Ciao Patrizia

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Ciao Patrizia,
oggi è venuta a mancare una donna di profondi valori protagonista della vita politica locale che ha interpretato il suo ruolo di ex presidente della Provincia di Ancona e di presidente dell’Upi Marche,  all’insegna dell’impegno civile e del massimo rispetto delle Istituzioni.
Il mio pensiero va a quella sua disponibilità e capacità di dialogare con tutti restando sempre e comunque una persona di profonda umanità. É stata una donna che ha vissuto la sua esperienza istituzionale con passione e determinazione.
Certa di interpretare i sentimenti dell’intera cittadinanza e dell’intero Civico consesso osimano,  rivolgo le mie più sentite condoglianze alla famiglia.

La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
************Paola Andreoni

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Dalla parte dei Vigili del Fuoco

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Protesta dei Vigili del Fuoco, con quattro ore di sciopero nazionale, dalle 9 alle 13, in tutta Italia, Di seguito il comunicato di Conapo.

L’iniziativa è del Conapo, il sindacato autonomo che da tempo ha sollevato il caso delle retribuzioni e delle pensioni dei Vigili del Fuoco, comparandole con gli appartenenti alle Forze di Polizia, rispetto ai quali “percepiscono 300 euro in meno ogni mese e sono penalizzati anche dal punto di vista previdenziale”.

I Vigili del Fuoco di tutta Italia, invieranno al governo il forte segnale del loro malessere: chiedono attenzione politica immediata nella legge di bilancio in discussione in questi giorni in parlamento con stanziamenti di risorse finanziarie specificatamente dedicate ai Vigili del Fuoco per equiparare il loro trattamento retributivo e pensionistico con quello degli altri Corpi dello Stato, ma anche più attenzione al personale in divisa per quanto riguarda il contratto di lavoro e il riordino delle carriere . “Rischiamo la vita come e più degli appartenenti agli altri Corpi dello Stato e siamo impiegati nei servizi di pronto intervento dal giorno dell’ assunzione sino al giorno della pensione, un servizio operativo che non ha eguali nello Stato, eppure siamo il Corpo più bistrattato dallo Stato, nonostante mettiamo costantemente a disposizione, come e più degli altri corpi, la nostra vita per la sicurezza dei cittadini”.

Alla base della protesta anche la cronica carenza di pompieri determinata dai tagli alle assunzioni. Per il Conapo: “mancano in Italia circa 3 mila vigili del fuoco dai 32 mila previsti. Il piano di assunzioni straordinarie inserito dal governo nella legge di bilancio ne recupera 1300 nei prossimi 5 anni, è una bella inversione di tendenza rispetto ai tagli del passato, ma ha la grave criticità di rimandare il grosso delle assunzioni troppo al futuro, infatti prevede solo 50 assunzioni aggiuntive al turnover per il 2018 in tutta Italia, troppo poche per pensare di far fronte adeguatamente alle nuove emergenze dovute ai cambiamenti climatici, ai ripetuti terremoti, alle alluvioni, ma anche agli incendi, specie dopo la soppressione del Corpo Forestale dello Stato.

“I politici – aggiunge il segretario generale Conapo Antonio Brizzi – si ricordano di noi solo durante le emergenze per sfruttare la nostra popolarità ma ci dimenticano sistematicamente quando chiediamo di darci la stessa dignità retributiva e pensionistica degli altri corpi, siamo a fine legislatura, qualche piccola attenzione c’è stata, ma continuiamo ad essere trattati come un corpo di serie B e nella legge di bilancio non ci sono misure adeguate a risolvere questa situazione. Con lo sciopero nazionale i pompieri del Conapo chiamano in causa direttamente il premier Gentiloni e i ministri Padoan, Minniti e Madia, ma anche a tutti i politici di maggioranza e opposizione perché i vigili del fuoco e la sicurezza sono di tutti e necessitano di impegno bipartisan”.
Lo sciopero è nazionale ed interesserà tutte le sedi del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, comprese le sedi aeroportuali e coinvolgerà tutto il personale dipendente, escluse le regioni Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige che dispongono di corpi regionali e provinciali dei Vigili del Fuoco.
I Vigili del Fuoco del Conapo informano che durante l’azione di sciopero, saranno comunque garantiti tutti i servizi di soccorso pubblico alla popolazione, i servizi pubblici essenziali ed i servizi di trasporto aereo, come previsto dalle norme che regolamentano gli scioperi di settore.

Con preghiera di Pubblicazione
CONAPO Sindacato Autonomo Vigili del Fuoco

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Osimo, Natale 2017

Osimo, Natale 2017
foto by Francesca Civerchia

Solidarietà ai giornalisti di Repubblica e all’Associazione di Como Senza Frontiere

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I partiti, le istituzioni e tutto il nostro Paese devono prendere maggiore consapevolezza dell’attualità e dell’urgenza dell’antifascismo come un importante passo in avanti verso la costruzione di una democrazia piena e responsabile. Esprimo solidarietà all’Associazione Como senza frontiere all’irruzione, che la scorsa settimana, ha subito l’irruzione di un gruppo di skinheads ad  una loro riunione, ed ai giornalisti di Repubblica per il blitz subito oggi da parte di esponenti di Forza Nuova che hanno lanciato fumogeni contro la sede romana del quotidiano.
Nel nome della Resistenza da cui nacque la nostra Costituzione Repubblicana tutte le forze politiche devono essere unite a condannare questi fatti e a non dare agibilità politica a Movimenti neofascisti, come “Forza Nuova”,  e in generale, a tutti coloro i quali non garantiscono di rispettare i valori sanciti dalla Costituzione, professando e praticando comportamenti fascisti, razzisti, omofobi e sessisti.
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La Presidente del Consiglio comunale di Osimo
……………….Paola Andreoni

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Réclame osimana ( parte 2^): anno 1912

Chi ha memoria di queste attività commerciali osimane ? Chi ha mai sentito parlare di questi negozi o attività artigianali  ?
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Inserzione apparsa sul giornalino “Il nuovo Gonfalone Osimano” del 15 maggio 1912.
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Inserzione apparsa sul giornalino “Il nuovo Gonfalone Osimano” del 15 maggio 1912.
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Inserzione apparsa sul giornalino “Il nuovo Gonfalone Osimano” del 15 maggio 1912.
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Inserzione apparsa sul giornalino “Il nuovo Gonfalone Osimano” del 15 maggio 1912.
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Inserzione apparsa sul giornalino “Il nuovo Gonfalone Osimano” del 20 maggio 1912.
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Inserzione apparsa sul giornalino “Il nuovo Gonfalone Osimano” del 20 maggio 1912.
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Inserzione apparsa sul giornalino “Il nuovo Gonfalone Osimano” del 15 giugno 1912
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Inserzione apparsa sul giornalino “Il nuovo Gonfalone Osimano” del 15 giugno 1912
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Inserzione apparsa sul giornalino “Il nuovo Gonfalone Osimano” del 15 giugno 1912
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Inserzione apparsa sul giornalino “Il nuovo Gonfalone Osimano” del 15 giugno 1912
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Inserzione apparsa sul giornalino “Il nuovo Gonfalone Osimano” del 15 giugno 1912
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Inserzione apparsa sul giornalino “Il nuovo Gonfalone Osimano” del 15 giugno 1912
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Inserzione apparsa sul giornalino “Il nuovo Gonfalone Osimano” del 15 giugno 1912

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#OSIMANI con l’hashtag: Federico Giuseppetti un “maestro” dell’intarsiatura del legno.

Raccontare la  storia di una persona, forse, serve a recuperare una parte della nostra storia, quella personale e quella collettiva della città. Nel momento in cui mi sono proposta di raccontare alcune storie di #Osimani ero ben consapevole che sicuramente avrei fatto torto a tante persone, osimane ed osimani, delle quali ingiustamente ed io per prima, abbiamo dimenticato il valore, le capacità, i talenti. Oggi per nostra fortuna, le nuove tecnologie come facebook, la posta elettronica se ben utilizzate,  ci vengono in aiuto e grazie alla loro diffusione possiamo ricevere suggerimenti, indicazioni, recuperare sviste, smemoratezze e prendere consigli.
Dalla rete mi è pervenuta, infatti, una giusta segnalazione. Parlando degli Osimani con l’hashtag che si sono fatti onore grazie alla loro professione artigianale di falegnami non ho dato il giusto rilievo (oltre a Fausto Fattorini) a tanti altri bravi “maestri del legno” come: Carlini Vinicio, Pittori Alvise, i fratelli Mezzelani, Sauro Vaccarini, Simone Cristicchia, Roberto Rinaldi, Agostinelli detto “Gughi”, Alfredo Bianconi che aveva la bottega in via Matteotti, Pigini che stava nella piazzetta del Carmine, Arceri, Lasca Pietro e il suo socio Strappato, ecc. In particolare la dimenticanza più grave è stata quella verso: Federico Giuseppetti.

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Federico Giuseppetti,  per tutti gli osimani,  “Garaffa il falegname “, è stato in Osimo, il primo e senz’altro il più fine falegname  restauratore ed intarsiatore. Grande la sua maestria, tecnica  e competenza nel ridare splendore e nel riprodurre mobili antichi, ma Federico è anche ricordato per l’approccio artistico, filosofico e umano che metteva nella professione di restauratore.
Per meglio comprendere il personaggio, riporto questo aneddoto che mi ha raccontato il figlio Ruggero: “...ero in Osimo in ferie e un giorno, babbo, venne a casa dicendo: Elmo Cappannari ha visto quel mobiletto ( la riproduzione di un Secretair del ‘600 in noce che Federico stava  ultimando per donarlo al suo figlio maggiore, Ruggero) e me lo voleva comperare offrendomi una cifra considerevole, 6/700 mila lire.  Al che io gli dissi, pensando ai tanti anni di tribolazioni, Babbo perchè non gliel’hai venduto ?
Gli bastarono quelle poche parole – inopportune alle sue orecchie – per considerare che forse  a me non importava nulla di quel suo lavoro che stava realizzando, con tanta passione, con l’intenzione di donarmelo. Non disse nulla, terminò il bellissimo mobile e lo diede a mio fratello, perchè con quelle mie parole avevo dimostrato di non apprezzarlo abbastanza
“.

Nel corso della sua esperienza lavorativa, Federico Giuseppetti detto Garaffa, ha avuto commissioni dalle più importanti famiglie nobili osimane per il recupero di mobili antichi intarsiati, ma anche da tante famiglie “comuni” che conoscendo l’estro e l’onestà di questo artigiano maestro del legno, si sono fatte realizzare eleganti mobili originali.
Anche i miei genitori Fausto ed Ornella  in occasione di un evento importante come il loro matrimonio,   nel ’58,  pensarono bene di rivolgersi a Federico per abbellire la sala con un originale tavolo di prestigio opera del falegname-restauratore di via Antico Pomerio.
Tante anche le committenze pubbliche: per esempio la collaborazione al restauro degli arredi del cataletto, la macchina in legno ornato su cui il Venerdì Santo viene posto, coperto da un velo, il Cristo morto;  la maggior parte delle realizzazioni lignee  delle opere di Elmo Cappannari come la sistemazione della Civica Raccolta d’Arte.

Il suo punto di forza è certamente stato il grande impegno, accompagnato dal proprio talento,  con cui ha affrontato il suo lavoro. Fino all’età  di settanta anni, Federico  ha respirato polvere di legno antico. La sua vita, conclusasi nel novembre del 1982 è stata un tributo al mestiere che svolgeva con entusiasmo e passione: ridare forma e lucentezza ad un manufatto, un tavolo o  un mobile, la cui bellezza recava i segni devastanti del tempo.
Oltre al lavoro Federico ha avuto anche un’altra grande passione: la musica.  Grande amante e fine  intenditore della musica lirica, per tanti anni,  finché la voce l’ha sorretto, è stato  “tenore” alla Corale Borroni di Osimo ed anche orchestrale della nostra Banda Cittadina, nella quale  dettava il ritmo con il suo tamburo.
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Grazie a Federico Giuseppetti  artigiano-falegname  osimano, a Ruggero e a quanti, intervenuti su FB, hanno sollecitato la storia di questa persona che ha saputo conquistarsi l’ammirazione ed ancora oggi il ricordo di tanti osimani con il suo lavoro  di artista  sempre preciso e svolto con umiltà. Raro esempio di umanità e bravura professionale.
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La Presidente del Consiglio Comunale
*****prof.ssa Paola Andreoni

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1° dicembre: grazie ad una donna, una sarta afroamericana, inizia la lunga strada verso la conquista dei DIRITTI


Il 1º dicembre del 1955, a Montgomery, RosaParks sta tornando a casa in autobus dal suo lavoro di sarta. Nella vettura, non trovando altri posti liberi, occupa il primo posto dietro alla fila riservata ai soli bianchi, nel settore dei posti comuni. Dopo tre fermate, l’autista le chiede di alzarsi e spostarsi in fondo all’automezzo per cedere il sedile ad un passeggero bianco salito dopo di lei. Rosa, mantenendo un atteggiamento calmo, sommesso e dignitoso, rifiuta di muoversi e di lasciare il suo posto. Per di più, se avesse obbedito al conducente, dato che tutti i posti a sedere erano occupati, sarebbe dovuta rimanere alzata con un problema di dolore ai piedi che l’affliggeva. Il conducente ferma così il veicolo e chiama due poliziotti per risolvere la questione: Rosa Parks viene arrestata e incarcerata per condotta impropria e per aver violato le norme cittadine che obbligano i neri a cedere il proprio posto ai bianchi nel settore comune, quando in quello a loro riservato non ve ne sono più di disponibili. Da allora è conosciuta come “The Mother of the Civil Rights Movement“.
Quella notte, cinquanta leader della comunità afroamericana, guidati da un ancora semisconosciuto pastore protestante, #MartinLutherKing, si riuniscono per decidere le azioni da intraprendere per reagire all’accaduto, mentre già hanno avuto luogo le prime reazioni violente. Il giorno successivo incomincia il boicottaggio dei mezzi pubblici di Montgomery, protesta che dura per 382 giorni; dozzine di pullman rimangono fermi per mesi finché non viene rimossa la legge che legalizza la segregazione. Questi eventi danno inizio a numerose altre proteste in molte parti del paese. Lo stesso King scrive sull’episodio descrivendolo come “l’espressione individuale di una bramosia infinita di dignità umana e libertà”, aggiungendo che Rosa “rimase seduta a quel posto in nome dei soprusi accumulati giorno dopo giorno e della sconfinata aspirazione delle generazioni future”.
Nel 1956 il caso della signora Parks arriva alla CorteSuprema degli Stati Uniti d’America, che decreta, all’unanimità, incostituzionale la segregazione sui pullman pubblici dell’Alabama.
Da quel momento, Rosa Parks diventa un’icona del movimento per i diritticivili.
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Grazie Rosa, “madre del movimento dei diritti civili”.
Paola
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