Ezio Mauro: Governo, il Paese in apnea

di Ezio Mauro  19 febbraio 2020.

L’Italia non può vivere in amministrazione controllata, con una sospensione della politica che si illude di sospendere il tempo, rinviando le scelte.
Se non sai chi sei, difficilmente saprai dove devi andare. Vale per la vita, non si capisce perché non dovrebbe valere anche per la politica, se si ricordasse di non essere una dimensione artificiale, ma una manifestazione della vita delle persone. Dunque è la propria natura culturale – fatta di valori, ideali, interessi legittimi, soggetti sociali da rappresentare – che decide le scelte da compiere, in un quadro di convenienze, occasioni e opportunità. Come ogni organismo vitale, il governo è esattamente davanti a questo nodo, che non riesce a sciogliere semplicemente perché non può, mancandogli la percezione di se stesso, la nozione di che cos’è, cosa trasmette ai cittadini, cosa significa nella vicenda del Paese.

Tutti i tavoli governativi, che dovrebbero affrontare un problema per risolverlo, si aprono a ripetizione senza mai chiudersi. La questione della prescrizione è sospesa, il progetto di abolizione dei decreti di sicurezza salviniani è rinviato, l’ambiziosa agenda 2023 che il premier vuole scrivere per ipotecare lo spazio della legislatura non riesce ad aprire la prima pagina, sulle nomine pubbliche si annuncia battaglia, alla Rai ancora e sempre sovranista e filoleghista non si riesce nemmeno a cambiare canale. Lo spazio vuoto è inevitabilmente riempito dalle spinte egoistiche e centrifughe dei due partiti in maggiore difficoltà elettorale, M5S e Italia viva, che cercano nell’agitazione permanente ciò che non riescono a trovare nella politica mancante, muovendosi ogni volta sullo spazio di confine tra maggioranza e opposizione, sperando di lucrare spiccioli di consenso dai due mondi contrapposti.

Al centro dello schieramento, come una moderna Democrazia cristiana, il Pd porta intero il peso della responsabilità del governo, senza incassarne il dividendo. Dovrebbe strappare in avanti, imponendo la sua egemonia culturale, ma è costretto a frenare, tamponando i buchi che si aprono qua e là quotidianamente nella maggioranza. Dovrebbe far capire agli alleati che in Emilia ha giocato – e vinto – da solo la vera partita con Salvini, prendendo la guida politica della coalizione, ma deve mediare, compensare, riequilibrare se vuole che la barca vada avanti. Dovrebbe pretendere che l’alleanza si dia finalmente un orizzonte culturale, una bussola politica, una mappa di programma: ma è costretto a proteggere il minimo comun denominatore che tiene insieme forze troppo diverse tra loro, e non riesce ad andare oltre.

Eppure la questione è semplice. Il Paese non può vivere in amministrazione controllata, con una sospensione della politica che si illude di sospendere il tempo, rinviando le scelte. Un Paese in apnea. Bisogna che la politica torni in campo, e sieda a capotavola, altrimenti è meglio accettare la sfida di Salvini e andare al voto, con tutti i rischi che questa scelta comporta per l’Italia.

Una chiave per uscire dalla palude è in mano ai Cinque Stelle. Finalmente hanno capito che il congresso – comunque lo si voglia immaginificamente battezzare – è la strada maestra per definire la propria natura e la propria prospettiva, spiegando alla luce del sole la ragione delle scelte, cosa che incredibilmente non è stata fatta con il passaggio di governo, sostituendo Salvini con Zingaretti come si cambia la giacca in un armadio. I grillini devono dire se seguono Grillo, che vuole un’intesa ragionata con la sinistra, o Di Battista con la sua perenne guerriglia anti-istituzionale: su questo devono scontrarsi e contarsi, in modo pubblico e trasparente, selezionando un gruppo dirigente conseguente, nato da una scelta di campo non più equivoca.

Ma anche Renzi è debitore di un congresso alla pubblica opinione. È stato segretario del Pd, quel partito lo ha portato alla presidenza del Consiglio, lui lo ha portato nel socialismo europeo: ed ora? Un uomo di Stato non può permettersi un’ambiguità permanente, puntando a dividere il campo riformista in ogni elezione locale, usando i suoi voti marginali per tenere il governo di cui fa parte costantemente sott’acqua, lasciando intendere che il tanto peggio sarebbe infine per lui (e solo per lui) tanto meglio: perché un’esplosione del quadro politico gli consentirebbe di liberarsi da ogni vecchia eredità vincolante, di uscire dal recinto del centrosinistra e di collocarsi all’incrocio tra una sinistra di lucro, una destra di comodo, un centro di vocazione, scegliendo empiricamente di volta in volta in base al bottino politico e non più agli ideali, come un partito-pirata che batte bandiera nera. Un congresso vero, tra tante performance, aiuterebbe a mettere a fuoco la natura del nuovo partito, a scegliere il campo di gioco, gli alleati e gli avversari, e soprattutto a capire.

Infine, Conte. La situazione dimostra che avere i numeri in Parlamento non basta, se non c’è una maggioranza: sapendo che i cosiddetti “responsabili”, se portano voti, tolgono identità, dunque accrescono il male oscuro di cui soffre il governo. E di conseguenza o il premier si mette a capo di questo processo di ridefinizione culturale dell’alleanza che guida, oppure vedrà consumarsi di giorno in giorno la sua debolezza, perché senza politica non si va avanti.

Deve capirlo anche il Pd, fissando un prezzo politico per la sua responsabilità generale. È basandosi su questa tenuta dei democratici, infatti, che Renzi e Di Maio imbastiscono i loro balli di confine, sul bordo del dentro-fuori. La responsabilità non è gratuita, d’ora in poi va scambiata con scelte di governo nette, con una chiara identità di sinistra, riconoscibile dagli elettori.
Anche perché l’alternativa ha un’identità precisa, con il segno di destra più marcato degli ultimi vent’anni. Basterebbe questo destino per imporre alle forze di governo una scelta radicale e convinta. Ma le scelte nascono soltanto da una chiarezza identitaria. È ora che la maggioranza di governo decida di che sostanza è fatta: la destra lo sappiamo.

 

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Perfetta analisi di Ezio Mauro.
Questo articolo,  incarna perfettamente il motivo per cui sostengo l’attuale segretario del PD che mi sembra al momento uno dei pochi in grado di praticare una politica almeno scevra da personalismi, invidie e brame di potere. Credo che, con enormi difficoltà, stia cercando di lavorare per il bene di questo Paese. Con  una maggioranza non coesa e piena di insidie e nemici, sfido chiunque a fare meglio in queste condizioni.  Un buon motivo per appoggiare con forza il PD e il suo segretario. Per me lo merita..
Paola

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Grazie alle “nostre” Assistenti Sociali per quello che, ogni giorno, ci danno.

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Ieri con la Giunta abbiamo tracciato il bilancio di fine anno della azione amministrativa. Per il Sociale ho elencato brevemente quanto fatto, sicuramente non abbastanza, consapevole della situazione di  difficoltà in cui versano molte persone e famiglie della nostra comunità a causa della crisi economica e sociale.
Essere Assessore ai Servizi Sociali è per me un grande onore e un grande impegno. E’ anche una grande opportunità di conoscenza della nostra comunità delle storie di difficoltà, di aiuto, della generosa presenza di condivisione e di amore delle tante esperienze di volontariato.

I Servizi Sociali non danno solo aiuto economico,  svolgono anche un lavoro più difficile ma anche più entusiasmante di accurato ascolto e  di progettazione,  verso le persone: donne, uomini, bambini, osimani di nascita, osimani per scelta che  vengono aiutati a “ritrovare se stessi”. Una presenza attiva, competente e professionalmente preparata che accompagna a restituire alle persone la percezione della propria dignità.

Grazie alle Assistenti Sociali del nostro Comune per quello che, ogni giorno, ci danno. Un grazie speciale ad Alessandra, la coordinatrice di Ambito,  e a Fazia, la responsabile dell’ufficio comunale, che mi stanno guidando, ascoltando e supportando in questo percorso che ci troviamo a condividere.


L’Assessore ai Servizi Sociali e Vice Sindaco
************Paola Andreoni

 

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Festa dei volontari della Croce Rossa Italiana del Comitato locale di Osimo

I volontari della Croce rossa italiana del Comitato locale di Osimo si sono ritrovati, oggi, in un momento di festa e di convivialità.
Come  Assessore ai Servizi Sociali e Vice Sindaco ho portato i saluti e il ringraziamento per l’ operato di tutti i giorni al servizio della comunità.
Un ringraziamento ed una vicinanza  alla passione dei   tanti volontari e volontarie della CRI  che ogni giorno, con grande amore, dedizione e professionalità alimentano la speranza  di quanti, nella nostra comunità, vivono in condizioni di disagio e vulnerabilità.
Un grande drammaturgo ha scritto: “Dove abita la solidarietà, lì ci sono gli eroi nascosti che stanno cambiando il mondo”.


Un grazie sincero.
Paola
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Fino al 30 novembre è possibile iscriversi all’Albo degli scrutatori di seggio

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C’è tempo fino al prossimo 30 Novembre per iscriversi all’Albo delle persone idonee all’ufficio di scrutatore di seggio elettorale del Comune di Osimo.

Tutti gli elettori ed elettrici del Comune che desiderano essere iscritti nell’albo unico comunale delle persone idonee all’ufficio di scrutatore di seggio elettorale dovranno presentare domanda al  Comune.

L’iscrizione è subordinata al possesso, almeno, del titolo di studio della scuola dell’obbligo. Ai sensi di quanto disposto dagli articoli 38 del D.P.R. 30 marzo 1957, n, 361 e 23 del D.P.R. 16 maggio 1960, n. 570 e successive modificazioni, sono esclusi dalle funzioni di scrutatore di ufficio elettorale di sezione: i dipendenti dei Ministeri dell’Interno, delle poste e telecomunicazioni e dei trasporti; gli appartenenti a Forze armate in servizio; i medici provinciali, gli ufficiali sanitari ed i medici condotti; i segretari comunali ed i dipendenti dei comuni addetti o comandati a prestare servizio presso gli uffici elettorali comunali; i candidati alle elezioni per le quali si svolge la votazione.

La domanda dovrà essere redatta sull’ apposito modulo (che ho allegato in calce al presente post), anche disponibile presso l’ufficio elettorale comunale.
Gli elettori già iscritti nell’albo possono chiedere, entro il prossimo mese di dicembre, di essere cancellati.

Per ogni ulteriore informazione e per la compilazione della domanda, è possibile rivolgersi all’Ufficio Elettorale Comunale, presso l’Ufficio Anagrafe.
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Modulo di domanda

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Cosa fare questa estate 2019 ad Osimo

Programma Osimo Estate 2019


Una Estate di divertimento per tutti. Musica, cinema, sagre e tanto altro.
Paola

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Ballottaggio Osimo, ha vinto Simone Pugnaloni


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In un combattuto ballottaggio ha vinto Simone Pugnaloni con 8.440 preferenze, pari al 50,45%. superando Dino Latini, candidato delle civiche, che si ferma a 8.288 pari al 49,55%. I risultati definitivi.


Grande e meritata Vittoria, è la dimostrazione che gli osimani sanno scegliere usando la propria testa.
Abbiamo vinto, tutte e tutti insieme! Grazie Osimo !

Paola

“Prima di dimenticare”: un prezioso dono da parte di zio Piero

Sabato 8 settembre,  il prof. Piero Alessandrini, ricercatore e già docente universitario con all’attivo diversi premi e riconoscimenti nazionali ed internazionali, autore di libri, saggi ed articoli di natura economica-finanziaria, presenterà in Osimo il suo ultimo libro: Prima di dimenticare. Storia di Alessandro e Nunzia raccontata dai figli.

Come si può ben capire dal titolo, questa volta il prof. Alessandrini non si è impegnato sulle tematiche economiche per le quali è famoso e conosciuto: investimenti, i distretti industriali, il risparmio, i rapporti banca-impresa, il sistema finanziario italiano…
Il nuovo lavoro è un omaggio ai suoi genitori, i miei nonni materni, Alessandro e Nunzia e a tutto ciò che ci hanno insegnato.

Zio Piero ci ha regalato, con questo libro, memorie della storia di alcuni aspetti del passato della nostra famiglia ricca di valori, di vita e di speranza. Un libro dove traspare l’amore e la riconoscenza per nonno Alessandro e nonna Nunzia.
Un libro che va ad arricchire la storia di Osimo perché ben documenta, ( in un arco temporale che va dalla metà dell’Ottocento e attraversa tutto il Novecento) attraverso la nostra storia familiare, le vite difficili di mezzadri, calzolai, filandaie, fino all’ascesa sociale di piccoli imprenditori e artigiani osimani. Ricostruisce il duro lavoro in filanda, in officina e nelle attività domestiche, i momenti drammatici della guerra, il crollo della casa di famiglia, la formazione scolastica dei figli, la loro educazione sentimentale, i giochi in strada, i divertimenti, l’organizzazione quotidiana di una famiglia numerosa.
Osimo, la chiesa di San Marco e via Cappuccini sono protagoniste in molte pagine del libro, per questo motivo invito la cittadinanza e quanti amano la storia della nostra città, alla presentazione del libro:

“Prima di dimenticare.
Storia di Alessandro e Nunzia raccontata dai figli”

Sabato 8 settembre 2018 alle ore 18

presso il Chiostro di San Francesco ( in caso di pioggia presso il Collegio Campana).
Con l’autore Piero Alessandrini, presentano Marco Morroni e Lucilla Niccolini.

Paola


Alcune foto contenute nel libro:
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1947 zio Nazzi e zio Piero il muretto è quello sovrastante i tre Archi
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nonna Nunzia e nonno Alessandro, maggio 1950 festeggiano le nozze d’argento

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Alessandro e Nunzia, fidanzati
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i nonni festeggiano le Nozze d’oro, 1975
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