Il Paese che nella sofferenza del disagio coronavirus dimostra unità e maturità a dispetto di certi suoi rappresentanti politici

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Che miseria dimostra di essere certa politica. Mi riferisco a Salvini, alla Meloni e al senatore di Firenze che ha preannunciato, per oggi al Senato, “l’ultimo avviso” a Conte.

Riconoscersi in un momento di difficoltà e di estrema emergenza per il Paese, non è da tutti e io credo che quella sia l’Italia vera, l’Italia che ne ha piene … ( non ne può più) delle esternazioni sconsiderate di Salvini, della Meloni, e dei continui attacchi di Renzi, e di tante cose che danno notizia i telegiornali, di litigi, di politici e Governatori che ci tengono a smarcarsi proponendo l’inverosimile, di un Paese col lifting spacciato per realtà.
Io sto dalla parte degli italiani che, seppur a malincuore, supportando disagi e sofferenze accetta e condivide le imposizioni sanitarie restrittive imposte dal Governo.
Io sto dalla parte degli italiani che obbedisce a quanto scienziati e studiosi di settore invitano ad attenersi nei comportamenti individuali. Per la salute nostra, dei nostri affetti più cari, per la salute di tutta la nostra comunità.


Paola

Non è ancora finita #IoRestoACasa – 45, ma verso la #Fase2


Il tempo al tempo del Coronavirus.
In questi giorni, malgrado le riunioni “zoom” virtuali, il lavoro da casa, stiamo riscoprendo il valore del tempo. Il tempo da dedicare alla lettura, il tempo da dedicare a chi vuoi bene, il tempo più lungo da dedicare alla Associazione di cui si fa parte . Vale per chi ha una famiglia propria sia per chi ha persone a cui dare o da cui ricevere amore.
Dovremmo tutti usare questo tempo per fare e farci del bene. C’e’ gente accanto a noi che lo dimostra ogni giorno con grandi sacrifici e grande altruismo, persone a cui oggi possiamo solo regalare un battimano e un grande grazie.

Speriamo di ricordarcelo un domani!

( la foto di Barbara Girotti ritrae un “angolo storico” della nostra città )

#Covid-19: Osimo azioni dei Servizi Sociali per la ripartenza dalla emergenza sanitaria.

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Attivato il servizio di assistenza scolastica agli alunni disabili.
É partita l’attivazione del servizio di assistenza agli alunni con disabilitá a sostegno della fruizione della didattica a distanza . Attività , questa, che le scuole hanno organizzato con riguardo alle specifiche esigenze degli studenti disabili. Saranno 80 gli studenti dei vari istituti che potranno usufruire di questo aiuto.
Dopo l’uscita dell’ultimo  decreto, é stata inviata una missiva alle scuole per chiedere loro di co-progettare assieme all’Asso e ai Servizi Sociali l’intervento degli assistenti scolastici.
Dopo un confronto con la coordinatrice della Asso dott.ssa Silvia Trucchia, la dott.ssa Alessandra Cantori, l’assistente sociale Marica Zari e l’assessore ai servizi sociali Paola Andreoni e il tempo necessario alla definizione degli accordi , già da oggi in alcuni istituti é partito il servizio che sarà esteso nel giro di pochi giorni a tutti.
Vi sono inoltre allo studio le modalità per riaprire i centri diurni per disabili in modo da assicurare sia agli operatori che ai ragazzi stessi ampie misure di sicurezza e la ripresa delle attività ludico ricreative.

Mascherine chirurgiche alle famiglie meno abbienti con bambini che frequentano l’emporio solidale .
Mascherine FFP2 ai Vigili del Fuoco di Osimo
In previsione del 4 maggio data in cui i bambini potranno frequentare spazi aperti, ho voluto consegnare mascherine di tipo chirurgico alla Caritas con l’incarico di distribuirle alle famiglie, con bambini, che frequentano l’emporio solidale. Altre mascherine sono state consegnate alla mensa del povero che in questi giorni ha continuato nella preparazione di un pasto caldo da asporto per i meno abbienti e a Villa sorriso.
Inoltre sono state consegnate ai Vigili del Fuoco della caserma di Osimo , alla Cri e alla Confraternita La Misercordia mascherine FFp2. Le mascherine sono state fornite dalla protezione civile regionale.


Paola Andreoni, Assessore ai Servizi Sociali di Osimo

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La comunità Musulmana solidale con Osimo: dona 1.070 euro al Comune per l’emergenza Covid-19

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Un Grazie di cuore alla Comunità Musulmana di Osimo che ha donato 1070 euro al Fondo comunale per i Buoni Spesa.
Un grande gesto di solidarietà di integrazione ed altruismo che nasce dalla autotassazione tra cittadini musulmani che vivono in Osimo. Segno evidente che dimostra come la comunità musulmana – delle Moschee di Campocavallo e di quella presso il MaxiPacheggio – raccolta in questo tempo per il Ramadan (al proprio domicilio) sia una parte viva della nostra città, attenta alle esigenze condivise della collettività.

♦️Tutte le somme raccolte andranno a fornire beni alimentari e di prima necessità alle fasce più fragili, alle famiglie in difficoltà della nostra comunità.
Chi si trova nelle possibilità economiche per poterlo fare può aiutare chi nella nostra Osimo non ha abbastanza da mangiare.
Per donazioni al Fondo di Mutuo Soccorso del Comune di Osimo: iban IT53E0103037490000001492858
causale ‘Donazioni Emergenza Covid-19’


Paola Andreoni, Assessore ai Servizi Sociali di Osimo

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Oggi su Repubblica c’era un po’ di Osimo: i giovani medici che salvano le vite

Il quotidiano nazionale dedica, oggi,  una pagina alla bella esperienza che da qualche settimana ha preso il via nella nostra città, ad Osimo Stazione dove è operativa l’ Unità speciale di continuità assistenziale coordinata dal dott. Guido Sampaolo.
Di cosa si tratta ? Di  una risposta straordinaria  messa in campo dalle Aziende Sanitarie  per l’assistenza domiciliare di pazienti con sintomi sospetti per covid-19 o pazienti già noti come positivi, isolati a domicilio o dimessi dagli Ospedali. 

Il compito, in particolare, di queste  ” Usca ” è quello di rafforzare l’assistenza sanitaria territoriale nella  gestione  dell’emergenza sanitaria causata dal coronavirus. Assistono a casa le persone risultate positive o meno al covid-19, oppure con sintomi non gravi compatibili con il virus. Affiancano  i medici di famiglia, effettuano l’intervento a casa del paziente per una valutazione diagnostica iniziale sul paziente in difficoltà e nel caso di situazioni critiche attivano il 118 e quindi il ricovero. Insomma si tratta di un importante filtro delle cure primarie territoriali per alleggerire la pressione dei pazienti meno gravi sulle strutture ospedaliere. A titolo informativo è bene sapere che l ’intervento dell’Unità speciale a domicilio del malati non è attivabile dal singolo cittadino, ma viene richiesto direttamente dal proprio medico o pediatria di famiglia o dal medico di continuità assistenziale (ex guardia medica). E’ il medico che fornisce ai professionisti dell’Usca il nominativo e l’indirizzo del paziente da seguire a domicilio.
La  Usca è attiva da un paio di settimane a Osimo, una realtà che vede impegnati giovani medici anche neolaureati appositamente formati affiancati da professionisti veterani. Tra questi medici vi sono anche giovani osimani come Luca ex allievo delle giovanili dei “ferrai” della Dribbling calcio  oggi alle prese  con un compito molto più  importante: salvare le vite.

 

Da Repubblica di oggi 26 aprile 2020 articolo di Paolo G.Brera  OSIMO — I ragazzi che salvano vite — età media inferiore ai trent’anni — arrivano discreti a bordo di una Panda bianca con l’insegna Asur sulla portiera. Indossano la tuta dei supereroi anti Covid solo sul ballatoio delle case in cui stanno per entrare: «Pieghi un po’ il naso, signora Annamaria», dice Sergio Fagioli, il veterano 57enne, per due decenni precario all’ospedale Torrette di Ancona. Il 27enne Jacopo Tritto, guardia medica in attesa della specialistica, ha verificato che non lasciasse pelle scoperta nell’indossare tuta e sovrascarpe, mascherina Ffp2 e occhiali donati da aziende della zona. «Così?», sorride Annarita, grata e imbarazzata, offrendo le narici al tampone.

Sono loro la fase 2 della lotta al virus nel piccolo avamposto di Osimo Stazione, a sud di Ancona. Jacopo Tritto e Luca De Santis, 26enne neolaureato; Sergio Fagioli e Nima Karimpour, 30enne che progetta un futuro in Germania. Sono 18 dottori freschi di laurea e sei coordinatori esperti che si alternano in due Unità speciali di continuità assistenziale. La prima linea non sono più le rianimazioni: sono le cure a casa. Tamponi e visite, farmaci sperimentali e monitoraggio.

Ogni squadra ha due medici in turnazione, più un coordinatore a distanza. Dopo 12 giorni di attività le due squadre di zona hanno già 12 guariti su 68 pazienti presi in carico. Nessun ricovero e nessun decesso. «Arrivare presto con le cure è decisivo », dice il coordinatore Guido Sampaolo, esperto medico di famiglia. Per questo tutte le Regioni stanno creando squadre simili. Sul tavolo pacchi di documenti; in una stanza contigua, accanto al frigo coi tamponi effettuati ci sono tre tute ad asciugare: sono monouso ma «sono sicure e ne abbiamo poche. Sono quelle donate, la Regione ce le ha date di carta velina». Per fortuna sono stati formati bene, «da medici di Msf che hanno combattuto Ebola». «Coi medici di famiglia — che hanno pagato un prezzo altissimo a inizio epidemia — collaboriamo perfettamente. Conoscono i pazienti, noi li curiamo a casa in sicurezza. Siamo i loro occhi e le loro braccia».

Sono le 8,30. Silvano, 65 anni, ha finito i dieci giorni di idrossiclorochina ma «la febbre non è ancora passata. Che facciamo?», chiede Tritto. «Ha la tosse — dice De Santis — e la sera la febbre torna a 38. Continuerei altri dieci giorni, più cortisone ». «Cortisone no, il medico di famiglia è contrario». Si procede a vista. Una donna che ha partorito un mese e mezzo fa, sospetto Covid, chiede che la visita avvenga nella casa vuota di una zia, lontana da occhi indiscreti. La Panda si inerpica tra i villini, Tritto si mette la tuta nel giardino. Qualche vicino si affaccia. Ivana, 75 anni, assisteva la mamma 95enne, risultata positiva, in una casa di cura. Ora tocca a lei: «Ha sintomi lievi, facciamo il tampone ma partiamo subito con l’idrossiclorochina, e le lasciamo l’ossimetro » per la saturazione. A casa di un altro paziente c’è un problema: ha fatto il tampone al naso, ma «appena gli tocco il dente vomita», allarga le braccia il medico. Niente tampone faringeo, allora. Ognuno ha una particolarità. Mara e Silvio (nomi di fantasia), positivi, hanno 35 e 40 anni. Mara sente «un peso al petto quando fa le scale». Stanno benino, ma preoccupati: «Sarà la malattia o cos’altro?».

A casa di Annamaria c’è un cartello: “Ristorante casa albergo Dai Nonni”. «È in cura da un anno con buoni risultati — racconta Marco, il figlio — ma da un mese e mezzo non fa chemioterapia: non la fanno entrare in ospedale senza tampone negativo». Sono quasi le 20 ma il coordinatore chiede un’ultima missione, urgente: «Primo, 87enne positivo dell’Oasi di S.Maria a Loreto, satura 86».

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BUONI SPESA ALIMENTARI: il Comune di Osimo, ha distribuito 155mila euro

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Il Comune di Osimo ha erogato, ad oggi, più dell’ 80% del Fondo nazionale  messo a disposizione dalla Protezione Civile al nostro Comune,  per aiutare le persone nell’acquisto di alimenti e beni di prima necessità, che ammonta  a circa 193mila euro.
I buoni spesa sono stati, ad oggi,  erogati a  581 nuclei famigliari della nostra comunità , per un totale complessivo di  154.700 euro.

 L’Amministrazione osimana è stata tra le prime ad attrezzarsi per far fronte alle richieste della cittadinanza sul tema emergenza – alimentare.  Già prima delle festività pasquali  la maggioranza dei beneficiari del sostegno  si è  vista recapitare i buoni nelle proprie abitazioni. Un bel lavoro di squadra delle Associazioni di volontariato “Caritas” ,“Qui ed Ora”, “La Misericordia”, “Croce Rossa Osimo” e dell’ufficio Servizi Sociali, e Assistenti Sociali comunali, tutti in prima linea sempre, ma in questi giorni davvero in trincea.

Venendo ai numeri.
A seguito della pubblicazione del primo avviso – avvenuto  il 31 marzo u.s.-,   le domande  pervenute sono state 609. Ogni singola istanza è stata vagliata con responsabilità ed anche  con l’impellenza di dare una risposta in breve tempo a quanti si sono trovati in condizione di emergenza economica. Per alcune di queste domande è stato necessario un approfondimento istruttorio, altre sono state inizialmente sospese per avere dai richiedenti ulteriori delucidazioni. Alla fine sono  state 581 le domande accolte.

Ventotto sono state  le domande che  non sono state ammesse: alcune sono risultate domande doppie o richieste non valide ( richiesta del buono da parte di più componenti della stessa famiglia),  altre non accoglibili  per la mancata residenza ad Osimo,  altre  per l’assenza dei requisiti essenziali previsti.

Possiamo dire che, eccetto le palesi irregolarità, nessuno a priori è stato escluso e inoltre che  non ha “vinto” chi prima è arrivato a “soldi finiti”, ma tutti hanno avuto tempo di fare richiesta anche chi, solitamente, non è abituato a farla.

Ci tengo a precisare, che tutte le domande sono state prese in carico con gli stessi parametri e si è  avuto il massimo  rispetto per tutti gli osimani e per i soldi degli italiani assegnati alla nostra comunità.

Delle 581 domande accolte  ben 341 è rappresentata da nuclei familiari con la presenza di figli (59% delle domande).

I 3.094 buoni che l’Ufficio Servizi Sociali ha emesso sono stati immediatamente consegnati al domicilio dei beneficiari, grazie alla preziosa collaborazione di Croce Rossa e La Misericordia.

Restano da assegnare altri 39.104 euro, per questo abbiamo indetto  un secondo bando ( leggi qui ) aperto da venerdì 24 aprile con scadenza  mercoledì 29 aprile, al quale non potrà partecipare chi ha già ricevuto il buono con il primo giro. I requisiti sono sempre gli stessi. Nel link seguente le indicazioni, e le modalità per inoltrare l’istanza ( clicca qui )

Al termine della consegna degli ulteriori buoni spesa partirà l’operazione trasparenza: verrà pubblicato l’elenco delle domande evase,  con numero di protocollo, componenti il nucleo, importo dei buoni assegnati, ma omettendo, ovviamente, i nominativi dei beneficiari  per motivi di privacy.

Sono consapevole che questa distribuzione che ha riguardato il mese di aprile e la metà di maggio, non sarà sufficiente visto il perdurare del difficile momento che stiamo attraversando. Ecco allora, come previsto dall’ordinanza del 29 marzo, abbiamo attivato come Amministrazione Comunale una raccolta di risorse per raccogliere eventuali donazioni che i cittadini in migliori condizioni economiche potranno offrire.
Un Fondo di Mutuo Soccorso della nostra città che potrà rappresentare una risposta importante concreta, per sostenere i  nostri concittadini in situazione di difficoltà economica anche in ordine all’acquisto di generi alimentari di prima necessità.

Chi volesse fare una donazione trova gli estremi Iban e causale sulla pagina web del Comune.
codice IBAN:   IT53E0103037490000001492858,    sulla causale scrivere “DONAZIONI EMERGENZA COVID-19”
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Questo tempo ci chiede solidarietà, il nostro impegno di Amministratori è riconoscere dignità, equità e giustizia a tutta  la nostra Comunità.

Paola Andreoni, Assessore ai Servizi Sociali di Osimo

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25 Aprile è LIBERAZIONE: oggi come allora prevalga la voglia di RINASCERE sempre nel segno del fiore del partigiano


25 D’APRILE:
  FESTA  DELLA LIBERAZIONE! – 75° ANNIVERSARIO

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Per la prima volta nella storia dell’Italia, il “25 aprile”, Festa della Liberazione Nazionale dalla dittatura e dal giogo delle forze nazifasciste cambia volto a causa della emergenza sanitaria che tiene ancora tutti costretti nelle nostre case in isolamento. Non ci sarà quindi il corteo, non ci saranno  le bandiere, non ci sarà  la banda cittadina e non ci sarà la piazza gremita. A tutti noi italiani viene chiesto di vivere questa giornata nell’intimità delle nostre case, per limitare la possibilità di contagio da Covid-19, ma senza sentirsi soli, anzi, oggi più che mai, sentendoci uniti come Paese.

Quest’anno festeggiando il 25 aprile, non possiamo che sperare che l’Italia sia nuovamente in grado, come 75 anni fa, di darsi nuovi significati e di iniziare a ricostruire. Ce la fece dopo il secondo conflitto mondiale, nonostante si fosse persa la guerra, il patrimonio fosse ai minimi storici, l’industria messa in ginocchio, le infrastrutture pesantemente danneggiate, così come il morale della Nazione.
Tra mille ostacoli e prove l’Italia ce la fece allora così ci auguriamo avvenga oggi: capaci, malgrado le difficoltà, di progettare un domani che non lasci indietro nessuno e sempre nella strada tracciata dai valori della  nostra Costituzione.

Il 25 aprile ci insegna a tenere alti i nostri valori, a fare in modo che siano essi a guidare le nostre azioni nel quotidiano, a ricordarci che dove ci sono solidarietà e umanità c’è vita, c’è futuro.
Ecco, il 25 aprile è questo: tenere accesa la speranza, per un mondo più giusto e più uguale.

Buona Liberazione a tutti


Paola
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