15 marzo: gli italiani aspettano RISPOSTE

Il Partito Democratico ha deciso e tira dritto con le sue proposte, parlando chiaro al Paese e alle altre forze politiche. Bersani ha messo sul tavolo otto punti di governo: dal lavoro alla lotta alla corruzione, dal no all’austerità europea alla rivoluzione energetica verde, per la ricostruzione morale dell’Italia.
Una proposta che si rivolge senza tentennamenti ai movimenti, per costruire un governo del cambiamento, sbarrando di conseguenza la porta alla destra.
Oggi la politica ha perso in correttezza, anche la comunicazione dove i “vaffa” sono di moda, ne è una prova, ma credo che bisogna avere rispetto di chi ha conquistato la maggioranza assoluta alla Camera e la maggioranza relativa al Senato, non si possono immaginare soluzioni alternative. Grillo non può dire: se ci tenete alla governabilità votate un esecutivo 5 stelle. Fa l’offeso, si vuole vendicare di chi l’ha sottovalutato. Ma così, per togliersi uno sfizio personale, condanna tutti gli italiani.
Piuttosto di favorire un nuovo corso della politica italiana, Grillo vuole spingere il Pd all’alleanza con il Pdl. Solo per la soddisfazione di dire “io lo avevo detto”.
La strategia è legittima, probabilmente produttiva per il suo consenso elettorale, ma vincerà sulle macerie del nostro Paese. Una vittoria, e poi, per niente scontata, poiché se si dovesse ritornare alle votazioni, gli elettori, non credo ritornerebbero felici a premiare le stramberie e la mancanza di responsabilità istituzionale del movimento del duo Casaleggio – Grillo.
A decidere le sorti dell’Italia sarà quindi il Parlamento, chiamato a riunirsi il 15 marzo. Non ci sarà “la rete”, il 15 marzo tra quei banchi del Parlamento, tutti – deputati, senatori e cittadini – si dovranno guardare negli occhi e confrontarsi. I “grillini”,  all’insediamento del nuovo parlamento, potranno anche dire “TUTTI A CASA”, ma l’Italia non è un’azienda, come si è voluto far credere in passato con Berlusconi e  nemmeno un TEATRINO.  Non la rete, ma la vita reale ci racconta di  famiglie, imprese, giovani  che fanno fatica e la situazione è ogni giorno sempre più drammatica, non ce ne dimentichiamo.

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Perché il M5S collabora nelle Regioni e invece continua a dire No agli inviti di Bersani ?

Nelle Regioni il Movimento 5 Stelle sta collaborando con il PD.
In Sicilia continua benissimo la collaborazione tra il governatore Crocetta e il M5S. Questa unità ha portato ad importanti provvedimenti come l’approvazione di un Decreto per l’abolizione delle province e l’approvazione del reddito di solidarietà.
In Lombardia invece gli eletti del PD in Consiglio regionale hanno deciso di mettere a disposizione i loro voti per eleggere un rappresentante del Movimento Cinque Stelle in ufficio di presidenza del Consiglio regionale.

grilliniQual’è allora il problema al  Senato ? Forse il problema non sono i grillini ma sono i due “guru”:  Grillo e Casaleggio ?

C’è un volere, “un disegno politico” imposto dai due capi indiscussi che forse non corrisponde al pensiero dei parlamentari ( “cittadini” ) e dei consiglieri regionali grillini ?
Mi auguro che questi nuovi eletti in Parlamento sappiano fare scelte “libere” che abbia come unico interesse il nostro Paese.
Paola