#OSIMANI con l’hashtag: la barberia Cecconi, testimone del nostro tempo !

In un’epoca in cui i figli spesso non vogliono più fare il lavoro dei genitori, mandando a ramengo aziende, studi professionali, o altre attività bene avviate, la storia controcorrente di Mauro Cecconi, classe 1971, barbiere e parrucchiere al centro di Osimo da più di 30 anni, vale la pena di essere raccontata perchè è la storia di una attività artigianale di barbiere, oggi parrucchieri per uomini,  che ha inizio nel 1863 e che ancora oggi prosegue con successo.
Cinque generazioni di Cecconi  tra forbici, rasoi, e pettini che si sono tramandate i segreti e l’arte del barbiere.  Un po’ l’altra faccia, quella più antica che sta coi piedi ben piantati a terra, di un mondo che oggi insegue ben altri sogni, perdendosi spesso nel nulla,  e quella dei Cecconi non è certo una carriera sul viale del tramonto.
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La storia della barberia “Cecconi” ha, infatti,  aperto i battenti nel lontano  1863,  per volontà e grazie allo spirito di iniziativa di Giovanni Cecconi che, dopo essersi appassionato al mestiere e a seguito di varie esperienze di praticantato, apre la propria bottega in Piazza Gallo.  Dall’anno di fondazione ad oggi, vale a dire in ben 156 anni, la barberia Cecconi cambia sede tre volte, da Piazza Gallo alla storica sede di Corso Mazzini, fino alla attuale collocazione in vicolo Leon di Schiavo, restando però sempre nella stessa zona e diventando un vero e proprio punto di riferimento per il paese e le aree circostanti.
I figli di Giovanni, Carlo e Agostino che già fin da piccolissimi frequentavano come apprendisti la bottega rispondendo sempre prontamente alla parola d’ordine  paterna: “ragazzi spazzola !!…”;  come da buona tradizione familiare continuarono la professione. Carlo Cecconi ha continuato l’attività nella bottega paterna  in Corso Umberto I, poi Corso Mazzini, mentre Agostino, meglio conosciuto in città con il soprannome  “il Canario” ha proseguito l’attività di barbiere spostandosi però ad Osimo Stazione. La terza generazione dei Cecconi vedrà, nel tempo,  i due figli di Agostino proseguire la professione di barbiere. La bottega di Osimo Stazione rimane nella gestione di Luigi, mentre l’altro figlio  Umberto, detto “Combì”,  con il cugino Cesare apriranno una  nuova bottega in centro, in Piazza del Comune, vicino alla tabaccheria Moschini.
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Le redini della barberia storica di Corso Mazzini, come già detto, rimangono nelle mani di Carlo ed alla morte di questi, l’attività viene proseguita dal figlio Ludovico classe 1905 che la porterà avanti fino alla sua morte avvenuta nel 1994, non senza aver prima ben istruito ed avviato ai segreti del mestiere il figlio Renato ( gli altri due figli invece, Fausto e Vittorio, seguendo le tendenze della modernità si sono indirizzati verso l’attività di tipografi aprendo una loro ditta che per svariati anni  è stata operativa in città).

Ai tempi di Ludovico i barbieri non riuscivano a sbarcare il lunario solo con l’attività di barbiere, e molti erano costretti ad arrotondare il guadagno con un secondo lavoro, tipico era quello che si era inventato Ludovico. Nel tempo perso tra una barba e l’altra confezionava stuzzicadenti, servendosi di un coltellino e adoperando un particolare tipo di rametti secchi che raccoglieva per le campagne. 

Con Renato Cecconi siamo giunti alla quarta generazione della premiata storia della barberia Cecconi.
Renato è entrato in bottega a 12 anni;  una gavetta che lo ha visto  svolgere, prima,  le mansioni più umili, poi apprendere i segreti del mestiere: osservando i gesti antichi del  padre, frequentando la scuola per acconciatori promossa dalla Confartigianato, partecipando alle  varie dimostrazioni ed ai corsi di aggiornamento che si svolgevano in tutta Italia.
Il mestiere del lavorare con forbici, pettine e rasoio, imparato come detto, pian piano perchè, diversamente da quanto comunemente si pensa, quello del barbiere è un lavoro in continua evoluzione.
All’età di 17 anni Renato inizia ad affiancare il padre Ludovico nella sua attività unendo l’esperienza e la passione acquisite dal padre con la sua intraprendenza e  le innovazioni delle nuove tecniche di taglio moderne. Anche per Renato, quella del barbiere diventa una professione e una scelta di vita.
Una attività ed una professionalità acquisita in quasi 60 anni di lavoro, con gesti ripetuti e divenuti automatici, come quello, oggi andato perso, di muovere veloce la mano sulla “striscia” di cuoio per affilare finemente le lame dei suoi rasoi, fino al 2004.
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Tantissime le vite sfiorate dal ritmo sapiente delle sue forbici in questi straordinari 60 anni di attività. Una quantità che arriva a migliaia e migliaia di persone, di vite, di racconti. Renato ha conosciuto generazioni di osimani e in qualche modo si è occupato di loro, raccogliendone le storie e condividendo quei momenti di intimità, confidenza e divertimento che solo un barbiere di paese sa fare.

Un ricordo particolare è legato alle persone  che Renato per tanti anni ha  servito  tra i letti e le corsie dell’Ospedale di via Leopardi ( anche questo incarico gli era stato tramandato dal padre Ludovico che lo svolse per 33 anni). Esperienze toccanti che Renato ricorda con emozione e dalle quali è emersa ancor più marcata tutta la carica di umanità e di gioisità che il barbiere di Corso Mazzini ha saputo sempre trasmettere ai suoi clienti.

Renato, sempre disponibile verso i suoi clienti, svolgeva all’occorrenza il suo mestiere anche a domicilio.  Lavorava – come gli altri suoi colleghi – anche la domenica mattina compreso Natale e Pasqua, come succede anche oggi, il sabato era “giornata di punta”, mentre il lunedì ( da tutti considerato giorno di festa per i barbieri) insieme alla consorte, la  sig.ra Giuseppina,   si dedicava alle pulizie del locale, delle poltrone, dei ferri del mestiere e provvedevano al cambio della biancheria utilizzata dai clienti.

La bottega per il Corso Mazzini era sempre piena, perchè molti suoi clienti erano soliti intrattenersi o fare una  visita anche quando non dovevano tagliarsi i capelli o radersi la barba, infatti andavano da Renato e si sedevano nella sua bottega  per fare solo due chiacchiere, passare a setaccio tutto il paese, nei suoi avvenimenti buoni e cattivi e godersi il passeggio delle persone per il corso. Si sa, da sempre, che i saloni dei barbieri sono stati sempre il luogo dove tutto si conosce di tutti, dove le notizie di politica ed i pettegolezzi prendono forma e  in un  “battibaleno”  fanno il giro del paese.

Simpaticamente gli osimani  la chiamavano  la bottega della PBC ( Premiata Barberia Cecconi) perchè di tutto si poteva parlare e discutere, dal pallone alle donne e neanche la politica era tabù, ma  tutti gli avventori e i clienti erano consapevoli  che per non fare innervosire la mano di Renato era meglio trattenersi dall’esprimere   giudizi negativi sul Torino e sulla DC.

Renato oltre ad amare molto il suo lavoro seguiva anche lo sport,  in particolare  – oltre ad essere grande tifoso del Torino – è stato dirigente e promotore della squadra della Libertas Calcio ( con lui Aldo Foresi, Germano Agostinelli, il fratello Vittorio Cecconi, Sandro Campanelli e Pio Fantasia motore ed anima della società sportiva). La Libertas ha rappresentato per diversi anni il calcio minore osimano, rispetto alla più blasonata Osimana,  ma grazie all’impegno profuso dai suoi animatori  ha formato tanti giovani osimani e da essa sono uscite diverse promesse come l’attaccante Claudio Giuliodori oggi Monsignore e Responsabile Ecclesiastico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. 

Renato, il decano dei barbieri di Corso Mazzini, oggi ottantaquattrenne, in pensione, è stato testimone del nostro tempo, come se il negozio fosse stato per lui una vetrina sul mondo. Un mondo che si trasformava, giorno dopo giorno, lasciandosi alle spalle tanti ricordi belli.

Dopo 49 anni di impegno, fatica e anche molte soddisfazioni, Renato nel 1992 ha coinvolto il figlio Mauro ( anche lui cresciuto a forbici e pettine) per lanciarsi in un’altra sfida: il passaggio del testimone, la continuità dell’antico mestiere artigianale di barbiere  e un nuovo, moderno salone. Una passione che Renato ha saputo tramandare al figlio incoraggiandolo nelle scelte, trasmettendogli esperienza e segreti, responsabilizzandolo e lasciando pian piano che l’attività prendesse una nuova impronta ed una immagine più attinente con i tempi ma dove ancora il passato e il presente si uniscono.
Da più di 30 anni, ancora oggi,    è  Mauro,  figlio d’arte ( la quinta generazione dei barbieri Cecconi) a portare avanti l’attività, la tradizione e la nuova scommessa della ” Barbieria Cecconi”:  il mestiere, che per legge oggi si chiama “acconciatore”, che fu del padre, del nonno, del bisnonno e del trisavolo.  Nelle pareti della barbieria, che rinnovata, rispondente alle nuove esigenze della clientela   si è trasferita in via Leon di Schiavo, fanno bella mostra le foto , i riconoscimenti, gli attestati che ricordano gli anni e la storia della centenaria attività.
Una storia di creatività che attraversa cinque generazioni, e che si evolve con intelligenza e sensibilità traendo nuova linfa dalle innovazioni e dalle peculiarità artistiche ed umane di ogni componente della famiglia Cecconi.
Un pezzo di storia di Osimo e dei “mestieri”, quelli del sapere artigiano e della maestria delle mani, che oggi pian piano si stanno estinguendo cedendo il passo ad una modernità che non necessariamente è un passo in avanti.

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Queste righe vogliono essere un riconoscimento ai tanti artigiani  come i Cecconi, ed alla loro storia professionale che conservando e rivitalizzando le proprie competenze  tradizionali contribuiscono  a dare lustro alla nostra città.
Una ringraziamento alla famiglia Cecconi, famiglia di barbieri che da generazioni tramanda non un semplice mestiere ma una vera e propria passione. Un augurio particolare a Renato Cecconi, il  galantuomo di sempre, un personaggio conosciuto e rispettato da tutti gli osimani e a suo figlio Mauro che sta onorando questa storia così bella, importante ed esemplare.

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La Presidente del Consiglio Comunale
*****prof.ssa Paola Andreoni

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Un ricordo di Pio Francesco Fantasia, a 20anni dalla scomparsa

Aveva quattro doti innate, Pio Francesco Fantasia, l’indimenticato “burocrate”, (così come  oggi vengono chiamati quanti si impegnano con dovere e incorruttibilità nella pubblica amministrazione) , scomparso  il 17 dicembre di 20 anni fa all’età di 50 anni: la competenza, la creatività, l’ironia, l’originalità nell’affrontare le situazioni anche le più complesse. Pio Fantasia ha lavorato a lungo nel nostro Comune: ragioniere e poi vice segretario. Competente, preparato, meticoloso nel lavoro, capace di rapportarsi con il cittadino sempre in punta di sorriso,  una grande passione per la politica ed attaccamento per la nostra Osimo. Una persona sincera, leale, intelligente ma anche un raffinato cultore di tutto ciò che rappresentava l’ arte e la cultura. Per  gli amministratori comunali che hanno avuto la fortuna di avvalersi delle sue capacità e competenze,  Pio Fantasia è stato un riferimento e una fonte inesauribile  di ricchezza di idee che hanno trovato poi realizzazione in eventi ed in  importanti iniziative cittadine.

E’ grazie alla sua capacità organizzativa e abilità  amministrativa – contabile che Osimo ha potuto realizzare, insieme a don Vincenzo Fanesi e all’Ema guidata da Claudio Polenta (con Nicola Canalini, Germano Agostinelli e Carlo Carletti) ,  l’allestimento di varie edizioni della rassegna  internazionali di musica e di balletti, “Festival Città di Osimo“, che nel mese di luglio  richiamava ad Osimo migliaia di turisti e appassionati che venivano nella nostra   città entusiasti ed affascinati per apprezzare spettacoli di alto valore culturale nel magnifico scenario della Cattedrale romanica di  piazza del Duomo.  Quanti come me – allora giovanissimi -,  ancora oggi ricordano di aver avuto la fortuna di assistere  dai gradoni del Duomo della nostra città,  alle esibizioni dei più importanti ballerini provenienti dai tempi sacri della danza mondiale da Mosca, alle compagnie di balletto americane, brasiliane e di tutto il mondo o    ai concerti indimenticabili,  di   Eugenio Bennato, della Compagnia di Canto Popolare, ai concerti di musica jazz, blues e classica come quello tenutosi negli anni ’80 con Severino Gazzelloni, ecc.
Pio, Claudio e gli altri appassionati soci dell’Ema riuscirono  in poco tempo a fare del Festival un riferimento artistico e turistico per Osimo  e per tutta la Regione Marche. Oltre a  richiamare nel nome dell’arte migliaia di persone, gli illuminati organizzatori di questi eventi estivi,  riuscirono a dare un’immagine di qualificazione culturale alla città. Grazie al Comune con Pio e all’Ema, Osimo era riuscita a guadagnarsi un’immagine di cittadina a servizio dell’arte e della cultura.

E’ legata al nome di Fantasia ( con il fondatore, padre Venanzio Sorbini)  la nascita dell’Accademia d’Arte Lirica e Corale di Osimo con i più importanti docenti ed artisti dell’insegnamento del canto lirico che si dividevano  tra i prestigiosi conservatori di Milano, Roma e la nostra “piccola” Osimo. Grazie alla presenza di questa prestigiosa istituzione il nostro Teatro “La Fenice” ha visto nel tempo esibirsi in concerti e rappresentazioni,   i più bravi e rinomati artisti lirici ed anche – nel 1980 – il coro del Teatro della Scala di Milano, sotto la direzione del m° Romano Gandolfi.

Sotto la regia di Pio Fantasia, nel 1971, è sorta nella nostra città l’istituzione del registro e la manifestazione della consegna delle  Civiche Benemerenze, per ricordare quei cittadini che nei più svariati campi  hanno onorato la nostra città.  E, sempre, ispirata da Pio Fantasia, nel primo mandato del sindaco Paolo Polenta,  è stata l’istituzione dell’ organismo di partecipazione democratica dei Consigli di Quartiere. C’era, inoltre,  il segno della meticolosa organizzazione di Pio nelle diverse edizioni delle mostre di macchine per la bieticoltura così come è stata determinante la sua creatività  nella realizzazione ( in collaborazione con don Vincenzo Fanesi e  il contributo della famiglia Bugari con la ditta Sisme) del prestigioso concorso della “Coppa Pianisti d’Italia” e l’allestimento delle ultime edizioni della “Festa dei Fiori”, tra cui, l’originalissima rappresentazione in notturna  svoltasi nell’agosto del 1971.

Nell’ambito amministrativo da ricordare, anche, l’impulso dato da Pio Fantasia  al riordino di interi servizi comunali: servizi sociali, nettezza urbana, la riorganizzazione del personale, l’attivazione del Consiglio Tributario …ecc.

Ha lottato contro un male inguaribile e, malgrado questo, ha lavorato e portato avanti tutte le sue molteplici passioni fino all’ultimo secondo, ( una delle sue ultime colleghe al Comune di Ancona mi ha raccontato la battuta che sorridendo era solito raccontare, a proposito dei tanti impegni: “Uno non può fare mille cose. Al massimo ne fa solo qualche centinaio!“)  questo è stato Pio Fantasia: una vita spesa nella Pubblica Amministrazione.

Al Palazzo del Comune in Osimo, poi al Co.Re.Co. ed al Comune di Ancona quale Dirigente degli uffici finanziari del capoluogo di Regione. Arrivato in Comune nell’aprile del  1968, come ragioniere, ben presto iniziò a seguire e a ben consigliare tutti i Sindaci che nell’arco di un ventennio si sono susseguiti: Paolo Polenta, Alberto Cartuccia, Raimondo Orsetti. Più di un ventennio, speso tra agende dei primi cittadini, cerimonie e tantissimi eventi culturali, e sportivi.

Ma Pio è stato anche un grande promotore della vita associativa osimana, anche in tale ambito in prima fila soprattutto nell’impegno a favore dei giovani. Sua l’idea dei giochi della gioventù comunali che hanno visto la partecipazione di tantissimi giovani che per giorni interi si sono sfidati nelle più svariate discipline sportive. O come l’impegno in favore    della Libertas Calcio coadiuvato da Cecconi Renato ( il “mitico” barbiere di Corso Mazzini, di fronte al Teatro).


Ancor più degna di nota la determinazione e la competenza che profuse collaborando con  Rossano Bartoli, don Dino Marabini e Luigi Giacco nella complicata e complessa fase di nascita e consolidamento  della  Lega del Filo d’Oro.

Ma Pio Fantasia va ricordato,  anche perchè è stato un bravo giornalista e scrittore della storia e cultura di Osimo. Ha scritto sulle pagine  locali del  Resto del Carlino, l’Antenna, su Presenza ( l’organo della Diocesi di Ancona e Osimo) e molteplici sono state  le sue collaborazioni con riviste e giornali. Tra le sue pubblicazioni, meritano di essere menzionate: “Mezzosecolo del Corridoni” del 1991, “Opera Pia Grimani Buttari” del 1986, “La Contesa dello Stivale” del 1994.

Arte, politica, opinioni, storia, letteratura, costume, cronaca locale, la società e i suoi problemi non vi è argomento di cui non abbia scritto con la sua solita prosa sontuosa ed intelligente.

Pio Fantasia, ho detto, “deus ex machina” dell’Amministrazione Comunale osimana,  ma anche e soprattutto “padre”, “anima” e “mente” del Notiziario Comunale “5 Torri” di cui è stato redattore dal suo primo numero nel settembre del 1973  fino al 1990. Un notiziario che per la prima volta arrivava a casa di tutti gli osimani con una cadenza bimestrale.  Una comunicazione nuova,  al passo con i tempi e con al centro il cittadino, dove il Pio ha contribuito a raccontare la Osimo che cambiava, ne ha spiegato le radici ai nuovi arrivati e preparato i residenti storici alle evoluzioni sociali in atto, interpretate attraverso le scelte delle Amministrazioni.

Un notiziario cittadino amato e atteso dagli osimani dove  traspaiono tutte le caratteristiche del suo redattore: la competenza, l’ascolto e la lettura dei fatti della città, il non ergersi a “capitano” ma a direttore di orchestra , coinvolgendo, oltre i politici locali,  anche tante personalità osimane ognuna portatrice di ricchezze ( scriveranno per il giornalino dell’amministrazione comunale : don Carlo Grillantini, Elmo Cappannari, Umberto Graciotti, Gilberto Severini, Rossano Bartoli, Aldo Compagnucci, Giampaolo Bellaspiga, Mariano Guzzini, Roberto Andreoni, Paolo Piazzini, Eros Pirani,  il prof.Mario Pincherle che teneva una rubrica di archeologia, ecc. ….).

Ho voluto ricordare, a 20 anni dalla sua scomparsa, Pio Francesco Fantasia, un osimano,  un bravo funzionario che ha dato lustro alla nostra città e che rimane sempre un punto di riferimento, un esempio di correttezza, competenza e  di impegno segnato da un alto senso di responsabilità verso la  nostra comunità.

Sicuramente i familiari, gli  amministratori e i colleghi che  hanno avuto la fortuna di conoscerlo da vicino e di apprezzarne le qualità professionali ed umane,  avrebbero avuto migliori parole e ricordi ben più profondi di queste poche righe, per “disegnare” in modo più completo ed esaustivo  la persona mite, generosa sempre pronta a donarsi per nuove sfide quale è stato  il dott. Pio Francesco Fantasia.

Non ho conosciuto direttamente Pio, ma in considerazione di quanto ha fatto per la città, dei “grandi segni” che ha lasciato nelle persone che ancora oggi lo ricordano con stima e ne evidenziano la perdita, volevo esprimere la gratitudine, mia personale,  e in qualità di Presidente del Consiglio Comunale un riconoscente ricordo – di questo eccellente Dirigente comunale prematuramente scomparso  ed esprimere una affettuosa vicinanza alla sig,ra Rita, a Federica e Francesco -, a nome di tutta la città.

Grazie Pio, Osimo non Ti dimentica.

La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
********prof.ssa Paola  Andreoni

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