Mensa scolastica inaccessibile per i bimbi stranieri di Lodi

Maurizio Crozza commenta da Fabio Fazio, nel programma “Che fuori tempo che fa”, il caso della mensa scolastica inaccessibile per i bimbi stranieri di Lodi. “Quando pensi che questo Paese abbia toccato il fondo, ti stupisce sempre – dice il comico -. La gente normale ha fatto una colletta per pagare la mensa ai bambini extracomunitari esclusi dalla Sindaca.
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Siamo ad un passo dalle leggi razziali…
Paola

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Di fronte a Leggi ingiuste che fare ?

“…In passato, chi ha salvato gli ebrei lo ha fatto violando le leggi che allora erano in vigore”.
Così il sindaco di Cerveteri (Roma) Alessio Pascucci si schiera con Mimmo Lucano, attacca Salvini e si autodenuncia. “I sindaci hanno il dovere di proteggere persone in pericolo“.


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Paola

Lo chiamano CAMBIAMENTO. Ma è veramente un’ Italia migliore ?

C’è un Sindaco a Lodi, Sara Casanova, che ha deciso di ricordare l’80º anniversario delle Leggi Razziali inventandosene di simili. Ha cambiato il regolamento delle mense scolastiche di Lodi, che di fatto andrà a precludere l’accesso al servizio ad oltre 300 famiglie extracomunitarie. Il nuovo regolamento, approvato dal Comune a guida Lega, che disciplina i servizi scolastici come mensa e scuolabus prevede che chi vuole accedere alle agevolazioni tariffarie, infatti, deve presentare la documentazione Isee. Il problema, però, è che agli stranieri viene richiesto in aggiunta un documento del proprio Paese d’origine, con traduzione in italiano giurata, che attesti che lì non possiedono nulla. Molti, a causa della difficoltà di reperire un documento del genere, rinunciano. Ma questo significa automaticamente passare nello scaglione più alto, che molti extracomunitari non riescono a pagare. E dunque devono rinunciare al servizio della mensa e dello scuolabus. La Sindaca del Comune di Lodi l’ha definita una norma ‘antifurbetti’.

C’è un altro Sindaco a Riace, si chiama Domenico Lucano che invece crede nella integrazione dei migranti, e nello strumento degli Sprar. Questo Sindaco considera gli immigranti come un valore aggiunto e non un pericolo imminente o un problema. L’idea è quella di una società aperta, in controtendenza rispetto alla tossica retorica dell’allarme invasione dei sacri confini nazionali da serrare col lucchetto. Ora questo Sindaco è agli arresti domiciliari e il modello virtuoso proposto sta per essere, anche a seguito del disegno di legge sulla sicurezza e l’immigrazione del ministro dell’interno Matteo Salvini, stracciato. Il disegno di legge sulla sicurezza e l’immigrazione , infatti, prevede di chiudere i piccoli progetti di immigrazione ispirati al modello Riace e raggruppare tutti i richiedenti asilo in grandi centri.

Ora c’è da decidere da che parte stare. Chiediamocelo tutti e lo chiedo, in particolare, agli elettori del M5Stelle e a quanti hanno aderito a questo movimento confidando sinceramente in un cambiamento di giustizia e di rispetto.
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Grande successo per la prima della stagione di prosa 2018-2019: “Massimo Lopez & Tullio Solenghi Show”

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Quello andato in scena ieri sera al Teatro “La Nuova Fenice” con il primo spettacolo del cartello della stagione di prosa 2018-2019 con “Massimo Lopez & Tullio Solenghi Show”, non è stato solo una spassosissima carrellata di sketch, imitazioni, esibizioni musicali e aneddoti amarcord che ha travolto e divertito la numerosa platea.
Abbiamo rivisto sul palco del nostro Teatro comunale, grazie alla sapiente organizzazione dell’Assessore avv.Mauro Pellegrini, la magia di due artisti poliedrici, nonché cari amici: Massimo Lopez e Tullio Solenghi riportando il pubblico negli anni ’80 quando, assieme ad Anna Marchesini, diedero vita al Trio più divertente e famoso d’Italia.
Bravissimi come sempre i due comici e toccante la lettera che hanno dedicato ad Anna sulle note di Gabriel’s Oboe di Ennio Morricone. Uno spettacolo divertente e piacevole che ha lasciato me e penso anche  tutti gli spettatori a bocca aperta, strappando grandi risate. Esilarante l’imitazione dell’incontro tra Papa Bergoglio e Papa Ratzinger.
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“Non l’ha ucciso la morte, ma due guardie bigotte, che gli cercarono l’anima a forza di botte”

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Finalmente si è scoperto che non è stata l’epilessia.

Finalmente si è scoperto che Stefano Cucchi non è caduto dalle scale.

Finalmente è uscita fuori la verità. Stefano Cucchi, dopo il suo arresto nell’ottobre del 2009 per venti grammi di hashish, è stato ucciso da “due guardie bigotte che gli cercarono l’anima a forza d botte” per dirlo con le parole di Fabrizio De Andrè.
Ucciso da una azione combinata da parte di due carabinieri “bulli” che  hanno preso Stefano a pugni in faccia, calci alla schiena, calci in faccia mentre era a terra, facendogli sbattere violentemente il bacino e la testa.
Il muro è crollato, come ha scritto la sorella Ilaria. Il carabiniere Francesco Tedesco, quello a cui il maresciallo Mandolini, suo superiore, disse di dire che non era successo niente, alla fine ha raccontato la scena, descritto il selvaggio pestaggio, raccontato le bugie, i depistaggi, le minacce più o meno velate. Spunta fuori anche una notazione di servizio con la segnalazione dei fatti, finita chissà dove.

Finalmente dopo quasi dieci anni e grazie alla tenacia dei familiari ed alla fermezza di una Magistratura che fa il suo dovere,  siamo venuti a sapere che Stefano Cucchi è stato ammazzato, massacrato di botte da due ” indegni servitori dello Stato” in divisa. Un omicidio per mano dello Stato italiano, nascosto, occultato, sotterrato, fino a ieri, dai presunti servitori di questo stesso Stato, il cui vicepremier e ministro dell’Interno, parlando della sorella, disse “Mi fa schifo”.
Quel Salvini che ora la invita al Viminale, nell’ennesima esibizione di squallida ipocrisia. Quello stesso Salvini che parlando del reato di tortura disse che le forze di polizia “devono avere libertà assoluta di azione, se devono prendere per il collo un delinquente e questo si sbuccia il ginocchio o si rompe una gamba sono cazzi suoi, ci pensava prima di fare il delinquente”.
Ora Salvini gioca a fare l’uomo di Stato, forse adesso, di fronte all’evidenza dei fatti, Ilaria Cucchi non gli fa più schifo, o più probabilmente è l’ennesima occasione per far propaganda.
C’è solo un cosa che il Ministro dell’Interno amico dei poliziotti violenti dovrebbe fare: tacere, e chiedere scusa, per le offese e le umiliazioni nei confronti di Cucchi e della famiglia. Ma da chi sta cercando di creare un nuovo Stato di polizia basato sulla repressione violenta da parte delle forze dell’ordine e sulla loro assoluta libertà di commettere ogni arbitrio, non c’è da aspettarsi alcuna cosa.


Tutta la mia vicinanza e solidarietà ad Ilaria ed alla famiglia Cucchi. Non si può arrestare un ragazzo, anche se tossico, per mai più renderlo alla famiglia.
Un grazie, anche, al pm Giovanni Musarò che con coraggio e determinazione sta cercato, senza mai mollare, una verità che a molti fa comodo sottacere.
Paola

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7 Ottobre 2002…….il vento soffia ancora

16 anni fa moriva Pierangelo Bertoli, il cantastorie che sapeva  trasmettere passione e coraggio. Era il 2002, eppure il vento soffia ancora.

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6 ottobre

Ho festeggiato un altro anno della mia vita. Grazie di cuore per i numerosi e piacevoli messaggi di auguri.

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Paola

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