Perchè la Lega fa orrore

Perchè la Lega fa orrore di Umberto Eco
Gli italiani si stanno scandalizzando per quattro diamanti e un paio di diplomi albanesi. Ma i veri motivi per cui disprezzare il partito di Bossi erano e sono molto più gravi. E non bisogna dimenticarlo. Mai

Il lettore che, in una grigia mattina di questo maggio piovoso, trovasse, abbandonato in treno e mancante della copertina e delle prime pagine questo libro (romanzo?) di Furio Colombo, si chiederebbe perché l’autore si sia rimesso a fare Dickens, coi suoi ragazzini macilenti esposti a feroci punizioni corporali, voglia rievocare le vicissitudini del povero Remy di “Senza famiglia” nella tana del signor Garofoli, abbia scopiazzato le vicende dei “boveri negri” dell’ormai insopportabile “Capanna dello zio Tom” o, peggio ancora, si sia ridotto a presentare come attuali le storie del profondo sud americano ai tempi di Wallace, in cui le “bovere negre, sì badrone” venivano sbattute giù dai trasporti pubblici. Evvia, caro Colombo, viviamo in altri tempi – per fortuna! Il nostro lettore proverebbe però un moto di sorpresa se poi ritrovasse il libro completo di copertina e prefazione, vedesse che è intitolato “Contro la Lega” (Laterza, per soli 9 euro tanti orrori da far impallidire Stephen King) e non contiene storie inventate bensì un puntiglioso resoconto di episodi di razzismo e persecuzione perpetrati in vari comuni amministrati dal noto partito. Sono episodi che Colombo in quanto deputato ha cercato spesso di denunciare in parlamento ricevendo una volta, dal deputato leghista Brigandì, come motivata contro-argomentazione, “Faccia da culo!” (sic). In questo malauguratamente non-romanzo si racconta “una storia italiana, dove carabinieri e vigili urbani distruggono con le ruspe i campi nomadi, tra le due e le tre del mattino, terrorizzando i bambini” e dove a scuola i bambini sinti, anche se cittadini italiani, sono assegnati a classi separate e – come i bambini stranieri – restano a digiuno all’ora della mensa scolastica. Il libro comincia con la storia della famiglia Karis. Il padre, cittadino italiano da generazioni, viveva a Chiari facendo il ferrivecchi. Un’improvvida amministrazione di centro sinistra gli aveva assegnato un prefabbricato di tre stanze ma la successiva amministrazione padana nel 2004 (sindaco il senatore Mazzatorta) si era ripreso il terreno perché “era cambiato il piano regolatore”: la casa dei Karis veniva abbattuta, il comune cancellava la residenza, i bambini non potevano più andare a scuola e l’intera famiglia si riduceva a vivere in una roulotte. Così che di fronte a questo inaccettabile caso di nomadismo i vigili urbani battevano nottetempo con mazze di ferro sul veicolo se il padre si era fermato per riposo o per fare pipì. Ma il libro parla di ogni genere di extra comunitari. A Termoli i vigili urbani acciuffano un ambulante del Bangladesh, lo picchiano e lo rinchiudono nel portabagagli dell’auto di servizio. A Parma vigili urbani in borghese prendono Emanuel Bonsu, giovane nero che stava recandosi alla scuola serale, lo riempiono di botte e solo più tardi si accorgono che non spacciava affatto droga come avevano sospettato. Su un autobus di Varese un quattordicenne ordina a una coetanea con il velo di lasciargli il posto sull’autobus, la ragazza resiste, e lui e i suoi compagni la prendono a calci e a pugni. A Bergamo su un autobus una passeggera grida che le hanno rubato il cellulare, il controllore decide che il ladro non può essere che un ragazzo di colore, l’autobus viene fermato, il ragazzo spogliato nudo, il cellulare non viene fuori (evidentemente il ladro era un altro), ma gli trovano indosso settanta euro e il controllore sequestra la somma e la signora, grata, l’incassa come risarcimento. Siamo appena a pagina 11 di questo non-romanzo e i capitoli seguenti spaziano delle sevizie subite in Libia da disperati che militari italiani hanno fermato in mare e restituito agli aguzzini di Gheddafi, alle accuse di “nasone” a Gad Lerner, in un crescendo di piacevoli e romanzesche atrocità. E’ curioso che gli italiani si stiano scandalizzando per quattro diamanti e due o tre diplomi a pagamento (caso mai laurearsi in Albania non è forse indice di scarso razzismo?) mentre da anni accettano che avvengano tutte queste cose, che il libro asciuttamente racconta.

Le medaglie della Lega

Ricevo e Pubblico una breve considerazione di Debora Serracchiani (la brava deputata PD al Parlamento Europeo) su un fatto di cronaca accaduto in provincia di Padova.

di Debora Serracchiani.
” Ieri in provincia di Padova si è verificato un grave episodio di violenza. Accortosi che quattro giovani stavano assalendo il suo negozio, un tabaccaio si è difeso sparando, e uno dei ladri, un moldavo di 20 anni, è rimasto ucciso. Si possono fare molte considerazioni, non ultima quella sul panico e l’esasperazione che colpiscono tanti piccoli negozianti soprattutto in alcune aree del Paese, ma quando ci si trova davanti a un morto non c’è mai motivo di far festa o esprimere soddisfazione: la morte è comunque una tragedia.
E’ un pensiero che evidentemente non riesce a sfiorare il capogruppo della Lega Nord nel consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. Questo signore, infatti, è riuscito a dire che al tabaccaio bisognerebbe “dare una medaglia”. Nessuno vorrebbe trovarsi al posto di chi, come quel tabaccaio, ha dovuto subire un’aggressione e decidere in pochissimi istanti come comportarsi, se reagire o farsi derubare. Ma nessuno, e tanto meno chi ha responsabilità pubbliche, deve permettersi di speculare in modo così bieco su un drammatico fatto di sangue. Se poi chi si compiace di incitare all’uso delle armi, all’autodifesa “americana”, parla a nome di un partito che per anni ha occupato la poltrona del Viminale possiamo tranquillamente parlare dell’autodenuncia di un fallimento totale. “

Riuscirà l’uomo delle pulizie ….

La Lega scomparirà ? Lo scandalo che l’ha coinvolta spazzerà via Bossi e la sua corte di ignoranti diventati laureati a spese dei contribuenti ?  Oggi molti se lo chiedono, tanti come me se lo augurano e per molti italiani questa sarà l’epilogo  del movimento padano. E’ probabile che sarà così, anche se la cosa non è scontata.

Le manovre di ricambio del gruppo dirigente leghista sono  imperniate attorno alla persona del Leghista Maroni.

L’ex ministro degli interni viene venduto, dai mass media, come “il volto pulito della Lega”, quello che da ministro  avrebbe “ben operato”. Tuttavia è bene non dimenticare che  Maroni è stato  il mandante di migliaia di migranti affogati nel mare mediterraneo o nei campi libici, re-inventore delle leggi razziali più volte condannate dalla Corte Costituzionale e dagli organismi europei.

Un’opera d’arte, di pura saggezza popolare

La scritta sul prato di Pontida sbeffeggia i leghisti. “Ladroni a casa nostra” sostituisce  l’orgoglioso slogan lumbard. Ignoti hanno cancellato la lettera ‘P’ della frase ‘Padroni a casa nostra’, che da tempo campeggia su un muro che delimita il prato, sostituendola con la lettera ‘L’.

Una giornataccia

E’ stata una giornata veramente negativa quella di  giovedì scorso. Il NO all’arresto di Cosentino e il NO ai referendum per l’abrogazione del “porcellum”. Questo quanto hanno hanno deciso Camera e Consulta. La decisione dei giudici va accettata, ora mi auguro che i partiti – e per primo il PD – si facciano  promotori di una legge affinché non venga calpestata la volontà popolare (circa un milione e 200 mila di firme raccolte).

Dalle vicende quali  ulteriori considerazioni:

1)  l’ennesima scorrettezza dei deputati Radicali nei confronti del PD e dei propri simpatizzanti. Mi auguro che si prendano provvedimenti definitivi verso chi non rispetta le indicazioni date dal partito;

2) la frattura Bossi-Maroni  mi sembra insanabile e le forti  critiche e il malumore della  base leghista   sono il segnale di un declino già da tempo avviato del partito del  Sole delle Alpi;

3) gli attacchi e la polemica di Di Pietro con Napolitano sono inopportuni e fuori luogo.

4) E’ stato indecente lo  spettacolo  visto in Tv, mi riferisco alle scene di giubilo da parte dei parlamentari PDL e della  Lega  all’esito del risultato della  votazione che ha sancito il mancato arresto  di Cosentino. Cosa hanno festeggiato ? Sicuramente la vittoria della “mafia” e dell’illegalità.  Salvando dalla galera Nic Cosentino, nessuno adesso potrà più dire alla Lega che sono razzisti. Hanno dimostrato una volta per tutte che per loro non c’è differenza tra i delinquenti del nord e quelli del sud. I leghisti,  i fieri difensori sia degli evasori fiscali delle quote latte che di quello che viene indicato dai magistrati come il referente politico del più famigerato e pericoloso Clan malavitoso della penisola, con ramificazioni in tutto il mondo: i Casalesi di Casal di Principe  (e prossimamente in provincia di Pontida ?).

La Lega: il nulla che continua ad ingannare ancora molti italiani

Fa sorridere oggi la Lega in opposizione. Opposizione di che cosa ?
Un movimento politico  che con inganno parlava  di sicurezza, diffondendo la paura del diverso, contro gli immigrati ( anche da noi qualcuno ne ha e continua a copiarne i messaggi). Salvo poi votare in Parlamento a favore degli inquisiti in odore di mafia, che ha votato Ruby che era nipote di Mubarak, per salvare Berlusconi ecc. ecc.  Ci sarebbe da ridere, come ridere ci fanno le imitazioni di  Crozza, purtroppo anche questa è Italia e la cosa mi addolora molto.

Dalla LegaNord solo false promesse

ALTRO CHE PIÙ SICUREZZA!
Per salvare di nuovo il loro PADRONE, votano per il PROCESSO BREVE annullando in un solo colpo 15.000 processi per truffa, corruzione e omicidio colposo.
ALTRO CHE MENO TASSE!
Nel 2010 la pressione fiscale “reale” ha superato il 51,1%.
ALTRO CHE MENO STATO!
La spesa statale ha toccato nel 2009 il 43,5% del PIL (record storico).
ALTRO CHE PIÙ INCENTIVI AL LAVORO!
Per la Banca Mondiale, nel 2011 l’Italia è passata dal 53° all’80° posto per la facilità di fare impresa.
ALTRO CHE MENO BUROCRAZIA!
Il voto dato dalle Piccole Aziende alla Pubblica Amministrazione è passato da 4,7 (2007) a 4,0 nel 2010.
MA QUALI NUOVE INFRASTRUTTURE?
Le risorse pubbliche per nuove infrastrutture sono calate dai 18.907 miliardi stanziati nel 2008 ai 13.586 miliardi stanziati per il 2011 (meno 28,1%).
MILLANTANO PIÙ ESPULSIONI?
Il numero di stranieri effettivamente allontanati dal territorio nazionale è sceso da 26.779 nel 2007 a 18.361 nel 2009 (meno 31,4%).

Ecco le  proposte del PARTITO DEMOCRATICO

LAVORO
Un piano per donne e giovani. Riforma degli ammortizzatori sociali e contrasto alla precarietà.
SCUOLA
Investimenti certi per asili, scuole, università e ricerca.
LEGALITA’
Lotta all’evasione fiscale e rispetto delle regole. Sempre.
SVILUPPO
Con le AZIENDE che investono nei settori emergenti.
Meno burocrazia per chi FA IMPRESA .
FISCO
Meno tasse su chi lavora e produce.
ALIQUOTE PIU’ ALTE sulle grandi rendite finanziarie.