Il PD che non mi piace, quello che rinuncia alle grandi battaglie di civiltà per opportunisti calcoli elettorali

KyeVoglio esprimere tutta la mia solidarietà all’ex ministro Cécile Kyenge per la brutta decisione assunta ieri dal Parlamento Italiano e passata anche con la complicità dei rappresentanti del PD.
Per il SENATO, affermare in un comizio che un ministro di origini congolesi ha “le sembianze di un orango” non ha alcuna finalità di discriminazione razziale. È questa la conclusione alla quale è giunta l’Aula del Senato, che ha salvato Roberto Calderoli dall’accusa più grave: l’aggravante della discriminazione razziale ( mantenendo solo quella della diffamazione personale) relativamente alle offese pronunciate il 13 luglio 2013 nei confronti dell’allora ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge.

Questo quanto aveva affermato Calderoli nel corso di una manifestazione del Carroccio a Treviglio: «Ogni tanto, smanettando con internet, apro il sito del governo e quando vedo venire fuori la Kyenge io resto secco. Io sono anche un amante degli animali per l’amore del cielo. Ho avuto le tigri, gli orsi, le scimmie e tutto il resto. Però quando vedo uscire delle sembianze di un orango, io resto ancora sconvolto».

Una scelta grave, un caso tollerato di atteggiamento razzista che fa male al nostro Paese, un cattivo esempio che viene dalla nostra massima Isituzione quando tanto lavoro viene svolto per migliorare l’integrazione nelle scuole, ma penso anche all’iniziativa promossa dal nostro Comune della Cittadinanza onoraria conferita simbolicamente ai figli d’immigrati nati e cresciuti in Italia.

Un brutto esempio dato dalle nostre istituzioni e una ignobile pagina per il PD, un partito che abbiamo costituito per essere custode dei diritti, difensore dei principi della Costituzione, per essere promotore di una società più equa.

Inquieta poi quanto accaduto successivamente con Calderoli che ritira in commissione mezzo milione di emendamenti alla riforma costituzionale del Senato presentati dalla Lega.

Coincidenze o altro ?

Tutta la mia solidarietà a Cecile Kyenge

Calderoli , che aveva insultato  dando dell’orango alla ex-ministra Kyenge, è stato “assolto” dalla Giunta del Senato. La Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato ha stabilito che l’affermazione del leghista è insindacabile: “I membri del parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni”.
E’ come se la Giunta avesse affermato  che  Cecile Kyenge è un orango.
ministro KieUna vicenda davvero squallida, ancor di più se poi si tiene conto che anche i senatori PD che compongono la giunta hanno assolto Calderoli.
Gente, che siede in Parlamento a  rappresentare la nostra Nazione,  senza rispetto che non  ne meritano.
Tutta la mia solidarietà e vicinanza a Cecile Kyenge e a tutte le vittime dell’ignoranza.

Paola Andreoni

2014, quali fatti del mondo, italiani, osimani ti hanno più colpito ?

addio 2014Un altro anno è passato: non dei più piacevoli per gli Italiani e per gli osimani. Un anno in cui abbiamo oscillato fra delusione e speranze .
I mondiali di calcio in Brasile, il virus ebola che miete migliaia di vittime, gli scontri a Gaza, l’Ucraina e la guerra con la Russia, la prima navicella spaziale che atterra su una cometa, l’ascesa sulla scena internazionale dell’Isis, la nascita del governo Renzi o alcuni fatti accaduti nella nostra città. Ho provato ad elencare alcuni degli eventi che hanno segnato il 2014 nel mondo, in Italia e in Osimo.
Qual è stato l’evento del 2014 che più ti ha colpito?  Dimmi la tua.

gennaio 2014   in Osimo.  L’anno si apre sullo sfondo di un inverno molto mite dove è la politica a farla da padrone.  Simone Pugnaloni è il candidato a sindaco del Pd di Osimo per le Amministrative 2014, la sua candidatura unitaria cancella le Primarie dei democratici. Chiudono gli uffici Inps ma rimane uno sportello, punto clienti Inps, collocato all’interno del palazzo comunale. E’ forte la polemica politica in città per via di alcuni soci del gruppo “Noi Anziani” immortalati mentre, con la pettorina gialla sulla quale c’è scritto il nome dell’associazione, stavano affiggendo dei manifesti politici per conto delle liste civiche. La polemica deriva dal fatto che l’Associazione riceve cospicui rimborsi spese e contributi dal Comune ed appare alquanto inopportuno vederli all’opera per effettuare volantinaggi e affissioni per la propaganda politica delle Liste civiche “latiniane” alla guida della città;
11 gennaio 2014 continuano gli  attacchi della Lega alla neo ministra Cécile Kyenge;
12 gennaio 2014 in Osimo chiusura della mostra sul barocco: “da Rubens a Maratta” mostra curata da Vittorio Sgarbi;
fotogallery della chiusura della mostra;
14 gennaio 2014  Osimo in lutto per la morte di Luciano Egidi, per gli osimani “Ciano”.  Laureato in Materie Letterarie e diplomato in Archivistica, Paleografia e Diplomatica dal 1969 al 2001 ha diretto i principali istituti culturali del Comune di Osimo: la Biblioteca “Francesco Cini”, l’Archivio Storico e il Museo Civico contribuendo al loro incremento e alla loro tutela e valorizzazione. E’ stato autore o coautore di numerose pubblicazioni di carattere locale fra i quali: Trecento anni di vita della Biblioteca Comunale di Osimo (1979), Toponomastica osimana ( 1991), Osimo una storia per immagini ( 1993), Boccolino di Gozzone nella storia di Osimo del XV secolo ( 1994), Il crocefisso del Duomo, due secoli di eventi ( 1996), Elmo Cappannari poeta della propria terra ( 1998), Assistenza e beneficenza in Osimo attraverso i scoli ( 1999), La Chiesa e il convento dell’Annunziata di osimo ( 2000), Lo stemma e il Gonfalone della città di Osimo ( 2000), Un Osimano a Fiume Bruno Giacconi ( 2000), La confraternita della Pia Unione del Cristo Morto ( 2001), I documenti dei Pontefici e dei Rettori della Marca ( 2001), Osimo arte, storia e tradizione ( 2001),  La carriera miliare di un Osimano ( 2003), Astea Osimo-Recanati un’Azienda al servizio del cittadino ( 2004), Istituzioni musicali osimane (2004), Avis Osimo – 75 anni di storia e di solidarietà ( 2005), Il mutuo soccorso in osimo- Storia della Società Operaia seconda ed. ( 2005), Rotary Club Osimo Cinquantesimo di Fondazione ( 2008), Un volo lungo un anno – IV Centenario della nascita di San Giuseppe da Copertino ( 2007), L’attività tipografica di Domenico Antonio Quercetti ( 2007), M.Pinori Storia di osimo 1796 -1848 Prima Parte 1796-1798. Trascrizione, correzione e note aggiuntive  (2009), M.Pinori Storia di Osimo 1796 -1848 Seconda Parte 1815-1848. Trascrizione, correzione e note aggiuntive  (2010), I servi di Maria nella storia di Montefano  con Mario Maggi (1983), Montefano nelle sue tradizioni popolari – con Mario Maggi( 2003), Memorie storiche di Monte Fano nella Marca con Mario Maggi ( 1998), XX secolo uomini e immagini del Novecento osimano – con Rosalba Roncaglia (2000), Il Dizionario Enciclopedico osimano – con Massimo Morroni (2001);
17 gennaio 2014 in Osimo muore Roberto Donati detto Nicchio ex partigiano osimano;
– 17 gennaio 2014 Renzi, neo-segretario del Pd, in una trasmissione televisiva lancia il famoso hashtag #enricostaisereno e assicura che nessuno vuole prendere il posto di Enrico Letta al governo. I fatti, però, dicono altro. Un giorno sì e uno anche, Renzi – nascosto dietro quel’#enricostaisereno cui progressivamente nessuno crede più – lancia bordate al governo Letta, che, a dire del sindaco di Firenze, non fa alcun miglioramento nel campo delle riforme;
19 gennaio 2014 in Osimo presentazione del candidato a Sindaco  del Partito Democratico;
20 gennaio 2014 muore il maestro e senatore a vita Claudio Abbado;
23 gennaio 2014  in Osimo costituzione della   Commissione Comunale di Sorveglianza e Monitoraggio del Territorio;
28 gennaio 2014   in Osimo sequestrato e posti i sigilli sul cantiere ex Consorzio Agrario
31 gennaio 2014 in Osimo grazie alla mozione presentata da PD e SeL, anche Osimo dedica una via a Peppino Impastato;

Febbraio 2014 in Osimo Sempre molto accesa in città la polemica politica, la data delle  elezioni si sta avvicinando. Il candidato sindaco del PD, Simone Pugnaloni segnala sinteticamente le parole chiavi e le linee guida della sua campagna di comunicazione per le Amministrative di maggio,  che elenca in cinque punti: partecipazione, meritocrazia, trasparenza, dialogo e innovazione.  Concetti attorno ai quali ruoterà  il suo programma elettorale, sintetizzato ( imitando Renzi) con l’hashtag: #cambiaosimo;
9 febbraio 2014 in Osimo nasce e si diffonde in pochi giorni Sssiddd’Osimo se… una nuova tendenza su Facebook. Un gruppo che vuole  dare voce ai ricordi della nostra città.  A questa giostra della memoria condivisa parteciperanno attivamente tanti osimani ( a fine 2014 gli iscritti saranno più di 4.000): il gruppo dedicato al, «Sei di Osimo se…», osimanizzato in «Sssiddd’Osimo se…» è stato fondato domenica 9 febbraio e la  fondatrice dell’edizione osimana del gruppo si chiama Daniela Guercio;
10 febbraio 2014  iniziano i disordini nella penisola della Crimea, il cui governo locale rifiutava di riconoscere il nuovo governo e il nuovo presidente ucraino. La Crimea ha dichiarato quindi la propria volontà di separarsi dall’Ucraina con un referendum, la cui legittimità tuttavia è respinta dall’Unione europea e dagli Stati Uniti d’America, ritenuto invece valido dalla Russia. Dalla questione nasce la guerra dell’Ucraina orientale, un conflitto ancora in corso iniziato ad aprile, quando dei manifestanti armati si sono impadroniti di alcuni palazzi governativi dell’Ucraina orientale, spinti dallo spirito independista isprirato dalla Crimea. Subito la Russia coglie l’occasione e il suo esercito varca i confini. Si scalfiscono i già labili rapporti internazionali tra la Russia e gli Stati Uniti d’America: l’esercito statunitense difende l’Ucraina dagli attacchi indipendentisti e dalla Russia di Putin, scatenando anche una guerra finanziaria a colpi di sanzioni insostenibili per l’economia Russa a rischio recessione, a causa anche del calo dei prezzi del petrolio;
10 febbraio 2014 Allarme Ebola. Così si chiama, la  grande paura nel 2014, l’infezione che porta a sviluppare una febbre emorragica. La terribile epidemia comincia a diffondersi a gennaio a partire dalla Guinea. Ben presto supera i confini e dilaga in Liberia, Sierra Leone e Nigeria. E’ la più grave nella storia, sia per il numero di casi che per i decessi registrati. Al 10 dicembre 2014 sono stati segnalati 17.942 casi sospetti con 6.388 morti. Diverse organizzazioni, tra cui la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale, i Centri statunitensi per il controllo delle malattie e la Commissione europea hanno donato fondi e mobilitato personale a loro disposizione per aiutare a contrastare l’epidemia. Anche un medico italiano di Emergency, che si trovava in Serra Leone,  è stato contagiato, ricoverato in Italia le sue condizioni, al 29 dicembre, sembrerebbero migliorate grazie alla somministrazione di medicine sperimentali;
–  13 febbraio 2014,  la Direzione Nazionale del Partito democratico chiede a Letta di dimettersi: 136 sì, 16 no e 2 astenuti è il computo della votazione del documento di chiara ispirazione renziana. Altro che #enricostaisereno;
17 febbraio 2014 Napolitano conferisce a Renzi l’incarico di formare un nuovo governo;
20 febbraio 2014 in OsimoAccolto ricorso in Appello: Il Consiglio di Stato dichiara l’ illegittimità della prosecuzione delle attività di realizzazione e di esercizio, nel Comune di Osimo, dell’impianto di produzione di energia elettrica da FER.
21 febbraio 2014 Renzi sale al Quirinale, scioglie la riserva, propone la lista di Ministri e il giorno dopo presta giuramento con il suo nuovo governo. È il presidente del Consiglio più giovane d’Italia: arriva a Palazzo Chigi dopo aver perso le primarie che sceglievano il candidato di coalizione alle politiche del 2013 (e vinte quelle seguenti, che servivano a rottamare Bersani e compagnia), e senza alcun supporto elettorale che lo legittimi in qualche modo. Su Twitter, patria degli hashtag,  è tutto un fiorir  di hashtag: #proviamoci #lavoltabuona #lasvoltabuona #cominciamoildomani. Nessuno, fan o detrattore che sia, può avere dubbi su un fatto: il 2014 è stato l’anno politico di Matteo Renzi. Va  ricordato come novità politica collegata a Renzi la sua nuova comunicazione politica, oltre  all’utilizzo  degli hashtag su Twitter, anche   i siti lanciati come: passodopopasso, labuonascuola, soldipubblici e via dicendo;
22 febbraio 2014 in Osimo. Continuano  nella rete a riaffiorare i vecchi ricordi e le foto della storia di Osimo, dei modi di dire, e delle memorie  legate ad alcuni personaggi più caratteristici della nostra città. Ho proposto  al numeroso gruppo di faiceBucchiani , di tirare fuori dai   cassetti – per  condividerle insieme – le foto degli anni della scuola e raccontare dei Maestri, dei professori e dei nostri compagni di scuolaRicordare la nostra SCUOLA osimana,
26 febbraio 2014 Bersani ristabilitosi, dopo l’operazione, ritorna in Parlamento è un bel giorno per il PD;
27 febbraio 2014 in Osimo sulla rete Facebook continua con grande successo la pubblicazione di foto di aspetti della vita osimana. Grande la partecipazione degli “internauti osimani” al gruppo intitolato: Sei di Osimo Se  ;
28 febbraio 2014  il PD  aderisce al PSE (Partito Socialista Europeo);

MARZO  in Osimo. Si presenta alla città il candidato a sindaco del Movimento 5Stelle Osimo, si chiama David Monticelli e con lui si presentano i 24 candidati al consiglio comunale: Andreoli Sara, Angeletti Laura, Bompadre Simone, Brasile Antonella, Carini Luca, Carletti Pierfrancesco, Carlini Marco, Catani Simone, Conigli Graziano, De Rosa Assunta, Decori Andrea, Di Vincenzo Elvira Monica, Dolcetti Barbara, Formusa Leonardo, Francinella Sandro, Ghergo Lucia, Giambartolomei Cinzia, Giuliodori Alessandro, Lombardi Giovanni Emilio, Pacini Marco, Paesani Fausto, Pretini Daniele, Renzi Angelica, Zoppi Fulvio. I punti del programma elettorale sono: giustizia ed equità sociale (sintetizzati nello slogan “Nessuno deve restare indietro”), trasparenza e la partecipazione. Anche questa formazione si presenta con il suo hashtag: #osimostiamoarrivando;
3 marzo 2014 a portarsi a casa la statuetta d’oro degli Oscars come miglior film in lingua straniera è Paolo Sorrentino con il suo italianissimo e romanissimo “La grande bellezza”. Era da 15 anni, dal 1999 con La vita è bella di Roberto Benigni, che l’Italia non agguantava la statuetta;
8 marzo 2014  il volo della Malaysian Airlines MH370, con a bordo 239 persone in volo tra Kuala Lumpur e Pechino, scompare dai radar. E’ l’inizio di un mistero ancora irrisolto.  La ricerca del relitto dell’aereo è tuttora in corso e non ha ancora dato nessun risultato;
11 marzo 2014 Riforma della legge elettorale, bocciate le quote rosa. Una sconfitta per le donne e una sconfitta del PD dalle cui fila, nel segreto del voto, più di 60 deputati   hanno fatto mancare l’ok alla proposta ( come era stata pattuita) di assicurare una rappresentanza significativa di genere (60/40)  tra i banchi del Parlamento. Ancora una volta è passato il messaggio che l’accordo con Berlusconi e Alfano è più importante del rispetto dei valori fondativi del PD.
12 marzo 2014  in Osimo. Osimo chiude  l’ufficio del Giudice di Pace. Osimo, nell’ambito della provincia di Ancona è l’unico comune che andrà a perdere la sede del Giudice di Pace;
17 marzo 2014 Renzi comincia a parlare di riforma del lavoro, i dubbi e le perplessità sono iniziati subito;
27 marzo 2014 in Osimo ho presentato una interrogazione sulla questione delle sanzioni applicate sulle strisce blu se il ticket è scaduto;
29 marzo 2014 in Osimo il gruppo internauta SEI DI OSIMO SE… porta gli aneddoti dell’osimanità da  FB al TEATRO, fotogallery della serata;

APRILE in Osimo. La sinistra con la lista “L’altra Osimo” sceglie come candidato sindaco Fabio Pasquinelli. Con lui appoggeranno la lista e si sottoporranno al giudizio degli osimani 24 candidati rigorosamente divisi a metà tra uomini e donne: Cittadini Sandro, Balestra Rossana, Bartoli Franca, Bianchetti Nerina, Calistri Mauro, Cappella Vania, Carteletti Monica, Catena Carlo, Cintioli Edoardo, Coletta Roberta, Coppari Marisa, Farinelli Mario, Ficosecco Monica, Gaetani Ottavia, Gioacchini Giorgio, Glorio Michela, Lasca Paolo, Pierpaoli Enzo, Possanzini Fabio, Renzulli Pietro, Taborro Valeria, Torriani Antonio, Tufano Gianfranco, Vitale Luca.
Alla fine dopo mascheramenti e tentennamenti vari saranno 5 i candidati che si daranno battaglia per le elezioni, a Sindaco, del 25 maggio:
1) Latini Dino – avvocato – appoggiato  dalle liste: Su la Testa, Patto Sociale, Osimo Democratica, Forza Osimo, Liberi e Forti;
2) Simone Pugnaloni – impiegato di banca -appoggiato dalle liste: PD, Popolari per Osimo, Energia Nuova;
3) David Monticelli – direttore di banca – per il Movimento 5 Stelle Osimo;
4)Fabio Pasquinelli – avvocato – per  L’Altra Osimo con la Sinistra;
5) Meruri Sauro – medico – per la lista Voglia di Libertà – Forza Silvio club Osimo
7 aprile 2014 Renzi porta a casa  la riforma delle Province con la legge Delrio, conclusione di un processo iniziato da tempo, che poi sfocia di fatto, nel mezzo pasticcio delle provincie che rimangono con elezioni di secondo livello;
11 aprile 2014 in Osimo. Esce sulla stampa un sondaggio pre-elettorale commissionato dalle Liste civiche Latini&Simoncini dal quale risulta che le Liste sono avanti a tutti nelle preferenze. Noi avevamo altri sentori;
13 aprile 2014 in OsimoIntitolazione dell’archivio storico al dott. Luciano Egidi. Fotogallery dell’evento.
15 aprile 2014   In Nigeria, un gruppo estremista rapisce, da una scuola, più di  200 liceali ragazzine colpevoli di “voler studiare”. Le adolescenti, tutte tra i 12 e i 17 anni di età, sono ancora in parte nelle mani dei terroristi, malgrado la mobilitazione  internazionale;
16 aprile 2014  in OsimoNell’anno in cui si ricorda in tutta Italia e non solo, il centenario della Prima guerra mondiale, il Parco dedicato ai 360 caduti osimani è diventato il “Parco della Dimenticanza”. Nella più assoluta indifferenza è stato destinato dalle liste civiche in uno spazio per “sgambatura per cani”. Nel parco furono piantati 360 alberi, uno per ogni soldato osimano morto nella guerra 1915-1918,  affinchè nessuno dimenticasse  gli orrori della guerra ed il sacrificio di quanti lottarono generosamente per la libertà del nostro Paese;
17 aprile 2014 muore uno dei miei scrittori preferiti, Gabriel Garcia Marquez. È stato  vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1982. Come dimenticare la sorpresa e lo smarrimento provati nel leggere Cent’anni di solitudine o l’emozione vissuta per  L’amore ai tempi del colera;
18 aprile 2014 è il giorno degli 80 euro in busta paga per tutti i lavoratori dipendenti (e assimilati) che guadagnano fino a 24.000 euro lordi l’anno;
18 aprile 2014  in Osimo. Venerdì santo, giorno della tradizionale processione del Cristo morto. Fotogallery della processione;
20 aprile 2014 ho visitato a Roma la bella mostra su Frida Kahlo: se equivocò la paloma;
21 aprile 2014 questo Blog, “con Paola Andreoni” ha raggiunto e superato il traguardo delle 200.000 visualizzazioni. Grazie a tutti i pazienti lettori;
23 aprile 2014  in Osimo i genitori protestano perchè ai loro figli a scuola viene insegnato a suonare “Bella Ciao”. E’ successo alla “Bruno da Osimo”;
29 aprile 2014 in Osimo Le elezioni Comunali per il rinnovo del Consiglio comunale e del Sindaco si svolgeranno il prossimo 25 maggio.  Mi candido al Consiglio comunale nella lista a sostegno del candidato Sindaco Simone Pugnaloni;
29 aprile 2014  in Osimo  chiude definitivamente l’ufficio del Giudice di pace di Osimo;

MAGGIO 2014 in Osimo. Sui giornali locali non si parla che della campagna elettorale. Il Movimento 5 Stelle inizia la campagna elettorale a Passatempo, frazione che era sta l’emblema della rivolta cittadina contro le amministrazioni delle liste civiche e le sue scelte come quella del maxi-canile e dell’impianto di bitumificio. Le liste civiche e i suoi 143 aspiranti consiglieri, distribuiti in 6 liste,   presentano il loro candidato sindaco, Latini Dino,  nella Sala Maggiore del Comune di Osimo. Un segno di continuità e di governo che non porterà molta fortuna alle liste che avevano le mani sulla città  da quasi 15 anni. Un fatto che animerà la campagna elettorale  è la polemica della foto del campione di pugilato argentino Monzon scelto dalle liste di Latini per il proprio logo elettorale, accompagnato dalla scritta “Audacia condivisa”. Monzon fuori dal ring non è stato altrettanto campione di vita, fu condannato a 11 anni di carcere per maltrattamenti e per uxoricidio. Le polemiche  che ne seguirono obbligarono le liste ad un precipitoso quanto mai   imbarazzante cambio del logo  elettorale.
Le votazioni del 25 maggio. I risultati delle votazioni amministrative  del 26 maggio non danno un sindaco vincitore, tutto viene rinviato all’esame del  ballottaggio fra Latini Dino e Simone Pugnaloni.  Al primo turno di voto: Pasquinelli ottiene il 4,70% delle preferenze, Monticelli il 18,68 %, Pugnaloni il 29,37 % e Latini il 44,96%.
3 maggio 2014 in Osimo Bomba d’acqua a Passatempo, campagne allagate, famiglie isolate, diversi i danni causati dal maltempo;
3 maggio 2014 è emergenza alluvione a Senigallia. Si conteranno alla fine due morti e ingentissimi  danni materiali in tutta la città;
12 maggio 2014 in Osimo siamo nel vivo della campagna elettorale, il  25 maggio si va al voto per rinnovare Sindaco e Consiglio comunale;
25 maggio 2014 elezioni Europee, un appuntamento elettorale importante – per quanto disertato rispetto al 2009 (affluenza al 57,20% contro il 65,87% della precedente tornata). Le urne premiano il PD ma sopratutto Renzi che ottiene il 40,81% delle preferenze degli italiani. In Unione, diversamente da quanto accaduto in Italia vince l’euroscetticismo. Vincono le elezioni le formazioni conservatrici: il CDU di Angela Merkel, l’Ukip britannico di Farage e l’estrema destra di Marine Le Pen in Francia. La Germania elegge due neo nazisti e così fa la Grecia. Avanzano anche i partiti euroscettici dell’ala sinistra: il Movimento 5 Stelle italiano a Bruxelles si allea con gli indipendentisti dell’Ukip, mentre la Lega di Matteo Salvini preferisce stringere un’alleanza con il Front National di Marine Le Pen;
26 maggio 2014 in Osimo.  Elezioni comunali 2014: i risultati definitivi,  dicono  ballottaggio;
28 maggio 2014 in Osimo. A seguito della segnalazione di alcuni elettori che hanno votato nel seggio elettorale n° 21, oggi la commissione elettorale comunale si è riunita ed ha riconteggiato le preferenze assegnatemi e riconosciuto che per un mero errore materiale di trascrizione, non mi sono state attribuite altre 32, regolari, preferenze. Totale preferenze ottenuto: 565 Con soddisfazione e con un pizzico di orgoglio, sono stata la più votata fra i consiglieri: tanto da guadagnarmi per la stampa la nomination di “Miss preferenza”;
31 maggio 2014 in Osimo. Quale sarà la posizione del Movimento M5S Osimo per il ballottaggio… preoccupazioni, inviti, speranze per il turno di ballottaggio dell’8 giugno prossimo;

GIUGNO in Osimo. L’estate si apre con lo scontro elettorale: Latini – Pugnaloni. Pasquinelli (L’altra Osimo) si unisce  a Pugnaloni (Pd) per il ballottaggio. Si accende una nuova polemica, questa volta il motivo è  per l’annullato confronto organizzato da Confcommercio tra i due candidati a sindaco. Latini fa sapere  che non può confermare la propria partecipazione all’incontro-confronto organizzato dalla Confcommercio presso la sala grande del palazzo municipale di Osimo a causa  di una  visita medica. Al ballottaggio dell’8 giugno gli osimani scelgono Simone Pugnaloni che vince con uno  scarto di soli 6 voti. A Osimo scoppia la gioia dei militanti del PD e degli elettori di Pugnaloni, tutti  in piazza con bandiere e spumante. Delusione ed incredulità sono, invece, disegnati sul volto degli aderenti alle Liste Civiche. Simoncini consegna le chiavi della città a Pugnaloni. La nuova Sala Gialla che avrà 24 seggi vedrà, tra i  15 consiglieri  della maggioranza,  10 PD: Paola Andreoni, Mauro Pellegrini, Daniele Bernardini, Flavio Cardinali, Fabio Marchetti, Eliana Flamini, Matteo Canapa, Filippo Invernizzi, Giorgio Campanari e Diego Gallina Fiorini; 2 Energia Nuova: Marco Balestrieri e Andrea Catena;  1 Popolari per Osimo, Maria Grazia Mariani;  e 2 L’Altra Osimo con La Sinistra (che si è apparentata con Pugnaloni dopo il primo turno): Carlo Catena e il candidato sindaco Fabio Pasquinelli.
Alle  minoranze saranno assegnati  9 posti nella “Sala Gialla”, per le Liste civiche  7 i seggi assegnati, di cui tre Su la Testa (Sandro Antonelli, Graziano Palazzini e Gilberta Giacchetti), uno Forza Osimo-Cdo (Mario Araco), uno Osimo Democratica (Achille Ginnetti), uno Patto Sociale (Monica Bordoni) più il candidato sindaco Dino Latini. Nessun seggio per le liste OsimotiAmo e Liberi e Forti. A completare i 9 seggi dell’opposizione i due consiglieri del Movimento 5 Stelle: Sara Andreoli e il candidato sindaco dei grillini David Monticelli. Vengo eletta Presidente del Consiglio comunale ed è la prima volta di una donna.
9 giugno 2014  in OsimoSimone PUGNALONI è il nuovo sindaco di Osimo. Vince per 6 voti contro Dino Latini, candidato delle liste “Simoncini&Latini”;
12 giugno 2014 in Osimo, insediato il nuovo sindaco, Simone Pugnaloni;
12 giugno  2014  in Osimo ufficializzato dalla Prefettura il nuovo Consiglio comunale di Osimo, mandato 2014 – 2019;
13 giugno 2014 in Osimo. Grandi cambiamenti in Osimo. Il centro sinistra vince le elezioni. E’ arrivato il tempo per noi. Per noi osimani, orgogliosi, lavoratori e gente solidale, che vuole riportare in città i valori del rispetto, della trasparenza, dell’attenzione a tutti;
19 giugno 2014  in Osimo, insediato il nuovo Consiglio comunale di Osimo: sono stata eletta Presidente del Consiglio comunale,
fotogallery elezione di Paola Andreoni a Presidente del Consiglio comunale. E’ la prima volta che una donna guida i lavori consiliari ad Osimo;
20 giugno 2014 le televisioni di tutto il mondo cominciano a parlare di un gruppo di terroristi che opera nei territori della Giordania e dell’Iraq  si tratta dell’Isis e dello stato islamico del Califfato che diventeranno sempre più noti a causa della  pratica delle decapitazioni di giornalisti e volontari occidentali. Fa notizia anche che questi gruppi islamici reclutano i suoi militanti in occidente;
26 giugno 2014  in Osimo, omaggio, accompagnati dai responsabili dell’Anpi Osimo, ai Caduti e alla popolazione di Casette di Rinaldo;

LUGLIO in Osimo L’estate 2014 passerà alla storia come una tra le più piovose e fresche. Fra i primi atti assunti dal nuovo sindaco vi è l’eliminazione dei parcheggi davanti al palazzo comunale di Osimo. Latini Dino, intanto, presenta ricorso al Tar Marche contro la vittoria di Simone Pugnaloni, vittoria  per soli 6 voti  e la contestuale  presenza di 10 schede contestate. La cronaca  cittadina racconta  la preoccupazione di tutta la comunità per la scomparsa da casa  di una studentessa 16enne;
1° luglio 2014 l’Italia entra nel suo semestre di Presidenza dell’UE, e dunque Renzi diventa anche Presidente del Consiglio Europeo;
6 luglio 2014   in Osimo, Consiglio Comunale Straordinario di Osimo per il 70° Anniversario della liberazione di Osimo. Il mio intervento di presentazione.   Abbiamo celebrato i 70 anni dalla Liberazione di Osimo, avvenuta il 6 luglio 1944,  con una riflessione sulla storia della Resistenza locale, prima in piazza del Teatro e poi con una seduta straordinaria del Consiglio Comunale aperto a tutti i cittadini. Nell’occasione il Consiglio Comunale osimano, all’unanimità, ha approvato e condiviso ,  il seguente Ordine del Giorno: ORDINE DEL GIORNO IN MERITO A COMMEMORAZIONE DEL 70° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE DELLA CITTA’ DI OSIMO.
Alla cerimonia istituzionale hanno preso parte autorità civili e militari cittadine, le associazioni degli ex combattenti e d’arma, l’Anpi e tantissime cittadine e cittadini osimani. Ospiti della serata i sindaci di Filottrano e di Castelfidardo, lo storico Mario Fratesi, lo storico osimano Massimo Morroni e il maestro Carlo Gobbi.
8 luglio 2014 Israele sulla striscia di Gaza Israele e da il via all’Operazione Margine di protezione, nome in codice della campagna militare  contro i guerriglieri palestinesi di Hamas ed altri gruppi nella Striscia di Gaza. L’operazione finirà ad agosto, con l’annuncio dell’accordo per una tregua duratura raggiunto al Cairo. L’intento dichiarato dell’operazione israeliana era quello di fermare il lancio di missili dalla Striscia di Gaza verso il proprio territorio, intensificatosi dopo il rapimento e l’uccisione di tre adolescenti israeliani. E’ stata anche una strage  di innocenti e questo non fa onore allo stato di Israele;
14 luglio 2014  la nazionale di calcio tedesca, vince la Coppa del Mondo in Brasile. Contestata la prestazione della nazionale italiana;
15 luglio 2014  in Osimo, la grande novità dell’estate di Osimo: ritorna il Cinema.  Dal 22 luglio al 21 agosto alle ore 21.30, nell’arena del Palazzo Campana, 8 titoli per 8 serate all’aperto, nel centro storico di Osimo. Una proposta che la nuova amministrazione comunale, grazie all’ impegno dell’assessore alla cultura, Mauro Pellegrini, offre alla città dopo anni di buio;
17 luglio 2014  Il Volo Malaysia Airlines con a bordo 298 persone in volo da Amsterdam a Kuala Lumpur, viene abbattuto nei cieli del Ucraina causando la morte di tutti i passeggeri. I ribelli danno la colpa alla contraerei di Kiev, che rispedisce le accuse al mittente. Ancora non si sa cosa è successo. Il governo olandese ha annunciato un rapporto definitivo nel 2015, ma intanto la tensione tra Usa, Europa e Russia è salita alle stelle, ricordando i tempi della guerra fredda.
19 luglio 2014 in OsimoA distanza di  ventidue anni dalla strage mafiosa in cui morirono il giudice Paolo Borsellino e i suoi  custodi, gli agenti della scorta, Osimo non dimentica;
23 luglio 2014 in Osimoatto intimidatorio nei confronti del Sindaco. Solidarietà e condanna per quanto accaduto;
28 luglio 2014 scoppia la Grande Guerra. Anche Osimo con i suoi  355 giovani osimani che non fecero più ritorno dalle trincee, ha dato il suo tributo di sofferenza e dolore a questo drammatico evento. I nomi dei caduti osimani;
30 luglio 2014 in Osimo, istituite le Commissioni consiliari, organismi  necessario per il buon funzionamento del Consiglio comunale;

AGOSTO in Osimo. Il mese è tutto un fiorire di attività messe in piedi da neo Assessore alle attività culturali e Vice Sindaco, Mauro Pellegrini. Nel  centro storico partono i ‘Mercoledì di Agosto’ nell’atrio comunale a cui faranno seguito i Venerdì di Agosto.  Tanto pubblico ha assistito a queste prime edizioni di rassegne di incontri volte a conoscere meglio la città, la sua storia e le sue tradizioni. Tantissima gente in piazza anche la notte di San Lorenzo per la tradizionale manifestazione “Calici di Stelle” che ha visto la presenza di 23 cantine. Scalpore suscita la notizia della morte improvvisa, probabilmente stroncato da un infarto , del parroco di San Marco padre Tommaso Barbona.
1 agosto 2014 Solidarietà a l’Unità . Quando muore un giornale è la democrazia a morire.
11 agosto 2014  muore suicida l’attore Robin Williams. È stato protagonista di numerosi film come Hook Capitan Uncino, L’attimo fuggente, Mrs. Doubtfire, e molti altri. Celebre per le sue capacità comiche, ma anche per ruoli drammatici;
14 agosto 2014 “Insolentita” dalle parole di Alfano;
15 agosto 2014 in Osimo, concerto in Piazza Duomo  con Franco Cerri e Marco Santini;
22 agosto 2014 La “N” come “Nazareno” – cioè cristiano – apposto come un “marchio della vergogna” sulle case dei cristiani in Iraq. Solidarietà ai cristiani e a tutti i “Nazzareni” del Mondo;
23 agosto 2014 la moda dell’estate 2014: le docce fredde da riprendere  a sostegno della raccolta di fondi per la ricerca contro la Sla, la sclerosi laterale amniotrofica.
29 agosto 2014 in Osimo, il “covo” di Campocavallo raffigurante San Pietro, viene benedetto da Papa Francesco. Il “covo”, di San Pietro è soltanto l’ultima di una lunga serie di realizzazioni, sempre a tema religioso, fatte interamente di spighe di grano ad opera di abili maestri di Campocavallo di Osimo;

SETTEMBRE  in Osimo Tra le più grosse novità presentate dalla nuova Giunta, grande il  successo riscontrato per la notte bianca di Osimo. Una notte dedicata alla musica suonata da artisti osimani negli angoli più suggestivi della città.
4 settembre 2014 in OsimoCoppa Pianisti d”Italia, continua ad Osimo la tradizione del festival pianistico internazionale;
6 settembre 2014 in Osimo, presentazione della  iniziativa che ho promosso come  Presidente del Consiglio per gli alunni delle Scuole Primarie: A Scuola di Cittadinanza. Si attua in questo modo l’impegno che, il 6 luglio 2014, nel 70°anniversario della Liberazione di Osimo il Consiglio Comunale all’unanimità dei voti ha deliberato cioè ” promuovere e sostenere con la Scuola e le altre agenzie educative forme di collaborazione utili affinché possa maturare nelle giovani generazioni la convinta adesione ai valori della democrazia, della non violenza e della legalità, riconoscendo in essi gli elementi fondativi e la linfa vitale di ogni civile consesso”;
7 settembre 2014 in OsimoUna giornata di sport: la 32^ edizione del ” Trofeo 5 Torri-Bracaccini”. Più di 900 gli atleti, dal più piccolo di 5 anni al meno giovane di 83 anni,   hanno invaso il centro di Osimo per partecipare alla  manifestazione podistica organizzata dalla Bracaccini Atletica.
16 settembre 2014 in Osimo, consegna delle Civiche Benemerenze a: Orlando Duranti, Maria Letizia Gardoni, I maestri del covo di Campocavallo. Premio una vita per il lavoro: Silvano Carnevali, Giancarla Lombardi. Premio Giovani Osimani nel Mondo: Martina Pirani, Laura Torriani. Riconoscimento alla memoria: prof.ssa Loredana Loretani, Giuseppe Martini. Questi sono stati i “GIUSTI” osimani 2014Foto-gallery della cerimonia della premiazione;
21 settembre 2014 Sull’art. 18 il PD deve ritrovare la giusta rotta: stare dalla parte dei lavoratori dialogando con il sindacato;
23 settembre 2014  in OsimoConvocazione Straordinaria Consiglio Comunale per l’audizione degli amministratori delle società partecipate e controllate del Comune di Osimo che relazioneranno sulla situazione gestionale, organizzativa e finanziaria delle medesime società: ASTEA Spa, Astea Energia Spa, Astea Servizi Srl, Geosport Srl, IM.OS. srl, Park.O. Spa, Conerobus Spa, Azienda Speciale A.S.S.O.
27 settembre 2014  in Osimo, cordoglio per la morte del giovane Indrit Kapxhiu;
– 28 settembre 2014 Le proteste di Hong Kong e la mobilitazione di migliaia di studenti nasce da una protesta per la decisione della Cina di porre forti limiti alle prime elezioni a suffragio universale del capo del governo locale nel 2017. Dopo l’occupazione per due mesi delle strade principali della città, i tre fondatori del movimento di rivolta si sono arresi alla polizia;

OTTOBRE in Osimo. L’autunno osimano  si apre con diverse questioni. Sul tavolo del sindaco l’autunno porta alcune  “grane” ereditate dalla precedente amministrazione che generano  dibattiti e discussioni: la mancanza di un cinema in città, il blocco dei lavori e la pratica edilizia dell’ex Consorzio Agrario,  la scuola di Casenuove, il contenzioso del Piano Regolatore, il trasporto scolastico e il servizio car shooling attivato dalle liste civiche, la chiusura del Commissariato di Pubblica Sicurezza.
5 ottobre 2014 Osimo, a Copertino per consolidare il legame di amicizia tra le comunità di Osimo e quella di Copertino, città legate dalla comune devozione a San Giuseppe. I momenti più salienti dell’incontro;
9 ottobre 2014 in Osimoci ha lasciati una brava persona: Roberto Mosca;
10 ottobre 2014 Alluvione a Genova, città di nuovo in ginocchio, era già successo nel 2011. Siamo un Paese che vive di continue emergenze e delle incapacità degli organi competenti a proteggere il territorio e i suoi abitanti. Dal fango emergono solo loro: la lezione di solidarietà degli angeli del fango;
10 ottobre 2014 Il Premio Nobel per la Pace  è stato assegnato all’attivista indiano Kailash Satyarthi, per i diritti dei bambini ed a Malala Yousafzay, la 17enne pachistana che due anni fa fu ferita gravemente dai talebani per la sua lotta a favore dell’istruzione femminile;
15 ottobre 2014 Osimo. Prende il via una iniziativa che ho promosso per dare merito a quanti si sono impegnati in città nelle funzioni di amministratori del bene pubblico. Recuperare informazioni, curiosità, atti amministrativi, fatti su quanti hanno amministrato la nostra città. Si tratta di nomi, alcuni illustri altri di semplici concittadini, che nel passato si sono impegnati come consiglieri comunali, Assessori, Sindaci nella vita amministrativa per migliorare le condizioni e la qualità della vita della nostra Osimo. Una storia del consiglio comunale osimano attraverso i suoi protagonisti con lo scopo di mettere in luce momenti, temi e dibattiti particolarmente significativi per l’amministrazione della città. Un progetto che vuol essere anche un omaggio a quanti si sono impegnati ed hanno voluto porre al servizio della comunità cittadina le proprie competenze, le proprie energie ed il proprio tempo. Il Consiglio Comunale è un’istituzione importante, ma altrettanto importanti sono gli uomini e le donne che l’hanno personificato e che si sono occupati, spesso con spirito di sacrificio e nella differenza di posizioni politiche, del suo sviluppo e della sua continuità. La storia di queste donne, questi uomini rappresentano un ricco patrimonio che credo sia utile e saggio per Osimo non disperdere. Storie diverse, pubbliche e private, di persone che hanno avuto tutte in comune lo spirito e l’onore di servire la propria città.
1) racconto del mandato di governo cittadino 1951 – 1955;
2) racconto del mandato di governo cittadino 1956 – 1960;
3) racconto del mandato di governo cittadino 1960 – 1964;
Su Facebook è possibile interagire e apportare un contributo di informazioni, foto all’iniziativa che ha l’ambizione di concludersi con la pubblicazione di tutte le informazioni raccolte anche grazie agli interventi  degli iscritti al gruppo degli internauti ” Osimo ed i suoi Amministratori “;
18 ottobre 2014 Anche questa è l’Italia,  il massimo rappresentante del calcio italiano è stato sospeso dalla UEFA per frasi razziste. Un bel biglietto da visita dello sport  di  un Paese  che si candida per le olimpiadi del 2024. La Politica tace;
20 ottobre 2014  Osimo. Tra i centomila partecipanti alla Marcia della pace Perugia-Assisi a testimoniare i valori della fratellanza e della Pace c’èra anche il Gonfalone del Comune della nostra città. Marcia della pace Perugia – Assisi 2014;
25 ottobre 2014 Manifestazione a Roma da parte della CGIL – FIOM contro il progetto del Governo di abolizione dell’art. 18. Il nostro popolo  è questo;

NOVEMBRE in Osimo. Il lavoro che non c’è, l’emergenza abitativa, ravvivare il centro storico … la città risente come tutte le altre città del Paese della crisi e delle sue drammatiche conseguenze.  Nell’ambito dell’inchiesta su presunte corruzioni e illeciti compiuti per realizzare e autorizzare impianti a biogas nelle Marche, la procura di Ancona ha ottenuto  il sequestro preventivo di cinque strutture in provincia di Ancona: posto sotto sequestro anche gli impianti biogas di Osimo. Sempre sul fronte giudiziario, il Tar Marche dichiara ammissibile il ricorso elettorale presentato dal candidato sindaco delle liste civiche Latini e dispone che entro il prossimo 20 febbraio 2015  la Prefettura abbia svolto tutte le verifiche e abbia depositato al Tar il verbale con il nuovo spoglio delle schede segnalate nei ricorsi. Due lutti in particolare hanno segnato questo mese: la morte di Olindo Martini, storico presidente della casa di riposo Bambozzi e la morte di monsignor Candido Petraccini ex parroco di San Marco. Il mese porta anche una bella notizia: salvo il Commissariato di Ps di Osimo,  il ministero lo esclude dai presidi da tagliare.
2 novembre 2014  Un giovane, Stefano Cucchi è  morto in carcere di botte e di stenti. Purtroppo per la giustizia italiana  con una sentenza che ha fatto molto discutere, non ci sono colpevoli;
9 novembre 2014 25 anni  fa cadeva il Muro di Berlino e il mondo cambiava passo e voltava pagina. Massicce le celebrazioni in Germania per celebrare il passaggio di un quarto di secolo. L’Unione Sovietica non esiste più, si è sbriciolata assieme al Muro, ma a distanza di anni la “guerra fredda” tra Russia e Stati Uniti sembra essere ancora in vita.
11 novembre 2014  approvata la legge per le  “Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive” meglio nota come legge  “Sblocca Italia”;
16 novembre 2014 La protesta di Ferguson, (Saint Louis, Missouri) iniziata ad agosto fa espodere la rabbia “nera” in tutti gli stati degli Usa. Tutto è nato dall’omicidio di un giovane ragazzo afroamericano nella cittadina di Ferguson  da parte di un agente di polizia, da cui ne sono scaturite proteste e reazioni, sino a incidenti e saccheggi presso la comunità afroamericana. La protesta continua poi a New York, per un’altra assoluzione di un poliziotto bianco che ha ucciso un altro nero disarmato, dove centinaia di giovani sono scesi in piazza. L’episodio  a cui ha fatto seguito una escalation di violenze, culminata con l’assassinio di due poliziotti, è stato un pretesto, per sfogare una insoddisfazione più ampia e profonda e  ha riacceso negli Stati Uniti la discussione delle relazioni razziali. Una questione nazionale che ritenevo francamente superata con l’elezione a Presidente di Obama, i fatti purtroppo dimostrano il contrario;
24 novembre 2014 Parte la missione denominata “Futura” che porterà la giovane capitana, dell’Aeronautica Militare, Samantha Cristoforetti,  a vivere e lavorare per sei mesi nella Stazione Spaziale Internazionale. Buona missione capitano Cristoforetti!
29 novembre 2014   in Osimoproiezione al Teatro del film “L’albero tra le trincee” con la presenza del regista Alessandro Scillitani. Un’iniziativa che ho promosso quale Presidente del Consiglio Comunale, per commemorare, insieme alla città e ai giovani delle scuole secondarie, i cento anni dalla Grande Guerra. Il regista ha aiutato il pubblico a immedesimarsi su che cosa sia significato combattere in trincea quell’assurda e massacrante guerra. Le testimonianze riportate nel film da quell’arcipelago dei “custodi della memoria”, così come li definisce Paolo Rumiz, hanno determinato, tra il pubblico, momenti forti di commozione e di pietà umana. Momenti, questi, che hanno raggiunto il loro apice quando, alle testimonianze del film, si sono aggiunte quelle del pubblico presente. La serata di giovedì è stata introdotta dall’ascolto commosso dei 355 nomi degli osimani caduti durante la prima guerra mondiale a cui è stato rivolto il riconoscente omaggio di tutti i presenti. Molto bella è stata anche la successiva giornata che ha visto la partecipazione dei giovani delle nostre scuole. Il regista, nei diversi spunti di riflessione che ha rivolto ai giovani, ha saputo focalizzare l’attenzione di tutti quando ha riportato esempi di fraternizzazione che i soldati hanno vissuto durante quell’atroce guerra. Uno fra tutti la partita di calcio fatta durante la tregua natalizia che viene ricordata ancora oggi sulle montagne con una croce ai cui piedi è stato posto un pallone. A quel pallone se ne sono aggiunti tantissimi altri portati in omaggio ai caduti da chi visita ancora oggi quei luoghi. Da segnalare inoltre il contributo spontaneo e gratuito di Moreno Frontalini (detto Perpé) che ha esposto alcune cartoline d’epoca e cimeli d’epoca facenti parte di una sua collezione.
Fotogallery dell’iniziativa;

DICEMBRE in Osimo. Il mese di dicembre vede due importanti anniversari: i 50 anni della Atletica Osimo e il mezzo secolo di vita della nascita della Lega del Filo d’Oro. E’ anche il mese della presentazione del film ” Il giovane favoloso”, film sull’opera di Giacomo Leopardi che  è stata girato anche  tra i  vicoli del centro storico di Osimo. Inaugurata la sede  de il Gabbiano’ , associazione presieduta da Sabrina Cantori che ha tra i propri progetti  quello di  aiutare chi soffre di disturbi dell’alimentazione.  Come fatto di cronaca ha fatto discutere il furto degli incassi dei parcometri, di 15.000 euro, ai danni della Park.O. spa. Ci ha lasciati Andrea, un gigante la cui  vita non ha lesinato difficoltà ma che è stato sempre pronto a lottare contro le ingiustizie e non solo per se stesso. Ciao Andrea. Con le feste natalizie è arrivata in città la  pista di pattinaggio sul ghiaccio  in piazza Boccolino Osimo, novità che sta richiamando  tanti giovani in piazza.
3 dicembre 2014 passa in Parlamento, con il voto di fiducia,  il cosiddetto Jobs Act,  la riforma del lavoro da più parti contestata;
6 dicembre 2014 grazie al lavoro della magistratura viene alla luce lo scandalo “Mafia Capitale” una ragnatela criminale che avvolge Roma, e che vede più di 100 indagati, l’ inchiesta troverà non pochi sviluppi il prossimo 2015;
8 dicembre 2014 muore il cantante Mango.  Il cantante è stato colto da un malore mentre cantava Oro, la sua canzone più celebre. L’artista ha lavorato con alcuni dei più grandi artisti nostrani per cui ha scritto anche canzoni di successo;
12 dicembre 2014   sciopero generale indetto da Cgil e Uil. Le due sigle sindacali, unite dallo slogan Così non va!, un motto che esprime la contrarietà circa le scelte del governo in merito alla riforma della Pubblica Amministrazione, Jobs Act, Legge di Stabilità e Politica economica.
16 dicembre 2014  stragi di bambini in  Pakistan ad opera di assassini  talebani che hanno attaccato una scuola pubblica, più di 130 i bambini rimasti uccisi;
12 dicembre 2014 in Osimo“SU TRE FRONTI”: una bella storia di un osimano per bene. Presentazione del diario scritto da Enrico Costantini, durante la prima guerra mondiale, e curato da Massimo Morroni.Un’iniziativa questa che ho organizzato quale Presidente del Consiglio Comunale di Osimo, nell’ambito delle celebrazioni del centenario della Grande Guerra. La serata é iniziata con un momento musicale dedicato al repertorio della prima guerra mondiale. Ad interpretarlo, con strumenti e voci, sono stati i ragazzi del gruppo ” folk petit ensamble” del Liceo Musicale Rinaldini di Ancona guidati dal maestro Marco Guarnieri . Il “silenzio”, il primo brano, ha voluto, invece, richiamare quello di Paolo Fresu suonato sull’altopiano di Folgaria nel giorno del 100º anniversario dell’ultimo giorno di pace : il 27 luglio 2014. Quel giorno, alla stessa ora, ben tredici Paesi, una volta belligeranti, si sono uniti, dando vita ad una scia musicale di memoria che, superando ogni confine, ha reso omaggio ai caduti della guerra, portando con se un poetico messaggio di pace .
Quello stesso messaggio di pace che Costantini richiama nel suo diario e che la figlia Franca ha voluto sottolineare nel suo commosso intervento. Quel diario, carico di esperienza umana, che Enrico ha voluto donare ai figli in occasione del suo 50º anniversario di matrimonio e che i figli, oggi, hanno voluto regalare alla città.Le parole del diario, lette da Francesca Egidi, accompagnate da filmati e foto d’epoca ( alcune delle quali scattate dallo stesso Costantini ) hanno coinvolto il pubblico in una profonda e sentita partecipazione. Quelle parole, così toccanti ed attuali, che suonano come un monito affinché ognuno di noi si faccia costruttore di pace.
Dal diario di Enrico Costantini: “Da questo immane conflitto, il mondo futuro dovrà imparare che i governi si dovranno dedicare ad opere di pace e di civiltà: soltanto così ricorderemo ed onoreremo i milioni di morti che questo conflitto immane é costato. Soltanto con questo obiettivo si rassegneranno i milioni di invalidi e mutilati che la guerra ci ha lasciati. È solo con questa speranza, noi pochi che ritorniamo saremo orgogliosi dei nostri sacrifici.”
Fotogallery della iniziativa;
20 dicembre 2014 in Osimo. Cerimonia 50 anni della Lega del Filo d’Oro. Sabato scorso ho partecipato alla commovente cerimonia dei 50 anni della Lega del Filo d’Oro. La Lega del Filo d’Oro e le sue “persone” sono una delle realtà più belle del nostro territorio. Al Teatro la “Nuova Fenice” c’erano tutte le “espressioni” della Lega. L’anima rappresentata da Dino Marabini, per molti, sempre, don Dino. La fantasia e l’estro dei suoi testimonial: Arbore e ora Marcorè. La gioiosa passione dei suoi tanti volontari. La testimonianza e la gioia di vita dei suoi ospiti, bravissimi anche come attori. L’intelligenza e l’impegno dei suoi dipendenti. Lo spirito dei suoi fondatori da Sabina Santilli, a Maria Grossi, Costantina Panattoni, Iride, Renata, Maria Soma, Bruna, Felicita e Fernanda. Il cuore della Lega del Filo d’Oro che è il suo direttore: Rossano Bartoli. La storia della Lega del Filo d’Oro è partita da un lontano soggiorno estivo che si svolse a Frontignano nel 1964;
22 dicembre 2014 in Osimo. Presentato  nella Sala Consiliare (sala gialla) del Comune di Osimo il volume curato da Carlo Niccoli “Alessandro NICCOLI immagini della vita pubblica“. Nel recuperare le informazioni, atti amministrativi, fatti su quanti hanno amministrato la nostra città ho scoperto “PERSONE” che con il loro impegno e le loro capacità hanno contribuito alla crescita ed allo sviluppo sociale, economico e civile della nostra città. Il prof. Alessandro Niccoli è stato uno di questi: sindaco responsabile e competente del nostro Comune per ben due mandati, dal 1956 al 1964. Ho avuto modo di leggere i suoi discorsi, i suoi interventi, i suoi atti amministrativi per apprezzare l’alto profilo del suo agire sempre orientato al bene della città, al rispetto di ogni posizione e al fervido e costante impegno verso i propri cittadini. Una “grande ” persona che ha dato testimonianza che la politica, prima che un incarico e un ruolo, è la sostanza del nostro essere cittadini.

 Per l’anno entrante  possiamo e dobbiamo  aspettarci di più:
mille auguri di felicità e di serenità a tutti Voi !!!

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8 Marzo: ritratti di donne che hanno segnato la storia recente del mondo, dell’Italia e di Osimo

Dalla politica all’attivismo, dalla scienza alla filosofia, passando per le arti, l’impegno civile e il costume.
Il ritratto e la biografia di alcune donne che hanno segnato la storia recente dell’Italia, del mondo e della nostra città
Una giornata in cui ricordare le conquiste sociali e politiche delle donne, un’occasione per rafforzare la lotta contro le discriminazioni e le violenze, un momento per riflettere sui passi ancora da compiere, la Giornata Internazionale delle donne che cade ogni anno l’8 marzo e tutto questo e anche di più. E’ un modo per ricordarsi da dove veniamo, noi donne, e dove stiamo andando

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6( 1927) La sua notorietà non deriva tanto dal contributo da lei personalmente dato alla Resistenza, quanto dall’attività politica da lei svolta nel dopoguerra. Eppure proprio la guerra partigiana ha determinato le sue scelte. Tina Anselmi, infatti, decise da che parte schierarsi quando, giovanissima, vide un gruppo di giovani partigiani portati al martirio dai fascisti che li impiccarono. Divenne così staffetta partigiana. Nel 1944 si iscrisse alla DC e – non si era ancora laureata in lettere all’Università Cattolica di Milano – partecipò attivamente alla vita del suo partito, non dimenticando mai le ragioni profonde della sua scelta antifascista. Tina Anselmi è stata via via dirigente sindacale dei tessili, incaricata dei giovani nella DC. Parlamentare dalla V alla X legislatura,  ha fatto parte delle Commissioni Lavoro e previdenza sociale, Igiene e sanità, Affari sociali, occupandosi molto dei problemi della famiglia e della donna. Ha inoltre presieduto per due volte la Commissione parlamentare d’inchiesta sulla Loggia P2. Tina Anselmi è stata tre volte sottosegretaria al Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale, una volta ministra del Lavoro, due volte ministra della Sanità. Si deve a lei la legge sulle “pari opportunità” ed è stata tra gli autori della riforma che introdusse il Servizio Sanitario Nazionale.

Nilde( 1920-1999) Si laureò in lettere all’Università Cattolica di Milano. Ebbe tra i suoi professori Amintore Fanfani e fu per qualche tempo insegnante ma decise di abbandonare la professione quando maturò un profondo spirito antifascista che la convinse ad occuparsi di politica. Dopo l’8 settembre 1943 si iscrive al PCI e partecipa alla resistenza, svolgendo inizialmente la funzione di porta-ordini, poi aderendo ai Gruppi di Difesa della Donna, formazione antifascista del PCI, diventando organizzatrice e responsabile. Fu presidente dell’Unione Donne Italiane di Reggio Emilia. Nel 1946 viene candidata dal Partito Comunista Italiano e viene eletta all’assemblea costituente. Nello stesso anno inizia a Roma una relazione con il Segretario Nazionale del PCI, Palmiro Togliatti, che terminerà soltanto con la morte del leader comunista, nel 1964. Eletta nell’Assemblea Costituente, Nilde Iotti fa parte della Commissione dei 75 incaricata della stesura della Costituzione. Rieletta nel 1948 alla Camera dei deputati, siede tra i banchi di Montecitorio ininterrottamente sino al 1999 e per lungo tempo ne presiede l’Assemblea: viene infatti eletta Presidente della Camera dei deputati per tre volte consecutive, ricoprendo così quella carica per 13 anni, dal 1979 al 1992. Nessuno nella storia d’Italia ha ancora raggiunto il suo primato. Durante la sua vita ricevette inoltre numerose mansioni di prestigio quali: la presidenza della Commissione bicamerale per le riforme istituzionali costituita il 9 settembre 1992; la presidenza della delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (1996 – 1999), di cui fu anche vicepresidente nello stesso periodo. Rinunciò a tutti gli incarichi il 18 novembre del 1999 a causa di gravi problemi di salute. La Camera dei deputati accolse le sue dimissioni con un lunghissimo applauso; il futuro presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, suo vecchio compagno di partito, scrisse nell’occasione una lettera pubblica, e tornò a ricordare la Iotti nel 2006, nel discorso pronunciato alle Camere durante il giuramento per la Presidenza della Repubblica: «E ancora, abbiamo da contare – mi si lasci ricordare la splendida figura di Nilde Iotti – sulle formidabili risorse delle energie femminili non mobilitate e non valorizzate né nel lavoro né nella vita pubblica: pregiudizi e chiusure, con l’enorme spreco che ne consegue, ormai non più tollerabili.»] Nilde Iotti morì pochi giorni dopo le sue dimissioni, il 4 dicembre 1999, per arresto cardiaco, alla clinica Villa Luana di Roma. I funerali furono tenuti con rito civile secondo sue disposizioni, poiché era atea. È sepolta presso il Cimitero del Verano di Roma.

Montalcini( 1909 – 2012)  nacque a Torino in una famiglia di origine ebrea. Nonostante quella in cui vivesse fosse un’epoca ostica per le donne, si laureò in medicina col massimo dei voti, presso l’Università di Torino, nel 1936 e fu compagna di corso di personaggi come Renato Dulbecco (anche lui premio Nobel per la Medicina e scomparso anche lui nel 2012) o Salvador Luria (altro premio Nobel per la Medicina, fu uno dei padri della genetica batterica e della virologia). Tutti e tre furuno allievi del famosissimo istologo Giuseppe Levi (che non era parente della Montalcini, prima che qualcuno gridi alla raccomandazione). Subito dopo la laurea, Rita Levi Montalcini iniziò a frequentare la specializzazione in neurologia, ma la pubblicazione da parte Benito Mussolini (maiuscolo solo perché è un personaggio storico) del “manifesto per la difesa della razza” la costrinse a lasciare l’Italia e a rifugiarsi in Belgio, il quale fu invaso nel 1940 dai nazisti e la Montalcini decise di non emigrare negli Stati Uniti e rischiò di ritornare a Torino per ricongiugersi con la famiglia. A Torino iniziò le sue ricerche nella sua stanza, con pochissime risorse. Nel 1941 la città fu bombardata dagli Alleati e i Levi Montalcini si rifugiarono prima in campagna e poi a Firenze nel 1943, durante l’invasione nazista dell’Italia.Nel capoluogo toscano la scienziata entrò in contatto con la Resistenza e nel 1943, durate la liberazione dell’Italia, divenne medico presso uno dei campi rifugiati degli Alleati. Nel 1947 il professor Viktor Hamburger la invitò a St. Louis, negli Stati Uniti, per darle la cattedra di Neurobiologia del dipartimento di Zoologia presso la Washington University, dove studiò lo sviluppo neurale degli embrioni di Gallus gallus domesticus (gallina). La scoperta per cui il mondo la ricorda e che le fece meritare un Nobel avvenne proprio a St. Louis, nel 1954, ma ne parleremo fra poco. Rimase negli Stati Uniti fino al 1977 anche se rimase in contatto con l’Italia, tanto che fu direttrice del Laboratorio di Biologia del C.N.R. dal 1969 al 1979. Il Nobel arrivò nel 1986 per via della sua scoperta del 1954. Non ha mai smesso di fare ricerca, tanto che è stata collaboratrice dell’Istituto di Neurobiologia del C.N.R. dal 1989 al 1995 (ossia dall’età di 80 anni a quella di 86; vecchietta arzilla, eh?). Fu anche presidente dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana dal 1993 al 1998. Ha anche avuto il privilegio di essere ammessa alla prestigiosa Accademia Nazionale dei Lincei. Nel 2001 fu nominata senatrice a vita presso il Senato della Repubblica Italiana dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi per i suoi innegabili meriti scientifici, che hanno dato lustro all’Italia nel mondo. Morì,  il 30 dicembre 2012  Ora che ho ben inquadrato il personaggio, potete ben capire la mia rabbia quando il signor Grillo l’ha definita una “vecchia puttana” (perdonate il linguaggio scurrile: è una citazione del signor Grillo).

mar(1922 – 2013). Nata a Firenze il 12 giugno 1922, Margherita Hack è stata una delle menti più brillanti della comunità scientifica italiana. Il suo nome è legato a doppio filo alla scienza astrofisica mondiale. Era considerata una delle astrofisiche italiane più importanti e una “madre nobile” della divulgazione scientifica in Italia. La Hack è stata la prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia e ha dato un forte contributo alla ricerca per lo studio e la classificazione spettrale di molte categorie di stelle. Ma era famosa anche per il suo fiero ateismo, l’impegno politico e lo spirito da “toscanaccia” indomita.. Margherita Hack si è spenta a Trieste nel 2013 all’età di 91 anni.

Anna(1908 – 1973) Antidiva per eccellenza, Anna Magnani è stata una figura chiave del neorealismo italiano, interpretando con stile inimitabile il personaggio della popolana focosa e sboccata, ma allo stesso tempo sensibile e generosa, incarnazione dei valori genuini di un’Italia minore. I personaggi caratterizzati dal suo temperamento focoso e passionale, ma capaci anche di toccanti e imprevedibili dolcezze, le si addicevano in modo perfetto. Anna Magnani è ricordata per quella sua inarrivabile e passionale carica umana, che talvolta sfociava in sanguigne manifestazioni di rabbia o di affetto, e che la distinguevano, oltre come inarrivabile interprete, come donna forte e sensibile, anche se profondamente tormentata. Cresciuta dalla nonna materna in condizioni di estrema povertà, Anna Magnani comincia molto presto a cantare nei cabaret e nei night-club romani e contemporaneamente studia all’Accademia d’Arte Drammatica. Tra il 1929 e il 1932 lavora nella compagnia teatrale diretta da Dario Niccodemi e nel 1934 passa alla rivista. Diviene ben presto uno dei nomi più richiesti del teatro leggero italiano. Lavora con Vittorio De Sica e con Totò, fino a quando arriva la sua completa rivelazione nel film neorealista “Roma città aperta” (1945) di Roberto Rossellini, con il quale avrà una burrascosa ma intensa relazione amorosa. Nel 1948 Rossellini la chiama per interpretare l’episodio La voce umana (tratto dall’atto unico di Jean Cocteau) del film “L’amore” (1948), nel quale l’attrice si cimenta in un appassionato ed angoscioso soliloquio, un grande pezzo di bravura interpretativa, la telefonata di una donna abbandonata dall’amante. Nel 1951 un altro grande ruolo: quello della donna frustrata che trasmette le sue illusioni ed i suoi sogni infranti nell’impossibile carriera cinematografica della figlia, a costo anche di mettere in crisi il suo matrimonio, nell’amaro “Bellissima” (1951) di Luchino Visconti. Anche questo film le vale un meritatissimo Nastro d’argento. Il 1955 è l’anno in cui Anna Magnani vince addirittura il premio Oscar per la sua interpretazione nel film di Daniel Mann, “La rosa tatuata” (The Rose Tatoo, 1955), con Burt Lancaster, tratto dal romanzo diTennessee Williams. In seguito sarà interprete di pellicole di media-alta qualità, come “Suor Letizia” (1956), “Nella città dell’inferno” (1958) e “Risate di gioia” (1960), il primo e unico film che la vede accanto al suo vecchio compagno di palcoscenico Totò. Nel 1962 la Magnani prende parte al film “Mamma Roma” di Pier Paolo Pasolini. Gli anni ’60 non le offrono molto a livello cinematografico, così Anna Magnani si rituffa nel teatro, interpretando “La lupa” di Verga, diretta da Franco Zeffirelli, e “Medea” di Anhouil, diretta da Giancarlo Menotti, che la vedono trionfare su tutti i più grandi palcoscenici d’Europa.  Ma ecco che negli ultimi anni Anna Magnani vive un’altra stupenda esperienza artistica, quella della televisione. Tra il 1971 e il 1973 interpreta quattro stupendi film-tv scritti e diretti da Alfredo Riannetti. La sua ultima, breve, apparizione sugli schermi è stata nel film “Roma” (1972) di Federico Fellini, nella parte di se stessa.
L’attrice romana aveva avuto un figlio dall’attore Massimo Serato. Il ragazzo era stato colpito dalla poliomielite, e la madre aveva dedicato il resto della sua vita ad occuparsi di lui. La grande Anna Magnani muore di cancro a Roma il 26 settembre 1973, all’età di sessantacinque anni, assistita fino all’ultimo dall’adorato figlio Luca.

Mont(1870 -1952) Maria Montessori nasce a Chiaravalle (Ancona) il 31 agosto 1870 da una famiglia medio borghese. Trascorre l’infanzia e la giovinezza a Roma dove decide d’intraprendere studi scientifici per diventare ingegnere, un tipo di carriera che a quel tempo era decisamente preclusa alle donne. I suoi genitori l’avrebbero voluta casalinga, come la maggior parte delle donne della sua generazione. Grazie alla sua ostinazione e all’ardente desiderio di studiare, Maria riesce però a piegare l’ottusità della famiglia, strappando il consenso per l’iscrizione alla facoltà di medicina e chirurgia dove si laurea nel 1896 con una tesi in psichiatria. Per rendersi ben conto quale sforzo dovette costarle questo tipo di scelta e quali sacrifici dovette intraprendere, basti dire che, nel 1896, diventò la prima dottoressa d’Italia.
I primi passi della sua straordinaria carriera, che la porteranno a diventare un vero e proprio simbolo e un’icona del filantropismo, la vedono alle prese con i bambini disabili, di cui si prende amorevolmente cura e a cui rimarrà affezionata per il resto della sua vita, dedicandovi tutti i propri sforzi professionali. Intorno al 1900 inizia un lavoro di ricerca presso il manicomio romano di S. Maria della Pietà dove, tra gli adulti malati di mente, si trovavano bambini con difficoltà o con turbe del comportamento, i quali sono rinchiusi e trattati alla pari degli altri malati mentali adulti e in stato di grave abbandono affettivo. Dopo numerosi tentativi, anni di osservazioni e prove sul campo, la Montessori arriva ad elaborare un nuovo e innovativo metodo di istruzione per bambini disabili.Il risultato di questo sforzo conoscitivo la porta ad elaborare un metodo di insegnamento del tutto differente da qualsiasi altro in uso all’epoca. I risultati sono talmente sorprendenti che, addirittura, in una prova controllata da esperti e dalla stessa Montessori, i bambini disabili ottengono un punteggio più alto di quelli considerati normali. Ma se la stragrande maggioranza delle persone si sarebbe ritenuta soddisfatta da un tale risultato, questo non vale per Maria Montessori che viceversa ha una nuova, propulsiva idea (da cui si può ben valutare il suo eccezionale spessore umano). La domanda di partenza che si pone è: “Perché i bambini normali non possono trarre profitto dallo stesso metodo?”. Detto fatto, apre allora una “Casa dei Bambini” nelle borgate di Roma, uno dei suoi primi centri. Maria Montessori è stata anche scrittrice e ha esposto i suoi metodi e i suoi principi in numerosi libri. In particolare, nel 1909 pubblica “Il metodo della pedagogia scientifica” che, tradotto in numerosissime lingue, darà al metodo Montessori una risonanza mondiale. Visse in diverse parti d’Europa prima di far ritorno in Italia, dopo la caduta del fascismo e la fine della Seconda Guerra Mondiale. Muore il 6 maggio 1952 a Noordwijk, in Olanda, vicino al Mare del Nord. La sua opera continua a vivere attraverso le centinaia di scuole istituite a suo nome nelle più disparate parti del globo. Durante gli anni ’90 il suo volto è stato raffigurato sulle banconote italiane da Mille Lire, rimpiazzando quello di Marco Polo, e fino all’entrata in vigore della moneta unica europea.

te(1900 -1980) Nata nel 1900 a Torino da famiglia operaia e costretta ad abbandonare molto presto la scuola, continuò a istruirsi da autodidatta, svolgendo vari mestieri.
Nel 1921 fu fra le fondatrici del Partito comunista italiano; nell’ambiente politico torinese conobbe Luigi Longo, studente di ingegneria che ricopriva già incarichi di responsabilità politica. Si sposeranno nel 1926 e avranno tre figli, uno dei quali morirà in tenera età. Nel gennaio 1926 i due espatriano, stabilendosi prima a Mosca e poi a Parigi. Da qui Teresa Noce compì numerosi viaggi clandestini in Italia per svolgervi propaganda e attività antifascista. Nei primi anni trenta, fece ritorno a Mosca con Longo e, quindi, nuovamente a Parigi, dove partecipò, con Xenia Silberberg, alla fondazione del giornale Noi donne, inizialmente uscito come foglio clandestino. Nel 1936 insieme con il marito si recò in Spagna tra i volontari accorsi in difesa della Repubblica dopo lo scoppio della guerra civile spagnola, nel corso della quale curò la redazione del giornale degli italiani combattenti nelle Brigate internazionali, Il volontario della libertà. Lì assunse il nome di battaglia di Estella.
Rientrata in Francia, dove pubblicò, nel 1937, Gioventù senza sole, romanzo autobiografico dedicato al racconto della sua giovinezza torinese, allo scoppio della Seconda guerra mondiale venne internata nel campo di Rieucros; liberata per intervento delle autorità sovietiche e autorizzata a lasciare la Francia e a ritornare a Mosca, dove vivevano i figli, ne fu impedita dall’invasione tedesca dell’Unione Sovietica, avvenuta nel giugno 1941. Rimase in Francia, a Marsiglia, dove prese a lavorare per il Partito comunista francese come responsabile della MOI (Mano d’opera immigrata) e partecipò alla Resistenza nel gruppo dei Francs-tireurs-et-partisans. Nel 1943 venne arrestata e, dopo alcuni mesi di  carcerazione, deportata in Germania, prima nel campo di concentramento di Ravensbrück, poi in Baviera a Flossenbürg e infine a Holleischen, campo cecoslovacco in cui furono deportati molti prigionieri quando, nell’autunno del 1944, il lager bavarese fu chiuso. A Holleischen fu adibita a lavoro forzato in una fabbrica di munizioni fino alla liberazione del campo da parte dell’esercito sovietico. Alla fine della guerra, ritornata in Italia, il 2 giugno 1946 fu tra le 21 donne elette all’Assemblea costituente italiana; insieme con Maria Federici (DC), Nilde Iotti (PCI), Lina Merlin (PSI), Ottavia Penna (Uomo Qualunque) fu una delle cinque donne entrate a far parte della Commissione speciale incaricata di elaborare e proporre il progetto di Costituzione da discutere in aula, divenuta nota col nome di Commissione dei 75, presieduta da Meuccio Ruini, già presidente del Consiglio di Stato. Fu segretaria nazionale della FIOT, il sindacato delle operaie tessili e nel 1948 fu eletta nella prima legislatura del parlamento repubblicano, nel quale si distinse come proponente della legge 26 agosto 1950 n. 860 per la “Tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri” che, sostituendo la precedente normativa in materia del 1934, costituì la base della legislazione sul lavoro femminile fino alle leggi degli anni settanta sulla parità tra donne e uomini. L’impegno sindacale portò Teresa Noce a ricoprire l’incarico di presidente dell’Unione Internazionale Sindacale dei Lavoratori tessili e dell’abbigliamento (UISTA) con sede a Varsavia e, da quando nel 1955 lasciò la segreteria della FIOT, divenne segretaria dell’UISTA stessa la cui sede venne spostata a Milano. Nel 1954, dopo essersi separata da Luigi Longo, si allontanò dalla vita politica attiva ritirandosi gradualmente a vita privata, ma dal 1959 fu attiva nel CNEL quale membro della CGIL; nel 1974 pubblicò la sua autobiografia, Rivoluzionaria professionale, che racconta, insieme alla sua storia personale, la vicenda del partito comunista italiano dalla sua fondazione. Morì a Bologna, all’età di 79 anni, il 22 gennaio 1980.

FracciFiglia di un tranviere, Luigi Fracci, sin dal 1946 studia alla scuola di ballo del Teatro alla Scala con Vera Volkova ed altri coreografi, diplomandosi nel 1954. Dopo solo due anni diviene danzatrice solista, quindi prima ballerina nel 1958. Da quell’anno le sue apparizioni sono state numerosissime. Tra la fine degli anni cinquanta e durante gli anni settanta danza con alcune importanti compagnie straniere, quali il London Festival Ballet, il Sadler’s Wells Royal Ballet, lo Stuttgart Ballet e il Royal Swedish Ballet. Dal 1967 è tra le artiste ospiti più apprezzate dell’American Ballet Theatre. La sua notorietà si lega alle interpretazioni di ruoli romantici e drammatici, quali Giselle, La Sylphide, Giulietta, Swanilda, Francesca da Rimini. Ha danzato con i migliori ballerini, tra i quali Rudolf Nureyev, Vladimir Vasiliev, Henning Kronstam, Mikhail Baryshnikov, Erik Bruhn, Gheorghe Iancu, Francesco Elio Bruno, Giuseppe Picone, Roberto Bolle. La Giselle danzata con Bruhn è indimenticabile e ne viene tratto un film nel 1969. Altrettanta fama le viene dal cimentarsi in opere contemporanee, quali Medea, Concerto barocco, Les demoiselles de la nuit, Il gabbiano, Pelléas et Mélisande, Il fiore di pietra. Il marito e regista Beppe Menegatti si occupa della regia di quasi tutte le creazioni da lei interpretate e ne cura scrupolosamente e diffusamente l’immagine mediatica. Nel 1982, è protagonista di una fiction televisiva: compare infatti nello sceneggiato RAI, diretto da Renato Castellani, Verdi, dove interpreta il ruolo di Giuseppina Strepponi. Alla fine degli anni ottanta dirige il corpo di ballo del Teatro San Carlo di Napoli. Molte restano, negli anni successivi, le sue interpretazioni: Il pomeriggio di un fauno, Eugenio Onieghin, La vita di Maria, La bambola di Kokoschka,La primavera romana della signora Stone con Giuseppe Picone ed Alma Manera con la regia di Beppe Menegatti per citare solo alcune delle principali. Dal 1996 al 1997 dirige il corpo di ballo dell’Arena di Verona. Dal 1994 è membro dell’Accademia di Belle Arti di Brera, dal 1995 è presidente dell’associazione ambientalista Altritalia Ambiente e nel 2004 viene nominata Ambasciatrice di buona volontà della FAO. Dal novembre del 2000 al luglio del 2010 dirige il corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Ne incrementa la produzione nel repertorio tradizionale (con gli allestimenti de Il lago dei cigni, La bella addormentata, Lo schiaccianoci, Raymonda, Don Quixote, Le Corsaire, Romeo e Giulietta, Les Sylphides e Giselle) ed in quello firmato da Diaghilev per i Ballets Russes (da La sagra della primavera nella ricostruzione di Millicent Hodson a Shéhérazade, L’uccello di fuoco e Petruška nelle versioni di Andris Liepa). Il mancato rinnovo del suo contratto da direttrice – avvenuto nel clima tesissimo per la riforma delle fondazioni liriche del ministro della Cultura Sandro Bondi – scatena una dura polemica che il 17 maggio 2010, nel corso di una manifestazione sindacale, culmina in un clamoroso attacco verbale della ballerina al sindaco di Roma Gianni Alemanno. Dal giugno 2009, è assessore alla Cultura della Provincia di Firenze.

Gari(1821 –  ) il vero nome completo è Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva  nasce il 30 agosto 1821 a Morrinhos, nello Stato brasiliano di Santa Catarina. Il padre è il mandriano Bento Ribeiro da Silva, la madre è Maria Antonia de Jesus Antunes. I genitori hanno dieci figli e Ana Maria è la terzogenita. Riceve un’istruzione elementare, è molto acuta e intelligente. Il padre Bento muore presto così come tre dei suoi fratelli, per cui la madre Maria Antonia deve occuparsi della famiglia molto numerosa, che è precipitata in una situazione di estrema indigenza, da sola. Le figlie maggiori si sposano in giovane età. Ana sposa Manuel Giuseppe Duarte alla giovane età di quattordici anni nella città brasiliana di Laguna. Il marito svolge più professioni, il calzolaio, il pescatore, avendo degli ideali conservatori. Nel 1839 Giuseppe Garibaldi giunge nella città di Laguna con l’obiettivo di conquistarla in modo tale da fondare la Repubblica Juliana. Si è rifugiato nell’America meridionale, poiché condannato a morte in Italia per avere partecipato ai moti risorgimentali e per essersi iscritto all’organizzazione di Giuseppe Mazzini, la Giovine Italia.
Dopo essere arrivato nella città, nel mese di luglio, Garibaldi conosce Ana, rimanendo molto affascinato dalla sua bellezza e dal suo carattere. Presto deve lasciare la città di Laguna e Ana, dopo avere abbandonato il marito, decide di partire con lui, seguendolo nelle sue avventure. Combatte accanto al compagno Giuseppe e ai suoi uomini, difendendo le armi in occasione delle battaglie via terra e via mare. A Mostardas, vicino a San Simon, il 16 settembre 1840 nasce il loro primo figlio che viene chiamato Menotti per ricordare l’eroe italiano Ciro Menotti. Dodici giorni dopo la nascita del figlio, Ana detta Anita, riesce a salvarsi nuovamente dal tentativo di cattura da parte delle truppe imperiali che hanno circondato la sua casa e a fuggire a cavallo con in braccio il piccolo Menotti.Dopo quattro giorni passati nel bosco, viene ritrovata insieme al figlio da Garibaldi e i suoi uomini. La famiglia Garibaldi vive momenti difficili anche dal punto di vista economico, poiché Giuseppe rifiuta i soldi che gli vengono offerti dalle persone che sta aiutando. L’anno dopo i due coniugi lasciano il Brasile, ancora colpito dalla guerra, per trasferirsi a Montevideo, in Uruguay.
Nella città la famiglia prende una casa in affitto. In quegli anni hanno altri tre figli: Rosita che muore alla tenera età di due anni, Teresita e Ricciotti. Nel 1842 Ana e Giuseppe Garibaldi si sposano a Montevideo. Cinque anni dopo Anita, insieme ai piccoli, segue il compagno in Italia. A Nizza i due sono accolti dalla mamma di Giuseppe, Rosa. In Italia diventa la moglie del Generale Giuseppe Garibaldi, che deve guidare il Paese verso un sogno, l’Unità nazionale. Quattro mesi dopo l’arrivo in Italia, Giuseppe Garibaldi deve partire alla volta di Milano in occasione dello scoppio dei moti risorgimentali (“Le Cinque giornate di Milano”). Nel 1849 è nominato deputato della Repubblica Romana che è guidata da Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi e Carlo Armellini. Anita, in quest’occasione, lascia Nizza per partire verso Roma, con l’obiettivo di vedere il marito con cui condivide gli stessi ideali rivoluzionari. Quindi torna sul terreno di battaglia molto presto, perché il Papa Pio IX, avendo il sostegno degli eserciti spagnolo, borbonico e francese, mira alla riconquista di Roma. I garibaldini tentano di difendere eroicamente Roma con tutte le loro forze, ma la superiorità degli eserciti che aiutano il Papa è devastante. La Repubblica Romana cade in mano nemica dopo quattro settimane dalla sua nascita. Anita in quel momento si trova al fianco del marito e, dopo essersi tagliata i capelli e vestita da uomo, decide di combattere insieme a lui. I garibaldini hanno come obiettivo quello di lasciare Roma e di raggiungere la Repubblica di Venezia fondata da Mazzini. Il generale italiano e sua moglie attraversano con i loro uomini l’area appenninica, trovando sempre l’aiuto delle popolazioni locali. Durante il viaggio la donna contrae la malaria e nonostante potesse essere anche aiutata dalle popolazioni che le offrono la loro ospitalità, è decisa a continuare il viaggio. I due coniugi e gli altri volontari arrivano a Cesenatico, si imbarcano, ma al loro arrivo a Grado trovano una situazione difficile, poiché iniziano dei cannoneggiamenti.
Dopo essere arrivati a Magnavacca, continuano il tragitto a piedi aiutati sempre dalla gente del posto.
Dopo tanta fatica, giungono a Mandriole di Ravenna, dove vengono ospitati da Stefano Ravaglia, un fattore. Dopo essere stata stesa su un letto, Anita Garibaldi muore a causa della malaria il 4 agosto 1849. Il corpo della donna viene sepolto dal Ravaglia nel campo chiamato Pastorara. Trovato pochi giorni dopo da tre piccoli pastori, è sepolto senza nome nel cimitero di Mandriole. Dopo dieci anni, Garibaldi si reca a Mandriole per avere le spoglie dell’amata moglie e portarle nel cimitero di Nizza. Nel 1931 il corpo di Anita viene trasferito per volontà del governo italiano nel Gianicolo, a Roma. Accanto a questo è stato eretto in suo nome anche un monumento che la rappresenta a cavallo con il figlio in braccio.

Pivano(1917 – 2009 ) Giornalista, critico musicale e traduttrice, Ferdinanda Pivano è stata una figura importantissima nella scena culturale italiana: il suo contributo alla divulgazione della letteratura americana in Italia è considerato preziosissimo.
Nasce a Genova il 18 luglio 1917. E’ adoloscente quando con la famiglia si trasferisce a Torino. Qui frequenta il liceo classico “Massimo D’Azeglio”, dove tra i suoi insegnanti vi è Cesare Pavese. Si laurea in Lettere nel 1941; la sua tesi (in Letteratura americana) verte su “Moby Dick” il capolavoro di Herman Melville e viene premiata dal Centro di Studi Americani di Roma. E’ il 1943 quando inizia la sua attività letteraria, sotto la guida di Cesare Pavese, con la traduzione  dell'”Antologia di Spoon River” di Edgar Lee Masters. La sua prima traduzione (sebbene sia parziale)viene pubblicata per Einaudi.
Sempre nello stesso anno consegue la laurea in Filosofia con il professore Nicola Abbagnano, di cuiFernanda Pivano sarà assistente per diversi anni.  La sua carriera di traduttrice prosegue con molti noti e importanti romanzieri americani: Faulkner, Hemingway, Fitzgerald, Anderson, Gertrude Stein. Non è raro che prima di ogni traduzione la scrittricepreponga articolati saggi critici, che compiono un’analisi biografica e sociale dell’autore.
La Pivano ha avuto anche un ruolo di talent scout editoriale, suggerendo la pubblicazione di opere di scrittori contemporanei statunitensi, da quelli già citati fino a quelli del cosiddetto “dissenso negro” (ad esempio Richard Wright), dai protagonisti del dissenso non violento degli anni ’60 (Allen Ginsberg, William Burroughs, Jack Kerouac, Gregory Corso, Lawrence Ferlinghetti) fino ad autori giovanissimi quali David Foster Wallace, Jay McInerney, Chuck Palahnjuk, Jonathan Safran Foer, Bret Easton Ellis. Di quest’ultimo Fernanda Pivano ha inoltre scritto un lungo saggio che costituisce un riassunto storico del minimalismo letterario americano. La Pivano presto si afferma come saggista confermando un metodo critico basato sulla testimonianza diretta, sulla storia del costume e sull’indagine storico-sociale degli scrittori e dei fenomeni letterari. Divenendo ambasciatrice e instaurando amicizie con autori leggendari, Fernanda Pivano diviene nel tempo a tutti gli effetti protagonista e testimone dei più interessanti fermenti letterari di quegli anni. Incontra Ernest Hemingway nel 1948 a Cortina; con lui instaura un intenso rapporto professionale e di amicizia. L’anno successivo sarà pubblicata la sua traduzione di “Addio alle armi” (Mondadori). Il suo primo viaggio negli USA risale al 1956; sarà poi seguito da numerosi altri in America, India,Nuova Guinea, Mari del Sud, oltre a numerosi altri Paesi orientali e africani.
E’ anche autrice di alcune opere di narrativa dove sullo sfondo è possibile scorgere risvolti velatamente autobiografici: nei suoi lavori Fernanda Pivano riporta spesso ricordi, impressioni ed emozioni di viaggio, raccontando di incontri con personaggi dell’ambiente letterario.  Durante la sua carriere la scrittrice è inoltre stata considerata un’esperta e un’apprezzato critico dimusica leggera italiana e internazionale. Innato il suo amore per Fabrizio De André. E’ rimasta famosa la risposta che diede in un’intervista quando le venne chiesto se Fabrizio De André fosse il Bob Dylan italiano: “Credo che Bob Dylan sia il Fabrizio De André americano!”.  Fernanda Pivano è scomparsa all’età di 92 anni il 18 agosto 2009.

Mafai(1926 – 2012) Figlia del pittore Mario Mafai, fondatore con Antonietta Raphael e con Scipione della “Scuola romana”, aveva preso parte, giovanissima, alla Resistenza nella Capitale. Dopo la Liberazione si è impegnata nell’attività politica e nel giornalismo. Dal 1951 al 1956 è stata assessore comunista al Comune di Pescara. Il 1957 la vede a Parigi come corrispondente del settimanale Vie Nuove. Nel 1960 è redattrice parlamentare dell’organo del PCI l’Unità. Dal 1965 al 1970 ha diretto Noi Donne. Inviato speciale prima di Paese Sera e poi di la Repubblica, ha presieduto dal 1983 al 1985 la Federazione Nazionale della Stampa Italiana. Ha scritto molti libri, dei quali ricordiamo qui, del 1979. L’apprendistato della politica: le donne italiane nel dopoguerra. Nel 1992 ha pubblicato Il lungo freddo: storia di Bruno Pontecorvo, lo scienziato che scelse l’URSS. Del 1996 sono: Botteghe Oscure addio:com’eravamo comunisti e Dimenticare Berlinguer: la sinistra italiana e la tradizione comunista, che vinse il “Premio Cimatile”. Dell’anno successivo è Il sorpasso: gli anni straordinari del miracolo economico, 1958-1963. Con Vittorio Foa e Alfredo Reichlin ha pubblicato nel 2002 Il silenzio dei comunisti. Di Miriam Mafai (che è stata per molti anni compagna di Giancarlo Pajetta, che è stata anche parlamentare – eletta come indipendente del Partito Democratico della Sinistra – e che nel 2005 ha ottenuto il “Premio Montanelli” per il suo contributo allo sviluppo della cultura italiana e all’emancipazione delle donne), nel 2006 è uscito Diario italiano, 1976/2006. Tra i temi di maggior interesse e attualità, Miriam Mafai si è espressa su divorzio, aborto, referendum, laicità dello Stato, legge sulla fecondazione assistita e condizione femminile, oltre che sui temi più generali della politica e dei diritti dei lavoratori. Per questo suo impegno sociale e su tematiche care alle donne Eugenio Scalfari, fondatore de la Repubblica ebbe modo di definirla “una donna laica e libera” ed ancora, riferendosi ai trascorsi degli anni cinquanta nel Partito Comunista Italiano “una femminista nel partito più maschilista di tutti”. Nonostante questa sua forte tensione morale seppe sempre coniugare la forza dell’impegno con la dolcezza del carattere che le era proprio, meritando da Ezio Mauro, direttore de la Repubblica al momento della scomparsa, la definizione di “fortissima e dolcissima”. Il giorno della scomparsa il Presidente della Repubblica Italiana in carica, Giorgio Napolitano, la ricorda in un messaggio di cordoglio ufficiale rammentandone la forte personalità, il temperamento morale alieno da convenzionalismi e faziosità ed il grande talento giornalistico uniti alla combattività che le permisero di divenire una significativa scrittrice strettamente legata al movimento per l’emancipazione delle donne e, più in generale, all’attività politica della sinistra italiana. Il messaggio si conclude con un ricordo personale che ne sottolinea l’umanità: «Nel ricordare la schietta amicizia che ci ha così a lungo legati, mi resta vivissima l’immagine della sua umanità appassionata, affettuosa ed aperta». È morta a Roma il 9 aprile 2012.

1asRosa Luxemburg (1871 – 1919) di origini polacche, fu una politica, filosofa e rivoluzionaria tedesca, grande teorica del socialismo

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Indira Gandhi  (1917 -1984) “Non ho l’ambizione di vivere a lungo, ma sono fiera di mettere la mia vita al servizio della nazione. Se dovessi morire oggi, ogni goccia del mio sangue fortificherebbe l’India”

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56Simone de Beauvoir (1908 – 1986) Considerata la madre del movimento  femminista, nato durante la contestazione studentesca del maggio 1968. Fu una grande scrittrice e filosofa francese.

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Anne Frank (1929 -1945)  Sognava di diventare, da grande, una scrittrice. Morta bambina nel campo di concentramento di Bergen-Belsen, continua a far parlare di sé attraverso il suo diario, scritto durante l’olocausto.
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67Frida Kahlo (1907 1954) Coraggiosa pittrice del Messico, “i Piedi, a cosa mi servono se ho ali per volare”. Militante, donna dirompente che ha vissuto fino in fondo una passione d’amore anche sofferta e ha saputo trascendere nei suoi quadri la malattia del corpo, una malattia che l’ha costretta all’immobilità negli ultimi anni della sua vita.

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71Marie Curie (1867 – 1934) La prima grande scienziata della storia. Premio Nobel per la fisica e per la chimica per i suoi studi sulla radioattività

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Margaret Thatcher (1925 – 2013) La Lady di ferro, una delle donne più influenti nella storia inglese ma che non si è distinta per  l’allargamento dei diritti, né degli uomini né delle donne.

Pussy Riot è un gruppo punk rock russo, femminista e politicamente impegnato che agisce sotto rigoroso anonimato.Tre donne del gruppo sono state arrestate con l’accusa di “teppismo e istigazione all’odio religioso” per aver messo in scena, durante una celebrazione religiosa nella Cattedrale di Cristo Salvatore, un’esibizione non autorizzata contro Putin.

Eleanor Roosevelt (1884 – 1962) La First lady che lottava fermamente per i diritti civili. Tra le prime femministe, fu un’attivista molto impegnata. Ebbe un ruolo importante nella creazione delle Nazioni Unite e presiedette la commissione che approvò la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

Emanuela Loi ( 1967 – 1992) è stata la prima poliziotta ad essere uccisa dalla mafia, morì nella strage di Via D’Amelio il 19 luglio del 1992. Emanuela aveva detto: “Se ho scelto di fare la poliziotta non posso tirarmi indietro. So benissimo che fare l’agente di polizia in questa città è più difficile che nelle altre, ma a me piace”. Amava il suo lavoro ma non trascurava gli affetti. Emanuela era prossima al matrimonio. Le è stata conferita la Medaglia d’oro al valor civile con questa motivazione:
«Preposta al servizio di scorta del giudice Paolo Borsellino, pur consapevole dei gravi rischi cui si esponeva a causa della recrudescenza degli attentati contro rappresentanti dell’ordine giudiziario e delle Forze di Polizia, assolveva il proprio compito con grande coraggio e assoluta dedizione al dovere. Barbaramente trucidata in un proditorio agguato di stampo mafioso, sacrificava la vita a difesa dello Stato e delle Istituzioni.»

Malala Yousafza la studentessa sedicenne e attivista pakistana, lo scorso 12 luglio, la studentessa e attivista pakistana che ha tenuto all’ONU un discorso che ha lasciato tutti esterefatti dopo essere stata quasi uccisa da un assalto talebano. Nel discorso sulla necessità di istruzione ai bambini di tutto il mondo ha affermato: “Non possiamo farcela se metà di noi ragazze non ha accesso alla scuola .”
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Cécile Kyenge ex Ministro dell’Integrazione, contro cui si sono scagliati i leghisti e i razzisti italiani per tutta la durata della legislatura, condendo gli attacchi con insulti razzisti di ogni genere, dall’orango al gorilla della pubblicità di una nota bevanda. E Matteo Renzi non ha avuto il coraggio di riconfermarla, grande delusione per la mancanza di coraggio dimostrato da parte di chi si propone  come” nuovo e aperto ai diritti”;

Se non ora quando ? la voce di ribellione delle donne che vogliono reagire contro modelli di violenza, di mancanza di rispetto  e movimento che  chiede pari dignità e pari opportunità.

Teresa Cordopatri è una baronessa calabrese che lotta contro il potere mafioso. I suoi uliveti sono stati tenuti sotto sequestro dalla ‘ndrangheta per oltre 30 anni e nel 1991 suo fratello è stato ucciso. Per quei terreni sono state pagate anche le tasse, la protesta della donna ha visto momenti drammatici quando si è incatenata davanti al tribunale.
Queste le sue parole: “Sono una donna sola, impoverita dalla mafia, privata violentemente dell’unico affetto che sarebbe stato di conforto alla mia vecchiaia. “.

Anna Stepanovna Politkovskaja (1950 – assassinata il 7/10/2006) è stata una giornalista russa, molto conosciuta per il suo impegno sul fronte dei diritti umani, per i suoi reportage dalla Cecenia e per la sua opposizione al Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin.

Miriam Makeba (1932 – 2008) Cantante sudafricana – chiamata Mama Afrika – nota, anche, per il suo impegno politico contro il regime dell’apartheid e per essere stata delegata alle Nazioni Unite. È morta nella notte fra il 9 e il 10 novembre 2008 per un attacco cardiaco a Castel Volturno dopo essersi esibita in un concerto contro la camorra, che pochi mesi prima aveva lì ucciso sei immigrati africani. Il concerto era dedicato allo scrittore Roberto Saviano.

Alda Merini ( 1932 – 2009) “Per questo il manicomio è stato per me il grande poema di amore e di morte”. La “poetessa dei Navigli”, donna che ha vissuto l’esilio della malattia mentale e che ha cantato gli esclusi.

Lucia Annibali, l’avvocatessa sfregiata con l’acido dall’ex fidanzato e tutte le donne che hanno subito violenze “per amore” e che hanno avuto il coraggio di ripartire e di affrontare quei mostri a testa alta.

Una menzione speciale agli uomini che rispettano le donne: Tutti gli uomini dovrebbero essere femministi. Se gli uomini si preoccupassero dei diritti delle donne il mondo diventerebbe un posto più buono. Quando la parità delle donne è legittimata possiamo beneficiarne tutti, perché conduce a una società migliore.

Madre Teresa di Calcutta (1910 – 1997)  Una vita intera spesa a prendersi cura dei “più poveri dei poveri e di tutte quelle persone che si sentono non volute, non amate, non curate dalla società, tutte quelle persone che sono diventate un peso per la società e che sono fuggite da tutti”

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Rivolgendo uno  sguardo al  passato della nostra città  ritroviamo donne che ci hanno tramandato la libertà e il benessere materiale in cui gran parte di noi oggi vive e che ci hanno lasciato profondi messaggi di benessere etico e spirituale.

Donne operaie alla filanda, nei tabacchi ed alla Fornace
1920330_586436841449244_790645478_n( foto Argentina Graziosi)
filanda Alessandrini  nell’anno 1940
filanda Alessandrini( foto Luciano Francioni)
Le filande costituivano un’importante fonte di reddito familiare, grazie all’impegno e alla tenacia di tante donne che, per quanto prostrate dai massacranti ritmi di lavoro e dalle terribili condizioni dei locali, trascorrevano in filanda gran parte della giornataLa vita quotidiana delle filandaie era veramente dura, quasi insopportabile, anche se a quei tempi la mancanza delle comodità e degli agi attuali rendeva il tutto più sopportabile, se non addirittura doveroso.
La condizione della donna in fabbrica era resa ancora più difficile dall’inesistenza del congedo di maternità introdotto solo nel 1930: si trattava di un mese appena di astensione dal lavoro prima del parto. Un lavoro in fabbrica privo di tutele: dodici ore al giorno in condizioni durissime, un salario basso corrispondente ai giorni di lavoro effettivamente prestati e bastante appena per soddisfare i bisogni primari, un’età minima di dodici anni per l’assunzione. Inoltre al lavoro in fabbrica spesso si associava, per molti, il lavoro nelle campagne. Solo nel 1919  e dopo  una lunga e dura lotta, le filandaie ebbero un aumento di salario, la riduzione dell’orario giornaliero ad otto ore ed il riconoscimento del diritto alla pensione.
Per le donne osimane il lavoro era anche la Fornace e i tabacchi anche qui il lavoro era molto pesante e faticoso.  Lavorare ai tabacchi significava per le  donne stare ore in piedi a lavorare, dopo essersi levate presto per cucinare il pranzo per i mariti operai e per mandare i figli a scuola; e finito il lavoro, la sera, le faccende di casa da sbrigare.

Le foto, pubblicate su Facebook nel gruppo “Sei di Osimo se”  ci aiutano  a preservare dall’oblio le sofferenze, i sacrifici, i dolori della nostra  gente,   nei secoli scorsi, e spesso si trattava di donne che si spezzavano la schiena e si vedevano devastare le mani dall’artrite, per poche lire.

Un’ultima pensiero  lo rivolgo alle BADANTI che anche ad Osimo sono sempre più numerose e le si incontrano nei loro giorni liberi in giro per la città.  Nemmeno a chi ce la vuole a morte con gli extracomunitari verrebbe mai in mente di contestare le badanti. Sono figlie del nostro tempo, sia perché chi viene da paesi più poveri si adatta ai lavori più ingrati pur di sopravvivere, sia per l’invecchiamento della popolazione nei paesi più ricchi. E’ un fenomeno che conosciamo bene: anziani con le patologie più varie, spesso drammaticamente soli; famiglie raramente in grado di assisterli esclusivamente con le proprie forze. Per anni le badanti sono state sfruttate, pagate in nero; ora sono trattate in maniera più decorosa. Ma è un lavoro di assistenza e di cura della casa, in genere  duro e  sgradevole. Le badanti accompagnano molti dei nostri vecchi nell’ultimo scorcio della vita, offrendo un’assistenza che salvaguarda la dignità dell’anziano.  Anche per loro, le badanti, domani sarà l’8 marzo.
A tutte, e ad ognuna di Voi un abbraccio e   TANTI AUGURI.
Paola

 

Cécile Kyenge:Non mi faccio intimidire, hanno paura del futuro.

giornale L'UnitàIntervista di Rachele Gonnelli a Cécile Kyenge (l’Unità, 12 gennaio 2014). Non è intimidita ma comincia a essere davvero stufa, la ministra dell’Integrazione Cécile Kyenge, di essere lasciata sola a fare da bersaglio di manifestazioni di intolleranza come quelle di ieri a Brescia, dove ha dovuto accettare di essere scortata fuori dall’auditorium dalle forze dell’ordine.

Cecile Kyenge_09Questa volta è stato un assedio, è intervenuta la polizia. Si è sentita intimidita? «Io non ho paura, l’ho detto fin dal primo giorno e non ho cambiato approccio. È chiaro che non sono uscita e neanche mi sono affacciata, perché c’è un protocollo da rispettare in questi casi. Ho sentito solo le urla e ho visto quelle persone quando sono entrata con la macchina. Non ho paura perché sto portando avanti idee che aiutano l’Italia a progredire attraverso politiche di integrazione e accoglienza che porteranno sviluppo e civiltà. La società italiana sta cambiando rapidamente, chi si oppone a ciò che sta avvenendo non aiuta a costruire il futuro ma esprime una debolezza e non fa un bel regalo alle generazioni future. Io mi batto non per qualcuno, per gli stranieri, ma per tutti. Credo però che serva un maggior senso di responsabilità delle forze politiche. Io non ho mai evitato il confronto anche con chi ha idee opposte alle mie, tutto è possibile nel rispetto e nel riconoscimento reciproco. Qui però si è passato un limite».

Cosa è successo precisamente? «Avevamo organizzato un incontro molto importante, per la prima volta riuscendo a coinvolgere un po’ tutte le istituzioni locali e le associazioni, a cominciare dall’Azione cattolica. L’approccio di fondo è stato quello di aprire al confronto anche con le difficoltà del territorio, dare disponibilità all’ascolto anche di idee molto distanti. E in effetti dentro la sede della manifestazione c’è stato chi ha espresso anche critiche molto dure, ma questi gruppi molto critici erano comunque benvenuti perché hanno accettato l’interlocuzione, non sono stati mandati via, anzi, erano critiche costruttive alla fine, hanno anche presentato dei documenti come
parte di una discussione nazionale, in un confronto civile, non mirato a distruggere. Purtroppo non tutti si sono comportati così, fuori c’e stata una manifestazione di totale chiusura al dialogo, appoggiata anche da alcuni partiti ed esponenti politici. E questo è la cosa più grave. Ciò che mi dispiace di più è che dopo ciò che è successo non si riuscirà a focalizzare l’attenzione sulle tante cose dette, i tanti contributi avuti nel corso di due giorni di discussione, molti anche di sostegno al percorso che ho intrapreso. Spero, man mano che andrà avanti una vera politica di integrazione, di veder sparire o almeno diminuire queste posizioni intolleranti».

Capisco lo stile attento a non enfatizzare gli episodi di ostilità, ma non è particolarmente inquietante una contestazione violenta che ha visto uniti Fratelli d’Italia, Lega Nord, Forza Nuova e Forza Italia? «Non voglio sminuire la gravità di ciò che è successo, è chiaro che una manifestazione arrivata fino allo scontro e alla minaccia all’ordine pubblico è senz’altro indice di un certo disagio. Il problema vero è che alcuni partiti ed esponenti politici hanno deciso di cavalcare questo disagio, fomentando e strumentalizzando le paure della gente per farne una campagna elettorale. E tutto ciò non è più tollerabile».

Che cosa è insopportabile? «Da chi è nelle istituzioni si deve pretendere un linguaggio e un metodo democratico. Almeno il rispetto per le persone. Tra i contestatori c’erano un assessore regionale, un parlamentare e un consigliere regionale. Questo è un messaggio molto brutto, non educa al rispetto e alla democrazia».

Pensa che sia in atto una campagna contro di lei? «Contestazioni ci sono spesso e le precauzioni infatti vengono sempre prese. È in atto un profondo mutamento culturale, l’Italia sta diventando un Paese diverso e si tratta di cogliere queste diversità come opportunità e ricchezza. Il che significa anche dare una risposta, dare concretezza con atti legislativi e sul piano delle politiche di accoglienza. Altrimenti diventa difficile. Divento io oggetto di una campagna elettorale permanente e il populismo prende il sopravvento».

Vuol dire: togliamo la legge Bossi-Fini altrimenti mi mandano al massacro per niente. È questo il discorso? «Senza arrivare alla Bossi-Fini su cui c’è un percorso aperto. A fine luglio ho annunciato un piano triennale di lotta a tutte le discriminazioni che vuol dire anche rafforzamento degli strumenti giuridici e quindi incluso la legge Mancino. Vuol dire rafforzamento di strumenti come l’Unar, campagne di sensibilizzazione e formazione mirate, dallo sport ai media alla scuola ai settori del welfare e del lavoro, attività di monitoraggio, progetti nei territori. A settembre siamo stati tra i 23 Paesi che hanno firmato il patto 2014-2020 stimolato dalla Dichiarazione di Roma. È un patto nato dall’iniziativa di Italia e Belgio che impegna i leader politici alla responsabilità e a messaggi educativi nel senso della valorizzazione delle differenze. Per togliere argomenti ai razzisti bisogna dare corso a questi impegni, investirci sopra. Come dicevo è in gioco il futuro e la civiltà dell’Italia, non la mia persona o solo alcune categorie come gli stranieri. Il messaggio deve essere chiaro».

Dalla parte di Cécile Kyenge

E’ vergognoso quanto accaduto oggi a Brescia, dove si sono ripetute le contestazioni, da parte di manifestanti della Lega Nord e di altri gruppi della destra, nei confronti della Ministra Cécile Kyenge.
ministro KieI continui attacchi alla neo ministra Cécile Kyenge hanno superato la soglia della tollerabilità. A volte sono esplicitamente e volgarmente razzisti, altre volte il pregiudizio e l’ostilità sono più velati: nell’insieme sta emergendo un’avversione alla sua figura e ai suoi argomenti. Cécile Kyenge è una donna, una professionista, un’attivista che può dare da ministra un grande impulso per rendere il nostro Paese un luogo più civile e più accogliente di quanto sia oggi.

A Cécile Kyenge voglio esprimere tutta la mia  vicinanza e   sostegno nella sua battaglia presente e futura.
Paola

…sono colpevole di essere nata all’estero

ministro KieNell’ambito del sinodo delle chiese metodiste e valdesi, il ministro per l’integrazione, Cècile Kyenge, interviene nella serata pubblica sul tema “Gli italiani, il pluralismo delle fedi, l’analfabetismo religioso”.

Grazie Cècile per la tua grande umanità , di questa umanità ne abbiamo tanta necessità.
Paola