Anche Savonarola si è laureato

Ricevo e pubblico questo “gossip-confessione”  di Savonarola.

” Confesso, non potevo più tenermi dentro questo assillo, anch’io come il Trota mi sono preso una bella Laurea in Albania.  Mi sono Laureato a distanza in FISICA  NUCLEARE.

 
Per tutti Voi che non avete avuto nella vita tempo per studiare, o per chi ha avuto a scuola problemi di socializzazione e di allergie nei confronti dei libri, vi INVITO  ad entrare in questo  sito dove potete prendere una laurea a distanza, senza obbligo di presentarsi agli esami.  Ciao a tutti i futuri colleghi dottori. “

Savonarola

Non ce l’ha fatta Giuseppe

Non ce l’ha fatta Giuseppe C., l’artigiano che si era dato fuoco davanti alle sedi delle commissioni tributarie a Bologna. E’ morto dopo nove giorni di agonia, il gesto estremo aveva causato gravi ustioni su tutto il corpo.
Aveva lasciato accanto alla vettura delle lettere, una proprio alla Commissione tributaria, in cui spiegava di aver “sempre pagato le tasse” e chiedeva di “lasciar in pace” almeno la moglie, cui aveva rivolto una commovente missiva di addio. L’uomo era tormentato dalle pendenze con il fisco, che gli chiedeva almeno 104.000 euro.
Una cifra dovuta al Fisco per lo più per sovrafatturazioni, cioè dichiarazioni di costi maggiori di quelli realmente sostenuti, emerse nei controlli fiscali, e contro cui Giuseppe C. aveva cercato inutilmente di far ricorso alla commissione tributaria provinciale (che gli aveva dato torto).
Fa’ rabbia  di fronte a queste storie di dolore che sono quelle comuni a tanti ” Giuseppe” italiani, preoccupati ed in ansia per il futuro delle loro famiglie, vedere ” l’indifferenza ” di una classe politica, a Roma come nella nostra piccola realtà, protesa unicamente a salvaguardare se stessa ( in perenne campagna elettorale), i propri interessi e privilegi.

Mentre “Giuseppe C.” si lasciava bruciare perché gli era divenuto  insopportabile il peso di un debito di 104.000 euro verso lo Stato, un  incitatore di popolo della bassa bergamasca,  al grido  “Roma ladrona”,  comprava con  130.000 euro di soldi pubblici, (come quelli richiesti dallo Stato a Giuseppe )  una laurea  per il figlio predestinato alla politica ma trota,  tonto e senza alcun merito.

Paola