Vergogna IMPUTATO Berlusconi

Vergogna, è il sentimento che più ho sperimentato in questi giorni. Vergogna per un “presidente” del Consiglio che disonora l’Italia. Vergogna per una maggioranza in Parlamento che ha rinunciato alla propria intelligenza,  votando   a favore di un provvedimento che afferma che Berlusconi ha agito ritenendo che ” Ruby fosse la nipote di Mubarak “.
Vergogna per una maggioranza parlamentare che oggi ha approvato la prescrizione breve che significa protezione per i malfattori e protezione per Berlusconi.
 Come donna,  come italiana, come madre, come insegnante pur non avendo una responsabilità diretta sento ugualmente sensi di colpa e di vergogna: vedere la nostra comunità sfaldarsi, vedere un Paese andare verso il pieno declino morale, istituzionale e sociale.
Mi  vergogno di Berlusconi e dei membri della  sua corte.
La speranza è che possano crescere sempre di più il numero  degli italiani che in nome dell’appartenenza  alla comunità nazionale ed ai suoi condivisi valori costituzionali, pur senza alcuna colpa individuale, non perdano mai la capacità di vergognarsi al posto di chi dovrebbe ma non sa farlo.
Da ultimo voglio esprimere piena solidarietà  alle  vittime delle strage di Viareggio o dei crolli de L’Aquila che  oggi hanno partecipato al sit-in contro la prescrizione breve in piazza Montecitorio.  Le vittime del sisma del 6 aprile 2009, di quelle della Moby Prince, della strage di Viareggio e tante  altre vittime di fatti e di malefatte di quest’ Italia  rimarranno senza un colpevole, grazie alla vergognosa legge votata oggi alla Camera SOLO per salvare Berlusconi dai suoi processi. Grazie PDL, grazie LEGA.
Mi  vergogno.

Paola

Il nostro tempo è adesso, la vita non aspetta

Manifestazioni oggi nelle principali città d’Italia con protagonisti i giovani:  la risorsa di questo nostro Paese, eppure tenuti ai margini.
I dati sono infatti drammatici:
30% di disoccupazione giovanile;
2 milioni di giovani che non studiano non lavorano e non si formano;
– un esercito di lavoratori precari rimasti senza lavoro e senza reddito con la crisi economica.
Metà dei neo laureati poi trova solo lavori non qualificati, mentre il 29% dei lavoratori dei call center aziendali ha almeno un diploma triennale (addirittura anche anche il master).
Per spiegare il record europeo di disoccupazione giovanile, il ministro alla Gioventù  Giorgia Meloni, che dovrebbe tutelarli i nostri giovani,  ha espresso questo giudizio nei loro confronti: “inattitudine all’umiltà” da parte dei giovani italiani. Questo  secondo il Ministro il motivo dell’ alta percentuale di disoccupazione giovanile in Italia.
Credo si debba vergognare. Un ministro del Paese nel quale il precariato di Stato è la colonna portante di molte aziende, della Scuola Pubblica, della Sanità e dell’Università non può permettersi di dire una cosa del genere.
L’umiltà manca molto di più a lei che alla stragrande maggioranza dei giovani italiani. In special modo a quelli che non sono “figli di papà” o “amici degli amici”. Doppi, tripi lavori pur di tirare avanti, umiliazioni costanti sul posto di lavoro sono all’ordine del giorno per milioni di precari e giovani  in Italia.  Questa è la realtà  che evidentemente il ministro non conosce.
E che dire della esibizione di Berlusconi davanti ai migliori talenti neolaureati: non ci sono parole.

Bisogna prendere atto della situazione e avere il coraggio di CAMBIARE per salvare il futuro di questi ragazzi e  del nostro Paese: il tempo sta scadendo.

Paola

Le tasse e le tasche degli italiani

Non metteremo le mani in tasca agli italiani”,  

“ridurremo le aliquote al 23 e 33%”.

Queste le promesse dell’attuale presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in materia di fisco che sono state prontamente smentite dall’Ocse, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico che raggruppa 33 Paesi industrializzati.
Siamo il terzo Paese per le tasse, 43,5%, dopo la Danimarca e la Svezia. Ovviamente, non possiamo paragonare le strutture e i servizi dei due Paesi nordici con quelli dell’Italia.
Al presidente del Consiglio Berlusconi potremmo cantare la famosa canzone di Mina:
parole, parole, parole.

Paola

Bondi si appella ai “vecchi compagni”

 

  Il post-comunista Sandro Bondi scrive in nome dei vecchi tempi. E soprattutto in quello del suo futuro.

Quanto ne potranno avere ancora gli italiani ?

La Lega invita gli elettori del Carroccio a non pagare il canone Rai. Lo fa con uno spot , sostenuto direttamente dai parlamentari leghisti. Il motivo scatenante lo spot anti canone Rai sembra sia la pubblicità trasmessa negli ultimi giorni dalla tv di Stato per celebrare l’Unità d’Italia e l’unificazione linguistica.

Questa la traduzione di quanto dicono nello spot i deputati della Lega ( pagati da noi contribuenti ) in dialetto brianzolo “I milanesi e i brianzoli non devono pagare il canone perché è una truffa dello Stato centrale”. ” La Rai, così com’è, è la televisione di Roma, del Sud ma sicuramente non della Lombardia, del Nord, della Padania e di chi paga le tasse e la tiene in piedi”. “Mentre la Rai ridicolizza i dialetti, Telepadania li valorizza ospitando i parlamentari del Carroccio che invitano all’obiezione fiscale del canone in dialetto”. “Le lingue locali sono una cosa seria come lo sono i soldi dei contribuenti che, ancor più in un momento di crisi, meritano rispetto”.

Berlusconi e i soliti “minimalisti” diranno che la Lega non va presa sul serio. Ci dobbiamo preparare a passare anche questo in silenzio. Forse è una parte del nuovo programma concordato con Berlusconi. E per fortuna che questi dicono di considerarsi i moderati che sapranno come governare l’Italia intera. E’ anche su questo che il Premier ha chiesto ed ottenuto la fiducia ? Forse lui lavrà anche ottenuta , ma è legittimo chiedersi per fare che cosa.
Ma sopratutto, quanto ne potranno avere ancora gli italiani ?

Uniti

 Tutti a chiedersi ancora – anche Santoro adesso in diretta su AnnoZero – chi ha perso e chi ha vinto martedì 14 dicembre alla Camera.  La risposta che molti giornali danno è ” la vittoria di Pirro ” di Berlusconi. La classifica metafora usata da sempre per nascondere le sconfitte proprie o ridimensionare le vittorie altrui. Per come si era messa, a Berlusconi è andata bene: certo, con questa maggioranza risicata che si basa su 2-3 voti di vantaggio non può pensare di governare, però ora ha tempo per respirare e pensare a contrattaccare, allargando la maggioranza (leggasi: nuove compravendite). Fini esce ridimensionato, o comunque con una posizione più traballante: la nascita del Terzo Polo con Casini e Rutelli non è solo una risposta immediata a Berlusconi, ma anche l’urgenza di cambiamento dei piani. L’Idv conferma una volta di più l’approssimazione di una forza politica che si basa più sulle urla che non sulle proposte, e questo va spesso a discapito della qualità dei candidati scelti.
E il PD? Sono piovute molte critiche  su Bersani. Troppo propenso a cercare  alleanze con quelli del ” terzo polo “. Forse il governo non è “clinicamente morto” come afferma Bersani: ma attaccare in questo momento il Segretario ed “incendiare” il Partito è sbagliato. Il Partito in questo momento deve essere più che mai unito, la nascita del Terzo Polo apre nuoviscenari: il centrodestra si è spaccato. Però credo che il PD non deve fare sponda con FeL e Udc e Api. Loro sono sempre un’altra cosa, quali convergenze possiamo avere con loro ?  

Gli interventi alla Camera e in Senato dei Parlamentari PD sulla mozione di sfiducia.

Paola

2-3 voti o sono altri i numeri ?

 

Mentre ancora si discute di 2 o 3 voti che hanno permesso (forse) al governo di sopravvivere, sono ben altri i numeri che si dovrebbero guardare. Quelli che ho letto oggi dai giornali e che riguardano da vicino i cittadini ed i problemi REALI del paese:

– la pressione fiscale è arrivata al 43,5% del Pil (il che ci pone al terzo posto nel mondo nella classifica dei Paesi più tartassati). Questo nonostante le vane promesse di chi ci governa;
– in compenso, le entrate tributarie del Bilancio dello Stato si sono attestate a 294,307 miliardi di euro, riducendosi dell’1,8% (-5,2 miliardi) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
il debito pubblico ha toccato un nuovo record: raggiunti i 1.867,398 miliardi di euro,  contro i
1.844 miliardi del mese di settembre. Rispetto all’ottobre 2009 il debito è aumentato di circa 63 miliardi
– siamo al penultimo posto tra i 33 Paesi Ocse per quanto riguarda il tasso dell’ occupazione giovanile: infatti solo il 21,7% dei giovani tra i 15 e i 24 anni è occupato, contro una media Ocse del 40,2%
– per finire, il mercato auto (che dovrebbe fare da volano alla ripresa) è sempre più in calo in Europa: -7,1%, con la Fiat a -23,8%. Sarà colpa degli operai di Pomigliano…

Cosa è da irresponsabili: nuove elezioni, un governo tecnico di transizione (che qualcuno chiama “governicchio”), o continuare su questa strada, andando verso il baratro ?

Paola