BILANCIO MENSILE della Popolazione osimana: Ottobre 2009

Secondo i dati rilevati mensilmente con il modello Istat D7B, che riporta l’ammontare dei flussi registrati nell’Anagrafe Comunale (nati, deceduti, iscriz. e cancellaz.),  la popolazione residente ad OSIMO  al 30 ottobre 2009 ammonta a:

33.209 abitanti

di cui 16.228   Maschi…..e…..16.981    Femmine

rispetto al mese di settembre 2009:  c’è stato un incremento di….+ 107 abitanti

i..nati nel  mese di Ottobre sono stati:…..n.36( Maschi 14..+..Femmine 22 )
i morti  nel mese di Ottobre sono stati:…… n.27( Maschi 13..+.. Femmine 14 ) 

i nuovi iscritti all’Anagrafe nel mese sono stati:….n. 110……..( M.. 60..+..F. 50 )
 di cui provenienti dall’Estero:………………………..n. ..11……..( M.….6..+..F.    5 )

icancellatidall’Anagrafe nel mese  sono  stati:..n...28……..( M..15..+..F. 13 )

Sono stati celebrati  Matrimoni..9……. 5..con rito religioso….. 4..con rito civile
                                           

fonte: Comune di Osimo, ufficio Statistica

considerazioni:  la crescita della popolazione osimana è legata essenzialmente alle iscrizioni anagrafiche dei nuovi cittadini provenienti da altri Comuni.

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La LEGALITA’ son mi.

Alla faccia della modestia! Non bastando la roboante dichiarazione di essere il miglior presidente del Consiglio che l’Italia abbia mai avuto da 150 anni ad oggi, meglio anche di De Gasperi, Silvio Berlusconi ne spara un’altra delle sue:

«Contro la mafia ho fatto più di tutti».

A ruota lo segue Marcello Dell’Utri, già condannato in primo grado a 9 anni di reclusione per  concorso esterno in associazione mafiosa e socio in affari del premier, il quale se ne esce in televisione a dire che lo stalliere Mangano «è un eroe»: ancora! Strabilianti poi le dichiarazioni di Berlusconi sul suo «fattore», e non stalliere, Vittorio Mangano, rilasciate il 9 aprile 2008 a RadioDue, dove riconosce che

«le sue disavventure nella vita lo hanno messo in mano a una organizzazione criminale (Cosa Nostra); lui, eroicamente,  non inventò mai nessuna «cosa» contro di me…».

Ecco svelato l’arcano: chi tace è un eroe, chi indaga è un criminale che vuole distruggere Berlusconi.
Mi domando: i giudici Falcone e Borsellino, fatti saltare in aria dalla mafia come devono essere considerati seguendo la perversa logica di ragionamento del premier?
Se c’è qualcosa di veramente incredibile ed ignobile non è il lavoro dei
giudici, considerato da Berlusconi un attacco alla persona  che «per indole, sensibilità, mentalità, formazione, cultura e impegno politico, è lontanissima dalla mafia», ma il volersi sottrarre ad ogni costo alla Giustizia, arrivando a sconquassare lo Stato e le sue Istituzioni; ma questo voler sconquassare è un programma impostato sulla legalità oppure è il programma di coloro i quali considerano la legalità un “optional” ?

OPINION COLPO: Simoncini ”Il mio governo il più attivo nella lotta alla criminalità organizzata dei piccioni”

 Il Sindaco Simoncini, in attesa che si risolva il problema dei piccioni, invita intanto i cittadini a cautelarsi dando loro un consiglio:
“Su la testa!!”.

 

Colpoditacco 

“Figlio mio, lascia questo Paese”

Ciao a tutti,
leggendo questa lettera, c’è da chiedersi se veramente i nostri giovani avranno  un futuro in questo Paese.

LA LETTERA.

Avremmo voluto che l’Italia fosse diversa e abbiamo fallito
Figlio mio, lascia questo Paese

Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.
Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l’idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l’affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.
Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di unportaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all’attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E’ anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l’Alitalia non si metta in testa di fare l’azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell’orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d’altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l’unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio.
Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po’, non troverai molte ragioni perrincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato – per ragioni intuibili – con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per idestini industriali del Paese. Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all’infinito, annoiandoti e deprimendomi.
Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoistudi, prenda la strada dell’estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che  spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni.
Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fossediverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.
Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, loprevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze.
Preparati comunque a soffrire.
Con affetto,  tuo padre

L’autore è stato direttore generale della Rai. Attualmente è direttore generale della Libera Università internazionale degli studi sociali, Luiss
Guido Carli.

http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/celli-
lettera/celli-lettera/celli-lettera.html

Solidarietà ai SINDACATI

La sottoscritta a titolo personale e a nome di tutto il gruppo consiliare del PD vuole esprimere  solidarietà ai Segretari delle organizzazioni Sindacali osimane per lo squallido attacco delle liste Simoncini&Latini, attacco finalizzato a gettare discredito su tutto il mondo sindacale.
Ritengo che l’ operato dei sindacati osimani sia stato sempre legittimo e di grande responsabilità, nei confronti di tutti i lavoratori, specialmente in questo momento di grave crisi congiunturale politica-economica, in cui, a subire, sono in primo luogo i disoccupati, i precari, i cassaintegrati ed i pensionati.
Il Partito Democratico sostiene le organizzazioni sindacali, nella loro quotidiana  azione a difesa ed a tutela dei lavoratori, dei pensionati e  delle famiglie osimane.
Paola Andreoni

NO – BERLUSCONI DAY

Mancano pochi giorni al “No Berlusconi Day” e la macchina organizzativa dei giovani volontari sta lavorando a pieno regime.
Si parla di 400 pullman già prenotati in tutta Italia edi oltre 300 mila adesioni pervenute su internet in meno di un mese. La manifestazione, nata dal basso, è stata promossa tramite Facebook, e cresciuta grazie al passaparola: mail, chat, forum.
Il popolo della rete ha deciso di uscire dal mondovirtuale per contarsi e contare. Parallelamente all’iniziativa italiana è nata una “internazionale antiberlusconiana” con presenze capillari nelle maggiori capitali europee e città del mondo, in cui saranno organizzate analoghe manifestazioni per chiedere le dimissioni del premier.
Uno dei portavoce del movimento autodefinitosi “apartitico e pacifista” ha chiesto agli italiani un piccolo gesto simbolico per il 5 dicembre: “mettete od esponete qualcosa di viola. Un drappo al balcone, un maglione, una sciarpa, un bracciale. E’ il colore dell’autodeterminazione dei popoli e lo sarà dei cittadini che non si riconoscono nel berlusconismo”.
Al corteo romano, che partirà da Piazza della Repubblica per arrivare a Piazza del Popolo, hanno aderito diversi partiti: l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, Rifondazione di Paolo Ferrero, il PdCI, Sinistra e Libertà, i Verdi e diversi esponenti del Pd, tra cui Debora Serracchiani, Ignazio Marino ed Ivan Scalfarotto.
Forte ed autorevole la presenza di intellettuali ed artisti: il premio NobelDario Fo, Franca Rame, Furio Colombo, Antonio Tabucchi, Moni Ovaia, Lidia Ravera, Bebo Storti, Dacia Maraini, Don Giorgio De Capitani, Gioacchino Genchi, Salvatore Borsellino, Paul Anthony Ginsborg, Margherita Hack, Daniele Silvestri e tanti altri. Sul palco non parleranno i politici, ma si alternerà la gente comune per portare testimonianze di vita del Paese reale.

Anche questo Blog partecipa  all’iniziativa ed alla sua diffusione nella  rete.
Paola Andreoni

Tutti lodi per salvare Berlusconi: poveri noi è ora di dire BASTA !

Ora si stanno inventando un’altra norma che consentirebbe a Berlusconi di far slittare i processi che lo riguardano.

Dopo i lodi Schifani e Alfano, bocciati dalla Corte Costituzionale, spunta il lodo Biancofiore – Bertolini, dal nome delle due parlamentari che ieri hanno presentato una nuova proposta di legge che, se approvata, consentirebbe al premier Berlusconi di saltare a piè pari tutti i processi che lo riguardano, almeno sino a quando resterà al Governo.
Nel pieno della bufera politica sul “processo breve”, che secondo i magistrati farebbe saltare migliaia di importanti cause, ieri due ossequiose parlamentari del Pdl, hanno individuato una nuova strada per consentire al Presidente del Consiglio di scansare i processi:
il legittimo impedimento.
In pratica, nella norma del codice di procedura penale che definisce i motivi per cui un imputato può non presentarsi alle udienze, verrebbe aggiunta come ragione di legittimo impedimento l’esercizio della funzione di governo da parte del premier e dei ministri. Nelle dichiarazioni le deputate ha sottolineato precisando:

“Funzioni di governo che non si limitano agli impegni istituzionali, ma devono comprendere anche la rappresentanza, perché una persona è presidente del consiglio o ministro 24 ore su 24”.

Una norma che, citando l’inchiesta dei giorni scorsi del quotidiano Repubblica, diventerebbe automaticamente la 20esima legge ad personam per Berlusconi dal 1994 ad oggi, ma che per le due azzurre sarebbe solo il modo di consentire a chi ha vinto le elezioni di governare. Un provvedimento questo, evocato anche da Pier Ferdinando Casini, ma che dovrà passare al vaglio della Corte costituzionale in quanto una categoria di soggetti, presidente del consiglio e ministri, sarebbero posti al di sopra, o al di fuori, della legge per un determinato lasso di tempo. Da qui l’immediata bocciatura di Pd e Italia dei valori che l’hanno definita “una proposta sfrontata e fantasiosa”. 
                E’ ora che andiamo in piazza a manifestare la nostra INDIGNAZIONE.