Lo stile del PD. Le bugie di Simoncini-Latini

Il Partito democratico vuole fare politica trattando le problematiche e le questioni che riguardano la città e i cittadini e su queste vuole confrontarsi. Pertanto utilizzerà solo a questo scopo lo spazio riservato sul sito del Comune.

Non scenderà allo stesso livello delle liste civiche che continuano su un sito istituzionale a fare  attacchi di basso profilo, anche personali, dimostrando di non essere capaci di riconoscere il valore che in un paese democratico ricopre l’opposizione. Noi ci batteremo per questo.

Il dopo campagna elettorale e le bugie di Simoncini-Latini

Iniziano amare sorprese per gli osimani. Dopo le promesse fatte durante la campagna elettorale dall’accoppiata Simoncini-Latini arriva il momento della verità.

1)      Caso Robur: Simoncini non è stato in grado di trovare gli sponsor promessi ai tifosi durante la campagna elettorale ed è sempre più reale l’ipotesi che la squadra di pallacanestro si ritroverà a partecipare ad un campionato più modesto a livello dilettantistico.

2)      Caso Progetto anziani: all’indomani delle elezioni viene sospeso per mancanza di fondi il progetto anziani che li vedeva impegnati, dietro un modesto corrispettivo, in attività di supporto presso alcuni uffici amministrativi e in alcuni servizi.  Simoncini non conosceva la situazione contabile del Comune durante la campagna elettorale che lo ha invece visto promettere occupazione a chiunque?

3)      Caso Direttore Generale: di fronte alla crisi economica che coinvolge anche le famiglie osimane, Simoncini  invece di garantire fondi di solidarietà per chi si viene a trovare senza reddito, si preoccupa di garantire, con il suo primo atto di Giunta e con una modifica del regolamento, il posto a Latini da Direttore generale (dal costo compreso tra 5000 e 10000 € al mese per cinque anni) figura ormai superata dalla normativa per comuni come Osimo ( di 30000 abitanti) e di cui la nostra città non necessita. A necessitarne semmai è proprio il solo Sindaco Simoncini.

4)      Caso Scuole: la nuova scuola  di San Sabino inaugurata da Simoncini prima della campagna elettorale non sarà utilizzata per i bambini della scuola d’infanzia di San Sabino che continueranno ad andare a scuola ad Osimo, ma per accogliere l’asilo nido di Collefiorito .

5)      Caso nomine nelle società: di fronte ai criteri di competenza e professionalità richiesti per le nomine in importanti società controllate dal Comune, si apprendono dalla stampa nominativi che poco hanno a che fare con capacità manageriali capaci di guidare simili società ma che invece rispondono solo al criterio della spartizione delle poltrone.

6)      Caso politiche giovanili: soltanto ora si viene a sapere che l’accesso gratuito al nuovo impianto di skate park di via Vescovara, inaugurato in piena campagna elettorale da Simoncini, era limitato soltanto al periodo della campagna elettorale. Ora i giovani che lo vorranno utilizzare dovranno pagare.

7)      Caso trasparenza: perché il Sindaco Simoncini non ha permesso la designazione e la nomina nel collegio dei revisori dei Conti di un componente rappresentante la minoranza? Che cosa aveva da temere?

 

 

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Obiezione alla legge-sicurezza: una iniziativa dei religiosi.

Vi giro questo invito uscito poche  ore fa che riprende indicazioni presenti anche nelle nostre recenti iniziative. Un bel segnale. Paola Andreoni

Sempre piu’ numerosi sacerdoti, religiosi e suore si dichiarano obiettori di coscienza della ”cosiddetta legge – sicurezza” che, a loro avviso, ”sta gia’ ottenendo risultati amari su una fascia sempre piu’ grande di poveri”. Tra i nomi mons. Giovanni Nervo, gia’ direttore della Caritas italiana, padre Alex Zanotelli, don Albino Bizzotto, fondatore dei ”Beati i costruttori di pace” e Arturo Paoli. ”E’ importante e urgente, a botta calda, proporci non come oppositori politici, ma come portatori di una necessita’ pastorale e civile, dichiarandoci obiettori di coscienza” sostengono in un appello da poco diffuso e gia’ con numerose adesioni ”Come scelta e impegno di vita siamo stati chiamati e mandati a dare ed essere buona notizia per i poveri. La legge – sicurezza, emanata dal Governo in questi giorni, discrimina, rifiuta e criminalizza proprio i piu’ poveri e i piu’ disperati. Riteniamo strumentale e pretestuosa la categoria della clandestinita’ loro applicata. E’ lo Stato che rifiuta il riconoscimento” si legge nell’appello. ”Per chi perde il lavoro a causa della crisi, e’ lo Stato che induce alla clandestinita’, decidendo arbitrariamente l’interruzione della regolarizzazione. Di null’altro sono colpevoli queste persone se non di essere troppo bisognose. Per lo Stato italiano oggi e’ questo che costituisce reato”.
I primi firmatari dell’appello dicono di sentirsi incoraggiati ”in questa decisione, non solo in riferimento alla fede, ma anche come comuni cittadini, in ottemperanza alle leggi sottoscritte e vincolanti per lo Stato italiano:
dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, alla Convenzione sullo stato dei rifugiati, alla Convenzione sui diritti dell’infanzia e alla nostra stessa Costituzione, che questa legge – sicurezza non ha tenuto in considerazione”.  
 
Di seguito le prime adesioni: don Albino Bizzotto, mons. Giovanni Nervo, don Gianfranco Zenatto, don Romano Frigo, don Maurizio Mazzetto, don Giuliano Giacon, suor Lucia Bizzotto, don Tiziano Dal Soglio, don Umberto Sordo, don Fernando Comi, don Agostino Rota Martir, fra Ettore Marangi, fra Francesco Zecca, padre Fabrizio Valletti, don Pierpaolo Peron, fra Salvatore Mancino, don Giordano Remondi, don Romeo Penon, don Franco Scarmoncin, fra Antonino M. Clemenza, fra Jacopo Pozzerle, don Adriano Peracchi, don Fulvio Falleni, don Fernando Fiscon, padre Gabriele Ferrari, don Giorgio De Checchi, padre Filippo Rota Martir, don Giovanni Cecchetto, don Giacomo Tolot, padre Adriano Sella, padre Diego Pelizzari, suor Donatella Lessio, padre Giovanni Piumatti, padre Giorgio Antonino Butterini, don Severino Alessio, fra Simone Bauce, don Lorenzo Baccin, padre Giorgio Padovan, padre Filippo Ivardi, padre Rosario Giannattasio, padre Antonio Germano Das, padre Nicola Colasuonno, padre Alberto Lanaro, padre Piergiorgio Lanaro, padre Giuseppe Veniero, padre Luigi Zucchinelli, don Antonio Pizzuti, padre Antonio Trettel, don Luca Facco, don Gianfranco Formenton, padre Gianalfonso Oprandi, don Giuseppe Zanon, padre Giovanni Gargano, padre Francesco Lenzi, padre Primo Silvestri, padre Loris Cattani, padre Gino Foschi, padre Franco Bordignon, padre Luigi Lo Stocco, don Gianni Gambin, fra Alberto Maggi, don Matteo Menini, padre Antonio Santini, padre Giampietro Baresi, Commissione Giustizia e Pace dei Missionari Comboniani del Brasile Sud, don Luigi Tellatin, padre Rino Benzoni, Direzione Generale dei Missionari Saveriani, padre Valentino Benigna, Comunita’ delle Suore delle Poverelle di S.Chiara a Vicenza, padre Livio Passalacqua, don Biagio Podano, suor Debora Contessi, don Mario Costalunga, don Rocco D’Ambrosio, don Daniele Vencato, suor Gigliola Tuggia, suor Ornella Ciccone, suor Giordana Bertoldi, don Emanuele Benatti, suor Maria Teresa Ricci, suor Liliana Aquilina, suor Giuliana Tosetto, fratel Arturo Paoli, padre Angelo Cupini, suor Maria Pia Bizzotto, suor Tina Primon, don Fabio Ferrari, padre Alex Zanotelli, don Felice Tenero, don Andrea Turchini, don Gianmario Baldassarri, don Cristian Squadrani, suor Graziella Grazian, suor Maria Regina Ranzato, don Erminio Pozzi, padre Paolo Costantini, don Paolo Farinella, don Antonio Ruccia, don Tarcisio Giungi, don Alessandro Crescentini.

Ha detto di non essere un “santo”.

La prepotenza del potere non ha più limiti. Berlusconi dice: “Non sono un santo, l’avrete capito tutti”, il riferimento è al “sex-gate”, dunque una mezza ammissione rispetto a quanto finora negato. Questo signore dovrebbe vergognarsi di esaltare comportamenti lontani da quei valori cattolici dei quali si proclama difensore. In qualsiasi altro paese del mondo sarebbe stato mandato a casa con il marchio dell’infamia. Qui invece siamo al “machismo” al potere, alle battute sessiste, al dileggio delle regole e delle istituzioni. Per l’Unto del Signore non ci sono mai problemi, la sua popolarità cresce a dispetto dei sondaggi, la crisi che non c’era è stata superata brillantemente e fregnacce varie. Purtroppo per i giovani precari, i disoccupati e la maggioranza dei lavoratori italiani la realtà è ben diversa. Secondo il rapporto del Cnel entro fine anno si conteranno 540mila disoccupati in più. Nel settore scuola la Flc-Cgil ha stimato che saranno 6.570 i docenti precari della scuola secondaria di primo grado che nel prossimo anno scolastico rischiano concretamente di rimanere senza lavoro. Il peggio non è passato, e presto il governo dovrà guardare in faccia alla crisi e allora non basteranno più le battute, l’ottimismo e le barzellette.

Le cose che più ti segnano la vita

savonarola5Poche sono le cose che ti segnano veramente la vita e una di queste è sicuramente l’elastico delle mutande troppo stretto. Buon mare e buon riposo a tutti, da lunedì riprendiamo ad indignarci per le sorti di questo nostro povero Paese nazionale e locale.

                        Savonarola

VOGLIAMO ANCORA INDIGNARCI malgrado il silenzio della Tv di Stato

Non voltiamoci dall’altra parte
 Caro direttore, le cronache di questi giorni raccontano di un paese che non reagisce ai gravi comportamenti del presidente del Consiglio. Non esiste nessun Paese al mondo che tolleri le menzogne dei propri governanti.
Siamo un caso unico. Sono state davvero poche le voci che hanno cercato di non far passare il tempo per evitare che l’assuefazione addormenti la coscienza pubblica.
Sì, in questo momento noi crediamo che occorra uno scatto d’orgoglio di tutti gli italiani che pensano che la menzogna sia un danno al paese e alla sua credibilità. Se Berlusconi sia un santo o no interessa davvero poco.
Qui si parla di una questione politica e le domande che emergono impongono risposte non equivoche. Si può impunemente mentire al paese? Si è messa a rischio la sicurezza nazionale? Quanto si sono sovrapposti gli interessi privati alle funzioni pubbliche? Le questioni sono decisive. Riguardano la credibilità delle istituzioni e l’autorevolezza della classe dirigente.
Non è superfluo ricordare quanto impone l’articolo 54 della nostra Costituzione: “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”. Quello che emerge dalle inchieste giudiziarie non può essere considerato il fatto personale di un “utilizzatore finale”. Coinvolge tutti e non può essere accantonato dalla politica. Soprattutto dal Partito Democratico.
Ecco perché invitiamo il nostro partito a utilizzare le sue feste e le sue iniziative per rilanciare nel paese una profonda riflessione sui danni che sta provocando il Presidente del Consiglio. In questo momento tutti coloro che vogliono bene al nostro Paese, in qualsiasi formazione militino, devono trovare il coraggio di non girarsi dall’altra parte.

Rita Borsellino     David Sassòli     Debora Serracchiani    Luigi Zanda
(24 luglio 2009)

http://temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&idappello=391098

ex palazzo Viglietti…….sempre più in alto.

Parafrasando Titti con la sua famosa esclamazione:”Mi è semblato di vedere un gatto”, direi che della nuova costruzione in Piazza Rosselli dell’ex Palazzo palazzo VigliettiViglietti si potrebbe dire: “Mi sembra una roba esagerata rispetto alla vecchia costruzione”. Non lo dico solo io ma credo che tutti gli osimani si stanno ben rendendo conto che lì non si è ricostruito, ma lì in pieno centro storico si è SPROPOSITATAMENTE INGIGANTITO. Con la allegata interrogazione consiliare chiedo pubblicamente una risposta precisa da parte dell’ amministrazione delle liste civiche. Ricordo che sono loro che sono stati chiamati a guidare questa città, che rilasciano le autorizzazioni e che sono loro i responsabili dei controlli circa eventuali abusi edilizi. Aspettiamo risposte precise e speriamo non ci dicano anche in questo caso che la colpa è della Provincia, della Regione, dell’ASUR,  del Centro Sinistra, di Prodi, di Niccoli e/o della sottoscritta Paola Andreoni.

Paola 500

Alla  c.a.    Sig. Presidente del Consiglio Comunale
Comune di Osimo

INTERROGAZIONE

Oggetto:  lavori Palazzo Viglietti       
   
La   sottoscritta consigliere comunale, Paola Andreoni
                                                              premesso
– che è evidente a tutti i cittadini osimani la difformità dell’opera attualmente in corso di ristrutturazione – sia in ordine al volume che all’altezza – con quello che era la precedente volumetria del palazzo ex Viglietti;
– che dal blog istituzionale del Comune di Osimo del 27 giugno 2009  a firma del Sindaco, si apprende che l’Amministrazione Comunale ha avviato una verifica sui lavori attualmente in corso a Palazzo Viglietti e ciò per accertare la conformità delle opere in corso di esecuzione con i relativi atti di approvazione;
– che sempre dal blog istituzionale del Comune di Osimo a firma del Sindaco, si apprende che diversi concittadini hanno effettuato diverse segnalazioni a riguardo
                                              Interroga il Sindaco per conoscere

1) I titolari, i professionisti responsabili a vario titolo e l’impresa realizzatrice dell’intervento edilizio in corso all’ex  Palazzo Viglietti;
2) La natura e le prescrizioni del permesso a costruire   rilasciato dal Comune di Osimo per i suddetti lavori e l’indicazione delle varie autorizzazioni ad oggi rilasciate;
3) Lo stato dei controlli e verifiche  e quanto al momento accertato da parte dell’Amministrazione Comunale;
4) Se l’Amministrazione Comunale abbia o meno adottato provvedimenti in merito alle eventuali difformità riscontrate e l’esito dell’iter delle varie procedure intraprese in sede di autotutela
Osimo lì, 21 luglio 2008          
La consigliere  comunale   capogruppo del Partito Democratico
Paola Andreoni

Una repubblica ancora piena di misteri di stragi.

“Occorre ritrovare la volontà collettiva di fare verità e giustizia, a cominciare dalle stragi di mafia, perché senza questa volontà collettiva, come dimostra la storia dell’antimafia, neanche la magistratura riesce a scoprire la verità. Tutti i momenti nei quali si sono raggiunti dei risultati sul piano giudiziario sono stati momenti di conquista collettiva, il frutto di un ampio movimento di opinione, di pressione. Senza volontà collettiva non c’è verità e giustizia; senza verità e giustizia siamo di fronte a una società che non ha futuro”. Salvatore Borsellino