Il Mondo chiede ai potenti attenzioni per l’ambiente

Mentre da noi le televisioni ci propinano il “chiacchiericcio” del presidente del consiglio, il Mondo si è mobilitato contro il cambiamento climatico.  Il 21 settembre a New York milioni di persone hanno sfilato contro i pericoli causati dal cambiamento climatico, e altrettante persone hanno manifestato a Parigi, Londra, Berlino, Bogota, Delhi e Melbourne.
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Convocazione Consiglio Comunale: Martedì 30 Settembre 2014 alle ore 15,30

MARTEDI’  30  Settembre 2014 –  alle ore 15,30   CONSIGLIO COMUNALE

Convocazione seduta del Consiglio Comunale per il giorno: martedì 30 settembre 2014
Il Consiglio Comunale è convocato in sessione ordinaria presso la Sala Consiliare del Palazzo Municipale per il giorno giovedì 30 settembre 2014  alle ore 15:30 per la trattazione degli argomenti di cui all’allegato ordine del giorno e proposte di deliberazione.

1)..Comunicazioni del Sindaco.
2) Salvaguardia equilibri del Bilancio di Previsione 2014 – Art.193 del D.Lgs. n.267/2000 –Verifica dello stato di attuazione dei programmi e del permanere degli equilibri generali di Bilancio ed approvazione variazioni conseguenti.

IL PRESIDENTE del CONSIGLIO COMUNALE
F.to Paola Andreoni

per seguire il Consiglio Comunale in diretta audio
dalle ore 15.30  di MARTEDI’  30  SETTEMBRE  2014

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Domani direzione del Partito Democratico sul Jobs Act: mi auguro …

art18Domani direzione del Partito Democratico , all’ordine del giorno la  discussione sulla modifica dello Statuto dei lavoratori e in particolare dell’articolo 18. Matteo Renzi ha preannunciato  un “cambiamento violento“.
Mi auguro che non sia così e che all’interno del Partito, ci sia dialogo tra maggioranza e minoranza, e che magari venga coinvolta pure la base per discutere di un punto importante e basilare su cui già in passato il PD ha preso precise posizioni.
Perché gli elettori e gli iscritti democratici vengono prima dei contentini da dare all’Ncd di Alfano di Sacconi e di Brunetta.

Paola

Eugenio Scalfari: C’è solo acqua nella pentola che bolle sul fuoco

giornale La Repubblicadi Eugenio Scalfari, • 28-Set-14. Intanto la pentola d’acqua comincia ad evaporare. C’è una massima di Giordano Bruno, citata martedì scorso da Michele Ainis sul Corriere della Sera, che serve egregiamente come epigrafe a queste mie riflessioni domenicali. Dice così: “Non è cosa nova che non possa esser vecchia e non è cosa vecchia che non sii stata nova”. E c’è un’altra massima, in questo caso del nostro Presidente della Repubblica in un suo recente intervento, così formulato: “Non possiamo più esser prigionieri di conservatorismi, corporativismi e ingiustizie”.
Infine mi si permetta di citare me stesso in una trasmissione televisiva guidata da Giovanni Floris e in un articolo precedente. Avevo scritto e detto che ” Matteo Renzi ha da tempo messo a bollire una pentola d’acqua ma finora non ha mai buttato nulla da cuocere“. Continuava a pensare che in quattro mesi avrebbe rifondato lo Stato non solo dando inizio alla riforma del Senato e alla legge elettorale ma cambiando anche la giustizia civile e penale, i rapporti tra Stato e Regioni, semplificato la Pubblica amministrazione, saldato tutti i debiti che essa ha presso imprese e Comuni. Visto che la tempistica dei quattro mesi (nella quale aveva più volte ripetuto di impegnare la propria faccia) non poteva funzionare, ha ripiegato sui mille giorni, aggiungendo a quel minestrone già annunciato il problema della crescita economica, la ripresa del lavoro specie quella dei giovani, la fine del precariato e la riforma radicale del sistema del welfare.
Intanto la pentola d’acqua (che è in sostanza il favore dell’opinione pubblica e dell’appoggio parlamentare) cominciava ad evaporare.
E comunque non avrebbe potuto cuocere tutto in una volta quell’immensità di problemi che si erano già presentati fin dai tempi di Aldo Moro quando lui e Berlinguer avevano realizzato un’alleanza tra i due partiti per risolvere i problemi di rifondazione dello Stato valutando che il tempo necessario sarebbe stato almeno di dieci anni.
Queste sono le epigrafi che illustrano l’attualità della quale è mio compito occuparmi.
* * *
Domani, lunedì, Matteo Renzi, nella sua duplice veste di segretario del partito e presidente del governo, spiegherà alla direzione del Pd quali sono i problemi (già sopra indicati) che costelleranno i mille giorni che rimangono fino al termine della legislatura. Poi si voterà e i parlamentari dovranno attenersi a quanto la maggioranza avrà deliberato.
In realtà questa norma non esiste in nessuno statuto di partito. I parlamentari dissenzienti hanno pieno diritto di presentare emendamenti alle leggi proposte dal governo e addirittura di votare contro. Non si tratta di obiezioni di coscienza ma di diritti politici i quali trovano la loro tutela nell’articolo della Costituzione che sancisce la libertà del mandato parlamentare. Questo possono fare i membri delle Camere, sia con voto palese sia con voto segreto.
La tecnica elettorale che meglio tutela quelle libertà è il collegio uninominale, con o senza ballottaggio al secondo turno. Ma questo sistema del ballottaggio, che è il più perfetto per costituire una maggioranza parlamentare rappresentativa al tempo stesso della governabilità e della rappresentanza del popolo sovrano, è stato confiscato da tempo dalle segreterie dei partiti col sistema delle liste ed anche con quello eventuale delle preferenze. In un Paese di lobby e di mafie le preferenze sono quanto di peggio si possa concepire.
Incoraggiano negoziati piuttosto loschi e il voto di scambio il quale se provato è addirittura un reato previsto dal codice penale. Quindi la legge ideale sarebbe il collegio uninominale con ballottaggio al secondo turno tra i due meglio arrivati, ma mi sembra che le maggioranze esistenti sia sulla carta e nella realtà non sono di questo avviso.
Il Capo dello Stato ha anche indicato nel discorso di saluto al nuovo Csm e al vecchio che se ne va censure verso le correnti che dividono la magistratura e che diminuiscono la sua credibilità specie quando si tratta di nominare magistrati a nuovi incarichi o trasferirli come punizione o sottoporli a procedimenti disciplinari. Tutte cose necessarie e giustissime purché ciascuno dei magistrati che partecipa a queste procedure si dimentichi della sua appartenenza ad una associazione il che purtroppo non sempre avviene.
Concludo questa parte del mio ragionamento con una visione molto scettica di quanto accadrà nei prossimi mesi. L’Italia otterrà la flessibilità di cui ha estremo bisogno soltanto se e quando avrà portato avanti alcune riforme economiche che aumentino la competitività e la produttività del sistema. Mescolare queste riforme con tutta la massa di problemi elencati da Renzi significa aver perso (o non avere mai avuto) il ben dell’intelletto.
Mario Draghi ha già dato e ci darà nei prossimi giorni (non solo all’Italia ma all’Europa) tutto l’appoggio monetario e la liquidità che riesce ancora a tenerci a galla. Il tasso di cambio è già sceso all’1,27 nei confronti del dollaro e di molte altre monete. Ne deriva un appoggio concreto all’esportazione e alla domanda. Purtroppo la domanda interna, nonostante il famoso e ultra-lodato provvedimento degli 80 euro mensili al ceto medio-basso non ha minimamente spostato in alto i consumi. Quelli al dettaglio, che costituiscono il grosso di questo “fondamentale” dell’economia, sono diminuiti tra il 2013 e il 2014 dell’1,50 per cento nell’ultimo dato fornito dall’Istat. Chi ci ha messo e continua a metterci la faccia dovrebbe averla persa da un pezzo.
* * *
Aspettiamo dunque i responsi della Commissione di Bruxelles e delle riunioni dei capi di governo per vedere come saranno giudicate le misure che nel frattempo avremo avviato (sempre se qualche cosa si avvierà). E aspettiamo la legge di stabilità che è il documento essenziale sul quale l’Europa giudica i Paesi membri e quindi se stessa.
L’interesse dell’Italia dovrebbe essere quello di rafforzare i poteri del Parlamento europeo, della Commissione e della Banca centrale per avviarsi sulla strada d’una Federazione.
Non mi pare che il nostro governo abbia questo in mente. Mi pare anzi che veda il centro del problema negli Stati nazionali i quali, qualora non cedano sovranità al sistema europeo e non rafforzino i poteri di rappresentanza del Parlamento, saranno sempre più degli staterelli, capaci forse di vendere i loro prodotti e trarne qualche profitto.
Si stanno affermando due fenomeni contrapposti ma allo stesso tempo analoghi: si accresce la spinta verso poteri globali e sorgono esigenze di spezzettare gli Stati nazionali. La voglia di referendum da un lato l’emergere di potenze continentali dall’altro, dovrebbero imprimere a Paesi come il nostro di scegliere il ruolo che fu indicato per primo da Ernesto Rossi e poi dal manifesto di Ventotene redatto dallo stesso Rossi, da Altiero Spinelli, da Colorni e da altri confinati o imprigionati dalla dittatura fascista.
Pochi sanno e pochissimi ricordano questa tradizione che fu uno dei suggelli della sinistra liberal-socialista italiana.
Ho letto con interesse l’articolo di mercoledì scorso del direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli. È un attacco in piena regola non tanto contro la politica di Renzi quanto sul suo carattere e il suo modo di concepire la politica.
Debbo dire: mi ha fatto piacere che anche il Corriere abbia capito che il personaggio che ci governa è il frutto dei tempi bui e se i tempi debbono essere cambiati non sarà certo quel frutto a riuscirci.
Il frutto dei tempi ha le caratteristiche del seduttore e noi, l’Italia, abbiamo conosciuto e spesso anche sostenuto molti seduttori. Alcuni (pochissimi) avevano conoscenza dei problemi reali e la loro seduzione ne facilitava la soluzione. Altri – la maggior parte – inclinavano verso la demagogia peggiorando in tal modo la situazione.
Aldo Moro si alleò con Enrico Berlinguer che era già uscito dal comunismo sovietico, e previde che per rifondare lo Stato ci sarebbero voluti almeno dieci anni di alleanza tra le due grandi forze popolari del Paese.
Dico questo pensando al tema dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.
Fu introdotto dall’allora ministro del Lavoro socialista Giacomo Brodolini membro d’un governo di centrosinistra presieduto appunto da Moro. La giusta causa per licenziare: prima lo si poteva fare a discrezione del “padrone”. Dopo fu la giusta causa una difesa da questa discrezionalità priva di motivazione, che avrebbe dovuto essere provata dall’imprenditore di fronte al giudice del lavoro. Il dipendente non perdeva infatti soltanto il salario ma anche la dignità di lavorare.
Adesso si dice che la giusta causa è già stata ridotta dalla Fornero a “discriminazione” ma la giusta causa è sempre stata una discriminazione e se licenzio un dipendente solo perché ha gli occhi azzurri o mi è antipatico o piace a mia moglie o è pigro, questo in alcuni casi è giusto in altri no.
Penso che bisognerebbe conservarlo l’articolo 18 così inteso e riconoscerlo anche ai lavoratori impiegati in aziende con meno di quindici dipendenti; penso anche che i precari che dopo un certo numero di anni ottengono il contratto a tempo indeterminato, abbiano anch’essi quella tutela.
Si dice però, anche da autorevoli fonti internazionali, che la giusta causa o discriminazione che sia costituisca un ostacolo contro l’aumento della competitività. Ammettiamo che sia così e poiché la competitività è una condizione per attirare investimenti, allora bisogna abolire l’articolo 18 per tutti e sostituirlo con tutele economiche e sistemi di formazione per favorire nuovi reimpieghi. L’America è su questo terreno il Paese più moderno e più reattivo che conosciamo.
Ma le risorse da mobilitare sono molto più cospicue di quelle di cui si parla. Non si tratta di due o quattro miliardi; per compensare chi perde il lavoro ce ne vogliono a dir poco dieci volte tanto e il periodo di sostegno non può essere limitato ad un anno.
L’abolizione dell’articolo 18 si può fare soltanto se compensa il lavoro con l’equità che deve essere massima se è vero che la nostra Costituzione si basa sul lavoro e questo dovrebbe essere l’intero spirito della nostra Repubblica.
I ricchi paghino, gli abbienti paghino, i padroni (con le loro brache bianche come cantavano le leghe contadine ai primi del Novecento) paghino e le disuguaglianze denunciate da Napolitano diminuiranno. Una politica di questo genere, quella sì ci darebbe la forza di indicare all’Europa il percorso del futuro.
Caro de Bortoli, sai quanto ti stimo e ti sono amico e quanto ho apprezzato il tuo articolo di mercoledì scorso. Ma permettimi di ricordarti che su questi temi il Corriere della Sera ha sempre rappresentato l’opinione e gli interessi della borghesia lombarda. Ha reso molti servizi agli interessi del Paese quella borghesia, sempre che il primo di quegli interessi fosse il proprio. Oggi non è più così. Bisogna ricreare una sinistra che riconosca le tutele anche ai cetibenestanti ma metta in testa quelle dovute ai lavoratori. A me non sembra che Renzi sia il più adatto e Berlusconi il suo migliore alleato. Ma questo è solo un aspetto del problema Italia. Gli altri sono ancora più impegnativi e vanno messi sul tavolo con tenace franchezza.

Evento 'Il Cortile dei Giornalisti'

Cordoglio per la morte del giovane Indrit Kapxhiu

L’ improvvisa tragica scomparsa del giovane Indrit Kapxhiu, vittima di un incidente stradale,  ha colpito tutti noi che conosciamo la sua bella famiglia.
Un dolore composto ma straziante, quello dei genitori, parenti ed amici confortato da tanti  gesti di vicinanza e di solidarietà da parte della comunità albanese e da parte di tante famiglie osimane.
Alla famiglia del giovane Indrit, a tutta la comunità albanese presente nella nostra città, un abbraccio e i miei più sinceri sentimenti di cordoglio anche a nome di tutta la comunità osimana.
Paola Andreoni

Non conoscono decenza: Buongiorno di Massimo Gramellini).

Ecco chi sono i  ” nostri  alleati ” di Governo a cui il Capo di Governo PD  si preoccupa di dare contentini.

giornale La Stampa BuongiornoNon conoscono decenza  da “Il Buongiorno della Stampa ” di Massimo Gramellini, La Stampa del 24/09/2014

Due senatrici e altrettanti senatori del partito senza elettori di Anonimo Alfano hanno presentato un ordine del giorno che per la sua sfacciataggine meriterebbe di essere promosso a ordine del secolo. Con una prosa strepitosamente democristiana, la banda dei quattro chiede di «valutare l’opportunità di consentire, in via eccezionale e straordinaria, con una norma di natura transitoria la possibilità…» vabbè, tagliamo corto: vogliono il vitalizio anche in caso di scioglimento anticipato della legislatura. Il Razzi di Crozza (ma persino quello vero) al confronto è un apprendista. Dopo lo smascheramento della furbata a opera dei Cinquestelle, il coordinatore del Ncd (Non conoscono decenza) è stato costretto a cascare dal pero e a ritirarla, con l’aria offesa di chi non ne sapeva niente.

Si tratta del professor Quagliariello, uno dei «saggi» di questa Repubblica di sventati. Pare sia rimasto basito davanti a una simile esibizione di sfrontatezza, così lontana dalle abitudini parche e riservate degli alfanoidi. Deve essergli sfuggito che alla Regione Lombardia un solo partito non ha votato l’abolizione dei vitalizi ai consiglieri: il suo.

Ma torniamo al quartetto delle meraviglie – Esposito, Langella, Chiavaroli e Bianconi – due uomini e due donne, perché anche la faccia tosta ha diritto alle quote rosa. In fondo si battono per il benessere e l’avvenire dei loro seguaci: se stessi. Perché trovare qualcun altro che li voti, la prossima volta, sarà dura.

Convocazione Straordinaria Consigli Comunali: Martedì 23 Settembre e Giovedì 25 Settembre 2014 alle ore 15

MARTEDI’  23  Settembre 2014 –  alle ore 15,00   
e
GIOVEDI’  25  Settembre 2014 –  
alle ore 15,00   

Convocazione seduta del Consiglio Comunale per  i giorni: martedì 23 settembre 2014  e giovedì 25 settembre  sempre alle ore 15,00
Il Consiglio Comunale è convocato in sessione straordinaria presso la Sala Consiliare del Palazzo Municipale il 23 e il 25 settembre.
L’ordine del giorno prevede l’audizione degli amministratori delle società partecipate e controllate del Comune di Osimo che relazioneranno sulla situazione gestionale, organizzativa e finanziaria delle medesime società .

***
MARTEDI’  23  Settembre 2014 –  alle ore 15,00   CONSIGLIO COMUNALE

Audizione degli amministratori delle soc.partecipate e controllate del Comune di Osimo, relazione sulla situazione gestionale, organizzativa e finanziaria delle società:

  • ASTEA Spa
  • Astea Energia Spa
  • Astea Servizi Srl
  • Geosport Srl

Parteciperanno e relazioneranno:

1) Il Presidente Soc. ASTEA Spa,  sig. Mario Berrè;
2) L’Amministratore Delegato Soc. Astea Energia Spa, sig.Fabrizio Micozzi;
3) L’Amministratore Unico Soc. Astea Servizi Srl, sig. Emanuele Vitali;
4) L’Amministratore Unico Soc. Geosport Srl, sig.ra Monica Santoni.
***

GIOVEDI’  25  Settembre 2014 –  alle ore 15,00   CONSIGLIO COMUNALE

Audizione degli amministratori delle soc.partecipate e controllate del Comune di Osimo, relazione sulla situazione gestionale, organizzativa e finanziaria delle società:

  • IM.OS. srl
  • Park.O. Spa
  • Conerobus  Spa
  • Azienda Speciale A.S.S.O.
  • Azienda Pubblica dei Servizi alla Persona Grimani Buttari
  • Fondazione Osimana Padre Bambozzi

Parteciperanno e relazioneranno:

1) L’Amministratore Unico Soc. IM.OS. Srl,  sig. Luca Giuliodori;
2) L’Amministratore Unico Soc. Park.O. Spa, sig. Lanfranco Migliozzi;
3) Il Presidente Azienda Speciale A.S.S.O.,  sig. Fabio Marchetti;
4) Il Presidente Soc. Conerobus Spa,  sig.  Muzio Papaveri;
5) Il Presidente Azienda Pubblica dei Servizi alla Persona Grimani Buttari, sig. Enrico Canapa;
6) Il Presidente Fondazione Osimana Padre Bambozzi , sig.ra Laura Cionco.

IL PRESIDENTE del CONSIGLIO COMUNALE
F.to Paola Andreoni

per seguire il Consiglio Comunale in diretta audio
dalle ore 15.00  di MARTEDI’ 23 SETTEMBRE  2014

dalle ore 15.00  di GIOVEDI’  25  SETTEMBRE  2014

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