Segnali di vita…del giorno (secondo)

Segnali di vita——-
Molti dei nostri uomini politici sono degli incapaci. I restanti sono capaci di tutto.
(Boris Makaresko)

cyberbouqiuioniste-blog

Annunci

La legge elettorale e le proposte demagogiche di Renzi

Ricevo dall’Ass.Etica, condivido e pubblico

ABBIAMO BISOGNO DEL “SINDACO D’ITALIA”?
Il “sindaco d’Italia” è indubbiamente una formula suggestiva, ma decisamente fuorviante e demagogica. Stupisce che ad usarla sia il sindaco di Firenze, che della demagogia si dichiara strenuo oppositore.

La legge elettorale in vigore per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale può piacere o meno, ma funziona.
Innanzitutto, funziona perché garantisce al Comune una maggioranza: se nessun candidato sindaco raggiunge il 50% più 1 dei voti al primo turno, i due candidati più votati si contendono la vittoria al secondo turno. Alla lista o liste collegate al sindaco vincente viene garantito il 60% dei seggi.
In secondo luogo, funziona perché consente agli elettori di scegliere il proprio sindaco: essi, infatti, possono decidere di votare il proprio partito e, al contempo, il candidato sindaco di un altro partito/coalizione, grazie al voto disgiunto. Ciò è positivo perché spinge i partiti a prestare attenzione alla scelta della persona da candidare alla guida della Giunta.
In terzo luogo, funziona perché consente ai cittadini di scegliere il proprio rappresentante in Consiglio comunale, potendo esprimere una preferenza.

Il sistema elettorale che va bene per un Comune, però, non va bene automaticamente per un intero Paese. Banalizzando, sarebbe come pensare che il motore progettato per la Panda possa dare buone prestazioni anche nella Ferrari (e viceversa).

Passare al “sindaco d’Italia” vorrebbe dire che i cittadini eleggono direttamente il capo del governo. Finora questo è stato possibile in Italia con una sorta di forzatura costituzionale: il premier viene “indicato” sulla scheda elettorale, accanto ai nomi dei candidati al Parlamento, ma in pratica si tratta di una vera e propria elezione diretta da parte dei cittadini. Non è così in Germania o in Gran Bretagna: gli elettori inglesi, ad esempio, non trovano sulla scheda elettorale il nome di Cameron o Blair, che diventano premier in quanto segretari del partito che vince le elezioni. In Italia, invece, diventa premier una persona che un partito può anche non averlo.
Quale sarebbe dunque il beneficio di una riforma elettorale che comporta una complessa riforma costituzionale? Nessuno. Non è un caso che l’elezione diretta del premier non esista in nessun’altro Paese democratico. L’unico che l’aveva adottata – Israele – se ne è disfatto, in quanto conferiva una forte legittimazione al primo ministro, senza che questo significasse rendere omogenea la sua coalizione, con conseguente rischio di paralisi dell’azione governativa e di continuo ricorso alle urne.
Se ancora non bastasse, si può ricordare che quello comunale è un sistema elettorale di tipo proporzionale – per quanto con soglia di sbarramento e premio di maggioranza – che non pare essere il sistema preferito dal sindaco fiorentino.

In conclusione, non è con le semplificazioni che si fanno le riforme: i politici smettano di camuffare per tecnicismi semplici regole di buon funzionamento democratico e comincino a spiegare le loro proposte almeno con linguaggio di verità.

Mobili ed elettrodomestici, cosa fare per sfruttare gli incentivi.

Se avete intenzione di cambiare mobili e elettrodomestici, questo è il momento giusto. Fino al 31 dicembre, infatti, metà della spesa (che non può superare, però, i 10mila euro) verrà restituita in 10 anni, in rate annuali, sotto forma di sconti fiscali. È quanto prevede il Decreto Legge 63/2013 approvato in via definitiva il 1° agosto scorso. Attenzione però, il cambio dei mobili deve essere necessariamente parte di un progetto più ampio che  comprende la ristrutturazione di una o più parti della stessa abitazione per le quali si è usufruito del bonus specifico.
Quando parliamo di ristrutturazione, è esclusa la manutenzione ordinaria come, ad esempio, la tinteggiatura delle pareti o la levigazione del pavimento. Rientrano, invece, tutti gli interventi previsti dal Testo Unico per l’Edilizia: dalla manutenzione straordinaria al restauro e risanamento conservativo, dalla ristrutturazione edilizia all’installazione di pannelli fotovoltaici, dagli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato da calamità agli interventi di bonifica anti-amianto, dall’eliminazione delle barriere architettoniche alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali fino alla prevenzione di furti e atti di vandalismo. Ma non solo. C’è anche un limite temporale da tenere presente.
Documentazione necessaria
I potenziali beneficiari del bonus mobili, infatti, sono tutti coloro che hanno sostenuto e documentato spese di ristrutturazione tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2013. Anche nel caso di lavori di ristrutturazione già conclusi, è possibile usufruire del bonus mobili: a fare fede, in questo caso, è la data del pagamento che deve avvenire tra il 6 giugno e il 31 dicembre 2013, per i mobili, dal 4 agosto per gli elettrodomestici.  L’“alleato” sarà il bonifico bancario o postale “parlante” nel quale devono essere specificate tutte le informazioni necessarie (nome, cognome, codice fiscale, numero di partita Iva ovvero il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato e riferimenti normativi), in modo da non avere problemi alla presentazione della documentazione per usufruire di questo sconto fiscale sulla dichiarazione dei redditi. Detto questo è evidente che chi ha già sostenuto le spese (e non ha pagato in questo modo) è praticamente tagliato fuori dall’incentivo.
Nessun problema, invece, se si sceglie di pagare, come spesso accade, a rate: è necessario, tuttavia, che l’ordinante sia la stessa persona a cui sono intestate le fatture che attestano l’esecuzione dei lavori di ristrutturazione.

Cosa si può acquistare? 
Premesso che è attesa la pubblicazione da parte del¬l’Agenzia delle Entrate di una guida ad hoc che spieghi nei dettagli i requisiti per accedere al bonus mobili, la tendenza più diffusa è quella di fare riferimento alla comune accezione del termine “mobili”, per cui rientrano tutte le tipologie indicate, dal divano alle sedie al tavolo. Idem per gli arredi di ambienti esterni alla casa. Nulla importa se l’acquisto viene effettuato presso un grande magazzino oppure in un negozio artigianale: l’importante è che la spesa sia documentata  e che il pagamento venga effettuato nei termini di legge. Vi sono dei dubbi, che ci si augura vengano chiariti dal ministero in tempi brevi, su lampade e apparecchi di illuminazione, porte d’interni, parquet e tende. Per quanto riguarda gli elettrodomestici, invece, vi è un limite ben preciso: non rientrano i piccoli elettrodomestici (il ferro da stiro, ad esempio) ma si può “scaricare” il 50% della spesa sostenuta per l’acquisto di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica. Ovviamente anche questi devono essere finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione.

Ecco gli interventi che danno diritto al bonus fiscale
Manutenzione ordinaria
Gli interventi di manutenzione ordinaria sono ammessi all’agevolazione solo quando riguardano le parti comuni. La detrazione spetterà a ogni condomino in base alla quota millesimale. Opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici, quelle necessarie a integrare  o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti, sostituzione di pavimenti, infissi e serramenti, tinteggiatura di pareti, soffitti, infissi interni ed esterni, rifacimento di intonaci interni, impermeabilizzazione di tetti e terrazze, verniciatura delle porte dei garage.

Manutenzione straordinaria
Sono considerate  interventi di manutenzione straordinaria le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici e per realizzare e integrare i servizi igienico/sanitari e tecnologici, sempre che non vadano a modificare i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino mutamenti delle destinazioni d’uso. Ad esempio: installazione di ascensori e scale di sicurezza, realizzazione e miglioramento dei servizi igienici, sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso, rifacimento di scale e rampe, interventi finalizzati al risparmio energetico, recinzione dell’area privata, costruzione di scale interne.

Restauro e risanamento conservativo
Interventi mirati all’eliminazione e alla prevenzione di situazioni di degrado, adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti, apertura di finestre per esigenze di aerazione dei locali.
Ristrutturazione edilizia
Demolizione e fedele ricostruzione dell’immobile, modifica della facciata, realizzazione di una mansarda o di un balcone, trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda, apertura di nuove porte e finestre, costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti.
Come non perdere le detrazioni fiscali sulle ristrutturazioni
Accorpamento e ampliamento dei locali, sostituzione sanitari e impianti, modifiche interne ed esterne della mansarda. Sono questi alcuni dei principali lavori per cui il decreto 63/2013 ha previsto, stabilizzandola, la detrazione fiscale del 50%, su un tetto di spesa massimo di 96mila euro. Gli interventi di ristrutturazione “scaricabili” possono essere eseguiti su singole unità immobiliari oppure parti comuni degli edifici mentre l’agevolazione spetta non solo ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti reali sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese (attraverso opportuna intestazione in fattura e relativo bonifico). Gli adempimenti previsti per richiedere la detrazione sulle spese di ristrutturazione sono stati recentemente semplificati e ridotti. In luogo dell’invio della comunicazione di inizio lavori al Centro operativo di Pescara, è sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione. In particolare, oltre alla comunicazione alla Asl (quando prevista), fatture e ricevute per le spese sostenute, ricevute dei bonifici di pagamento, il contribuente deve avere:
•    domanda di accatastamento (se l’immobile non è ancora censito)
•    ricevute di pagamento dell’Ici, se dovuta;
•    delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori (per gli interventi su parti comuni di edifici residenziali) e tabella millesimale di ripartizione delle spese;
•    dichiarazione di consenso del possessore dell’immobile all’esecuzione dei lavori, per gli  interventi effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi;
•    abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessioni, autorizzazioni, eccetera) o, se la normativa non prevede alcun titolo abilitativo, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili.

Come va mio figlio ?

Ricevo e pubblico un bel post di Marisa Moles che tratta dei colloqui insegnanti – genitori, in particolare la collega elenca la  tipologia dei genitori che si presentano al ricevimento con i professori. E’ il momento dei colloqui generali quelli, sfinenti, che si tengono  solitamente nel pomeriggio: la lista fuori della porta, le lunghe code, il coinvolgimento dei nonni per prendere posti, ecc.

colloqui… quando ho di fronte un genitore ne studio la tipologia e lo inserisco nella categoria più appropriata.

Ci sono quelli che, ignorando il significato della parola “colloquio”, cioè “parlare insieme”, parlano solo loro. D’altra parte, prendono alla lettera il modo di dire: “andare a parlare con i professori”. Mica vanno ad ascoltarli!

I timidi generalmente tengono gli occhi bassi, quasi provano un senso di vergogna perché il loro figlio o figlia non è un genio.

I frettolosi sono poco interessati a quello che dico ma continuano a guardare sconsolati l’elenco dei docenti con cui devono parlare e intimamente imprecano perché lo sanno già che non riusciranno a vederli tutti.

Ci sono poi gli orgogliosi, quelli che hanno dei pargoli bravissimi, mai un’insufficienza, mai una nota disciplinare; ragazzi che non solo sono studenti modello, ma non hanno mai avuto bisogno del controllo dei genitori. Quando quest’ultimi mi dicono che non hanno mai aperto un quaderno dei loro figli, mai predicato per farli studiare, anzi devono spesso predicare per farli uscir di casa, che si limitano a firmare le comunicazioni e i voti – naturalmente ottimi – sul libretto … allora provo una sconfinata ammirazione e mi convinco che siano persone felici e che, in fondo, questa felicità se la meritino.

Un’altra categoria è quella degli ansiosi: non stanno fermi, continuano ad accavallare le gambe, dandomi involontariamente qualche calcio perché da una parte all’altra del banchetto [nella scuola in cui insegno i colloqui si tengono nelle aule e ci si trova, professori e genitori, da una parte e dall’altra del banco] lo spazio è esiguo, che si tormentano le mani, sfilandosi e rinfilandosi l’anello nuziale e stropicciano il foglio con l’elenco dei professori, tanto che alla fine delle tre ore sarà ridotto a brandelli; di fronte a questa tipologia di genitore non mi stupisco del fatto che il relativo figlio dia l’impressione di essere un condannato a morte ogni qualvolta debba affrontare una verifica scolastica.

Poi ci sono i precisini: ascoltano diligentemente e prendono appunti; mi aspetto che poi a casa facciano una relazione dettagliata al coniuge e che, ad ogni nuovo colloquio, prendano in considerazione il progresso o il regresso del figlio per poi agire di conseguenza con premi o punizioni.

Ma non dimentichiamo le coppie: quando arrivano entrambi i genitori dal modo in cui si siedono capisco già se a parlare di più sarà la madre o il padre. Qui devo fare una precisazione: normalmente dall’altra parte del banchetto c’è una sola sedia. Se ci sono entrambi i genitori, sarà la donna a prendere in mano la situazione nel momento in cui si siede lasciando in piedi il consorte. Ma se la signora, rivolgendosi gentilmente al marito, lo invita a prendere una sedia e ad accomodarsi vicino a lei, allora il padre avrà modo di esprimere il suo parere in percentuale quasi uguale rispetto alla madre. Difficilmente è l’uomo a sedersi per primo lasciando la moglie in piedi, quindi altrettanto difficile appare che la facoltà di parlare possa averla solo lui, una volta zittita la moglie.

Venerdì 29 NOVEMBRE 2013, Consiglio Comunale

VENERDI’ 29 NOVEMBRE 2013 –  alle ore 20,30  CONSIGLIO COMUNALE

Per discutere il seguente ordine del giorno:

1) Comunicazioni del Sindaco:
2) Interrogazioni, interpellanze e mozioni:
2.1) Interrogazione del consigliere comunale Andreoni Paola  in merito alla mancata attuazione della Deliberazione di CC. n°90 del 28/11/2012 “Adesione alla campagna promossa da UNICEF ITALIA  “Io come tu”, per il conferimento simbolico della cittadinanza onoraria ai bambini nati nel territorio italiano e figli di immigrati stranieri residenti in Osimo;
2.2) Interrogazione del consigliere comunale Andreoni Paola  in merito al furto del medagliere della Virtus Osimo avvenuto all’interno del Palazzo comunale, nella stanza dell’Assessore alla cultura Ginnetti
2.3) Interrogazione del consigliere comunale Andreoni Paola  in merito a  chiarimenti in ordine alla limitazione posta dall’Amministrazione Comunale all’attività politica tramite volantinaggio ed esposizione di pannelli;
2.4) Interrogazione del consigliere comunale Severini in merito a parcheggi antistanti il Comune; 
2.5) Mozione dei consiglieri comunali Pugnaloni, Andreoni, Bernardini e Cardinali in ordine a proposta di istituzione borse di studio – studenti meritevoli.
3) Approvazione nuovo termine di pagamento della “maggiorazione standard” ex art.14 c.13 D.L. 06.12.2011 n.200 a seguito emanazione risoluzione ministeriale  MEF n.9 D.F. del 09.09.2013. Contestuale modifica art. 43 del Vigente regolamento comunale “Tares” approvato con atto consiliare n. 32 del 08.07.2013;
4) Variazioni da apportare al Regolamento Triennale dei LL.PP. 2013/2015 e all’Elenco Annuale 2013- art. 128 del Codice degli Appalti;
5) Assestamento Generale del Bilancio di Previsione 2013 ai sensi dell’art.175, 8° comma del D.Lgs.n.267/00 con contestuali variazioni al Bilancio Pluriennale 2013/2015;
6) Gestione associata di funzioni e servizi con il Comune di Offagna ai sensi dell’art. 14 del D.L. n.78/2010 convertito in Legge n* 122/2010 e s.m.i. – Approvazione schema convenzione quadro;
7) Modifica dello Statuto Comunale in materia di Pari Oppportunità e Rappresentanza di Genere;
8) Variante parziale al vigente P.R.G. ai sensi dell’art.15,n.5 L.R. 34/1992;
9) Modifica tabelle artt.2 e 3 dello schema di convenzione per costituzione ATA AT02 Ancona approvato con deliberazione CC n.23 29/05.2013;
10) Approvazione regolamento per l’affidamento di aree verdi pubbliche a privati.

per seguire il Consiglio Comunale in diretta audio
dalle ore 21,00  di VENERDI’  29 NOVEMBRE  2013

Clicca per ascoltare

Segnali di vita…del giorno (primo)

Segnali di vita——-
La vecchiaia, specialmente un’onorata vecchiaia, ha una così grande autorevolezza, che ha un valore più grande di tutti i piaceri della gioventù.
(Marco Tullio Cicerone)

cyberbouqiuioniste-blog

La tecnologia al servizio della disabilità: i Google Glass.

I Google Glass sono degli  occhiali ( non certo “dei semplici occhiali”) che grazie ad apposite applicazioni, aiuteranno e renderanno migliore la vita anche ai disabili.
google glassInfatti tante sono le prospettive di utilizzo ( molte in fase di studio e di prova) di questo nuovo ritrovato della tecnologia, anche nel campo della disabilità e molte speranze si sono accese per ipovedenti, disabili motori e non udenti.
Questi “occhiali” – che consentono di “spiegare” la realtà su cui si ferma lo sguardo dell’utente, effettuare ricerche, condividere informazioni con i propri contatti e scattare foto attraverso semplici comandi vocali, senza avere lo schermo di un computer di fronte o un telefono in mano – promettono di migliorare la qualità di vita di chi è affetto da handicap.
Nell’attesa che questo ritrovato tecnologico si sviluppi e arrivi sul mercato ad un costo contenuto godiamoci questi pochi minuti di video che valgono più di mille parole.
Paola