Lorenzo Manuali, un segno sempre vivo

Sono due anni che Lorenzo Manuali non c’è più. Moriva infatti il 21 giugno 2016. Lorenzo resta nei cuori degli sportivi osimani e degli amici dell’Associazione “Sportware” per la sua determinazione, e per la sua passione sportiva ed ideale.
Un ricordo e una presenza concreta, testimoniata in particolare dai soci della “Sportware” che con sacrificio ed abnegazione hanno continuato a coltivare quei valori di solidarietà, rispetto e giustizia sociale con lo stesso spirito con cui Lorenzo ha insegnato ad apprezzare e ad attraversare la vita.
Oggi a Lorenzo è intitolata la scuola calcio a 5. Una Scuola calcio “speciale” (ne è prova la carta dei valori sportivi promossi) che è anche scuola di vita per i tanti giovani sportivi osimani e le loro famiglie, del centro sportivo di via Vescovara.

***
Una presenza viva quella di Lorenzo al Cespo di cui sono stata recentemente testimone in occasione della manifestazione conclusiva delle finali del Gold Cup 2018 calcio a 5 e calcio a 7.
Una bella prova di affetto da parte degli amici di sempre di Lorenzo: i ragazzi dell’ex Colfiorito, Luca Brachini, il consigliere comunale David Monticelli, Marco Ghergo e tutta la dirigenza dell’Associazione sportiva e di promozione sociale “Sportware”.
A Voi amici di Lorenzo, alla vostra determinazione e generosità un grazie a nome di tutta la città.
In questo giorno particolare, un abbraccio a Giovanni, alla sig.ra Barbara, a Francesco ed ai genitori Aurelio ed alla sig.ra Lina. Niente, neanche il tempo,  potrà sopire il vostro dolore, ma Lorenzo è un segno vivo tra noi.
La Carta dei Valori sportivi scritti da Lorenzo Manuali. Valori che Lorenzo ha trasmesso e insegnato ai suoi allievi. Ad amare uno sport sano, dove la crescita tecnica non deve mai essere messa in secondo piano ma viaggiare di pari passo con quella umana e associativa.
***
La Presidente del Consiglio Comunale di Osimo
 Paola Andreoni
***

Annunci

Festa della Repubblica. Le 21 donne alla Costituente Italiana

***
Il 2 giugno 1946 il suffragio universale e l’esercizio dell’elettorato passivo portarono per la prima volta in Parlamento anche le donne. Si votò per il referendum istituzionale tra Monarchia o Repubblica e per eleggere l’Assemblea costituente che si riunì in prima seduta il 25 giugno 1946 nel palazzo Montecitorio.

Su un totale di 556 deputati furono elette 21 donne: 9 della Democrazia cristiana, 9 del Partito comunista, 2 del Partito socialista e 1 dell’Uomo qualunque.

Alcune di loro divennero grandi personaggi, altre rimasero a lungo nelle aule parlamentari, altre ancora, in seguito, tornarono alle loro occupazioni. Tutte, però, con il loro impegno e le loro capacità, segnarono l’ingresso delle donne nel più alto livello delle istituzioni rappresentative.

Donne fiere di poter partecipare alle scelte politiche del Paese nel momento della fondazione di una nuova società democratica.

Per la maggior parte di loro fu determinante la partecipazione alla Resistenza. Con gradi diversi di impegno e tenendo presenti le posizioni dei rispettivi partiti, spesso fecero causa comune sui temi dell’emancipazione femminile, ai quali fu dedicata, in prevalenza, la loro attenzione.

La loro intensa passione politica le porterà a superare i tanti ostacoli che all’epoca resero difficile la partecipazione delle donne alla vita politica.

“Le 21 donne alla Costituente”

Adele Bei

Bianca Bianchi

Laura Bianchini

Elisabetta Conci

Maria De Unterrichter Jervolino

Filomena Delli Castelli

Maria Federici

Nadia Gallico Spano

Angela Gotelli

Angela M. Guidi Cingolani

Leonilde Iotti

Teresa Mattei

Angelina Livia Merlin

Angiola Minella

Rita Montagnana Togliatti

Maria Nicotra Fiorini

Teresa Noce Longo

Ottavia Penna Buscemi

Elettra Pollastrini

M. Maddalena Rossi

Vittoria Titomanlio


Buona Festa della Repubblica a tutti noi cittadini italiani e a quanti hanno scelto il nostro Paese come speranza per un futuro migliore.
Questo 72° anniversario della Repubblica Italiana sarà, quanto mai oggi, occasione per ricordare e riscoprire alcuni valori che troppe volte rischiamo di dare per scontati: primo fra tutti la libertà, insieme ad altri diritti fondamentali e inalienabili che essa sottende. Altro valore è il rispetto della Costituzione, che è figlia di quella decisione presa tra il 2 e il 3 giugno del ’46. E con la Costituzione il rispetto verso le istituzioni che ci rappresentano indipendentemente dalle nostre opzioni ideali e dalle scelte elettorali.
Un grazie particolare  al nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Paola

}}}

#OSIMANI con l’hashtag: il m° Ugo Novelli

***
Non solo storia o grammatica ma anche argilla, e creta.  Sono stati questi gli ingredienti per apprendere, gli strumenti educativi,  che il maestro elementare – rectius: “di scuola primaria” – Ugo Novelli ha adottato e che hanno caratterizzato la sua lunga ed apprezzata carriera didattica, conclusasi nel 2012.
Manipolare e apprendere
, vale a dire, l’arte della ceramica ma anche l’amore e il rispetto per la natura,  stimolare la  curiosità nei bambini  per il successo nella lettura,  come strumenti di apprendimento. Così, sicuramente gli ex allievi e i loro genitori  della scuola a tempo pieno di Casenuove   ricorderanno  il maestro Ugo Novelli, per tutti,  il “maestro dell’argilla”.

***
***
Ugo Novelli è stato un  maestro straordinario e  la passione per la scuola e per i ragazzi  è dimostrata –  ancora oggi – dalla disponibilità  e dalla generosità con le quali mette a disposizione il suo tempo libero per seguire, da volontario,  i laboratori  di scultura, di disegno  da  lui stesso ideati e  creati presso la Scuola di Casenuove e in altri plessi cittadini. “La scuola, la curiosità di conoscere dei ragazzi mi mancano, non riesco a distaccarmene” così mi ha confessato nel mostrarmi i tanti lavori, i progetti e le opere in ceramica realizzate dai suoi ragazzi.

Il maestro Ugo, classe 1951, è nativo di Polverigi, primo di una famiglia numerosa che ha fatto dell’impegno la sua ragione di vita. I genitori, vista la passione e la predisposizione  dei propri figli per gli studi,  decisero di  trasferirsi ad Osimo,  in via Guazzatore,  e qui ad Osimo i fratelli Novelli crescono e si formano nelle nostre scuole.
All’età di 14 anni, Ugo, decide di iscriversi, senza avere ancora una ben precisa idea sul proprio futuro,  all’Istituto Magistrale “Pier Giorgio Frassati”, la scuola di don Igino Ciavattini che proprio in quegli anni iniziava ad essere diretta dalle suore “Oblate dello Spirito Santo” con preside, in particolare,  suor Maria Pia Controni.
Una scelta di indirizzo scolastico che si rilevò   azzeccata, che rispose appieno alla sete di conoscenza del giovane Ugo, e questo grazie ai bravi insegnanti in servizio nella scuola di piazzale largo Trieste,  come: la prof.ssa di matematica Bruna Rinaldi ( meglio conosciuta come la prof.ssa Foresi), don Giuseppe Geronzi, insegnante di filosofia, e don Aldo Compagnucci,  insegnante di italiano e storia, che con le loro spiegazioni riuscivano a rendere affascinanti anche le tematiche più ostiche ed accessibili  i pensieri degli autori più complessi.  Grandi professori che, parole del maestro Ugo,  “hanno indirizzato le mie scelte future e si sono rivelati straordinari testimoni di crescita intellettuale”.
Gli anni  delle Magistrali sono  stati, per il m° Ugo,  gli anni della spensieratezza, condivisi con i compagni di classe: Fausto Giuliodori, Maria Cappellaccio, Pierpaolo Pierpaoli, Daniela Vescovo, Franco Stacchiotti, Maria Ludovica Frampolli, Elisabetta Cardinali, Maria Vittoria Mandolini, Donato Andreucci, Adelaide Bambozzi, Settimia Pesaresi,….. ma anche gli anni  della  conquista di una visione del mondo.  Difatti,  la direzione della scuola da parte di educatrici suore (suor Maria Pia e poi suor Amedea) non impedì di vivere appieno quegli anni,  come l’adesione alle   manifestazioni in solidarietà delle proteste studentesche del ’68, o come la più “disimpegnata” organizzazione della 1^ festa delle Magistrali  presso la piccola discoteca ( “Bloody Mery”) presente all’interno dell’Hotel “la Fonte”. Un evento cittadino, quest’ultimo,   straordinario, una conquista storica da parte di noi studenti e il superamento di un tabù per la nomea di severità e rigore che la scuola delle Magistrali aveva in città.
Terminate le scuole superiori nel 1969 ( Ugo Novelli negli annali dell’Istituto Magistrale “Pier Giorgio Frassati” è il diplomato n° 420), il m° Ugo, inizia a lavorare presso la Lega del Filo d’Oro come educatore nel settore degli adulti,  ma nel contempo, con le idee più chiare su come voleva impegnare il proprio futuro,  continua i suoi studi, consegue la specializzazione in fisiopatologia per insegnare nel sostegno e nel 1974 la laurea in Pedagogia (110 con lode) presso l’Università di Urbino  con una tesi di ricerca storica sulle origini del giornalino cittadino “La Sentinella del Musone”.
L’avventura scolastica del m° Ugo, inizia nel 1975 come insegnante di sostegno, prima presso la scuola speciale di Colle San Biagio, poi alle Grazie di  Ancona presso la scuola primaria Domenico Savio. Solo nel 1983 arriva l’auspicato trasferimento in Osimo, come maestro titolare in ruolo, presso la scuola Montetorto.
Un punto d’arrivo per molti insegnanti, uno stimolante punto di partenza, o meglio di ripartenza per il m° Ugo.
Nella scuola Montetorto di Casenuove,   il m° Ugo, che i suoi allievi affettuosamente chiamavano “il gigante buono  , insegnerà per ventinove anni.
Quasi tre decenni, caratterizzati dal tempo pieno, da sperimentazioni, da innovazioni come l’istituzione del laboratorio di ceramica con tanto di forno attrezzato, del laboratorio dell’orto, del laboratorio di archeologia didattica  ( in collaborazione con l’Archeoclub Osimo e che si è rivelato un fantastico strumento di comprensione del passato, come storia della cultura materiale e della vita sociale dei nostri popoli, con visita ai siti archeologici ed ai monumenti cittadini e la ricostruzione di piccoli manufatti),  di felice e proficua collaborazione con tante colleghe: Emanuela Frontini, Renata Romagnoli, Antonietta Catozzi, Assunta Tittarelli, Cristina Manara, Ester Tombolini, Gabriella Prosperi, Laura Cerquetella, Loriana Baleani, Maurilia Manoni, Nunzia Mele, Patrizia Parisani, Patrizia Posanzini,   Romina Piercamilli,  Stefania Camilloni,     la favolosa cuoca Gina Scarponi.

***
***
Questa scuola, posta alla periferia di Osimo,  in un ambiente molto stimolante dal punto di vista naturalistico, ha costituito terreno fertile  per  il maestro Novelli, per realizzare quei concetti e valori educativi che ha sempre ritenuto fondamentali  per la buona crescita dei suoi piccoli allievi, sintetizzati in due frasi: “imparare divertendosi” e “se vedi dimentichi, se ascolti ricordi, se fai capisci”.  Questi gli obiettivi delle uscite a piedi, dell’ esplorazione ambientale nel lungofiume e nelle vicine campagne,  delle escursioni nei siti archeologici presenti in città, la visita alle ville monumentali, a cui facevano seguito approfondimenti sui testi.
Su questa linea didattica molto incisiva sui ragazzi si inserisce la geniale intuizione e la determinazione nella  creazione del laboratorio di ceramica. Una scelta che il m° Ugo ha affrontato con impegno ( preparazione, corsi di formazione, aggiornamenti, visite ad altre scuole che avevano avviato analoga iniziativa ) nella consapevolezza    dell’importanza che questo progetto avrebbe avuto  sui ragazzi: la curiosità del fare con le proprie mani.
La proposta dell’argilla da maneggiare e manipolare – un apparente gioco dietro il quale il m° Ugo si è posto il raggiungimento di importanti contenuti e fini educativi come:  potenziare l’emotività, la socialità e la possibilità offerta al bambino di esprimere la propria fantasia e  creatività – si è rilevata vincente ed è stata vissuta, nei vari anni, dagli allievi della scuola primaria di Casenuove con entusiasmo, partecipazione e passione.
Sono sicura che molti di questi ragazzi passati per Montetorto saranno grati, ancora oggi,  al m° Novelli per questa bella esperienza che hanno potuto vivere e ricorderanno la soddisfazione per aver  prodotto e realizzato con le loro mani: collane, manufatti vari, fischietti ed anche pregevoli creazioni artistiche (premiate in diversi concorsi artistici riservati alle scuole).

***
***
Una meritata “standing ovation” al  maestro Ugo Novelli, sicuramente una delle migliori espressione della nostra scuola osimana, a cui tenevo esprimere particolare riconoscimento e gratitudine, un maestro ed anche il “maestro dell’argilla”, che sicuramente è stato capace di rendere i giorni in classe  ( e fuori) un’esperienza unica, destinata a lasciare un segno.

*** ***
La Presidente del Consiglio Comunale
*****prof.ssa Paola Andreoni

***

***

***

Anni ’60 nelle case degli osimani arriva il televisore

Anni ’60, gli anni del boom economico. Anche nelle case degli osimani compare la televisione che diviene un bene di prima necessità. Non esistevano le grandi catene commerciali specializzate in elettrodomestici ( Euronics, Unieuro, Trony, Mediaworld … per citarne alcune ) ne era presente il mercato di acquisto online. Il televisore si acquistava, anche a rate, dai commercianti osimani, spesso situati sotto casa, che offrivano un servizio completo di vendita, installazione ed assistenza.

***
Dicembre 1961, visita dei Commercianti Osimani alla sede Radio-Tv delle Marche  al Centro di Monte Conero in occasione dell’entrata in funzione del Trasmettitore 2° canale programma Tv. Nella foto riconosco Lamberto Campanelli, Mondaini Vincenzo che aveva il negozio in via Matteotti, un giovane Nardini Giacomo, Polinori … aveva il negozio in un vicolo di piazza, Igino Beccacece che era il tecnico installatore dei Campanelli, ci sono anche negozianti di Castelfidardo ( foto by Lamberto Campanelli).
***

#OSIMANE con l’hashtag: Le commesse di Lamberto e zia Lella Campanelli

 #OSIMANI ,  il nostro territorio e la sua gente attraverso una galleria di volti e di storie raccontate in pochi caratteri. Storie  veramente straordinarie.

linea

***

Inizio questo articolo citando un estratto di una lettera del 2002 di Lamberto e Bruna Campanelli, indirizzata alle loro “Commesse”***

Carissime tutte,
facciamo seguito alla graditissima conviviale di domenica scorsa ( Pasqua 2002) ed esprimiamo un sincero ringraziamento per le piacevoli ore trascorse con Voi…. La nostra più grande soddisfazione è stata di aver constatato che il tempo non è passato invano se è riuscito a formare tante sane famiglie nate da un passato onesto e felice. Se il nostro lavoro può aver contribuito ad arricchirVi di esperienza e serietà, tale nostra attività non è stata vissuta inutilmente…. Grazie e tanti auguri per il Vostro Avvenire. Con affetto.
Bruna e Lamberto Campanelli.

Con queste parole Lamberto Campanelli e la consorte signora Bruna, nel marzo 2002 con un biglietto indirizzato a ciascuna di loro,  salutavano le loro indimenticate  “collaboratrici”, per tutti noi osimani: le “commesse di Campanelli“.

***
24 ragazze, la maggior parte osimane doc, che negli anni tra il 1960 e il  1992 hanno svolto con impegno e dedizione il lavoro di “commessa” presso l’Emporio e poi nei Grandi Magazzini Campanelli, per il Corso della nostra città.
Anche se per gli osimani erano le “commesse” ( espressione che non aveva alcuna accezione riduttiva), loro si sono sempre sentite privilegiate di aver fatto parte, come collaboratrici, di quello che è stato da sempre il più bel e variegato negozio del nostro centro storico, che gli osimani  chiamavano la “Standa dei senza testa“.
24 ragazze tutte belle ma soprattutto tutte gentili, sempre pronte a dare una mano concreta ai clienti consigliandoli ed aiutandoli negli acquisti. Quello svolto dalle commesse  è stato un lavoro  fondamentale per il successo dell’attività commerciale che i Campanelli  – dalla “zia Lella”, a Lamberto allo scomparso Sandro – hanno sempre riconosciuto ed apprezzato. Spigliate, cortesi ma anche dinamiche e pronte nello spostare pesi o prendere le decisioni più opportune sempre nell’interesse dei proprietari e dell’azienda.
Nel raccontarmi la sua esperienza, Maria Sandra Falcetta  la prima commessa entrata a “servizio” dai Dindano ( così in Osimo vengono soprannominati i Campanelli) all’età di appena 13 anni e mezzo, mi ha raccontato commossa che quella è stata la sua prima esperienza di lavoro poi protrattasi per 31 anni e ricorda ancora le premure della signora Lella che per Lei è stata una maestra di vita e di tanti insegnamenti professionali ma dalla quale, soprattutto, ha ricevuto le attenzioni e la cortesia che poi a sua volta ha sempre saputo trasmettere ai clienti.
***
***
31 anni quelli passati dalla sig.ra Maria Sandra tra i scaffali di Corso Mazzini, anni di sacrifici ma anche ricchi di crescita personale in un ambiente sereno con i titolari: la sig.ra Lella, Cesarino, Sandro e Lamberto che gradualmente Le hanno dato responsabilità e grazie a questa fiducia, ricambiando,  è entrata nei meccanismi del negozio condividendo con i Campanelli i tempi, gli ordini da fare, le scelte sulle vetrine da allestire e la cura di tutto il negozio.
La “zia Lella”, così veniva chiamata la signorina Raffaella, con la saggezza ( un’altra delle sue doti)  e dall’alto della sua esperienza, la lasciava sperimentare  e con l’affetto protettivo di una madre, quando interveniva, lo faceva sempre con un premuroso sorriso sulle labbra.
Con l’ampliarsi degli spazi di vendita è arrivata la seconda commessa, la sig.na Arturina Badaloni anche lei osimana e, nel tempo,  passata a gestire il reparto generi alimentari anche se, come hanno tenuto tutte a precisare, si lavorava in una modalità tale  che spesso comportava l’ intercambiabilità dei  ruoli e degli spazi  di lavoro a seconda anche dei periodi di vendita più o meno intensi.
***
***
Poi,  mano a mano, sono arrivate  tutte le altre a formare quella che affettuosamente Lamberto chiamava “la bella squadra“:
Erminia Mazzieri meglio conosciuta come “Mimma”, di Ancona  ma sposata con l’ osimano Franco Giardinieri, alla quale venne data la responsabilità del reparto giocattoli e casalinghi; Anna Lozzi anche lei una delle prime nel ruolo di commessa; Filiberta Marzioni assegnata al piano terra dove si vendevano i casalinghi; Elisabetta Eusepi anche lei commessa al reparto casalinghi; Marzia Marzocchini assegnata alla vendita dei mobili; Ornella Mazzieri commessa ai casalinghi; Anna Moglie commessa ad assistere i clienti del reparto scuola, pelletteria e scarpe; Marilisa Bastianelli di Chiaravalle ma coniugata con l’osimano Memè; Franca Faccenda figlia del  falegname Elio Faccenda anche lui storico dipendente dei Campanelli; Pina Torcianti assegnata al reparto intimo e neonati; Rosina Pirani assegnata a gestire l’ultimo piano dove si vendevano le carrozzine, i mobili ed arredi vari per neonati; Raffaella Graciotti che prestava servizio ai generi alimentari; Adriana Angeletti in servizio al piano ingresso dove si vendevano generi vari, i dischi ed anche gli ombrelli firmati Campanelli; Mara Biondi, coniugata con il pasticcere Pasquale Pirani,  insieme ad Adriana Cedrati commesse ai generi alimentari; Patrizia Mazzoni assegnata al reparto giocattoli. Seguirono poi Amedea Angeletti che andò a potenziare l’assistenza alle vendite del reparto alimentari insieme a Violante Trillini per tutti “Viola” e Antonella Trucchia.
Adriana Andreucci 
era commessa-ragioniera dividendosi tra gli uffici e il reparto articoli sportivi; Rosanna Costarelli in Orlandini recentemente scomparsa e Francesca Falcetta commessa stagionale nei periodi di ferie.
La “squadra” si completava anche dei “commessi”, per la maggior parte falegnami che seguivano e lavoravano presso il reparto mobili: Alfredo, Ginetto, Guido Agostinelli, Gigio Virgini, Panzetta, Guido, Mengoni, Roberto Graciotti,  Arduino Marchetti, Stefano Graciotti, Bernabei, Sandro Badaloni e Faccenda Elio.

***
Ritornando alle “commesse”, sicuramente le osimane e gli osimani, anche se è passato molto tempo, ricorderanno il sorriso, la gentilezza, la pazienza e l’empatia di queste ragazze che stavano dietro i banchi di vendita insieme ai loro titolari e che hanno rappresentato il volto stesso dell’attività commerciale  dei Campanelli.
Donne, persone che ho voluto ricordare e ringraziare – e con loro tutta la più ampia categoria delle commesse osimane anche oggi in attività – che lavorano per molte ore al giorno sempre a contatto con il pubblico con grande professionalità nelle attività commerciali della nostra città.
***
Da figlia di  commerciante e da cliente, so quanto questo mestiere sia importante, quanto contano la competenza e la conoscenza del settore al pari dell’educazione, della cortesia, della pazienza ed anche, perchè no, della simpatia che si è in grado di trasmettere.
Non solo saper vendere, ma anche  saper accogliere e consigliare al meglio i clienti, che siano cittadini o turisti, contribuendo così ad una positiva immagine dei nostri negozi e della nostra bella ed ospitale terra.
Loro, le “Commesse di Campanelli”, sono state tutto questo.

*****  *****  *****

***
E ora la parola ad alcune di loro:

Amedea Angeletti, la commessa dal sorriso contagioso: “Sono entrata a lavorare in questa splendida “famiglia” nel 1974 direttamente al reparto alimentari che poi è passato in gestione alla ditta Migliarini. Venivamo, comunque, spostate in tutti i vari reparti, dove c’era bisogno o perchè c’era più gente o perchè qualcuna di noi stava male o era in maternità.  Ci aiutavamo tutte con uno spirito di grande collaborazione. Il reparto che a me piaceva di più  era la profumeria, i giocattoli e i dischi perchè la musica è stata sempre la mia passione.
Sono contenta che ancora ci si ricordi di noi. Sarebbe bello rivederci tutte insieme, organizzare un bel evento dedicato al “Grande” Lamberto Campanelli che all’epoca ha dato lavoro a tante famiglie osimane. Sono molto orgogliosa di aver fatto parte di questa storia e di essere stata una loro dipendente. Li porto sempre nel mio cuore”.

Arturina Badaloni, la commessa dei consigli che conquistano: “Il nostro è stato un lavoro onesto e dignitoso, vissuto in un ambiente positivo grazie alla presenza di illuminati titolari. Ho trascorso 29 anni nel negozio dei Campanelli. Ricordo che eravamo come una “grande famiglia”, la sig.na Lella, ogni anno,  al ritorno da Montecatini, dove trascorreva le sue brevi vacanze, portava sempre un pensierino per tutte noi”.

Franca Faccenda, sempre la battuta pronta: “Anni di soddisfazioni quotidiane”.

Adriana Angeletti, la gentilissima: “Ci sarebbero tantissime cose da raccontare, ho ricordi bellissimi. Ho passato, nel negozio di Corso Mazzini 45, tutta la mia adolescenza, dal 1971 al 1985. Sono entrata a lavorare che avevo 14 anni  e lì sono rimasta fino a ventisette anni quando è nato mio figlio, poi per seguire la famiglia, a malincuore, ho dovuto lasciare il lavoro e le colleghe. Ho iniziato a lavorare dai Campanelli con l’apertura del grande magazzino. Ricordo c’erano i preparativi per l’inaugurazione e di notte il  negozio è andato a fuoco, a causa di un corto circuito. Ma i Campanelli non erano gente che si perdeva d’animo, con loro in poco tempo abbiamo ripristinato il tutto. La mia postazione di lavoro era vicina alla  “zia”Lella. Più che una titolare è stata, per me,  un’ insegnante di vita, una persona che ho voluto tanto bene e che ancora ho nel cuore. All’entrata principale, a seconda dei periodo ( Natale, Carnevale, San Valentino, Pasqua, Befana….) era un continuo cambio di allestimento dei prodotti.
Ricordo che andavo spesso con la signorina Raffaella, il Signor Gaetano ( papà di Lamberto), Vittorio, Cesarino, Sandro e Paolo con un pulmino a prendere o ordinare gli articoli che servivano per la vendita, sempre il lunedì o il venerdì mattina,  quando il negozio restava chiuso per riposo settimanale…
Ricordo la fatica ma anche il divertimento nell’allestire le vetrine ( la sig.na Lella ci teneva tantissimo), a me piaceva tanto soddisfarla nella preparazione. Oltre a quelle fisse c’era da fare la vetrina del sabato lungo la navata del negozio così la domenica quando in Osimo c’era il passeggio,  la clientela si fermava ad ammirare i prodotti esposti.
Una cosa che la signorina Lella non sopportava, proprio perché ci teneva tanto alle sue vetrine,  era che i ragazzi si sedessero nei gradini davanti alla merce esposta. Le avevamo provate tutte senza alcun successo: cartelli, uscivamo ed invitavamo i ragazzi a non sedersi sul muretto di fronte alle vetrine.  Alla fine la sig.na Lella trovò   rimedio: annaffiare il muretto. Uscivamo a bagnare tutti i gradini che circondavano le vetrine per non farci sedere nessuno.
Grazie per avermi fatto evocare persone e bei ricordi. Ancora oggi mi fa piacere che a distanza di tanti anni ci sono clienti che ancora ci riconoscono”.
***

Adriana Andreucci, vendeva scarpette a portieri e terzini  e ne sapeva più di loro: “un lavoro o per meglio dire un servizio reso ai clienti aiutandoli a trovare ciò che cercavano”.

Maria Sandra Falcetta, la prima commessa: “Eravamo tutte giovanissime, ricordo la gentilezza della “zia” Lella che mi chiamava signorina e mi dava del Lei anche se avevo appena 14 anni. Ci faceva sentire importanti. Il nostro  è stato non solo un rapporto di lavoro, ma una relazione più importante, senza alcuna retorica: eravamo una famiglia.  I titolari, a fine anno,  ci portavano al Veglione, e a tutti gli appuntamenti familiari importanti di casa  Campanelli, come matrimoni, ed altre cerimonie, eravamo  tutte invitate e puntualmente tutte presenti.
Sono stata premiata, a seguito di  un concorso organizzato dal “Resto del Carlino”, come una delle prime tre  commesse riconosciute più brave e gentili della Regione Marche. Grande la  soddisfazione quando alla  cerimonia di premiazione, il giovane presentatore, Mike Bongiorno, consegnandomi il premio mi chiamò: Sandra Falcetta la commessa dei Campanelli di Osimo.
Tanti i ricordi che mi legano al negozio e alla famiglia Campanelli, così come è stato tanto il dolore sofferto a seguito della chiusura dell’attività.
L’allestimento delle vetrine nel centralissimo Corso era uno dei nostri più importanti banchi di prova. Che belle soddisfazioni quando la signorina Lella si complimentava con noi per le originali trovate. Osimo tutta si fermava a guardare le vetrine nella passeggiata domenicale. Tra i più assidui  ammiratori delle vetrine c’era anche il giovane osimano Giorgio Carletti che solo in seguito, con i titolari Campanelli, abbiamo scoperto avere altri interessi oltre ai prodotti esposti dall’azienda”.
E’ infatti,  dalle vetrine dei Campanelli che è “scoppiata la scintilla” della bella storia d’amore tra Sandra e Giorgio, oggi in procinto di festeggiare i cinquant’anni di matrimonio.
***

Pina Torcianti:  “Ho bellissimi ricordi soprattutto il contatto con la clientela, molti osimani come noi con i quali si era stabilito un rapporto di fiducia continuativo”.  

Elisabetta Eusepi: “La mia assunzione nella ditta Campanelli è avvenuta all’ età di 15 anni. Un lavoro che ho fatto con grande entusiasmo, a contatto con le persone, con tanti clienti cercando sempre di soddisfare le loro richieste per gli acquisti. Tutti i Campanelli sono stati, per me, persone speciali, grandi lavoratori con tanta esperienza poi trasmessa a noi commesse. La signorina Lella era il perno di tutto, diceva sempre, sorridendo,  che per seguire l’Emporio non aveva avuto tempo di prendere marito.
19 gli anni che ho trascorso tra gli scaffali e il ricordo è di un periodo bellissimo. Sono fiera di averne fatto parte. Ringrazio il signor Lamberto splendida persona, con tanto affetto e stima. Un grande abbraccio a loro,  le mie ex colleghe, da sempre care amiche”.
***

Patrizia Mazzoni: “Ricordo le giornate a fare l’inventario, a spostare tutta la merce, oppure  a sistemare negli scaffali un intero ordine. Si vendeva di tutto dagli zoccoli di legno ai prodotti più ricercati. Il giovedì mattina esponevamo anche una bancarella nella Piazzetta del Teatro”.

Antonella Trucchia: “Sicuramente è stato un lavoro impegnativo, non solo a livello fisico, ma la fatica non si sentiva, ripagate come eravamo dai complimenti dei clienti. Questo accadeva quotidianamente. Purtroppo con l’avvio dei centri commerciali molto di questo “romanticismo” si è perso”.

***
Marilisa Bastianelli
: “Un lavoro impegnativo, in piedi tutto il tempo.  Non esistono sedie in negozio per le commesse, ma solo per i clienti. Scale da percorrere, mensole basse e poi mensole alte, avanti e dietro per il negozio in continuazione. Ma poi a ripagar tutto c’era il nostro bel rapporto fra colleghe e uno scoop al giorno non mancava mai e riusciva ad  alleviare la giornata”.

Anna Moglie: “Grazie per averci rifatto rivivere questo periodo della nostra vita. La nostra è stata una “storia” bellissima grazie soprattutto al signor Lamberto e alla signorina Lella. Con piacere posso dire: c’ero anch’io”.

*****  *****  *****

***
Ricordi di un mondo che pare purtroppo ormai lontano.
Ma tali ricordi vanno mantenuti vivi perchè un giorno si possa ritornare a quel senso di umanità che costituisce il valore aggiunto di ogni singola attività commerciale.
Una bella storia cittadina, piena di valori ed emblemi quella dei Campanelli che hanno fatto la storia del commercio osimano.
Un grazie a tutte le “commesse” per aver collaborato a questo ricordo, e un encomio a Lamberto Campanelli che ancora oggi, a 90 anni, costituisce uno dei personaggi – pilastro della nostra Osimo, un cittadino che va fiero della sua osimanità, fatta di valori, simpatia ed umanità !!

***

La Presidente del Consiglio Comunale
*****prof.ssa Paola Andreoni

*** ***
***

***

***

Corriere della Sera del 24 gennaio u.s.: Osimo, apre la nuova sede della Lega del Filo d’Oro.

Apre il nuovo Centro nazionale per sordociechi a Osimo

Grazie alla Lega del Filo d’Oro segue pazienti come Agostino, 6 anni e la sindrome di Charge, Sara di 14 anni e Francesco, laureato in Giurisprudenza

Il Corriere della Sera del 24-01-2018


 —–
OSIMO. Agostino ha 6 anni e la sindrome di Charge, una malattia rara che può colpire diverse parti del corpo e viene riconosciuta come una delle maggiori cause di cecità e sordità. Ma ha imparato a farsi capire grazie alla lingua dei segni e a un piccolo residuo visivo in un occhio. Sara invece ha 14 anni ed è nata a Firenze, dove la famiglia si era trasferita dalla Puglia per via del lavoro di infermiere del papà. «Dopo un anno e mezzo ci dissero che nostra figlia era sorda e aveva un ritardo psico-motorio, ma nessuno riusciva a spiegarsi il perché – racconta il padre –. Così decidemmo di tornare a Ruvo, in provincia di Bari, per affrontare meglio questa situazione grazie anche al supporto dei nostri parenti. Poi tanti anni senza una diagnosi definitiva e moltissimi medici visitati. Diverse figure professionali e varie associazioni che ci seguivano avevano insegnato a Sara la comunicazione aumentativa alternativa, basata sull’utilizzo di immagini o foto per comunicare, ma non bastava. Sul nostro lungo e difficile cammino abbiamo incontrato la Lega del Filo d’Oro di Molfetta, che ci ha consigliato di portare Sara a Osimo, nelle Marche, dove c’è la sede centrale, per una valutazione più completa».

Previsti 80 posti letto.
Ed è proprio qui, in provincia di Ancona, che ha inaugurato il primo lotto del nuovo Centro nazionale dell’associazione, costituito dai servizi educativo-riabilitativi e sanitari, dal centro diagnostico e dai trattamenti intensivi per l’assistenza, la cura e la riabilitazione delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali. A progetto completo, ci saranno anche la piscina e la palestra, verranno incrementati i posti letto per i ricoveri a tempo pieno (da 56 a 80) e quelli per la degenza diurna (fino a 20), saranno raddoppiati i posti del centro diagnostico (da quattro a otto) e di conseguenza dimezzati i tempi di attesa per la valutazione iniziale e il proseguimento della presa in carico dei pazienti, con la possibilità di ospitare temporaneamente anche i familiari. «Oggi Sara va a scuola a Ruvo di Puglia, dove interagisce con i suoi compagni di classe ed è seguita da un insegnate di sostegno, va a catechismo, ha ricevuto la prima comunione e io, come padre, mi esalto ogni volta che c’è un piccolo avanzamento, una piccola conquista».

Ma i bambini crescono.
Anche quella di Francesco è una storia a lieto “fine”. Cieco dalla nascita, a soli 6 anni è entrato in un istituto per non vedenti di Napoli. A 10 anni è diventato anche sordo, scivolando nell’isolamento: «È stata durissima – ricorda – ma dovevo sopravvivere, resistere, combattere». A 15 anni l’incontro con gli operatori della Lega del Filo d’Oro. Circondato da altri ragazzi come lui, Francesco ha iniziato un percorso lungo e faticoso, imparando a utilizzare la barra Braille e a comunicare con il metodo Malossi, che utilizza le dita della mano come una tastiera. Nonostante la sua grave disabilità Francesco si è laureato in Giurisprudenza, ha fatto il praticantato forense e oggi lavora come legale all’interno dell’associazione. La Lega del Filo d’Oro, fondata nel 1964, è presente in otto regioni con cinque centri residenziali a Osimo, Lesmo (Monza e Brianza), Modena, Molfetta (Bari), Termini Imerese (Palermo) e tre sedi territoriali a Padova, Roma e Napoli, offrendo servizi a circa 800 persone ogni anno.

di Michela Trigari
***

#OSIMANI con l’hashtag: Raniero GAGGIOTTI il magistrato d’assalto osimano a difesa dei consumatori

 #OSIMANI ,  il nostro territorio e la sua gente attraverso una galleria di volti e di storie raccontate in pochi caratteri. Storie  veramente straordinarie.

linea

***

***

Osimo, la nostra  città, pur non essendo una grande metropoli, è ricca di Storia,  quella che l’ha attraversata nei secoli, e testimoniata dai manoscritti, dalle pietre, dai monumenti, dalle  Chiese e dalle pareti dei Palazzi del nostro Centro Storico. Ma una città, e in particolare la nostra comunità, è ricca anche delle storie di persone spesso sconosciute o troppo velocemente dimenticate.  Persone, osimane ed osimani, che per le proprie capacità lavorative, per il proprio intelletto, hanno occupato posti di prestigio, o sono stati sotto le luci della ribalta, contribuendo a rendere migliore il nostro Paese.

Questo articolo vuol essere un omaggio a un nostro concittadino, residente nel centro storico, che si è distinto per impegno professionale, per la gentilezza, pur nella sua autorevolezza,  e per l’attaccamento che ha provato e manifestato per il suo territorio.

Mi riferisco al dottor Raniero GAGGIOTTI, nato in Osimo il 13 aprile 1940, dove – dopo una lunga e  prestigiosa carriera nella magistratura è ritornato – prima del meritato riposo, a gestire la giustizia osimana,  ricordato per il suo proverbiale  rispetto verso la gente e gli avvocati.

Andato in pensione nel 2011 dopo quasi 45 anni trascorsi come Pretore, Giudice di Tribunale, Consigliere e poi Presidente della Corte di Appello Penale di Ancona, ancora oggi è ricordato dagli avvocati e dagli operatori della giustizia,  per le sue qualità umane e professionali. Il suo Ufficio è sempre stato un luogo di proposte e idee, un punto di riferimento per la cultura giuridica italiana.

Un legame profondo quello tra Osimo e il Giudice Gaggiotti. Il padre  bancario, la madre casalinga, il dott. Gaggiotti è cresciuto tra la campagna dei possedimenti  di Cingoli e le mura del centro storico osimano dove ha frequentato il Liceo Classico. Una formazione e una crescita  condivisa con gli amici di sempre: i due gemelli Alberto e Giuseppe Balboni ( entrambi poi divenuti Ambasciatori di rango a servizio del nostro Paese),  Livio Bonci ( noto avvocato di Osimo), Fabio Cardinali (titolare della Farmacia di  Corso Mazzini), Carlo Cenerelli ( omeopata, medico, deceduto qualche anno fa), Maria Ludovica Fabiani (poi professoressa di italiano figlia dell’avv. Vincenzo Fabiani), Giuliana Graciotti ( anche lei  professoressa di italiano,  già al tempo del Liceo superlativa nelle materie letterarie)  e Onorato Honorati ( ingegnere, professore all’Università di Roma, grande matematico).

***
Inverno 1959, da sinistra: Giuseppe Balboni, Honorato Honorati, Alberto Balboni, Raniero Gaggiotti ( foto credits R.Gaggiotti)

Diplomatosi a 18 anni, il Giudice Gaggiotti,  ha proseguito gli studi presso l’Università di Macerata  laureandosi in Giurisprudenza a soli 22 anni , con una tesi di approfondimento sul diritto assicurativo perchè  l’ambizione  del giovane osimano di tante belle speranze era quella di diventare un affermato avvocato, non aveva, di fatto,  mai pensato, né preso in considerazione,  strade diverse da quella della professione forense.

Spinto dai familiari, partecipa, però,  al concorso nazionale per Magistrati, un concorso che allora, come oggi,  incuteva timore per la vastità degli argomenti da studiare e per le poche speranze di vittoria, erano previsti, infatti,  appena 254 posti a fronte di più di 3.000 candidati pretendenti alla vittoria. Un concorso affrontato con impegno e  una sfida vinta  tanto che a 26 anni – il dott.Raniero Gaggiotti –  viene nominato magistrato ordinario e inizia la carriera di Giudice a servizio della legge simboleggiata dalla bilancia e dalla spada: l’equilibrio e l’equità che è compito della Giustizia conservare e ristabilire.

 Prima il tirocinio in Ancona, poi il primo incarico in seno alla Magistratura giudicante: Pretore a Saronno ( in provincia di   Varese) e dopo circa un anno, la prestigiosa nomina a Pretore di Milano. Nel frattempo, anche, il matrimonio con la sig.ra Emilia Palmieri Lattanzi Tolomei, la nascita della figlia Manuela, oggi avvocato in Osimo.

Milano negli anni ’65- ’70 non era solo città salotto dell’imprenditoria nazionale, città della moda, dei manager, degli industriali e dei finanzieri, dei vip che come oggi,  affollavano i negozi di via Spiga, e  via Montenapoleone.  Milano in quegli anni era anche città dalle gravi tensioni sociali. Il Giudice Gaggiotti era Pretore della  Milano di quei tempi, anni difficili e pericolosi.
Ricorda,  ancora, la cupezza di quel periodo, a causa di vicende drammatiche come la  strage di Piazza Fontana con l’avvio della strategia della tensione, gli attentati e gli assassini dei colleghi giudici uccisi dalle Brigate Rosse e dai gruppi armati di estrema destra. Non è stato facile esercitare la giustizia in quella Milano, teatro delle grandi mobilitazioni studentesche e operaie, in atto in quegli anni.

Il dott. Gaggiotti  quale Magistrato e giurista colto e raffinato ha saputo affrontare e vincere anche questa difficile sfida professionale. Autore ed estensore di Sentenze che hanno fatto Giurisprudenza,  si è guadagnato sul campo l’appellativo di “Giudice d’assalto” a difesa di  tutti i consumatori italiani. In particolare è da ricordare il suo impegno in un settore cruciale della vita quotidiana di tutti gli italiani quale la correttezza dei messaggi pubblicitari e la loro veridicità rispetto ai prodotti che vengono immessi nel mercato al fine di evitare inganni e truffe. Un impegno politico-culturale a difesa del cittadino consumatore e protagonista di  grandi battaglie processuali – tutte vinte – contro i più acclamati avvocati ingaggiati delle grandi industrie e società multinazionali, che ben presto gli fecero guadagnare   le luci della ribalta, articoli e copertine dei più importanti giornali italiani.
Popolarità e clamore mediatico ( tanto che, in quel periodo, fu “corteggiato” dai due più grandi partiti politi dell’epoca, la DC e il PCI, per essere eletto in Parlamento)  che il nostro concittadino-Giudice ha sempre affrontato con la sua solita proverbiale modestia, determinazione e gentilezza.

Per chi non lo sapesse,  è grazie al nostro concittadino Pretore a Milano, se oggi,  quando andiamo a comprare il prosciutto al supermercato, lo paghiamo al “giusto peso” vale a dire paghiamo solo il prosciutto senza l’aggiunta del peso dell’involucro. Una lunga battaglia giudiziaria vinta a favore di tutte le casalinghe   e le famiglie ed applicata su tutto il territorio nazionale, e una vittoria  per nulla scontata che vide il Giudice scontrarsi contro tutti i più grandi gruppi economici abituati a fino a quel momento a far pagare ai consumatori il peso della carta-involucro come se fosse prosciutto.

Nel 1970 il Giudice Gaggiotti fece sudar freddo i panettieri milanesi per la questione del pane, inchiesta dalla quale risultò che per colpa dell’umidità e di certi additivi (autorizzati dallo Stato) il pane a Milano era spesso cattivo,  e che si concluse con l’indicazione di nuove procedure di lavorazione che andarono a migliorare il prodotto: con i panettieri che respirarono rasserenati e  i consumatori contenti di poter avere in tavola un pane di migliore qualità.

 Famosa anche l’inchiesta su alcuni prodotti venduti in Farmacia e pubblicizzati come dotati di eccezionali effetti terapeutici come il così detto  “braccialetto della salute”. Un’inchiesta che alla fine provò la truffa o quanto meno il messaggio pubblicitario ingannevole, infatti emerse che scientificamente  il braccialetto non provocava nessun rimedio contro i reumatismi. Conseguenza  della Sentenza fu, che il prodotto, risultato essere  non altro che un amuleto,  dovette essere ritirato da tutte le Farmacie d’Italia.

Altre iniziative, promosse dal dott. Gaggiotti sempre riguardo la pubblicità ingannevole, soprattutto riguardo la salute, hanno suscitato grande clamore, come le Sentenze contro le pomate vendute in Farmacia e spacciate come toccasana alla caduta dei capelli, o quelle contro le lozioni per la crescita dei capelli nei confronti di una multinazionale americana.

Scriverà il giornalista Lello Gurrado: ” Trentun anni, alto, elegante, distinto, Raniero Gaggiotti appartiene a quella categoria di “giovani leoni” della Magistratura che hanno preso di petto le delicate questioni di loro competenza  con la volontà di risolverle al più presto. Come lui, si battono Gianfranco Amendola (Pretore a Roma impegnato contro le questioni dell’inquinamento), e altri quattro suoi colleghi d’ufficio: Corrado Carnevali, Luca Mucci, Oronzo De Pascalis e Ferdinando Pincioni, i quali costituiscono, con Gaggiotti, il gruppo dei “magnifici cinque” della 6^ Sezione Penale  del Tribunale di Milano. Cinque giudici giovani  che agiscono con uguale entusiasmo in settori diversi.”

A chi pensa che queste battaglie siano state di poco conto,  riporto le parole che lo stesso Gaggiotti riferì in occasione di una intervista ad un giornalista; spiega il Giudice: ” Perchè, vede,  il problema è molto delicato. Per ora si parla di capelli e d’accordo, forse non è un gran male. Ma se un giorno dovessero dire che una qualsiasi porcheria guarisce dal cancro ? Quale prezzo avrebbero le illusioni dei malati e dei loro parenti ? “.

Parole profetiche quelle lanciate dal Giudice Gaggiotti dette negli anni ’70 e  i cui timori hanno purtroppo poi,  trovato riscontro nei fatti di cronaca.

***

Dopo cinque anni di intenso lavoro a Milano,  con una media di circa  1.000 sentenze dibattimentali annuali, che hanno fatto giurisprudenza e costituito punto di riferimento su tutto il territorio nazionale, e dopo essersi occupato di tante altre delicate inchieste,   il dott. Gaggiotti, il “Pretore che difende le casalinghe e i consumatori” chiede ed ottiene il trasferimento in Ancona.

 Un trasferimento resosi necessario per stare vicino ai propri cari.

 Un percorso professionale che ha visto il dott, Gaggiotti prima impegnato in  Tribunale ad Ancona, poi Giudice presso la Pretura di Osimo dal 1979 al 1992, ancora Consigliere presso la Corte di Appello di Ancona e,  infine, Presidente della sezione Penale della stessa Corte dal 2009 al 2011.

 Sedi che hanno visto il dott. Gaggiotti sempre impegnato,  con la stessa passione, nella difesa della legalità e della democrazia.

 In particolare, mi ha raccontato di ricordare con affetto i tredici anni passati nella  Pretura di Osimo, la sua Città. La guida della Pretura  gli ha permesso di ammirare e conoscere più approfonditamente la varia umanità che popolava e vivacizzava “la periferia del mondo” e che ogni giorno gli scorreva davanti impegnata in liti, beghe e piccoli imbrogli di poco conto.

Sicuramente,  ed è giusto evidenziarlo, il dott. Raniero Gaggiotti, merita tutta la stima dei cittadini osimani, una persona che con il suo lavoro di amministratore della giustizia è stato di aiuto agli altri. Un magistrato che è stato capace di promuovere una giurisprudenza finalizzata ad una migliore qualita’ della vita. Una persona, un bravo Giudice che ha saputo ben amministrare il difficile compito del giudicare, sempre anteponendo la gentilezza, il rispetto umano  e l’attenzione all’individuo. Un magistrato che ha servito per 45 anni lo Stato e la Giustizia, senza indulgere a facili protagonismi o esternazioni mediatiche, ma lavorando duramente e con grande professionalità.

 Si dice  che un Giudice bravo e scrupoloso lo è “ab origine”. Un Giudice eccellente, come nel caso del nostro stimatissimo concittadino, tende a rimanerlo per tutta la vita, perchè quando si ha umanità, si ha cuore, si hanno dei forti valori di riferimento, si ha rigore etico-morale, e stile comportamentale, ciò viene percepito e rende la figura di un Giudice, un punto di riferimento essenziale di una intera comunità cittadina.
Grazie dott. Gaggiotti per averci fatti partecipi di questa importante storia che contribuisce ad arricchire il patrimonio di valori della nostra città di cui Lei è senza dubbio uno dei figli migliori!.

La Presidente del Consiglio Comunale
*****prof.ssa Paola Andreoni

 

 

***


***
***

***

***