Traditori degli italiani, degli italiani onesti chiamati a tanti sacrifici, oggi vanificati dagli interessi personali del boss: sono i SFASCISTI

Berlusconi sfascistaSilvio Berlusconi e il PdL, prima con l’annuncio delle dimissioni in massa dei parlamentari e poi con le dimissioni dei ministri, fanno cadere il Governo Letta.
E’ l’ennesima azione di sfascio portata avanti da una destra irresponsabile e aggiogata al suo leader-padrone. I costi economici, sociali e democratici per il Paese, per una crisi così grave – perchè voluta nel nome della pretesa che il sig. Silvio Berlusconi debba essere al di sopra della legge! – rischiano di essere pesantissimi.
Quanto devono ancora pagare e patìre gli italiani, i lavoratori, le imprese, per i problemi di Berlusconi?

A tutto questo bisogna dire basta, perchè la misura è colma!
Ha ragione Enrico Letta: subito in Parlamento e lì, davanti agli italiani, ognuno si assuma le proprie responsabilità.
Ora nessuno ha più alibi! Se il PdL vuole fare cadere il Governo, in Parlamento si deve verificare se c’è una maggioranza – senza il PdL – per dare vita a un Governo che dia attuazione ai principali provvedimenti economici e approvi una nuova legge elettorale. Poi si dia la parola agli italiani.
E’ ora che la destra paghi, finalmente, il prezzo di tanta irresponsabilità e dei danni enormi provocati al Paese. e il Movimento 5 STELLE che farà ?

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Eugenio Scalfari – Due caimani e due bande di camerieri

giornale La RepubblicaDue caimani e due bande di camerieri. Prove di eversione di Eugenio Scalfari
Il Caimano. Debbo dire che Moretti aveva capito prima e meglio di tutti chi fosse il personaggio Silvio Berlusconi. E lo capì altrettanto bene Roberto Benigni scrivendo su di lui una ballata citata ieri sul nostro giornale da Gianluigi Pellegrino: “Io compro tutto dall’A alla Z / ma quanto costa questo c… di pianeta. / Lo compro io. Lo voglio adesso. / Poi compro Dio, sarebbe a dir compro me stesso”.
Quanto a me, poiché siamo in tema di ricordi, in un articolo del 1992 scrissi e titolai: “Mackie Messer ha il coltello ma vedere non lo fa“. E poi D’Avanzo e la “dismisura” del Capo e proprietario di Forza Italia denunciata da Ezio Mauro come una sorta di lebbra che infetta e uccide la nostra democrazia.
Per dire chi è il Caimano la vena satirica e il giornalismo vedono talvolta più lontano della politica. La magistratura che ha il potere di controllo sulla legalità, è più lenta ma poi, quando arriva all’accertamento della verità, le sue sentenze definitive non consentono salvacondotti di sorta, il Caimano e il Mackie Messer di turno finiscono, come è giusto, in galera. Salvo difendersi con l’eversione.
Le dimissioni di tutti i deputati e i senatori del Pdl, chieste ed anzi imposte da Berlusconi e raccolte dai capigruppo Brunetta e Schifani, sono eversione vera e propria e così l’ha definita il presidente della Repubblica.
Non sono in nessun caso paragonabili all’Aventino messo in atto novant’anni fa dai deputati antifascisti. Loro avevano quella sola risposta possibile contro il regime dittatoriale che aveva calpestato e distrutto la democrazia; questi di oggi hanno la democrazia nel mirino e sperano che con questa trovata possano travolgere lo Stato di diritto che è la base sulla quale la democrazia si fonda.
Questo è l’obiettivo principale che il Caimano e i suoi sudditi ci propongono. Un obiettivo però difficilmente raggiungibile per due ragioni. La prima è procedurale: le assemblee parlamentari non possono funzionare se per qualche ragione viene a mancare non occasionalmente ma in permanenza il numero legale. Ma le dimissioni dei parlamentari del Pdl non incidono sul numero legale. Alla Camera il Pd da solo ha la maggioranza assoluta; in Senato la maggioranza è di 161 membri mentre i senatori del Pdl, della Lega e degli altri loro alleati raggiungono i 117. Quindi il Parlamento può continuare a funzionare.
Ma c’è un secondo elemento non procedurale ma politico: una parte dei sudditi forse non è più disposta a sopportare la sudditanza quando essa sconfina nell’eversione. Qualche segnale in questo senso c’è. Forse si aprirà qualche faglia nel Pdl che potrebbe innescare una vera e propria implosione. Si tratta di problemi di coscienza e di coraggio. Non ci metterei la mano sul fuoco per affermare che avverranno ma certo il tempo per verificarlo è molto breve.
L’altro bersaglio del Caimano è quello di abbattere il governo Letta o – peggio – di lasciarlo in vita paralizzato e logoro ogni giorno di più come già è stato tentato con qualche successo nei mesi scorsi e come si è platealmente verificato nella seduta del Consiglio dei ministri di venerdì, portando Letta alla conclusione di spezzare questo circuito nefasto e presentarsi alle Camere chiedendo la fiducia su un programma concreto e vincolante per tutti i parlamentari di buona volontà, quale che ne sia il colore e la provenienza.
Il Capo dello Stato è d’accordo su questo percorso, ricordando che i primi adempimenti con tempistica obbligatoria debbono essere la riforma elettorale che modifichi il “porcellum” in modo adeguato abolendo i suoi aspetti chiaramente anticostituzionali e l’approvazione della legge finanziaria senza di che il primo gennaio andrebbe in vigore l’esercizio provvisorio con la conseguenza di portare al fallimento la nostra finanza pubblica e al suo commissariamento da parte dell’Unione europea, della Banca centrale e del Fondo monetario internazionale.
A questa catastrofe che peserebbe sulle spalle di tutti gli italiani il Caimano e quelli che gli danno man forte ci possono arrivare e vogliono arrivarci. Il paese e gli elettori dovrebbero risvegliarsi e farsi sentire. Capiranno? Lo faranno? O una parte rilevante di loro mangerà ancora una volta la minestra avvelenata della demagogia? Sarebbe la sesta volta in diciannove anni di berlusconismo. Il pericolo è questo.
* * *
Enrico Letta si presenterà alle Camere domani e dopo domani (meglio prima che dopo) con un programma concreto delle cose da fare.
 Le prime due (riforma elettorale e approvazione delle legge finanziaria) le abbiamo già dette. Ma il contenuto di quest’ultima sarà aggiornato e integrato da decreti che tengano conto degli impegni già indicati cinque mesi fa, sui quali allora il governo ottenne l’ampia fiducia del Parlamento. Fermi restano quelli presi con l’Europa di mantenere il deficit sotto la soglia del 3 per cento per evitare la ripresa della procedura di infrazione da parte dell’Ue, tutti gli altri sono dedicati alla crescita, agli sgravi delle imposte che pesano sui lavoratori e sulle imprese e sulle relative coperture finanziarie, credibili e non inventate.
La cifra totale delle risorse che è necessario reperire oscilla tra i 5,5 e i 7 miliardi, necessari soprattutto per evitare l’aumento dell’Iva, incentivare l’industria e i lavoratori e aumentare entro quest’anno il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione creando in tal modo una liquidità preziosa per le imprese e per le banche.
Un programma al quale hanno lavorato nelle scorse settimane lo stesso Letta e Saccomanni. Ma il Caimano ha fiutato il pericolo ed ha emesso ieri pomeriggio un ultimatum rivolto questa volta ai suoi ministri: debbono dimettersi immediatamente perché l’aumento dell’Iva ci sarà. Doveva essere impedito dal Consiglio dei ministri di ieri, ma sono proprio i suoi ministri ad aver congelato quel Consiglio impedendo che prendesse qualunque deliberazione. Adesso il Caimano, sfoderando l’ennesima bugia, rovescia le responsabilità per mandare all’aria il governo prima ancora che si presenti alle Camere.
Resta ora da vedere se i suoi ministri si piegheranno all’ultimo ordine del boss. Tutti o solo alcuni? Tutti, capitanati da Alfano. Non ministri, ma camerieri che antepongono gli ordini del padrone agli interessi del paese.
Così l’Iva aumenta, la seconda rata dell’Imu dovrà esser pagata, le erogazioni destinate a pagare i debiti dell’amministrazione saranno bloccate e lo “spread” tornerà irrimediabilmente a salire. Il tutto senza curarsi dello sfascio del paese pur d’allontanare l’applicazione d’una sentenza che punisce un congenito evasore fiscale e creatore di fondi neri destinati alla corruzione.
Ci auguriamo che Letta vada fino in fondo e attendiamo anche di vedere come si comporteranno in questo caso Vendola e la sinistra che guarda le stelle (cinque che siano) e metta invece finalmente i piedi per terra.
Quanto a Grillo sappiamo che cosa vuole perché lo dichiara un giorno sì e l’altro pure. Può sembrare strano, ma vuole le stesse cose di Berlusconi: la caduta del governo, le elezioni anticipate col “porcellum”, le dimissioni di Napolitano e un governo di grillini e di chi la pensa come loro (Berlusconi?) per una politica che si disimpegni dall’Europa e dall’euro e spenda e spanda per far contenti gli italiani.
Ma in che modo li farà contenti? Il risultato sarà lo sfascio totale, peggio della Grecia che comunque dall’Europa e dall’euro non è uscita e non vuole uscire.
La Grecia è irrilevante per l’equilibrio europeo; l’Italia no. Il fallimento dello Stato italiano, una democrazia etero-diretta da due caimani, una spesa pubblica alle stelle (molto più di cinque) e i mercati all’assalto del nostro debito, del tasso di interesse e di quello dell’inflazione, sarebbe più d’una catastrofe. Finiremmo come il Mali o il Kazakistan o la Somalia, nelle mani di due bande dominate da due irresponsabili.
Questa è la posta in gioco e ormai è questione di giorni.

Condannato: Berlusconi

Epifani 5 “La sentenza va rispettata, eseguita e applicata“. Sono le prime parole del segretario del PD, Guglielmo Epifani, a commento della decisione della Cassazione sul processo Mediaset.
“Il PD ha atteso la sentenza della Corte di Cassazione con un atteggiamento di grande serietà, privo di qualsiasi forma di speculazione politica. Oggi, dopo il verdetto di condanna, esprime il suo totale rispetto per la sentenza, le motivazioni correlate e il rigore delle procedure seguite”, aggiunge Epifani.
La condanna di Silvio Berlusconi è atto di grande rilevanza. Per quanto riguarda il PD questa condanna va non solo, come è naturale, rispettata ma va anche applicata e resa applicabile e a questo spirito si uniformerà il comportamento del Gruppo parlamentare“, conclude.
“Il PD, per il rispetto che si deve alla separazione dei poteri, chiede a tutte le forze politiche, e al PdL in particolare di esprimere comportamenti rispettosi delle funzioni e dei poteri della Cassazione e di non usare forzature istituzionali, a seguito di una sentenza che muove dall’accertamento dei fatti e non da pregiudizi”. Lo dice il segretario del PD, Guglielmo Epifani.

La Cassazione conferma la condanna a 4 anni, per frode fiscale, di Silvio Berlusconi

La Cassazione ha confermato la condanna di Silvio Berlusconi nell’ambito del processo Mediaset sui diritti tv, e ha deciso che sull’interdizione dai pubblici uffici (per 5 anni) dovrà essere la Corte d’appello di Milano a ripronunciarsi, rideterminandola al ribasso.

L’antefatto
La cresta sulla compravendita dei diritti di film made in USA avveniva, secondo l’ipotesi accusatoria, in modo illegale: Mediaset non li comprava direttamente ma da società offshore (Century One e Universal One e altre come la Wiltshire Trading e la Harmony Gold) che a loro volta li cedevano ad altre società gemelle, facendo lievitare il prezzo ad ogni passaggio. La differenza tra il valore reale e quello finale consentiva di mettere da parte fondi neri. Berlusconi avrebbe intascato fondi neri (280 milioni di euro in dollari, lire, franchi francesi e svizzeri e fiorini olandesi) in nero, senza pagarvi le tasse e frodando i propri azionisti (falso in bilancio). Ma la difficoltà maggiore per i PM è stato capire come avvenivano tali operazioni, considerato che il premier ha lasciato tutte le cariche sociali nel 1993. Berlusconi avrebbe continuato a occuparsi delle società tramite prestanome.
L’ipotesi accusatoria è suffragata dalle testimonianze di Carlo Bernasconi (capo della Silvio Berlusconi Communications), Oliver Novick (responsabile della Direzione Corporate Development) e Marina Camana (segretaria di Bernasconi che, secondo le rivelazioni dell’Espresso, ha raccontato proprio che le indicazioni per gli acquisti venivano da Arcore).
Il 18 giugno 2012 i PM Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro chiedono al giudice una condanna di 3 anni e 8 mesi per frode fiscale di 7,3 milioni di euro. Il 26 ottobre 2012 i giudici del Tribunale di Milano hanno condannato Silvio Berlusconi a quattro anni di reclusione, una pena più dura di quella chiesta dalla pubblica accusa. Tre anni al produttore cinematografico Frank Agrama mentre il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, è stato assolto per “non aver commesso il fatto”. Ai manager Daniele Lorenzano e Gabriella Galetto sono state inflitte, rispettivamente le condanne a tre anni e otto mesi e un anno e due mesi di reclusione.
Le pene sono condonate nella misura di tre anni grazie all’indulto del 2006.
Per l’ex presidente del Consiglio i giudici hanno stabilito come pena accessoria l’interdizione per cinque anni dai pubblici uffici e l’interdizione per tre anni a contrattare con la pubblica amministrazione.
Agli imputati, in totale undici, veniva contestata la frode fiscale. I giudici hanno disposto un versamento a titolo di provvisionale di 10 milioni di euro all’Agenzia delle Entrate da parte degli imputati condannati. Per Paolo Del Bue (Banca Arner) è stata dichiarato il non luogo procedere per intervenuta prescrizione. Gli altri imputati sono stati assolti o si sono visti riconoscere la prescrizione del reato.

Ma pagare i testimoni non è un reato gravissimo?

I soldi di Silvio Berlusconi alle ragazze

Paghette da 2.500 euro, case comprate, ville regalate e perfino i bonifici per le bollette. Nella Memoria di accompagnamento alla requisitoria del pubblico ministero Ilda Bocassini, sono elencate tutte le presunte spese per gli ospiti alle feste di Arcore
1. Karima El Mahroug, Ruby
2. Nicole Minetti
3. Marysthell Polanco
4. Ioana Visan
5. Miriam Loddo
6. Lisa Barizonte
7. Imma De Vivo
8. Giovanna Rigato
9. Raissa Scorkina
10. Francesca Cipriani
11. Alessandra Sorcinelli
12. Aris Espinosa
13. Silvia Trevaini
14. Elisa Toti

falsa testimonianzaIl testimone e la testimonianza secondo la nostra legge.

E’ testimone ogni persona che può assistere a episodi e/o sapere cose che possono servire ad accertare se un determinato fatto sia effettivamente accaduto, con che modalità si sia svolto e chi ne sia rimasto coinvolto.
La testimonianza costituisce un dovere, a cui la persona non può sottrarsi.
L’art.377 del codice penale, a riguardo, prevede il reato di “subornazione”

Subornazione. Chiunque offre o promette denaro o altra utilità alla persona chiamata a rendere dichiarazioni davanti all’autorità giudiziaria …per indurla a commettere i reati previsti dagli articoli 371 bis, 372 e 373, soggiace, qualora l’offerta o la promessa non sia accettata, alle pene stabilite negli articoli medesimi ridotte dalla metà ai due terzi. La stessa disposizione si applica qualora l’offerta o la promessa sia accettata, ma la falsità non sia commessa. La condanna importa l’interdizione dai pubblici uffici.

Subornare il testimone. Si tratta  di uno dei delitti più spregevoli che si possano commettere in danno della giustizia. La parola “subornare”: significa in buona sostanza dare (o anche solo promettere) ad un testimone denaro o qualsiasi altra utilità ai fine di fargli deporre il falso.
La responsabilità penale di chi commette tale reato (o di chi agevola o istiga taluno a commetterlo) è molto grave in quanto, sol per il fatto di agire o “consigliare” tale azione, viene posta in pericolo automaticamente la ricerca della verità che avviene nel processo.
A tali fini è irrilevante – cioè non conta – che il teste sia sentito effettivamente dal Giudice, ma è sufficiente sia ammesso a deporre, mentre non è necessario che egli abbia accettato o meno la “proposta indecente”.
A tali fini è irrilevante che l’azione sia avvenuta in tempi anteriori all’ammissione, purché debba (al di là del ragionevole dubbio) presumersi certamente compiuta proprio in vista della futura assunzione della veste di testimone.
Non sussiste tale reato invece, per esempio, quando la dazione di denaro o altra utilità sia avvenuta in adempimento di un contratto stipulato con il testimone in tempi anteriori e non sospetti, cioè prima che avvenisse il fatto su cui deporre.
Non sussiste la subornazione quando, per esempio, per il testimone manchi qualsiasi vantaggio economico ed uno scambio sia avvenuto nella più completa normalità: per esempio l’interessato (commerciante di scarpe) aveva venduto al testimone, per il prezzo corrente, un paio di scarpe da quest’ultimo regolarmente pagate. Elemento decisivo è, il “vantaggio” economicamente valutabile anche se comparso in seno ad una contratto formalmente stipulato in forma di prestazioni corrispettive.
Per es. (data la difficoltà notoria di trovare lavoro), una improvvisa “assunzione” del testimone presso la ditta dell’interessato è sicuramente un vantaggio.
Sussiste reato diverso e più grave se il teste (corrotto) dica poi effettivamente il falso.
La dottrina pone in luce che, affinché l’azione costituisca subornazione, è necessario che sia diretta al fine criminoso indicato, cioè far deporre il falso.

Ciascuno di noi è libero di immaginare e pensare, alla luce di quanto dice la legge, se la PM Bocassini, nella sua requisitoria,  sia stata corretta – tenendosi al rispetto della legge – o ha avuto un incomprensibile ed illegittimo  atteggiamento “perseguitorio” nei confronti dell’imputato sig Berlusconi S.

Campagna elettorale 2013: pulizia liste PDL

campagna elettorale 2013Fuori Cosentino e dell’Utri dalle liste  del PDL

Ma che pulito è quello dove resta al centro la macchia più grossa?
Essere indagati per mafia o camorra è peggio che esserlo per prostituzione minorile?

Paola

Ci ha riprovato…

Il Tribunale di Milano ha respinto la richiesta da parte degli avvocati di Berlusconi di sospensione del processo Ruby (la “nipote di Mubarack”) per legittimo impedimento a causa di impegni in campagna elettorale. L’escamotage studiato con Maroni per ingannare gli elettori della Lega si è quindi ritorto contro il Cavaliere: i giudici di Milano hanno infatti motivato la loro decisione perché “Berlusconi non è il candidato premier, ma un candidato qualunque” (non è nemmeno segretario del partito, visto che quell’incarico è ricoperto da Alfano -se pur a livello nominale-). E comunque, in un momento in cui da parte dell’opinione pubblica si richiedono liste pulite, sarebbe stato assolutamente immorale sfruttare il voto elettorale come uno squallido sotterfugio per sfuggire ai processi.

L’ITALIA in ostaggio dall’arroganza di un padrone

In Parlamento la Legge di Stabilità è bloccata dai parlamentari del Pdl, che seguono gli ordini del loro padrone e provano ad allungare i tempi per rinviare le elezioni. L’Italia è così bloccata, prigioniera dell’arroganza di una sola persona, che non esita ancora una volta a sacrificare il Paese per i suoi interessi privati.

Paola