comune e, saputo che nell’Ufficio già occupato dal Prefetto c’è l’avv. Oddo Marinelli ( Presidente del Comitato di Liberazione) mi faccio annunciare. Egli mi riceve subito, mi viene incontro tendendomi la mano, mi ringrazia per l’opera svolta e mi prega di rimanere in carica fino alla nomina del Sindaco. Confesso che non mi aspettavo un’accoglienza così cordiale ed un riconoscimento così franco, tanto più che non l’avevo mai visto né conosciuto.

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opera di R.A. Schiavoni, Sfilata dei liberatori lungo il Corso

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Il nostro Comune e gli osimani non hanno mai dimenticato  la generosità, il coraggio e la fede dei soldati e del  popolo polacco per il contributo dato alla   liberazione dell’Italia e della nostra città dal nazifascismo.
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Osimo è stata liberata anche grazie al sacrificio della vita di tanti giovani osimani. Giovani partigiani che non si piegarono alla tirannia e sacrificarono la loro vita per la libertà della nostra città e per l’Italia Repubblicana. Non possiamo essere un popolo che dimentica il suo passato.
Le stele e i piccoli monumenti sparsi per Osimo vogliono essere un ricordo alle giovani generazioni , un ricordo che dobbiamo conservare e mantenere sempre vivi e che mai nessuno negherà.

Ai partigiani caduti , stele sotto le Logge comunali

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La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
*********Paola Andreoni

 

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17 maggio 2017 con i giovani neo 18enni osimani

Grande la partecipazione dei neo 18enni osimani alla manifestazione della consegna della Costituzione Italiana. Un bella testimonianza quella offerta dai giovani della nostra comunità che hanno rinunciato alla visione della finale della partita di “Coppa Italia” di calcio per ascoltare contenuti e valori racchiusi nella nostra  Carta Costituzionale.

Grazie a quanti hanno contribuito alla buona riuscita dell’iniziativa: alle brave cantanti Sofia Santilli, Daphne Bufarini, Cecilia Sordoni, Francesca Carbonari e alla loro maestra Silvana Parini, al sindaco Simone Pugnaloni, al vice sindaco Mauro Pellegrini e all’assessore Federica Gatto, ai fotografi Bruno Severini e Alessandro Colonnini, a Simona Burghiani, a tutto lo staff di AgoradioOsimo, ad Agnese Angeloni, Alessandro Marrocchi e a tutte le maestranze del Teatro cittadino, alle Associazioni di volontariato e all’Avis e all’Aido osimane in particolare.

Un grazie particolare a  tutte le osimane ed agli  osimani che con la loro presenza al Teatro hanno voluto testimoniare il loro affetto e  la loro vicinanza all’iniziativa.
Un grazie alla prof.ssa Benedetta Barbisan, al regista Guido Chiesa e al giovane attore Luca Filippi che con i loro interventi hanno arricchito la nostra festa comunitaria.

Un abbraccio a tutti i neo cittadini 18enni osimani, classe 1999, auguri per questo traguardo particolarmente importante carico di promesse ed aspettative, Grazie per la Vostra energia e per tutto quello che avrete modo di fare per il benessere della nostra comunità e del nostro Paese.

_____          Paola Andreoni
La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo

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Associazione “Federico nel Cuore”. Anche Osimo dice no alla violenza domestica sulle donne e sui minori.

IMG_3071A nome di tutta la nostra comunità cittadina in qualità di Presidente del Consiglio comunale,  con alcune rappresentanti delle Associazioni osimane: Se non ora quando Osimo, Auser Osimo, il Gabbiano e Donne&Giustizia abbiamo ricevuto  – venerdì 26 agosto – in piazza del Comune ad Osimo, il triatleta testimonial della campagna di sensibilizzazione contro la violenza domestica, sui bambini e sulle donne portata avanti dall’Associazione “Federico nel cuore” , dando l’adesione e la vicinanza del Comune di Osimo all’iniziativa.

Raffaelli è un giovane papà di Fidenza che ha deciso di attraversare l’Italia in bicicletta e lo Stretto di Messina a nuoto, per trasmettere il messaggio dall’Associazione “Federico nel cuore” e dare sostegno alla battaglia contro il femminicidio ed il figlicidio. Di città in città, è testimonial di Federico Barakat e di tutti i bambini e le donne vittime della violenza.

IMG_3065La sua è un’impresa fatta in solitario è legata all’accoglienza dei vari comuni italiani. Federico aveva solo 8 anni quando il 25 febbraio 2010 venne ucciso a coltellate dal padre Mohamed, nella casa protetta della Asl di San Donato Milanese dove, malgrado gli appelli disperati della madre Antonella che continuava a chiedere la sospensione di questi incontri, era stato portato per un incontro alla presenza dei servizi sociali.

Il giro d’Italia in bicicletta di Andrea Raffaelli è iniziato proprio da San Donato Milanese. Dal luogo dove il piccolo è stato ucciso ha portato un girasole, simbolo della campagna contro il figlicidio e dell’Associazione “Federico nel cuore”.
Anche alla Presidente del Consiglio comunale della nostra città e alle rappresentanti dell’Associazionismo osimano, Andrea Raffaelli ha consegnato il girasole simbolo di Federico e di tanti bambini uccisi dalla furia di un genitore maltrattante e violento.

unnamedMa soprattutto ha chiesto al Comune di Osimo di impegnarsi per un maggiore sostegno e finanziamenti ai Centri Antiviolenza, l’introduzione nelle scuole delle ore di Educazione all’Affettività e promozione di una cultura non violenta. Ma anche sostenere la necessità di istituire a livello nazionale una Giornata contro il Figlicidio – il 25 Febbraio di ogni anno – perché anche le piccole vittime vengano ricordate; attuare un serio controllo dell’operato dei Servizi Territoriali affinché le vittime di violenza domestica vengano ascoltate; riqualificazione professionale degli operatori sociali che si occupano del conflitto genitoriale.

IMG_3066Le rappresentanti dell’Associazionismo osimano hanno donato una maglietta ad Andrea in segno di vicinanza e riconoscimento per l’importante opera di sensibilizzazione e di attenzione che sta svolgendo contro la violenza domestica sulle donne e sui minori.

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Un Grazie di cuore, anche a nome di tutta la città, alle Associazioni e alle donne osimane che hanno promosso l’iniziativa.

Paola

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Addio Marco Pannella, pasionario dei diritti civili.

Marco Pannella, è stato il protagonista delle battaglie per i diritti civili nella storia italiana. Anche di fronte al nemico invincibile della malattia ha lottato, fino alla fine, come un leone come era nel suo stile. Lo storico leader dei radicali aveva da poco compiuto 86 anni.
Addio Marco Pannella.

Il dovere della memoria per essere, oggi più che mai, testimoni di pace e libertà: commemorazione dei Caduti della frazione dell’Abbadia di Osimo.

Questa mattina , la comunità dell’Abbadia ha celebrato alla presenza delle autorità civili, militari e delle tante associazioni presenti nel nostro territorio il ricordo dei concittadini che hanno perso la vita nei conflitti mondiali.

Una cerimonia molto partecipata, sentita e carica di emozioni.

Il ricordo dei giovani di allora, strappati dalla loro giovinezza e dall’affetto delle  loro famiglie per affrontare una guerra assurda,  si é legato alla perdita di vite innocenti avvenute venerdì 13 novembre a Parigi, vittime di una violenza inaudita esercitata da giovani contro altri giovani.

La memoria e la dura realtà ha affermato la Presidente del Consiglio Comunale di Osimo,  Paola Andreoni,  siano da monito per rafforzare il senso di responsabilità che investe ciascuno di noi : essere testimoni dei valori custoditi e garantiti dalla nostra Costituzione.
La democrazia, la libertà , la solidarietà , ma anche l’accoglienza e la pietà umana.

La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
                           Paola Andreoni

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6 aprile Giornata mondiale dell’attività fisica per ricordarci che l’attività fisica è salute

Attività fisicaDal 2002, l’Organizzazione mondiale della sanità, con una risoluzione ufficiale, esorta gli stati membri a dedicare un giorno ogni anno alla promozione dell’attività fisica: abitudine essenziale per la salute e il benessere.  L’ inattività fisica rappresenta il quarto fattore di rischio per la mortalità nel mondo, causando circa 3,2 milioni di decessi. Anche in Italia l’inattività o la scarsa attività fisica è tra i quattro principali fattori di rischio responsabili della “perdita di salute”, preceduta da: eccesso di peso, fumo di tabacco, ipertensione e alimentazione scorretta.

Almeno 30 minuti di attività fisica al giorno… questa la raccomandazione  dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Si suggerisce in particolare:
per i bambini e i ragazzi (5-17 anni) almeno un’ora di attività fisica moderata-vigorosa al giorno e non meno di 3 volte a settimana esercizi per la forza muscolare;
per gli adulti (18-64 anni) almeno 150 minuti alla settimana di attività moderata o 75 di attività vigorosa (o combinazioni equivalenti delle due) in sessioni di almeno 10 minuti e attività per il rafforzamento dei maggiori gruppi muscolari almeno 2 volte alla settimana;
per gli anziani (dai 65 anni in poi) le indicazioni sono le stesse che per gli adulti, includendo anche attività per migliorare l’equilibrio e prevenire le cadute

Contro la   sedentarietà  e per un buon stile di vita, da domani,  tutti a fare movimento. Per gli osimani appuntamento alla pista ciclabile di  Campocavallo.