#OSIMANI con l’hashtag: Armando ANGELETTI detto “Alvaro” il “maestro falegname” di Via Pompeiana

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Chi si incunea tra le viuzze del centro storico della nostra città scoprirà che in via Pompeiana, di fronte  alla chiesa di San Niccolò e al Monastero delle Clarisse, l’età del “Giuseppe falegname” vive anche nel terzo millennio.

Ha grinta da vendere, poca scuola ma tanta esperienza sul campo e tanta passione per il suo lavoro.  Osimano doc, e 87 anni da compiere; parliamo di Armando Angeletti, per tutti gli osimani “Alvaro“,  il falegname di via Pompeiana, uno dei personaggi più noti in città.

Se, infatti, in Osimo l’età e il fascino delle antiche botteghe artigianali vive ancora,  lo si deve  a Alvaro Angeletti. La sua,  è la  storia degli artigiani e dei vecchi mestieri che resistono al passare del tempo grazie alla passione e al vigore di famiglie che si passano il testimone di generazione in generazione. E’ questo il ritratto di Armando Angeletti, uno degli ultimi falegnami del nostro centro storico che l’arte di lavorare il legno l’ha appresa da piccolino, ottanta anni fa, e ancora oggi – pur avendo abbondantemente tagliato  l’asticella del  pensionamento – quando può, per diletto e passione, aiuta il  figlio Luigi.

Memoria, e non solo, di una Osimo che era, e che per nostra fortuna è ancora.

Bel tipo Alvaro, capace con le sue mani d’oro di intagliare un pezzo di legno, realizzare lavori di pregio, così come in tanti anni di lavoro – partendo col suo carico di attrezzi – ha sistemato  serrature, finestre, seggiole, tavoli e così via,  nelle  case di tanti  osimani.

Quartogenito, di una numerosa famiglia con sei figli ( come ce n’erano tante una volta) Armando nasce ad Osimo, in via delle Scalette, nel 1932. Cinque fratelli : Augusto, scomparso da pochi anni, conosciuto in città per aver lavorato come  geometra in Comune; Arnaldo, oggi 94enne, muratore per una vita; Marino anche lui conosciuto in Osimo per aver prestato servizio per diversi anni come infermiere presso l’Ospedale cittadino; Benito anch’egli uomo d’ingegno e votato per la meccanica, lavorava presso l’Officina Fagioli di Osimo; Vittoria (in Osimo conosciuta con il nome di Elvira) l’unica donna anche lei brava infermiera sempre con il sorriso in volto.

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Papà Adrio muratore, mamma Agnese Borsini filandaia, la loro è stata una famiglia numerosa e felice, ai tempi in cui tutti i componenti  erano chiamati fin da giovanissimi a contribuire a guadagnare il pane.

Armando ad appena 8 anni, dopo aver assolto agli obblighi scolastici, diventa ragazzo di bottega, apprendista falegname.

Lavorare il legno era ciò che desideravo fare. Mi piaceva il profumo del legno, un profumo che mi è rimasto sempre dentro“. Questo è quanto mi ha detto Armando, persona dal carattere umile, di poche parole, meravigliato per questo interessamento alla sua storia.

Storia che prende il via in  “altri tempi”, quando il centro di Osimo era allora un quartiere vivo e popolare, che pullulava di artigiani e osterie.

Il giovanissimo apprendista falegname Armando inizia a scoprire ” l’abc ” di questo mestiere  tra i più vecchi del mondo,  prima nella bottega del falegname Achille Salomoni  che si trovava vicino la filanda Alessandrini, poi passa alle dipendenze del “maestro” Alfredo Riderelli soprannominato “il Paccò” titolare di una falegnameria in Via 5 Torri.

 In ogni bottega c’era un esperto  “maestro falegname”. Lavorare vicino a questi storici artigiani significava acquisire  importanti conoscenze ed abilità. Le mani di Armando diventarono sempre più esperte lavorando e imparando il mestiere  a fianco di questi artigiani osimani. Oltre quelli già citati i “maestri falegnami” che  Armando ha avuto la fortuna di conoscere per esserne stato apprendista e poi  dipendente, sono stati:

Marino Caprari che aveva una piccola  falegnameria sotto Piazza Nuova in via Giulia, Arnaldo Canapa detto “Caccioni” artigiano-falegname che aveva il suo laboratorio per il  vicolo del Buon Villano,   Pasquale Pierelli falegname che aveva il laboratorio in via Zara, e da ultimo Giovanni Marzioli che aveva una falegnameria per la Costa del Borgo.

Una volta acquisita la giusta esperienza e consapevolezza della qualità dei propri mezzi affinati negli anni,   Armando – nel 1974 –  decide di mettersi in proprio ed aprire una  bottega di falegnameria tutta sua.

All’età di quarant’anni aveva deciso che era giunto il momento di lavorare in proprio. Una scelta non facile anche per gli impegni economici che comportava,  per l’acquisto dell’ attrezzatura per  la nuova bottega che aveva realizzato  in un vecchio garage per il vicolo di Santa Lucia, ma anche  per tutti i conseguenti adempimenti  burocratici, amministrativi e fiscali.

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La fiducia nelle proprie capacità, la completa dedizione al suo lavoro, l’entusiasmo di avere una propria bottega e il determinante sostegno della famiglia e di sua moglie  Anna Tortora – in particolare -,  sono stati i fattori  decisivi nella scelta di “mettersi in proprio”.

Una scelta azzeccata perchè  la falegnameria Angeletti, pur partendo dai lavori di semplice riparazione, pian piano ha visto aumentare la propria clientela divenendo in Osimo e non solo, un punto di riferimento anche per importanti commesse  e progetti di lavoro in legno.
Nel 1998 Armando decide di trasferire la propria attività in via Pompeiana 28 in locali più spaziosi  dove poter allocare nuovi macchinari  e dove ancora oggi continua l’attività della falegnameria ora condotta  dal figlio Luigi.

Il lavoro è stato, e continua ad esserlo per passione, la  vita di Armando; raccontano i familiari che per tanti anni entrava in bottega alle 7 del mattino per rivederlo tornare in casa a notte, e questo succedeva spesso anche la domenica, sempre  per accontentare e rispondere puntualmente alle esigenze dei clienti.

Ha riparato e costruito qualsiasi cosa in legno: seggiole, mobili, tavoli.  Forse non possiamo definirlo artista, ma di certo ha sviluppato in modo personale le richieste dei clienti con particolare creatività. Racconta Alvaro che ogni richiesta del cliente è stata e continua ad essere, per lui, meritoria di attenzione e rispetto, sia se si tratta di piccoli lavoretti di riparazione richiesti dalla  pensionata,  sia nei confronti di lavori più impegnativi. Tra le tante cose fatte ricorda i bei lavori realizzati per l’artista, progettista e regista osimano Guglielmo Cappannari per il quale ha realizzato diverse scenografie per il Teatro “La Fenice”, per gli spettacoli estivi al Duomo organizzati dall’Ema ed anche per la Scuola d’Arte di Urbino.

Per il Comune di Osimo ha realizzato diversi lavori: la manutenzione e riparazione di tanti banchi scolastici,  la realizzazione della “buca degli orchestrali” al Teatro La Nuova Fenice, interventi di manutenzione e sistemazione di tante strutture lignee di pregio  presenti nelle numerose chiese cittadine.
Ricorda Alvaro,  con soddisfazione, i tanti  mobili di prestigio realizzati, o ristrutturati nelle principali residenze nobiliari cittadine, e la soddisfazione per essere stato prescelto da diverse ditte prestigiose, anche fuori Osimo,  per la realizzazione di particolari commesse in legno e,  in specie ricorda   la realizzazione e l’addobbo dello stand della ditta Girombelli alla famosa  kermesse fiorentina di  Pitti Uomo. Un lavoro, quest’ultimo, che avrebbe fatto tremare i polsi a qualsiasi ditta  e che, invece,  il nostro falegname osimano, con pazienza e determinazione, ha realizzato con piena soddisfazione dei proprietari della nota ditta di moda anconetana.

Armando, che nel settembre del 2013 ha ricevuto il riconoscimento cittadino “una vita per il lavoro” per il talento e la dedizione alla sua attività artigianale, da diversi anni coniuga la dedizione al lavoro e l’attenzione alla sua famiglia con una nuova passione: quella per lo sport,  in particolare  per la montagna (alpinismo e sci) e il nuoto.

Autodidatta sciatore,  si è cimentato su tutte le piste senza mai aver preso una lezione da qualcuno. Famose le sfide all’interno dello Sci Club Osimano negli anni ’90.  Nella  categoria a loro riservata se la battevano  il “falegname sciatore autodidatta” con il suo stile molto ortodosso ma funzionale, e Vittorio Campanelli dotato di una tecnica raffinata, una sciata pulita bella da vedere.
Epiche alcune gesta, come quando affrontò incurante del pericolo,  le discese “nere” ( le più pericolose) del Monte Sella. Qualcuno ancora lo ricorda sul rifugio Belvedere a Canazei  soddisfatto per aver concluso indenne  il percorso dei tre passi, con una gioia incontenibile,  a pagare da bere per tutti.  Da ricordare anche le belle scalate sulle montagne dolomitiche, anche queste scoperte da Armando a tarda età, riuscendo, tuttavia, a mettere una bandierina sui più prestigiosi ed impervi rifugi alpini come “Capanna Margherita” a quota 4.000 mt. sul Monte Rosa, insomma delle vere e proprie imprese.

 A proposito di  imprese, non si possono non menzionare, quelle fatte da Armando con i suoi amici, i così detti,  “Aquilotti di Ancona” gente ( e tra questi il nostro falegname) che il 26 di dicembre di ogni anno , in pieno inverno,  si dà appuntamento alle 6 del mattino al Passetto di Ancona per inerpicarsi a piedi sul Monte Conero ( nell’impervio sentiero che parte dal cimitero di Sirolo), per poi  tuffarsi in mare e raggiungere a nuoto la   spiaggia Urbani.

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Ritornando alla professione artigianale Armando ancora oggi, senza sentire minimamente il peso dei suoi 87 anni, non riesce a staccarsi dal laboratorio al civico 28  di Via Pompeiana.  E’ lì che troneggia  tra scalpelli, misture, schegge di legno, colle, trucioli, assi, scatole di chiodi consumati, l’inseparabile lapis, antiche pialle e più moderni strumenti di lavoro,  scenario dove l’infaticabile ed estroso artigiano osimano ha trascorso gran parte della sua vita, lavorando sodo e non contando mai le ore. Entrando in questo laboratorio si capisce che tra l’artigiano e la sua materia non solo c’è massima sintonia, ma l’uno completa l’altro e viceversa.

Armando, a conclusione del nostro incontro, nella sua saggezza ermetica si raccomanda: ” la prego – dice – parli di me con moderazione, non usi paroloni, non ho fatto altro che ciò che amavo fare“.
Il lavoro paga sempre è uno degli insegnamenti che l’esperienza di questo artigiano da subito suggerisce, ovviamente quello fatto a regola d’arte, con scrupolo e attenzione. Oggi il laboratorio falegnameria è diretto dal figlio Luigi che segue la tradizione di famiglia.

Grazie Armando di aver condiviso la sua storia, quella di un artigiano, semplice e umile, ma dal carattere determinato, esempio di laboriosità e di concretezza per tutta la nostra comunità.
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La Vice Sindaco  di  Osimo
  prof.ssa Paola Andreoni

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Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa, ad OSIMO

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Il dott. Pietro Bartolo, il medico dei salvataggi di Lampedusa ci ha raccontato, questa mattina in un toccante incontro, della situazione drammatica degli immigrati ( delle “persone” come li chiama il medico) che arrivano in Italia sui barconi.
Ammirazione per questo uomo  che come ci ha raccontato,   in ventotto anni di servizio come medico sull’isola di Lampedusa,  è stato testimone di fatti drammatici ma anche di belle esperienze di vita, come quello raccontato:   “…Una ragazza. Era in ipotermia profonda, in arresto cardiocircolatorio. Era morta. Non avevamo niente. Ho cominciato a massaggiarla. Per molto tempo. E all’improvviso l’ho ripresa. Aveva edema, di tutto. È stata ricoverata 40 giorni. Kebrat era il suo nome. È il suo nome. Vive in Svezia. È venuta a trovarmi dopo anni. Era incinta”. Ci ha mostrato la foto del loro abbraccio.

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Molte parole e storie sono arrivate ai nostri orecchi,  anche, come una coltellata, ad esempio quando ha narrato dei maltrattamenti subiti da queste donne e da questi uomini in territorio libico. O quando ha narrato di una notte quando è stato chiamato: ” erano sbarcati due gommoni, dovevo andare a prestare soccorso. Ho visitato tutti, non avevano le malattie che qualcuno dice essere portate qui da loro. Avevano le malattie che potrebbe avere chiunque. Che si curano con terapie banali. Innocue. Alcuni. Altri sono stati sottoposti a torture, e violenze “.

Il Teatro è rimasto ammutolito, quando Pietro ha raccontato  di Favour: ” Favour, una bimba bellissima. Hanno chiamato da tutto il mondo per adottarla. Lei è arrivata sola. Ha perso tutti: il suo fratellino, il suo papà. La sua mamma prima di morire per quella che io chiamo la malattia dei gommoni, che ti uccide per le ustioni della benzina e degli agenti tossici, l’ha lasciata ad un’altra donna, che nemmeno conosceva, chiedendole di portarla in salvo. E questa donna, prima di morire della stessa sorte, me l’ha portata. Ma non immaginate quanti bambini, invece, non ce l’hanno fatta. Una volta mi sono trovato davanti a centinaia di sacchi di colori diversi, alcuni della Finanza, alcuni della polizia. Dovevo riconoscerli tutti. Speravo che nel primo non ci fosse un bambino. E invece c’era proprio un bambino. Era vestito a festa. Con un pantaloncino rosso, le scarpette. Perché le loro mamme fanno così. Vogliono farci vedere che i loro bambini sono come i nostri, uguali».

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Il dott. Bartolo è riuscito anche a far sorridere la platea quando mostrando  un video, lo   ha così descritto: ” Questo è un parto su una barca. La donna era in condizioni pietose, sdraiata per terra. Ho chiesto ai ragazzi un filo da pesca, per tagliare il cordone. Ma loro giustamente mi hanno risposto «non siamo pescatori». Mi hanno dato un coltello da cucina. Quella donna non ha detto bau. Mi sono tolto il laccio delle scarpe per chiudere il cordone ombelicale, vedete? Lei mi ringraziava, era nera, nera come il carbone. Suo figlio invece era bianchissimo. Si perché loro sono bianchi quando nascono, poi si inscuriscono dopo una decina di giorni. E che problema c’è, dico io, se nascono bianchi e poi diventano neri? Ha chiamato suo figlio Pietro. Quanti Pietro ci sono in giro!”.

Il dottor Bartolo ha parlato per più di un’ora, attirando l’attenzione e le emozioni dei ragazzi e di  tutti noi. Al termine ci siamo alzati in piedi e abbiamo applaudito, per lunghi minuti.

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Di  questo incontro, oltre alle emozioni, rimane la bella lezione di umanità  che la testimonianza  del dott. Bartolo ci ha voluto trasmettere: con le sue parole di fratellanza, umanità, dolore e speranza. Rimangono anche le riflessioni amare e il grido di speranza rivolto ai giovani: “quanto succede in quel tratto di mare Mediterraneo è una tragedia, quanto succede in Libia è vergognoso e  inumano. Ogni persona, anche se immigrato/clandestino merita rispetto, non conta assolutamente nulla del perché è venuto qui, se regolare o no, se scappa dalla guerra o se vieni a cercare fortuna: arrivare così, non è umano. E queste persone, donne, uomini e bambini meritano le nostre cure. Meritano un abbraccio. Meritano rispetto. Come, e forse più, di ogni altro uomo”.


Ringrazio il dott. Pietro Bartolo per averci onorato con la sua visita. Un ringraziamento a quanti hanno collaborato alla realizzazione di questo incontro.  Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato. Ringrazio  i Dirigenti Scolastici ed i docenti che in pochissimo giorni si sono organizzati per garantire la presenza degli studenti all’incontro. Grazie ai ragazzi che nonostante la pioggia sono arrivati a piedi dalle loro Scuole per ascoltare l’esperienza di un uomo, un medico che da 28 anni accoglie persone e salva vite umane.
Paola

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Alcuni commenti su FB:

Mattina intensa a Osimo, nelle Marche, per tornare a parlare di naufragi e responsabilità, di frontiere e umanità, in un teatro gremito di gente accorsa perché ha scelto da che parte stare. Grazie!
Pietro Bartolo

Quando uscimmo dalla sala dove avevamo visto “Fuocoammare”(Gianfranco Rosi,2016)rimanemmo in #silenzio per tutta la salita che ci portava a casa. Oggi Pietro Bartolo,”il medico di Lampedusa”l’ho visto dal vivo,ad #Osimo,nel nostro teatro gremito e con il #pubblico in piedi a rendergli omaggio:c’erano alcune classi delle medie,rappresentanti delle Istituzioni e tanti comuni #cittadini.Ringrazio anche oggi Pietro Bartolo per il silenzio e -penso per alcuni,me compresa,che dovrei esserci abituata-per il voltastomaco che ci ha portato dentro. Dalle sue parole e immagini di denuncia,di morte e di vita abbiamo compreso,spero e senza particolare censura,l’Olocausto del Mediterraneo. Abbiamo assistito ai racconti dei suoi pianti dopo che ha camminato sui cadaveri, dello strazio delle centinaia di ispezioni cadaveriche “di massa” che è stato costretto a redigere,abbiamo visto.
I volti e gli abbracci di chi ce l’ha fatta e lo ringrazia tornando da lui dopo anni.
Il suo dolore,la sua rabbia e la sua gioia,spero non li portino a casa solo i ragazzi,a cui sempre si pensa,ma anche noi,comuni cittadini che maestri,medici,musicisti o operai eravamo lì oggi,ad ascoltare la sua denuncia,perché se conosci,nulla è perduto e perché non mi sento tanto vecchia da delegare tutto alle nuove generazioni. “La #medicina è una #scienza #sociale,la #politica,non è altro che Medicina su larga scala e “non è chiaro che la nostra battaglia (dei medici) deve essere sociale”?(Wirchov,1848)grazie al Dottor Pietro Bartolo per avercelo,oggi,ricordato,con parole e immagini così crude che ci hanno commosso e ammutolito.
Silena Sernani

Grazie Dottore. Faccia conoscere a tutti, la verità. È una missione ancora più grande, che curare i corpi. Abbiamo bisogno di qualcuno che curi il pregiudizio e la xenofobia. Serenella Osimani Grazie a Lei. Ero lì questa mattina perché sapevo che era una grande persona e mi ha toccato tantissimo la sua semplicità nello spiegare ai ragazzi che siamo tutti uguali. Una platea attenta e commossa di ragazzi che mi da speranza. Grata per il lavoro che svolge a Lampedusa e a Bruxelles. Un grande abbraccio!!!
Paola Alberighi

Stamattina al teatro la Nuova Fenice di Osimo ,un incontro carico di grande umanità: Pietro Bartolo,il medico di Lampedusa che ha presentato il suo ultimo libro “le stelle di Lampedusa”.
Ginetta Carrubba

Il grande, immenso, unico medico di Lampedusa Pietro Bartolo, eurodeputato, oggi al teatro la Fenice di Osimo. Grazie per la testimonianza diretta delle atrocità che hai visto. Grazie per tutte le vite che hai salvato. Grazie per aver raccontato cosa succede nel Mediterraneo, davanti agli studenti osimani. Grazie per il tuo grande cuore. Grazie di averci fatto piangere tutti. GRAZIE!!!
Gramuglia Mauro

Un grazie al medico di Lampedusa Pietro Bartolo che ci ha portato un bel messaggio di amore e speranza: il mare sia un ponte non un semplice confine!!! Ha salvato tante vite non si è mai arreso neppure nei momenti più bui. Bellissimo vedere il teatro pieno di giovani studenti attenti a cogliere la sua preziosa testimonianza … Un’emozione che porterò sempre con me!!!
Lorenzo Tacconi


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Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa, ad OSIMO

Al Teatro “La NuovaFenice” di Osimo  la lezione di Pietro Bartolo, il medico di “Fuocoammare”, Sabato 5 ottobre alle ore 11


A renderlo famoso è stato il grande schermo, con “Fuocoammare”, il film-documentario dedicato al dramma degli sbarchi dei profughi a Lampedusa. Ma l’impegno quotidiano di Pietro Bartolo per i migranti va avanti dal 1991: in questi ventotto anni di attività, nel difficile ruolo di ufficiale sanitario delle Isole Pelagie, il dott. Bartolo ha visitato e prestato assistenza a oltre 250mila immigrati, arrivati nell’isola siciliana per fuggire alle guerre e alla povertà, in cerca di un futuro migliore per sé e per i propri figli.
A pochi giorni dalla ricorrenza di una data fortemente simbolica quale è  la Giornata mondiale del Rifugiato, ho chiesto al  medico di Lampedusa – che da pochi mesi  è parlamentare europeo – di portare alla nostra comunità la sua incredibile testimonianza di vita professionale e personale.
Invito tutta la cittadinanza, ad ascoltare le tante storie, (molte drammatiche, alcune a lieto fine), di cui il dott. Bartolo è stato spettatore, e al tempo stesso protagonista.
Ho fortemente voluto questo incontro ( e il dott. Bartolo ha fatto l’impossibile per essere presente nella nostra città) nella convinzione che questa testimonianza rappresenti una preziosa opportunità formativa per tutti noi che  del fenomeno immigrazione abbiamo una percezione  ed una rappresentazione lontana, divisiva e spesso largamente ostile.
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INVITO TUTTA LA CITTADINANZA
A PARTECIPARE

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Incontro con i Presidenti dei Consigli di Quartiere per rilanciare la partecipazione dei cittadini nella gestione della vita pubblica

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Questa mattina, in qualità di Assessore alla partecipazione democratica, ho incontrato, insieme al Sindaco Simone Pugnaloni, i Presidenti dei Consigli di quartiere. C’è l’esigenza di rilanciare questo importante organo di partecipazione democratica allargando la fascia di età e di partecipazione a tutti i cittadini soprattutto giovani. Si vuole ascoltare il loro punto di vista e chiedere loro una collaborazione per far crescere e sviluppare la nostra città. Ecco dunque la proposta di convocare un consiglio di quartiere per gli under 30. Altra proposta interessante emersa durante la riunione è quella di responsabilizzare i cittadini verso i beni a uso collettivo magari arrivando anche ad adottare e tenere ben mantenuto un bene come ad esempio i campetti presenti nei vari quartieri. I presidenti si sono resi disponibili a coinvolgere i cittadini stessi anche per svolgere piccole manutenzioni riguardo al verde, ma per questo vi è bisogno di capire come si può procedere , con quali strumenti e con quali risorse.
Sono emerse anche anche altre proposte come quella di fornire ogni frazione di una casetta dell ‘Acqua. Piena è stata la consapevolezza della necessità di programmare i vari interventi.
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Una  sfida e una  grande scommessa comunita­ria e civica che con l’assunzione di questa importante  delega ho voluto condividere con i sette Presidenti dei Consigli di Quartiere osimani, con l’ obiettivo chiaro: rompere gli schemi della diffidenza e dell’indifferenza e rilanciare lo spirito della partecipazione democratica.
A riguardo ci tengo a riportare le parole espresse dal primo Assessore osimano alla partecipazione democratica, il prof. Ferdinando Riderelli ( recentemente scomparso),  che all’atto di insediamento del “parlamentino” dei 12 quartieri di Osimo nel marzo del 1976 così si rivolse ai 180 neo nominati consiglieri di Quartiere: ” ….. lo spirito dei Cons.di Quartiere non deve essere uno spirito rivendicativo di continue richieste nei confronti del Comune, perchè se fosse solo questo, perderebbe validità al momento stesso in cui nasce. Non è una elencazione quindi di richieste ma è soprattutto uno spirito di maggiore presa di coscienza dei problemi che investono tutta la collettività. Quindi lo spirito del consiglio di quartiere deve essere soprattutto quello di approfondire i problemi e di trovare insieme il modo per dare le giuste risposte, anche pratiche, di risoluzione.
La partecipazione non significa soltanto partecipare alla vita attiva di quartiere ma significa, in primo luogo, partecipare alla vita dell’intera comunità perché altrimenti non si capisce come si fa a prendere coscienza dei problemi, se non si conoscono le matrici che hanno determinato i problemi stessi.
Con il consiglio di quartiere saremmo tutti chiamati interessarci di: sviluppo armonico della città, strumenti urbanistici, lottizzazioni, ubicazione delle diverse zone degli spazi pubblici, verde pubblico, verde attrezzato, viabilità, ma anche di problemi inerenti l’assistenza, problemi inerenti i trasporti, problemi inerenti l’edilizia scolastica, problemi inerenti il diritto allo studio, problemi inerenti alla partecipazione, problemi inerenti alla cultura, sono tutte queste le  realtà che ci aspettano  e che vi aspettano per far si che il parere consultivo espresso dai consigli di quartiere sia consapevole e maturo per far si che tutti, indistintamente, possono prendere atto delle difficoltà, e tutti, indistintamente, si adoperino al miglior funzionamento della vita della nostra comunità.
Questo chiede il Consiglio Comunale ai quartieri, di essere  più partecipi e più attivi nella  vita dell’intera collettività. Se si riuscirà a far nostri i problemi dell’intera comunità, se si riuscirà insieme a vivere la vita dell’intera collettività, certamente il consiglio di quartiere  sarà una realtà più che positiva più che valida.
Aspetta ai consigli, un compito oltre modo impegnativo ed importante, dove vorrà più di ogni altra cosa la presenza, l’impegno e lo spirito di collaborazione, spinte necessarie per portare avanti la democrazia e  il progresso civile di tutta la nostra comunità “.

E’ con questo spirito  nonché nuovo sentire civico di unitarietà con tutto il territorio comunale: dal centro storico,  sino alle frazioni più decentrate  che mi propongo di lavorare affinché i Consigli di Quartiere possano essere sempre più partecipi della vita della Città e determinanti nel raccogliere e condividere  le istanze della popolazione  per poi affrontarle e risolverle insieme all’Amministrazione comunale.

Tutto facile ? No assolutamente, si tratta di un obiettivo ambizioso, provare a ricostruire legami sociali spezzati, recuperare la disaffezione verso la politica (intesa come cura della “polis”), riscoprire l’attenzione per il valore del bene comune…….. per rafforzare il senso di appartenenza alla nostra comunità cittadina.
Da parte dell’Amministrazione comunale si tratta di una assunzione di responsabilità, che sottende la volontà di instaurare un rapporto trasparente, franco con i cittadini e i suoi rappresentanti di quartiere; un’Amministrazione che, soprattutto in una fase critica quanto alle risorse economiche dell’ente, intende compiere insieme alla città e i suoi quartieri,  scelte di priorità.


L’Assessore alla Partecipazione Democratica
prof.ssa Paola Andreoni

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Una piccola nota di colore, tutta osimana:
All’incontro d’ insediamento dei primi Presidenti e Consiglieri di Quartiere nel marzo 1976 ( di cui sopra ho fatto menzione) era presente anche Umberto Graciotti, un “grande” osimano, poeta, disegnatore e uomo di spirito che con l’ironia dei suoi disegni arguti e sottili riusciva a cogliere nel segno più di tante parole e discorsi.
Ecco “come l’ha vista …. senza vincoli e censure” Umberto Graciotti la nascita dei Consigli di Quartiere osimani (pubblicata nel notiziario comunale “5 Torri”, n.2 del 1976)

 

Umberto Graciotti anche lui eletto nel Consiglio di Quartiere della Pietà ( nel 1976 erano 12 i Cons.di Quartiere) nel particolare di cui sopra, si è raffigurato cencioso  e derelitto alfiere del “Consiglio di quartiere Pietà”.

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Si è insediato il nuovo Consiglio comunale di Osimo.

Martedì  25 giugno 2019 si è insediato il nuovo consiglio comunale di Osimo. Diversi i punti all’ordine del giorno: Insediamento del Consiglio comunale, convalida del Sindaco e dei Consiglieri eletti sotto il profilo della insussistenza delle cause  di incandidabilità, ineleggibilità e incompatibilità. Giuramento del Sindaco ( art.50 co.11 del Tuel).  Elezione del Presidente del Consiglio comunale e del Vice  Presidente. Quindi la comunicazione dei componenti la Giunta comunale e l’approvazione delle linee programmatiche  di governo dell’Ente…..
Così è stato, anche se solo in parte. Infatti l’elezione del Presidente del Consiglio Comunale non è andata in porto in quanto non è stato raggiunto il numero necessario dei voti ( i due terzi dei consiglieri più il Sindaco). L’ elezione è rimandata alla prossima seduta quando non serviranno più i due terzi ma basterà la maggioranza semplice. La maggioranza ha proposto alla guida del Civico consesso il consigliere Giorgio Campanari, che quindi verrà nominato tra circa 10 giorni.

Il nuovo Consiglio comunale di Osimo, nato dalle elezioni amministrative dello scorso 26 maggio e seguente turno di ballottaggio del 9 giugno vede la presenza, al momento,  di tre  gruppi, di cui due di maggioranza: Partito Democratico (9 consiglieri) ed Energia Nuova (3 consigliere).  Ai due  gruppi di maggioranza si aggiungono  tre partiti- liste, ognuno dei quali è rappresentato nell’Assemblea con un unico rappresentante:  Ecologia e Futuro (1 consigliere), Osiamo (1 consigliere), Popolari Uniti per Osimo (1 consigliere).
Nelle file dell’ opposizione, al momento vi è un solo gruppo, quello delle Liste Civiche  (6 consiglieri fra tutte le sei  liste: “Osimo Civica”, “Uniti per Latini”, “8Noi azzurri “, “2Patto Sociale”, “3 Su la Testa”, “Green”). Mentre gli altri partiti rappresentati sono: Lega – Salvini Osimo (1 consigliere), liste “Osimo Futura” e “Progetto Osimo” unite con A.Ginnetti (1 consigliere), e il Movimento 5 Stelle (1 consigliere).
Il Regolamento del Consiglio vieta la costituzione di gruppi composti da un solo consigliere: quindi ci sarà da risolvere il nodo che riguarda i consiglieri «soli» con un unico componente.

24 i membri del Civico consesso osimano  a cui si va ad  aggiungere il sindaco Simone Pugnaloni che nella seduta di ieri   ha prestato il proprio giuramento. Solo quattro le donne presenti nel Civico consesso cittadino.

Questa la nuova composizione del  Consiglio comunale di Osimo a seguito, anche,  dello scorrimenti di lista per la nomina ad Assessore e le rispettive surroghe:


per il gruppo di liste n. 1, “OSIMO FUTURA“, n. 2, “PROGETTO OSIMO“, collegate con il candidato alla carica di Sindaco non eletto, entra in Consiglio:
01) ACHILLE GINNETTI candidato alla carica di Sindaco non eletto.

 


per la lista n. 3, “LEGA SALVINI OSIMO“,  collegata con il candidato alla carica di Sindaco non eletto, entra in Consiglio:
02) ALBERTO MARIA ALESSANDRINI PASSARINI candidato alla carica di Sindaco non eletto.

 


per la lista n. 4, “OSIMO CIVICA“,  collegata con il candidato alla carica di Sindaco non eletto, DINO LATINI entra in Consiglio:
nessun eletto in Consiglio

 

per la lista n. 5, “UNITI PER LATINI “,  collegata con il candidato alla carica di Sindaco non eletto, DINO LATINI entra in Consiglio:
03) LORENZO BOTTEGONI, primo nelle preferenze della lista.

 

per la lista n. 6, “8 NOI AZZURRI LATINI“,  collegata con il candidato alla carica di Sindaco non eletto, DINO LATINI entra in Consiglio:
04) MARIO ARACO, primo nelle preferenze della lista.

per la lista n. 7, “2 PATTO SOCIALE“,  collegata con il candidato alla carica di Sindaco non eletto, DINO LATINI entrano in Consiglio:
05) PALAZZINI GRAZIANO, primo nelle preferenze della lista;
06) SIMONCINI STEFANO, secondo nelle preferenze della lista;

 

per la lista n. 8, “3 SU LA TESTA“,  collegata con il candidato alla carica di Sindaco non eletto, DINO LATINI entrano in Consiglio:
07) BORDONI MONICA, prima nelle preferenze della lista;

 

per la lista n. 9, “6 GREEN“,  collegata con il candidato alla carica di Sindaco non eletto, DINO LATINI entra in Consiglio:
nessun eletto in Consiglio

 


per la lista n. 10, “MOVIMENTO 5 STELLE“, collegata con il candidato alla carica di Sindaco non eletto, entra in Consiglio:
08) DAVID  MONTICELLI candidato alla carica di Sindaco non eletto.


per la lista n. 11, “ENERGIA NUOVA“,  collegata con il candidato alla carica di Sindaco eletto, SIMONE PUGNALONI entrano in Consiglio:
09) ANNALISA PAGLIARECCI, prima nelle preferenze della lista che lascia lo scranno consiliare in quanto nominata Assessore;
10) JACOPO ANGELETTI , prima nelle preferenze della lista che lascia lo scranno consiliare in quanto nominato componente di una soc. partecipata;
11) FEDERICA GATTO, terza nelle preferenze della lista, che lascia lo scranno consiliare in quanto nominata Assessore;
09) MARCO BALESTRIERI, quarto nelle preferenze della lista, subentra a Annalisa Pagliarecci;
10) MICHELE FELICIANI, quinto nelle preferenze della lista, subentra a Jacopo ANGELETTI;
11) DANIELE VIGNONI, sesto nelle preferenze della lista, subentra a Federica Gatto;

per la lista n. 12, “PARTITO DEMOCRATICO“,  collegata con il candidato alla carica di Sindaco eletto, SIMONE PUGNALONI entrano in Consiglio:
12) PAOLA  ANDREONI, prima nelle preferenze della lista che lascia lo scranno consiliare a seguito della nomina a Vice Sindaco ed Assessore;
13) MAURO PELLEGRINI, seconda nelle preferenze della lista che lascia lo scranno consiliare a seguito della nomina ad Assessore;;
14) FLAVIO CARDINALI, terza nelle preferenze della lista che lascia lo scranno consiliare a seguito della nomina ad Assessore;
15) FABIO MARCHETTI, quarto nelle preferenze della lista che lascia lo scranno consiliare in quanto designato a presiedere Astea spa;
12) GIORGIO CAMPANARI, quinto nelle preferenze della lista.
13) FRIDA PAOLELLA, sesta nelle preferenze della lista.
18) LAURA CIONCO, settima nelle preferenze della lista che lascia lo scranno consiliare per nomina in un ente controllato;
14) DANIELE BERNARDINI, ottavo nelle preferenze della lista;
15) ELIANA FLAMINI, nona nelle preferenze della lista;
16) DIEGO GALLINA FIORINI, decimo nelle preferenze della lista subentra a Paola Andreoni;
17) MATTEO CANAPA, undicesimo nelle preferenze della lista subentra a Mauro Pellegrini;
18) MASSIMO LUNA, dodicesimo nelle preferenze della lista subentra a Flavio Cardinali;
19) FILIPPO INVERNIZZI, tredicesimo nelle preferenze della lista, subentra a Fabio Marchetti
20) RENATA MAGGIORI, quattordicesima  nelle preferenze della lista, subentra a Laura Cionco.

per la lista n. 13, “OSIMO ECOLOGIA E FUTURO“,  collegata con il candidato alla carica di Sindaco eletto, SIMONE PUGNALONI entrano in Consiglio:
25) MICHELA GLORIO, prima nelle preferenze della lista che lascia lo scranno consiliare a seguito della nomina ad Assessore;
21) STEFANO  AGOSTINELLI, secondo nelle preferenze della lista subentra a Michela Glorio.

 

per la lista n. 14, “POPOLARI UNITI PER OSIMO“,  collegata con il candidato alla carica di Sindaco eletto, SIMONE PUGNALONI entra in Consiglio:
27) ALEX  ANDREOLI, primo nelle preferenze della lista che lascia lo scranno consiliare a seguito della nomina ad Assessore;
28) CRISTINA FOGLIA, seconda nelle preferenze della lista che lascia lo scranno consiliare a seguito della nomina a componente del CdA di ente;
22) GIORGIO MARIA BRANDONI, terzo  nelle preferenze della lista subentra a Alex Andreoli.

per la lista n. 15, “OSIAMO“,  collegata con il candidato alla carica di Sindaco eletto, SIMONE PUGNALONI entra in Consiglio:
23) FILIPPO  ROSSI, primo nelle preferenze della lista.


per la lista n. 16, “DIFENDI OSIMO“,  collegata con il candidato alla carica di Sindaco non eletto, Maria Grazia MARIANI
nessun eletto in Consiglio


per la lista n. 17, “TERRITORIO E COMUNITA’“,  collegata con il candidato alla carica di Sindaco non eletto, Fabio PASQUINELLI
nessun eletto in Consiglio


24) DINO LATINI  candidato alla carica di Sindaco non eletto per il gruppo di liste Patto Sociale, Su la Testa, Uniti per Latini, Osimo Civica e 6 Green;
25) SIMONE PUGNALONI candidato alla carica di Sindaco eletto per il gruppo di liste: Partito Democratico, Energia Nuova, Osimo Ecologia Futuro, Popolari Uniti Osimo, Osiamo;

 

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L’elenco completo dei consiglieri eletti
in Consiglio comunale

a seguito dell’elezione diretta del sindaco e del consiglio comunale del 26 maggio e del 9 giugno 2019, è stato proclamato eletto sindaco il candidato Simone PUGNALONI e sono stati proclamati eletti alla carica di consigliere comunale i seguenti candidati:

01) PUGNALONI SIMONE candidato alla carica di Sindaco eletto per il gruppo di liste: Partito Democratico, Energia Nuova, Osimo Ecologia Futuro, Popolari Uniti Osimo, Osiamo;
02) ANDREONI PAOLA candidata nella lista del Partito Democratico eletta con il maggior numero di preferenze individuali, lascia lo scranno consiliare a seguito della nomina ad Assessore;
03) PELLEGRINI MAURO candidato nella lista del Partito Democratico, secondo per numero di preferenze, lascia lo scranno consiliare a seguito della nomina ad Assessore;
04) CARDINALI FLAVIO candidato nella lista del Partito Democratico, terzo per numero di preferenze lascia lo scranno consiliare a seguito della nomina ad Assessore;
05) MARCHETTI FABIO candidata nella lista del Partito Democratico, quarto per numero di preferenze, lascia lo scranno consiliare in quanto designato a presiedere Astea spa;
02) CAMPANARI GIORGIO candidato nella lista del Partito Democratico, quinto per numero di preferenze;
03) PAOLELLA FRIDA candidata nella lista del Partito Democratico, sesta per numero di preferenze;
08) CIONCO LAURA candidata nella lista del Partito Democratico, settima per numero di preferenze,  lascia lo scranno consiliare per nomina in un ente controllato;
04) BERNARDINI DANIELE candidata nella lista del Partito Democratico, ottavo per numero di preferenze;
05) FLAMINI ELIANA candidata nella lista del Partito Democratico, nona  per numero di preferenze;
06) DIEGO GALLINA FIORINI, decimo nelle preferenze della lista PD,  subentra a Paola Andreoni;
07) MATTEO CANAPA, undicesimo nelle preferenze della lista PD,  subentra a Mauro Pellegrini;
08) MASSIMO LUNA, dodicesimo nelle preferenze della lista PD,  subentra a Flavio Cardinali;
09) FILIPPO INVERNIZZI, tredicesimo nelle preferenze della lista PD, subentra a Fabio Marchetti;
10) RENATA MAGGIORI, quattordicesima  nelle preferenze della lista PD, subentra a Laura Cionco;
11) PAGLIARECCI ANNALISA candidata nella lista Energia Nuova, lascia lo scranno consiliare a seguito della nomina ad Assessore;
12) ANGELETTI JACOPO candidato nella lista Energia Nuova, lascia lo scranno consiliare per nomina in un ente controllato;
13) GATTO FEDERICA candidata nella lista Energia Nuova, lascia lo scranno consiliare a seguito della nomina ad Assessore;
14) GLORIO MICHELA candidata nella lista Osimo Ecologia Futuro, lascia lo scranno consiliare per nomina in un ente controllato;
11) STEFANO  AGOSTINELLI, secondo nelle preferenze della lista Osimo Ecologia Futuro, subentra a Michela Glorio;
12) MARCO BALESTRIERI, quarto nelle preferenze della lista Osimo Ecologia Futuro, subentra a Annalisa Pagliarecci;
13) MICHELE FELICIANI, quinto nelle preferenze della lista Osimo Ecologia Futuro, subentra a Jacopo Angeletti;
14) DANIELE VIGNONI, sesto nelle preferenze della lista Osimo Ecologia Futuro, subentra a Federica Gatto;

15) ANDREOLI ALEX candidata nella lista Popolari Uniti Osimo, lascia lo scranno consiliare a seguito della nomina ad Assessore;
15) GIORGIO MARIA BRANDONI, terzo  nelle preferenze della lista subentra a Alex Andreoli.
16) ROSSI FILIPPO candidata nella lista Osiamo;
17) LATINI DINO candidato alla carica di Sindaco non eletto per il gruppo di liste Patto Sociale, Su la Testa, Uniti per Latini, Osimo Civica e 6 Green;
18) PALAZZINI GRAZIANO candidato nella lista 2 Patto Sociale;
19) SIMONCINI STEFANO candidato nella lista 2 Patto Sociale;
20) BORDONI MONICA candidata nella lista 3 Su la Testa;
21) BOTTEGONI LORENZO candidato nella lista Uniti per Latini;
22) ARACO MARIO candidato nella lista 8 Noi Azzurri;
23) GINNETTI ACHILLE candidato alla carica di Sindaco non eletto per il gruppo di liste Osimo Futura e Progetto Osimo;
24) ALESSANDRINI PASSARINI ALBERTO MARIA candidato alla carica di Sindaco non eletto per la lista Lega Salvini Osimo;
25) MONTICELLI DAVID candidato alla carica di Sindaco non eletto per la lista Cinque Stelle;

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Giunta Municipale di Osimo. Nomina assessori

Osimo, la nuova Giunta chiamata ad

amministrare la città

 

Il Sindaco di Osimo, dr. Simone Pugnaloni, con decreto nr. 7 in data 11 giugno 2019, ha nominato quali componenti della Giunta Comunale, per il quinquennio 2019/2024, i signori e le signore:

ANDREONI Paola
Servizi Sociali – Partecipazione democratica – Trasporti;

PELLEGRINI Mauro
Cultura – Bilancio – Contenzioso – Società partecipate;

GLORIO Michela
Attività economiche – Ambiente – Turismo – Personale;

ANDREOLI Alex
Pubblica Istruzione – Agricoltura – Informatizzazione;

CARDINALI Flavio
Lavori Pubblici – Protezione civile;

PAGLIARECCI Annalisa
Urbanistica – Patrimonio;

GATTO Federica
Polizia locale – Sicurezza – Rapporto con le forze dell’ordine;

Il Sindaco Pugnaloni ha inoltre stabilito di sovrintendere personalmente ai seguenti settori:
Sport – Servizi Demografici – Progetti strategici.

L’incarico di Vicesindaco viene conferito alla sig.ra Andreoni Paola con tutti i poteri e competenze stabilite dalla legge e dallo Statuto comunale.

 

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La Meridiana, rubrica “Io la penso così”: Una politica di ideali, slanci e competenze.

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LaMeridiana” in edicola oggi, 8 settembre 2018,  di Paola Andreoni.

Come i lettori ben sapranno, il prossimo maggio/giugno 2019 anche Osimo vivrà la tornata elettorale per il rinnovo dei vertici dell’Amministrazione pubblica locale.

L’augurio che faccio e la speranza che coltivo è che il dibattito che precederà le elezioni, sia un dibattito serio, responsabile, costruttivo, e non una campagna elettorale che, sfuggendo ai temi di interesse dei cittadini, sia votata all’odio sociale, agli attacchi personali, al discredito, al gettar fango, senza alcun rispetto per le persone, per la loro dignità,  solo perché far rumore e a spararle grosse c’è chi crede che paghi.

Io, credo che la tradizione della nostra città, che è una città storica, imperniata di cultura, di gente che opera incessantemente, di persone dedite alla attenzione per gli altri, non meriti tali comportamenti che certamente non conferiscono lustro e prestigio alla nostra città.

Osimo merita rispetto, perché è di gran lunga superiore a tali comportamenti di bassa lega, improntati a maleducazione, a strafottenza e al disprezzo degli avversari politici nei confronti dei quali non viene nutrito alcun rispetto.

Purtroppo se il buongiorno si vede dal mattino, già i primi segnali che si stanno percependo non sono quelli auspicati, dal momento che i primi assaggi di propaganda elettorale sono veramente deplorevoli e financo disgustosi.

Anche qui ad Osimo c’è chi soffia sul fuoco dell’odio, illudendosi di collezionare consenso e voti per i  prossimi appuntamenti elettorali.

Giusto criticare e incalzare chi governa, ma utilizzare la menzogna e la maldicenza porta solo problemi e allontana i cittadini dall’istituzione più vicina a loro, forse l’unica che se ne occupa veramente: il comune.

Osimo, per la sua storia, per il suo prestigio, per le sue tradizioni, merita un dibattito politico che faccia emergere i valori di questa città, valori improntati ad umanità, a solidarietà, a serietà, a responsabilità, a rispetto di chiunque in quanto persona, essere umano, a prescindere dal colore politico e da come la si possa pensare.

Serietà significa soprattutto non spararle grosse, non promettere cose impossibili e non raccontare fandonie.

Tali modi di fare propaganda politica partono dal presupposto che i cittadini le bevono tutte e che quando gli stuzzichi la pancia nel senso di “basso populismo”, li entusiasmi e accalappi i loro voti. Non ci sono scorciatoie possibili per risolvere i problemi e  non ci sono bacchette magiche, bisogna che tutti se ne facciano una ragione e contribuiscano alla coesione sociale per far fronte ai problemi.

Osimo merita un dibattito fondato sulle idee e sulle proposte per migliorare la qualità di vita dei cittadini, su contributi utili affinché la comunità cittadina possa crescere e prosperare, e la qualità di vita dei cittadini possa trovare sempre maggiore soddisfazione. Un confronto nel quale le forze politiche cittadine, assumano un ruolo serio e responsabile, salvaguardando le differenze ideologiche e le diverse visioni sul futuro della nostra comunità ma  riconoscendosi in un comune denominatore istituzionale.

I temi da mettere al centro del dibattito, certo non mancano, sono innanzitutto quelli della mancanza di lavoro e quindi della disoccupazione che purtroppo affligge tanti nostri concittadini, togliendo loro la dignità e il diritto di poter avere una occupazione gratificante e che assicuri il vivere quotidiano.

Questo è per me il tema centrale e fondamentale e la città è chiamata a dare contributi su questo affinché si possano individuare soluzioni e interventi di natura politica per incentivare, favorire e sostenere le iniziative produttive della nostra città.

Collegato a questo tema c’è sicuramente anche il dibattito relativo all’incentivazione sempre maggiore dei servizi sociali che possono sostenere le fasce più deboli della popolazione a superare i momenti di difficoltà che rendono difficili la vita di tutti i giorni.

Questi temi hanno bisogno di contributi autorevoli, e non di urla o di seminare paura verso gli immigrati.

Per un politico sembra oggi impopolare e non produttivo di consenso sostenere l’aiuto e la solidarietà anche per queste persone, per questi esseri umani. Le loro storie, i loro drammi, la  loro voglia di migliorare le condizioni della loro vita non devono far paura e non devono essere viste come ostacoli ai bisogni dei cittadini osimani.

Problemi così seri non si risolvono con  le battute ad effetto, ma necessitano il ricorso a quel senso di umanità tipico degli osimani – che nella loro storia sono stati anch’essi emigranti in terre lontane –  e che non sarebbero, oggi, disposti a vendere l’anima e i loro principi, solo per avere consenso elettorale, solo per avere un voto in più.  Verso tale modo di fare politica nutro profonda avversione.

Concludo facendo un accorato appello: Restiamo umani,  e diamo  esempio di buona politica. Una politica di ideali, slanci e competenze.

                La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
************************Paola Andreoni


 

 

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