6 luglio 1944 Osimo è libera: dai Diari di Guerra di Mons. C.Grillantini, don Fulvio Badaloni ed altre testimonianze

6 luglio 1944
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Truppe Polacche in Osimo
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dal “Diario di Guerra” di Mons. C.Grillantini

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Giorno fatale e fatidico !
ore 3
: Dopo un lungo girare di aereo, gran sibilo come di aviogetti in picchiata e terribile scoppio, il più spaventoso di questi giorni. Tutti saltiamo dai nostri letti ( io ho dormito le notti precedenti al 1° piano, nel mio studio, ma questa notte, addirittura dentro la dispensa al pianterreno, con altre cinque o sei persone) e ci precipitiamo lungo le scale del sotterraneo ora colmo di rifugiati. Saranno almeno 600 . Con me trovano alloggio quegli altri otto  o dieci che dormono su sedie presso il pozzo, e glia altri 12 che dormono su  sedie  a sdraie e panche della Chiesa, nella legnaia  e nell’andito attiguo. Poi, più nulla, quantunque avessimo tutti l’animo disposto alla solita musica.
ore 5,30: Qualcuno che ha fatto capolino dalla porta vede qualche partigiano con il mitra; attende , e ne passano altri ( tutti vestiti in kaki e al petto una coccarda con un segno rosso) ma nessun tedesco.
E’ gran silenzio. Nasce una speranza che senza rumori di artiglieria, nè spari di sorta, con il passare del tempo si consolida.
Giunge l’annunzio al rifugio. Ci si alza un po’ inebiti. Si corre sopra; è vero!.
ore 7,30: passa, dopo alcune motocarrozzette isolate, una compagnia di alleati. Dicono siano polacchi  e russi. Battimani e gioia incontenibile.  Poco dopo, un piccolo corteo di partigiani  – a capo del quale troneggia su un piccolo cavallo  Sportella .
Porta 12 prigionieri, ognuno dei quali è affiancato da una coppia di partigiani  con mitra. Si dice che in tutta la zona circostante ce ne siano razziati, con questi altri tre-quattrocento.
Appaiono i primi manifesti tricolori, portati dai partigiani e recanti il saluto alle truppe alleate e l’invito alla gioia, non disgiunta dalla serena calma. Più tardi altro manifesto del Comitato Nazionale di Liberazione costituitosi in Governo Provvisorio.
Più tardi ancora striscioni con sopra scritto:

Viva il Gen. Alexander  – Viva la libertàViva l’esercito polaccola brigata Garibaldinagli animosi del G.A.P.

Verso le 8 una compagnia di soldati polacchi è accolta molto festosamente in città. Molte case invitano i giovani. Giudicando tuttavia opportuno che la guerra non è finita, faccio un doppio giro per le principali vie e piazze, avvertendo tutti di stare molto vigilanti, per l’eventuale reazione tedesca, che infatti comincia  poco dopo. Gli imprevidenti pagano con la vita : Vincenzo PALLOTTA e Brugè al Borgo; la figlia di Gigio lo stalliere al Duomo, e forse qualche altro. Ieri sera, per voler soccorrere un tale che chiamava aiuto,  Carlo BATTAGLINI si è preso una pallottola ed è morto.  L’uomo di Suardi, tale Polentò ha incontrato la stessa sorte, non so se per qualche altro motivo.
Debbo subito preoccuparmi del vitto per il mio rifugio; e porto al fornaio un Q,le  di farina: mancandogli il carbone, mi reco dal Comitato di Liberazione e poi dalla Segreteria del Comune, ottenendo un’ordinanza scritta tutta a mano ( avendo i tedeschi portato via tutte le macchine da scrivere sia della Prefettura, quanto dal Comune.

Raccolgo altre impressioni dell’importantissima giornata: i polacchi riferiscono che, dopo Ortona, non avevano trovato una tale  resistenza come quella di Osimo. La coccarda dei partigiani è una stella a 12 punte costituita da tre quadratini di diversa grandezza e di colore rispettivamente: bianco, rosso  e verde sovrapposti, in modo da alternare gli angoli. Ma i politici non la vogliono, come non la vuole il Commissario, sapendo troppo di comunista. Faranno il Sindaco e ristabiliranno i Carabinieri, con tanto di reali. Abbiamo la spiegazione del perchè fu fatto saltare il viadotto Barbalarga, a mezzogiorno: per obbligare gli alleati a transitare rimanendo sotto il controllo di chi domina il Monte della Crescia e Santo Stefano ( dove sono ora appostati i tedeschi). Ma la rivelazione più interessante è la seguente: il cavallo di Troia o l’ultimo bicchiere che costituì il punto critico ( nel quale la situazione questa notte cambiò improvvisamente) fu offerto dai partigiani, i quali – vista la impossibilità da parte degli alleati di entrare in città, fintano che le porte erano presidiate da mitragliatrici e cannoni – questa notte, ad ora convenuta, si sono appostati in vari angoli di vie e piazze mostrando appena le canne dei mitra. I pochi tedeschi, alla domanda: chi va là ? fascista ? Si sentivano rispondere: English e sparare addosso. I primi sette o otto morti convincono i tedeschi che gli alleati da qualche parte sono entrati, e si decidono a compiere quel passo cui prima o poi sapevano di dover ridursi. Ci hanno detto ancora i Polacchi che: ove la liberazione non si fosse compiuta oggi, i loro Comandanti avrebbero domandato l’intervento dell’armata aerea alleata. E allora… addio Osimo e gli Osimani !.

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dal “Diario del fronte di Guerra” di don Fulvio Badaloni parroco di San Paterniano di Osimo
tratto dal libro “Quota 360 il Monte della Crescia” di Carlo Gobbi

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Notte insonne per gli spari continui: un terrore indicibile invade gli animi di tutti. Al mattino, mentre don Alberto Passeri si veste per celebrare la messa, due soldati della polizia tedesca armati di ogni specie , gli intimano di andare con loro, perchè qualche ora prima, obbligato a lavorare per abbattere le querce ( che si trovavano nel tratto di strada accanto alla nuova chiesa), onde sbarrare la strada insieme col vecchio padre ed altre persone ( Nello Scarponi, Umberto cenci, Papa Emilio quest’ultimo uno sfollato di Ancona), si era allontanato  – col consenso di un ufficiale – per venire in Chiesa. E’ costretto a seguirli. Intanto si vedono già i primi incendi locali e circolano notizie di sanguinosi combattimenti e di numerose vittime. Al mattino vengono altri sfollati, che altrove non credono di essere abbastanza sicuri. Ora siamo ( 70 persone):
– famiglia del parroco n. 4 persone;
– famiglia Andreoni Emidio n. 4 persone;
– famiglia Cardellini Nazzareno n° 8 persone;
– famiglia Vaccarini Tommaso n° 8 persone;
– famiglia Cola Caffiero n° 6 persone;
– famiglia Vaccarini Tommaso n° 8 persone;
– famiglia Ceccarelli Renato n° 6 persone;
– famiglia Cannelli Otello n° 6 persone;
– famiglia Perinetti Maria n° 6 persone;
– famiglia Orlandini n° 6 persone;
– sfollati provenienti da fuori n° 8 persone.
Sono avvistati i primi carri armati alleati. Verso le 17 i Polacchi con camionette si avanzano e avviene un grave scontro con tiri di mitraglia con i Tedeschi tra il palazzo della sig.ra Lalla ( signora Adelaide Giardinieri un bella figura di donna che si prodigò in generosità , rimasta vedova da giovane, di un medico) e la scuola. Carletti Nazzareno aveva guidato i polacchi . Incendio da Vaccarini. Alle ore 20 una cannonata colpisce il ciglio della finestra della stalla, un fitto e nero polverone invade il primo piano: è la guerra in casa.

Andrzej Horoch

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dal libro “Passa il fronte nella Valle del Musone” di Massimo Morroni

(testimonianza resa dal dott. Amilcare Cristallini)

Di primo mattino, fra gli applausi della popolazione, entrano in Osimo i militari polacchi seguiti dai partigiani che si portano dietro prigionieri tedeschi. Dalla finestra ( abitavo nei locali attualmente occupati dall’ufficio del notaio Bellaspiga) assisto alla sfilata la quale mi annuncia che il faticoso compito di Commissario è finalmente terminato ( il 30 ottobre 1943 era stato nominato Commissario Prefettizio di Osimo). Giudico tuttavia opportuno recarmi in Comune – anche col rischio di incappare in qualche scalmanato – poichè la mia assenza potrebbe essere interpretata come un riconoscimento di colpa. Consapevole di aver fatto soltanto il bene di Osimo verso le 11.00 raggiungo il Comune e, saputo che nell’Ufficio già occupato dal Prefetto c’è l’avv. Oddo Marinelli ( Presidente del Comitato di Liberazione) mi faccio annunciare. Egli mi riceve subito, mi viene incontro tendendomi la mano, mi ringrazia per l’opera svolta e mi prega di rimanere in carica fino alla nomina del Sindaco. Confesso che non mi aspettavo un’accoglienza così cordiale ed un riconoscimento così franco, tanto più che non l’avevo mai visto né conosciuto.

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opera di R.A. Schiavoni, Sfilata dei liberatori lungo il Corso

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Il nostro Comune e gli osimani non hanno mai dimenticato  la generosità, il coraggio e la fede dei soldati e del  popolo polacco per il contributo dato alla   liberazione dell’Italia e della nostra città dal nazifascismo.
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Osimo è stata liberata anche grazie al sacrificio della vita di tanti giovani osimani. Giovani partigiani che non si piegarono alla tirannia e sacrificarono la loro vita per la libertà della nostra città e per l’Italia Repubblicana. Non possiamo essere un popolo che dimentica il suo passato.
Le stele e i piccoli monumenti sparsi per Osimo vogliono essere un ricordo alle giovani generazioni , un ricordo che dobbiamo conservare e mantenere sempre vivi e che mai nessuno negherà.

Ai partigiani caduti , stele sotto le Logge comunali

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La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
*********Paola Andreoni

 

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8 luglio 1944: dai Diari di Guerra di Mons. C.Grillantini e don Fulvio Badaloni

8 luglio 1944
1944 Romolo Augusto Schiavoni  rappresenta la trionfale sfilata per il Corso

dal “Diario di Guerra” di Mons. C.Grillantini

ore 0,30: Contraerea attivissima, molti si alzano;
ore 02,00: cannoneggiamento insolitamente intenso. Mi alzo anch’io e mi trattengo al rifugio fino alle ore 4. poi quasi calma.
ore 10,00: faccio un giro dei Rifugi più importanti ( sono, fra tutti, oltre 300) e prendo nota del numero dei presenti e dei malati. Si tratta di poco meno di 1.500 persone. di cui 47 ammalate o indisposte.
ore 12,00: Si vocifera dell’occupazione di Offagna e Camerano. centrata la batteria tedesca di san Biagio. Arriva il nuovo Comandante di Osimo , è un capitano inglese di 24 anni che conosce varie lingue ed è molto cortese.
ore 15,30: Quattro cannonate colpiscono palazzo Sinibaldi a Porta Borgo, la casa del notaio Costantini al Corso e alcune casette del Borgo.
ore 19.30: Dopo il rosario, raccomando nei rifugi di approfittare delle ore di sole e di calma, per far prendere aria  ai bambini  e di curare rigorosamente la polizia e l’igiene. Si affronta anche qualche bomba per avere acqua.
ore 22,30: Intervengo chiamato per una pacificazione tra sfollati rissanti nel rifugio. Quattro pugni fatti applicare da due energici giovanotti e l’intervento della polizia mi aiutano a portare tutto alla quiete.

dal “Diario del fronte di Guerra” di don Fulvio Badaloni parroco di San Paterniano di Osimo
tratto dal libro “Quota 360 il Monte della Crescia” di Carlo Gobbi


La notte  è migliore della precedente; ma sempre paurosa, afosa, interminabile. Al mattino, nella chies adevastata non posso celebrare; e per tante preoccupazioni non mi è possibile recitare :; e, per tante preoccupazioni , mi è impossibile recitare l’Ufficio. Al mattino, accompagnati da Ulderico BERRE’ ( nota: Ulderico Berrè , Carletti Nazzareno e Raffaelli Artemio dimostrano un grande coraggio perchè più di una volta guidano i soldati polacchi a riconoscere luoghi e postazioni tedesche, tutto ciò avviene durante il crepuscolo) vengono vicino casa i primi soldati polacchi che ci fanno molta impressione  e verso i quali ci sentiamo assai grati. Facendo un giro attorno alla chiesa mi accorgo con amara sorptesa un soldato polacco giace morto sulla cunetta sud della chiesa.Rea stato ferito presso la scalinata e seguendo il tragitto di sempre, si era forse messo al riparo. –  con supremo sforzo – nella speranza di soccorso …. ma nessuno venne. e morì. …
Un altro polacco  morto presso il trivio della chiesa, qualche altro per i campi.. com’è orrenda la guerra !
Durante il giorno tiri di quando in quando. Per il cibo, che comincia a scarseggiare facciamo alla meglio.  Al pomeriggio con nostro stupore e con un ardimento viene Vincenzo GABBANELLI con un amico dicendoci della morte del suo fratello  Nazzareno avvenuta per causa di guerra il 6 luglio: viene portando con un bastone una bandiera bianca come gli avevano detto i Tedeschi.  Gli dico che a tempo opportuno faremo quanto è possibile. Più tardi, circa quindici polacchi, a piedi in fila indiana, armati di tutto punto, con passo incerto per timore di mine, con lo sguardo fisso in avanti per scorgere qualsiasi movimento del nemico vicino alla scuola, passano nel campo presso la casa del parroco, per un’azione bellica.
La loro sorte desta in tutti la più viva commiserazione. Dopo 20 minuti circa ritornarono e molti di loro domandano acqua , molta acqua, soltanto acqua: per la massima tensione di nervi sebbene non sia molto caldo, grondano di sudore poi ritornano alla base. Gli apparecchi passano molto spesso. Qindi camionette polacche fanno un’altra sortita. Prima di notte, recito con tutti il santo rosario, e poi essendo sabato, prometto di celebrare all’indomani la messa nella cantina. I Tedeschi che hanno impostato diversi cannoni tra BASCONI, PIANGERELLI e  STACCHIOTTI, portano via la bella macchina ( nota: una Bugatti) del conte Simonetti.

1944 soldati polacchi in piazza del comune

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1944 Villa CannoneI soldati polacchi caduti nel comprensorio Loreto – Osimo – Castelfidardo – Ancona furono in totale 536. Giovanissimi caduti nei giorni dal 1 al 15 luglio 1944 e sepolti a Loreto:
ADAMCZYK JAN – ANDRZEJEWSKI STEFAN – BARANOWSKI HENRYK – BIEL ANTONI – BLACHA PAWET – BOISSE ROMAN – CHRPINSKJ ZBIGNIEN F. – CHWOLKA BERNARD – CIECHANOWICZ 5. – CZECH KAZIMIERZ – CZUBEK JOZEF – DORNA LEON – DUDEK FRANCISZEK – GAJDZISZ BRONISLAW – GRECKI PAWEL – GRYM LEOPOLD – FUTOWSZI JOZEF – HELINSKI JAN – HODYAS LEON – JAGIELLD FRANCISZEK – JANIK EUGENIUSZ – JAZWINSKI CZESLAW – ANDRZEJEN JERZY – BAASNER JAN – BARTECZKO KAZIMIERZ – BIERCZYNSKI JAN – BOGUCKI KAZIMIERZ – BURDEK WTADYSTAW – CHRYSTOF BRONISTAW – CIBA MICIIAL PIOTR – CIESLAK ZYGMUNI’ – CZRNIAK WINCENTY – DABROWSKI STANISLAW – DROZD ZYGMUNT – DUDEWICZ STANISLAW – GLADKOOWSKI ZYGMUNT – ROZANDKI CZESLAW – RUPNIESKJ JOZEF – RYMKJEWICZ ZYGMUNII – SADOWSKiI LEON – KAJNO STANISLAW- SOBOL EDWARD – SOLYGA WACLAW – STACI-IOWLXK EDMUND- SUWALSKJ ALFKSY- SZCZPIORKOWSKI JAN – SZLEZAK BULESLAW- TRAPA RYSZARD – WASILEWSKI TADEUSZ- WIJZNIAK MARCIN- ZALESNY STANISLAW W. – ZANIESKI BOLESLAW – ZAPOLSKI KONSTANTY – ZAWITOSKI BENEDYKT – ZIENTARSKJ BERNARD – JUHNKE HFNRYK – KILAN WLADYSLAM – KURAB STANISLAW – KUTANIA JOZEF – KOZLAKOOwSKj HENRYK – KRASEWSKI BOLESLAW – KUCHARSKI WLADYSLAW – KURCEWICZ WLADYSLAW – LENARI’ ADAM – LISAJ ELIASZ- LEPSM KAZIMIERZ – LUBOWSKI ANTONI – MARKOWSKI STANISLXW – MATERNA LEON – MROCZKOwsKJ CZESLAW – NAREJKO YAN – NIEZGODA JAN – NOWAK GERHARD – OBARA STEFAN – OSTRUGA MIKOTAJ – PATTOCY ZYGMUNI’ – PIOTROWSKI JAN – PROKOPOWICZ EDWARD – PRYSTALSKI EDMUND – RADIKO KAZIMIERZ – ROGULSKI TADEUSZ – RUDZIK FRANCISZEK – RUSZKIEWICZ ALEKS – SABYNICZ ALEKSANDER – SEKULA STANISLAW – SKRZYPCZYK SZCZEPAN – SOBOLFWSKI BRONISLAW – SONA ANTONI TADEUSZ – SUDZICKI MIKOLAJ – SNORZYNSKI CZESLAW – SZOTAL TADEUSZ – SZYJAN BAZYLI – UCHMANOWICZ W. – WUJTOWICZ KAZLMIERZ – WRONSKI TEODOR – ZAMLXRA CZESLAW – ZAPIOR WLADYSLAW – ZAWILA JOZEF – ZIELINSKI JAN – ZYLBERT WLADYSLAW.

1944 soldati polacchi

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