Il buon senso dimenticato dal Governo: i bambini potranno andare a scuola a settembre anche senza aver fatto i vaccini.

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Con il provvedimento “Milleproroghe”,   il Governo ha deciso di rinviare di un anno, al 2019-2020, l’obbligo di presentare i certificati vaccinali così come era stato previsto dalla legge Lorenzin per i bambini da zero a sei anni. Con tale  rinvio la precedente normativa viene di fatto scardinata.
Come medici ed esperti hanno già sottolineato, si tratta di una pessima scelta. I vaccini, come la scienza dimostra, non difendono solo le persone a cui vengono somministrati ma anche gli altri, i neonati e gli immunodepressi ad esempio che vaccinati non possono essere. Perché ciò accada occorre però raggiungere una certa soglia, il 95 per cento di copertura, compresi i richiami. Oggi sono dieci i vaccini obbligatori.

La scelta del governo, autoproclamatosi del “cambiamento”, a me sembra irresponsabile perché col rinvio si rischia di nullificare una legge che già aveva prodotto effetti positivi nell’alzare i livelli di copertura vaccinale della popolazione. Si tratta di un atto che mette in pericolo i più piccoli e soprattutto coloro che non possono vaccinarsi. Senza vaccini è come togliersi il casco in moto.
La politica è responsabilità, la politica è prendere decisioni per il bene di tutti. La politica non deve mettere in dubbio la scienza. La politica dovrebbe aiutare quanti hanno perplessità su tale materia ( dettata spesso da considerazioni culturali o convincimenti  che non trovano alcun appiglio medico-scientifico), a favorire la partecipazione e la condivisione delle scelte arrivando a far superare la dicotomia tra vaccini obbligatori e raccomandati, come una scelta di responsabilità verso tutta la nostra comunità e verso i bambini in particolare.
Paola
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Questa la decisione presa dal Governo: i bambini da 0 a 6 anni, per poter frequentare il nido e la scuola materna dovranno essere sottoposti a 12 vaccini obbligatori, pena la mancata iscrizione.

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La normativa già effettiva, in quanto adottata con decreto legge, deve trovare ora piena applicabilità. Un compito importante per enti ed istituzioni come Asl e scuole ma soprattutto per le famiglie. Famiglie che dovranno dimostrare, per i loro bambini, la regolarità del libretto delle vaccinazioni o, in caso contrario, ottemperare o ancora, se non lo fanno, vedere i loro figli esclusi o sottostare a sanzioni in caso di scuola dell’obbligo.
I vaccini rappresentano un passo fondamentale, supportato dalla comunità scientifica, per garantire ai figli, e all’intera comunità, una vita sana.

Sono 12 le vaccinazioni rese obbligatorie  che proteggono da altrettante malattie infettive, mentre le iniezioni da fare saranno solo 4  e secondo una precisa tempistica.

Le prime 6 vaccinazioni rese obbligatorie sono anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse e anti Haemophilus influenzale tipo B, tutte raggruppate in un unico vaccino esavalente che verrà fatto dal 60/mo giorno di vita in 3 dosi: a 3, 5 e 11-12 mesi di vita.

Diventa obbligatoria anche la vaccinazione anti-meningococcica B, che verrà fatta a distanza di 15 giorni dall’esavalente in 4 dosi: a 3, 4, 6 e 12-15 mesi.

Obbligatori, poi, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella. Queste vaccinazioni sono somministrate con un unico vaccino quadrivalente in un’unica dose al 13/mo mese di vita, con un richiamo previsto a 5 anni di età. Infine, l’anti meningococcica C, che verrà somministrata al 14/mo mese, con un richiamo tra gli 11 e i 18 anni.

Naturalmente occorrerà che il Governo si faccia carico di un grande progetto di sensibilizzazione a livello nazionale che assicuri i genitori e metta in risalto l’importanza della salute pubblica.
Paola

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