Osimo 2020 la città che vogliamo. Report dell’incontro “Dal diritto alla casa al dritto all’abitare”.

OSIMO 2020: FORUM DI IDEE SULLA CITTA’ CHE VOGLIAMO“.

Ricevo da PD Osimo e pubblico il report dell’incontro svoltosi martedì 19 novembre nell’ambito del progetto”OSIMO 2020: FORUM DI IDEE SULLA CITTA’ CHE VOGLIAMO“,  con Ezio Capitani, ex presidente dell’ERAP di Ancona: Dal DIRITTO alla CASA al DIRITTO all’ABITARE !.

168777797CASA_2764_6703Questo il tema centrale del sesto incontro di Osimo 2020 Forum di Idee per la città che vogliamo.
Ezio Capitani, ex presidente dell’ERAP di Ancona, ha immediatamente sottolineato l’importanza di affiancare al tema della casa quello dell’abitare; concetto vasto che implica una visione complessa del diritto inviolabile di ogni cittadino.
Tutelare il diritto ad abitare significa anche garantire la qualità della vita degli abitanti attraverso servizi, politiche sociali e culturali ed attraverso una visione globale della struttura della città raggiunta con analisi e studi.
In realtà i provvedimenti ed i dibattiti politici degli ultimi anni hanno prestato poca attenzione al tema della casa che torna oggi alla ribalta a causa della grave crisi edilizia che affligge il paese.
Con la fine del Novecento la maggior parte delle leggi vigenti è caduta in disuso mentre, contemporaneamente, sono sorti nuovi problemi: incremento dell’immigrazione, aumento della fascia medio-bassa della popolazione, forte sviluppo urbanistico soltanto in rari casi guidato da progetti per migliorare lo sviluppo e la vivibilità delle città. Tutto ciò ha portato ad un forte squilibrio, a vaste aree di urbanizzazione incompiuta e a numerosi alloggi invenduti, contribuendo quindi all’attuale crisi edilizia.
I pessimi risultati della cementificazione sfrenata e della speculazione edilizia sono sotto gli occhi di tutti: tantissimi sono i quartieri deturpati da costruzioni in degrado, perché mai terminate o perché invendute da lungo tempo. Gli alti oneri di urbanizzazione fanno sì che tali aree siano rigettate anche dagli stessi costruttori che cercano modi per ridarle indietro ai Comuni.
Osimo2010 19 novembre Oggi non ha più senso parlare della costruzione di nuove case popolari per dare alloggio a chi non riesce a permetterselo, ma ci si deve occupare da un punto di vista diverso della più vasta tematica dell’edilizia sociale che porta con se una visione ampia e qualitativa della città.
Con edilizia sociale o social housign si intende l’insieme delle attività atte a fornire alloggi adeguati, attraverso regole certe di assegnazione, a famiglie che hanno difficoltà nel trovare un alloggio alle condizioni di mercato perché incapaci di ottenere credito o perché colpite da problematiche particolari.
Quindi oggi non si tratta di costruire nuove abitazioni atte ad ospitare le fasce di popolazione più bassa che non possono permettersi di comprare una casa in cui vivere e che spesso sono state richiuse in quartieri-getto nei quali non si è affatto tenuto conto delle esigenze effettive degli abitanti e neppure preso in considerazione di un ideale condiviso di aggregazione sociale. Si tratta piuttosto di risolvere il problema con le risorse esistenti che sono molte ma spesso utilizzate veramente male ed è necessario che lo stato, le regioni, i comuni attuino politiche realmente focalizzate sul tema dell’abitare ed in queste investano le loro energie.
Esistono molte soluzioni adeguante ed intelligenti che potrebbero contribuire alla soluzione del problema della casa, tra le quali l’aumento dei controlli sulle effettive assegnazioni degli alloggi popolari, la creazione di bandi affinché aree invendute possano essere dedicate all’edilizia sociale, ma, prima fra tutte, l’attenzione che deve essere posta da ogni comune nella formulazione di un piano regolatore che superi l’interesse privato ed che sia grado di tutelare ogni fascia di popolazione che compone la cittadinanza, garantendone l’integrazione.

    

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