“Casa significa dignità e sicurezza sociale”. Osimo 2020 la città che vogliamo, incontro con i cittadini martedì 19 novembre ore 21,15.

Il principio di eguaglianza formale sancito nel comma 1° dell’art. 3 della Costituzione, secondo cui:”Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” rischierebbe di rimanere una pura affermazione teorica se non fosse integrato da quello di eguaglianza sostanziale contenuto nel comma 2° del medesimo art. 3: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Il Costituente cioè ha riconosciuto che non è sufficiente stabilire il principio di dell’uguaglianza giuridica dei cittadini quando esistono ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la loro libertà ed uguaglianza impedendo che siano effettive; ed ha, pertanto, coerentemente assegnato alla Repubblica, vale a dire al legislatore e a tutti i poteri pubblici, il compito di rimuovere siffatti ostacoli, affinché tutti i cittadini, ed in particolare tutti quelli che si trovino in situazione di inferiorità per ragioni economiche e sociali, siano posti sullo stesso piano, abbiano cioè le medesime opportunità e possano godere, alla pari, dei medesimi diritti loro riconosciuti dalla Costituzione.

E’ , quindi,  proprio nel dettato dell’art.3 della Costituzione che trova pieno fondamento il diritto all’abitare, questo è uno di quei diritti che non possono ammettere deroghe, semplicemente perché senza un tetto non è possibile vivere.

Ma, ad oggi, nel nostro Paese il diritto all’abitare, come diritto inalienabile – garanzia di uno sviluppo sano, armonico e democratico di una società moderna-,  non ha trovato attuazione.
La situazione sta anzi peggiorando, infatti la perdurante crisi economica sta ingenerando la perdita di migliaia di posti di lavoro con il permanere di situazioni lavorative caratterizzate da una estrema precarietà e povertà. Questi fattori aggravano la crisi di un sistema abitativo che non è in grado di dare una risposta adeguata ad una domanda che sta diventando sempre più complessa e articolata per composizione sociale, livelli di reddito, esigenze di mobilità sul territorio e qualità urbana ed edilizia.
Il problema abitativo c’è anche nel nostro Comune e la situazione è ovviamente peggiorata nel contesto storico attuale, le liste dei richiedenti aiuto per il problema abitativo, aumentano in maniera esponenziale. Anche le famiglie che fino a qualche tempo fa riuscivano a sostenere con il proprio reddito un affitto, ora non sono più in grado di farvi fronte, e devono affrontare la emergenza di uno sfratto e/o la necessità di reperire un alloggio ad affitto più basso. Cosa bisognerebbe fare:
1. la riduzione degli affitti del mercato privato attraverso la riforma del regime delle locazioni;
2. una proroga degli sfratti che comprenda anche quelli per morosità incolpevole;
3. la detrazione fiscale dei canoni pagati dai conduttori;
4. la ripresa di un finanziamento costante del settore dell’edilizia pubblica;
4. individuare una modalità di finanziamento costante per interventi finalizzati all’affitto a canone sociale;
5. allargare l’offerta abitativa in affitto, a canone sociale e, comunque, sostenibile per le fasce deboli: nuclei unipersonali, famiglie monoreddito, giovani, immigrati, anziani, giovani coppie, ecc;
6. favorire i Comuni che intendono realizzare interventi di edilizia sociale finalizzati all’affitto attraverso piani di recupero di aree già edificate;
7. recuperare ai fini abitativi e sociali gli edifici o le aree del demanio dello Stato e  del Comune non più utilizzati per l’uso originario ;
8. realizzare progetti sperimentali che attuino forme di condominio solidale, rafforzino e promuovono l’autogestione e l’autorecupero;
9.  agevolazioni ed incentivi per il recupero e frazionamento di alloggi di proprietà privati troppo grandi per chi via bita ( ad esempio anziani con disagiate condizioni economiche) e rendere così disponibili alloggi in affitto a canoni moderati a giovani coppie , studenti e/o lavoratori fuori sede;
10.  attivare forme di housing sociale, ecc.
Altre proposte possono essere avanzate, quello che vogliamo è che nessuna famiglia deve essere costretta a lasciare la casa senza che sia stata individuata una nuova soluzione abitativa. Nessuna persona può restare senza casa, ancor di più perchè troppe case continuino a restare senza persone.

Osimo2010 19 novembreNe parleremo Martedì 19 novembre , nella serie degli incontri organizzati dal PD di Osimo nell’ambito del progettoOSIMO 2020: FORUM DI IDEE SULLA CITTA’ CHE VOGLIAMO.

L’ incontro si svolgerà, Martedì 19 novembre alle ore 21, 15  presso i locali all’interno della Galleria Commerciale di via M. Polo-  ci confronteremo con   EZIO CAPITANI già Presidente Ente Regionale per l’Abitazione Pubblica delle Marche Presidio di Ancona

Ti aspettiamo, Osimo 2020 la città che vogliamo.

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Osimo 2020 la città che vogliamo: COMMERCIO e Grande DISTRIBUZIONE. Ne parliamo Mercoledì 13 novembre alle ore 21,15.

Mercoledì 13 novembre,  organizzato dal PD di Osimo nell’ambito del progettoOSIMO 2020: FORUM DI IDEE SULLA CITTA’ CHE VOGLIAMO, nuovo incontro pubblico, parleremo della  SITUAZIONE DEL COMMERCIO ad Osimo.
Ne parleremo con Paolo Gattafoni direttore Ce.Di.Marche Si supermercati e Renato Frontini presidente ConfCommercio Osimo e con  tutti i cittadini e gli operatori del settore che vorranno intervenire per lanciare proposte utili.

PD Osimo 2020 Commercio 13novembre2013

In questi giorni sono ripresi i lavori, presso l’ex consorzio agrario in via C. Colombo, per la costruzione  del nuovo centro Commerciale,  l’ultimo di una lunga serie che già assediano Osimo. Se, un tempo, alcuni di essi si potevano considerare necessari, oggi stiamo assistendo ad un vero e proprio assalto che s’ispira più ai dettami del business fine a se stesso, che alle necessità del territorio e dei cittadini.
Se da un lato l’imprenditore commerciale fa il suo mestiere senza guardare in faccia a nessuno né dover rendere i conti alla collettività, dall’altro chi amministra il territorio e pianifica le strategie economiche, dovrebbe porre in atto i necessari contrappesi affinché i colossi commerciali non annientino, come sta succedendo, il piccolo commercio dei negozi di vicinato.
Le  liste civiche che hanno amministrato la città negli ultimi 15 anni non sono intervenute per evitare tutto ciò. In questi anni nessuna misura è stata  predisposta per dare ossigeno al commercio della città , per garantire il presente e il futuro di un commercio che è determinante per il tessuto sociale, anche in termini di coesione, di servizi, di sicurezza, di vivibilità del territorio.

C’è improrogabile necessità di idee attuative: un piano degli insediamenti commerciali, politiche di sostegno e di riqualificazione del centro storico, la necessità di ammortizzatori per gli operatori in difficoltà, salvaguardia del patrimonio commerciale, interventi di  riduzione del carico  fiscale per le imprese commerciali in difficoltà, i parcheggi e la  viabilità,  ecc.

Riteniamo che porre attenzione alle imprese commerciali e artigianali significa, sopratutto in questo periodo di crisi, non lasciare questi operatori economici da soli. Queste, solo alcune  idee:
– tutela della rete distributiva esistente, già ampiamente varia e diversificata soprattutto per le medie superfici di vendita alimentari;
– programmare con oculatezza gli insediamenti di nuovi supermercati, rinunciando a politiche incrementali e puntare, piuttosto, sulla riqualificazione della rete esistente”;
– ideare iniziative volte ad informare la cittadinanza rispetto ad un consumo più consapevole e informato di quel prodotto (ad esempio, le degustazioni a km zero che possono essere animate, gemellate con altri commercianti, fatte per famiglie) perchè il commerciante sia presentato e proposto come un conoscitore e un informatore, non solo come venditore;
– pensare ad una serie di eventi o modalità di animazione che possano richiamare verso il centro in modo più naturale (es: sabato sera e gruppi musicali di giovani, ecc.);
– chiedere nuove forme di  mediazione con i proprietari dei locali per pensare a forme di affitto calibrato e adatto alla situazione economica;
– necessità  di migliorare la viabilità specie in direzione del centro cittadino e all’interno del centro storico con una rimodulazione del parcheggio a pagamento;
– bisogno di potenziare l’offerta di posti auto per facilitare ulteriormente la fruibilità del centro storico;
–  allargare il mercato agli operatori alimentari specializzati nel commercio di prodotti di qualità  locali;
– rendere partecipi e coinvolgere gli operatori economici nelle scelte amministrative.

 Con questo incontro vogliamo raccogliere altre proposte dalla cittadinanza e dai negozianti  per una promozione e un rilancio delle attività commerciali e artigianali della nostra Osimo.

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Osimo 2020 la città che vogliamo. Report dell’incontro con l’architetto Riccardo Picciafuoco

OSIMO 2020: FORUM DI IDEE SULLA CITTA’ CHE VOGLIAMO“.

Ricevo da PD Osimo e pubblico il report dell’incontro svoltosi mercoledì 30 ottobre nell’ambito del progetto”OSIMO 2020: FORUM DI IDEE SULLA CITTA’ CHE VOGLIAMO“,  con l’arch. Riccardo PICCIAFUOCO: Espansione o RIGENERAZIONE urbana di Osimo ?

Questo il tema che grazie all’intervento dell’architetto Riccardo Picciafuoco ha animato il dibattito della serata.
L’argomento, molto sentito ad Osimo, necessita di essere inquadrato da un punto di vista generale e necessita una definita politica di progetto alle spalle che superi i favoritismi e l’ignoranza che per lungo tempo hanno segnato le azioni svolte in questi campi.
Oggi che la crisi finanziaria, trasformatasi ben presto in edilizia, ha contribuito a rendere problematica la situazione, emerge con chiarezza il bisogno di proporre idee nuove che conducano al conseguimento di risultati diversi da quelli fin’ora raggiunti.
Il progetto Marche 2020 mette a disposizione, per le migliorie nei territori della Regione, un miliardo di euro nei prossimi sei anni da utilizzare attraverso una strategia che si basi sul confronto e l’integrazione tra le diverse aree ed una visione policentrica del territorio. Ecco perché, qualora questo realmente accada, i cittadini devono farsi trovare preparati.
La proposta di legge di iniziativa popolare per la tutela del paesaggio, lo sviluppo ecocompatibile ed il governo del territorio presentata dal forum per il paesaggio delle Marche con la raccolta di 8.713 firme, dimostra come un tema apparentemente tecnico, in realtà, oggi coinvolga da vicino moltissimi cittadini.
I punti fondamentali della proposta riguardano la tutela attiva del paesaggio inteso come bene comune, alla stregua dell’acqua o dell’aria. Concepire il paesaggio come un bene comune significa che esso deve rappresentare l’interesse della collettività e dunque l’inserimento di un nuovo edificio deve essere ritenuto un beneficio per tutti, in base anche alle conseguenze successive che esso avrà sul territorio. Con tutela attiva si intende un modo di agire finalizzato alla rigenerazione del paesaggio che ha come obiettivo fondamentale il benessere complessivo, diffuso ed armonico della comunità.
Da dati recenti emerge che ogni giorno in Italia consumiamo tra 670.000 e 710.000 mq di suolo; quella parte superficiale di terreno da cui dipende la sopravvivenza dell’uomo sulla terra.
Dunque basta al consumo di suolo, il primo obiettivo è quello di fermarci.
Oggi sono molte le aree urbane inutilizzate, i capannoni industriali abbandonati, le case disabitate.
Piuttosto che costruire nuove aree urbane è necessario rigenerare le esistenti, ridurre a zero la cementificazione del territorio, incrementando però i servizi ed il benessere del cittadino attraverso un progetto politico ragionato che supporti la pianificazione architettonica delle città.
Le trasformazioni effettuate sul territorio, inoltre, devono mirare a salvaguardare la conservazione delle risorse non rinnovabili presenti, come i centri storici, che non possono ritornare una volta distrutti o deturpati.
La politica europea degli ultimi anni si sta fortemente spostando in questa direzione e sono molte le città che stanno riducendo l’urbanizzazione e la cementificazione a favore della creazione di aree verdi e dei terreni per l’agricoltura, con i fondi messi a disposizione.

Rigenerazione urbana Riccardo Picciafuoco_ 30 ottobre    La pianificazione urbanistica di Osimo è disordinata, non chiara e non ragionata; le politiche che la organizzano sono spesso discutibili. Lo dimostrano le aree industriali dislocate che non hanno tenuto in considerazione l’integrazione tra i territori e che oggi vedono più del 25% dei capannoni abbandonati, la continua edificazione di nuove aree a volte motivata soltanto dalle esigenze dell’amministrazione comunale di nuove entrate economiche e la mancata accortezza nella pianificazione dei servizi e degli interventi che dovrebbero seguire la costruzione edilizia. L’alluvione che ha colpito la città nel 2006 ha provocato molti danni portando alla luce temi come l’importanza di assicurare canali per far defluire le acque piovane. Fare attenzione all’invariante idraulico nel momento in cui vengono cementificate nuove aree è uno di questi.

Ad Osimo Stazione, dopo l’alluvione, sono stati individuati gli interventi da fare, ma essi non sono stati ancora realizzati. A ciò aggiungiamo che il piano regolatore osimano è formalmente attivo, ma presenta nella pratica molte difficoltà,in quanto in varie zone esso è stato contestato dalla Regione. Questo non sembra rispondere ai reali bisogni della cittadinanza.
In questo momento spetta alle organizzazioni politiche ascoltare la voce dei cittadini ed avanzare proposte per migliorare la situazione che un’attenta amministrazione comunale può mettere in pratica in quanto è questa che detiene la pianificazione urbanistica della città.
Gli spunti sorti dal dibattito che ha animato la serata del 30 ottobre sono molti e partono dall’idea di ridurre notevolmente la cementificazione e la urbanizzazione di nuove aree, riqualificando le esistenti. Anche il social housing potrebbe essere una spinta: invece di costruire nuove zone ad esso dedicate, con il rischio di ricadere nello stesso errore della case popolari, creando cioè quartieri chiusi – ghetti –, potrebbero indirsi bandi di concorso per le imprese che hanno abitazioni invendute. Il punto di fondo rimane sempre lo stesso: l’esigenza di un piano regolatore guidato da una forte politica di tutela del paesaggio, del territorio, dei cittadini, e non dell’interesse privato.

Osimo 2020 la città che vogliamo. Terzo incontro con i cittadini mercoledì 30 ottobre: “Espansione o RIGENERAZIONE urbana di Osimo ? “

Mercoledì 30 ottobre terzo appuntamento,  organizzato dal PD di Osimo nell’ambito del progettoOSIMO 2020: FORUM DI IDEE SULLA CITTA’ CHE VOGLIAMO.

Tema della serata sarà l’ URBANISTICA ne parleremo con l’architetto RICCARDO PICCIAFUOCO   esperto urbanista.

L’Italia ed anche il nostro territorio sta sparendo, e non in senso metaforico: speculazione e cemento si stanno mangiando il Paese come un cancro.  Il Paese perde quotidianamente 70 ettari di suoli. Le città  hanno cementificato il 60% del proprio territorio. A Roma cancellati 35 mila ettari. Numeri che assomigliano ad un epitaffio più che a un grido d’allarme, e che fotografano plasticamente la tragedia di una Nazione che ha deciso di non avere un futuro.
E’ possibile uno sviluppo sostenibile-ecologico urbano, con una idea di città cui tendere che è quella di una città compatta evitando il “consumo di suolo”, cercando di evitare la continua urbanizzazione dispersa sui territori agricoli, ristrutturando, riusando, e riqualificando l’esistente ?

L’ incontro si svolgerà, mercoledì 30 ottobre alle ore 21, 15  presso i locali all’interno della Galleria Commerciale di via M. Polo-  ci confronteremo con l’architetto  RICCARDO PICCIAFUOCO urbanista esperto in materia.

Rigenerazione urbana Riccardo Picciafuoco_ 30 ottobre
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Osimo 2020 la città che vogliamo. Secondo incontro con i cittadini giovedì 24 ottobre: “quale TURISMO per Osimo”

Giovedì 24 ottobre secondo appuntamento,  organizzato dal PD di Osimo nell’ambito del progettoOSIMO 2020: FORUM DI IDEE SULLA CITTA’ CHE VOGLIAMO.

Tema della serata sarà il TURISMO ne parleremo con Marco Gallegati docente di politica economica ed economia del Turismo presso l’Università di Ancona.
Osimo è un comune che si trova in una posizione strategica: è localizzato a poca distanza fisica e temporale dal mare e dalla montagna. Si trova fra le colline marchigiane  circondato da città rinomate per gli antichi centri storici : Ancona, Loreto, Senigallia, Offagna . Ha un territorio di rilevanza paesaggistica ed archeologica.  L’interno della città è stato definito  una sorta di museo a cielo aperto che, da Palazzo Campana, caratterizzato da interventi architettonici sei-settecenteschi, conduce alla scoperta di preziosi interni barocchi, di Chiese e Palazzi, come quello voluto dal cardinale Antonio Maria Gallo, fino al salone affrescato dal Pomarancio. Per non parlare del maestoso Duomo, delle altre chiese e del santuario di  San Giuseppe da Copertino, il  “Santo dei voli” vissuto nel Seicento..
Questi sono alcuni prerequisiti per definire Osimo come una città che possiede le potenzialità per beneficiare dei flussi turistici organizzati e non . Ma perchè un turista, dopo aver visitato il comprensorio, dovrebbe fare tappa ad Osimo ? A questa domanda, ad oggi, non possiamo dare risposte soddisfacenti perchè manca un sistema di rete e di relazioni locali che mettano a sistema quanto possediamo in termini di risorse e beni culturali, paesaggistici ed archeologici. In termini di offerta ricettiva ( bed and breakfast, case vacane, affitta camere, ecc), in termini di offerta enogastronomica.
Insomma,  se  il Turismo è l’arte del creare, Osimo ha tutte  le potenzialità per farlo attraverso una seria offerta studiata e programmata e non con interventi sporadici.

L’ incontro si svolgerà, giovedì 24 ottobre alle ore 21, 15  presso i locali all’interno della Galleria Commerciale di via M. Polo-  ci confronteremo con il prof.Marco Gallegati docente di politica economica ed economia del Turismo presso l’Università di Ancona.

Gallegati Turismo 24 ottobre 2013
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Osimo 2020 la città che vogliamo. Primo incontro con i cittadini mercoledì 16 ottobre: “dall’IMU alla SERVICE TAX”

Il Partito Democratico di OSIMO propone un approfondimento sulla nostra città.
Osimo 2020: la città che vogliamo, è uno strumento attivo della nostra azione attraverso il quale sviluppare  un’idea di città  in vista delle amministrative del 2014.
Osimo 2020 ha due obiettivi:

Di merito: mettere in campo alcuni punti programmatici attraverso lo studio e la riflessione su alcuni temi cardine per la nostra città;

Di metodo: il coinvolgimento e l’apertura nei confronti dei cittadini, delle associazioni e di tutti i soggetti organizzati di Osimo. Scrivere un programma un mese prima delle amministrative e metterlo su un sito non serve a molto, anzi non serve a nulla.
Noi abbiamo scelto un’altra strada quello del coinvolgimento, della partecipazione e della trasparenza.

Gli strumenti che abbiamo messo in campo sono :

– Riunioni e audizioni di gruppi di lavoro
– Incontri pubblici
– Assemblea nei quartieri in cui invitiamo cittadini, iscritti e votanti delle primarie, associazioni ed attori della città.
– Viaggi nelle città virtuose per valutare come hanno ottenuto i migliori risultati nell’amministrazione.

Non vogliamo scrivere il libro dei sogni ma un programma realizzabile,
di cambiamento,  innovativo e sostenibile.

Il primo incontro pubblico è fissato per  mercoledì 16 ottobre 2013, con il dott. Antonello Delle Noci, Assessore alle finanze del comune di Pesaro, ci confronteremo su risorse, finanze ed equità fiscale del Comune.

16 ottobre Delle Noci

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Ho un sogno: un centro sinistra unito, anche con il M5S, per salvare il Paese e dare luce alla nostra città.

Chiusa l’esperienza delle “larghe intese” che faranno i parlamentari 5 Stelle ?
Appoggeranno il Partito Democratico, SEL e quanti altri, che con  senso di responsabilità,  cercheranno di dare vita ad un “governo di scopo” finalizzato ad effettuare provvedimenti urgenti, necessari e utili per il Paese come una nuova legge elettorale e la legge di stabilità ?
Sta scritto che una persona si giudica nelle contingenze più severe, questo vale tanto più per i politici. Di fronte a questa situazione di emergenza causata dall’irresponsabilità della destra, credo che il M5S sia chiamato ad assumersi sulle proprie spalle, condividendone il peso con le altre forze democratiche, scelte per escludere una volta e per sempre dalla storia della nazione e dei nostri figli Silvio Berlusconi.e il suo circondario di servi.

Ci sarà bisogno di “sporcarsi le mani”, contaminandosi con altre forze politiche come teme B.Grillo ? Forse si, e questa è la politica in una democrazia..
Anch’io nutro perplessità verso alcuni parlamentari  del partito democratico, li vorrei migliori  ( penso in particolare ai 101 parlamentari del PD che hanno boicottato Prodi) ma anche alcuni parlamentari del M5S forse non brillano per simpatia, competenza e capacità, ma di una cosa sono sicura: che la gran parte degli elettori del partito democratico , così come quelli del M5S , sono persone per bene che hanno solo fame di futuro e di luce.
Alcuni commentatori politici sulla stampa di questi giorni rilevavano che, per certi versi, questi sono giorni simili a quelli che seguirono l’otto settembre del 1943. Ora non è tempo di distinguerci tra partigiani rossi e partigiani bianchi, ora è tempo di cacciare gli “sfascisti” dall’Italia e arrivare, tutti insieme, ad un nuovo 25 aprile. Solo dopo, quando sarà ristabilita la pace, competeremo lealmente sulla base degli argomenti e dei contenuti.
Credo che per il nostro Paese, ma vale anche per la nostra Osimo 2014-2019 su questo dovremmo interrogarci: cosa vogliamo fare del resto delle nostre vite e cosa vogliamo lasciare ai nostri figli ?
Mi auguro che il futuro per il nostro Paese  e per la nostra città sia un  luogo di luce.
Con speranza, Paola.