Auguri Franca, buon 99esimo compleanno

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Auguri Franca Valeri, pochi giorni fa ho avuto modo di leggere la bella intervista pubblicata su l'”Avvenire” ( è uscita in libreria l’autobiografia dell’attrice “Il secolo della noia”). Al quotidiano l’attrice milanese, il cui padre era ebreo, racconta tra le altre cose come le leggi razziste le impedirono di andare all’università e come si salvò per caso dall’arresto dei nazifascisti: “scesi in cantina per dare da mangiare a quei poveri mici affamati e quando sono risalita vedendo il portone di casa spalancato intuii: le SS erano venute a prenderci. Mamma era cattolica, ma allora bastava un “po’ di zio ebreo” per finire nel lager. Papà capendo la situazione si organizzò e con mio fratello riparò in Svizzera. Io e mia madre per tre anni non avemmo più loro notizie. Così come non si seppe più nulla di nostri cari amici ebrei e antifascisti…”.
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Paola

30 luglio un abbraccio a tutti gli Amici: a quelli che purtroppo non ci sono più, a quelli di ieri, di oggi e di domani.

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Oggi 30 luglio, è la Giornata Mondiale dell’Amicizia.
La sua istituzione risale al 2011 quando è stata voluta dall’Organizzazione Mondiale delle Nazioni Unite. Il suo obiettivo è quello di promuovere e diffondere lo spirito di solidarietà e condivisione tra le persone in modo da prevenire l’insorgere di conflitti.
Sono tante le teorie scientifiche, confermate dall’ONU, che testimoniano come l’amicizia tra persone e popoli porti a pace e stabilità migliorando la sicurezza internazionale.

È proprio grazie al sentimento di amicizia infatti che due persone riescono a superare diffidenza e sospetto e così le Nazioni Unite hanno voluto istituire una giornata che promuovesse i valori di tolleranza e fratellanza per un mondo migliore.

Ancora oggi sono tante le guerre e i conflitti che sconvolgono il nostro Pianeta, spesso nate per incomprensioni, atti di prepotenza e odio maturato nel tempo. Proprio in un contesto così problematico si intuisce l’importanza di un sentimento nobile come l’amicizia, un pilastro fondamentale, anche,  per la pace tra i popoli.


Paola

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Mercoledì 31 luglio è convocato il Consiglio comunale

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Mercoledì 31 luglio 2019 alle ore 20:00, presso la sala consiliare del Municipio di Osimo, è convocato il Consiglio comunale. L’ordine del giorno è il seguente:

  1. Comunicazioni del Sindaco.

  2. Surroga del consigliere comunale dimissionario Marco Balestrieri. Al suo posto subentra il candidato 7° nella lista Energia Nuova: Ruben Ricci che nelle votazioni  del 26 maggio u.s. ha ricevuto n° 22 preferenze.

  3. Sostituzione del consigliere comunale dimissionario Marco Balestrieri in seno alla II^ Commissione Consiliare – Attività Produttive.
  4. Nomina dei rappresentanti del Comune presso la Commissione preposta alla formazione degli elenchi comunali dei Giudici Popolari.
  5. Nomina dei rappresentanti del Consiglio Comunale in seno alle Consulte Comunali.
  6. Nomina componenti Consiglio di Amministrazione della Fondazione Osimana Padre Bambozzi.
  7. Linee programmatiche relative alle azioni ed ai progetti da realizzare nel corso del mandato amministrativo 2019-2024 – Art.46 del T.U.E.L. n.267/2000.
  8. Approvazione della variazione del programma triennale dei lavori pubblici 2019/2021 e dell’elenco annuale dei lavori per l’anno 2019 (art. 21 del d.Lgs. n. 50/2016 e s.m.i.)
  9. Variazione del Piano Triennale Alienazioni e Valorizzazioni Immobiliari 2019-2021. Ricognizione immobili non strumentali ad esercizio funzioni istituzionali suscettibili di valorizzazione, dismissione o destinazione a strumenti sussidiari per gestione immobili pubblici.
  10. Salvaguardia degli Equilibri di Bilancio e Assestamento Generale del Bilancio 2019-2021 – Conseguente aggiornamento DUP 2019-2021.
  11. Rinnovo convenzione per svolgimento in forma associata dell’Ufficio di Segreteria Comunale tra il Comune di Osimo ed il Comune di Castelbellino.
  12. Approvazione Regolamento per la protezione dei dati personali.
  13. Ordine del Giorno di proposta del Gruppo Consiliare Liste Civiche – ai sensi art.15 comma 4 e 5 del Regolamento del Consiglio Comunale di Osimo – in merito alla liquidazione dei contributi spettanti ai cittadini per interventi di manutenzione e tutela del territorio dagli stessi effettuati, ai sensi del Regolamento Comunale Capo II° Bis art.23 bis, quater.
  14. Ordine del Giorno di proposta del Gruppo Consiliare Liste Civiche – ai sensi art.15 comma 4 e 5 del Regolamento del Consiglio Comunale di Osimo – in merito a messa in sicurezza del territorio dopo il maltempo del 9 luglio scorso.
  15. Surroga del Consigliere Comunale dimissionario Daniele Bernardini. Al suo posto subentra la candidata 15^ nella lista PD Osimo: Cecilia Gobbi che nelle votazioni  del 26 maggio u.s. ha ricevuto n° 55 preferenze.
  16.  Sostituzione del Consigliere Comunale dimissionario Daniele Bernardini in seno alla IV^ Commissione Consiliare “Sanità e Sicurezza Sociale”.
  17.  Riqualificazione della tradizionale manifestazione fieristica di San Giuseppe da Copertino che si svolge in occasione della festa del Patrono della Città di Osimo.

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Ricordo che le sedute del Consiglio Comunale sono pubbliche ed i cittadini sono invitati a partecipare. E’ inoltre possibile seguire i lavori del Consiglio  in diretta audio, sulle frequenze di Osimo Web, tramite il sito internet del Comune di Osimo a questo indirizzo:
http://vecchiosito.comune.osimo.an.it//absolutenm/templates/?a=4596&z=23

 

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Nella scuola italiana l’inclusione è la normalità

Fuori impazza la propaganda del governo contro stranieri e minoranze di ogni tipo. Ma dentro le aule l’integrazione è ormai routine quotidiana. E la normalità è fatta da tante diversità. Un bellissimo articolo-indagine  su “L’Espresso” racconta la verità, la normalità che si vive nelle classi italiane dove la “diversità”  è una parola amica, una certezza diffusa. Ad ascoltare la propaganda è emergenza, in aula è routine. Una routine dell’inclusione che ora, però, di fronte al razzismo sdoganato dai vertici, rischia di diventare questione di frontiera. Con i ritardi negli investimenti nazionali e la mancata cura per l’integrazione che rendono difficili percorsi assodati da tempo. E mentre le classi si confrontano ogni mattina con il nuovo dna del Paese servono adesso nuovi anticorpi per fermare l’intolleranza.

da l’Espresso, articolo  di Francesco Sironi del 5 giugno 2019  “……..L’Italia ha già un nuovo dna. Più ricco di quanto vogliano i politici dell’odio, più universale di quanto gridi la Lega, più aperto di quanto sembri ad ascoltare le paure servite a cena dai tg sovranisti. Il dna dell’Italia ha già i colori, le tradizioni e le culture dei suoi studenti. «Nella mia classe ho 24 alunni. Sono di cinque etnie diverse, hanno cinque religioni diverse», scrive Filippo, un maestro delle elementari precario, in un post condiviso da migliaia di persone: «Sul muro abbiamo appeso la foto di Mattarella, il Crocifisso, la mano di Fatima, un’immagine di Buddha e la bandiera della pace».

Alessio Surian insegna pedagogia all’università di Padova. Esperto di interculturalità, sta attraversando le scuole del Veneto per uno studio su come i bambini percepiscono la diversità. «Quando ero piccolo nel mio quartiere si parlava veneto. In classe ho aiutato miei compagni, spesso più intelligenti di me, a capire cosa dicevano i maestri solo perché a casa mia si parlava italiano. Le lingue non sono né possono essere un ostacolo allo sviluppo delle competenze. Anzi. Così come non lo devono essere le origini dei genitori», spiega: «Diciamo bambini “stranieri”, ma stranieri per chi? Per i loro compagni non lo sono. Parliamo di “problemi”, ma problemi per chi? Le diversità sono un vantaggio, oggi, non una tara da cui liberarsi».

Surian cita uno dei pilastri della riflessione contemporanea sul tema, gli scritti di Scott Page dell’università del Michigan, che dimostrano come non per “buonismo”, «ma per crescere nell’attuale sistema economico, sapersi muovere fra culture e identità plurali è una capacità fondamentale».

Davanti a quest’esigenza il corpo scolastico è attivo. Ma la burocrazia in ritardo. Surian elenca tre questioni chiave: «Mancano tavoli di concertazione fra ministero, uffici regionali e comunità per la formazione delle classi. Ogni settembre leggiamo episodi non più accettabili di sezioni ghetto, vediamo azioni estemporanee di amministratori locali. Secondo: la lingua. È necessario che gli alunni possano raggiungere il prima possibile il livello base per la comprensione delle lezioni. Allo stesso tempo, gli insegnanti devono essere formati a cogliere l’occasione che l’avere conoscenze plurali rappresenta. E questo è il terzo punto: l’integrazione non è mimetismo. È imparare a riconoscere la diversità e valorizzarla».

Sono punti semplici. Ma in un paese dove ogni mattina il leader dell’attuale primo partito si sbraccia per criminalizzare gli immigrati, diventano scelte di campo. Il dibattito intossicato a cui sono esposte le famiglie non può non avere ripercussioni in aula, conclude il professore, con preoccupazione: «Le scuole devono attrezzarsi ad affrontare il razzismo e l’intolleranza. Non possono lasciarlo scorrere».

Il tema non sembra essere fra le priorità del ministro Marco Bussetti però. Un esempio? Fra la primavera e l’estate del 2017 erano stati pubblicati i bandi per i fondi europei alla scuola pubblica. Erano organizzati per “assi”: alternanza scuola-lavoro, ad esempio, arte, educazione all’imprenditorialità, sport in classe. In cantiere ci sono anche 50 milioni di euro destinati a “Integrazione e accoglienza”.

Al Miur sono arrivati centinaia di progetti. Ma mentre gli altri settori sono partiti (alcuni sono già alla seconda edizione), il bando sull’inclusione è fermo. Sono passati due anni e ancora non sono state nemmeno pubblicate le graduatorie di chi ha diritto alle risorse. «Gli uffici scolastici manderanno le loro valutazioni entro la metà di giugno», assicurano ora dal Miur. L’ultimo intervento pubblicato dal ministero per l’area “intercultura”, intanto, risale al settembre del 2017, prima delle elezioni.

«Oggi più che mai è opportuno fare educazione interculturale, e parlare di razzismo», riflette il direttore editoriale di Lœscher, Sandro Invidia, nell’editoriale di dicembre per la rivista “La Ricerca”: «Parlarne a scuola, in primo luogo, come nel posto che meglio si presta per verificare la fondatezza delle affermazioni che circolano sul tema. Occorre farlo con sapienza e giudizio, senza mai dimenticare il grande dubbio che resta sullo sfondo della questione. Come può la differenza – etnica, linguistica, culturale – entrare nella quotidiana pratica educativa, al punto da diventare oggetto di riflessione? Non sarebbe meglio comportarsi come non esistesse? La questione è cruciale». E le testimonianze raccolte nel dossier – reperibile online – provano a affrontarla da prospettive non scontate. Di sicuro però c’è un dato che non può essere tralasciato: il fatto incontrovertibile, statistico, della nuova normalità vissuta su milioni di banchi. Una normalità che è più estesa di quanto avvertiamo.

Stefano Molina, ricercatore della Fondazione Agnelli di Torino, lo ha dimostrato andando oltre le cifre del ministero dell’Istruzione, per il quale sono circa 800mila gli alunni stranieri immatricolati. Molina ha esplorato un registro più ampio: le iscrizioni all’anagrafe di bambini con uno o due genitori non italiani. Ricostruendo le serie degli ultimi 18 anni, è arrivato così alla cifra di un milione e 150mila minorenni nati nel nostro paese da genitori stranieri. A cui si aggiungono 450mila figli di coppie miste, per la stragrande maggioranza con padre italiano e madre di cittadinanza estera. Considerando anche i 400mila nati fuori dai confini si arriva così a due milioni di bambini che hanno radici internazionali.

«Dal 2012 le nascite sono calate, anche per gli stranieri», spiega il ricercatore: «Ma l’elemento più interessante da osservare è l’invisibilità di questi “grandi numeri”. Intorno alle nostre scuole si muovono due milioni di nuovi cittadini senza fare rumore». È il segno che il sistema educativo è molto più avanti dello strillismo mediatico-politico. «La “non visibilità” è infatti indice di integrazione. In Francia si parlava di “scomparsa degli italiani”, perché i nostri emigrati semplicemente non erano vissuti più come estranei, e i loro figli o nipoti – Nino Ferrer, Michel Platini – erano considerati del tutto francesi».

Che il paese dei piccoli sia più cosmopolita di quello degli adulti lo racconta anche un altro dato, passato in sordina. Nell’ultimo rapporto nazionale sui test Invalsi, oltre all’italiano e alla matematica – dove i ragazzi di prima e seconda generazione continuano a mostrare maggiori difficoltà rispetto ai coetanei, seppure con molti distinguo – ci sono le risposte all’esame di inglese, sottoposto per la prima volta in quinta elementare e terza media. Bene: su questo aspetto qui non c’è alcuna distinzione per provenienza. Anzi, i “2G” vanno mediamente molto meglio degli italiani. Non ditelo a Salvini, che alla scuola di formazione della Lega, lo scorso dicembre, sosteneva che gli insegnanti vogliono formare giovani «senza patria, senza storia, senza lingua». No: li stanno aiutando a crescere con molte patrie, molte storie, molte lingue comuni.

Fonte: http://espresso.repubblica.it/plus/articoli/2019/06/05/news/scuola-inclusione-1.335478

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Al carabiniere Cerciello Rega il saluto, anche, della nostra comunità cittadina

Si terranno questa mattina alle 12, a Somma Vesuviana, i funerali di Mario Cerciello Rega, il vicebrigadiere ucciso a Roma venerdì scorso.
Anche la nostra comunità cittadina esprime il proprio cordoglio alla famiglia e all’Arma dei Carabinieri.
Un grazie  per l’impegno, la dedizione e la professionalità degli uomini e donne dell’Arma a tutela della sicurezza di tutti noi  cittadini.


Paola Andreoni

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Primo Levi, testimone e «martire» della Shoah

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Un secolo fa, il 31 luglio 1919, nasceva a Torino Primo Levi, scrittore, testimone e «martire» della Shoah. Recluso ad Auschwitz nel marzo 1944 a 24 anni, vi rimase 11 mesi. Fu uno dei pochissimi che riuscì a sopravvivere.
L’11 aprile 1987, testimone dell’orrore del campo, «martire» della disumanità e dell’umilia­zione, Levi non ha più saputo resistere alla vergogna, all’umiliazione e al ricordo della violenza subita e vista.


Se questo è un uomo” di Primo Levi non è solo un libro, è una lezione di vita.  Un libro che tutti dovrebbero leggere e su cui tutti dovrebbero riflettere.
Paola

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Tesori trafugati, …a volte ritornano


Dopo 75 anni il “Vaso di Fiori”, capolavoro di Jan Van Hysum, torna a Palazzo Pitti. L’opera era stata infatti trafugata nel 1944 dalle forze di occupazione naziste in fuga verso il nord Italia.
Un tesoro trafugato, che torna al legittimo proprietario.
Anche Osimo ancora spera di ritrovare il quadro della “Madonna del bambino” del Lotto di cui rimane oggi la sola cornice collocata alla chiesa della Ss. Annunziata del cimitero Maggiore ad Osimo.
L’opera venne rubata nel 1911 ad Osimo, nel 1914 si aprì un processo, ma lo scoppio della Grande guerra di fatto chiuse il caso senza colpevoli. E ancora oggi la tela non è stata recuperata.
Pochi mesi fa una copia del dipinto, realizzata dal pittore Tommaso Gentili (nato ad Osimo il 7/3/1886 e deceduto in Osimo il 2/7/1963) è stata ritrovata, riaprendo interessanti ipotesi sui colori originali del quadro.

La copia del quadro del Lotto riprodotta dal pittore osimano  Tommaso Gentili