Osimo a Campanile Sera, 60 anni fa.

Ci sono date che non si possono dimenticare! Il 3 dicembre 1959 Osimo per la prima volta è in televisione. Ovviamente si tratta della televisione di Stato, perché, a quei tempi, di canali privati non si parlava. Chi ha sui settant’anni e più, ricorderà, ma spero che il racconto di questo avvenimento possa, comunque, interessare anche coloro che non sono giunti a tale soglia di età. Sessanta anni fa di questi tempi, non si parlava altro che di Osimo in TV: Osimo partecipa alla trasmissione “Campanile Sera“.

Per inquadrare la situazione erano, quelli, anni diversi dagli attuali. Sta arrivando il così detto “miracolo economico” che porta in quasi tutte le case d’Italia la televisione (le prime trasmissioni andarono in onda nel 1953), il frigorifero, la vespa  e la “600” Fiat, la benzina costa 96 lire al litro e si cominciano a costruire le autostrade. Sindaco di Osimo è il prof. Alessandro Niccoli, chi ha il maggior numero di voti è la DC come decisamente in tutta la Val Musone domina lo “scudo crociato”.
L’Osimana del Presidente Armando Carletti militava in 1^ categoria con i suoi giovani atleti: Carlo Nicoletti, Valerio Menghini, Antonio Tantucci, Alberto Parini, Vittorio Giambartolomei, Manlio Andreucci, Franco Cartuccia, Ercole Marchetti, Paolo Breccia, Giuliano Recinti e Paolo Leggeri.
In campo nazionale ed internazionale,  Vescovo di Roma è Papa Giovanni  XXIII, il “Papa buono”,  degli umili, dei sofferenti e dei carcerati. Presidente degli Stati Uniti è J.F.Kennedy mentre al Cremlino comanda Kruscev e nel mondo si respira aria nuova di speranza, di pace e benessere: la competizione tra le due superpotenze era una corsa a chi arrivava per primo a metter piede sulla Luna. In Italia Presidente della Repubblica era Giovanni Gronchi, mentre al Governo sedeva Antonio Segni.

Torniamo a “Campanile Sera”, il gioco televisivo si svolge tutti i giovedì sera, dalle 20,30 al termine del telegiornale. Sono sempre in lotta squadre di due cittadine, una del Sud contro una del Nord. In studio, a Milano, la trasmissione è condotta da un giovane  presentatore dallo spiccato accento “yankee” Mike Bongiorno che rivolge domande e quiz a due “esperti” per ciascun paese concor­rente. Nei vari centri invece i presentatori sono Enzo Tortora, conduttore televisivo noto per una successiva trasmissione “Portobello” e per essere stato vittima negli anni ’80 di un caso di malagiustizia, Renato Tagliani, che presto scompare dalla videocircolazione ed una giovanissima ed affascinante Enza Sampò.

Ogni città mette a disposizione una piazza o un teatro, ognuna di essa ha un suo portavoce, oltre ad un congruo numero di “pensatori” esperti culturali che si presentano con tonnellate di enciclope­die, almanacchi, statistiche, libri, giornali, riviste e ogni altra cosa che possa essere utile. Ogni città veniva, inoltre rappresentata da una famiglia alla quale competeva la gara dei prezzi: otteneva il punto la famiglia che riusciva ad avvicinarsi di più al prezzo reale di alcuni beni-oggetti in commercio. Non mancavano le sfide  fisiche-sportive di tipo popolare come: la corsa dei sacchi, la corsa con i trampoli e l’albero della cuccagna.

Sicuramente la trasmissione con la sua formula di gioco era stata ideata per far divertire, divertirsi e difendere il proprio gonfalone cittadino dall’assalto degli avversari, si svolgeva in diretta  e le regole del gioco prevedevano che il Comune vincente continuava la competizione a discapito dello sfidante che veniva eliminato. Da ultimo, e cosa di non poco conto in quei “tempi magri”, il Comune che vinceva la puntata aveva diritto ad  un premio equivalente ad un milione in gettoni d’oro.
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Ai primi di ottobre del 1959 la pubblica amministrazione osimana riceve un messaggio dalla Rai: “Tenetevi pronti – dice il messag­gio – a Dicembre la città di Osimo sarà chiamata a partecipare a “Campanile Sera”.

Scatta subito la molla organizzativa. Si cercano gli esperti in ogni campo dello scibile umano, si forma un comitato con a capo il prof. Alfio Giuliodori (professore di Francese all’Istituto Corridoni di cui successivamente diverrà anche Preside)  e il ragioniere del comune di Osimo Rigoberto Lamonica, si indica Piazza Boccolino qua­le sede della trasmissione, si parte per selezionare  i due “esperti in letteratura, storia, arte e cinema” che conoscano tutto quello che è possibile sapere e che dovranno andare a Milano per rispondere, all’interno di un’angusta cabi­na, alle domande di Mike Bongiorno.
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Per il portavoce deputato a rispondere ai quiz in piazza, viene scelto il dott. Vincenzo Carloni, avvocato, impiegato direttivo nella ditta Antonelli  ma anche attore dilettante, personaggio abituato a stare sulla scena.

Per quanto riguarda i rappresentanti osimani da inviare al Teatro della Fiera di Milano  a rispondere alle domande di Mike Bongiorno, a seguito della selezione avvenuta in Comune, la scelta ricade su quattro giovani universitari osimani: due di loro saranno i titolari ed alle loro risposte sarà affidato il destino di Osimo, mentre gli altri due saranno i supplenti.

 Agli studi Rai di  Milano andranno come titolari a rispondere in cabina:

 – Maurizio Morichi, 20 anni, residente ad Osimo, studente universitario ad Economia e Commercio, esperto di musica e di cinema. Con gli amici Giovanni Pirani, Gilberto Severini e con don Aldo Compagnucci aveva dato vita ad Osimo all’Associazione “Amici del Cinema” organizzando cineforum e rassegne cinematografiche al “Cinema Concerto“. Profondo conoscitore di cinema italiano ed internazionale,  aiutato da una fervida memoria che gli permetteva con meticolosità di ricordare trame, titoli di film, ma anche i nomi degli attori, dei registi, Maurizio  rappresentava , insomma, per Osimo una sicurezza nella materia.

Guido Fagioli nato a Gubbio il 13 febbraio 1932. Figlio del pilota automobilistico Luigi, aveva superato la selezione grazie alla sua cultura e conoscenze letterarie. All’epoca aveva 27 anni e si era laureato in Economia Politica all’Università di Firenze. Per rappresentare Osimo negli studi Rai di Milano a rispondere a Mike Buongiorno,  non ci poteva essere intellettuale migliore. Irrimediabilmente appassionato di Storia ha coltivato sempre, nel proseguo della sua vita,   il suo vizio più grande: la lettura e la scrittura. Giornalista e ricercatore, ha pubblicato, articoli vari di letteratura, di storia, ed ha lavorato per la Treccani nella redazione della bella opera “Il Dizionario Biografico degli italiani” ( firmando gli articoli con il nome di Guido Gregorio Fagioli Vercellone. E’ prematuramente deceduto nell’ottobre del 2004.

Il de­stino di Osimo è affidato alle loro risposte.
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Li accompagneranno come “riserve” altri due giovani studenti universitari: Renato Rozzi di anni 25 laureando  in Architettura alla Statale di Milano e poi all’Università di Venezia (sarà negli anni successivi uno dei progettisti del Piano Regolatore della nostra città, prematuramente deceduto nel 2009) e Lamberto Cenerelli di anni 28 studente in Medicina, che poi il proseguo della  vita lo  vedrà impegnato come noto primario anestesista all’Ospedale di Senigallia, città dove è deceduto nel 1997.
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La partecipazione alla trasmissione televisiva ha suscitato in Osimo grande entusiasmo  e curiosità collettiva, alimentata anche dalla presenza in città del “via vai” dei mezzi della troupe televisiva della Rai, dei numerosi  tecnici della “Timo” che dovevano assicurare i collegamenti, dei volti noti dei conduttori con i loro accompagnatori e dalla stuoia di giornalisti al seguito della trasmissione,  mandati dai giornali nazionali più letti, a raccontare  quelle serate del giovedì che riscuotevano un grande successo mediatico, ma anche per descrivere  una periferia allora sconosciuta alla gran parte degli italiani.

Osimo partecipò alla trasmissione tre volte:

– il 03/12/1959  Mondovì – Osimo, vittoria per Mondovì per 10 a 0;
– il 24/11/1960 Osimo – Sestri Levante, vittoria osimana il che ci permise di partecipare ad un’altra sfida;
– 01/12/1960 Cento – Osimo, vittoria per Cento per 10 a 0.
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Tre serate indimenticabili per gli osimani che hanno avuto la possibilità di assistere all’evento direttamente in Piazza Boccolino, ma anche per i tanti osimani sparsi per l’Italia, che hanno potuto assistere all’evento comodamente seduti sulla poltrona di casa, sintonizzati sulla RAI, pronti a sostenere ed esultare per i propri concittadini.

Nella trasmissione del 3 dicembre 1959 il paese campione in  carica era Mondovì, che dopo aver battuto nell’ordine Montefiascone e San Miniato, con identico punteggio 10 a 0, si apprestava ad affrontare la nostra  cittadina.  Raccontano le cronache che Osimo si era preparato al meglio per la sfida creando diverse commissioni  di esperti culturali, i così detti “professori” pronti ad apportare il loro aiuto per le risposte.

Era stata costituita ( con i prescelti individuati dal prof. Alfio Giuliodori e dal ragioniere del comune di Osimo Rigoberto Lamonica), una legione di sapienti, i così detti “pensatori”,  più di 120 persone: professori, medici, artisti, professionisti; insomma  la “migliore intellighenzia” di Osimo,  gente che doveva sapere di tutto oltre ad avere una memoria prodigiosa, a disposizione del campanile osimano.
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Questi gli esperti delle varie Commissioni, pronti a dare risposte al  portavoce in piazza, designato nel  dott. Vincenzo CARLONI.
Esperti materie scientifiche: DAVALLI Augusto (amministratore delle tenute Fava-Simonetti), BARTOLI Renato (titolare dell’omonima Farmacia, padre dell’attuale titolare in piazza del Comune), BINCI dott.Carlo (responsabile della farmacia ospedaliera) e la di lui signora Vera , BLASI prof.ssa Maria (figlia dell’allora segretario comunale), CIAVATTINI prof.ssa Gabriella, ZAMBONI prof.ssa Galliana, COLONNELLI dott.ssa Anna ( allora dipendente presso la farmacia Bartoli), TREBBI Ermes ( proprietario della farmacia lungo il corso, oggi farmacia Cardinali), TEODORI FERRETTI dott.ssa Mirella ( anche lei farmacista, proprietaria della farmacia a lato della Costa del Duomo oggi farmacia Romaldini), ZOPPI Francesco, BERRE’ Lucia, ZOPPI Sinibaldo ( persona affabile e simpaticissima laureato dottore agronomo, padre del pediatra dott. Antonio Zoppi) , CASTELLANI Luigi ( svolgeva all’epoca l’attività di perito agrario per diversi proprietari terrieri), BOTTEGONI Igino ( perito agrario è stato presidente degli IIRRBB), RICCIONI dott.Mario (medico e poi in seguito Direttore Sanitario dell’Ospedale di Osimo), PASQUALINI Roberto ( medico chirurgo, poi divenuto primario ostetricia e ginecologia del nosocomio cittadino), SILVESTRI Giovanni ( professore chirurgo e poi primario all’ospedale di Osimo), ROZZI Tullio, NARCISI Renato ( professore di matematica e scienze al Liceo Classico di Osimo, che i suoi allievi  chiamavano amorevolmente “pozzo di scienza”), IPPOLITI Francesco ( Preside delle scuole medie al tempo e poi anche Preside all’ist.Tec.Comm.”Filippo Corridoni”), FELIZIANI Pierluigi ( nipote di mons. Feliziani che per anni è stato parroco del Duomo), ALESSANDRINI Angelo (dottore agronomo direttore zonale del Ministero dell’Agricoltura, padre dell’avv. Giancarlo recentemente scomparso), BERTI Ennio.

Esperti materie umanistiche: prof. VICARELLI Ennio ( professore di filosofia al Liceo Classico di Osimo)  e prof.ssa LONGARELLI Elisa ( persona eccelsa, professoressa di italiano all’ist.Tec.Comm.”Filippo Corridoni”), BLASI Mario ( rettore al Collegio Campana, insigne scrittore e poeta), ROMITI Cesare ( professore  di italiano alle scuole medie), MARCHEGIANI Mario ( professore di italiano e poi anche Preside, padre della attrice Fiorenza), ZUCCONI Elena, RICCI prof.ssa Anna ( professoressa di italiano alle scuole medie), GIRI prof.ssa Flora ( professoressa di italiano ed una delle prime donne impegnate in politica in città, eletta consigliera comunale nel mandato 1965-1972 nelle file del PSDI), MERCANTI Antonio ( professore di italiano all’ist.Tec.Comm.”Filippo Corridoni”), BADIALETTI prof.ssa Gioconda, BARIGELLETTI Aldo ( professore di italiano poi trasferitosi al Nord), IPPOLITI Giovanni, IPPOLITI Antonio, IPPOLITI Ippolito, INNOCENZI Nerina, BERRE’ prof.ssa Alba, MERLI prof.ssa Vera ( professoressa di inglese  all’ist.Tec.Comm.”Filippo Corridoni” e assistente universitaria), PIERANDREI Mirella, GALLO Maria Teresa, HONORATI Rosanna ( all’epoca studentessa), PALLOTTA, CASTELLANI Franca ( figlia di Castellani Luigi), PETTINATI prof.ssa Alda, MARINI Marino ( professore di italiano al Liceo Classico di Osimo, persona eccelsa e di una cultura infinita), SERRINI prof.Giuseppe ( poi politico osimano , Presidente della provincia e primo Presidente della Regione Marche), PADOVAN Luigi, CARLONI prof.ssa Gioconda, prof. LAGUARDIA, CARDINALI prof.ssa Maria Teresa, ASTERITI RUNDO prof.ssa Emma, DEL CURTO prof. Dina ( moglie del veterinario Pericoli), FIORENZI  dott.ssa Ada ( esperta di teatro e letteratura, moglie del medico Gianfranco Fiorenzi).
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Esperti di Sport e Attualità
: rag. LAMONICA Rigoberto ( grande sportivo osimano, appassionato di ciclismo, all’epoca svolgeva la professione di capo ragioniere in Comune)  e GIULIODORI prof. Alfio ( grande sportivo osimano, appassionato di calcio, professore di francese e poi Preside all’ist.Tec.Comm.”Filippo Corridoni”), RICCI Antonio ( farmacista padre del farmacista Lanfranco), FATTORINI Giovanni ( fondatore del negozio Fattorini di Corso Mazzini, grande appassionato di sport e della pallacanestro in particolare, ha guidato per anni – come Presidente – la Robur), ANDREONI Amleto ( dirigente sportivo dell’Osimana, era mio zio), MILONE Donato ( maestro elementare ed appassionato di teatro e cinema) , MATTIONI Enrico ( noto geometra originario di Santa Maria Nuova ma che ha esercitato prevalentemente in Osimo anche lui appassionato ed esperto di cinema), CARBONARI Benedetto ( soprannominato “Franco”, ottimo centravanti dell’Osimana ma anche appassionato di Atletica leggera), LOMBARDI Raimondo ( all’epoca studente universitario di Medicina a Firenze, grande esperto ed appassionato di calcio, poi affermato urologo) , COSTANTINI prof.ssa Franca ( professoressa di Educazione Fisica) , SCHIPSI Lucio, CARBONARI Giuseppe ( maestro elementare, ciclista soprannominato “Peppino”), SISTI Carlo, CARLONI Carlo, CREMONESI Antonio ( responsabile e gestore del Cinema Concerto), RUBINO Ivo, COMPAGNUCCI don ALDO ( cappellano della Parrocchia di San Marco, grande appassionato delle arti figurative poi professore, filosofo e cineasta), GIORGETTI Italo.

Esperti di musica e Teatroprof. PAURI, CAMPANELLI Giuseppe ( capostipite di una delle famiglie più in vista di Osimo, per diversi anni è stato Presidente dei “Senza Testa” e Presidente della corale “G.Verdi”, organizzatore della “Festa dei Fiori” e di tanti altri eventi cittadini. Gli è stato conferito il titolo di Cavaliere poi Commendatore del Lavoro. Maestro concertatore, suonava il violoncello nei concerti e nei teatri, ha organizzato Concerti Lirici con l’amico Beniamino Gigli al nostro Teatro “La Nuova Fenice” di Osimo. Negli ultimi anni, suonava sul Duomo durante la settimana Santa. E’ stato, inoltre,  fondatore e consigliere della “Banchetta”, la Banca Popolare di Osimo, poi di Ancona), ADORNI Giacomo ( conosciuto in Osimo come “Lo scolaro” in quanto era titolare di un piccolo negozio di materiale scolastico per il Corso Mazzini, è stato partigiano e membro del CNL osimano) , CARLETTI, SINIBALDI Corrado (grande intenditore di Lirica e Teatro, soprannominato “baffi di legno” ), FANESI don Vincenzo ( noto personaggio osimano, fondatore de “l’Antenna” ), BONCI Livio ( noto avvocato osimano, da giovane grande intenditore di musica), VALERI prof.ssa Maria ( insegnante di pianoforte ), SERRINI prof.ssa Alberta ( insegnante di pianoforte e di musica alle scuole medie ), PIAZZINI prof.ssa Iva ( insegnante di pianoforte ),  IPPOLITI dott.ssa Lucia, VERDOLINI Guelfo ( grande personaggio osimano intenditore di musica, ha  suonato come batterista per diversi complessi musicali,  impiegato alle Poste), DIONISI Ennio ( appassionato di musica anche lui  come batterista ha suonato per diversi complessi musicali e se ne ricorda la partecipazione alla trasmissione “il Musichiere” per gli osimani era “zazzera” ), BLASI dott. Aldo ( avvocato e segretario comunale appassionato di Teatro ), THEODORI avv. Filippo.

Esperti  varie e Filatelia: GRILLANTINI don Carlo ( storico e scrittore osimano ),  CANAPA avv. Giannetto ( avvocato ed uno dei primi Sindaci della città ) , BERNARDONI rag.Carlo ( dirigente della locale ditta appaltante il servizio dei  rifiuti urbani ), BOCCANERA Ermanno ( noto medico di famiglia ), MAGNONI Alberto ( insegnante di scuola media ),  NICCOLI Alberto ( figlio del Sindaco di allora, al tempo studente universitario, poi professore universitario ed anche lui rivestirà il ruolo di  Sindaco di Osimo ); FAGIOLI Massimo ( titolare della Fornace “Fagioli” in via Olimpia ), DAVALLI Laura (insegnante figlia della professoressa Longanelli), LEPORI Luigi ( professore di diritto all’ist.Tec.Comm.”Filippo Corridoni” ), SUARDI Araldo ( titolare della ditta di autobus omonima ), BELLASPIGA Giampaolo ( all’epoca studente universitario a Macerata, grande appassionato di pittura e letteratura, è stato fidato notaio di molti osimani ), ZOPPI Riccardo ( la famiglia gestiva un sale e tabacchi in piazza del Comune), RIDERELLI Mario, BURGHIANI Gabriele ( commerciante di macchine agricole), PERILLO Simmaco ( cancelliere presso la Pretura cittadina ), BUROCCHI avv. Werther ( avvocato figlio del maestro Burocchi), CANAPA avv. Lamberto ( studente in legge poi avvocato figlio di Canapa Giannetto), DI FRANCESCO avv. Gino ( avvocato, marito di Fagioli Maria Grazia figlia del pilota Luigi Fagioli ) ALESSANDRINI Giulio ( proprietario terriero è stato presidente degli II.RR.BB,  nonno dell’avv. Giancarlo), NARCISI Paolo (  figlio del professor Narcisi Renato), CERSOSIMO Giovanni ( studente universitario il padre all’epoca era maresciallo della Stazione  Carabinieri di Osimo), PADOAN, MORICHI  Sergio (studente poi affermato avvocato osimano), FAGIOLI Armando ( ingegnere termotecnico, terzo figlio del pilota Luigi Fagioli), TADDIOLI rag. Domenico ( da sempre appassionato di foto, ragioniere ai Coltivatori Diretti), BELLI dott.Mauro ( dirigente alla Camera Commercio di Macerata), BELLI Carlo ( impiegato presso l’Amministrazione “Barberini”), RUZZINI Guido ( maestro elementare), BUSILACCHIO Ildo ( titolare della fabbrica di fisarmoniche in via Soglia), MORETTI Ines.

Si può dire che ogni mente eccelsa era stata reclutata per il buon nome della città.
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Lo scontro con il piccolo ma agguerrito comune piemontese fu una debacle, su tutti i fronti: la “prova culturale” in piazza con i nostri esperti che non seppero tenere il confronto con quelli del piccolo paese della provincia di Cuneo, la sfida “sportiva-ginnica” alla pertica dove i nostri atleti – Franco DE LUCIA, Sandro BUSCARINI (emigrato per lavoro in Germania, deceduto da qualche anno)  e Alberto CINTI (bravo atleta della Virtus Ginnastica e figlio del Direttore del Credito Italiano in Osimo) – persero la competizione con gli atleti avversari, e anche dalle cabine di  Milano le cose non andarono meglio.
***Osimo ne uscì sconfitta 10 a 0.  In città la sconfitta  non fu presa  sportivamente. Sicuramente Mondovì era forte ma Osimo non volle ammainare bandiera a “Campanile sera”. In città cominciò a montare la protesta per il verdetto di Mike Bongiorno, reo di aver favorito, con alcune evidenti papere, Mondovì. Anche i giornali, locali e nazionali, cominciarono a parlarne. Dopo qualche giorno, dopo aver rivisto e analizzato quanto era accaduto in  trasmissione , tutti gli osimani, la stampa, unanimi, riconoscevano gli errori e le ingiustizie commesse in danno della nostra città da parte del conduttore televisivo. Il sindaco Alessandro Niccoli si fece portavoce di tale malumore, mandò un telegramma alla Rai facendosi interprete delle lamentele di tutta la cittadinanza. Questo il testo del telegramma inviato ai responsabili  – Rai  – della  trasmissione:

” Circostanziate e documentate irregolarità verificatesi giovedì 3 dicembre,  corrente gioco televisivo “Campanile sera” forniscono motivo at ricorso che questa Amministrazione Comunale interprete desiderio unanime cittadinanza osimana presenterà a termini articolo 10 regolamento. Tanto comunico per eventuali misure cautelative a codesta direzione.”
Firmato il Sindaco di Osimo prof. Alessandro Niccoli

Il 24 novembre 1960 in seguito al ricorso, Osimo fu riammesso a partecipare alla trasmissione “Campanile Sera”, questa volta contro la città di Sestri Levante.

Osimo ritorna dunque a Campanile Sera! Vi torniamo con tutti gli onori e l’entusiasmo possibile, ma soprattutto con l’orgoglio e la voglia di rivincita per cancellare l’umiliante ed ingiusta  sconfitta patita contro Mondovì.

 Questa volta scrollata di dosso timidezza ed inesperienza,  con una forte motivazione e con tanta voglia di riscatto,  Osimo rimette in moto la macchina organizzativa per dare il meglio.  Vengono riconvocati e confermati gli esperti. Il Comitato organizzatore designa nella famiglia del cav. CAMPANELLI Giuseppe la famiglia che dovrà opporsi alla famiglia di Sestri Levante. La famiglia del cav. Campanelli, noto commerciante osimano, al completo,  composta da Giuseppe, dalla signora Quartina, dai sei figli e dai cinque nipoti assume l’incombenza preparandosi a dovere.
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Nella gara dei prezzi la famiglia Campanelli vinse alla grande, azzeccando quasi al centesimo il prezzo che si doveva indovinare relativo ad una bicicletta da donna completa degli accessori e il prezzo di un impermeabile da uomo.
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Nella prova in trasferta a Milano vengono riconfermati i giovani FAGIOLI e MORICHI che anche grazie all’esperienza acquisita nella precedente gara, saranno determinanti, rispondendo bene a tutte le domande, per la vittoria della nostra città. Nello scontro tra le piazze vengono presentati 7 dipinti,  rappresentanti mestieri vari. Si trattava di scrivere sul retro di una lavagna il nome dell’autore del dipinto e il mestiere in esso raffigurato. Gli esperti osimani di piazza si trovarono impreparati e persero tanti punti di fronte ai coriacei liguri che prima dell’ultima prova, quella sportiva, si ritrovarono in vantaggio di tre punti.
Una nuova sconfitta, e senza attenuanti e scusanti, era oramai nell’aria. Le prove decisive determinanti per  l’esito finale del confronto sono state le gare sportive:

 – nella corsa nei sacchi gli atleti osimani: POLINORI Umberto (fratello di “Peppe Longo” e figlio di Carlo “Carluccio” bidello della Scuola Bruno da Osimo negli anni 50/60), ANDREUCCI Manlio (attaccante dell’osimana)  entrambi nella categoria inferiore ai 75 kg  e MARCHEGIANI Rolando, soprannominato dagli osimani con il nome di “Faolenza” nella categoria dei massimi ( oltre i 100 kg) vinsero distanziando gli avversari;

 – nella corsa con i trampoli gli osimani CESI Nardino, MOSCOLONI, MARAINI e Carlo CARLETTI ebbero facile gioco sugli avversari conquistando i primi  posti.

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Grazie alle vittorie nelle  gare  ginniche, OSIMO vinse, battè Sestri Levante e acquisì il  diritto a ritornare in televisione come campanile campione, per il giovedì successivo.

Grande entusiasmo naturalmente fra gli osimani, tuttavia, raccontano le cronache che in quei giorni “girava fra il chiacchiericcio della piazza” una barzelletta: ” …Due amici s’incontrano dopo la vittoria con Sestri Levante. <Hai visto compare ‘ finalmente l’abbiamo spuntata, magari con i sacchi e con i trampoli! >. L’altro replica: <Per forza caro mio: non c’era altra via d’uscita. Non potevamo vincere con la testa, abbiamo vinto con i piedi !!>.
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Il giovedì 1 dicembre 1960 Osimo vittoriosa e campione in carica  si presenta per la sfida con la cittadina ferrarese di Cento.  La compagine osimana si ripresenta con una unica novità rappresentata dalla famiglia che giocava al quiz sui prezzi. La nuova famiglia chiamata a rappresentare Osimo è quella dell’artigiano Celeste MARACCI. Non fu una serata felice per i nostri portacolori.
Una Osimo priva di mordente, forse già appagata di una vittoria, cedette lo scettro di “Campanile Sera”, alla città di Cento.
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Andò male alla  squadra degli esperti in piazza. Migliore sorte non capitò ai  due, pur bravi, giovani Guido Fagioli  e Maurizio Morichi (quest’ultimo non riuscì a rispondere alla domanda sul nome di una attrice francese, personaggio principale in un film sconosciuto proiettato solo una volta  in Francia) dagli studi di Milano.

La famiglia Maracci non riuscì ad indovinare il prezzo di una libreria di 54 volumi di vari autori, nè il prezzo di una forma di fondina della Val d’Aosta dal peso di oltre 10 kg ( domande alle quali non era  facile rispondere !!) e da ultimo, anche la sfida sportiva non andò bene,  gli atleti osimani non riuscirono  a ripetere il miracolo del precedente confronto.  Sta di fatto che Osimo perse in terra di Ferrara il “Gonfalone” di campione in carica e a Cento terminò la  nostra avventura televisiva  a “Campanile Sera”.

Una bella storia comunque da raccontare e da ricordare.

 La trasmissione è riuscita ad accendere i riflettori della stampa nazionale sulla nostra città. Cronisti  di vari giornali di intrattenimento sbarcarono ad Osimo  per scoprirne  lo stile di vita.  Giornalisti intervistarono giovani e osimani nel loro vivere quotidiano, raccogliendo sicuramente un ritratto della parte più autentica del nostro territorio e della nostra gente.
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Campanile Sera” ha rappresentato, anche, un’occasione per dare modo a tutti gli osimani, idealmente, di riunirsi nel nome della città,  e di far rivivere l’appartenenza al campanile da parte dei “senza testa”.  Sicuramente questa manifestazione, al di là delle vittorie e delle sconfitte,  ha rappresentato un momento di aggregazione, un bello spettacolo di piazze in festa che ha acceso il senso di appartenenza e di unità  di una comunità, oltre  a costituire occasione per mostrare  le bellezze paesaggistiche, storiche  ed architettoniche della nostra città.

Questo racconto è stato ricostruito grazie agli articoli tratti dalla cronaca di “Voce Adriatica” e di altri servizi pubblicati su “Eva Express” nel dicembre del 1960.  Determinanti sono state, soprattutto,  le reminiscenze impresse nella memoria di alcuni testimoni-protagonisti di questa manifestazione che ho contattato e i cui ricordi  ho raccolto  direttamente dalla loro voce, in una amabile chiacchierata fatta di  piacevoli sensazioni vissute nelle tre settimane di partecipazione alla trasmissione televisiva “Campanile Sera”.

 Ringrazio in particolare:

 Maurizio Morichi: 80 anni, all’epoca, appena ventenne,  era una matricola universitaria della facoltà  di Economia e Commercio di Ancona. Appassionato di cinema e di musica, è stato il primo ad essere scelto ( mi ha raccontato  Maurizio che le selezioni si svolsero in una gremita sala maggiore del Comune, davanti alcuni incaricati della Rai) per rappresentare Osimo negli studi televisivi di Milano. Insieme a Guido Fagioli, ed agli altri prescelti: Renato Rozzi e Lamberto Cenerelli presero con impegno il compito loro affidato, preparandosi accuratamente sfogliando libri ed enciclopedie. Il  dott. Morichi, ricorda,  che il mercoledì partivano in treno con il “Lecce-Milano” per raggiungere poi il centro di produzione Rai  in corso Sempione.
Ricorda, inoltre,  Mike Buongiorno come un tipo preciso che non dava mai grandi confidenze. “In occasione della  vittoria sulla cittadina di Sestri Levante, a noi concorrenti è andato  in premio un gettone d’oro del valore di centomila lire, dov’era impresso un campanile con una bandiera che sventolava. Purtroppo – mi ha raccontato  con vivo dispiacere il dott. Morichi – questo bel cimelio mi è stato poi rubato”. Ricorda la buona accoglienza ricevuta ad Osimo dopo la vittoria anche se l’osimano non è un tipo molto espansivo e le congratulazioni ricevute dal sindaco Alessandro Niccoli.
Sicuramente la  notorietà ricevuta dal “piccolo schermo” l’aiutò a strappare il “si” di fidanzamento   dalla giovane Silvana Parini poi futura sig.ra Morichi. Dopo le tre apparizioni televisive, per Maurizio Morichi è arrivata la laurea nel 1963 e l’impegno nel lavoro che lo ha visto come dirigente d’azienda prima nella Cassa di Risparmio di Ancona, poi alla Garofoli Vini e da ultimo a dirigere i servizi  contabili-gestionali della società Ragaini di Loreto.
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Carlo Carletti
: 82 anni, osimano doc del rione Cappuccini – San Marco, artigiano elettricista.  Una tradizione familiare, quella di elettricista,  iniziata  dal padre Guido e da lui proseguita fin da giovanissimo, prima come dipendente-apprendista  e poi come artigiano “in proprio”. Un elettricista Carlo Carletti,  con la passione per lo sport ( il judo in particolare)  e le arti. Carlo Carletti è, infatti,  persona conosciuta in Osimo perchè per vivere ha armeggiato tutti i giorni con i fili elettrici, ma anche per la sua passione sportiva per il Judo, passione condivisa con il fratello Alberto. Al tempo della partecipazione osimana a Campanile Sera, Carlo appena 22enne, già sposato con la sig.ra AnnaMaria Moresi,  era un valente atleta della palestra “Fiamma Judo Sukara”. Per queste  sue qualità atletiche  è stato ingaggiato a comporre le fila della squadra osimana per la gara sportiva di corsa con i trampoli. Una squadra vincente che grazie anche alla prestazione di Carlo ha permesso ad  Osimo di avere la meglio nei confronti degli atleti rivali del comune di Sestri Levante. Carlo con orgoglio, ancora oggi, conserva quei “trampoli” che 60anni fa hanno fatto gridare di gioia gli osimani in piazza e davanti il piccolo schermo. Carlo Carletti dopo l’impresa sportiva determinante per la vittoria del nostro “Campanile” è ritornato al suo lavoro ed alle sue passioni. Da ricordare tra le tante “sfide” che ha affrontato, anche quella di Presidente dell’Ema che lo ha visto sempre in prima fila nell’organizzare eventi culturali e ricreativi per la nostra città.

Giuliano Campanelli: classe 1943, all’epoca degli avvenimenti raccontati,  aveva appena 16 anni ed era stato “ingaggiato” come atleta per la sua particolare abilità nella corsa sui trampoli sopra i quali aveva una particolare destrezza riuscendo a fare perfette performance. Una giuria poco imparziale lo scartò all’ultim’ora dalla competizione  adducendo a motivazione la sua minore età. Giuliano ricorda ancora l’amarezza dell’esclusione: “ci tenevo molto ad aiutare il mio campanile“, ricorda, tanto che appena  dopo la vittoria osimana, per l’entusiasmo si inerpicò sul campanile del Comune e si sfogò suonando il “Campanò de Piazza” a festa fino allo stremo.
Oggi in pensione, il sig. Giuliano, ha da sempre collaborato nell’attività commerciale della  “Famiglia Campanelli” seguendo e gestendo in particolar modo il  settore mobili.
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Benedetto Carbonari
: 88 anni, ha partecipato a Campanile Sera  dando il proprio contributo tra il gruppo dei “pensatori” esperti di Sport ed Attualità. Era stato chiamato dal prof. Alfio Giuliodori che lo conosceva bene per le sue passioni sportive ( calcio ed atletica leggera) e per le sue doti balistiche di ex cannoniere-centravanti dell’Osimana Calcio. Quando la trasmissione presentata da Mike Buongiorno arrivò ad Osimo, Benedetto ( per gli osimani “Carlo”), aveva 28 anni ed era  già coniugato con la sig.ra Rosa Telarucci. Diplomato Ragioniere e Perito Commerciale è stato 32 anni impiegato come ragioniere capo e responsabile amministrativo presso gli uffici dell’Usl n° 13 e successivamente segretario dell’Opera Pia “Don Giovanni e Gaetano Recanatesi” di Osimo. Oggi in pensione, ricorda con commozione e nostalgia questo bell’avvenimento che per tre settimane ha dato notorietà nazionale alla nostra piccola cittadina. 

A conclusione di questo “viaggio” intorno a Campanile Sera – rievocato a più mani – invio un ringraziamento per la breve testimonianza anche al dott. Raimondo Lombardi, alla sig.ra Maria Grazia Fagioli, al dott. Massimo Morroni, alla prof.ssa Rozzi Luciana in Migliari ed a Giuliano Campanelli, in particolare,  per  il prezioso materiale fotografico messo a disposizione.

La  Vice Sindaco di Osimo
prof.ssa  Paola  Andreoni


articoli, usciti sul settimanale Eva Express del 3 dicembre 1960:
Le Ragazze osimane sono molto Attive. Le ragazze di Osimo si danno tutte un gran da fare: o studiano o lavorano. Dicono: ” Pochissime di noi si limitano ad essere delle casalinghe !…”. E fanno questa affermazione con orgoglio, perchè sono fiere dei loro giorni intensi sui libri, negli uffici, nelle fabbriche. Lo studio o il lavoro fanno si, poi, che le ragazze di Osimo abbiano tutte una loro personalità ben formata e che guardino tutte in faccia alla vita senza complessi riverenziali, senza timori per il futuro, senza ansie e preoccupazioni.Di distinguono anche nei confronti dei loro coetanei in pantaloni: li giudicano “un po’ provinciali”, mentre li desidererebbero più vivaci, più decisi a contribuire allo sviluppo morale e materiale della loro città. ( articolo tratto da Eva Express del 10/12/1960)

1 RAGAZZE L LAVORO 2

Giuseppina ANTONELLI, Giuseppina MORETTI, Maria VICARELLI, Anna LUNARI, Maria Vittoria BIANCONI


4 cAMPA 1

1 Ragazze al lavoro

Ersilia BERRE’, Paolina MARRA, Luciana VOLPINI e Elena Gerboni

5 CAMPA 458

Il Ciclismo appassiona. La “ciclistica osimana” è un’associazione che conta oramai più di un quinquennio di vita attivissima. Ha di già organizzato trentaquattro gare per “allievi” e per “dilettanti” e tutte le competizioni hanno suscitato molto entusiasmo. La più recente gara è stata, nel settembre scorso, il Campionato italiano Allievi, al termine del quale è stata scattata la fotografia che pubblichiamo, con il presidente Rigoberto Lamonica attorniato da concorrenti e sportivi esultanti.
Di moda anche lo Judo. le squadre sono due: lo “Judo Club” e la “Fiamma Judo Sukara”, che contano insieme un centinaio di validissimi elementi. Tutte e due le squadre partecipano di sovente a gare nazionali e figurano assai bene in ogni confronto.
Calciatori Giovanissimi. I calciatori dell’”Unione Sportiva osimana” sono tutti ragazzi che non superano i diciotto anni di età. La squadra partecipa al Campionato Dilettanti 1^ categoria. “Faremo molta strada!”, afferma il presidente Gerli qui fotografato con i suoi atleti: Menghini I. Tantucci, Parini, Menghini II, Giambartolomei, Marcosignori, Cartuccia, Marzioli, Marchetti, Breccia, Recinti, Leggieri Paolo( articolo tratto da Eva Express del 10/12/1960)

 

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#OSIMANI con l’hashtag: Sandro Mosca la sua mission regalare sorrisi ed emozioni !

Continua la campagna #OSIMANI , volta a far conoscere il nostro territorio e la sua gente attraverso un galleria di volti e di storie raccontate in 140 caratteri (e oltre). Storie semplici ma veramente straordinarie.

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Anche Osimo è diventata la città dove tutti corrono e hanno fretta. Colpa anche del tempo del lavoro che è andato in conflitto con il tempo dell’uomo. Il lavoro, spesso, non è più realizzazione di sè ma è diventato stress. Anche per Sandro Mosca era così, una vita come tante scandita da cartellino, lavoro, incontri con i clienti, pausa pranzo, tanta strada e quel poco di tempo che restava, troppo poco, dedicato alla famiglia. Poi la coraggiosa svolta, condivisa con la famiglia – e qui inizia la storia più bella di questo osimano doc -, quando lascia tutto per dedicarsi totalmente alle sue passioni giovanili che ancora oggi sono la linfa della vita: l’insegnamento della chitarra, la scrittura, la poesia e  il disegno.

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Sandro Mosca è nato e cresciuto ad Osimo per la precisione nel vicolo Croccano ( nel cuore di Osimo centro, la sua casa era attaccata al Teatro “La Nuova Fenice”) suo padre Sisinio era uno stimato artigiano-imbianchino nonchè apprezzato “cornista” della banda musicale cittadina. Una famiglia modesta quella dei Mosca, come quella di tanti artigiani che popolavano il centro storico, una famiglia dove si respirava aria di musica e di arte.

Mi racconta Sandro che quando al Teatro “La Fenice” venivano rappresentate le opere, a casa Mosca, papà Sisinio, chiedeva: ” Che si fà questa sera ? si cena o si va all’Opera ? “. Ed unanime la risposta era: “niente cena vogliamo assistere all’Opera”.

Suo fratello, Mario Mosca di tre anni più grande è ancora oggi uno dei pittori più apprezzati a livello regionale e nazionale che vanta notevoli esposizioni nelle più importanti gallerie italiane e all’estero: Madrid (1983), Boston (1990), New York (1991 e 1995), Tokyo (1993).
Cresciuti tra poesia, musica, pennelli , tinozze, le opere liriche nell’adiacente Teatro, ed incoraggiati dai genitori, fin da giovanissimi i fratelli Mosca non poterono che seguire la loro predestinazione artistica: Mario la pittura classica e le incisioni, Sandro la musica, la scrittura e il disegno caricaturale.
Le tre forme di espressione artistica hanno convissuto con Sandro nelle varie tappe della sua vita a volte con il primato della musica, in altre delle vignette e dei racconti.

La musica per Sandro ha preso la forma, a partire dai 15 anni, della sua inseparabile chitarra. Appresi i primi insegnamenti sotto la guida del m° Ferrante Faedi poi hanno fatto il resto: la determinazione a voler migliorare le performance da solista, la voglia di esplorare la musicalità dello strumento e la passione per la musica.
Chitarra classica e poi la chitarra elettrica. A 18 anni Sandro era un fuoriclasse, uno che con la musica ci sapeva fare di brutto: arpeggi classici ma anche la coinvolgente musica dei Beatles, Rolling Stones , Led Zeppelin, e le canzoni beat italiane.
Appena diplomatosi Ragioniere, Sandro, ricercatissimo per i suoi virtuosismi da solista, entra a far parte dei più importanti gruppi musicali che agli inizi degli anni ’60 si esibivano alla “Conchiglia Verde” e negli altri più prestigiosi locali dell’anconetano.
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La prima band che vede Sandro alla chitarra elettrica è stata “The Lovely Boys” del m° Basilio Piangerelli per la gioia dei tanti giovani che frequentavano i veglioni e i matinèe. Poi si è unito ai “Friders” con Peppino BIANCHI, Ennio DIONISI detto Zazzera, Aldo COPPARINI alla batteria, Sergio SANTARELLI, Franco ANDREUCCI.
In questi anni ha accompagnato con la sua chitarra cantanti prestigiosi come: Johnny Dorelli, Nini Rosso, Anna Identici, AnnaRita Spinaci, i Marcellos Ferial, Umberto Napolitano, Maria Doria ecc.
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La musica è per Sandro una delle più amate forme di espressione, un’arte che non solo l’ha accompagnato in ogni momento della sua vita giovanile, ma che ancora oggi è capace di trasmettere a intere generazioni. Infatti con il suo distintivo garbo, gentilezza e passione, Sandro per tanti giovani e meno giovani è stato e continua ad essere “il maestro di chitarra” degli osimani.
Fra i tanti suoi allievi merita di essere menzionato: Luciano Renato Principi poi trasferitosi a Milano e per anni chitarra solista alla Filarmonica Antonio Toscanini di Parma; Daniele Cecconi oggi concertista molto conosciuto ed apprezzato; il giovane Francesco Toccaceli ed altri.

Un grande merito quello di Sandro nei confronti della nostra città: quello di essere stato “un bravo maestro”, di aver seminato come pochi altri la musica ad Osimo, di aver insegnato a suonare e aver trasmesso la passione per la chitarra a tanti nostri giovani.

Sandro Mosca è anche un grande vignettista umorista. Il segreto di questa passione? Una viva fantasia accompagnata da una grande maestria nel disegno e una matita sempre alla mano. Una passione maturata dalle elementari e proseguita negli anni, come quando alle superiori era rapito nel ritrarre furtivamente la sua bella compagna di classe: Baby Cagnoni ( poi indimenticata “signorina”, presentatrice del piccolo schermo).
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              Beatrice Cori per gli osimani Baby Cagnoni e Sandro Mosca (anno 1959)

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La sua prima vignetta umoristica ( realizzata a 13 anni) è stata pubblicata su “Il Vittorioso”. Per “La Meridiana”, il giornale di Valeria Dentamaro,  disegna settimanalmente ( da diciannove anni ) strisce in vernacolo di vita quotidiana dei personaggi divenuti oramai familiari agli osimani “Letizia e Gedeò: osimani da sette generaziò” che hanno raggiunto il ragguardevole numero di oltre 900 pubblicazioni.

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La prima striscia di Letizia e Gedeò pubblicata dalla “Meridiana” nel luglio del 1998
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Strips settimanali dove i due pensionati, Letizia e Gedeò, nati dall’ostinata creatività di Sandro Mosca con gusto raffinato, ci raccontano in dialetto fatti osimani, ma anche, con ottime fattezze,  angoli della nostra città.

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Inoltre come vignettista, Sandro partecipa spesso al Concorso di Fantasia Grafica “Questo l’ho fatto io !” indetto da  “La Settimana Enigmistica” risultando -a tutt’oggi – vincitore ( con relativa pubblicazione delle vignette sulla rivista) per 88 volte. Dal 1999 disegna “Rebus” per “La Sibilla”, una prestigiosa testata nella quale collaborano le firme più prestigiose dei vignettisti italiani come Roberto Mangosi, Paolo Piffarerio ed altri.
Oltre che vignettista Sandro è anche un raffinato scrittore e poeta. I suoi divertenti ed avvincenti racconti e le sue poesie, sia in lingua italiana che in vernacolo osimano, sono stati un appuntamento fisso e seguitissimo nella rivista mensile osimana “L’Antenna Civica”, di don Vincenzo Fanesi, oltre che comparire su numerose antologie. Sandro è anche  autore di alcune farse in dialetto tra le quali “Quello che pole cabità de notte” che ha ottenuto un lusinghiero successo sia da parte del pubblico che della critica. Inoltre è autore di un un volume di 250 pagine dal titolo “Osimanità” uscito alle stampe, a cura de “L’Antenna Civica”, con racconti in vernacolo, dallo stesso Sandro  illustrati. Tanti, anche in questo ambito i riconoscimenti ed i premi vinti dai suoi racconti, che meritano di essere letti e che sono un elogio alla saggezza popolare osimana. Questi i titoli di alcuni dei suoi racconti più apprezzati: “E… se non se morisse più ?“, “El numero sbajado“, “Un ottimo pagadore“.

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Sandro e la signora Margherita ( giugno 1974)
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Una gran brava persona questo nostro concittadino, che con il suo carattere mite e gentile ha messo a disposizione la sua vena artistica per regalare un sorriso agli osimani e in questi tempi bui non è un regalo ed una emozione da poco.
Grazie Sandro.

La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
………………….Paola Andreoni


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#OSIMANE con l’hashtag: Bruna ….. la donna del Pane !

Per la ricorrenza dell’8 marzo ho pensato a ritratti di donne osimane che abbiano offerto un contributo, grande o piccolo che sia, alla nostra storia locale. Questa che voglio  condividere con tutti Voi, è la storia di una donna coraggiosa, un personaggio al femminile veramente straordinaria.

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 E’ la storia di una donna osimana intelligente, volitiva, ferma, dolce, accogliente, discreta e profondamente religiosa che ha fatto del volontariato la sua ragione di vita e di manifestazione concreta della propria fede: Bruna Pieragostini.
Per molti osimani  del centro e di San Marco è meglio conosciuta come “Bruna la figlia di Pelini”, per altri è semplicemente  “la moglie di Zazzera”, per i tifosi della curva dell’Osimana è la “madre di Omar”, per gli osimani più acculturati è “la madre di Daiana”, per la gente di Sirolo, e del Taunus,   così come per gli osimani del borgo, “è la madre di Arianna”, e per i più giovani senzatesta è “la madre di Samantha”.

Bruna celebra mercoledì 29 marzo, i suoi 80 anni, ma ciò non deve lasciar ingannare; ancora oggi si legge in lei il ritratto  di una persona piena di progetti, rivoluzionaria a suo modo. Conoscendola, il giorno del suo compleanno sarà per lei un giorno come altri, senza clamore. Nessuna festa, com’è nel suo stile. Nessun desiderio di apparire. Così è stata la sua vita, non priva di prove e di sofferenze ma supportata da una grande fede.

Una vita all’insegna della fatica e del lavoro di commerciante prima, e dell’ impegno costante al servizio del prossimo, oggi, con la sua associazione “Il buon samaritano“. Un donarsi continuo e determinato, senza risparmio, senza mai chiedere nulla in cambio.
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Non è stata lei a volere questa dedica e questo ricordo, anzi, chi la conosce bene ammetterà che, forse, storcerà il naso a leggere di se stessa. Eppure, attraverso questo post su questa rubrica dedicata alle storie più significative di osimani e di  osimane  e ( mi auguro) sulle pagine de “La Meridiana”, chi ha  conosciuto Bruna, e le ha voluto bene e chi  le vuole ancora bene,  non potrà di certo non venire investito da un sentimento  di profonda gratitudine per una vita vissuta in pienezza.
Perchè Bruna rappresenta per tanti osimani e tanti cristiani un esempio di vita, una donna che ha sempre saputo, ( e continua a farlo anche oggi),  donarsi al prossimo con profonda umanità.

Bruna è la figlia di Alfredo Pieragostini detto “Pelini” – un commerciante ambulante di frutta e verdura, grande lavoratore sempre pronto alla battuta, conosciutissimo in città.  Dall’età di 8 anni Bruna ha iniziato a dividersi tra scuola la mattina, e il lavoro il pomeriggio. Ben presto l’attività familiare ha richiesto una sua  presenza costante. Bruna ha lasciato, così,  la scuola e giovanissima si è dedicata totalmente all’attività di famiglia. Era lei che, di buon mattino, alla guida di un vecchio sgangherato camion andava ad acquistare sul luogo di produzione frutta e verdura, per  poi rivenderla nei vari mercati di Civitanova, di Macerata, di Loreto e di Castelfidardo.

Un lavoro pesante che Bruna ha affrontato e svolto per più di 50 anni, fino alla meritata pensione, senza perdere mai il buonumore. E questo come da indole caratteriale e grazie agli   insegnamenti ricevuti dai genitori;  un sorriso, una battuta scherzosa che ai  clienti, in maggioranza casalinghe che spesso dovevano fare i conti con il bilancio familiare, faceva  per un attimo dimenticare i loro problemi del quotidiano.
Ma per Bruna il lavoro, ogni giorno,  è stato un continuo contatto umano con le persone, e non una semplice relazione tra commerciante -cliente.
Spesso grazie  alla sua grande generosità ed umanità  le ragioni  del cuore hanno prevalso sulla logica del commercio e per Bruna questo era normale perchè la gente del  suo negozio è stata per lei parte integrante della sua vita, come  la sua  famiglia.

A 18 anni Bruna, bellissima e già vincitrice di un riconoscimento  come “miss Osimo”, per un incontro del tutto casuale voluto dalla sorte e dalla necessità, conosce il giovane falegname Ennio Dionisi. A riguardo mi ha ricordato commossa: ” ero andata una domenica mattina, tutta elegante,  a far una visita al Cimitero, quando mentre camminavo per via Trento mi si è staccato  un tacco da una scarpa. Subito  un giovanotto alla guida di una  vespa, che aveva assistito all’accaduto,  si fece avanti offrendosi di accompagnarmi a casa. Non potei dire di no, come avrei fatto a tornare in piazza ? “.
E’ nato così il  cammino che ha portato Ennio detto “Zazzera”  e Bruna, persone diverse ma simili nella forza, nella caparbietà e nella determinazione,  a fare tanta strada insieme. Un cammino che ha costituito un esempio per i figli ( Arianna, Daiana, Omar e Samantha), sia di affetto,  sia di massima espressione dei valori famigliari. Una coppia che ha lasciato  una traccia indelebile nel ricordo e nella vita di quanti li hanno conosciuti e amati, esempio di altruismo, di solidarietà e di generosità.
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Per più di 50 anni Bruna e Ennio,  aiutati dalla mamma di Bruna ( la sig.ra Giuseppa ) e dai figli hanno garantito alle tavole dei sirolesi – con il loro negozio situato a Sirolo, in via Giulietti,  e con il  punto vendita estivo al Taunus –  pesche, pomodori, cocomeri e verdura di assoluta qualità: il meglio della genuità.
Quando è arrivato il meritato riposo dal lavoro, purtroppo per Bruna, è arrivata la pena, il dolore e la sofferenza per la prematura  scomparsa dei suoi amati Ennio e Omar e per  altre non meno dolorose prove.
Prove della vita,  faticose, e che avranno sicuramente suscitato anche in questa donna, credente  tante domande ed interrogativi profondi, che tuttavia però non hanno fiaccato la sua carica positiva, derivante dalla fede e dalla preghiera, che le ha permesso di andare avanti moltiplicando il suo impegno per gli altri, cercando di operare sempre per il bene del prossimo.
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E’ agli inizi dell’inverno  del 2013 che Bruna con la sua  amica AnnaRita Morici decidono che le loro giornate andavano impegnate totalmente  per le persone più deboli, quelle che fanno fatica a portare nella propria tavola semplicemente un pezzo di pane. Così Bruna è diventata per la nostra comunità “la signora del pane“.  Tutte le mattine di buon ora, dopo aver raccolto e confezionato  il pane e altri prodotti invenduti di  vari esercizi commerciali, comincia a girare per Osimo con la sua auto: da piazza Boccolino alle zone più periferiche di Osimo, donando quello che solitamente chiamiamo “pane vecchio”, ma pietanza prelibata per tante tavole vuote di famiglie osimane.
In poco tempo sempre più persone alle 5,30 aspettavano l’arrivo di Bruna alla guida della sua vecchia 500, con il suo prezioso carico. Tra loro italiani e stranieri: Giorgio, Hassain, Aasmaa, il pensionato, il migrante, la  casalinga attenta a far quadrare un magro bilancio familiare, il giovane disoccupato padre di famiglia, la madre sola con i suoi quattro figli, …..
Bruna e AnnaRita hanno, così,  iniziato a distribuire il pane a disposizione di tutte le persone che non avevano soldi per comprarlo,  senza preclusioni, senza chiedere nome e cognome, senza guardare il colore della pelle o la religione professata da quanti  si avvicinavano timorosi e sempre più numerosi a chiedere un aiuto e un sostegno.
Racconta ancora Bruna:”Nessuno si rende conto quante sono le persone e le famiglie in condizioni di vulnerabilità e povertà che vivono la preoccupazione  del futuro e l’ansia di assicurare un semplice piatto alle bocche della propria famiglia. Non solo famiglie di stranieri ma anche tante  famiglie osimane risucchiate dal vortice della crisi economica, dal dramma della disoccupazione, e ci sono anche poveri che hanno un lavoro. Persone che non sono in grado di provvedere all’acquisto dei beni di prima necessità  per le quali comprare già solo il pane è un problema insormontabile. E la schiera dei poveri sta aumentando, una emergenza sociale di cui Osimo appare quasi non accorgersi.  Quanto faccio non è che una piccola risposta. Grazie ad alcune imprese che aderiscono all’iniziativa che mi mettono a disposizione il pane inutilizzato del giorno prima, ancora integro e perfettamente commestibile e grazie anche ad alcuni benefattori, con i quali ho un legame di fiducia, riesco a dare una piccola concreta risposta a questo  mondo sommerso. 

Un’idea semplice quella realizzata da Bruna che ha visto aumentare le adesioni e che raggiunge un’altro grande obiettivo dei nostri tempi moderni: la lotta allo spreco. Perchè, come ci hanno insegnato i nonni, buttare il pane è peccato e sopratutto in tempi di crisi è ancora più grave. E per dirlo con le parole di  Bruna “buttare via il pane è un insulto alla povertà“.

Come sempre accade, sopratutto nel piccolo paese, non manca mai il benpensante,  chi si dimostra quasi  infastidito dalla spontaneità e generosità di questa veneranda donna,    trovando  da ridire sull’iniziativa, arrivando perfino ad accusare Bruna  di “eccessiva carità” tale da mettere  a rischio l’attività dei negozianti osimani.
Una accusa isolata ed incredibile  che è stata prontamente smentita e respinta dalle manifestazioni di piena solidarietà e vicinanza di tutte le Associazioni di volontariato, da parte degli esercizi commerciali  locali, da parte di don Flavio Ricci  e della Caritas osimana in particolare.

Oggi, oramai in modo ininterrotto,  da più di due anni Bruna con la sua associazione “Il Buon Samaritano” e grazie a padre Jacques ( parroco di San Marco) ha una sede fissa in piazza San Marco e aiutata da diversi volontari, continua tutti i giorni a confezionare e donare pane, pizze e brioche del giorno prima, per tutte le persone che si trovano in stato di bisogno della nostra comunità. Tutti i giorni, con la modestia di Bruna ” facciamo quel che possiamo“, si ripete in questo piccolo locale la magia della cultura del dono. E Bruna, sempre in prima linea,  è per tutti la signora del pane. Una persona instancabile nella sua ricerca di risorse e di aiuti con i quali sostenere le persone più deboli attraverso la sua associazione.
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Nel ringraziarla per questa meritevole opera, con agli auguri di buon compleanno, concludo con questo pensiero che Le rivolgo:

Cara Bruna non si arrabbi per queste povere righe, anche perchè Lei meriterebbe sicuramente di più. La sua è una testimonianza di vita che merita di essere raccontata. Un esempio per tutte noi donne e madri, un esempio da donare alle nuove generazioni e da far conoscere a tutti gli osimani. Grazie.”

La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
………………….Paola Andreoni


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