Nella giornata in cui nasce il “governo presuntuoso di Renzi”, la notizia è il ritorno di BERSANI.

bERSANI 8574In momenti così incerti il ritorno alla Camera di un Bersani ormai ristabilito dal malanno di inizio gennaio riempie il cuore e dà un filo di speranza. La politica ha ancora bisogno della sua umanità. Soprattutto una politica che ha anch’essa bisogno di guarire.
Un grande abbraccio, Pierluigi!

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“Anche la politica deve guarire”. La prima intervista a Pier Luigi Bersani dopo l’operazione

Pier Luigi Bersani_dopo la guarigione  intervista di Claudio Sardo a Pier Luigi Bersani (l’Unità, 23 febbraio 2014)

Pier Luigi Bersani sta bene. È dimagrito ma l’ho visto mangiare con appetito, rendendo il giusto onore a quegli straordinari tortelli piacentini fatti in casa. Sulla testa sono ormai pallidi i segni dell’operazione che ha bloccato la sua emorragia cerebrale: bisogna cercarli per riconoscerli. Gli sono pure ricresciuti i capelli (dove possono). Da quella drammatica mattina del 5 gennaio non ha più fumato: «Nessuno me lo ha imposto, ma visto che c’ero…». Il suo volto, le reazioni, lo sguardo sono quelli di sempre. E così la voglia di scherzare, che penso sia diventata per lui una sorta di autodisciplina, un modo per darsi un limite, per non prendersi mai troppo sul serio.
I collegamenti con Roma tornano a farsi giorno dopo giorno più intensi, soprattutto attraverso il telefonino che ronza nonostante la moglie Daniela fulmini quell’oggetto con gli occhi. La passione per la politica resta per lui una carica vitale. S’arrabbia nel parlare delle cose che non gli sono piaciute in questi giorni, a partire dai modi con i quali Renzi ha scalzato Letta e imposto, con la forza, il suo governo senza aver dato una spiegazione compiuta…
(continua a leggere)

Giornata di dimissioni

Oggi è stata giornata di dimissioni. “Prendere o lasciare”: è così che il Segretario del PD Matteo Renzi ha presentato il suo pacchetto di riforme in Direzione. E Gianni Cuperlo, Presidente dell’Assemblea, ha lasciato, non gradendo l’attacco personale  venutogli da Matteo Renzi sul tema delle preferenze. Non si era visto mai un Segretario rispondere con attacchi personali a critiche legittime ed argomentate. Non si era visto mai perchè questo è il modo di fare del  cosidetto  “nuovo”.
Nel frattempo arriva la notizia di altre dimissioni, ma queste sono un fatto positivo: Pierluigi Bersani infatti è stato dimesso dall’ospedale dove era ricoverato dal 5 gennaio scorso.
Tanti cari auguri Bersani !

Quali fatti del 2013, ti hanno più colpito ?

L’elezione del nuovo Papa, l’ultimo saluto a Nelson Mandela, le rivolte in Turchia e in  Egitto, le tragedie in Spagna, nelle Filippine e in Sardegna o alcuni fatti  accaduti nella nostra città. Ho provato ad elencare  alcuni degli eventi che hanno segnato il 2013 nel mondo e in Osimo.
Qual è stato l’evento del 2013 che più ti ha colpito? Dimmi  la tua.

– 2 gennaio funerali di Rita Levi Montalcini, principessa della scienza;
– 21 gennaio  Barack Obama si insedia ufficialmente alla Casa Bianca e inizia il suo secondo mandato consecutivo;
– 6 febbraio in Osimo il Consiglio Comunale  le Liste Simoncini&Latini respingono la Mozione presentata dal PD con la quale si  chiedeva la  trasparenza degli atti amministrativi e l’istituzione dell’Anagrafe  pubblica degli eletti e dei nominati del Comune di Osimo;
– 11 febbraio  il papa Benedetto XVI annuncia le sue dimissioni dall’incarico di pontefice;
– 15 febbraio paura in Russia per una pioggia di meteoriti che si abbatte nella regione a sud degli Urali. 400 persone rimangono ferite, la maggior parte a causa delle schegge delle finestre andate in frantumi per l’onda d’urto. Le immagini del fenomeno fanno rapidamente il giro del mondo;
– 24 e 25 febbraio  Elezioni politiche in Italia, Bersani non riesce a prevalere al Senato. I primi partiti sono il PD, il PDL e il M5S: l’ Italia è ingovernabile.
Dati e risultati in Osimo. Ad  Osimo hanno votato 21.624 elettori pari all’ 81,30% degli aventi diritto per quanto riguarda la Camera e 24.487  elettori pari all’81.17%  degli aventi diritto al Senato.
Come hanno votato gli osimani per il Senato il Movimento  5 Stelle primo partito cittadino con il 34,7 %;
Come hanno votato gli osimani per la  Camera il Movimento  5 Stelle primo partito cittadino con il 36,4%;
– 4 marzo  Napoli: un violento e vasto incendio colpisce la Città della scienza, provocando la perdita di quasi tutti i beni contenuti al suo interno;
– 10 marzo in Osimo è guerra legale ( ed anche di manifesti 6×3) contro la costruzione del nuovo centro commerciale in via Montefanese.  La Ce.Di. Marche, proprietaria della catena di supermercati col marchio ‘Si con te’, ha presentato ricorso al Tar contro il progetto. Noi ci schieriamo con i lavoratori della Ce.Di.Marche;
– 13 marzo  la sera, al quinto scrutinio, è eletto papa Jorge Mario Bergoglio, che assume il nome di Francesco in onore di san Francesco d’Assisi;
– 23 marzo   la  “Freccia del sud” smette di correre,  Pietro Mennea se ne è andato, a causa di un male incurabile. Lo sport e tutti gli sportivi italiani sono in lutto per la scomparsa di questo grande uomo, leggenda dell’atletica leggera;
– 2 aprile in Osimo il Comune installa un “autovelox”, in via d’Ancona,  in un tratto di strada in discesa. Nasce il comitato cittadino per il rispetto del Codice della Strada che contesta tale decisione. Si accende in città la discussione sulla regolarità di tale strumento posizionato in quel particolare tratto di strada che prevede un limite di velocità di 50 km. Sicuramente ne risentiremo parlare anche nel 2014;
– 5 aprile a Filottrano muore   Flavio Antinori: amico, compagno di partito e mio grande sostenitore;
– 8 aprile: muore a 87 anni l’ex premier britannico Margaret Thatcher;
– 15 aprile gli Stati Uniti piombano nuovamente nell’incubo terrorismo. Due bombe esplodono vicino alla linea del traguardo della maratona di Boston facendo 3 vittime e 178 feriti;
– 20 aprile  Giorgio Napolitano viene rieletto Presidente della Repubblica Italiana, divenendo il primo presidente nella storia della Repubblica ad ottenere un secondo mandato;
– 26 aprile in Osimo muore Carlo Nicoletti ex comandante dei Vigli Urbani, una brava persona competente e autorevole nel suo mestiere. Nicoletti è stato anche un grande sportivo: tennista, fondista e sopratutto grande portiere ;
–  28 aprile Enrico Letta assume l’incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri;
– 2 maggio in Osimo in Consiglio Comunale votiamo contro il Rendiconto Gestione 2012 : considerazioni e motivazioni della bocciatura;
– 18 maggio il Sassuolo, per la prima volta in 91 anni di storia, è promosso in Serie A, c’era anche Lorenzo;
– 20 maggio in Osimo il sindaco Simoncini nomina il 7° assessore. Ce n’era bisogno ?;
– 22 maggio l’eredità di Don Gallo:  una chiesa che non caccia via nessuno;
– 26 maggio Vincenzo Nibali vince il Giro d’Italia 2013 ;
– 31 maggio la polizia turca sgombera con la forza parco Gezi in piazza Taksim dai manifestanti che si opponevano alla sua rimozione;
– 1° giugno in Osimo il Consiglio Comunale con il solo voto della maggioranza è stata approvata la delibera con cui viene dato il via libera alla Convenzione con il Comune di Offagna per la gestione associata della funzione di Polizia Municipale e Polizia Amministrativa Locale ;
– 10 giugno – Edward Snowden svela dettagli sull’esistenza di diversi programmi di sorveglianza di massa del governo statunitense e britannico;
– 17 giugno in Osimo lite fra i dipendenti all’ interno della casa di riposo dell’Istituto ” Bambozzi” di Osimo;
– 18 giugno in Osimo  muore l’imprenditrice Giovanna Buglioni,  regina della moda osimana ed esponente del PDL cittadino;
– 19 giugno in Osimo  i fedeli  delle parrocchie osimane partecipano all’udienza generale del Papa, riservata alla diocesi di Osimo-Ancona;
– 22 giugno in Osimo presentato il progetto dell’  ospedale della provvidenza, il sogno di sempre delle liste “Simoncini&Latini: realizzare in Osimo un ospedale privato ( ma naturalmente convenzionato e finanziato dalla Regione);
– 26 giugno in Osimo riscontrata non potabile l’acqua erogata nella frazione di Campocavallo. Il sindaco emana ordinanza per vietare l’utilizzo dell’acqua ad uso domestico e alimentare umano nella zona interessata;
– 28 giugno  in Osimo apre la mostra “da Rubens a Maratta” a cura di Vittorio Sgarbi, un approfondimento sul Barocco e  il Seicento nelle Marche;
– 29 giugno è volata fra le sue amate stelle l’astrofisica Margherita Hack;
– 1º luglio la Croazia aderisce all’Unione europea;
– 3 luglio  l’Egitto è nel caos. Le manifestazioni anti Mohammed Morsi, primo leader del paese eletto democraticamente con più di 13 milioni di voti solamente un anno prima, sfociano in un golpe militare sostenuto dalla piazza che destituisce il presidente;
– 8 luglio in Osimo in Consiglio Comunale passa il Bilancio di Previsione 2013.  Contrario il voto del PD queste le motivazioni: un bilancio INDIFFERENTE alle necessità e bisogni delle famiglie e delle imprese osimane;
– 17 luglio la signora Alma Shalabayeva e sua figlia di 6 anni, con un blitz effettuato da agenti segreti,  vengono arrestate a Roma nella propria abitazione ed espulse e  portate in Kazakistan. Polemica sul ministro degli interni Alfano che nega di aver avuto comunicazioni in merito;
– 19 luglio in Osimo riaffiorano nel cantiere dell’ex consorzio agrario di via Montefanese  reperti archeologici di epoca romana, ma i lavori per la costruzione dell’ennesimo centro commerciale proseguono;
– 22 luglio Laura Prati ha smesso di lottare muore il sindaco di Cardano al Campo, a 20 giorni dal folle ferimento in Comune;
– 22 luglio al St. Mary’s Hospital di Londra nasce il “Royal baby”, figlio del principe William e di Kate Middleton. George Alexander Louis è il terzo nella linea di successione al trono britannico;
– 24 luglio: un terribile incidente ferroviario a Santiago di Compostela, in Spagna, costa la vita a 79 persone e ne ferisce altre 140. Il treno, proveniente da Madrid e diretto a Ferrol, è uscito dai binari a causa dell’eccessiva velocità;
– 28 luglio a Monteforte Irpino (AV), un pullman proveniente da San Giovanni Rotondo e diretto a Napoli precipita da un viadotto dell’autostrada A16 causando la morte di 40 persone;
– 1º agosto   Silvio Berlusconi viene condannato in via definitiva a quattro anni di reclusione per frode fiscale;
– 19 agosto in Osimo chiude definitivamente la sezione distaccata del  Tribunale di Ancona;
– 21 agosto utilizzo del gas Sarin da parte delle forze lealiste contro i ribelli in Siria;
– 7 settembre giornata mondiale della Pace proclamata da Papa Francesco che di fatto ha bloccato ed impedito l’intervento militare americano in Siria;
– 17 settembre  la Costa Concordia viene raddrizzata, con varie operazioni durate 19 ore, dopo un anno e mezzo di stato di semi-relitto all’Isola del Giglio;
– 23 settembre in Osimo  ci lascia l’amica e collega Loredana Loretani, docente di Lettere alle scuole medie ‘Caio Giulio Cesare’ di Osimo;
– 3 ottobre  tragedia di Lampedusa: nel Mar Mediterraneo, a poche miglia da Lampedusa, un barcone proveniente dalla Libia si incendia provocando più di 300 morti. In Italia viene proclamato il lutto nazionale il 12 ottobre;
– 5 ottobre in Osimo un bel gesto che fa onore ad un nostro concittdino, trova 600 euro e li restituisce al proprietario distratto;
– 10 ottobre in Osimo spediti i Libri a Lampedusa. 350 i libri spediti, corrispondenti a circa 250 Kg di parole, messaggi e dediche. Un GRAZIE, quindi, a tutti gli osimani che non hanno fatto mancare la propria partecipazione a questa raccolta solidale di libri;
– 25 ottobre in Osimo dall’ufficio dell’Assessore alla Cultura sono state rubate le medaglie appartenenti agli ex atleti della Virtus ginnastica Osimo. Medaglie che non hanno un valore solo storico – la più antica risale al 1926 ;-, ma soprattutto affettivo, narrano le vittorie e le imprese sportive dei valenti ginnasti della Virtus Osimo;
– 26 ottobre  i Carabinieri  di Roma arrestano 5 persone per sfruttamento minorile. È iniziato lo scandalo baby prostitute, ragazze di 14-15 anni che si prostituiscono in cambio di ricariche telefoniche o droga;
– 3 novembre in Osimo il vicesindaco Francesca Triscari si dimette dalla giunta Simoncini;
– 5 novembre  è successo in Osimo muore Paolo Piazzini, la voce del ciclismo locale e nazionale;
– 7-8 novembre: tragedia nelle Filippine sulle quali si abbatte il tifone Haiyan con venti a 300 chilometri orari e onde che raggiungono i 5 metri d’altezza. Sono più di 4 mila i morti, 720 mila gli sfollati;
– 12 novembre in Osimo sono vietati i volantinaggi politici (naturalmente vale solo per le opposizioni);
– 20 novembre alluvione in Sardegna 16 i morti – fra i quali 4 bambini – per il ciclone “Cleopatra”, che ha messo la Sardegna in ginocchio;
– 27 novembre  il Senato della Repubblica Italiana approva la decadenza di Silvio Berlusconi da Senatore;
– 5 dicembre in Osimo chiude anche l’ufficio Inps, rimarrà solo una postazione di informazione: altri disagi per gli osimani;
– 6 dicembre muore Madiba, ci  mancherà il suo sorriso quello di un ’Uomo che ha realizzato “l’Utopia”;
– 9 dicembre scioperi in tuta Italia, per la prima volta si sente parlare del Movimento 9 dicembre che riprende la protesta dei così detti ” forconi”;
– 12 dicembre Renzi vince le primarie e diventa il nuovo segretario del PD;
– 12 dicembre un m altro miracolo di Madiba: ai suoi funerali Obama e Castro si stringono la mano;
– 18 dicembre nel giorno che l’Onu dedica al’immigrazione, da noi, nel centro CIE di Lampedusa  , alcuni migranti  vengono sottoposti alle docce antiscabbia al freddo e nudi in fila nell’attesa nel pieno mese di dicembre senza alcun rispetto della dignità della persona.

Il Presidente della Repubblica e poi subito il Governo

bersani 658Ancora lo credo possibile e penso possa essere l’unica soluzione, dopo la scelta del Presidente della Repubblica: un governo PD-M5S-SeL. Un governo così potrebbe durare cinque anni. Potrebbe rivoltare questo Paese come un calzino. Potrebbe farci uscire dalla crisi e sconfiggere definitivamente l’evasione fiscale, la corruzione e il malaffare. Potrebbe definitivamente riallacciare il rapporto tra democrazia, politica e cittadini.

Sarebbe come dice l’on Protasoni il Governo della mediazione e non il governo del compromesso: dove il compromesso è quella pratica che presuppone lo scambio vicendevole di un appoggio, un consenso più o meno esplicito intorno a due reciproci interessi particolari. È l’azione di chi, furbescamente, anziché convincere, vuole ottenere un vantaggio per sè stesso scambiandosi la promessa di non interferire con l’interesse dell’altro.  La mediazione è cosa diversa. È innanzitutto un confronto fra visioni diverse e diversi obiettivi che si riconoscono essere entrambi legittimi e degni di rispetto. In secondo luogo, l’obiettivo della mediazione non è quello di trovare una sorta di livello mediano fra progetti diversi o di mischiare obiettivi contraddittori vanificando ogni azione. No. La mediazione è la ricerca di un progetto migliore, più ampio e ambizioso che sia capace di fare sintesi fra diversi e i ricomprenderli in qualcosa di migliore della semplice somma. Certo. Oggi assegnamo lo stesso significato negativo ad entrambi i termini. Ma non è così. La mediazione è una responsabilità e una fatica.

Altre soluzioni non ci sono. Se Bersani non ci riuscirà, o gli verrà impedito di riuscirci, non ci riuscirà nessun altro e allora saranno guai per tutti, per tutto il Paese.

Chi saranno i nuovi capi dello Stato e del governo

giornale La Repubblicadi Eugenio Scalfari, 14-Apr-13 Governo di scopo : governo che sia votato per il suo programma di impegni prefissati e che duri fintantoché lo scopo non sarà stato raggiunto. Giorgio Napolitano ha preso ufficialmente congedo dalla sua carica nel momento stesso in cui il comitato dei “saggi” da lui nominato gli ha consegnato il documento con le proposte su alcuni problemi da lui stesso indicati per risolvere questioni economiche, sociali e istituzionali che saranno trasmesse al suo successore come eventuali linee-guida nella misura in cui il nuovo inquilino del Quirinale vorrà tenerne conto.
Ero andato a salutarlo un paio di giorni prima; spero di vederlo più spesso quando tra poco sarà senatore a vita. Ci conosciamo da molti anni e siamo da tempo legati da sentimenti di amicizia. Ho ancora una volta tentato di fargli cambiare opinione su una eventuale prorogatio del suo mandato, ma mi ha elencato molte e solide ragioni per le quali riteneva impossibile accettarla: avrebbe profondamente turbato l’ordinamento costituzionale senza produrre alcun concreto vantaggio per uscire dallo stallo che stiamo attraversando. Le sue motivazioni mi hanno convinto e tuttavia non sarà facile riempire il vuoto che la scadenza del suo settennato lascerà.
Napolitano è uno dei pochissimi presidenti della nostra Repubblica ad essere stato, dal momento della sua elezione, rigorosamente super partes. Nessuno degli altri, salvo Luigi Einaudi e Carlo Azeglio Ciampi, lo è stato. Non lo fu Gronchi e neppure Segni né Saragat né Leone né Pertini né Cossiga e neppure Scalfaro.
Napolitano sì, lo è stato ed ha instaurato un metodo di ascolto non soltanto delle forze politiche ma anche di quelle sociali e della pubblica opinione e un’attenzione all’Europa, alle potenze internazionali, alla cultura in tutte le sue manifestazioni, che ha scarsi riscontri nei suoi predecessori.
Non sarà facile sostituirlo ma per fortuna non impossibile.
Basterà trovare una persona che non abbandoni quel metodo che fa del capo dello Stato un punto di riferimento capace non solo di rappresentare l’unità nazionale nel senso pieno del termine, ma in particolare delle ragioni dei ceti più deboli, degli esclusi, dei giovani, delle minoranze, garantendo a tutti la libertà, l’eguaglianza dei punti di partenza, l’interesse generale, l’indipendenza delle istituzioni, la separazione dei poteri costituzionali.
Cioè la presenza e il rafforzamento della nostra ancora gracile democrazia.
Questo è stato Giorgio Napolitano. Auguriamoci che il suo successore proceda nel segno della continuità.
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Nelle attuali circostanze il compito primario e urgente del nuovo Presidente è di dar vita ad un governo dotato di una solida maggioranza; un governo di scopo e di lunga durata, capace di mantenere la nostra credibilità internazionale, di collaborare ad un mutamento della politica economica europea per uscire dalla recessione e soprattutto di stimolare la crescita economica e l’occupazione.
L’Italia soffre in questa fase della nostra storia d’una crisi di fiducia della politica. Il popolo disprezza i partiti ed anche le istituzioni da essi indebitamente occupate. C’è una sfiducia profonda che crea un distacco assai pericoloso tra il paese reale e quello cosiddetto legale. Questo distacco è in parte motivato ma in parte va al di là del giusto accomunando tutti i partiti in un medesimo giudizio negativo che non corrisponde alla realtà.
Questo è comunque il dato di fatto che va superato attraverso riforme importanti e sostanziali cambiamenti. Bisogna che avvenga in modo evidente la “disoccupazione” delle istituzioni da parte dei partiti. Fu uno degli obiettivi di Enrico Berlinguer nei primi anni Ottanta del secolo scorso, ma non ebbe alcuna attuazione. Sono trascorsi trent’anni da allora e la situazione è addirittura peggiorata. Ho visto con piacere che Fabrizio Barca ripropone quell’obiettivo come il principale per uscire dal pantano della corruzione e superare la sfiducia nella politica. Ha ragione, purché alle parole questa volta corrispondano i fatti.
Nel frattempo – non sembri un paradosso perché non lo è – né al Quirinale né alla guida d’un governo di scopo vadano dirigenti di partito. Credo che queste siano le due condizioni indispensabili affinché i partiti riacquistino la fiducia, anch’essa indispensabile affinché la democrazia funzioni nella sua pienezza, le istituzioni tornino a riscuotere consenso dal popolo e i partiti riprendano a svolgere il ruolo prezioso di raccordo tra il popolo sovrano e i poteri costituzionali.
Il capo dello Stato deve avere piena conoscenza della Costituzione, tutelare la separazione dei poteri ed una leale collaborazione tra di loro, avere la necessaria credibilità internazionale, capacità di ascolto, intuizione politica, forza di carattere e di iniziativa. Non serve un notaio al Quirinale, ma un uomo di garanzia e di equilibrio. Ce n’è più d’uno che possiede questi requisiti e una biografia che li documenta. Ce ne sono in particolare tra i membri della Corte costituzionale, nelle accademie delle scienze ed anche in quelle figure (purtroppo ormai pochissime) che sono ritenute “riserve della Repubblica”.
Le forze politiche che siedono in Parlamento trovino l’intelligenza di scegliere la persona più adatta al compito e mettano da parte i loro interessi particolari. Se sapranno e vorranno farlo questo sarà il primo passo verso la loro necessaria rigenerazione.
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Il governo delle larghe intese auspicato da Napolitano non solo è possibile ma necessario. Bisogna tuttavia intendersi su che cosa significano le larghe intese.
Bersani è stato molto chiaro su questo aspetto della questione, distinguendo le intese su riforme istituzionali e costituzionali da quelle propriamente politiche. Proprio da questo punto di vista ho scritto prima che anche il governo che dovrà essere al più presto insediato non potrà essere guidato da un dirigente di partito. Ci vorrà anche lì una persona, uomo o donna che sia, proveniente dalla società civile. L’esempio Ciampi del 1993 si attaglia anche in questo caso ad essere imitato. Potrà avere, quel governo, nella sua composizione anche qualche personaggio politico come ministro, ma non come premier. È dunque necessario che sia un governo del Presidente. Un governo politico (non esistono governi tecnici perché hanno bisogno di ottenere la fiducia duratura del Parlamento) che sia votato per il suo programma di scopo e duri fintantoché lo scopo non sarà stato raggiunto.
Maurizio Crozza in una sua recente trasmissione ha mimato un duetto tra Bersani e Berlusconi (video), ritmato da due frasi: Berlusconi dice “ti compro l’anima” e Bersani risponde “ma non te la vendo”. È così. Un governissimo è impossibile.
Il voto di fiducia ciascun partito lo darà a quel programma fatto di punti concreti che, essendogli stati affidati dal capo dello Stato, non comportano uno schieramento politico e non raffigurano una grande alleanza. Si chiamarono un tempo “convergenze parallele” e di questo infatti si tratterà.
Una volta realizzati gli obiettivi, ma soltanto allora, il capo dello Stato potrà sciogliere le Camere per indire nuove elezioni, essendovi già – tra gli scopi realizzati – una nuova legge elettorale.
Il percorso è dunque chiaro sia per quanto riguarda la persona adeguata da eleggere tra quattro giorni al Quirinale, sia per il governo nominato dal nuovo capo dello Stato dopo le consultazioni che riterrà di fare.
Grillo e il suo movimento. Stando ai sondaggi di Mannheimer, i 5 Stelle sono in leggero ma costante declino. I sondaggi fotografano l’esistente, sia pure con incerta attendibilità, ma è un fatto che gli eletti grillini in Parlamento non sono più un monolite e lo saranno sempre di meno.
Potranno però essere – e l’hanno già dimostrato per il fatto stesso di esserci – uno stimolo potente al cambiamento se daranno anch’essi una mano per attuarlo.
Potrebbero per esempio condividere l’elezione d’un presidente della Repubblica proveniente dalla società civile e perfino un premier di analoga provenienza votando almeno su alcuni provvedimenti da essi condivisi o proposti. I parlamentari 5 Stelle non possono rinchiudersi nell’autosufficienza, il Parlamento comporta inevitabilmente una partecipazione altrimenti tanto sarebbe valso per i grillini scegliere l’astensione dal voto anziché un movimento-partito. Anche Grillo lo capirà, anzi da qualche indizio sembra lo stia già capendo. Nelle cose giuste che a volte dice e sostiene, merita d’essere ascoltato; il resto sarà la realtà a suggerirgli di cambiare. Nessuno vuole comprargli l’anima, partecipare non significa venderla.
Quanto al Pd, esso rappresenta allo stato dei fatti il solo partito che abbia tuttora un’anima e un corpo, ammaccati tutti e due ma tuttora vivi e operanti. Purtroppo quell’anima e quel corpo, in questa fase di crisi, si sono decomposti in varie correnti. Punti di vista diversi possono essere una ricchezza, correnti organizzate attorno ad interessi di potere sono invece l’anticamera della dissoluzione.
Se Bersani sarà il promotore sia d’un capo dello Stato con le caratteristiche sopra indicate e sia d’un governo del Presidente, lui e il suo partito ne usciranno rafforzati.
Emergono nel frattempo le personalità di Barca e di Renzi e questo è un altro segno di cambiamento, ma non sono i soli emergenti e si vedrà al prossimo congresso di quel partito.
Qualche osservatore obietta che si sente odore di centralismo democratico, cioè di vecchio comunismo. Occorre però analizzare la sostanza del centralismo democratico che ha due modi di essere praticato: uno è il tentativo d’una nomenclatura oligarchica di trasmettere slogan e ordini obbligatori da eseguire alla base dei militanti. L’altro è un movimento che viene dal basso, che elabora e indica i temi che la società richiede e li trasmette agli organi centrali del partito affinché diano a quei temi aspetto concreto ed entrino a comporre la visione del bene comune di quel partito. Questo è l’aspetto positivo e augurabile.
Il futuro dirà quale strada sarà percorsa. Molto dipende dal Bersani dei prossimi giorni e dal partito nei prossimi mesi.

Appello a Beppe Grillo e al Movimento 5 Stelle: una maggioranza c’è, FACCIAMOLO !!

maggioranzaE’ quella dei giovani disoccupati, delle piccole e medie imprese gravate dal peso fiscale e dalla burocrazia, dalle famiglie che non arrivano a fine mese, dagli anziani e dai disabili che necessitano di un welfare efficiente. Occorre prendere subito misure concrete e urgenti: rivedere il patto di stabilità per liberare risorse e pagare le imprese, sgravare aziende e famiglie da ulteriori tasse.
Basta giochini e scontrini: chi ha deciso di proporsi ora si assuma le proprie responsabilità e non si tiri indietro.
Facciamolo !!

Paola