Il 26 maggio sarà l’election day: doppio voto per Osimo

Per l’ufficialità occorrerà attendere il decreto del Presidente della Repubblica, ma ormai è deciso che domenica 26 maggio sarà in Italia il giorno dell’election day. L’annuncio è pubblicato sul sito internet della Presidenza del Consiglio dei Ministri dove si legge che il governo ” ha individuato nel prossimo 26 maggio la data per lo svolgimento delle elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia”, nonché le elezioni suppletive in due collegi uninominali del Trentino Alto Adige per l’elezione di altrettanti deputati e “le consultazioni per l’elezione diretta dei sindaci e dei consigli comunali, con successivo eventuale turno di ballottaggio il 9 giugno”.
Nella provincia di Ancona sono interessati alle elezioni amministrative gli elettori di 38 comuni: Agugliano (ab. 4.870), Arcevia (ab. 4.914), Barbara (ab. 1.408), Belvedere Ostrense (ab. 2.288), Camerata Picena (ab. 2.419), Castelbellino (ab. 4.763), Castelleone di Suasa (ab. 1.702), Castelplanio (ab. 3.482), Filottrano (ab. 9.622), Genga (ab. 1.875), Maiolati Spontini (ab. 6.175), Mergo (ab. 1.083), Monsano (ab. 3.353), Montecarotto (ab. 2.080), Montemarciano (ab. 10.110), Monte Roberto (ab. 3.026), Monte San Vito (ab. 6.706), Numana (ab. 3.716), Osimo (ab. 33.991), Ostra (ab. 6.743), Poggio San Marcello (ab. 731), Polverigi (ab. 4.327), San Marcello (ab. 2.069), San Paolo di Jesi (ab. 902), Sassoferrato (ab. 7.532), Serra de’ Conti (ab. 3.722), Serra San Quirico (ab. 2.967), Sirolo (ab. 3.856), Staffolo (ab. 2.290), Trecastelli (ab.7.577).
Il nostro comune di Osimo, con oltre quindicimila abitanti, è il solo comune della Provincia dove per l’elezione del sindaco è possibile far ricorso al turno di ballottaggio.
Le candidature per la carica di sindaco e di consigliere comunale dovranno essere presentate tra le ore 08,00 del 26 aprile e le ore 12,00 del giorno successivo.


Buona Campagna elettorale a tutti e che prevalga sempre, in primo luogo, rispetto e verità.
Paola

6 aprile, L’AQUILA. …e sono 9 anni

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Da quella notte del  6 aprile del 2009,   L’Aquila non è stata più la stessa e la sua storia e quella dell’Abruzzo sono cambiate per sempre. Non sarà facile convivere con il ricordo  delle 309 persone morte e della tanta sofferenza patita.
La città pian piano ( forse a causa della troppa lentezza causata dalla burocrazia) sta  rinascendo anche se leggo, sono ancora tante le situazioni e le sistemazioni “provvisorie”.

Come Presidente del Consiglio Comunale della nostra città rinnovo, in questo anniversario, i sentimenti di commozione e di vicinanza agli aquilani  per i quali il terremoto non è affatto passato, ne rappresenta una storia chiusa.
Sicura di interpretare il sentimento di tutta Osimo,  auguro agli aquilani una spedita rinascita e  l’immagine delle 100 gru che si ergono dal centro storico sia testimonianza di speranza della rigenerazione della Vostra bellissima ed indomita città.
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La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
********* Paola Andreoni

LA VERA RICCHEZZA

LA VERA RICCHEZZA

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Possiamo acquisire potere con il sapere, ma la vera ricchezza la otteniamo con la sensibilità ai problemi altrui.

Rabindranath Tagore

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[ foto di Giordano Massini “Tetti di Osimo” ]

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Anagrafe Nazionale Antifascita

Mi sono iscritta all’ Anagrafe Antifascista, nel sito del Comune di Stazzema, così come hanno fatto tante italiane e italiani. Dopo l’ondata di odio e neofascismo che si sente nell’aria in questo periodo, credo sia importante questo gesto, scegliere la cosa giusta: democrazia, libertà, solidarietà e fraternità.
Paola Andreoni

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza

 


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Iscriversi significa condividere, affermare, rivendicare i principi raccolti nella presente Carta, che sono alla base della nostra Democrazia, della Costituzione Italiana, della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, del Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema .

Iscriversi significa “essere per”: un mondo senza guerre, terrore e forme di oppressione; un futuro migliore, di progresso sostenibile, bellezza e civiltà; la fiducia nell’uomo e nelle sue potenzialità, nella ragione, nella cultura.

Per questo l’anagrafe è antifascista, perché il Fascismo è sinonimo di totalitarismo e autoritarismo; non solo un periodo storico quanto anche l’espressione di una visione del mondo e dell’uomo orientata al passato, arcaica, fatta di istinti, violenza, discriminazione, oppressione, razzismo. Essere antifascisti è una battaglia di civiltà: è l’affermazione di un universo di idee e di valori opposti ai totalitarismi.

Aderendo al Comune Virtuale Antifascista e sottoscrivendo la Carta di Stazzema:

AFFERMIAMO che esistano diritti inalienabili che ogni essere umano possiede, senza distinzione per ragioni di pensiero, razza, colore, sesso, lingua, religione, opinione politica, origine nazionale o sociale.
AFFERMIAMO il valore della persona e delle sue libertà, di pensiero, coscienza e religione; il diritto di tutti: a poter esprimere liberamente le proprie opinioni, senza discriminazioni, minacce o persecuzioni, ad autodeterminarsi come individuo, ad avere un lavoro e condurre un’esistenza dignitosa; il diritto
ad una sfera privata inviolabile nell’ambito della proprietà, della persona, della vita, della famiglia;
AFFERMIAMO il valore dell’istruzione e la possibilità di ognuno di accedere ad un’informazione libera, imparziale e accessibile a tutti, come strumento di pieno sviluppo della persona e di crescita collettiva;
AFFERMIAMO il valore della giustizia e di un giusto processo; la tutela delle minoranze; l’uguaglianza di tutti di fronte alla legge; il rifiuto di ogni schiavitù, tortura, punizione crudele o inumana;
AFFERMIAMO l’importanza delle pratiche democratiche, nella convinzione che la sovranità appartenga al popolo e che ognuno abbia diritto di partecipare al governo del proprio paese;
AFFERMIAMO il rispetto dell’altro, delle sue opinioni e convinzioni; il valore del dialogo, del confronto, come modalità di risoluzione dei conflitti fra individui come delle controversie internazionali;

AFFERMIAMO che il Futuro non è il Fascismo.
La civiltà, il progresso, il futuro, appartengono alla dimensione democratica.

Aderire all’Anagrafe è un impegno a sentirsi parte di una comunità, che agisce per affermare e rivendicare con orgoglio e coraggio i principi della Carta, per restituire loro forza, dignità, fascino, per riportarli al centro del dibattito pubblico, della vita quotidiana, della contemporaneità.

Sant’Anna di Stazzema, dicembre 2017

Macerata non è una città razzista

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Macerata non è una città razzista, e non merita come è stata presentata in tv e nella stampa odierna.
Per colpa di due criminali, una intera comunità è stata marchiata. Quanto è successo in questi giorni nella vicina Macerata ci ha lasciati tutti interdetti.

Il raccapricciante e macabro delitto  della povera Pamela Mastropietro, il raid del fanatico andato in giro in macchina ( come dallo stesso dichiarato) a sparare su passanti, sconosciuti e innocenti.
Storie incredibili di violenza e di disagio che hanno per protagonisti dei giovanissimi, come giovani sono le sei persone bersaglio di pallottole semplicemente perchè di pelle nera.

La politica deve impegnarsi a far garantire il rispetto della certezza e fermezza della legge (senza che a nessuno venga mai  in mente di farsi giustizia da soli), e deve  impegnarsi ad aiutare i giovani soprattutto a quanti vivono in situazioni di marginalità e disagio.
Di fronte a questa reazione fascista-razzista la Politica è chiamata ad una prova di maggiore consapevolezza, e moderazione nel dibattito politico. Tutti insieme, i partiti, devono condannare quanto accaduto e ogni forma di fascismo di ritorno ed impegnarsi a fermare e bandire ogni forma e parola di razzismo.
Credo non ci siano altre vie contro l’imbarbarimento della nostra società.

Tutta la mia vicinanza ai familiari di Pamela.
Solidarietà e auguri di pronta guarigione a Jennifer, Mahamadou, Wilson, Festus, Gideon e  Omar.
Solidarietà e vicinanza alla comunità maceratese.
Paola Andreoni


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Per non dimenticare MAI: 27 gennaio 1945

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Il 27 gennaio 1945, nel freddo inverno polacco si aprivano alla libertà i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz. Ricordando quell’avvenimento storico, nella giornata ufficialmente istituita per commemorare le vittime dell’Olocausto, rivolgiamo il nostro pensiero innanzitutto ai bambini, alle donne e agli uomini che da quella prigione non fecero ritorno a casa. Il nostro abbraccio stringe coloro che di quell’ orrore sono stati superstiti e testimoni, trovando la forza di affrontare la vita nonostante il dolore, nonostante le ferite mai rimarginate, nonostante quel numero impresso sulla pelle che tentava di negare l’umanità, la dignità e l’individualità della persona.
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A U G U R I Osimo: Buon Inizio 2018 a tutte le Osimane, agli Osimani ed ai cari lettori di questo Blog

Care Osimane, cari Osimani e cari lettori di questo Blog,

un altro anno è quasi giunto al termine,  ripercorro  i momenti belli e quelli più difficili che lo hanno caratterizzato e ce ne sono stati tanti, purtroppo. Con un briciolo di malinconia e tanta speranza, attendiamo il 2018, che scriverà una nuova pagina del libro della nostra vita.
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Con questo “quadretto” di Elmo Cappannari (giorno di festa del 1983),  A U G U R O  Buon inizio 2018,  a tutti Voi  beneaugurandoVi ogni positività e la forza di affrontare le stagioni che verranno.
Siate felici, godetevi ogni istante così come viene. Ricordatevi che il destino, gli eventi, dipendono da piccole, a volte piccolissime, scelte a cui diamo poca importanza. Fate della noia un motivo per conoscervi meglio. Siate curiosi, affamati di conoscenza, di storie diverse dalla vostra. Amate, sorridete, siate prossimo agli altri… insomma vivete quest’unica vita che abbiamo: ogni giorno, ogni nuovo anno, ogni momento della vostra/nostra vita.

Paola 2018❤️

Concerto di Capodanno ad Osimo

Lunedì 1 gennaio 2018, alle ore 11.15, presso il Teatro
“La Nuova Fenice” di Osimo

CONCERTO DI CAPODANNO
con l’orchestra fiati di Ancona
e la partecipazione straordinaria di

Daniele di Bonaventura
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Daniele Di Bonaventura, nato a Fermo nelle Marche,  è pianista, compositore, arrangiatore e bandoneonista. Le sue collaborazioni spaziano dalla musica classica a quella contemporanea, dal jazz al tango, dalla musica etnica alla world music, con incursioni nel mondo del teatro, del cinema e della danza. Ha tenuto concerti per importanti istituzioni musicali e per i principali festival italiani e nel resto del mondo: Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Ravenna Jazz, Biennale Arte a Venezia, Royal Festival Hall a Londra, Berlin Jazz Festival e altri. Nel 2003 per l’Orchestra Filarmonica Marchigiana ha composto, eseguito e registrato la Suite per bandoneón e orchestra, su commissione della stessa Orchestra. Ha inciso più di 30 dischi, suonato, registrato e collaborato con numerosissimi artisti di livello internazionale, basti qui ricordare David Liebman, Toots Thielemans, Omar Sosa, Frank Marocco, Peppe Servillo, Sergio Cammariere, Enrico Rava e Paolo Fresu. Con quest’ultimo ha pubblicato il CD Vinodentro per la Tǔk Music e In Maggiore in duo per la celebre etichetta ECM.

Biglietto Unico 12 €
Ridotto 8 € (bambini sotto ai 12 anni)
Vendita e prevendita dei biglietti presso la biglietteria del Teatro la Nuova Fenice:
• Venerdì 29 Dicembre dalle 17.00 alle 20.00
• Sabato 30 Dicembre dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 20.00
• Lunedì 1 Gennaio dalle 10.00 fino a inizio spettacolo

Sarà offerta la colazione
per info: Teatro La Nuova Fenice 071.7231797
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Una bella occasione per  condividere l’ascolto di bella ed emozionante musica e AUGURARE  Buon Anno ad Osimo ed agli Osimani  ❤️
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La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
************Paola Andreoni
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16 anni e tanto coraggio da vendere: vicinanza e abbraccio a AHED Tamini

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Ahed Tamimi ha sedici anni, è  palestinese ed è stata arrestata pochi giorni fa per aver preso a calci due soldati israeliani, dopo che – il giorno prima – il cugino minore di lei era stato colpito alla testa con un proiettile di gomma e l’esercito aveva lanciato lacrimogeni dentro la casa di famiglia.
Ahed Tamini è, ad oggi, ancora detenuta in un carcere israeliano. Motivazione della detenzione ? Ahed Tamimi rappresenterebbe un pericolo per i soldati. In effetti, usa il suo corpo per contrapporsi a loro per aiutare e proteggere i suoi fratellini.
Questa ragazza giovane e coraggiosa, simbolo della resistenza del suo popolo, sia un esempio per tutti noi e per tante nostre ragazze e ragazzi.

Ahed Tamini, considerata da un tribunale israeliano una minaccia a soli 16 anni, per aver difeso e protetto con il suo corpo i suoi fratelli minori, rinchiusa in un carcere e spogliata dell’entusiasmo di un’adolescente e della speranza di giustizia contro un’oppressione intollerante,  ha bisogno della vicinanza e dell’attenzione di tutti noi. Questa storia è la dimostrazione di quanto sia sbagliata questa occupazione che genera solo dolore e assomma altra ingiustizia. Non lasciamola sola: #conAhedTamini.

https://secure.avaaz.org/campaign/en/free_ahed/

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Paola Andreoni

Il 27 dicembre 1947 ( 70 anni fa), veniva promulgata la COSTITUZIONE della Repubblica Italiana

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La Costituzione della Repubblica Italiana compie oggi 70 anni. Era il 27 dicembre 1947 il giorno in cui fu promulgata da Enrico De Nicola, sino ad allora, e dal 1 luglio 1946, Capo provvisorio dello Stato – eletto dalla Costituente – e Presidente della Repubblica dal 1 gennaio 1948, giorno dell’entrata in vigore della Carta. A controfirmare furono il presidente dell’Assemblea Costituente stessa, Umberto Terracini (PCI), quello del Consiglio, Alcide De Gasperi (DC), e il Guardasigilli, Giuseppe Grassi (PLI).

“La Costituzione nasce dal lavoro paziente di donne e uomini liberi che avevano combattuto il fascismo e che, divisi su molto, in comune avevano a cuore il bene per il nostro paese, la democrazia e la giustizia sociale.”
Paola

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La Costituzione italiana
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Fake news: una sconfitta per la democrazia.

La storia delle fake news è una storia vecchia e purtroppo molto usata in politica. Le cosidette “notizie bufale” le ho subite anch’io in prima persona, quando, candidata a Sindaco,  il mio competitore anzichè argomentare le proprie idee faceva girare notizie e manifesti calunniosi,  annunciando agli osimani che la mia vittoria avrebbe comportato una invasione degli immigrati con il conseguente aumento di insicurezza e degrado, la realizzazione di Moschee in ogni quartiere e campi nomadi sparsi per Osimo, l’aumento delle tasse, il pagamento del servizio del Tiramisù, ed altre nefandezze che non voglio raccontarvi.
Bugie messe in giro ad hoc, a cui molti elettori si sono lasciati influenzare visto che l’operazione ha funzionato.

Queste cose fanno arrabbiare e alle bugie, alle calunnie, alle cose inesatte o false create appositamente al solo scopo di danneggiare, non è facile difendersi.
Comunque sono operazioni che non mi appartengono. Non mi troverete mai a confezionare notizie bufale, ho sempre svolto e continuo anche oggi a farlo, la mia attività politica all’insegna del rispetto e della verità, tramite la conoscenza dei concetti e delle parole e la “fatica” della spiegazione delle proprie idee e programmi, il confronto e la discussione con chi la pensa diversamente.

Ritornando alle fake news ben vengano “filtri” e regole più severe che garantiscono la correttezza delle informazioni, tuttavia credo che serva e servirà sempre di più, se ci teniamo ai valori della democrazia: l’educazione, il rispetto delle regole, il rispetto delle persone e delle idee.
Questo vale, anche e soprattutto, per la tivù, i giornali e i siti di informazione varia.

Paola

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Questo è uno dei manifesti affissi per Osimo, durante la campagna elettorale 2009 dalle Liste Simoncini&Latini. Un esempio di fake news ( “notizia Bufala”) di cui oggi molto si parla.

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Insieme ai lavoratori Ikea: più diritti meno precarietà.

Solidarietà e vicinanza ai lavoratori Ikea che a livello nazionale hanno lanciato la vertenza, denominata Cambia Ikea, con una raccolta di firme rivolta ai clienti del colosso svedese dei mobili. Il problema è principalmente l’utilizzo sproporzionato del tempo parziale di lavoro, che oscilla tra 24 e 30 ore settimanali e che riguarda il 70% della forza lavoro. Una forma di lavoro che coinvolge sopratutto tanti giovani, ragazze e ragazzi anche con più di 10 anni di anzianità per un salario che non permette loro la sicurezza della costruzione di un progetto di vita che anzi va ad alimentare la tanta precarietà già presente nel nostro Paese.
Paola
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Questo il testo della petizione  raccolta firma, inviata al Ministero del lavoro.

Il design innovativo, i prezzi abbordabili, il sistema di vendita, l’immagine aziendale, ma la vera base del successo di Ikea sono i suoi dipendenti, siamo noi.
Siamo noi che vi consigliamo, anche se qualche volta vorremmo farlo meglio ma da questa mattina ci hanno cambiato reparto, senza che servisse davvero.
Siamo noi che sistemiamo gli scaffali e gestiamo le casse con turni di lavoro pesanti e sempre diversi (e la nostra vita fuori di qui, perché anche noi ce l’abbiamo, un po’ ne risente).
Siamo noi ad accogliervi con un sorriso, anche se le ore del contratto sono poche, non ce le vogliono aumentare e siamo senza un contratto nazionale dal 2015 (e qualche soldo in più fa davvero comodo a tutti).
Siamo noi che lavoriamo, come altri troppi colleghi della grande distribuzione, anche quando tutti fanno festa ed anche i nostri bimbi vorrebbero giocare nel lettone, ovviamente Ikea.
Siamo noi che qualche idea ce l’abbiamo pure su come si potrebbe lavorare meglio e servirvi meglio e vendere di più, tranne che la dirigenza italiana del grande e affermato gruppo svedese sa già tutto e va avanti per la sua strada.
Siamo noi che con il nostro sindacato siamo stanchi di incontri vuoti e inconcludenti, altro che “partecipazione e protagonismo, armonia e benessere” come sta scritto nei cataloghi.
Siamo noi che non solo vogliamo essere orgogliosi di “essere Ikea“, ma che pretendiamo qualcosa: rispetto, considerazione, diritti, coinvolgimento nelle scelte e nella progettazione di un futuro migliore. Per noi, per voi, anche per Ikea.
Se ci capite, se “effettivamente non hanno tutti i torti”, se il nostro approccio e le richieste vi convincono: ditecelo, sosteneteci, fate girare la voce.
Metteteci un po’ la faccia anche voi e cominciate mettendoci una firma, qui sotto. Grazie.
Noi lo faremo sapere in giro, il consenso che raccogliamo, se permettete. Anche al grande capo che sta fra le renne, anche a quelli che comandano sotto la madonnina, anche al ministro, al presidente, forse anche al Papa.
Già che ci siamo: Auguri di benessere e serenità, ma davvero per tutti.

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Parole inopportune ed inaccettabili

Riguardo le esecrabili ed inaccettabili esternazioni del consigliere comunale PD di Ancona, Diego Urbisaglia che non conosco e me ne vanto, sulla vicenda G8 Genova e la morte del giovane Giuliani, riporto il breve e circostanziato commento della signora Haidi Giuliani madre di Carlo.

“Quel signore può vergognarsi! Non so cosa possa sapere di quanto accaduto in piazza Alimonda quel giorno, non so cosa conosca della morte di mio figlio. Non mi interessa cosa dice quel politico. Per me può solo vergognarsi”.

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Parole di una madre che condivido pienamente.Tutta la mia solidarietà e vicinanza alla sig.ra Haidi. Mi chiedo che necessità c’era di rievocare ed infierire su quei tragici avvenimenti, quale lo scopo di ricordare una pagina nera della storia della nostra Repubblica che ha visto alla fine, oltre a diverse persone venire picchiate selvaggiamente, due povere vite e due famiglie sprofondare nel dolore e nella solitudine.
Rispetto ed educazione prima della voglia di apparire, una regola che deve valere per tutti, senza guardare le appartenenze politiche.
Paola
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6 luglio 1944 Osimo è libera: dai Diari di Guerra di Mons. C.Grillantini, don Fulvio Badaloni ed altre testimonianze

6 luglio 1944
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Truppe Polacche in Osimo
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dal “Diario di Guerra” di Mons. C.Grillantini

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Giorno fatale e fatidico !
ore 3
: Dopo un lungo girare di aereo, gran sibilo come di aviogetti in picchiata e terribile scoppio, il più spaventoso di questi giorni. Tutti saltiamo dai nostri letti ( io ho dormito le notti precedenti al 1° piano, nel mio studio, ma questa notte, addirittura dentro la dispensa al pianterreno, con altre cinque o sei persone) e ci precipitiamo lungo le scale del sotterraneo ora colmo di rifugiati. Saranno almeno 600 . Con me trovano alloggio quegli altri otto  o dieci che dormono su sedie presso il pozzo, e glia altri 12 che dormono su  sedie  a sdraie e panche della Chiesa, nella legnaia  e nell’andito attiguo. Poi, più nulla, quantunque avessimo tutti l’animo disposto alla solita musica.
ore 5,30: Qualcuno che ha fatto capolino dalla porta vede qualche partigiano con il mitra; attende , e ne passano altri ( tutti vestiti in kaki e al petto una coccarda con un segno rosso) ma nessun tedesco.
E’ gran silenzio. Nasce una speranza che senza rumori di artiglieria, nè spari di sorta, con il passare del tempo si consolida.
Giunge l’annunzio al rifugio. Ci si alza un po’ inebiti. Si corre sopra; è vero!.
ore 7,30: passa, dopo alcune motocarrozzette isolate, una compagnia di alleati. Dicono siano polacchi  e russi. Battimani e gioia incontenibile.  Poco dopo, un piccolo corteo di partigiani  – a capo del quale troneggia su un piccolo cavallo  Sportella .
Porta 12 prigionieri, ognuno dei quali è affiancato da una coppia di partigiani  con mitra. Si dice che in tutta la zona circostante ce ne siano razziati, con questi altri tre-quattrocento.
Appaiono i primi manifesti tricolori, portati dai partigiani e recanti il saluto alle truppe alleate e l’invito alla gioia, non disgiunta dalla serena calma. Più tardi altro manifesto del Comitato Nazionale di Liberazione costituitosi in Governo Provvisorio.
Più tardi ancora striscioni con sopra scritto:

Viva il Gen. Alexander  – Viva la libertàViva l’esercito polaccola brigata Garibaldinagli animosi del G.A.P.

Verso le 8 una compagnia di soldati polacchi è accolta molto festosamente in città. Molte case invitano i giovani. Giudicando tuttavia opportuno che la guerra non è finita, faccio un doppio giro per le principali vie e piazze, avvertendo tutti di stare molto vigilanti, per l’eventuale reazione tedesca, che infatti comincia  poco dopo. Gli imprevidenti pagano con la vita : Vincenzo PALLOTTA e Brugè al Borgo; la figlia di Gigio lo stalliere al Duomo, e forse qualche altro. Ieri sera, per voler soccorrere un tale che chiamava aiuto,  Carlo BATTAGLINI si è preso una pallottola ed è morto.  L’uomo di Suardi, tale Polentò ha incontrato la stessa sorte, non so se per qualche altro motivo.
Debbo subito preoccuparmi del vitto per il mio rifugio; e porto al fornaio un Q,le  di farina: mancandogli il carbone, mi reco dal Comitato di Liberazione e poi dalla Segreteria del Comune, ottenendo un’ordinanza scritta tutta a mano ( avendo i tedeschi portato via tutte le macchine da scrivere sia della Prefettura, quanto dal Comune.

Raccolgo altre impressioni dell’importantissima giornata: i polacchi riferiscono che, dopo Ortona, non avevano trovato una tale  resistenza come quella di Osimo. La coccarda dei partigiani è una stella a 12 punte costituita da tre quadratini di diversa grandezza e di colore rispettivamente: bianco, rosso  e verde sovrapposti, in modo da alternare gli angoli. Ma i politici non la vogliono, come non la vuole il Commissario, sapendo troppo di comunista. Faranno il Sindaco e ristabiliranno i Carabinieri, con tanto di reali. Abbiamo la spiegazione del perchè fu fatto saltare il viadotto Barbalarga, a mezzogiorno: per obbligare gli alleati a transitare rimanendo sotto il controllo di chi domina il Monte della Crescia e Santo Stefano ( dove sono ora appostati i tedeschi). Ma la rivelazione più interessante è la seguente: il cavallo di Troia o l’ultimo bicchiere che costituì il punto critico ( nel quale la situazione questa notte cambiò improvvisamente) fu offerto dai partigiani, i quali – vista la impossibilità da parte degli alleati di entrare in città, fintano che le porte erano presidiate da mitragliatrici e cannoni – questa notte, ad ora convenuta, si sono appostati in vari angoli di vie e piazze mostrando appena le canne dei mitra. I pochi tedeschi, alla domanda: chi va là ? fascista ? Si sentivano rispondere: English e sparare addosso. I primi sette o otto morti convincono i tedeschi che gli alleati da qualche parte sono entrati, e si decidono a compiere quel passo cui prima o poi sapevano di dover ridursi. Ci hanno detto ancora i Polacchi che: ove la liberazione non si fosse compiuta oggi, i loro Comandanti avrebbero domandato l’intervento dell’armata aerea alleata. E allora… addio Osimo e gli Osimani !.

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dal “Diario del fronte di Guerra” di don Fulvio Badaloni parroco di San Paterniano di Osimo
tratto dal libro “Quota 360 il Monte della Crescia” di Carlo Gobbi

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Notte insonne per gli spari continui: un terrore indicibile invade gli animi di tutti. Al mattino, mentre don Alberto Passeri si veste per celebrare la messa, due soldati della polizia tedesca armati di ogni specie , gli intimano di andare con loro, perchè qualche ora prima, obbligato a lavorare per abbattere le querce ( che si trovavano nel tratto di strada accanto alla nuova chiesa), onde sbarrare la strada insieme col vecchio padre ed altre persone ( Nello Scarponi, Umberto cenci, Papa Emilio quest’ultimo uno sfollato di Ancona), si era allontanato  – col consenso di un ufficiale – per venire in Chiesa. E’ costretto a seguirli. Intanto si vedono già i primi incendi locali e circolano notizie di sanguinosi combattimenti e di numerose vittime. Al mattino vengono altri sfollati, che altrove non credono di essere abbastanza sicuri. Ora siamo ( 70 persone):
– famiglia del parroco n. 4 persone;
– famiglia Andreoni Emidio n. 4 persone;
– famiglia Cardellini Nazzareno n° 8 persone;
– famiglia Vaccarini Tommaso n° 8 persone;
– famiglia Cola Caffiero n° 6 persone;
– famiglia Vaccarini Tommaso n° 8 persone;
– famiglia Ceccarelli Renato n° 6 persone;
– famiglia Cannelli Otello n° 6 persone;
– famiglia Perinetti Maria n° 6 persone;
– famiglia Orlandini n° 6 persone;
– sfollati provenienti da fuori n° 8 persone.
Sono avvistati i primi carri armati alleati. Verso le 17 i Polacchi con camionette si avanzano e avviene un grave scontro con tiri di mitraglia con i Tedeschi tra il palazzo della sig.ra Lalla ( signora Adelaide Giardinieri un bella figura di donna che si prodigò in generosità , rimasta vedova da giovane, di un medico) e la scuola. Carletti Nazzareno aveva guidato i polacchi . Incendio da Vaccarini. Alle ore 20 una cannonata colpisce il ciglio della finestra della stalla, un fitto e nero polverone invade il primo piano: è la guerra in casa.

Andrzej Horoch

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dal libro “Passa il fronte nella Valle del Musone” di Massimo Morroni

(testimonianza resa dal dott. Amilcare Cristallini)

Di primo mattino, fra gli applausi della popolazione, entrano in Osimo i militari polacchi seguiti dai partigiani che si portano dietro prigionieri tedeschi. Dalla finestra ( abitavo nei locali attualmente occupati dall’ufficio del notaio Bellaspiga) assisto alla sfilata la quale mi annuncia che il faticoso compito di Commissario è finalmente terminato ( il 30 ottobre 1943 era stato nominato Commissario Prefettizio di Osimo). Giudico tuttavia opportuno recarmi in Comune – anche col rischio di incappare in qualche scalmanato – poichè la mia assenza potrebbe essere interpretata come un riconoscimento di colpa. Consapevole di aver fatto soltanto il bene di Osimo verso le 11.00 raggiungo il Comune e, saputo che nell’Ufficio già occupato dal Prefetto c’è l’avv. Oddo Marinelli ( Presidente del Comitato di Liberazione) mi faccio annunciare. Egli mi riceve subito, mi viene incontro tendendomi la mano, mi ringrazia per l’opera svolta e mi prega di rimanere in carica fino alla nomina del Sindaco. Confesso che non mi aspettavo un’accoglienza così cordiale ed un riconoscimento così franco, tanto più che non l’avevo mai visto né conosciuto.

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opera di R.A. Schiavoni, Sfilata dei liberatori lungo il Corso

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Il nostro Comune e gli osimani non hanno mai dimenticato  la generosità, il coraggio e la fede dei soldati e del  popolo polacco per il contributo dato alla   liberazione dell’Italia e della nostra città dal nazifascismo.
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Osimo è stata liberata anche grazie al sacrificio della vita di tanti giovani osimani. Giovani partigiani che non si piegarono alla tirannia e sacrificarono la loro vita per la libertà della nostra città e per l’Italia Repubblicana. Non possiamo essere un popolo che dimentica il suo passato.
Le stele e i piccoli monumenti sparsi per Osimo vogliono essere un ricordo alle giovani generazioni , un ricordo che dobbiamo conservare e mantenere sempre vivi e che mai nessuno negherà.

Ai partigiani caduti , stele sotto le Logge comunali

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La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
*********Paola Andreoni

 

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Ciao Guido: contadino, comunista, Consigliere comunale protagonista della vita politica osimana.

Se n’è andato Guido Maggiori, protagonista per decenni della vita politica della nostra città e non solo.
Guido Maggiori rappresenta una generazione che ha interpretato al meglio i valori della politica.  Un impegno  iniziato fin da giovane quando iniziò a frequentare la Camera del Lavoro dove la domenica incontrava i contadini e gli operai per informarli sui loro diritti.  Iscritto fin da giovanissimo  al Partito Comunista Italiano, è stato eletto per la prima volta Consigliere Comunale nel 1956 nelle file dell’opposizione  ed ha ricoperto questa carica  fino al 1995, sempre nelle file dell’opposizione e dalla stessa parte della “sala gialla” dove oggi siede la figlia Renata.
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Dalla lettura dei verbali  del Civico Consesso e dai suoi interventi emerge la figura di un uomo competente, appassionato nella difesa dei diritti degli ultimi, fortemente innamorato della sua terra, deciso nelle sue idee ma anche  rispettoso delle  regole democratiche. Si scontrò con le forze di maggioranza sempre con rispetto  e lealtà come gli viene  anche  oggi riconosciuto dai compagni e dagli avversari. Il suo fare politica non è stato mai disgiunto dall’impegno civile, all’interno del sindacato e vissuto sempre nel più alto rispetto delle istituzioni.
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La sua figura è ben esaltata nella motivazione della benemerenza conferitagli nel 2002 dal Comune di Osimo.
” Figura  simbolo della sinistra osimana ha saputo sempre rappresentare i valori fondamentali della moderna democrazia non accettando strumentalizzazioni di sorta. L’umiltà con la quale ha fatto uso dei poteri pubblici nella politica e nel suo ruolo di rappresentante sindacale, la disponibilità al dialogo lo hanno reso paladino delle classi più umili e indicato come stile di vita. Riconosciuto da tutte le forze sociali politiche e civili come un punto di riferimento nelle scelte più difficili. Uscito dalla politica attiva con la stessa serenità con la quale aveva umilmente servito la città merita il plauso dell’amministrazione e di tutta la civica comunità”.
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Nella presentazione del libro “Al contadino non far sapere”, Nevio Lavagnoli – responsabile della Cia, il sindacato degli agricoltori – con queste parole descrive Mario Maggiori: ” ... La capacità di Maggiori, soprannominato, non a caso, Guido del Bravo, di “articolare, ordinare” i propri interventi tanto da rapire sempre l’attenzione degli astanti e l’ammirazione dei “dotti” per questo contadino comunista che si era formato da solo e che era sempre puntualmente preparato. Una preparazione coltivata tutti i giorni dalla lettura dei giornali, primo tra tutti l’Unità. Alle sette del mattino ( in campagna ci si alza presto) di tutte le mattine chi passava per piazza poteva vedere Maggiori dentro la “seicento” che terminava la lettura dell’organo del PCI, oppure, quando al mattino si andava in giro per qualche riunione lui guidava e noi “costretti” a leggere l’Unità ad alta voce…”

Alla sig.ra Adalgisa, a Renata, a Norma e a tutti i famigliari, vadano le condoglianze mie personali, di tutto il Consiglio Comunale e della città. Ciao Guido.

La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
                    Paola Andreoni

 

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Ritrovare le regole della convivenza civile: rispetto e verità

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Utilizzando facebook o altri social network, rimango spesso colpita ed amareggiata per l’aggressività, la violenza e, purtroppo, anche per la volgarità che emergono nelle conversazioni e nei commenti. Spesso si tratta di attacchi personali, spesso pesanti, nei confronti di chi posta opinioni diverse da chi legge.
Emblematico il caso successo qualche mese fa a quella ragazza con una grave malattia che aveva postato sul suo profilo facebook, come la ricerca scientifica, anche quella che necessariamente utilizza come cavie gli  animali,  le avesse salvato la vita. Seguirono commenti pesantissimi  al limite delle calunnie e della diffamazione.
Questo episodio che ho portato ad esempio  è ricorrente nei social. C’è da chiedersi perchè le persone nella “piazza virtuale”, con la possibilità di parlare ad una platea immensa lo fa senza freni,  senza alcun equilibrio,  riuscendo a dare il peggio di sé ?
Di fronte al dilagare di tanta violenza, bugie e odio che attacca persone impossibilitate a difendersi anche la nostra Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, ha chiesto ai responsabili del maggior canale comunicativo, Facebook, a fare controlli ed imporre delle regole.
Possibile che non sappiamo ritrovare da soli, senza imposizioni calate dall’alto,  il piacere di esprimerci in   libertà ma sempre con rispetto e verità ?

Paola

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Ciao Marabini, per tanti osimani semplicemente don Dino

Esprimo, anche a nome del Consiglio Comunale cordoglio e vicinanza alla sorella Anna, ai parenti, ai tanti amici, ai volontari, agli ospiti, ai soci, alle famiglie degli utenti, alle maestranze  per la  scomparsa del cofondatore della Lega del Filo d’Oro,  Dino Marabini.
Per molti osimani  che ne ricordano la determinazione e la caparbietà nel superare mille ostacoli  è stato semplicemente Don Dino, il cofondatore – negli anni 1964 –  e l’anima della Lega del Filo d’Oro, l’Associazione con sede nella nostra comunità e conosciuta in tutta Italia per il suo impegno a dare dignità e speranza per  una vita migliore a tante persone e bambini prive di vista e di udito.

Un progetto quello della Lega del Filo d’Oro che  partì suscitando tante speranze nelle famiglie con  bambini pluriminorati che da tutta Italia chiedevano a questo prete, in servizio nella parrocchia di San Marco, un aiuto per i loro figli. Un appello che don Dino non lasciò cadere nel vuoto, dedicandosi totalmente al progetto, progetto  che si scontrava  con la quotidiana  incertezza di poter disporre di  finanziamenti e strutture adeguate.
Il futuro della Lega, a quei tempi,  lo si programmava  mese per mese: non c’erano ancora i “testimonials” e l’Associazione non era conosciuta fuori dai confini osimani. Don Dino MARABINI, aiutato  dal suo carissimo amico Aldo Valcavi, da una giovane e determinata cieco-sorda abruzzese, Sabina SANTILLI, e da alcuni giovani che poi sono diventati “lo staff” dell’Ente: Luigi Giacco, Rossano Bartoli, Valerio Marchetti, Patrizia Ceccarani, e  Giulio Lancioni, senza scoraggiarsi facendo  appello alla sensibilità e alla generosità prima degli osimani poi “bussando” alle Istituzioni riuscirono in una impresa che a tutti sembrava inizialmente impossibile: la nascita e il riconoscimento della Lega del Filo d’Oro.
Oggi la Lega del Filo d’Oro e le sue “persone” sono una delle realtà più belle del nostro territorio, conosciuta e stimata in tutta Italia e non solo.
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Mi piace ricordare, nel giorno della sua scomparsa, questa grande persona (che ho avuto il piacere di conoscere come volontaria in uno  dei soggiorni estivi organizzati dall’Associazione del Filo d’Oro) con questa lettera che Dino – nel giugno 1969 –   inviò ad  ogni famiglia di Osimo:
” Gentili concittadini,
in una sede provvisoria a San Biagio di Osimo, ospitiamo quest’anno un gruppo di bambini in condizioni particolarissime, in quanto tutti cieco-sordi. La maggior parte di questi bambini si trova in queste condizioni fin dalla primissima infanzia. La loro esperienza della vita e delle cose è quasi completamente nulla. La lunga e forzata privazione della vista, dell’udito e del linguaggio ha provocato in alcuni anche profonde minorazioni fisiche e psichiche. Il Ministero della P.I. riconoscendo la validità, unica in Italia, della scuola speciale annessa all’Istituto, segue con molto interesse l’esperimento delle quattro classi già esistenti. Ci proponiamo di portare un po’ di luce nell’intensissima oscurità in cui vivono, far assaporare anche a loro il piacere della vita e toglierli per sempre dall’unica prospettiva in cui si trovano ora e cioè di finire i loro giorni ignorati da tutti, inutili a se stessi ed agli altri. Il numero per ora è di dieci bambini, ma le richieste giungono e giungeranno ancora da tutta Italia. Per un prossimo futuro, su un terreno donato da un benefattore, si prevede la costruzione di una sede ampia e adeguata, ma purtroppo le possibilità attuali sono limitatissime; manchiamo ancora dei necessari mezzi di assistenza medico*specialistica. I sussidi didattici per la scuola sono ancora ridottissimi. La previsione delle spese è rilevante e le disponibilità presenti sono scarse. Vi invitiamo a vedere e conoscere il nostro istituto e vi preghiamo di darci il Vostro aiuto per affrontare e risolvere i suoi gravi problemi. f.to Don Dino”
L’appello trovò, come in altre importanti raccolte di fondi promosse dalla lega del Filo d’Oro, la generosità e la sensibilità delle famiglie osimane. Anche FILOTTRANO, ANCONA e MACERATA risposero in maniera sorprendente all’appello lanciato dall’Associazione osimana, le sottoscrizioni superarono quota 3 milioni. La Lega poteva ancora una volta guardare con fiducia alla sua lodevole attività.
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Nel 1972 l’Amministrazione comunale ha conferito a questo nostro “grande” osimano la  cittadinanza benemerita con queste motivazioni:
A Don Dino MARABINI “per la preziosa ed instancabile attività svolta alla promozione di iniziative di particolare valore sociale ed assistenziale, culminati nella creazione di un Istituto per cieco-sordi-muti, unico in Italia, il quale costituisce un raro esempio di impegno civile nei confronti di un mondo così bisognoso di comprensione umana“.
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Ciao Dino, grazie per il tuo impegno e per essere stato persona unica per umanità e simpatia,  testimone dei valori di solidarietà per tutta la nostra comunità.

La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
*******prof.ssa Paola Andreoni

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Lega filo d'oro 1( 1964 nasce la Lega del Filo d’Oro, nella foto Anna Maria Marabini, Aldo Valcavi, Giuseppina, Costantina Panettoni, Renata Saporiti e il giovane prete don Dino)

 

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Chieti e Osimo unite nell’ultimo saluto a Domenico e Marina

L’ultimo saluto a Domenico Di Michelangelo e a Marina Serraiocco sarà domani, domenica 29 gennaio, a Chieti nella cattedrale di San Giustino. Ai funerali oltre ai rappresentanti della questura e del Commissariato ci sarà anche una delegazione dell’Amministrazione comunale.

Osimo si è stretta in un unico forte abbraccio a Domenico e a Marina testimoniata dai tanti mazzi di fiori e bigliettini lasciati dai nostri concittadini davanti il negozio di bomboniere di Corso Mazzini, in segno di affetto sincero nei confronti della giovane commerciante e dalla  proclamazione di lutto cittadino per la giornata di domani.
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Al piccolo Samuel a tutti i parenti, colleghi ed amici della sfortunata coppia giunga tutto l’affetto e la vicinanza del Civico Consesso osimano e di  tutta la nostra comunità.

La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
*******prof.ssa Paola Andreoni

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