Osimo sempre più bella

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Osimo è sempre più bella.
Da ieri – con la riapertura al pubblico del loggiato comunale –  gli osimani possono ammirare, tramite delle strutture-lastre trasparenti,  i resti mediovali riaffiorati durante l’intervento di riqualificazione della pavimentazione.
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Serve aggiungere altre parole ?
Paola

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Per non dimenticare… 6 luglio 1944 Osimo è LIBERA

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Per non dimenticare…
Si è svolta presso l’atrio del Palazzo Comunale la celebrazione del 75′ Anniversario della Liberazione della città dalle truppe nazifasciste. Le truppe alleate polacche con i partigiani, entrando in città, posero fine ad un periodo di grandi sofferenze fisiche e morali per tutti gli osimani.
Il giorno 6 luglio 1944 dopo settimane di cannoneggiamenti Osimo era libera.
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Con in concerto della nostra Banda cittadina , l’Amministrazione comunale ha inteso tributare il doveroso omaggio alle vittime e a quanti contribuirono alla riconquista della  libertà e della  democrazia nella nostra città.

E’ stato per me un onore in questa importante occasione, delegata dal Sindaco, pronunciare una breve riflessione, a nome dell’Amministrazione Comunale.

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Intervento che ho concluso  riproponendo  la testimonianza di Teresio Olivelli, partigiano, ucciso a bastonate nel lager di Hersbruck, richiamata dal presidente Mattarella in un suo recente discorso,: «Lottiamo giorno per giorno perché sappiamo che la libertà non può essere elargita dagli altri. Non vi sono liberatori. Solo uomini che si liberano». 
Buon 75° anniversario di libertà a tutti noi.

Paola

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Cosa fare questa estate 2019 ad Osimo

Programma Osimo Estate 2019


Una Estate di divertimento per tutti. Musica, cinema, sagre e tanto altro.
Paola

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Osimo e Copertino uniti anche nel ballottaggio

Questa notte Osimo e Copertino hanno festeggiato la riconferma, al ballottaggio, dei propri primi cittadini entrambi espressione del centro sinistra: Sandrina Schito e Simone Pugnaloni.


Grazie Copertino, grazie Osimo e buon lavoro ai nostri due riconfermati sindaci.
Paola

Amministrative 2019, OSIMO: i risultati in diretta

Elezioni Comunali  di OSIMO

Sezioni scrutinate: 33 su 33 

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Candidato Sindaco Voti Allegati

GINNETTI Achille

liste collegate:
* OSIMO FUTURA
voti n° 0.741   3,92%
consiglieri eletti: 
…………………………………….
* PROGETTO OSIMO
voti n° 1.188   6,29%
consiglieri eletti:

…………………………………….
totale liste
voti n° 1.929    10,21%
2.262  11.29%

Programma

Curr.Vitae


Candidato Sindaco Voti Allegati

ALESSANDRINI PASSARINI
ALBERTO MARIA

liste collegate:
LEGA SALVINI OSIMO
voti n° 1.896   10,04%
consiglieri eletti:

…………………………………….
1.971 9.84%

Programma

Curr.Vitae


Candidato Sindaco Voti Allegati

LATINI Dino

liste collegate:
OSIMO CIVICA 
voti n° 0.523   2,77%
consiglieri eletti:
…………………………………….
UNITI PER LATINI
voti n°
1.276   6,76%
consiglieri eletti:
…………………………………….
NOI AZZURRI LATINI
voti n° 1.930   4,92%
consiglieri eletti:
…………………………………….
PATTO SOCIALE
voti n°1.635   8,66%

consiglieri eletti:
…………………………………….

 

SU LA TESTA
voti n°1.577   8,35%

consiglieri eletti:
…………………………………….

 

GREEN
voti n° 1.651   3,45%

consiglieri eletti:
…………………………………….
totale liste
voti n° 6.592    34,90%

 

7.000 34.95%

Programma

Curr.Vitae

 

 


Candidato Sindaco Voti Allegati

MONTICCELLI David

liste collegate:
MOV. 5 STELLE

voti n° 2.068   10,95%
consiglieri eletti:

…………………………………….
2.158 10.78%

Programma

Curr.Vitae


Candidato Sindaco Voti Allegati

PUGNALONI Simone

liste collegate:
ENERGIA  NUOVA
voti n° 1.158   06,13%
consiglieri eletti:

…………………………………….
PARTITO DEMOCRATICO
voti n° 2.919   15,45%
consiglieri eletti:

…………………………………….
OSIMO ECOLOGIA E FUTURO
voti n° 2.560   12,96%
consiglieri eletti:

…………………………………….
POPOLARI UNITI PER OSIMO
voti n° 2.565   12,99%
consiglieri eletti:

…………………………………….
OSIAMO
voti n° 2.355   11,88%
consiglieri eletti:

…………………………………….
totale liste
voti n° 5.557    29,42%
5.755 28.74%

Programma

Curr.Vitae


Candidato Sindaco Voti Allegati

MARIANI Maria Grazia

lista collegata:
DIFENDI OSIMO
voti n° 2.485   12,57%
consiglieri eletti:

…………………………………….
513  2.56%

Programma

Curr.Vitae


Candidato Sindaco Voti Allegati

PASQUINELLI Fabio

lista collegata:
TERRITORIO E COMUNITA’
voti n° 2.361   11,91%
consiglieri eletti:

…………………………………….
368 1.84%

Programma

Curr.Vitae

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Totale Elettori: 30.817
Totali Votanti: 20.585 (66,80%)
Schede nulle: 393
Schede bianche: 147
Schede contestate: 18

Dati ufficiosi al: 28/05/2019 08:51

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Il mercato delle erbe di Osimo diventa un luogo d’arte, firmato Hiroyasu Tsuri in arte TWOONE

Ad Osimo il mercato delle erbe diventa un’opera d’arte grazie all’artista giapponese Twoone, al secolo Hirayasu Tsuri. Tunz market 2019.
La struttura del mercato pubblico nel cuore della città, cambia pelle grazie a questo nuovo intervento artistico promosso dall’Assessorato alla cultura.

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Nato a Yokohama, in Giappone, Hiroyasu Tsuri aka Twoone vive a Berlino ed è autore di  decine di mostre in Australia, Europa, America e Giappone.
Non male per la nostra città che si arricchisce di  un’opera artistica che attraverso il linguaggio della street art regala  ad uno dei nostri luoghi più quotidiani un respiro di “mondialità”.


Paola

#Osimani: Mario Strappato un osimano che si è fatto valere in Australia.

Una  delle pagine più intense del travaglio sociale della Storia del  nostro Paese  è rappresentata dal fenomeno dell’emigrazione. Ieri erano i nostri padri ad abbandonare  le loro case, i loro affetti per trasferirsi lontano in mondi nuovi, alla ricerca di una risposta, di una speranza,  alle loro precarie situazioni economiche. Oggi la storia si ripete. Tanti giovani italiani espatriano in cerca di lavoro: un fenomeno preoccupante che tocca tutte le classi sociali, e i gradi di istruzione, dai diplomati ai ricercatori universitari.

 Vivere lontano dalla propria casa non è una questione di poco conto: non vi è il conforto e la vicinanza dei propri cari e niente è familiare. Significa però anche e soprattutto sperare in una vita migliore.
Anche la nostra città ha conosciuto e conosce storie di emigrazione. Questa è la storia di  Mario Strappato, un osimano che ha fatto dell’emigrazione la sua scelta di vita: prima  in Svizzera e poi in Australia.
Lì con impegno ha raggiunto l’agognata meta di un po’ di benessere per sé, per la sua famiglia e per sua figlia

Mario Strappato è nato in Osimo il 29 marzo 1939, figlio di genitori contadini  ( Gino ed Elisa Capogrossi),   è stato partecipe dei grandi sacrifici che la famiglia stessa ha sofferto nel lavoro ingrato della campagna in mezzadria.  Fin da piccolino,  mentre ancora frequentava le scuole elementari a Santa Lucia e poi  l'”Avviamento” nei locali sopra il loggiato del Comune, aiutava i suoi genitori nel lavoro della terra.

La sua è la generazione che ha conosciuto la fame, i sacrifici, le preoccupazioni ma che ha tirato sempre avanti  con testardaggine e onestà e con tanti sogni e speranze  di cambiamento ma anche con molta  responsabilità verso loro stessi e verso le loro famiglie.

E’ in questo ambiente di campagna, affascinato dall’arrivo dei  primi trattori che Mario si innamora della meccanica. A 14 anni,  lascia la scuola ed inizia subito a lavorare: apprendista meccanico tornitore. E’ nelle ditte osimane di Maracci, Luna Quinto, Borsini che impara i segreti delle macchine utensili  e della meccanica.

A 21 anni Mario decide che era giunto il momento di mettere a frutto il bagaglio di conoscenze ed abilità tecniche acquisite con il tornio e la fresa. Con coraggio e determinazione – letta un inserzione di offerta di lavoro della ditta HispanoSuiza Switserland – decide di emigrare in Svizzera.

A Ginevra Mario lavorerà quattro anni. Saranno  anni molto ricchi dal punto di vista professionale, prima  alla Hispano Suiza dove si fabbricavano motori  per aeroplani, poi alle dipendenze della ditta Edalco che produceva componentistiche meccaniche.

Mario in questo periodo ebbe modo di farsi notare per la sue particolari abilità di  attrezzista e di preparatore degli stampi  che modellavano, poi,  i prodotti finiti.

Le sue mani magiche, – accompagnate da un innato spirito di osservazione e da un carattere teso alla  ricerca di perfezione-,  con il supporto di strumenti e utensili comuni, riuscivano a costruire di tutto e a  risolvere ogni problematica tecnica che gli ingegneri gli sottoponevano.

Anni difficili perchè gli italiani non erano ben visti, anni duri  a causa del rigore del clima svizzero, ma anche importanti anni di formazione per il ricco  bagaglio di conoscenze tecniche acquisite. Anni di sacrifici ripagati dalle ottime paghe ( almeno quattro volte superiori rispetto all’Italia) che permettevano sostanziose rimesse. Mario riusciva ogni mese ad inviare ai suoi anziani genitori cospicue somme di franchi, finalizzate alla realizzazione di un’altra sfida e sogno ( poi realizzati ): la costruzione di una casa di proprietà e l’acquisto di un piccolo appezzamento di terreno.

Tornato in Osimo nell’estate del 1964 per stare vicino i genitori e per dare inizio  ai  lavori di costruzione della nuova progettata casa, con il bagaglio di esperienza acquisita trova subito occupazione a Castelfidardo nella ditta Serenelli e poi in Farfisa. Il progetto casa in via Rossini prendeva sempre più forma ma c’era da pensare anche all’arredamento della casa e gli stipendi italiani stavano stretti a Mario, abituato alle più sostanziose mensilità in franchi svizzeri. Se si aggiunge a tutto questo che Mario è sempre stato uno spirito libero, una persona semplice, solare e responsabile, non meraviglia che nel marzo del 1966 decide di licenziarsi dalla Farfisa, rifare la valigia di cartone, e partire per farsi apprezzare in qualche altra parte del Mondo.
Presenta due domande di emigrazione: una all’ufficio migrazione del Brasile e l’altra all’Australian Migration Agreement,  lasciando  al destino  la decisione  su quale strada si sarebbe diretta  la sua vita.
L’emergente industria australiana, disperatamente alla ricerca di personale altamente qualificato, non lasciò passare neppure un mese, e già Mario pervenne il visto e il biglietto pagato di viaggio in nave, seconda classe, sola andata: Genova – Melbourne.

Un viaggio che gli ha fatto attraversare il mondo, viaggio che ancora Mario ricorda con emozione. Tre settimane sulla nave, prima sosta a Napoli dove altri lavoratori italiani si sono imbarcati, Alessandria, Port Said, sosta al Canale Di Suez, Mar Rosso, Aden ( Yemen), l’Oceano, e poi l’approdo nel nuovo continente australe a Perth e poi Melbourne: era il 2 maggio 1966, Mario Strappato aveva 27 anni ed aveva messo piede letteralmente dall’altra parte del mondo.

L’Australia offriva un’abbondanza di opportunità, e anche questa è stata la leva che ha attirato Mario,  e come lui tanti nostri connazionali, in cerca di una vita migliore. E’ di quegli anni ad esempio il film con Alberto Sordi e Claudia Cardinale: “Bello, onesto, emigrato in Australia sposerebbe compaesana illibata”. Un vero e proprio spaccato di vita dell’emigrato italiano solo in una terra lontana. Mario mi racconta che nella terra dei canguri, di italiani ce n’erano tanti. Numerosi anche i Club e le Associazioni che nei giorni non lavorativi organizzavano incontri con lo scopo di mantenere i legami tra loro e conservare le tradizioni.

Mario nella sua lunga permanenza in Australia ha avuto modo anche di visitarla e conoscerla scoprendo che non c’era regione o grandi e medie città da Melbourne, Sydney, Adelaide e Perth dove non si trovava una presenza italiana, così come scoprì che non esisteva regione o provincia dell’Italia che non fosse rappresentata. Veneti, calabresi, siciliani, campani e tutti emigrati, come si dice oggi con una accezione negativa, per motivi economici. Una cosa accomunava gli italiani ( naturalmente c’erano anche delle minoritarie eccezioni) erano capaci di guadagnarsi il rispetto degli autoctoni grazie alla loro bravura e questo valeva sia per quanti erano occupati nelle disperse fattorie agricole ( si diceva che un italiano era capace di coltivare anche le terre ritenute improduttive), sia per quanti si dedicarono al piccolo commercio, sia per quanti, come lui, facevano valere le proprie competenze tecniche.

Anche per  Mario, prima la  Svizzera e poi l’Australia, sono state terre di speranza rilevatisi luoghi in cui conquistare rispetto e dignità.

 Nelle fabbriche australiane dove ha lavorato, Mario si è costruito nel tempo  una solida reputazione,  considerato  un infaticabile lavoratore ( qualità comune alla maggior parte degli italiani), ricorda ancora  le tante ore straordinarie fatte e i sabati passati in officina. Ma, in particolare,  Mario si guadagnò sul campo,  la fama di eccellente costruttore di stampi, così lo chiamavano “Mr. Mario il mago italiano della costruzione di stampi meccanici” per componenti plastici.
Erano gli anni ’70,  tempi in cui ancora non era arrivata la tecnologia dei software, della stampa 3D e degli applicativi che permettono  oggi l’ingegnerizzazione del particolare, la progettazione dello stampo e la programmazione delle macchine utensili. Allora lo stampo, elemento essenziale per la produzione in linea, era  il frutto di un attento e scrupoloso lavoro di studio ed analisi dei  prodotti per pensare ed elaborare come costantemente migliorarli. La realizzazione di uno  stampo  era il risultato delle osservazioni di ingegneri,  gli schizzi a matita su ritagli di carta riutilizzata più volte appesi nell’officina a cui poi il bravo “attrezzista”doveva con le sue sapienti mani dare corpo. Questa è stata la passione di Mario, quella di un bravo stampista: compiere e trasformare i metalli col lavoro di precisione delle sue mani,  in stampi, pezzi meccanici.

Così è stato per il lavoro svolto alla General Motors Holden’s Pty di Melbourne dove i stampi messi a punto da Mario producevano componenti plastici come paraurti fanaleria per l’industria delle automobili, alla Popolare Metal Stamping di Marrickville specializzata nella predisposizione di stampi per l’industria plastica australiana, alla prestigiosa fabbrica aeronautica “Commonwealth Aircraft Corporation” ( in questa prestigiosa fabbrica Mario, viene riconosciuto capo della produzione della parte meccanica degli aerei e dei bus), alla Production Tooling Pty di Sydney nota ditta di designers, alla Nally Limited di St. Peters affermata compagnia multinazionale specializzata nell’arredamento dove Mario ha lavorato ininterrottamente dal giugno 1975 all’agosto del 1979.

 

L’Australia per Mario Strappato ha rappresentato una seconda Patria, ben voluto da tutti si è impegnato per integrarsi e rispettare il più possibile quelle che erano le tradizioni e i costumi  che questa terra, in termini economici, gli offriva. Mario mi ha raccontato, che alla sera al termine di estenuanti orari di lavoro a cui si aggiungevano spesso ore di straordinari, benchè esausto,  non ha mai saltato una lezione di inglese, ben conscio di quanto era importante parlare e farsi capire. Dopo settimane di solo “good morning” e ” how are you”, Mario riesce,  in breve tempo,  a colloquiare in un inglese fluido e con appropriatezza di linguaggio tecnico,  con i suoi ingegneri.

Mario in Australia non ha fatto propri solo gli usi e i costumi di quella terra, ma spesso, ha importato anche i prodotti tipici del nostro territorio, divenendo, così un “ambasciatore” dei prodotti made in Italy, in Australia. Durante le feste natalizie o quando invitava qualche collega a cena nella sua cucina c’erano sempre i buoni prodotti della cucina marchigiana: olio, insaccati, paste, dolci. E con soddisfazione ci teneva a raccontare che quelle bontà erano l’Italia, erano i sapori delle sue/nostre terre. Un anno acquistò da un Concessionario della nostra zona una “Lancia Beta” rossa e se la fece spedire in Australia. Girava per le strade di Sydney orgoglioso di questo bel prodotto della meccanica made in Italy e gli  australiani grazie al nostro concittadino videro per la prima volta  un’Alfa Romeo “Lancia Beta” nella terra dei canguri.

Nel 1980 Mario al compimento di  41 anni, ricco delle tante esperienze professionali fatte, decide di metter fine alla sua esperienza di migrante in terra Australiana, era il momento di tornare ad Osimo dove l’aspettava una bella casetta, un piccolo appezzamento di terreno dove passare il tempo libero, ed era tempo anche di pensare di metter su famiglia con la fidanzata, la  sig.ra Yohanna conosciuta in Indonesia.

Ritornato in Osimo, Mario che non conosce il senso della parola ozio, ed è uomo di sfide,  decide – anche  confidando sulla esperienza accumulata –  di fare un grande passo:  diventare imprenditore. Con un amico collega costituisce la “Meccanica di Precisione snc” con sede nei locali sottostanti la propria abitazione. Con il solito entusiasmo acquista diversi macchinari ( affilatrice, torni, presse, fresatrici, ….) con un notevole impegno finanziario. All’inizio le cose andarono bene e all’interno della sua officina è cresciuta una generazione di stampisti, che hanno poi sviluppato, negli anni successivi, importanti e riconosciute aziende nel territorio. Poi però a causa del sopraggiungere della crisi del settore, della crescente diffusione delle nuove tecnologie informatiche, la necessità di continui e consistenti  investimenti per l’acquisto di macchinari sempre più sofisticati per rispondere alle esigenze della clientela, la constatazione che un piccolo artigiano non poteva più da solo stare nel mercato,  hanno determinato la chiusura di questa esperienza imprenditoriale nel maggio del 2009.

Mario che ha iniziato a lavorare a 14 anni e che ha portato in giro per il mondo la passione, l’eccellenza e il senso di appartenenza al lavoro del nostro Paese, porta ancora oggi a distanza di dieci anni dalla chiusura della iniziativa imprenditoriale, le ferite causate da una nemica con la quale si è dovuto  scontrare.  Una nemica di cui non conosceva l’esistenza, ( non c’éra in Svizzera nè, tantomeno, ne aveva sentito parlare in Australia) nemica che  ha contribuito pesantemente  alla chiusura  dell’ iniziativa imprenditoriale, lasciando dolore e un senso di irriconoscenza verso il nostro Paese: la zavorra della burocrazia italiana !

Oggi Mario si gode la meritata pensione da artigiano, forse però gli rimane il rimpianto di non  essere rimasto in Australia, rammaricato per la eccessiva burocrazia di cui è vittima il nostro Paese che penalizza, di fatto,  anche i più volenterosi e capaci di provare a fare impresa per creare benessere.


Questa che ho raccontato è la storia del nostro concittadino Mario Strappato, ma con lui voglio ricordare e lanciare un saluto ai tanti altri osimani, uomini e donne – ed è storia anche del presente – che hanno dovuto lasciare la terra che li ha visti nascere, per cercare una vita migliore,  per iniziare una nuova vita in un paese straniero, nel quale essi saranno, con grande probabilità, sempre considerati diversi. Persone costrette a diventare nuove persone, ad adattarsi, a cambiare, a mettersi in gioco. Il distacco da un luogo caro è un’esperienza che stravolge un’intera esistenza. Molti, anche giovani, conoscono questo dolore…, ma c’è anche l’orgoglio di essersi ricostruiti altrove una nuova storia, comunque serena ed appagante. Si dice che il passato sia linfa per il futuro,  che la storia di Mario, dei tanti che hanno lasciato il nostro Paese e dei giovani che ancora oggi cercano altrove le opportunità di vita migliore, ci ricordino chi siamo stati e facciano risvegliare, in chi se l’è dimenticato, lo spirito di solidarietà e fraternità, che ogni essere umano eleva.

La Presidente del Consiglio Comunale
………..prof.ssa Paola Andreoni

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