Primarie PD: i dati di Osimo

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Riporto i dati  locali relativi alle primarie del PD, svoltesi domenica 30 aprile 2017. In sintesi questi i dati complessivi dei tre seggi osimani:
Andrea Orlando 120 preferenze **(16 %)
Michele Emiliano 47  preferenze *(6 %)
Matteo Renzi 576      preferenze  *( 77 %)

Nulle 0
Bianche 3

Totale votanti 746

Tanti auguri di buon lavoro a Matteo Renzi. Grazie a tutte le osimane ed agli osimani che hanno partecipato alla elezione del segretario nazionale del PD. Un sincero grazie a Matteo Canapa ed a tutti i volontari che  hanno reso possibile, con il loro lavoro e generoso aiuto, la realizzazione di questa bella espressione di democrazia.
Paola

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Nuovo segretario al circolo PD di Osimo

PD Osimo
Matteo Canapa
  è il nuovo segretario del Circolo PD di Osimo: nella riunione di martedì 1 marzo presso la sede del Circolo osimano, è stato eletto, all’unanimità, dal direttivo del  PD di Osimo, in sostituzione di Fabio Marchetti.
A Fabio va il ringraziamento per l’attività svolta in questi anni e per i risultati conseguiti, a Matteo un grande in bocca al lupo per le future sfide.
Paola

…raccontano i giornali della tua città: Osimo 30 gennaio 2014

Rassegna stampa Osimo

Rassegna stampa locale del 30 gennaio 2014 leggi

Oggi in edicola i temi osimani sono:
– nuovo ospedale Inrca: continuano le battaglie legali mentre l’Ospedale nuovo rimane ancora un “plastico”;
– Amministrative 2014: PD, SeL Udc, M5stelle, Liste cittadine;
– Amministrative 2014: SeL verso un proprio candidato sindaco ;
– Hotel di lusso al Palazzo Baldeschi di Osimo: il progetto traballa;

Nel Paese Italia oggi, invece, i quotidiani segnalano che: la Fiat porta la sede legale in Olanda, sede fiscale a Londra, doppia quotazione in Borsa (New York e Milano), progettazione e sviluppo negli Usa. La Fiat cambia casa e cambia nome, Fca, Fiat Chrysler Automobiles. Dove pagherà le tasse e che fine faranno gli stabilimenti italiani? Intanto il governo cerca – in ritardo – di aprire un tavolo di confronto sui destini degli stabilimenti italiani dell’Electrolux.. Sul fronte della politica c’è da registrare il nuovo accordo in extremis tra Renzi e Berlusconi sulla riforma elettorale che ora sbarca in aula …con tanti dubbi ( tutta mia questa nota conclusiva).

…raccontano i giornali oggi: 9 gennaio 2014

Rassegna stampa Osimo

Rassegna stampa locale del 9 gennaio 2013 leggi

Osimo 2020 la città che vogliamo. Report dell’incontro “Dal diritto alla casa al dritto all’abitare”.

OSIMO 2020: FORUM DI IDEE SULLA CITTA’ CHE VOGLIAMO“.

Ricevo da PD Osimo e pubblico il report dell’incontro svoltosi martedì 19 novembre nell’ambito del progetto”OSIMO 2020: FORUM DI IDEE SULLA CITTA’ CHE VOGLIAMO“,  con Ezio Capitani, ex presidente dell’ERAP di Ancona: Dal DIRITTO alla CASA al DIRITTO all’ABITARE !.

168777797CASA_2764_6703Questo il tema centrale del sesto incontro di Osimo 2020 Forum di Idee per la città che vogliamo.
Ezio Capitani, ex presidente dell’ERAP di Ancona, ha immediatamente sottolineato l’importanza di affiancare al tema della casa quello dell’abitare; concetto vasto che implica una visione complessa del diritto inviolabile di ogni cittadino.
Tutelare il diritto ad abitare significa anche garantire la qualità della vita degli abitanti attraverso servizi, politiche sociali e culturali ed attraverso una visione globale della struttura della città raggiunta con analisi e studi.
In realtà i provvedimenti ed i dibattiti politici degli ultimi anni hanno prestato poca attenzione al tema della casa che torna oggi alla ribalta a causa della grave crisi edilizia che affligge il paese.
Con la fine del Novecento la maggior parte delle leggi vigenti è caduta in disuso mentre, contemporaneamente, sono sorti nuovi problemi: incremento dell’immigrazione, aumento della fascia medio-bassa della popolazione, forte sviluppo urbanistico soltanto in rari casi guidato da progetti per migliorare lo sviluppo e la vivibilità delle città. Tutto ciò ha portato ad un forte squilibrio, a vaste aree di urbanizzazione incompiuta e a numerosi alloggi invenduti, contribuendo quindi all’attuale crisi edilizia.
I pessimi risultati della cementificazione sfrenata e della speculazione edilizia sono sotto gli occhi di tutti: tantissimi sono i quartieri deturpati da costruzioni in degrado, perché mai terminate o perché invendute da lungo tempo. Gli alti oneri di urbanizzazione fanno sì che tali aree siano rigettate anche dagli stessi costruttori che cercano modi per ridarle indietro ai Comuni.
Osimo2010 19 novembre Oggi non ha più senso parlare della costruzione di nuove case popolari per dare alloggio a chi non riesce a permetterselo, ma ci si deve occupare da un punto di vista diverso della più vasta tematica dell’edilizia sociale che porta con se una visione ampia e qualitativa della città.
Con edilizia sociale o social housign si intende l’insieme delle attività atte a fornire alloggi adeguati, attraverso regole certe di assegnazione, a famiglie che hanno difficoltà nel trovare un alloggio alle condizioni di mercato perché incapaci di ottenere credito o perché colpite da problematiche particolari.
Quindi oggi non si tratta di costruire nuove abitazioni atte ad ospitare le fasce di popolazione più bassa che non possono permettersi di comprare una casa in cui vivere e che spesso sono state richiuse in quartieri-getto nei quali non si è affatto tenuto conto delle esigenze effettive degli abitanti e neppure preso in considerazione di un ideale condiviso di aggregazione sociale. Si tratta piuttosto di risolvere il problema con le risorse esistenti che sono molte ma spesso utilizzate veramente male ed è necessario che lo stato, le regioni, i comuni attuino politiche realmente focalizzate sul tema dell’abitare ed in queste investano le loro energie.
Esistono molte soluzioni adeguante ed intelligenti che potrebbero contribuire alla soluzione del problema della casa, tra le quali l’aumento dei controlli sulle effettive assegnazioni degli alloggi popolari, la creazione di bandi affinché aree invendute possano essere dedicate all’edilizia sociale, ma, prima fra tutte, l’attenzione che deve essere posta da ogni comune nella formulazione di un piano regolatore che superi l’interesse privato ed che sia grado di tutelare ogni fascia di popolazione che compone la cittadinanza, garantendone l’integrazione.

    

“Casa significa dignità e sicurezza sociale”. Osimo 2020 la città che vogliamo, incontro con i cittadini martedì 19 novembre ore 21,15.

Il principio di eguaglianza formale sancito nel comma 1° dell’art. 3 della Costituzione, secondo cui:”Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” rischierebbe di rimanere una pura affermazione teorica se non fosse integrato da quello di eguaglianza sostanziale contenuto nel comma 2° del medesimo art. 3: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Il Costituente cioè ha riconosciuto che non è sufficiente stabilire il principio di dell’uguaglianza giuridica dei cittadini quando esistono ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la loro libertà ed uguaglianza impedendo che siano effettive; ed ha, pertanto, coerentemente assegnato alla Repubblica, vale a dire al legislatore e a tutti i poteri pubblici, il compito di rimuovere siffatti ostacoli, affinché tutti i cittadini, ed in particolare tutti quelli che si trovino in situazione di inferiorità per ragioni economiche e sociali, siano posti sullo stesso piano, abbiano cioè le medesime opportunità e possano godere, alla pari, dei medesimi diritti loro riconosciuti dalla Costituzione.

E’ , quindi,  proprio nel dettato dell’art.3 della Costituzione che trova pieno fondamento il diritto all’abitare, questo è uno di quei diritti che non possono ammettere deroghe, semplicemente perché senza un tetto non è possibile vivere.

Ma, ad oggi, nel nostro Paese il diritto all’abitare, come diritto inalienabile – garanzia di uno sviluppo sano, armonico e democratico di una società moderna-,  non ha trovato attuazione.
La situazione sta anzi peggiorando, infatti la perdurante crisi economica sta ingenerando la perdita di migliaia di posti di lavoro con il permanere di situazioni lavorative caratterizzate da una estrema precarietà e povertà. Questi fattori aggravano la crisi di un sistema abitativo che non è in grado di dare una risposta adeguata ad una domanda che sta diventando sempre più complessa e articolata per composizione sociale, livelli di reddito, esigenze di mobilità sul territorio e qualità urbana ed edilizia.
Il problema abitativo c’è anche nel nostro Comune e la situazione è ovviamente peggiorata nel contesto storico attuale, le liste dei richiedenti aiuto per il problema abitativo, aumentano in maniera esponenziale. Anche le famiglie che fino a qualche tempo fa riuscivano a sostenere con il proprio reddito un affitto, ora non sono più in grado di farvi fronte, e devono affrontare la emergenza di uno sfratto e/o la necessità di reperire un alloggio ad affitto più basso. Cosa bisognerebbe fare:
1. la riduzione degli affitti del mercato privato attraverso la riforma del regime delle locazioni;
2. una proroga degli sfratti che comprenda anche quelli per morosità incolpevole;
3. la detrazione fiscale dei canoni pagati dai conduttori;
4. la ripresa di un finanziamento costante del settore dell’edilizia pubblica;
4. individuare una modalità di finanziamento costante per interventi finalizzati all’affitto a canone sociale;
5. allargare l’offerta abitativa in affitto, a canone sociale e, comunque, sostenibile per le fasce deboli: nuclei unipersonali, famiglie monoreddito, giovani, immigrati, anziani, giovani coppie, ecc;
6. favorire i Comuni che intendono realizzare interventi di edilizia sociale finalizzati all’affitto attraverso piani di recupero di aree già edificate;
7. recuperare ai fini abitativi e sociali gli edifici o le aree del demanio dello Stato e  del Comune non più utilizzati per l’uso originario ;
8. realizzare progetti sperimentali che attuino forme di condominio solidale, rafforzino e promuovono l’autogestione e l’autorecupero;
9.  agevolazioni ed incentivi per il recupero e frazionamento di alloggi di proprietà privati troppo grandi per chi via bita ( ad esempio anziani con disagiate condizioni economiche) e rendere così disponibili alloggi in affitto a canoni moderati a giovani coppie , studenti e/o lavoratori fuori sede;
10.  attivare forme di housing sociale, ecc.
Altre proposte possono essere avanzate, quello che vogliamo è che nessuna famiglia deve essere costretta a lasciare la casa senza che sia stata individuata una nuova soluzione abitativa. Nessuna persona può restare senza casa, ancor di più perchè troppe case continuino a restare senza persone.

Osimo2010 19 novembreNe parleremo Martedì 19 novembre , nella serie degli incontri organizzati dal PD di Osimo nell’ambito del progettoOSIMO 2020: FORUM DI IDEE SULLA CITTA’ CHE VOGLIAMO.

L’ incontro si svolgerà, Martedì 19 novembre alle ore 21, 15  presso i locali all’interno della Galleria Commerciale di via M. Polo-  ci confronteremo con   EZIO CAPITANI già Presidente Ente Regionale per l’Abitazione Pubblica delle Marche Presidio di Ancona

Ti aspettiamo, Osimo 2020 la città che vogliamo.

Passaparoola

Osimo 2020 la città che vogliamo: COMMERCIO e Grande DISTRIBUZIONE. Ne parliamo Mercoledì 13 novembre alle ore 21,15.

Mercoledì 13 novembre,  organizzato dal PD di Osimo nell’ambito del progettoOSIMO 2020: FORUM DI IDEE SULLA CITTA’ CHE VOGLIAMO, nuovo incontro pubblico, parleremo della  SITUAZIONE DEL COMMERCIO ad Osimo.
Ne parleremo con Paolo Gattafoni direttore Ce.Di.Marche Si supermercati e Renato Frontini presidente ConfCommercio Osimo e con  tutti i cittadini e gli operatori del settore che vorranno intervenire per lanciare proposte utili.

PD Osimo 2020 Commercio 13novembre2013

In questi giorni sono ripresi i lavori, presso l’ex consorzio agrario in via C. Colombo, per la costruzione  del nuovo centro Commerciale,  l’ultimo di una lunga serie che già assediano Osimo. Se, un tempo, alcuni di essi si potevano considerare necessari, oggi stiamo assistendo ad un vero e proprio assalto che s’ispira più ai dettami del business fine a se stesso, che alle necessità del territorio e dei cittadini.
Se da un lato l’imprenditore commerciale fa il suo mestiere senza guardare in faccia a nessuno né dover rendere i conti alla collettività, dall’altro chi amministra il territorio e pianifica le strategie economiche, dovrebbe porre in atto i necessari contrappesi affinché i colossi commerciali non annientino, come sta succedendo, il piccolo commercio dei negozi di vicinato.
Le  liste civiche che hanno amministrato la città negli ultimi 15 anni non sono intervenute per evitare tutto ciò. In questi anni nessuna misura è stata  predisposta per dare ossigeno al commercio della città , per garantire il presente e il futuro di un commercio che è determinante per il tessuto sociale, anche in termini di coesione, di servizi, di sicurezza, di vivibilità del territorio.

C’è improrogabile necessità di idee attuative: un piano degli insediamenti commerciali, politiche di sostegno e di riqualificazione del centro storico, la necessità di ammortizzatori per gli operatori in difficoltà, salvaguardia del patrimonio commerciale, interventi di  riduzione del carico  fiscale per le imprese commerciali in difficoltà, i parcheggi e la  viabilità,  ecc.

Riteniamo che porre attenzione alle imprese commerciali e artigianali significa, sopratutto in questo periodo di crisi, non lasciare questi operatori economici da soli. Queste, solo alcune  idee:
– tutela della rete distributiva esistente, già ampiamente varia e diversificata soprattutto per le medie superfici di vendita alimentari;
– programmare con oculatezza gli insediamenti di nuovi supermercati, rinunciando a politiche incrementali e puntare, piuttosto, sulla riqualificazione della rete esistente”;
– ideare iniziative volte ad informare la cittadinanza rispetto ad un consumo più consapevole e informato di quel prodotto (ad esempio, le degustazioni a km zero che possono essere animate, gemellate con altri commercianti, fatte per famiglie) perchè il commerciante sia presentato e proposto come un conoscitore e un informatore, non solo come venditore;
– pensare ad una serie di eventi o modalità di animazione che possano richiamare verso il centro in modo più naturale (es: sabato sera e gruppi musicali di giovani, ecc.);
– chiedere nuove forme di  mediazione con i proprietari dei locali per pensare a forme di affitto calibrato e adatto alla situazione economica;
– necessità  di migliorare la viabilità specie in direzione del centro cittadino e all’interno del centro storico con una rimodulazione del parcheggio a pagamento;
– bisogno di potenziare l’offerta di posti auto per facilitare ulteriormente la fruibilità del centro storico;
–  allargare il mercato agli operatori alimentari specializzati nel commercio di prodotti di qualità  locali;
– rendere partecipi e coinvolgere gli operatori economici nelle scelte amministrative.

 Con questo incontro vogliamo raccogliere altre proposte dalla cittadinanza e dai negozianti  per una promozione e un rilancio delle attività commerciali e artigianali della nostra Osimo.

Ti aspettiamo, Osimo 2020 la città che vogliamo.

Passaparoola