Le domande degli italiani: ANTITRUST, CONFLITTO DI INTERESSI, INFORMAZIONE

conflitto di intere COSA PENSATE DI FARE PER EVITARE IL CONFLITTO DI INTERESSI?
Sono essenziali norme stringenti in materia di conflitto d’interessi, norme sull’incompatibilità e soprattutto una robusta legislazione antitrust in materia di comunicazione e informazione, in modo da superare la brutta legge firmata da Gasparri. Il PD propone inoltre da tempo una riforma della governance della Rai, per sottrarla all’invadenza della politica. Di fronte all’incapacità del governo Monti di realizzarla, il PD ha fatto scegliere i rappresentanti nel Cda dalle associazioni della società civile.

Le domande degli italiani: LIBERALIZZAZIONI

LIBERALIZZAZIONI 7 IL PD PARLA SPESSO DI LIBERALIZZAZIONI. MA CHE COSA PROPONETE IN CONCRETO?
Dopo le lenzuolate di Bersani varate durante i governi di centrosinistra (tra l’altro: commercio, energia elettrica, treni, trasferibilità cellulari e abbattimento commissione sulle ricariche, trasferibilità dei conti correnti e delle polizze assicurative…), nella legislatura appena finita il PD ha presentato e predisposto oltre 30 provvedimenti di liberalizzazione. Verranno ripresentati e rafforzati nella nuova legislatura.
Tra i temi di intervento, le professioni, i farmaci, i carburanti e l’energia, banche, trasporti e poste, assicurazioni, semplificazione per le imprese, tutela dei consumatori.

 

Le domande degli italiani: SICUREZZA

sicurezza 2 VOI CHE COSA CONTATE DI FARE PER GARANTIRE LA VITA SOCIALE E LA LOTTA ALLA VIOLENZA?
Per il PD la sicurezza è un diritto di libertà, cioè uno dei diritti fondamentali di cittadinanza, esattamente come lo sono la salute o l’istruzione. Per la destra invece, la sicurezza è sempre stata l’esito di un processo di enfatizzazione della paura, e lo strumento principe nel condizionamento del consenso.
I pesanti tagli alla sicurezza effettuati negli anni passati da Berlusconi e Maroni, 4 mld di euro, hanno messo in difficoltà le forze dell’ordine: purtroppo l’aumento dei reati comuni appena rilevato dal Viminale ne è una triste controprova.
Noi pensiamo che gli operatori abbiano bisogno di nuovi strumenti e di più investimenti per aumentare le capacità operative, l’efficienza e le professionalità. Anche per questo, avendo a cuore l’efficienza del Paese e lo snellimento della spesa improduttiva, siamo stati promotori nelle discussioni parlamentari di una serie di interventi tesi a rendere più efficiente il servizio e a garantire il mantenimento degli standard di sicurezza nell’interesse degli italiani e dei lavoratori dei comparti sicurezza, difesa e soccorso pubblico.
Nell’attuale situazione però tutto questo può essere effettuato solo riorganizzando i processi, razionalizzando i servizi e rimodellando le strutture. Serve una riforma per semplificare, evitare doppioni, esaltare professionalità, riorganizzare la distribuzione sul territorio. Serve un modello integrato che, come già avviene in molte città del paese da noi guidate, integri competenze amministrative locali, modelli sociali, efficienza della giustizia, gestione centrale dello stato.
Grazie al PD, già nel corso dell’ultimo anno, è stata salvaguardata la specificità del comparto e sono stati trovati 200 mln per garantire il ringiovanimento degli organici e una maggiore sicurezza per i cittadini.

Le domande degli italiani: AGENDA DIGITALE

 AGENDA DIGITALECHE COSA PENSATE DI FARE PER QUELLA CHE COMUNEMENTE VIENE CHIAMATA L’AGENDA DIGITALE ?

Un piano Industria deve riconoscere l’importanza delle “politiche industriali digitali” e promuovere un piano di alfabetizzazione digitale per le PMI. Agenda digitale non è solo economia: è sopratutto democrazia. Traduciamo in italiano “open government” come un nuovo patto di cittadinanza digitale, in cui il PD porta un elemento distintivo di credibilità come partito del governo aperto ai cittadini (bilanci pubblicati, finanziamenti, consultazioni, buone pratiche).
Pensiamo a una “innovazione popolare” che passi da tema riservato a un’élite di esperti a questione centrale per rendere l’Italia più ricca, giusta e civile.
Questo vuol dire incentivare i pagamenti elettronici (attraverso riduzione delle commissioni; campagne di promozione della convenienza e sicurezza della moneta elettronica; l’incentivazione ai piccoli esercizi; obbligo di moneta elettronica per PA e professionisti), più tracciabilità e capacità di controllo dei pagamenti per servizi pubblici (ad esempio i parcheggi comunali).
E ancora: cambiare la governance complessiva dell’Agenda Digitale che raccolga le competenze ora divise tra istituzioni diverse, abbassare l’IVA sui libri digitali al 4% dal 21% attuale, maggiore TRASPARENZA per consultare online i documenti della PA, estendere la banda larga nei comuni, e allo stesso tempo aumentare la copertura del wi-fi pubblico.

Le domande degli italiani: RIFORME ISTITUZIONI E COSTI POLITICA

COSTI POLITICA 874 NELLA LEGISLATURA APPENA FINITA MOLTE RIFORME SONO RIMASTE BLOCCATE.  CHE COSA PROPONE IL PD?
Quel che si è fatto fin qui, dall’abolizione dei vitalizi al dimezzamento del finanziamento ai partiti, lo si è fatto su proposta e iniziativa del PD.
Quel che non si è potuto fare lo si farà:
– Una rigorosa legge sui partiti;
Un parlamentare o un consigliere regionale non deve guadagnare di più di un sindaco;
Riduzione del numero dei parlamentari;
– Una sola Camera che fa leggi;
– Autonomie e federalismo;
– Regole di base nuove per la pubblica amministrazione.
Il PD propone tra l’altro un radicale disboscamento delle società partecipate dalle amministrazioni locali, in modo da favore economie di scala e da evitare sprechi e proliferazione di incarichi societari, con un notevole effetto di risparmio.
MONTI DICE CHE LA PRIMA LEGGE DA FARE È LA RIFORMA ELETTORALE. VOI CHE RIFORMA VOLETE?
Intanto siamo l’unica forza politica che ha presentato una proposta di riforma elettorale (il doppio turno di collegio) varata all’unanimità dai propri organismi dirigenti. La preponderanza della destra nel Parlamento di questa legislatura ci ha impedito di arrivare ad una riforma.
Ma noi, come avevamo promesso, restando il “porcellum” abbiamo fatto le primarie per la scelta dei parlamentari. Noi abbiamo sconfitto il “porcellum” e nella prossima legislatura riprensenteremo la nostra proposta di riforma.

 

Le domande degli italiani: EUROPA ed i CONTI

Europa23-300x216 QUALI OBIETTIVI SI PONE IL PD PER LO SVILUPPO DEL CAMMINO EUROPEO ?

La nostra meta sono gli Stati Uniti d’Europa.
Noi pensiamo, in particolare, che sia necessario fare un salto di qualità e dare gradualmente ai cittadini europei la possibilità di essere loro, attraverso meccanismi elettorali e democratici, a indicare coloro che siedono ai vertici delle istituzioni europee, rappresentano l’Europa e prendono le decisioni che poi riguardano tutti.

IL CENTROSINISTRA GARANTIRÀ GLI IMPEGNI PRESI CON IL FISCAL COMPACT ?
Noi garantiamo gli accordi presi in Europa (anche se ricordiamo che li ha firmati Berlusconi e che la loro onerosità è dipesa dalla non credibilità e dalla incapacità del governo del centrodestra) e in particolare gli impegni sui conti pubblici approvati dal Parlamento italiano (il fiscal compact). Compreso il pareggio di bilancio nel 2013. Da questo punto di vista bisognerà anche verificare concretamente i dati. Il 2013 rischia di essere un altro difficilissimo anno per i conti pubblici.
Più in particolare noi siamo anche pronti ad accordi che consentano un maggiore e più stringente controllo reciproco sui bilanci pubblici dei diversi paesi. Purché in ambito europeo si arrivi, anche con il concorso delle altre forze progressiste europee, ad un cambiamento importante a favore della crescita. Noi pensiamo che ci sia modo e spazio per meccanismi che consentano investimenti (anche grazie ai project bond e agli eurobond) o di gestire in comune almeno una parte del debito pubblico di ogni paese (le proposte di Visco in Italia e dei consiglieri della Merkel in Germania), in modo da non pesare sui bilanci ma di ottenere il rinnovo dei titoli del debito pubblico a tassi di interesse molto più favorevoli di quelli attuali.

Le domande degli italiani: SANITA’

SANITA MOLTI ESPERTI DICONO: “NON POSSIAMO PIÙ DARE TUTTO A TUTTI”. VOI COME PENSATE DI GARANTIRE UN SERVIZIO DAVVERO SOSTENIBILE?
E’ la frase che ripetono coloro che spingono verso il privato e le assicurazioni. E’ questo il modo per aprire la strada a una sanità a due velocità. Noi vogliamo una sanità in grado di dare tutto ciò che è necessario a chi ne ha davvero bisogno.
Questo significa però anche interventi rigorosi per garantire l’efficienza e la sostenibilità finanziaria del sistema. In questo contesto, legalità e trasparenza non sono solo parte della questione morale.
Come per il resto delle attività sociali, per la Sanità questi sono principi indispensabili per garantire efficienza, qualità, vera attenzione ai bisogni dei pazienti e in futuro per avviare riflessioni sul tema della tenuta del Welfare.
Più in particolare, puntiamo su una rete di assistenza basata su:
– meno ospedali altamente tecnologici per affrontare casi acuti e emergenze;
– rete di assistenza a media intensità di cura per rispondere a fragilità, anziani, malati cronici;
– massima integrazione tra ospedale e medicina territoriale.
I medici e tutti gli operatori sanitari vanno valorizzati ma soprattutto coinvolti nei processi decisionali e nel governo clinico di aziende e ospedali.
Infine, la Sanità è anche un fattore di sviluppo. La spesa sanitaria ammonta al 7,2 per cento del Prodotto interno lordo italiano. Ma rappresenta il 12,8 per cento della ricchezza prodotta dalla filiera. Per questo deve essere considerata come un fattore di sviluppo per l’intera economia nazionale.