Informazioni utili: incentivi fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per gli interventi di riqualificazione energetica.

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Al fine di facilitare la riqualificazione energetica degli edifici esistenti, in Italia è in vigore un sistema di incentivi fiscali che consente di detrarre dall’IRPEF le spese sostenute per interventi che consentano di ridurre i consumi di energia.

Conseguire una diminuzione dei consumi di energia è di importanza fondamentale sia per l’economia del Paese e delle singole famiglie (in quanto consente al primo di essere meno dipendente dalle importazioni di combustibili fossili, ed alle seconde di avere bollette più leggere), sia per l’ambiente (dal momento che un minor consumo di combustibili fossili comporta una riduzione dell’inquinamento atmosferico ed una azione di contrasto al cambiamento climatico in atto).
Dal momento che la normativa relativa a questi incentivi fiscali ha recentemente subito alcune modifiche, provo a riassumere brevemente gli aspetti principali relativi ai meccanismi di incentivazione.

Essi sono due:
1)   la detrazione fiscale per le ristrutturazioni edilizie;
2)   la detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica.

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1)   la detrazione fiscale per LE RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE

E’ stata resa permanente nel 2011 ed elevata dal 36% al 50% nel 2012, fino al 30 giugno 2013. Il decreto legge n. 63/2013 ha ulteriormente prorogato l’incentivo fino al 31 dicembre 2013 e lo ha esteso anche alle spese sostenute per l’arredamento e l’acquisto di elettrodomestici da incasso di classe non inferiore a A+ (A per i forni) in un immobile in ristrutturazione.

Essa consiste in una detrazione d’imposta (IRPEF) nella misura del 50%, da ripartire in 10 rate annuali di pari importo entro un limite massimo di spesa (96.000 euro + 10.000 euro per eventuale bonus mobili), concesse per interventi di ristrutturazione di abitazioni e parti comuni di edifici residenziali.

Oltre alle spese per la riduzione dei consumi energetici, possono usufruire dell’incentivo anche interventi di svariati tipi tra cui, ad esempio, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su tutte le parti comuni degli edifici e su singole unità immobiliari residenziali, (manutenzione ordinaria solo nei condomini), installazione di pannelli fotovoltaici (in alternativa al Conto Energia), eliminazione delle barriere architettoniche, contenimento dell’inquinamento acustico, adozione di misure di sicurezza statica e antisismica degli edifici, arredamento etc.

Gli adempimenti necessari a richiedere la detrazione sono stati semplificati e ridotti. Già dal 2011 è stato soppresso l’obbligo di inviare una comunicazione di inizio lavori all’Agenzia delle Entrate.
E’ quindi sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali riferiti all’immobile e, nel caso in cui i lavori siano effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo.
Per i dettagli può essere utile consultare il sito internet www.agenziaentrate.gov.it, dove è anche possibile scaricare l’apposita guida: “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali”.

2)   la detrazione fiscale per gli interventi di RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA.

nel 2012 è stata prorogata fino al 30 giugno 2013; il decreto legge n. 63/2013 ha ulteriormente prorogato l’incentivo fino al 31 dicembre 2013 (30 giugno 2014 per i condomini) e ha aumentato la percentuale di detrazione dal 55 al 65%. Vengono esclusi dal beneficio: interventi di sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza; installazione di impianti geotermici a bassa entalpia; sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria.

Si tratta di una detrazione d’imposta (IRPEF per le persone fisiche o IRES per le società) nella misura del 65%, da ripartire in 10 rate annuali di pari importo entro un limite massimo di detrazione (può andare da 30.000 a 100.000 euro a seconda della tipologia di intervento), concesse per interventi che aumentino il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti e che riguardano, in particolare, le spese sostenute per:
– riqualificazione energetica di edifici esistenti;
– miglioramento delle prestazioni energetiche dell’involucro di edifici (pareti, finestre, compresi gli infissi, su edifici esistenti);
– installazione di pannelli solari termici;- sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale (riscaldamento).

Per accedere all’agevolazione fiscale sulle è necessario acquisire i seguenti documenti:
* l’asseverazione di un tecnico abilitato, che dimostri che l’intervento realizzato è conforme ai requisiti tecnici richiesti (criteri di prestazione energetica stabiliti dalla legge). Questo documento, se riguarda gli interventi di, e nel caso di sostituzione di finestre e infissi di installazione di caldaie a condensazione con potenza inferiore a 100 kW, essa può essere sostituita da una certificazione del produttore;
* l’attestato di certificazione (o qualificazione) energetica dell’edificio, redatto successivamente all’esecuzione dei lavori; esso non è richiesto per la sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale, per gli infissi, e per l’installazione di pannelli solari termici;
* la scheda informativa relativa agli interventi realizzati, compilata secondo lo schema riportato nell’allegato E del decreto attuativo o allegato F, se l’intervento riguarda la sostituzione dei serramenti in singole unità immobiliari o l’installazione di pannelli solari termici.

L’utente che richiede la detrazione, entro 90 giorni dalla conclusione dell’intervento (tale data corrisponde a quella del cosiddetto “collaudo” e non a quella di effettuazione dei pagamenti), deve trasmettere all’ENEA, per via telematica utilizzando il portale internet http://finanziaria2013.enea.it i seguenti documenti:
copia dell’attestato di certificazione o di qualificazione energetica (per gli interventi per i quali esso è richiesto);
la scheda informativa (allegato E o F) riferita agli interventi realizzati.

Nel caso in cui i lavori procedano su più periodi di imposta è necessario inviare una Comunicazione all’Agenzia delle Entrate, sempre per via telematica. L’utente dovrà inoltre conservare i seguenti documenti, nel caso di un eventuale controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria:
Il certificato di asseverazione redatto da un tecnico abilitato;
la ricevuta telematica del sito internet ENEA comprovante l’invio della richiesta di detrazione;le fatture o le ricevute fiscali relative alle spese sostenute;
per i contribuenti non titolari di reddito d’impresa, la ricevuta del bonifico bancario o postale attraverso cui è stato effettuato il pagamento;
nel caso di interventi su parti comuni di condomini, la copia della delibera assembleare e quella della tabella millesimale di ripartizione delle spese;
nel caso i lavori siano effettuati dal detentore dell’immobile, la dichiarazione di consenso all’esecuzione degli stessi da parte del proprietario.
Anche in questo caso è consigliabile consultare il sito internet www.agenziaentrate.gov.it, e scaricare la guida “Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico”.

E’ opportuno precisare che, in fase di conversione in legge del decreto legge 63/2013, (che dovrebbe avvenire nei prossimi mesi) le norme citate potrebbero subire modifiche.
In ogni caso, per eventuali questi di natura fiscale è possibile rivolgersi al numero verde dell’Agenzia delle Entrate: 848.800444, mentre per quesiti di natura generale o tecnica è possibile consultare la pagina internet dell’ENEA http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/

 

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Con l’arrivo del 2013 aumenteranno le multe stradali

Con l’arrivo del prossimo anno le multe stradali aumenteranno per effetto dell’adeguamento automatico al costo della vita.
Il codice della strada  prevede infatti l’aggiornamento biennale dell’importo delle sanzioni calcolato in base alla variazione ISTAT dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (media nazionale) nei due anni precedenti.
Dagli ultimi dati ufficiali e riferiti al mese di settembre 2012, l’ISTAT ha indicato un incremento dei prezzi di consumo attorno al 6%. Se questo dato sarà confermato, l’aumento delle multe potrebbe essere significativo.
Per esempio, un semplice divieto di sosta potrebbe passare da 39 a 41 euro; il mancato uso delle cinture di sicurezza arriverebbe  a 80 (contro gli attuali 76 euro); l’uso del cellulare alla guida passerebbe a ben 161 euro. Il passaggio con il semaforo rosso determinerebbe una multa di 163 euro (contro i 154 di oggi).

Il consiglio è di non andare mai di fretta, non rischiare mai e rispettare sempre il codice della strada, ne va della salute e del portafoglio.

Con l’arrivo dell’inverno è consigliabile proteggere i contatori contro possibili gelate

Con l’approssimarsi dell’inverno e in previsione di una possibile sensibile diminuzione delle temperature in tutta Italia è bene adottare sin da adesso misure idonee ad assicurare un’adeguata protezione dei contatori da eventuali gelate, evitando così il pericolo di rotture o d’interruzioni dell’erogazione dell’acqua. Ricordo che è l’utente il responsabile della corretta custodia del contatore di competenza.

Ecco alcuni suggerimenti:
– Se i contatori sono in fabbricati disabitati nel periodo invernale, bisogna chiudere il rubinetto a monte del misuratore e provvedere allo svuotamento dell’impianto.
– Negli altri casi, in genere, è sufficiente verificare che siano ben chiusi i vani d’alloggiamento del contatore.
– Se i contatori si trovano in punti particolarmente esposti si consiglia di fasciare l’impianto con materiali isolanti specifici (come polistirolo, poliuretano espanso, etc.) avendo comunque cura di lasciare scoperto il quadrante delle cifre, per consentire l’eventuale lettura del contatore.
– Se invece, ad un controllo, il contatore risultasse congelato ma non ancora rotto, è assolutamente sconsigliato manovrare le valvole di afflusso e chiusura o di scongelarlo con fiamme libere o fonti intense di calore (lo stress provocato ai materiali di cui è composto l’impianto, potrebbe danneggiarlo irrimediabilmente); è consigliabile invece avvolgere il contatore con una coperta vecchia o con dei giornali, aspettando pazientemente che si scongeli, oppure ancora utilizzare un asciugacapelli.

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Dichiarazione Imu ed istruzioni

 

Sulla gazzetta ufficiale n.258 del 5/11/2012 è stato pubblicato il decreto di approvazione del modello di dichiarazione agli effetti dell’imposta municipale propria, con le relative istruzioni, da utilizzare a decorrere dall’anno di imposta 2012.

Scadenza: La dichiarazione Imu slitta a febbraio 2013

Scarica: modelloistruzioni

Attenzione alla scadenza delle assicurazioni auto: dal 2013 non ci sarà più la tolleranza dei 15 giorni.

A partire dal 1 gennaio 2013, il contratto di assicurazione RCA per l’auto non si rinnoverà più automaticamente, per cui non opererà la tolleranza di 15 giorni dopo la scadenza: chi non provvederà, entro tale data, al rinnovo della polizza sarà soggetto al sequestro del veicolo.
Come noto, sino ad oggi, nel caso di contratto di assicurazione RCA con la clausola di rinnovo tacito della polizza alla scadenza (quasi la totalità dei casi), era stabilita una tolleranza di quindici giorni durante i quali, se l’assicurato non aveva richiesto la disdetta, poteva comunque giovare della copertura assicurativa pur in assenza di pagamento del premio. Con la conseguenza che all’automobilista non veniva elevata alcuna multa se trovato con l’assicurazione scaduta purché entro i quindici giorni successivi a detta scadenza.
Tuttavia, una recentissima riforma (art. 22 del DL. 179 del 18.10.2012, che ha introdotto l’art. 170-bis al D.lgs. 209/2005  c.d.codice delle assicurazioni private), a tutti passata inosservata, ha cambiato questa regola. Dal primo gennaio prossimo, per tutti i contratti di assicurazione obbligatoria RCA l’assicurato non potrà più beneficiare, alla scadenza, della tolleranza di quindici giorni. Infatti, la nuova legge impedirà il rinnovo tacito delle polizze assicurative che, pertanto, avranno una durata massima di un anno. Le eventuali clausole in contrasto con tale dettato saranno nulle.
Per le clausole di tacito rinnovo previste nei contratti anteriori al 20 ottobre 2012, la nullità scatterà solo a partire dal 1° gennaio 2013. In caso di contratti in corso di validità alla data del 20 ottobre con clausola di tacito rinnovo, le imprese di assicurazione dovranno comunicare per iscritto ai contraenti la perdita di efficacia della clausola con congruo anticipo rispetto alla scadenza del termine originariamente pattuito.
Questa modifica cambierà anche le regole rispetto ai controlli effettuati dalle forze dell’ordine: chi sarà trovato senza copertura assicurativa, anche durante il “vecchio” periodo di franchigia dei 15 giorni, subirà una sanzione di 798 euro e il sequestro immediato del veicolo finalizzato alla confisca.

                             La notizia e importante informazione  è tratta  dall’ interessantissimo sito dell’avv. Angelo  Greco

Misurare la connessione a internet, per verificare se corrispondente a quanto promesso dal vostro provider

Un software per misurare internet

Qual è la nostra velocità di connessione? Da oggi si può scoprire grazie ad un software messo a disposizione da AgCom e che potete scaricare gratuitamente (dopo esservi registrati) da qui. Saprete quindi con certezza quanta banda in download e quanta in upload avete effettivamente a disposizione, e nel caso fosse di gran lunga più bassa rispetto a quella promessa dall’ operatore, potrete segnalare il fatto al vostro provider, che dovrà risolvere la situazione. Altrimenti: sconto sul canone o recesso senza penali.

Controllate il vostro conto corrente: la Banca non deve applicare l’imposta di bollo per i conti al verde o sotto 5000 euro

 È già in vigore, dal 2012, una norma a favore dei correntisti più “poveri”: i conti correnti in rosso e quelli che non superino un deposito di 5.000 euro non devono pagare più l’imposta di bollo. Verificate attentamente le singole voci dei vostri estratti conto e controllare che l’istituto di credito non vi abbia addebitato importi non dovuti. In caso contrario, bisognerà chiedere il rimborso.

Si tratta di un effetto dello scorso decreto “Salva Italia” e che le banche – come la mia – non hanno mai comunicato alla propria clientela. In pratica, chi ha un conto corrente con saldo negativo o con un saldo uguale o inferiore a 5.000 euro non vedrà più scalarsi, annualmente, da parte dell’Istituto di credito, quella tassa (cosiddetta “imposta di bollo”) sui depositi. Tale imposta ammonta a:
– euro 34,20 annui per le persone fisiche
– euro 100,00 annui per le persone giuridiche.
Essa si applica sugli estratti conto corrente e i rendiconti di libretti a risparmio inviati dal banche o da Poste Italiane.