Ultima seduta dell’attuale Consiglio comunale di Osimo mercoledì 8 maggio 2019

***Ultima seduta dell’attuale Consiglio comunale di Osimo
mercoledì 8 maggio 2019

L’attuale Consiglio comunale di Osimo concluderà la propria attività assembleare con la sedute in programma mercoledì 8 maggio 2019 alle 18,30 nella residenza municipale. L’ultima fase di lavoro – così come convocata  dal Presidente del Consiglio comunale, Paola Andreoni – prevede la trattazione di tre punti:

1) Comunicazioni del Sindaco.

2) Esame ed approvazione della Relazione sulla Gestione (D.Lgs.267/2000 e D.Lgs.118/2011) e del Rendiconto dell’esercizio 2018.

3) Riconoscimento legittimità debito fuori bilancio (Art. 194 – co. 1 – Lett. A) – D. Lgs. N. 267/2000) per pagamento somme di cui alla sentenza esecutiva del tribunale civile di Ancona n.81/2019.

Come di consueto prevista la diretta audio  della seduta di Consiglio comunale sulla pagina internet del Comune di Osimo.


La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
++++++ Paola Andreoni

 

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Il mio undicesimo matrimonio

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Oggi ho celebrato il mio undicesimo matrimonio. Auguri di ❤️ a Barbara e Mirco.


Avete creato una famiglia, che la passione, l’amore, il rispetto e la stima vi leghino sempre l’uno all’altro come in questo giorno di festa.
Paola.

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#Osimani: Mario Strappato un osimano che si è fatto valere in Australia.

Una  delle pagine più intense del travaglio sociale della Storia del  nostro Paese  è rappresentata dal fenomeno dell’emigrazione. Ieri erano i nostri padri ad abbandonare  le loro case, i loro affetti per trasferirsi lontano in mondi nuovi, alla ricerca di una risposta, di una speranza,  alle loro precarie situazioni economiche. Oggi la storia si ripete. Tanti giovani italiani espatriano in cerca di lavoro: un fenomeno preoccupante che tocca tutte le classi sociali, e i gradi di istruzione, dai diplomati ai ricercatori universitari.

 Vivere lontano dalla propria casa non è una questione di poco conto: non vi è il conforto e la vicinanza dei propri cari e niente è familiare. Significa però anche e soprattutto sperare in una vita migliore.
Anche la nostra città ha conosciuto e conosce storie di emigrazione. Questa è la storia di  Mario Strappato, un osimano che ha fatto dell’emigrazione la sua scelta di vita: prima  in Svizzera e poi in Australia.
Lì con impegno ha raggiunto l’agognata meta di un po’ di benessere per sé, per la sua famiglia e per sua figlia

Mario Strappato è nato in Osimo il 29 marzo 1939, figlio di genitori contadini  ( Gino ed Elisa Capogrossi),   è stato partecipe dei grandi sacrifici che la famiglia stessa ha sofferto nel lavoro ingrato della campagna in mezzadria.  Fin da piccolino,  mentre ancora frequentava le scuole elementari a Santa Lucia e poi  l'”Avviamento” nei locali sopra il loggiato del Comune, aiutava i suoi genitori nel lavoro della terra.

La sua è la generazione che ha conosciuto la fame, i sacrifici, le preoccupazioni ma che ha tirato sempre avanti  con testardaggine e onestà e con tanti sogni e speranze  di cambiamento ma anche con molta  responsabilità verso loro stessi e verso le loro famiglie.

E’ in questo ambiente di campagna, affascinato dall’arrivo dei  primi trattori che Mario si innamora della meccanica. A 14 anni,  lascia la scuola ed inizia subito a lavorare: apprendista meccanico tornitore. E’ nelle ditte osimane di Maracci, Luna Quinto, Borsini che impara i segreti delle macchine utensili  e della meccanica.

A 21 anni Mario decide che era giunto il momento di mettere a frutto il bagaglio di conoscenze ed abilità tecniche acquisite con il tornio e la fresa. Con coraggio e determinazione – letta un inserzione di offerta di lavoro della ditta HispanoSuiza Switserland – decide di emigrare in Svizzera.

A Ginevra Mario lavorerà quattro anni. Saranno  anni molto ricchi dal punto di vista professionale, prima  alla Hispano Suiza dove si fabbricavano motori  per aeroplani, poi alle dipendenze della ditta Edalco che produceva componentistiche meccaniche.

Mario in questo periodo ebbe modo di farsi notare per la sue particolari abilità di  attrezzista e di preparatore degli stampi  che modellavano, poi,  i prodotti finiti.

Le sue mani magiche, – accompagnate da un innato spirito di osservazione e da un carattere teso alla  ricerca di perfezione-,  con il supporto di strumenti e utensili comuni, riuscivano a costruire di tutto e a  risolvere ogni problematica tecnica che gli ingegneri gli sottoponevano.

Anni difficili perchè gli italiani non erano ben visti, anni duri  a causa del rigore del clima svizzero, ma anche importanti anni di formazione per il ricco  bagaglio di conoscenze tecniche acquisite. Anni di sacrifici ripagati dalle ottime paghe ( almeno quattro volte superiori rispetto all’Italia) che permettevano sostanziose rimesse. Mario riusciva ogni mese ad inviare ai suoi anziani genitori cospicue somme di franchi, finalizzate alla realizzazione di un’altra sfida e sogno ( poi realizzati ): la costruzione di una casa di proprietà e l’acquisto di un piccolo appezzamento di terreno.

Tornato in Osimo nell’estate del 1964 per stare vicino i genitori e per dare inizio  ai  lavori di costruzione della nuova progettata casa, con il bagaglio di esperienza acquisita trova subito occupazione a Castelfidardo nella ditta Serenelli e poi in Farfisa. Il progetto casa in via Rossini prendeva sempre più forma ma c’era da pensare anche all’arredamento della casa e gli stipendi italiani stavano stretti a Mario, abituato alle più sostanziose mensilità in franchi svizzeri. Se si aggiunge a tutto questo che Mario è sempre stato uno spirito libero, una persona semplice, solare e responsabile, non meraviglia che nel marzo del 1966 decide di licenziarsi dalla Farfisa, rifare la valigia di cartone, e partire per farsi apprezzare in qualche altra parte del Mondo.
Presenta due domande di emigrazione: una all’ufficio migrazione del Brasile e l’altra all’Australian Migration Agreement,  lasciando  al destino  la decisione  su quale strada si sarebbe diretta  la sua vita.
L’emergente industria australiana, disperatamente alla ricerca di personale altamente qualificato, non lasciò passare neppure un mese, e già Mario pervenne il visto e il biglietto pagato di viaggio in nave, seconda classe, sola andata: Genova – Melbourne.

Un viaggio che gli ha fatto attraversare il mondo, viaggio che ancora Mario ricorda con emozione. Tre settimane sulla nave, prima sosta a Napoli dove altri lavoratori italiani si sono imbarcati, Alessandria, Port Said, sosta al Canale Di Suez, Mar Rosso, Aden ( Yemen), l’Oceano, e poi l’approdo nel nuovo continente australe a Perth e poi Melbourne: era il 2 maggio 1966, Mario Strappato aveva 27 anni ed aveva messo piede letteralmente dall’altra parte del mondo.

L’Australia offriva un’abbondanza di opportunità, e anche questa è stata la leva che ha attirato Mario,  e come lui tanti nostri connazionali, in cerca di una vita migliore. E’ di quegli anni ad esempio il film con Alberto Sordi e Claudia Cardinale: “Bello, onesto, emigrato in Australia sposerebbe compaesana illibata”. Un vero e proprio spaccato di vita dell’emigrato italiano solo in una terra lontana. Mario mi racconta che nella terra dei canguri, di italiani ce n’erano tanti. Numerosi anche i Club e le Associazioni che nei giorni non lavorativi organizzavano incontri con lo scopo di mantenere i legami tra loro e conservare le tradizioni.

Mario nella sua lunga permanenza in Australia ha avuto modo anche di visitarla e conoscerla scoprendo che non c’era regione o grandi e medie città da Melbourne, Sydney, Adelaide e Perth dove non si trovava una presenza italiana, così come scoprì che non esisteva regione o provincia dell’Italia che non fosse rappresentata. Veneti, calabresi, siciliani, campani e tutti emigrati, come si dice oggi con una accezione negativa, per motivi economici. Una cosa accomunava gli italiani ( naturalmente c’erano anche delle minoritarie eccezioni) erano capaci di guadagnarsi il rispetto degli autoctoni grazie alla loro bravura e questo valeva sia per quanti erano occupati nelle disperse fattorie agricole ( si diceva che un italiano era capace di coltivare anche le terre ritenute improduttive), sia per quanti si dedicarono al piccolo commercio, sia per quanti, come lui, facevano valere le proprie competenze tecniche.

Anche per  Mario, prima la  Svizzera e poi l’Australia, sono state terre di speranza rilevatisi luoghi in cui conquistare rispetto e dignità.

 Nelle fabbriche australiane dove ha lavorato, Mario si è costruito nel tempo  una solida reputazione,  considerato  un infaticabile lavoratore ( qualità comune alla maggior parte degli italiani), ricorda ancora  le tante ore straordinarie fatte e i sabati passati in officina. Ma, in particolare,  Mario si guadagnò sul campo,  la fama di eccellente costruttore di stampi, così lo chiamavano “Mr. Mario il mago italiano della costruzione di stampi meccanici” per componenti plastici.
Erano gli anni ’70,  tempi in cui ancora non era arrivata la tecnologia dei software, della stampa 3D e degli applicativi che permettono  oggi l’ingegnerizzazione del particolare, la progettazione dello stampo e la programmazione delle macchine utensili. Allora lo stampo, elemento essenziale per la produzione in linea, era  il frutto di un attento e scrupoloso lavoro di studio ed analisi dei  prodotti per pensare ed elaborare come costantemente migliorarli. La realizzazione di uno  stampo  era il risultato delle osservazioni di ingegneri,  gli schizzi a matita su ritagli di carta riutilizzata più volte appesi nell’officina a cui poi il bravo “attrezzista”doveva con le sue sapienti mani dare corpo. Questa è stata la passione di Mario, quella di un bravo stampista: compiere e trasformare i metalli col lavoro di precisione delle sue mani,  in stampi, pezzi meccanici.

Così è stato per il lavoro svolto alla General Motors Holden’s Pty di Melbourne dove i stampi messi a punto da Mario producevano componenti plastici come paraurti fanaleria per l’industria delle automobili, alla Popolare Metal Stamping di Marrickville specializzata nella predisposizione di stampi per l’industria plastica australiana, alla prestigiosa fabbrica aeronautica “Commonwealth Aircraft Corporation” ( in questa prestigiosa fabbrica Mario, viene riconosciuto capo della produzione della parte meccanica degli aerei e dei bus), alla Production Tooling Pty di Sydney nota ditta di designers, alla Nally Limited di St. Peters affermata compagnia multinazionale specializzata nell’arredamento dove Mario ha lavorato ininterrottamente dal giugno 1975 all’agosto del 1979.

 

L’Australia per Mario Strappato ha rappresentato una seconda Patria, ben voluto da tutti si è impegnato per integrarsi e rispettare il più possibile quelle che erano le tradizioni e i costumi  che questa terra, in termini economici, gli offriva. Mario mi ha raccontato, che alla sera al termine di estenuanti orari di lavoro a cui si aggiungevano spesso ore di straordinari, benchè esausto,  non ha mai saltato una lezione di inglese, ben conscio di quanto era importante parlare e farsi capire. Dopo settimane di solo “good morning” e ” how are you”, Mario riesce,  in breve tempo,  a colloquiare in un inglese fluido e con appropriatezza di linguaggio tecnico,  con i suoi ingegneri.

Mario in Australia non ha fatto propri solo gli usi e i costumi di quella terra, ma spesso, ha importato anche i prodotti tipici del nostro territorio, divenendo, così un “ambasciatore” dei prodotti made in Italy, in Australia. Durante le feste natalizie o quando invitava qualche collega a cena nella sua cucina c’erano sempre i buoni prodotti della cucina marchigiana: olio, insaccati, paste, dolci. E con soddisfazione ci teneva a raccontare che quelle bontà erano l’Italia, erano i sapori delle sue/nostre terre. Un anno acquistò da un Concessionario della nostra zona una “Lancia Beta” rossa e se la fece spedire in Australia. Girava per le strade di Sydney orgoglioso di questo bel prodotto della meccanica made in Italy e gli  australiani grazie al nostro concittadino videro per la prima volta  un’Alfa Romeo “Lancia Beta” nella terra dei canguri.

Nel 1980 Mario al compimento di  41 anni, ricco delle tante esperienze professionali fatte, decide di metter fine alla sua esperienza di migrante in terra Australiana, era il momento di tornare ad Osimo dove l’aspettava una bella casetta, un piccolo appezzamento di terreno dove passare il tempo libero, ed era tempo anche di pensare di metter su famiglia con la fidanzata, la  sig.ra Yohanna conosciuta in Indonesia.

Ritornato in Osimo, Mario che non conosce il senso della parola ozio, ed è uomo di sfide,  decide – anche  confidando sulla esperienza accumulata –  di fare un grande passo:  diventare imprenditore. Con un amico collega costituisce la “Meccanica di Precisione snc” con sede nei locali sottostanti la propria abitazione. Con il solito entusiasmo acquista diversi macchinari ( affilatrice, torni, presse, fresatrici, ….) con un notevole impegno finanziario. All’inizio le cose andarono bene e all’interno della sua officina è cresciuta una generazione di stampisti, che hanno poi sviluppato, negli anni successivi, importanti e riconosciute aziende nel territorio. Poi però a causa del sopraggiungere della crisi del settore, della crescente diffusione delle nuove tecnologie informatiche, la necessità di continui e consistenti  investimenti per l’acquisto di macchinari sempre più sofisticati per rispondere alle esigenze della clientela, la constatazione che un piccolo artigiano non poteva più da solo stare nel mercato,  hanno determinato la chiusura di questa esperienza imprenditoriale nel maggio del 2009.

Mario che ha iniziato a lavorare a 14 anni e che ha portato in giro per il mondo la passione, l’eccellenza e il senso di appartenenza al lavoro del nostro Paese, porta ancora oggi a distanza di dieci anni dalla chiusura della iniziativa imprenditoriale, le ferite causate da una nemica con la quale si è dovuto  scontrare.  Una nemica di cui non conosceva l’esistenza, ( non c’éra in Svizzera nè, tantomeno, ne aveva sentito parlare in Australia) nemica che  ha contribuito pesantemente  alla chiusura  dell’ iniziativa imprenditoriale, lasciando dolore e un senso di irriconoscenza verso il nostro Paese: la zavorra della burocrazia italiana !

Oggi Mario si gode la meritata pensione da artigiano, forse però gli rimane il rimpianto di non  essere rimasto in Australia, rammaricato per la eccessiva burocrazia di cui è vittima il nostro Paese che penalizza, di fatto,  anche i più volenterosi e capaci di provare a fare impresa per creare benessere.


Questa che ho raccontato è la storia del nostro concittadino Mario Strappato, ma con lui voglio ricordare e lanciare un saluto ai tanti altri osimani, uomini e donne – ed è storia anche del presente – che hanno dovuto lasciare la terra che li ha visti nascere, per cercare una vita migliore,  per iniziare una nuova vita in un paese straniero, nel quale essi saranno, con grande probabilità, sempre considerati diversi. Persone costrette a diventare nuove persone, ad adattarsi, a cambiare, a mettersi in gioco. Il distacco da un luogo caro è un’esperienza che stravolge un’intera esistenza. Molti, anche giovani, conoscono questo dolore…, ma c’è anche l’orgoglio di essersi ricostruiti altrove una nuova storia, comunque serena ed appagante. Si dice che il passato sia linfa per il futuro,  che la storia di Mario, dei tanti che hanno lasciato il nostro Paese e dei giovani che ancora oggi cercano altrove le opportunità di vita migliore, ci ricordino chi siamo stati e facciano risvegliare, in chi se l’è dimenticato, lo spirito di solidarietà e fraternità, che ogni essere umano eleva.

La Presidente del Consiglio Comunale
………..prof.ssa Paola Andreoni

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La carica dei centenari osimani: undici donne e un solo uomo.

Sono dodici gli ultra longevi di Osimo che alla fine di questo 2018 hanno oltrepassato il secolo di vita. La carica delle centenarie e centenari comprende cinque nati nel corso del 1918, e che quindi hanno compiuto quest’anno 100 anni, due i nostri concittadini nati nel 1917, una è della classe 1916, due signore sono nate nel  1915 e ancora altre due signore sono nate nel 1913. Sono loro i  più longevi di  Osimo: undici donne e un solo uomo.

Sono persone che hanno alle spalle storie, ricordi e passioni. Quando sono nate Elena ed Adele nel 1913  l’Italia era una Monarchia, re era Vittorio Emanuele III e Presidente del Consiglio era Giovanni Giolitti, Sigmund Freud aveva appena pubblicato Totem e Tabù scandalizzando il mondo con  le teorie dell’incesto e Pio X era vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica. Testimoni di un secolo che ha visto l’orrore delle guerre mondiali e la fatica della ricostruzione, i cavalli e le automobili, la radio e i cellulari.

La sig.ra Elena Giorgetti nata il 3/04/1913 coniugata con il prof.Donnini – candidata nella lista della sinistra (Partito Comunista Italiano, Partito d’Azione e partito Socialista), alle prime elezioni comunali dopo la liberazione che si svolsero la domenica del 24 marzo 1946 – è stata una delle prime donne ad essere eletta e ad occupare gli scranni del Consiglio Comunale della nostra città.

La signora Elena Giorgetti prima consigliera comunale nel 1946

La signora Adele Coppetta nata a Montefano il 24/11/1913 vedova Egidi, invece, è la madre del compianto direttore della Biblioteca, nonché dell’Archivio storico e del Museo Ccivico della nostra città, Luciano Egidi, scomparso prematuramente nel gennaio del 2014. La sig,ra Adele, rimasta vedova a 46 anni, si è trasferita con i figli ad Osimo nel 1960 in via Olimpia. Finché ha potuto si è data sempre da fare, andando a servizio da privati e soprattutto come cuoca, prima presso il Convento dei Servi di Maria di Montefano, poi presso il Collegio Campana di Osimo. Come volontaria ha cucinato per moltissimi campi scuola della Parrocchia di San Marco e per l’Associazione Roller House. In età avanzata ha visitato la Terra Santa e Parigi, mostrando già la sua forte tempra. Una donna semplice ed operosa, da tutti ben voluta.

La signora Coppetta Adele con il piccolo “Ciano”,  a Montefano.

In via Olimpia la casa di Adele era un riferimento e aperta a tutti i bambini  della zona: il figlio “Ciano” era sempre disponibile ad  aiutare a districarsi tra i riassunti e la grammatica e poi la gentile madre offriva sempre la merenda a base di pane bagnato in acqua con lo zucchero sopra.

Ida Antonella è nata il 30 gennaio 1918 ci sente poco, ma in compenso ci vede benissimo. Ida che risiede nella propria casa a San Biagio è una splendida signora e nelle sue cose è ancora perfettamente autosufficiente.  Di una tempra antica, ha passato una vita a lavorare in campagna, cucinare e tirar su cinque figli di cui due, gemelle. Ida ha oggi 12 nipoti, 24 pronipoti, ed è  trisavola di tre bambini. Come una diva è stata festeggiata lo scorso 30 gennaio dalla numerosa famiglia per il raggiungimento del 100° compleanno. Originaria di Campocavallo dove ha frequentato le prime tappe dell’istruzione, la sig.ra Ida  ricorda ancora di quando andava a scuola con gli zoccoli di legno e la borsa di pezza. Si sposa nel 1938, dopo un breve fidanzamento, con Dante Benedettelli muratore e contadino anche lui di San Biagio e insieme hanno realizzato tanti sogni: una bella famiglia, una casa costruita con le loro mani. La signora Ida ricorda quando, ai suoi tempi con Dante, la vita era dura, pochi soldi, tanti sacrifici, privazioni e tanto lavoro, ma ricorda anche di un mondo fatto di semplicità, di calore famigliare, le belle feste di musica e di balli che il  3 febbraio si svolgevano a San Biagio o quando al giovedì partiva per andare a piedi al mercato in Osimo.

La signora Ida con le figlie (anno 1950)

Dante muore nel 2003 e Ida da sola con la sua fibra forte e fiera “made in Osimo” e tanto altro –  qualità che le donne conoscono e portano nel cuore – ha saputo affrontare la vita, anche con i suoi carichi di difficoltà e dolori,  per raggiungere, lucida e con spirito gioioso, questo straordinario traguardo.

Maria Freddo è nata a Assuncion D.Saladill ( in Argentina ) il 3/12/1917  ha, quindi, già raggiunto e superato l’ambito traguardo del secolo di vita e oggi vive, assistita amorevolmente,  nella casa di riposo “Bambozzi” di via Matteotti.
Non si è mai sposata  e non ha figli. Nella sua vita ha fatto  la “perpetua”  prima di don Alfonso Fanesi, storico sacerdote di San Marco e poi di Mons. Primo Principi ( che era anche suo parente ),  a Roma in Vaticano. Ma il termine “perpetua” (che rimanda al personaggio manzoniano) è riduttivo, è stata in pratica la tuttofare  per più di sessantanni dei sacerdoti che ha seguito.
Un lavoro scelto per vocazione, impegnativo e pesante: erano affidati a  “Maria la perpetua” non solo i normali lavori di casa, riassettare, cucinare (pasti semplici con quello che c’era), lavare, ma anche –  in particolare a San Marco – la cura della Chiesa,  la cura dei paramenti sacri, le preghiere ed i canti in latino.

La signora Maria Freddo, una vita da “perpetua”

Fin qui nulla di eccezionale, il fatto diventa singolare se si prende atto che la signora Maria, in famiglia, non è la sola ad avere il segreto della longevità. Ad Osimo vive ancora, e gode di ottima salute, la sorella maggiore Maria Annunziata Freddo  che, il 7 luglio scorso, ha raggiunto il traguardo delle 103 primavere.
Come la sorella Maria, Maria Annunziata  è nata in Argentina (dove il padre Paolo – soprannominato Riccio – era emigrato agli inizi del secolo). Fa  ritorno in Osimo con tutta la numerosa famiglia, poco dopo il  termine della 1^ grande guerra, nel 1920.  Una famiglia numerosa ho detto. Il  padre Paolo di professione agricoltore ma anche eccellente  falegname ed artigiano  – persona a cui la fatica non ha messo mai paura – ( al ritorno dall’Argentina aveva aperto a Casenuove una piccola attività artigianale, la fabbricazione di seggiole pieghevoli in legno); la madre Geltrude Zagaglia anche lei contadina e impegnata nella gestione della casa e quattro fratelli:  Giuseppe classe 1912, Pierina  del 1914, Tullia nata il 28 novembre del 1916  e Maria – la più piccola  – classe 1917.

La signora Freddo Maria Annunziata “la sarta” ( con il figlio Lamberto)

Come la sorte toccata alla maggior parte delle sue coetanee di quel tempo ( 1930 ), Maria Annunziata,  dopo una breve frequentazione della scuola dell’obbligo ( con l’acquisizione della 5^ elementare) giovanissima, prende la via del lavoro: quello di sarta.  Si conteranno,  alla fine, in più di sessanta gli anni che  la signora Maria Annunziata ha trascorso tra stoffe, aghi e filo. Si, perchè Annunziata è stata la sarta del centro di Osimo che tutti conoscevano, a cui tantissime donne, e le ragazze in particolare, ricorrevano   in tempi in cui il “prêt à porter” non era ancora una consuetudine dominante  e che per “incignare” qualcosa di nuovo dovevano fare appello ai suoi consigli e soprattutto alle sue mani esperte. Non  c’era piega, strappo, orlo o ripresa che la signora Maria Annunziata non sapesse rammendare.
In tempo di guerra, da sola con tre figli piccoli da accudire, mentre il marito era stato richiamato alle armi, con le sue mani d’oro aveva imparato, per necessità, anche a confezionare scarpe da morto.
In  piena  lucidità e nell’eleganza del suo portamento nonostante  le sue 103 primavere e mezzo,  Maria Annunziata  ricorda con un ciglio di vanto di aver confezionato ben 48 vestiti da sposa nella sua casa-laboratorio di piazza Dante.
Maria Annunziata è stata la sarta prediletta di gran parte delle osimane più altolocate, era solo di lei  e delle sue abili mani che si fidavano per  i vestiti più eleganti.
Famiglie nobili e facoltose di Osimo – ma ci tiene a precisare – che  anche tante semplici famiglie di contadini che andava a servire a domicilio,  sono stati i suoi clienti, riuscendo a farsi un nome ed a essere apprezzata da tutti anche per la sua immutata cordialità, generosità e simpatia.
Sentendola parlare con soddisfazione di quanto ha fatto come sarta,  sembra di immaginarla ancora all’opera col ditale, aghi, centimetro  e forbici.
La signora Maria Annunziata, la cui storia meriterebbe un racconto a sè stante, è stata  sposata con Luigi PRINCIPI ( deceduto il 27/5/1986) e oggi – in ottimo stato di salute – è amorevolmente accudita nella propria abitazione di via Michelangelo dai suoi cinque figli: Clemente, Maria, Pietro, Lamberto ed Alessandro.

Giovanni Sampaolo è l’unico uomo tra le 11 donne supercentenarie osimane. Indebolito dagli anni in ragione dell’età, ma volitivo e tenace nel carattere, con lo sguardo fiero e ancora in ottimo stato di salute, abita a Osimo Stazione. Il sig. Giovanni è  nato a Polverigi il 10 giugno 1918 – come gli  piace ricordare – lo stesso giorno ed ora in cui, in piena 1^ Guerra Mondiale,  il coraggioso capitano Luigi Rizzo affondava la corazzata austro-ungarica Santo Stefano e così sventava  i piani austriaci che puntavano al bombardamento dei porti italiani.
La sua era una famiglia di fornaciai, un lavoro duro di trasformazione dell’argilla in mattoni e tegole,  che ha permesso di far crescere con dignità e con valori positivi tutti i nove figli di cui Giovanni è stato il  penultimo.
I primi studi a Polverigi, poi il liceo a Fano, e nel 1941 l’Università, corso di Ingegneria,  a Torino. Ma le tragiche vicende della guerra, l’arruolamento e il servizio militare  obbligatorio hanno impedito  al giovane di belle speranze, di completare gli studi.

Sampaolo Giovanni  – a sinistra -, foto del  1942 in piena guerra, accanto a lui il fratello maggiore

Ritornato ad Osimo al termine della Guerra, Giovanni – che diviene quindi Osimano dopo l’armistizio del 1943 – raggiunge la famiglia che nel frattempo si era trasferita da Polverigi alla frazione di  Santo Stefano. Entra nei Gruppi di Azione Partigiana, e partecipa attivamente nelle azioni che con le forze alleate polacche ed inglesi contribuirono alla Liberazione di Osimo e degli altri paesi della valle del Musone. Dopo la guerra ha ricoperto nel 1945, anche , l’incarico di “Censore” (con il m° Claudio Buccetti ) del Collegio Campana. Nel 1946  partecipa e vince il concorso provinciale  per responsabile dei Consorzi Agrari.
Dal 1947 per quarantasei anni  il Consorzio Agrario di via Adriatica  è stato il  lavoro, la casa, il riferimento del sig. Giovanni Sampaolo che ad Osimo Stazione è conosciuto ed apprezzato da tutti  ( anche per via del figlio medico, il dott. Guido Sampaolo).
E quando mi racconta del Consorzio, dei tanti facchini che lavoravano sotto le sue direttive, del sostegno e del servizio generoso reso agli agricoltori osimani e non solo, ( non esisteva il “marcatempo”, e anche durante le feste, se necessario, le porte dei magazzini del civico 180 di via Adriatica erano aperte),  dei tanti aneddoti legati al lavoro, gli occhi di Giovanni si illuminano.  Non occorre sollecitare i suoi ricordi, come un fiume in piena, descrive quanto il Consorzio Agrario ha rappresentato per lui e la sua famiglia,  una esperienza straordinaria: la gestione degli ammassi del grano, le trasformazioni epocali dell’agricoltura, le innovazioni degli anni ’70, i tanti contatti e relazioni umane intessute con i clienti ed i soci del Consorzio, …. ecc.
Se,  come si dice,  la storia è fatta dalle persone, Giovanni Sampaolo è stato un personaggio fondamentale  per la storia del Consorzio,   che si è snodata per quasi mezzo secolo ( 46 anni ), fino alla meritata pensione arrivata nel 1994.
La vicenda secolare  di Giovanni Sampaolo si intreccia  anche con la storia di Osimo Stazione, frazione  che ama e che ha visto crescere in modo  esponenziale  e con le vicende personali, anche particolarmente dolorose,  come la morte della amatissima moglie, Cristina Balducci, sposata nel 1955 e con la quale ha trascorso 62 anni della sua vita.
La passione per i lavori della campagna,  le brevi passeggiate, una dieta sana, l’aria buona, un bicchiere di vino rosso a pasto, tanti piccoli interessi, alcune piccole rinunce ( come la riconsegna della patente di guida  al compimento del 98° compleanno) sono questi   i segreti  che  hanno permesso  al signor Giovanni  di poter raggiungere, lucido, forte e con spirito positivo, questo straordinario traguardo.

Gli altri o per meglio dire le altre superlongeve osimane, sono: Adalgisa Giampieri classe 1918, che  vive nella propria casa nella frazione dell’Abbadia, Ausili Idelma classe 1917 che vive a San Sabino,  mentre quattro sono, invece, le signore ricoverate in Case di Riposo:
Maria Martarelli originaria di Agugliano classe 1915, Teresa Elisei vedova Mattioli classe 1915, Anna Maria Fanesi classe 1918 che abitava nel rione Santa Palazia-San Marco anche conosciuta come la moglie del  dott. Alberto Zoppi e Alda Cacciamani vedova Cantarini anche lei classe 1918 che fino a pochi anni fa si poteva trovare dietro il bancone nella sua minuscola ma rifornitissima bottega di corso Mazzini, così detta “dello Scolaro”, a vendere quaderni, penne e fogli di protocollo.

Infine sono sei gli osimani iscritti all’ A.I.R.E., l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, che hanno  superato il centesimo anno d’età.  Sono persone che hanno scelto di vivere al di fuori dei confini del nostro paese o nati da genitori che a fine del secolo scorso hanno  – con le valigie di cartone – cercato fortune migliori lontano dalla nostra città. Questi i loro nomi:
Setimio MAGGI nato a Firmat (Argentina) il 21 marzo 1916 e residente a Tigre ( Argentina); Alexandre CANALINI  nato il 4 giugno 1917 a Rio de Janeiro (Brasile) e lì ancora oggi residente; Juan Bautista SCHIAVONI  nato il 5 maggio 1918 a Villa Monte ( Argentina) e residente a Monte Cristo (Argentina);  Emilio MARZIONI  nato in Osimo il 12 giugno 1918 e residente in Spagna a Madrid; la sig.ra Luigia PAGLIARECCI nata in Osimo il 13 luglio 1918 e residente a Alcira ( Argentina) e la sig.ra Leonilda MENGARELLI  nata ad Alvarez ( Argentina) il 22 ottobre 1918 e lì, ancora, risultante residente.
Anche a questi ultracentenari “osimani” mando i miei auguri sperando che la rete, con le sue “magiche possibilità”, possa raggiungerli.


A nome di tutta la nostra comunità, invio ai diciotto concittadini che hanno superato – a fine 2018 – lo straordinario traguardo delle 100 primavere, gli auguri più cordiali.
Donne e Uomini che hanno vissuto i momenti in cui si faceva la storia, e che  anche loro hanno contribuito a farla.
Grazie,  la Vostra vita rappresenta un  “patrimonio umano”  per la nostra città, un valore cui attingere per la costruzione di un futuro migliore.

La Presidente del Consiglio Comunale
………..prof.ssa Paola Andreoni

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Cordoglio per la scomparsa di Carlini Silvano.

Dopo una lunga malattia, è morto Silvano Carlini, consigliere comunale nella nostra città dal 1970 al 1975.
Silvano Carlini è stato uno stimato falegname artigiano e poi anche piccolo imprenditore; con il fratello Luigi aveva dato vita ad una florida azienda (in zona Borgo)  – la F.lli Carlini -,  specializzata nella realizzazione di mobili per pianoforti.
Silvano Carlini con il suo carattere tenace e forte, deve essere  ricordato, in particolare, per la sua passione ed impegno nel mettersi a disposizione della nostra comunità. Oltre ad essere stato Presidente della CNA osimana per diversi anni, difendendo con determinazione il ruolo ed i valori della piccola e media impresa,  Silvano Carlini è stato consigliere comunale nel mandato amministrativo 1970 – 1975.  Eletto nella lista del Partito Comunista insieme a Guido MAGGIORI, Mariano GUZZINI,  Anna BASSI in Guerrini, Giulio GUERCIO, Riccardo GIULIETTI, Delio ANDREUCCI, Luigi CAMERANESI, ha rappresentato – nel nostro civico consesso – la voce delle opposizioni,  nell’amministrazione comunale a guida DC con sindaco il prof. Paolo Polenta.  Il suo impegno maggiore nella “sala Gialla” è stato quello di difendere le attività artigianali, con svariati interventi ed iniziative a tutela della categoria.
Il nome di Silvano Carlini è legato anche alla “casa del popolo” di via Cialdini di cui è stato un assiduo frequentatore  e promotore di numerose iniziative aperte a tutta la città.
Silvano Carlini che lo scorso mese di ottobre aveva compiuto 76 anni, è stato uno dei protagonisti della scena politica ed artigianale di Osimo, e per questo va ricordato.
Le esequie si sono tenute oggi, martedì 15 gennaio alle ore 14,30 presso la parrocchia della Misericordia.
Alla famiglia le condoglianze a nome di tutta la città.

La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
prof.ssa Paola Andreoni

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Il mio decimo matrimonio

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Oggi ho celebrato il mio decimo matrimonio. Auguri di ❤️ ad Arianna e Luca.


Avete creato una famiglia e guardate al futuro con ottimismo. Vi auguro una splendida  vita insieme di amore e felicità’.
Paola.

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Festa della Repubblica in Osimo

Una  festa speciale per celebrare con i giovani il settantaduesimo anniversario delle Repubblica Italiana ed il settantesimo anniversario della Costituzione italiana.

Per celebrare i 70 anni della Costituzione e il 72° anniversario della Festa della Repubblica la Presidente del Consiglio Comunale, Paola Andreoni con l’Amministrazione Comunale ha consegnato copia della Costituzione italiana agli studenti  che hanno partecipato al progetto della legalità. Una giornata speciale che si è aperta in Municipio con l’arrivo dei giovani che hanno percorso, a piedi, le vie cittadine portando manifesti con scritti i principi della Carta Costituzionale italiana. Una iniziativa che ha promosso i valori della cultura istituzionale  e della cittadinanza attiva.
Ad arricchire l’iniziativa l’intervento degli studenti del 3° Liceo Scientifico “Corridoni-Campana” di Osimo che hanno presentato un  booktrailer realizzato per presentare i valori della Costituzione e della Festa della Repubblica.
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La “marcia dei diritti” tra le vie di Osimo

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Buona Festa della Repubblica a tutti noi cittadini italiani, a quanti hanno scelto di risiedere  nel nostro Paese come speranza per un futuro migliore e ai nostri giovani impegnati in Europa nei progetti Erasmus o che hanno scelto di avere opportunità migliori fuori dal nostro Paese.
Questo 72° anniversario della Repubblica Italiana sarà, quanto mai oggi, occasione per ricordare e riscoprire alcuni valori che troppe volte rischiamo di dare per scontati: primo fra tutti la libertà, insieme ad altri diritti fondamentali e inalienabili che essa sottende. Altro valore è il rispetto della Costituzione, che è figlia di quella decisione presa tra il 2 e il 3 giugno del ’46. E con la Costituzione il rispetto verso gli organismi che ci rappresentano,  indipendentemente dalle nostre opzioni ideali e dalle scelte elettorali.
Un grazie particolare  all’Istituzione che rappresenta tutti noi e che è garante della democrazia e della libertà,  il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
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La Presidente del Consiglio Comunale
*******Paola Andreoni

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Cose da fare e da vedere: 25 – 27 maggio 2018

Proposte  di eventi per il fine settimana. Si tratta di eventi, percorsi per gli amanti delle nostre montagne, gli ultimi libri letti e/o film visti,visite a luoghi e posti, “dritte” per dove potersi fermare a  mangiare, tutti già sperimentati di persona o da amici e che sento di condividere con tutti Voi.
Per suggerimenti, proposte e l’invio di foto che provvederò a pubblicare, itinerari fatti, scrivetemi all’indirizzo di posta elettronica: andreoni.paola@gmail.com

  • Monte Vettore in cima alle marche. Parco Nazionale dei Monti Sibillini
    È situato nell’appennino umbro-marchigiano al confine tra Umbria e Marche. La sua giurisdizione e sotto due regioni. La sua vetta, che si trova però nel territorio della regione Marche, è la più alta dell’arco montuoso. Il Monte Vettore è famoso per la sua particolare forma a “U” che comprende, seguendo l’arco da ovest a est, Quarto San Lorenzo, Cima del Redentore (2.448 m), Cima del Lago, il Vettore stesso, Monte Vettoretto (2.032 m) e Monte Torrone (2.102 m). Anche lui vive di ricordi e di miti. Nasce qui, infatti, la leggenda della “strada delle fate”. Il Monte Vettore presenta una fascia trasversale di ghiaia chiamata per l’appunto la strada delle fate. La leggenda popolare narra che una volta, le fate, si siano fermate più a lungo a danzare con i giovani di Pretare – paese ai piedi del Vettore – e che per non essere sorprese all’alba, fuggirono con tanta precipitazione da lasciare le loro impronte sulla montagna, creando così una strada per raggiungere il loro rifugio. Una tradizione antica che i cittadini di Pretare- fa parte del comune di Arquata del Tronto-, nel giorno della ricorrenza san Rocco amano rievocare con un gruppo di giovani donne, ovviamente vestite da fate.
    Itinerario:
    Partenza da Foce di Montemocano. È una lunga e impegnativa escursione quella che ha inizio da Foce di Montemonaco. Percorrendo il sentiero N. 132 – come da segnaletica – si raggiunge la cresta alle pendici del Monte Banditello a (circa 1.830 metri di quota) e da lì si prosegue maestosamente sopra la straordinaria valle del Lago fino alla cima più alta dei Sibillini. Troverete delle bellissime sorgenti d’acqua durante il percorso.
    Partenza da Forca di Presta. È il tipico itinerario, molto frequentato, per raggiungere anche il famoso lago d Pilato. È la via più semplice. Se siete escursionisti esperti, vi consigliamo il percorso ad anello che inizia dal grazioso paesino di Altino (durata – 5:30 ore)
    difficoltà – impegnativa
    dislivello – 940 m
    lunghezza – 8 Km

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  • Monte FEMA, un magnifico belvedere sui monti Sibillini.

    Partenza e ritorno da Fematre(piccola frazione di Visso).
    Totale km 12,200
    Tempo soste incluse:6h 30m
    Dislivello ascesa/discesa:circa 650 mt
    Massima quota:Monte Fema 1575 mt
    Itinerario non segnato. Si inizia seguendo un vecchio sterrato che poco a poco diventa un po’ ripido per poi scendere e arrivare a un fontanile.
    Si prosegue a fianco di una recinzione che delimita la Riserva del Torricchio,si sale a mezza costa dentro un piccolo bosco. Al termine del bosco si sale a vista, per prati, fino a raggiungere la cima, prativa e tondeggiante.

    Lo scopo di questa escursione è stata quello di poter ammirare lo stupendo panorama sui Sibillini e i monti della Valnerina

     

  • English tour on Conero: vietato parlare Italiano (South Side)

    Con la  collaborazione della scuola di Inglese “WALL STREET ANCONA” viene proposto un giro del Conero interamente in lingua Inglese (VIETATO PARLARE ITALIANO).

    Vuoi esercitare il tuo Inglese? Per imparare una lingua l’esperienza diretta è fondamentale, spesso non si ha modo di andare ad esercitarla nei paesi di lingua Inglese e allora perchè non provare un’escursione in lingua Inglese con Guida Naturalistica insegnate TESOL (Teaching English Speaker Other Languages)?

    Nature-Culture and ENGLISH
    A 3 hours trekking through evergreen forests typical of the “Mediterranean Bush” and stunning views on the cliffs.

    The Conero is a mountain of 572 meters, which is locatedat the centre of the Adriatic coast.
    Here you will find 6000 hectares ofprotected area containing a full 1/3 of the florist heritage of the Marche region.

    Conero has been inhabited since the Paleolithic (Stone Age – 2 million years ago to 10, 000 years ago). For sailors and localtribes it’s orientation as a peninsula was strategically important. The area and its surrounding land are seen from both the sea or from the ground. Greeks, Romans and Piceni walked on Conero.

    A mixture of Nature & Culture.

    INFO & BOOKING:
    3278576083 (what’s app orsms)
    raffaelivonne@gmail.com

    What to take with you:
    hiking shoes, jacket, hat, water, lunch-box, chocolate, dried fruit and raining jacket. We recommend trekking-sticks, binoculars and camera.

    10 Euro per person

    Casi di Annullamento Escursione:
    1. in caso di temporali o condizioni meteo considerate avverse (es. forti venti o temporali), o comunque condizioni che potrebbero costituire un pericolo per i partecipanti.
    2. in caso de non raggiungimento del numero minimo di partecipanti.

    https://www.facebook.com/events/161616674546286

    Ritrovo:   h 15,15 Hotel Monteconero, Sirolo (AN)

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  • LA CAPPADOCIA DEI SIBILLINI: LAME ROSSE. Monte Ascensione Capradosso (zona Ascoli Piceno).
    Dal Lago di Fiastra all’insolita lecceta del Monte Fiegni fino al surreale scenario con le “sculture” della natura. E il divertimento continua nel Fosso della Regina con la piccola sorpresa di un antico eremo nella Valle del Fiastrone: la grotta di Nicola, un motivo in più per rimanere: lungo la strada del rientro si può  visitare il Museo del Camoscio a Fiastra.
    – durata: 3,30 ore
    – difficoltà: media
    – dislivello: 250 m
    – lunghezza: 4,5 Km
    – per la camminata occorrono calzature e calzini adeguati a percorrere sentieri, pantaloni lunghi e camicia o maglia in pile; zaino con pranzo al sacco, giubbino impermeabile e ombrello; utili cappello, occhiali da sole, crema protettiva e cambio da lasciare in auto; consigliabili i bastoni da nordic walking o trekkinga

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  • VII Regata del Boscaiolo sul fiume Musone. Domenica 27 maggio  alle ore 14. Un esilarante appuntamento goliardico organizzato dai ragazzi di Passatempo da non perdere.
    Domenica è festa e divertimento assicurato alla VII Regata del Boscaiolo, con le imbarcazioni auto costruite e improvvisate dalla creatività e dallo spirito goliardico dei ragazzi di Passatempo si cimenteranno per il Musone. Appuntamento alle ore 14 dietro il Mc Neal. E dopo la gara tutti a far festa e a raccontare l’impresa presso il Bar dello Sport di Passatempo.

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In primo piano

Giovedì 24 maggio – ore 20,45 ( ingresso € 3) al Teatro “La Nuova Fenice” gli alunni del laboratorio di teatro della scuola secondaria di 1à grado  dell’Istituto Comprensivo “C.G.Cesare” e il coro voci bianche delle stesso ist.comprensivo diretto dalla prof.ssa Rosa Sorice, per  la regia di Alessandro Marrocchi,   presentano:

DONNE CHE HANNO FATTO LA STORIA

IN ARMONIA SI PUO’

Venerdì 25 maggio – ore 18,00 ( ingresso € 3) al Teatro “La Nuova Fenice” gli alunni dell’istituto comprensivo ” F.lli Trillini”, plesso di Montetorto, guidati dal m° Simone Bompadre,  presentano:

LE QUATTRO STAGIONI DELLA FAMIGLIA
SCONOCCHIA TRA CANTI  POPOLARI

Sabato 26 maggio – ore 20,45 ( ingresso € 3) al Teatro “La Nuova Fenice” gli alunni dell’istituto comprensivo ” F.lli Trillini”, secondaria G. Leopardi, dal libro di A.Pallazeschi, per la regia di E. Cintioli,   presentano:

PERELA’ L’UOMO DI FUMO

Domenica 27 maggio – ore 17,30 ( ingresso € 3) al Teatro “La Nuova Fenice” gli allievi  del Centro Diurno Fontemagna, per la regia di Beatrice Vitali,   presentano:

UN’IDEA DA SPOSARE “

Lunedì 28 maggio – ore 18,00 ( ingresso € 3) al Teatro “La Nuova Fenice” gli alunni  dell’Ist.comprensivo ” Bruno da Osimo,   presentano:

SCUOLE APERTE IN VIAGGIO Musica, Danza , Parole “

Mercoledì 30 maggio – ore 20,45 ( ingresso € 3) al Teatro “La Nuova Fenice” gli alunni dell’istituto comprensivo ” F.lli Trillini”, secondaria G. Leopardi dei plessi di  Borgo e Passatempo, per la regia di Federica Santinelli,   presentano:

LISA GOES TO LONDON
pettacolo in Lingua originale
 “

Sabato 26 maggio – ore 9 presso i locali della Scuola media di Passatempo, gli alunni – ciceroni in erba presentano il progetto  dell’antica via osimana dei pellegrini e dei Templari
Domenica 27 maggio – ore 10,30 in via Paradiso presso il piazzale della chiesa “San Giovanni  Battista” rappresentazione teatrale in vernacolo passatempese degli alunni – ciceroni della Scuola media di Passatempo

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SAGRE

Ad OSIMO si svolge il 25, 26, 27 maggio prossimi la   Sagra del Coniglio in Porchetta, alla Parrocchia Santa Maria della Misericordia di Osimo . Una nuova proposta ( si tratta infatti della 1^ edizione) per chi ha voglia di conoscere il nostro territorio andando in giro per sagre, alla scoperta di sapori, tradizioni, ricette, profumi, e un po’ di sano divertimento all’insegna della musica.

Programma
VENERDì 25 MAGGIO ore 21, 00 Gara di briscola
SABATO 26 MAGGIO: ore 18,00 apertura stand gastronomici,  ore 21,00 serata danzante con Barbara&C.
DOMENICA 27 MAGGIO: stand aperti a pranzo – pranzo da asporto, ore 18,00 apertura stand gastronomici musica con i Mirage


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Paola

Cose da fare e da vedere: 11 – 13 maggio 2018

Parte con questo giovedì la proposta di eventi per il fine settimana. Sono eventi, percorsi per gli amanti delle nostre montagne, gli ultimi libri letti e/o film visti,visite a luoghi e posti, “dritte” per dove potersi fermare a  mangiare, tutti già sperimentati di persona o da amici e che sento di condividere con tutti Voi.
Per suggerimenti, proposte e l’invio di foto che provvederò a pubblicare, itinerari fatti, scrivetemi all’indirizzo di posta elettronica: andreoni.paola@gmail.com

  • Lago di Pilato simbolo delle leggende Sibilline. Parco Nazionale dei Monti Sibillini
    Meta da sempre di maghi e cavalieri al cospetto del Pizzo del Diavolo, il Lago è l’unico invaso naturale delle Marche alla testata della valle glaciale “racchiusa” dal gruppo del Vettore e nelle sue acque vive l’endemico Chirocefalo del Marchesoni, il simpatico crostaceo rosso che si può vedere lungo le sponde.
    Volendo visita  al Museo della Sibilla a Montemonaco.
    durata – 5:30 ore
    difficoltà – impegnativa
    dislivello – 990 m
    lunghezza – 11 Km
    Percorso ed itinerario.

 

  • Food Trekking: panorami del Conero e aperitivo contadino. 12 MAGGIO 2018. Percorso organizzato dalla Cooperativa “Il Ponticello” 

    Programma dettagliato
    Suggestiva escursione sul promontorio del Monte Conero: vedute mozzafiato e sentieri immersi nella macchia mediterranea dall’ex Convento dei Camaldolesi al Belvedere nord. Panorami emozionanti sulla baia di Portonovo, le colline marchigiane, spiagge di rara bellezza, il Monte Conero a picco sul mare e interessanti soste per conoscere le enigmatiche Grotte Romane e le misteriose iscrizioni rupestri.
    Gran finale con aperitivo contadino all’Azienda Agricola Biologica Madonna delle Api. Raccoglieremo ed assaggeremo i prodotti dell’azienda agricola e conosceremo Lorenzo e Caterina e la loro scelta di vita.

    Il prodotto di stagione per eccellenza è la Fava, delizioso legume simbolo di maggio che, in epoca romana, durante le feste dedicate alla dea Flora protettrice della natura, veniva regalato alla folla in segno di buon auspicio. La Fava (Vicia faba) è uno dei più antichi legumi, consumato da millenni dai popoli del Mediterraneo tanto da essere ritrovata perfino in Egitto nelle tombe dei faraoni tra i cibi offerti per il viaggio nell’aldilà. Successivamente la Fava diventa legata alla tradizione funebre e così diventa consuetudine legare le Fave alla festività dei Morti sostituite in seguito da dolci in pasta di zucchero e pasta di mandorla dette appunto “Fave dei Morti”. Legume con ottime proprietà nutrizionali, presenta un valore calorico molto basso, elevato contenuto di proteine, carboidrati, vitamine, sali minerali e fibre presenti soprattutto nella buccia….ci attende un ricco aperitivo contadino a base di prodotti biologici, fave fresche, buon vino!

    Ritrovo:   h 15,15 Hotel Monteconero, Sirolo (AN)

    Quota: 28 € la quota comprende:
    – Guida naturalistica al seguito;
    – Trekking guidato nel Parco Naturale del Conero;
    – Tappa alle Grotte Romane e alle Iscrizioni rupestri;
    – Visita guidata dell’Azienda Agricola con raccolta sul campo di prodotti stagione;
    – Aperitivo contadino all’Azienda Agricola Biologica Madonna delle Api.
    Fine attività: h 20 circa – Trasferimento su mezzi propri. Trasferimento in auto dall’Hotel Monteconero all”Azienda Agricola Madonna delle Api
    Materiali: scarponi da trekking, crema solare, cappello, acqua, poncho impermeabile
    Punti d’interesse: Belvedere Nord, Grotte Romane, Iscrizioni rupestri, Azienda Agricola Biologica Madonna delle Api
    Madonna delle Api: l’Azienda Agricola Biologica Madonna delle Api nasce ad Osimo dieci anni fa nei terreni di famiglia con l’intenzione di Lorenzo e Caterina di crescere i figli in ambiente sano. Coltiviamo circa nove ha di terreno alle porte di Osimo, sul versante ovest di una collina argillosa e fertile producendo frutta e verdura, cereali, legumi, semi oleaginosi e canapa. Questo mese raccogliamo…la Fava (Vicia faba), il legume simbolo del 1° Maggio. A Madonna delle Api è rigorosamente autoprodotta da diversi anni ed è una leguminosa che arricchisce il terreno di azoto, utile alle coltivazioni successive. Direttamente dal campo raccoglieremo e celebreremo questo legume accompagnandolo ad altre delizie di stagione.
    Principianti – Durata 2/3 h, Lunghezza 6 km, Dislivello 250 m

     

    Come iscriversi: evento a numero chiuso, prenotazione obbligatoria tramite e-mail, al telefono fisso (entro venerdì) o al cellulare. Pagamento anticipato tramite bonifico (IBAN: http://www.ilponticello.net/contact/)

    Cancellazione: in caso di sostituzione di uno o più iscritti con altri non è prevista nessuna penale. In caso di annullamento almeno cinque giorni prima dell’escursione è previsto il rimborso dell’intera quota; dopo tale termine la penale è pari al 50% della quota versata. Se l’annullamento avviene nelle ultime 24 ore non è previsto alcun rimborso.

    Informazioni e iscrizioni: sede +39 0721 482607 Cell. 3387145465 Email pietro@ilponticello.net

 

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  • Processione al Monte Ascensione 7ª Pasqua. Monte Ascensione Capradosso (zona Ascoli Piceno).
    durata – 3:30 ore difficoltà – media dislivello – 450 m lunghezza – 5 Km
    descrizione:  La settima domenica di Pasqua ricorre l’Ascensione e nella zona dell’ascolano è tradizione salire al Monte Ascensione in processione per la Madonna di Polesio, usanza che si “sposa” con la credenza popolare che almeno una volta bisogna salirvi a piedi perché altrimenti toccherebbe poi farlo in un’altra vita nel corpo di una lumaca… Lungo il percorso da visitare il Santuario di Montemisio.

 

In primo piano

Giovedì 10 maggio – La band “Spring P Project“, tributo ufficiale dei Pooh si esibisce alle 21.30 al teatro “La Nuova Fenice” di Osimo. Un viaggio nelle canzoni dei POOH per rivivere emozioni non troppo lontane e per cantare le canzoni con cui sono cresciute tre generazioni di italiani. Ingresso offerta libera.
Il ricavato sarà devoluto in beneficenza alla Croce Rossa Italiana comitato di Osimo per sostenere le proprie iniziative.

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Venerdì 11 maggio – Una iniziativa promossa dalle responsabili della Biblioteca Comunale legata all’evento dell’arrivo della tappa del Giro d’Italia  e riservata ai giovani lettori osimani ed alle loro famiglie.  Appuntamenti a tappe, prima tappa alle ore 16.30 in Biblioteca Comunlae e a seguire altro appuntamento “Girolab” alla Libreria Il Mercante di Storie. Dalle ore 19.00, invece, la serata si sposta al Caffè del Corso con un aperitivo/cena (€ 6,00 bambini – € 10,00 adulti) e la proiezione del film d’animazione Appuntamento a Belleville. Obbligatoria la prenotazione. 071 714621 (Biblioteca Comunale) 071 7232065 (Il Mercante di Storie)

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Sabato 12 e Domenica 13 maggio  Una tecnica di proiezione che incorpora concept, visual designer, music designer, dando dimensioni emotive a più livelli proiettati sulla facciata del Teatro “La Nuova Fenice”, con tema  la tappa rosa. Spettacolo con inizio alle ore 21.00.


SAGRE

A MERGO  Sagra del Soppressato e della Fava fresca, dal 12 al 13 maggio.
Uno degli appuntamenti più attesi dalla popolazione mergana e dalla gente dei comuni limitrofi. Un omaggio al lavoro della comunità contadina e artigiana, alla fatica ripagata dal raccolto e dai prodotti della tradizione, alla condivisione dei valori che cementano le relazioni tra compaesani. Oltre agli stand gastronomici, la domenica pomeriggio seguiranno per il centro storico i giochi di un tempo: il Torneo di Bocce del 48, la Gara a Coppie della Morra, il Gioco della Ruota e gli Stornellatori Marchigiani.  Alla sera un tributo a Lucio Dalla con la Band di Bruno Mariani, che di Lucio Dalla è stato il chitarrista storico.
Come arrivarci: da Osimo , circa 50 minuti, strada in direzione Jesi, poi SS76 direzione Fabriano e uscita all’Apiro-Mergo.

 

 


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Paola

Io la penso così: il mio intervento nel settimanale “La Meridiana”, di Valeria Dentamaro

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Il difficile clima politico, economico e sociale del nostro tempo evidenzia una sofferenza da parte di tutti noi cittadini che, spesso, si traduce in un atteggiamento di risentimento diffuso e di ostilità verso tutto ciò che sono regole e obblighi, senza i quali una civile convivenza diventa difficile. Basta pensare alla storia del sacchetto bio per l’acquisto di ortaggi e frutta  a pagamento, che ha fatto ribellare, sui social network, un popolo intero. Lo stesso popolo che, magari, non si interroga e non si ribella, allo stesso modo, per gli aumenti di luce, gas, autostrade ecc.
In questa situazione, di diffusa diffidenza, si inserisce il fenomeno delle  fake news. Le notizie false, i messaggi ingannevoli iniettati nella rete o diffusi con altri strumenti di comunicazione, al fine di gettare discredito su persone, sul “nemico” politico, o per alimentare  situazioni di allarmismo, di paura, di sfiducia istituzionale.
L’intento è quello di condizionare scelte comportamentali anche a fini politici o speculativi a discapito di un corretto convivere sociale, di un sano confronto-scontro di idee.

Una vera sconfitta per la democrazia.

Anche la nostra realtà politica osimana non si risparmia in questo ma, anzi, sembra farne motivo di sopravvivenza. Per avere conferma basterebbe leggere quanto riportato sui social o quanto diffuso con la stampa a proposito della relazione fatta sull’attività annuale del Consiglio Comunale da me presieduto. Per non rimanere sul vago voglio riportare qualche semplice esempio:

  • è stato diffuso che i soldi pubblici spesi per 5 consigli comunali, che non si sono svolti per mancanza di numero legale, ammontano a 4.000 €. Questa è una notizia falsa. Infatti quando le sedute sono dichiarate nulle, il gettone di presenza non viene pagato a nessuno.
  • È stato diffuso che la Presidente del Consiglio Comunale non ha volutamente fatto inviare la convocazione del Consiglio sulla discussione del bilancio ad un gruppo consiliare. Questa non solo è una notizia falsa ma, anche e soprattutto, una paradossale e grossolana baggianata.

L’elenco delle false notizie potrebbe continuare. E’ evidente che esse vengono diffuse per “eliminare”, con tentativi maldestri, qualche avversario politico di inciampo.

Comunque sono, queste, operazioni che non mi appartengono. Non mi troverete mai a confezionare notizie bufale. A sostegno di quanto appena detto e, rimanendo in tema di Consiglio Comunale,  sempre a titolo di esempio riporto, questa volta, qualche vera notizia:

  • E’ vero che il Comune è stato costretto, in questo anno, a sostenere le spese per spedire ad alcuni consiglieri n° 55 raccomandate contenenti la Convocazione del Consiglio Comunale. Eppure per evitare ciò, sarebbe bastato che ogni consigliere avesse dedicato un po’ del suo tempo per aprire la mail, leggere la convocazione e inviare all’ufficio di segreteria conferma di ricevuta, come d’altronde fatto sempre nella precedente consiliatura anche da chi stava allora all’opposizione. Non serve, qui, dire quali consiglieri hanno fatto registrare con più assiduità l’invio della convocazione tramite la raccomandata.
  • E’ vero che sono stati discussi 24 ordini del giorno ( proposte ) presentati da gruppi di minoranza che hanno anche richiesto la convocazione del Consiglio Comunale in seduta straordinaria, come da regolamento, entro 20 giorni e che il costo del Consiglio Comunale ogni volta che si riunisce ( in cui la seduta è dichiarata legale) grava sulle casse comunali per 32,50 € per ogni consigliere che lo percepisce.

Queste non sono false notizie.

In conclusione posso dire a testa alta che ho sempre cercato di svolgere la mia attività politica nei diversi ruoli che ho ricoperto e che ricopro, all’insegna del rispetto delle persone e della verità, puntando di più sulla “fatica” della spiegazione delle idee e dei programmi, sul confronto e sulla discussione piuttosto che su furberie o falsità.

Il  precetto di settembre contenuto nel  bellissimo libro di R.J. Palacio dice:  ” Quando ti viene data la possibilità di scegliere se avere ragione o essere gentile, scegli di essere gentile “.

Dovremmo tutti farlo nostro per non arrenderci alla politica intesa come aggressività, odio e arte della bugia.

Dovremmo riscoprire quel dialogo civile, quell’etica della vita pubblica che i padri costituenti ci hanno dimostrato, mettendo insieme ogni singolo articolo della nostra Carta Costituzionale, frutto di una discussione dove tutti hanno saputo rinunciare a qualcosa.

                La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
************************Paola Andreoni

 

 

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Osimo, le Civiche Benemerenze 2017

Come da tradizione, in occasione della ricorrenza di San Giuseppe da Copertino, Patrono della Città, il Comune di Osimo ha assegnato le Civiche Benemerenze a coloro che si sono distinti per opere e lavori meritevoli.
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Si tratta della Quarantasettesima cerimonia per il conferimento delle benemerenze civiche, quella che si è svolta al Teatro “La Nuova Fenice” ieri, venerdì 15 settembre. La prima cerimonia per le benemerenze di San Giuseppe risale, infatti, al 18 settembre 1970: era appena stato approvato dal Consiglio Comunale il regolamento delle civiche benemerenze proposto dal sindaco Paolo Polenta su idea del dott. Pio Fantasia.
I primi del lungo elenco di benemeriti, dal 1970 ad oggi, sono stati due generosi donatori di sangue della sezione Avis Osimo: Oberdan MARSILI e Luigi PIRANI.
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Per l’anno 2017 le benemerenze cittadine sono state assegnare:
A padre Venanzio SORBINI Direttore per oltre cinquant’anni della Corale Alessandro Borroni, fondatore nel 1977 della Civica Scuola di Musica, fondatore nel 1979 dell’Accademia d’Arte Lirica di Osimo con la seguente motivazione: “ha profuso il suo impegno con generosa e disinteressata dedizione alla formazione musicale di tanti  giovani, e ha contribuito, nel ruolo di Direttore Generale, ad accrescere il prestigio internazionale dell’Accademia di Arte Lirica di Osimo, conosciuta nel mondo come punto di riferimento per la salvaguardia dell’arte e della cultura musicale italiana, promuovendo l’immagine di Osimo come luogo di cultura e di arte”.
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Al prof.Alberto NICCOLI sindaco di Osimo dal 1994 al 1999, con la seguente motivazione ” per il suo impegno professionale, dopo la laurea alla Facoltà di Economia di Ancona, ha vinto la Borsa Stringher della Banca d’Italia per l’estero e ha studiato negli Stati Uniti presso la Yale University, dove ha conseguito due Master. Ha svolto una intensa attività didattica e scientifica nelle Università Marchigiane, soprattutto presso l’Università Politecnica delle Marche come professore ordinario di Politica Economica. Ha pubblicato numerosi libri e saggi su temi di grande rilievo, quali credito, sviluppo, finanza, etica, debito pubblico, previdenza. Ha svolto importanti incarichi istituzionali in ambito accademico, politico e sociale, dove si è distinto per senso di responsabilità, correttezza e impegno per la collettività“.
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Al momento della premiazione al prof.Niccoli ho ricordato, al numeroso pubblico presente in sala,  che alla famiglia Niccoli – unico caso – sono state consegnate ben due benemerenze, infatti già nel 1978 anche al prof. Alessandro Niccoli ( padre di Alberto) la città ha riconosciuto l’ambito riconoscimento cittadino.
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Al dott. Raimondo ORSETTI per il suo impegno “Nei quarant’anni di servizio nella Pubblica Amministrazione ha ricoperto importanti incarichi dirigenziali per conto della Regione Marche, operando con successo su scenari locali, nazionali ed internazionali, in particolare nei settori della cultura, del turismo, delle attività produttive e dell’internazionalizzazione. Si è distinto quale coordinatore tecnico delle regioni italiane per gli Expo Universali di Shanghai 2010 r Milano 2015, oltre che per un’intensa attività svolta a sostegno delle imprese sui mercati esteri. Lega il suo nome ai più importanti eventi culturali e promozionali realizzati dalla Regione Marche negli ultimi vent’anni, con riconoscimenti da prestigiosi enti ed istituzioni italiani ed esteri. Sindaco di Osimo e amministratore della città dal 1980 al 1995, ha mantenuto un forte legame di appartenenza con la sua comunità, ad iniziare dalla nati Campocavallo, dove da sempre  è tra i principali animatori della Festa del Covo.
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Al prof. Valter MATASSOLI per il suo impegno “da oltre trent’anni rappresenta il principale punto di riferimento per il mondo della pallavolo osimana e non solo. Da giocatore professionista, negli anni Settanta e Ottanta, ha militato nella massima serie  con le squadre del Falconara , Loreto e Pescara. Numerose sono le presenze collezionate nella Nazionale Italiana di pallavolo negli anni  dal 1973 al 1976. Ha inoltre disputato  ben due finali europee.: con il Loreto nella stagione 1979/1980 e nel 1985 – 1980 con il Falconara vincendo il titolo di campione d’Europa. Terminata la carriera agonistica ha intrapreso quella di allenatore ed istruttore di educazione fisica, conseguendo eccellenti risultati in entrambi i ruoli. Dal 1990 al 1995 ha ricoperto la carica di assessore allo Sport del Comune di Osimo sotto il mandato del sindaco Raimondo Orsetti. Dal 2002 si dedica con passione e dedizione alla cura e alla crescita del settore giovanile del volley osimano.  “.
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A Nazzareno MENGONI per il suo impegno “dalla tradizione dello scatolificio di famiglia fino all’originale idea di fondare Kubedesign, azienda innovativa ed eco-sostenibile che opera sia in Italia che all’estero, specializzata nella realizzazione di architetture ed oggetti in cartone. Nel dicembre 2016 è stato eletto Presidente nazionale del gruppo giovani Imprenditori Federlegno-Arredo“.
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Conferita la cittadinanza onoraria a Pierluigi FERRAMONDO per “il suo profondo legame con la città, ricoprendo dal 1858 al 1965 il prestigioso incarico di “Censore” del Nobil Collegio Campana, e fondatore nel 1987 dell’Associazione ex Convittori del Nobil Collegio Convitto Campana.
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Diversi i riconoscimenti una vita per il lavoro, assegnati a Pierino STROLOGO (Bar Pierino), ai fratelli Alessandro e Giuseppe BRACACCINI  e ad Adriano MENGHINI ( titolare dell’ex ristorante “da Adriano a Campocavallo”.
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Riconoscimenti per la solidarietà: a Bruna PIERAGOSTINI per “l’impegno profuso nel mondo del volontariato a sostegno dei più deboli” e all’ Associazione “Amiche e amici di Marina” per “l’amore e la solidarietà nel creare iniziative a sostegno del piccolo Samuel“.
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Menzione speciale: al Gruppo Ciclistico “Campocavallo”  per “i 50 anni di attività“, agli Arcieri delle “5 Torri   per “i 25 anni di attività“. ad Agoradio  per “i 10 anni di attività” ed a Loop Live Club  per “i 10 anni di attività”.
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Encomio civico a due vigili del notro corpo di Polizia Municipale: agente Nicola RICCI  e agente Diego FRONTINI, entrambi per “il provvidenziale intervento, nonostante libero dal servizio e in abiti borghesi, a supporto dei colleghi nelle operazioni di soccorso ai feriti in occasione di un grave sinistro stradale“.
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Un riconoscimenti particolare alla memoria verso osimani che hanno lasciato un “segno”nella nostra comunità: ricordo di Gugliemo CAPPANNARI, Guido MAGGIORI, Marina SERRAIOCCO e Dino DI MICHELANGELO, Dino MARABINI, Enrica CAMILLETTI, don Flavio RICCI
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Il riconoscimenti per la cultura a Massimo MORRONI per “il fondamentale e appassionato contributo scientifico offerto alla conoscenza della storia della città di Osimo” e a Paola ANDREOLI per “il talento e la passione profusi nel campo della poesia, affermandosi in prestigiosi concorsi letterari nazionali“.
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Un «grazie civico» a quanti sono stati premiati e a tutte le osimane e osimani  che  in silenzio ed ogni giorno onorano la nostra città  con  impegno, generosità e dedizione.
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La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
***********Paola Andreoni

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La risposta di Barcellona: stare insieme, stare uniti. Noi non abbiamo paura.

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“Barcellona e l’Europa non si piegheranno agli attentati e non farà cambiare la nostra natura, che ci caratterizza da secoli, di popolo accogliente, solidale ed ospitale. Non ci faremo strumentalizzare per creare ancora più razzismo e islamofobia ”
Queste le parole della sindaco di Barcellona, Ada Colau .
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Parole che condivido, nonostante la paura, la risposta giusta è questa: stare insieme, stare uniti mantenendo e rinsaldando i valori che ci uniscono.
Paola

Romano De Angelis: un uomo di sport ma anche ex consigliere comunale osimano

Operare per il bene della città, questo è stato l’impegno che il prof. Romano De Angelis si è assunto quando si è seduto nell’aula del nostro Consiglio Comunale. Il prof. De Angelis è un anconetano doc, una persona squisita, nato in Ancona nel 1936 da una famiglia di fede repubblicana e nella città dorica è cresciuto e ha frequentato tutti gli studi fino a diplomarsi professore di Educazione Fisica e poi successivamente a laurearsi in Economia e Commercio  nel febbraio del 1970.
Il prof.De Angelis è anconetano di origine, ma  osimano di adozione. Ad Osimo, infatti,  il prof. De Angelis ha iniziato giovanissimo ad  insegnare Educazione Fisica al Liceo Classico e poi successivamente dopo aver conseguito la laurea e la relativa abilitazione è passato ad insegnare ragioneria per circa quattro anni all’Istituto Campana.
Oltre all’impegno scolastico il prof. De Angelis è ricordato in Osimo per la sua incessante attività sportiva, in particolare, in favore della disciplina dell’Atletica Leggera. E’ grazie al suo spirito sportivo e alla loro comune passione per l’Atletica Leggera,  che i professori Romano De Angelis, Paolo Bianconi, Franco Lombardi e Franca Costantini costituiscono  nel 1964 in Osimo  la S.A.L.F. ( Società Atletica Leggera Femminile).  Una piccola società sportiva che ha saputo avvicinare ad Osimo tante giovani ragazze alla pratica sportiva dell’Atletica Leggera. Ragazze che i giovani professori  Romano e Franca allenavano con impegno e serietà  nel vecchio “Diana”.
In poco tempo e per diversi anni, grazie alla passione  coinvolgente di Romano e Franca,  la Salf osimana è stata una delle società sportive più apprezzate dove sono state forgiate tante “speranze” dell’atletica regionale.  Voglio ricordare solo alcune di queste atlete che oltre ad aver conseguito importanti risultati agonistici, grazie ai  “loro maestri di sport” si sono avvicinate ed appassionate all’Atletica Leggera, una tradizione partita allora e che ancora oggi ad Osimo coinvolge  tanti atleti: Serenella Polacco (campionessa giovanile di giavellotto), Daniela Alessandrini ( campionessa giovanile del peso), Laura Davalli, Vaccarini, Sgardi….. Tra gli altri importanti allievi della sportiva, c’era  anche il giovane Gino Falcetta  poi anche lui futuro professore Isef e allenatore nazionale degli ostacolisti italiani.
L’impegno sportivo del prof. Romano De Angelis è poi proseguito in Ancona, come allenatore nella Polisportiva Studentesca, come presidente del Comitato Marche e come consigliere nazionale della FIDAL per 16 anni, come capo delegazione della nazionale di marcia per 15 anni ecc.
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Dal contatto con i giovani, nella scuola e nello sport e dal proprio carattere portato all’impegno in prima persona nasce nel prof. De Angelis  la passione per la politica. Parliamo degli anni ’70, anni difficili politicamente e socialmente, anche  Osimo risentiva in maniera pesante  e diretta le conseguenze dell’austerità e della crisi della Lenco, la maggiore industria presente nel territorio. Il Consiglio Comunale era caratterizzato dalla maggioranza assoluta della Democrazia Cristiana e il prof. De Angelis in rappresentanza del PSI, con il PSDI,  il PCI, il PSUP e il PLI costituivano la minoranza consiliare.
Una presenza in Sala Gialla particolare quella del  professore, in quanto oltre ad essere stato eletto Consigliere comunale in Osimo – nel giugno del 1970 nelle fila del PSI  – con 94 preferenze ( l’altro rappresentante del PSI eletto era Catena Giovanni con 73 preferenze)  contemporaneamente rivestiva anche  il ruolo di Assessore allo Sport nel Comune di  Ancona. La consapevolezza delle difficoltà a cui è chiamato chi deve amministrare derivante dal ruolo di Assessore, l’ha spesso portato a svolgere nella “sala Gialla” un ruolo di minoranza critico ma anche non pregiudizialmente contrario alle scelte della giunta Polenta. In diverse occasioni, in sala gialla, il PSI di De Angelis non ha mancato di dare il voto favorevole alle proposte democristiane quando queste meritavano, a suo modo di vedere, sostegno. Questo atteggiamento politico se gradito alla DC ( che godeva comunque di una solida maggioranza) ben presto però,  finì  per urtare le altre minoranze che giudicavano scandaloso l’appoggio socialista   all’Amministrazione Polenta. Dal segretario del PSU, Giuseppe Riderelli ( per gli osimani  ” il Paccò”), nel novembre del 1970,  a distanza di 5 mesi dall’insediamento del nuovo Consiglio Comunale,  partì l’invito rivolto al Sindaco e al Prefetto a verificare la regolarità della compatibilità del ruolo di consigliere comunale di De Angelis, svolgendo lo stesso contemporaneamente il ruolo di Assessore in Ancona.
Scrive il De Angelis: ” Non era mia intenzione dimettermi, come poi sono stato costretto a fare. Infatti, pur vivendo ad Ancona, avevo creato un gruppo giovanile PSI con circa 15 giovanissimi, con i quali condividevamo e studiavamo le questioni osimane. Quando ricevevo l’ordine del giorno del Consiglio riunivo il gruppo e ad ognuno assegnavo il compito di relazionarsi con il territorio su quel tema. Prima del Consiglio ci riunivamo nuovamente e i giovani mi informavano delle loro ricerche. In questo modo andavo in Consiglio molto preparato sugli argomenti da trattare. Questo deve aver dato fastidio alle altre forze di minoranza che venivano regolarmente scavalcate e forse anche alla DC per il formarsi di un bel gruppo giovanile che stava crescendo politicamente e stava penetrando positivamente tra la popolazione e nei quartieri“.

Il 14 dicembre del 1970 il Consiglio comunale osimano – a seguito della interpellanza del sig. Giuseppe RIDERELLI  del PSU sulla incompatibilità del consigliere comunale, prof. Romano DE ANGELIS (PSI) che da cinque mesi sedeva al Consiglio comunale di Osimo pur essendo consigliere ed Assessore al comune di Ancona –  viene  chiamato ad esprimersi. De ANGELIS dà le dimissioni prima che il Consiglio comunale prendesse in esame l’interpellanza  che riguardava la sua incompatibilità. Scrisse De ANGELIS:
” Ill.mo Signor Sindaco del Comune di Osimo, come già verbalmente annunciato, il sottoscritto presenta formalmente le proprie dimissioni da Consigliere comunale di Osimo, pregandola di volerla mettere all’ordine del giorno della prossima seduta consiliare. In questa particolare occasione sento il dovere di ringraziare Lei ed il Consiglio tutto per la serietà con la quale sono proceduti i lavori a tutt’oggi e per la simpatia e stima sempre dimostrati nei confronti miei personali e del gruppo politico che io rappresentavo. Colgo l’occasione per augurare al Consiglio comunale di Osimo di svolgere sempre più proficuamente il proprio lavoro nell’esclusivo interesse della popolazione osimana. Distintamente.”
f.to Romano De Angelis
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dE aNGELIS
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Il verbale della seduta consiliare registra che il sindaco  ha parole di rammarico per l’accaduto e mette in rilievo l’attivo contributo dato in Consiglio comunale, in ogni occasione dal Consigliere Romano De Angelis. Anche il gruppo consiliare del PLI a nome del suo rappresentante in Consiglio, l’avv. to Fabiani, espresse solidarietà e il proprio dispiacere per quelle dimissioni forzate.

Come Assessore in Ancona, De Angelis ha legato il suo nome alla realizzazione dell’attuale impianto indoor di Atletica Leggera, vero e unico gioiello in Italia, dove si sono potuti realizzare campionati sia italiani che europei ed alla difficile gestione dell’ospitalità degli sfollati in conseguenza del terremoto del 1972. Il prof. De Angelis che ancora oggi esercita l’attività di commercialista ha inoltre ricoperto l’incarico di Presidente dei revisori dei conti dei Comuni di Tolentino, Loreto, Camerano, ed altri comuni. Anche in Osimo durante l’amministrazione Latini è stato per dieci anni presidente del Nucleo di valutazione dei dirigenti del nostro comune. Nel 2012 l’Amministrazione comunale gli ha attribuito la cittadinanza onoraria come “amico” di Osimo per aver contribuito alla crescita ed allo sviluppo della nostra comunità.
Da ultimo, il prof. De Angelis ci tiene a raccontarmi un particolare ricordo di Osimo e di un osimano a cui è stato sempre particolarmente legato da sentimenti di stima e vicinanza.
” Come Assessore allo Sport di Ancona disponevo di una piccola piscina al coperto sotto le gradinate del Palaveneto, super affollate.
L’allora Don Dino Marabini, mio caro amico, mi chiese l’utilizzo della struttura , almeno un’ora la settimana,  per i ragazzi ospiti della Lega del Filo D’oro. Rifiutai perché l’istituto era fuori del territorio di competenza del Comune di Ancona.
Poco dopo, sempre Dino ( che mi conosceva bene), mi invitò nella sede dell’Istituto e non appena vidi i ragazzi ospiti, presi la decisione di concedere un’ora la settimana alla Lega del Filo D’oro, mettendo in secondo piano le rigide disposizioni burocratiche.
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by Paola Andreoni,  la Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
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A scuola di cittadinanza 2017: festa con tutti i ragazzi e le ragazze che hanno partecipato al progetto

Si è svolta, mercoledì 29 marzo, al PalaBellini, la Festa conclusiva  della seconda edizione del progetto “A scuola di cittadinanza”. La Festa ha rappresentato  il momento conclusivo del progetto che ho voluto, promosso e organizzato nella mia veste di Presidente del Consiglio Comunale in collaborazione con l’Amministrazione comunale, progetto a cui hanno aderito quest’anno tutti gli istituti Comprensivi della nostra città.
I nostri ragazzi delle scuole primarie, sono stati  – durante l’anno scolastico – accolti nell’aula Consiliare  dalla Presidente del Consiglio comunale e lo scorso 24 febbraio si è svolto il Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze dove i nostri “piccoli cittadini” si sono confrontati con gli amministratori della nostra comunità.
La manutenzione degli edifici scolastici, la qualità del cibo della mensa, la viabilità, gli arredi scolastici, la sala cinematografica sono stati alcuni degli argomenti su cui gli allievi si sono confrontati dialogando con Sindaco e Assessori. Un percorso educativo che è stato realizzato grazie al lavoro precedentemente svolto in classe con gli insegnanti, durante il quale gli allievi si sono confrontati sulle problematiche a loro più vicine. I ragazzi in classe hanno sperimentato il concetto di delega rappresentativa  con l’elezione dei loro rappresentanti, che poi sono diventati i loro portavoce al Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze. Nella festa conclusiva sono stati mostrati gli elaborati che sono stati realizzati  ( fotografie, video, scritti)  dai “piccoli reporter”.
Un bel pomeriggio di festa che ha visto i ragazzi condividere le proprie esperienze.
Un momento dal forte valore educativo ed emotivo allietato da canti e dalla spontaneità dei ragazzi  che hanno saputo, grazie alla collaborazione dei loro insegnanti e dei dirigenti scolastici,  creare un’atmosfera festosa e un clima di condivisione, punto di forza per le iniziative future.
C’è tanto da apprendere da questi bambini, innanzitutto la gioia dello stare insieme, di collaborare per un obiettivo comune, affrontando insieme le difficoltà attraverso la felicità e la semplicità.

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Un grazie a quanti hanno collaborato alla realizzazione di questo bel progetto, alle maestre/maestri, ai dirigenti scolastici, agli artisti e maestri del bravissimo coro, all’Asso az.spec.servizi per l’aiuto nell’allestimento del palazzetto, alle società sportive di Pallavolo e Pallacanestro che per una sera hanno rinunciato agli allenamenti lasciandoci il palazzetto, a Bruno e Lorenzo per le bellissime foto e un grazie immenso a tutti i ragazzi e le ragazze che hanno partecipato con passione ed entusiasmo all’iniziativa.

La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
*********prof.ssa Paola Andreoni

***  le foto della serata conclusiva:  i ragazzi protagonisti del progetto;
***  le foto della serata conclusiva:  gli artisti – maestri ed altro.

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Articoli correlati:
– 1 aprile 2015  A scuola di cittadinanza anno 2015, serata conclusiva.
– 26 febbraio 2017 Consiglio comunale dei Ragazzi e delle Ragazze: voce alle idee dei ragazzi e delle ragazze della nostra città
– 28 marzo 2017 A scuola di cittadinanza seconda edizione: serata conclusiva con tutti i ragazzi e le ragazze che hanno partecipato al progetto

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Cordoglio per la prematura scomparsa della dott.ssa Ivana Lorenzini

Esprimo profondo cordoglio per la prematura scomparsa di Ivana Lorenzini dipendente del Comune di Osimo da molti anni: prima come responsabile dell’Ufficio Tributi e poi in Biblioteca. 
Rimane di Lei un ricordo affettuoso e carico di gratitudine per l’impegno, la professionalità e l’attenzione sempre dimostrata.
Esprimo le condoglianze alla famiglia, ai colleghi ed agli amici di Ivana.

La Presidente del Consiglio Comunale
********Paola Andreoni