Il Movimento 5 Stelle continua nella sua politica del “farsi fuori”.

Il Movimento 5 Stelle ha miliardi di ragioni ma la prepotenza e il comportamento tenuto oggi da Grillo, all’incontro con Renzi, è da censurare.
Grillo si è presentato ad un incontro con il presidente incaricato, ha blaterato per dieci minuti e poi se ne è andato. Doveva essere un colloquio con un incaricato del Presidente della Repubblica, detestabile quanto si vuole ( già su questo blog ho espresso le mie perplessità su tutta questa vicenda) ma non l’ha lasciato parlare. Ha detto che lui non e’ democratico, ma questo si sapeva,  fa e disfa, ma di concreto non combina niente.
Rimango sempre dell’idea che questo Paese potevamo cambiarlo con Bersani, se a suo tempo il M5S si fosse reso disponibile a “sporcarsi le mani”, invece il nulla assoluto.
Grillo si è rilevato,  un demagogo senza arte ne parte, e oggi ha proprio sbagliato e alla fine il M5S  continua nella sua linea di farsi fuori.
Paola

Ho un sogno: un centro sinistra unito, anche con il M5S, per salvare il Paese e dare luce alla nostra città.

Chiusa l’esperienza delle “larghe intese” che faranno i parlamentari 5 Stelle ?
Appoggeranno il Partito Democratico, SEL e quanti altri, che con  senso di responsabilità,  cercheranno di dare vita ad un “governo di scopo” finalizzato ad effettuare provvedimenti urgenti, necessari e utili per il Paese come una nuova legge elettorale e la legge di stabilità ?
Sta scritto che una persona si giudica nelle contingenze più severe, questo vale tanto più per i politici. Di fronte a questa situazione di emergenza causata dall’irresponsabilità della destra, credo che il M5S sia chiamato ad assumersi sulle proprie spalle, condividendone il peso con le altre forze democratiche, scelte per escludere una volta e per sempre dalla storia della nazione e dei nostri figli Silvio Berlusconi.e il suo circondario di servi.

Ci sarà bisogno di “sporcarsi le mani”, contaminandosi con altre forze politiche come teme B.Grillo ? Forse si, e questa è la politica in una democrazia..
Anch’io nutro perplessità verso alcuni parlamentari  del partito democratico, li vorrei migliori  ( penso in particolare ai 101 parlamentari del PD che hanno boicottato Prodi) ma anche alcuni parlamentari del M5S forse non brillano per simpatia, competenza e capacità, ma di una cosa sono sicura: che la gran parte degli elettori del partito democratico , così come quelli del M5S , sono persone per bene che hanno solo fame di futuro e di luce.
Alcuni commentatori politici sulla stampa di questi giorni rilevavano che, per certi versi, questi sono giorni simili a quelli che seguirono l’otto settembre del 1943. Ora non è tempo di distinguerci tra partigiani rossi e partigiani bianchi, ora è tempo di cacciare gli “sfascisti” dall’Italia e arrivare, tutti insieme, ad un nuovo 25 aprile. Solo dopo, quando sarà ristabilita la pace, competeremo lealmente sulla base degli argomenti e dei contenuti.
Credo che per il nostro Paese, ma vale anche per la nostra Osimo 2014-2019 su questo dovremmo interrogarci: cosa vogliamo fare del resto delle nostre vite e cosa vogliamo lasciare ai nostri figli ?
Mi auguro che il futuro per il nostro Paese  e per la nostra città sia un  luogo di luce.
Con speranza, Paola.

Bersani è la scelta giusta: è quanto hanno chiesto alle primarie e chiedono oggi gli elettori del PD

Bersani Grillo BerlusconiL’intervista di oggi sul Corriere della Sera di Franceschini e le ultime uscite di Renzi non mi sono piaciute. Sono d’accordo che bisogna dialogare con tutti ci mancherebbe. Leggo però dietro questi autorevoli interventi,  il tentativo per preparare un cambio di rotta nella strategia del partito. Incredibile, proprio in questo momento. Cioè nel momento in cui Berlusconi è nell’angolo e i grillini si stanno sfaldando.
Un governo con Berlusconi?? Ma si rendono conto di quello che dicono Renzi e Franceschini?? Dopo tutto quello che in questi anni il cavaliere ha fatto e disfatto, dopo gli scandali, i parlamentari comprati, i bunga-bunga, le leggi ad personam, la gentaglia avida di cui si è circondato e che ci ha spogliato, dopo che in 20 anni di governi è riuscito solo a mandare in rovina il paese, noi dovremmo fare un governo con lui ??
Grillo non aspetta altro che il governassimo per ricompattarsi. Sono fermamente convinta che la via tracciata da Bersani sia quella giusta e l’unica possibile. La strada di Bersani è quella  in cui si ritrovano, come me,  la maggior parte degli elettori del partito, il resto è noia e notte per il PD e per il Paese.
Paola

I cambiamenti di Grillo: prima le dirette streaming ora l’incontro carbonaro

Casaleggio e Grillo Riempiva le piazze, prometteva la democrazia diretta e che avrebbe condiviso tutto: in streaming. Oggi, venerdì 5 aprile, però Beppe Grillo chiama a raccolta i 162 parlamentari del Movimento 5 Stelle. L’appuntamento è in un luogo segreto. Lontano dai riflettori e dai giornalisti, che si sa: sono una gran brutta categoria. Non fosse altro perché scrivono quello che vedono e sentono.
Obiettivo dell’incontro è per definire la linea del movimento, il nodo delle alleanze e recuperare alcuni dissidenti. Il primo della lista è il deputato siciliano Tommaso Currò che si è detto favorevole ad un confronto con il Pd e soprattutto ha rimarcato la propria indipendenza dichiarando: “Non sono uno schiaccia bottoni per conto terzi”.
Emerge sempre più chiaramente che molti dei “cittadini parlamentari” non sono d’accordo sulla linea di Grillo e Casaleggio.
Che sia la volta buona ?

Paola

O fate quello che dico io o non gioco più e me ne vado

GRILLO 3

 Beppe Grillo ha lanciato via twitter il seguente messaggio: “Se votate la fiducia ai partiti mi ritiro
Qualche giorno fa parlava di  minacce di scomunica, di calci nel sedere, stavolta Beppe Grillo avverte i suoi che farà qualcosa di peggio se si azzarderanno ad appoggiare un governo dei partiti: li lascerà soli, se ne andrà.

Un monito a chi in questi giorni cerca, anche dentro il Movimento, di spingere verso la ragionevolezza , per cercare un accordo con il Partito Democratico. Un aut aut del comico genovese.

Cosa ne pensate di questo aut aut di Grillo e Casaleggio ?

 E sopratutto: CHE FARE ?

Appello al Movimento 5 Stelle: se non ora quando ?

parlamento_italiano Un appello a firma dei più importanti intellettuali italiani al Movimento 5 Stelle, pubblicato su Repubblica.

Una grande occasione si apre, con la vostra vittoria alle elezioni, di cambiare dalle fondamenta il sistema politico in Italia e anche in Europa. Ma si apre ora, qui e subito. E si apre in questa democrazia, dove è sperabile che nessuna formazione raggiunga, da sola, il 100 per cento dei voti. Nessuno di noi può avere la certezza che l’occasione si ripresenti nel futuro. Non potete aspettare di divenire ancora più forti (magari un partito-movimento unico) di quel che già siete, perché gli italiani che vi hanno votato vi hanno anche chiamato: esigono alcuni risultati molto concreti, nell’immediato, che concernano lo Stato di diritto e l’economia e l’Europa. Sappiamo che è difficile dare la fiducia a candidati premier e a governi che includono partiti che da quasi vent’anni hanno detto parole che non hanno mantenuto, consentito a politiche che non hanno restaurato ma disfatto la democrazia, accettato un’Europa interamente concentrata su un’austerità che – lo ricorda il Nobel Joseph Stiglitz – di fatto «è stata una strategia anti-crescita», distruttiva dell’Unione e dell’ideale che la fonda.
Ma dire no a un governo che facesse propri alcuni punti fondamentali della vostra battaglia sarebbe a nostro avviso una forma di suicidio: gli orizzonti che avete aperto si chiuderebbero, non sappiamo per quanto tempo. Le speranze pure. Non otterremmo quelle misure di estrema urgenza che solo con una maggioranza che vi includa diventano possibili. Tra queste: una legge sul conflitto di interesse che impedisca a presenti e futuri padroni della televisione, della stampa o delle banche di entrare in politica; una legge elettorale maggioritaria con doppio turno alla francese; il dimezzamento dei parlamentari il più presto possibile e dei loro compensi subito; una Camera delle autonomie al posto del Senato, composta di rappresentanti delle regioni e dei comuni; la riduzione al minimo dei rimborsi statali ai partiti; una legge anti-corruzione e anti-evasione che riformi in senso restrittivo, anche aumentando le pene, la disciplina delle prescrizioni, bloccandole ad esempio al rinvio a giudizio; nuovi reati come autoriciclaggio, collusione mafiosa, e ripristino del falso in bilancio; ineleggibilità per condannati fin dal primo grado, che colpisca corruttori e corrotti e vieti loro l’ingresso in politica; un’operazione pulizia nelle regioni dove impera la mafia (Lombardia compresa); una confisca dei beni di provenienza non chiara; una tutela rigorosa del paesaggio e limiti netti alla cementificazione; un’abolizione delle province non parziale ma totale; diritti civili non negoziati con la Chiesa; riconsiderazione radicale dei costi e benefici delle opere pubbliche più contestate come la Tav. E vista l’emergenza povertà e la fuga dei cervelli: più fondi a scuola pubblica e a ricerca, reddito di cittadinanza, Non per ultimo: un bilancio europeo per la crescita e per gli investimenti su territorio, energia, ricerca, gestito da un governo europeo sotto il controllo del Parlamento europeo (non il bilancio ignominiosamente decurtato dagli avvocati dell’austerità nel vertice europeo del 7-8 febbraio).
Non sappiamo quale possa essere la via che vi permetta di dire sì a questi punti di programma consentendo la formazione del nuovo governo che decida di attuarli, e al tempo stesso di non contraddire la vostra vocazione. Nella giunta parlamentare si può fin da subito dar seguito alla richiesta di ineleggibilità di Berlusconi, firmata da ormai 150.000 persone : la fiducia può essere condizionata alla volontà effettiva di darvi seguito. Quel che sappiamo, è che per la prima volta nei paesi industrializzati e in Europa, un movimento di indignati entra in Parlamento, che un’Azione Popolare diventa possibile. Oggi ha inizio una vostra marcia attraverso le istituzioni, che cambieranno solo se voi non fuggirete in attesa di giorni migliori, o peggiori. Se ci aiuterete a liberarci ora, subito, dell’era Berlusconi: un imprenditore che secondo la legge non avrebbe nemmeno dovuto metter piedi in Parlamento e tanto meno a Palazzo Chigi.
Avete detto: «Lo Stato siamo noi». Avete svegliato in Italia una cittadinanza che vuole essere attiva e contare, non più delegando ai partiti tradizionali le proprie aspirazioni. Vale per voi, per noi tutti, la parola con cui questa cittadinanza attiva si è alzata e ha cominciato a camminare, nell’era Berlusconi: «Se non ora, quando?»
Remo Bodei
Roberta De Monticelli
Tomaso Montanari
Antonio Padoa-Schioppa
Salvatore Settis
Barbara Spinelli

E’ possibile  sostenere l’iniziativa mettendo la propria firma, cliccando qui sotto:

 Appello a Beppe Grillo e al Movimento 5 Stelle: se non ora, quando?

Quanto durerà il Movimento 5 Stelle?

giornali Il Venerdidi Curzio Maltese 10 febbraio. Quanto durerà il Movimento 5 Stelle? Bella questione. I sondaggi lo danno in calo da mesi, ma forse sbagliano. Grillo sta facendo una campagna formidabile, furbissima, a suo modo coraggiosa. Ed è l’unico a riempire le piazze. Potrebbe fare il botto. E qui cominciano i guai. Perché un conto è controllare da casa e dal computer un movimento in fieri dove “uno è uguale uno”, cioè nessuno conta niente e comandano solo due, lui e Casaleggio. Altro è far entrare nelle istituzioni persone vere, che dovranno agire nella realtà. La vittoria di Parma è stata significativa. Grillo ha trionfato con tre promesse. Numero uno, no all’inceneritore, anzi “NO!”. Due, il dimezzamento o l’abolizione dell’IMU introdotto dall’orribile governo Monti. Tre, sostegni e sgravi fiscali alle famiglie deboli. Risultati: l’inceneritore si fa, l’IMU rimane la stessa, la più alta d’Italia, e gli aiuti alle famiglie deboli non si sono visti. Il sindaco Pizzarotti ripete che “i bilanci non consentono”, come un qualsiasi viceministro bocconiano. Grillo parla d’altro, la casta, i complotti, la stampa assassina, ecc. CI vediamo in Parlamento, sarà un piacere.

Quanto a Rivoluzione Civile, il destino sembra segnato. Con quattro segretari di partito quattro, Di Pietro, Ferrero, Diliberto e Bonelli, con quattro apparati alle spalle, quanto può sopravvivere? Se questo non accadrà, se non cominceranno dal primo giorno a spartirsi per esempio la torta dei rimborsi elettorali, m’impegno a fare pubblica ammenda.

Resta il centro, il più perfetto dei carrozzoni. Non punta a vincere ma a far perdere tutti, così è decisivo per governare. Se l’operazione riuscirà, magari per lo zero virgola, si fa un bel governo destra-sinistra. Altrimenti, qualcuno s’immagina Monti capo dell’opposizione parlamentare per più di un trimestre?
(da Il Venerdì 10 febbraio)