Bersani è la scelta giusta: è quanto hanno chiesto alle primarie e chiedono oggi gli elettori del PD

Bersani Grillo BerlusconiL’intervista di oggi sul Corriere della Sera di Franceschini e le ultime uscite di Renzi non mi sono piaciute. Sono d’accordo che bisogna dialogare con tutti ci mancherebbe. Leggo però dietro questi autorevoli interventi,  il tentativo per preparare un cambio di rotta nella strategia del partito. Incredibile, proprio in questo momento. Cioè nel momento in cui Berlusconi è nell’angolo e i grillini si stanno sfaldando.
Un governo con Berlusconi?? Ma si rendono conto di quello che dicono Renzi e Franceschini?? Dopo tutto quello che in questi anni il cavaliere ha fatto e disfatto, dopo gli scandali, i parlamentari comprati, i bunga-bunga, le leggi ad personam, la gentaglia avida di cui si è circondato e che ci ha spogliato, dopo che in 20 anni di governi è riuscito solo a mandare in rovina il paese, noi dovremmo fare un governo con lui ??
Grillo non aspetta altro che il governassimo per ricompattarsi. Sono fermamente convinta che la via tracciata da Bersani sia quella giusta e l’unica possibile. La strada di Bersani è quella  in cui si ritrovano, come me,  la maggior parte degli elettori del partito, il resto è noia e notte per il PD e per il Paese.
Paola

La notte del Presidente … del Consiglio, non dovrà essere la notte del PD

porta_big Consultazioni finite. Tutto come ieri: PdL e Lega vogliono un governo anche con PD, ma non tecnico; il Movimento 5 Stelle vuole solo un suo governo, ma senza dare nomi; a Scelta Civica va bene ancora una grande coalizione (basta galleggiare); SEL vuole solo Bersani e mai con il PdL; il PD le ha tentate tutte (in modo serio e onesto), cercando un appoggio da Grillo, ma anche chiedendo alle altre forze politiche di lasciare partire un governo di cambiamento per coinvolgere poi tutti dentro un percorso di riforme, ma rifiutando ipotesi di “governissimi”.
Di fronte a questo guazzabuglio, il Presidente Napolitano si è preso una pausa di riflessione, e domani mattina probabilmente annuncerà le sue decisioni. Sperando che la notte porti (buon) consiglio, e magari un Presidente del Consiglio.
Se no, è notte fonda.  Non condivido quanto hanno detto alcuni esponenti del Partito, per i quali il PD accetterà qualsiasi decisione di Napolitano. NO anche noi dobbiamo avere  un po’ di dignità e di rispetto per noi stessi. Il nostro Segretario ha fatto il possibile e di più. Ora mi auguro che i Parlamentari del PD si comportino  con DIGNITA’, con UNITA’ e rispetto verso il nostro segretario..  Noi elettori e iscritti del PD NON VOGLIAMO  MAI e poi MAI un ipotetico governo che non ABBIA alla sua guida Bersani che è stato democraticamente e a larga maggioranza eletto dai nostri iscritti. Amici Parlamentari del PD non nascondetevi dietro la “favola” del SENSO di  RESPONSABILITA’  per mantenere  il vostro posto a Roma. Il Partito Democratico HA GIA’ DATO su questo fronte. Fatelo x l’Italia, x il PD e PER la DEMOCRAZIA. NON ci saranno prove d’appello. mettetevi una mano nella coscienza, fatelo innanzitutto per chi ha riposto in Voi la propria fiducia, o sarà la fine del nostro Partito e allora si che la notte sarà molto, molto fonda.

Paola

Movimento Grillo e Casaleggio: movimento delle volpi e delle faine

Grillo e CasaleggioGià prima di incontrare Bersani, i rappresentanti del M5S avevano annunciato il loro “no”, senza avere ascoltato quanto gli sarebbe stato proposto. La ragione è perché il mandato voluto dai loro elettori è di spazzare i partiti, non di lavorarci insieme. Quindi, niente fiducia a chi da 20 anni ha solo parlato di cambiamento senza mai attuarlo. Però, alla fine dell’incontro, viene annunciato che: “Siamo pronti per un governo del Movimento 5 Stelle con il nostro programma, che potrebbe essere condiviso in larga parte da altre forze politiche”. Ma in questo caso, non sarebbe la stessa cosa che rifiutano? Cioé, sempre un governo fatto dai partiti…
Insomma, hanno voglia i capigruppo dei grillini ad affermare che: “Noi abbiamo una credibilità che possiamo spendere: gli altri partiti hanno una ‘non credibilità, essendo lì da 30 anni facendo solo promesse”. Sinceramente mi pare poco credibile chi, oltre a contraddirsi grossolanamente, in questi giorni ha mostrato un netto rifiuto al confronto (preferendo l’insulto spesso gratuito), vistose pecche in fatto di competenze, insofferenza alle critiche (anche a livello di satira), imposizioni dall’alto in contrapposizione alla base.
La sensazione, purtroppo, è che il M5S passerà alla storia come un movimento che voleva e poteva cambiare tutto, ma alla fine finirà per non cambiare niente: per un’ostinata chiusura a prescindere, per meri calcoli elettorali (mi auguro tanto sbagliati), o per l’incapacità di sapersi prendere le responsabilità (o la consapevolezza di non essere in grado) per affrontare la difficile situazione nel Paese.

15 marzo: gli italiani aspettano RISPOSTE

Il Partito Democratico ha deciso e tira dritto con le sue proposte, parlando chiaro al Paese e alle altre forze politiche. Bersani ha messo sul tavolo otto punti di governo: dal lavoro alla lotta alla corruzione, dal no all’austerità europea alla rivoluzione energetica verde, per la ricostruzione morale dell’Italia.
Una proposta che si rivolge senza tentennamenti ai movimenti, per costruire un governo del cambiamento, sbarrando di conseguenza la porta alla destra.
Oggi la politica ha perso in correttezza, anche la comunicazione dove i “vaffa” sono di moda, ne è una prova, ma credo che bisogna avere rispetto di chi ha conquistato la maggioranza assoluta alla Camera e la maggioranza relativa al Senato, non si possono immaginare soluzioni alternative. Grillo non può dire: se ci tenete alla governabilità votate un esecutivo 5 stelle. Fa l’offeso, si vuole vendicare di chi l’ha sottovalutato. Ma così, per togliersi uno sfizio personale, condanna tutti gli italiani.
Piuttosto di favorire un nuovo corso della politica italiana, Grillo vuole spingere il Pd all’alleanza con il Pdl. Solo per la soddisfazione di dire “io lo avevo detto”.
La strategia è legittima, probabilmente produttiva per il suo consenso elettorale, ma vincerà sulle macerie del nostro Paese. Una vittoria, e poi, per niente scontata, poiché se si dovesse ritornare alle votazioni, gli elettori, non credo ritornerebbero felici a premiare le stramberie e la mancanza di responsabilità istituzionale del movimento del duo Casaleggio – Grillo.
A decidere le sorti dell’Italia sarà quindi il Parlamento, chiamato a riunirsi il 15 marzo. Non ci sarà “la rete”, il 15 marzo tra quei banchi del Parlamento, tutti – deputati, senatori e cittadini – si dovranno guardare negli occhi e confrontarsi. I “grillini”,  all’insediamento del nuovo parlamento, potranno anche dire “TUTTI A CASA”, ma l’Italia non è un’azienda, come si è voluto far credere in passato con Berlusconi e  nemmeno un TEATRINO.  Non la rete, ma la vita reale ci racconta di  famiglie, imprese, giovani  che fanno fatica e la situazione è ogni giorno sempre più drammatica, non ce ne dimentichiamo.

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Otto punti per un governo di cambiamento, per salvare il nostro Paese

Proposta del segretario Pier Luigi Bersani alla Direzione del Partito Democratico per lo sviluppo, la crescita e il cambiamento

Bersani 6 marzo1. Fuori dalla gabbia dell’austerità.
Il Governo italiano si fa protagonista attivo di una correzione delle politiche europee di stabilità. Una correzione irrinunciabile dato che dopo 5 anni di austerità e di svalutazione del lavoro i debiti pubblici aumentano ovunque nell’eurozona. Si tratta di conciliare la disciplina di bilancio con investimenti pubblici produttivi e di ottenere maggiore elasticità negli obiettivi di medio termine della finanza pubblica. L’avvitamento fra austerità e recessione mette a rischio la democrazia rappresentativa e le leve della governabilità. L’aggiustamento di debito e deficit sono obiettivi di medio termine. L’immediata emergenza sta nell’economia reale e nell’occupazione.

2. Misure urgenti sul fronte sociale e del lavoro
– Pagamenti della Pubblica Amministrazione alle imprese con emissione di titoli del tesoro dedicati e potenziamento a trecentosessanta gradi degli strumenti di Cassa Depositi e Prestiti per la finanza d’impresa.
– Allentamento del Patto di stabilità degli Enti locali per rafforzare gli sportelli sociali e per un piano di piccole opere a cominciare da scuole e strutture sanitarie.
– Programma per la banda larga e lo sviluppi dell’ICT.
– Riduzione del costo del lavoro stabile per eliminare i vantaggi di costo del lavoro precario e superamento degli automatismi della legge Fornero.
– Salario o compenso minimo per chi non ha copertura contrattuale.
– Avvio della universalizzazione delle indennità di disoccupazione e introduzione di un reddito minimo d’inserimento.
– Salvaguardia esodati.
– Avvio della spending review con il sistema delle autonomie e definizione di piani di riorganizzazione di ogni Pubblica Amministrazione.
– Riduzione e redistribuzione dell’IMU secondo le proposte già avanzate dal PD.
– Misure per la tracciabilità e la fedeltà fiscale, blocco dei condoni e rivisitazione delle procedure di Equitalia.
Ciascun intervento sugli investimenti e il lavoro sarà rafforzato al Sud, anche in coordinamento con i fondi comunitari.

3. Riforma della politica e della vita pubblica
– Norme costituzionali per il dimezzamento dei Parlamentari e per la cancellazione in Costituzione delle Province.
– Revisione degli emolumenti di Parlamentari e Consiglieri Regionali con riferimento al trattamento economico dei Sindaci.
– Norme per il disboscamento di società pubbliche e miste pubblico-private.
– Riduzione costi della burocrazia con revisione dei compensi per doppie funzioni e incarichi professionali.
– Legge sui Partiti con riferimento alla democrazia interna, ai codici etici, all’accesso alle candidature e al finanziamento.
– Legge elettorale con riproposizione della proposta PD sul doppio turno di collegio.

4. Voltare pagina sulla giustizia e sull’equità
– Legge sulla corruzione, sulla revisione della prescrizione, sul reato di autoriciclaggio.
– Norme efficaci sul falso in bilancio, sul voto di scambio e sul voto di scambio mafioso.
– Nuove norme sulle frodi fiscali.

5. Legge sui conflitti di interesse, sull’incandidabilità, l’ineleggibilità e sui doppi incarichi.
Le norme sui conflitti di interesse si propongono sulla falsariga del progetto approvato dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera nella XV Legislatura che fa largamente riferimento alla proposta Elia-Onida-Cheli-Bassanini.

6. Economia verde e sviluppo sostenibile
– Estensione del 55% per le ristrutturazioni edilizie a fini di efficienza energetica.
– Programma pubblico-privato per la riqualificazione del costruito e norme a favore del recupero delle aree dismesse e degradate e contro il consumo del suolo.
– Piano bonifiche.
– Piano per lo sviluppo delle smart grid.
– Rivisitazione e ottimizzazione del ciclo rifiuti (da costo a risorsa economica). Conferenza nazionale in autunno.

7. Prime norme sui diritti
– Norme sull’acquisto della cittadinanza per chi nasce in Italia da genitori stranieri e per minori nati in Italia.
– Norme sulle unioni civili di coppie omosessuali secondo i principi della legge tedesca che fa discendere effetti analoghi a quelli discendenti dal matrimonio e regola in modo specifico le responsabilità genitoriali.

8. Istruzione e ricerca
– Contrasto all’abbandono scolastico e potenziamento del diritto allo studio con risorse nazionali e comunitarie.
– Adeguamento e messa in sicurezza delle strutture scolastiche nel programma per le piccole opere.
– Organico funzionale stabile, piano per esaurimento graduatorie dei precari della scuola e reclutamento dei ricercatori.

Dimmi cosa dovrebbe fare, per te, il PD ?

Questo l’esito di un recentissimo sondaggio di Rai 3.

PD cosa fare

Esprimo per prima cosa solidarietà e sostegno a Bersani. E’ lui che deve avere la barra del timone. La democrazia ha individuato Bersani come il nostro capitano, a lui il compito di rinnovare il partito e il compito di dare il giusto spazio alla nuova generazione. Perchè D’Alema non lo capisce e invece continua a rilasciare interviste ?
Bersani ha già individuato il percorso per uscire da questa fase di ingovernabilità. Condivido la proposta lanciata al movimento 5 stelle, su un governo di programma sui punti dove già  c’è ampia condivisione.

Bersani: il dopo elezioni

Bersani_dopo elezioniNessuna alchimia o “balletti di diplomazia politica che il Paese non tollererebbe”, ma un “confronto in Parlamento sulle cose da fare per il Paese, che attraversa la crisi più difficile dal dopoguerra”.
Questo il senso della posizione del Partito Democratico sull’esito del voto, espressa da Pier Luigi Bersani nel corso di una conferenza stampa.
Chi non può garantire la governabilità al Paese non può dire di aver vinto – ha detto Bersani –. Quindi, pur essendo arrivati primi, noi non abbiamo vinto”.
“La prima parola spetta necessariamente a noi – ha fatto notare -. Sentiamo come prima responsabilità quella di essere portatori efficaci di una proposta di cambiamento, come e più che in campagna elettorale”.
“Se toccherà a noi – ha detto il segretario democratico -, ci rivolgeremo al Parlamento presentando alcuni punti fondamentali di cambiamento: riforma delle istituzioni, riforma della politica, moralità pubblica e privata, difesa dei ceti più esposti e impegno per una nuova politica europea per il lavoro”.
Ciascuno si prenda la sua responsabilità davanti al Paese”, ha aggiunto.
“Il voto – è stato il ragionamento di Bersani – ci ha consegnato un grande movimento d’opinione di non accettazione delle ricette di sola austerità, frutto di politiche europee francamente sbagliate, e insieme il rifiuto della politica così come si è presentata, moralmente non credibile e con istituzioni inefficienti”.
“Noi progressisti – ha aggiunto – abbiamo visto da tempo che l’opinione pubblica era mossa da una dinamica profonda, e abbiamo cercato di corrispondere a questo sentimento introducendo delle novità nel nostro modo d’essere. Dobbiamo purtroppo riconoscere che il problema ha nettamente sopravanzato le previsioni”.
Ne prendiamo atto con umiltà – ha aggiunto – ribadendo la volontà di essere utili al Paese”.
Quanto ai rapporti con le altre forze in Parlamento, in particolare con il M5S, Bersani ha ribadito la volontà di presentare proposte “che possono essere considerate da tutti”, perché “fin qui hanno detto ‘tutti a casa’. Ora ci sono anche loro, o vanno a casa oppure dicano cosa vogliono fare per il Paese, che è il loro e quello dei loro figli”.
Tornando sulla campagna elettorale, il segretario del Pd ha riconosciuto di non essersela sentita “in coscienza, di coltivare degli inganni. Forse c’è costato, ma io so fare solo questo mestiere”.
A chi gli ha chiesto di un possibile passaggio del testimone alla guida del Pd, Bersani ha ribadito che “la ruota gira”, ma che “da capitano o da mozzo, io non abbandono la nave”.