Quest’anno si prevede una buona raccolta

OliveIn questi giorni la nostra campagna è nel clou della raccolta delle olive.
Auguro a tutti i nostri contadini, dopo la scarsità dell’anno scorso, una buona resa e un buon olio.
Paola

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Non si tratta di difendere MARINO, va difesa la DEMOCRAZIA che a Roma è stata oltraggiata!!

MarinoChe delusione questa “nuova cultura renziana” del Partito Democratico. I 19 Consiglieri del PD invece di andare e motivare nel Civico Consesso – con un dibattito chiaro e trasparente – cosa stesse accadendo hanno deciso di andare dal notaio firmando con i colleghi del centro destra, la fine del mandato amministrativo di Marino, del sindaco democraticamente eletto dalle romane e dai romani.
Dal Notaio ci si va per vendere e oggi il PD ha venduto Marino ( giudicandolo  peggio di come è stato trattato il suo predecessore Alemanno, imputato  di colpe e di reati accertati e  gravi ) e non l’hanno fatto, certo, per il bene di Roma e dei romani.
Quanto successo lo giudico di una gravità assoluta, non per  difendere il Sindaco Marino, ma perchè è stata calpestata la democrazia e la sovranità popolare.
19 consiglieri comunali del mio partito, in modo ignobile, hanno obbedito agli ordini del capo senza avere la dignità e il coraggio di mettere in campo la propria coscienza e senza rispettare la volontà democraticamente espressa dai romani nelle votazioni amministrative del 2013.
Questa non è la buona politica del cambiamento che volevamo con la nascita del PD,  è  ora di ridare al Partito il suo giusto DNA altrimenti per molti di noi e dei nostri iscritti si romperà definitivamente questo legame così intenso e ricco di impegno.
Paola

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Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ritira le dimissioni.

Io sottoscritto Ignazio Roberto M. Marino con la presente comunico formalmente alle SS. LL. che le mie dimissioni dalla carica di Sindaco di Roma Capitale, ricevute con nota prot. 20166 del 12 ottobre 2015 di codesta Presidenza, sono da intendersi con la presente annullate e revocate: da ciò consegue la loro assoluta e totale inefficacia, come prescritto dall’art. 53 comma 3 del D. L. vo n. 267 del 2000.
Sono stato eletto con il voto favorevole del 64 per cento delle romane e dei romani partecipanti al voto con un programma da me scritto e sostenuto dalle forze politiche dell’attuale maggioranza.
Un programma riassumibile in alcuni principi di netta discontinuità con il passato. Un programma che ha fermato il consociativismo, ha fortemente voluto il risanamento dei debiti miliardari nel Comune e nelle Aziende municipalizzate, che disegna una Città consolidata e non realizza nuovi quartieri di disagio, che riconosce a tutti gli stessi diritti e che ha riportato la legalità contabile e sbarrato la porta alle mafie perseguite da una attenta ed intelligente Magistratura.
Oggi la Città può riprendere ad investire in trasporti, illuminazione, strade, decoro, un nuovo ciclo dei rifiuti ecosostenibile (dopo aver chiuso la discarica più grande del pianeta), nuovi alloggi sociali per le persone più deboli oltre ad attrarre ingenti capitali internazionali per progetti che creano lavoro e benessere.
Ma sento il dovere di non eludere le altre riflessioni e questioni che sono state sollevate dalle forze politiche in merito alla qualità dell’azione di governo fin qui svolta.
Mentre sono certo che il nostro operato abbia con fatica raggiunto l’obiettivo di ripristinare legalità e trasparenza dell’agire amministrativo, mi è chiaro che questo sforzo non è stato da solo sufficiente a garantire i necessari risultati di buon governo della Città.
Come spesso accade nei momenti di crisi si riesce a vedere con maggiore lucidità il percorso che ciascuno ha compiuto.
Pur rivendicando ogni atto e ogni scelta fatta in questi due anni e mezzo per cambiare Roma, non ho difficoltà ad ammettere alcuni errori.
Costretto dalle difficoltà e dalla resistenza dei poteri che stavamo sfidando a lavorare giorno e notte per portare a risultato ognuna delle nostre scelte, ho dato l’impressione di non voler dialogare e di non voler condividere queste scelte con la Città, che talvolta ha così ha percepito di subirle.
Mi spiace, perché non è questo il segno che volevo dare, a partire da un dialogo più aperto e costruttivo che avrei voluto avere con l’Assemblea capitolina, a partire dal gruppo del PD, il partito di cui sono espressione e che ha saputo più volte – insieme a tutta la maggioranza – dare prova di coraggio e determinazione con voti che resteranno storici per la nostra Capitale.
Per tutto questo ritengo non sia giusto eludere il dibattito pubblico, con un confronto chiaro per spiegare alla Città cosa sta accadendo e come vorremo andare avanti.
Questi sono i principali punti di confronto sui quali verificare l’esistenza di una visione comune con i partiti che sostengono in Consiglio comunale l’organo di governo del Campidoglio.
Per il sacrale rispetto che si deve alla stessa Assemblea ed alle sue prerogative, espressioni della sovrana volontà popolare, ritengo di dover sospendere – nelle more della convocazione richiesta – le riunioni dell’organo di governo capitolino, e di conseguenza di inibire momentaneamente gli effetti degli atti di conferimento delle deleghe assessorili, in attesa di verificare la sussistenza delle condizioni politico-amministrative che permettano la prosecuzione del mandato.
f.to Ignazio Marino

linea piumaSe Marino, come sembra, non risulta “indagato” per nessuno dei fatti che la stampa in questi mesi gli ha addebitato ( e si parla di: presunte  multe non pagate, disattenzione per un permesso rilasciato  per un funerale, note spese personali fuori controllo e utilizzo improprio del bancomat del Comune, ecc.) ritengo giusta la scelta di Marino a voler continuare un’esperienza di qualità e di rigore passata tramite le primarie e la vittoria alle elezioni con i voto della maggioranza delle romane e dei  romani.
Bene ha fatto Marino a volersi presentare in Consiglio comunale, la massima istituzione del Comune, per confrontarsi con la maggioranza. Ancora in Italia vige un sistema normativo che prevede che un Sindaco democraticamente eletto viene sfiduciato dal Consiglio Comunale e non da un segretario di partito.
Sarò curiosa di vedere quali motivazioni porteranno nel Civico consesso  chi lo contesta e vedremo chi ha il coraggio di sfiduciarlo prendendosi la responsabilità di una rottura.
Da iscritta a questo Partito, voglio vedere chi, tra i 19 consiglieri del PD al comune di Roma avrà la spudoratezza di obbedire agli ordini di Renzi o se qualcuno di questi penserà ai propri elettori, alla fiducia da questi ricevuta e soprattutto al bene della loro città.
Paola

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Articoli correlati:
– Buon lavoro Sindaco Marino 13 giugno 2013;

 

Presidenti di seggio elettorale: scade Sabato 31 ottobre la possibilità di fare domanda.

Ancora pochi giorni, scade infatti Sabato 31 ottobre la possibilità di proporre la domanda per la propria iscrizione all’Albo dei Presidenti di seggio elettorale.
Presidenti di seggioNella domanda suddetta dovrà essere indicato:
– il cognome e il nome;
– la data ed il luogo di nascita;
– la residenza con l’indicazione della via e del numero civico;
– professione, arte o mestiere;
– il titolo di studio, che non deve essere inferiore al diploma di istruzione secondaria di secondo grado.
I richiedenti devono essere in possesso dei requisiti previsti dalla legge (essere elettore del Comune e non aver superato il settantesimo anno di età) e non devono appartenere ad una delle categorie elencate nell’art. 38 del T.U. approvato con D.P.R. 30.3.1957, n. 361 e nell’art. 23 del T.U. approvato con D.P.R. 16.5.1960, n. 570.

Ecco come va fatta la DOMANDA di ISCRIZIONE ALBO PRESIDENTI DI SEGGIO da presentare al protocollo del Comune entro Sabato  31 Ottobre.

Monumenti, Targhe, Cippi e Lapidi di OSIMO: la Grande Guerra 1915 – 1918

   Le targhe, le lapidi, le epigrafi ed i monumenti  costituiscono per una comunità  un patrimonio di testimonianze della “memoria”, col quale si può ricostruire e conoscere meglio la storia della propria  città. Queste “pietre”sono e rimangono  testimonianza nei secoli  di date e di eventi epici o tristi di una comunità, ricordano i personaggi più eminenti e i cittadini che meglio hanno operato,  proponendo alle generazioni future esempi da emulare. Alcune  di esse, purtroppo,  sono andate perdute, altre oramai logorate dal tempo sono gravemente rovinate o divenute illeggibili.

Questa iniziativa vuol essere un omaggio alla memoria ed allo stesso tempo un grido di denuncia per salvaguardare questo straordinario patrimonio artistico e monumentale della nostra città, su cui occorrerà investire con interventi di pulizia, di fissaggio di parti a rischio distaccamento, di sostituzione di alcune parti di stucchi e malte mancanti e la sostituzione delle colorazioni venute a cadere nel tempo e il ripristino della vernice delle scritte divenute illeggibili.
Immagine6

Prima Guerra Mondiale 1915-1918

Via Aurelio Saffi (giardini di Piazza Nuova), monumento ai Caduti.
Questa struttura, che commemora i caduti della Prima Guerra Mondiale è opera dello scultore osimano Giuseppe Martini inaugurata il 25 ottobre 1925.
Il monumento è in pietra, adornato da un rampicante in ferro. E’ formato da un basamento in pietra e marmo, con delle iscrizioni, le incisioni frontali sono
rosse, quelle laterali nere. La forma è di un parallelepipedo.
In cima al basamento ci sono delle figure in bronzo: sono rappresentate cinque figure: tre donne e due uomini. Una donna tiene un bambino in braccio,
un’altra lo accarezza. Gli uomini sono entrambi nudi, uno è in posizione centrale davanti pronto a sacrificarsi per la patria, l’altro tiene uno scudo rotondo. Si è voluto rappresentare l’eroe che viene offerto alla Patria dalla sua famiglia.
Le figure sono sormontate da una corona d’alloro. Alla base c’è “una targa” in marmo.
Come detto Giuseppe Martini è nato ad Osimo il 3 gennaio 1897, in via Pompeiana e deceduto a Roma nel 1984.  E’ stato scultore e pittore, altre sue opere sono a Montefano (monumento ai caduti del 1922), ad Ascoli,  a Fiuggi e a Roma dove si trasferì e dove ha svolto la maggior parte della sua attività artistica e di insegnante, riscuotendo diversi riconoscimenti.

IMG_2203

particolare monumento milite ignoto Osimo

milite 45
milite igRitornando al monumento, oggi  questo versa in pessime condizioni.   La targa in marmo alla base  è divenuta illeggibile.
monumento ai caduti base

” Agli osimani Caduti
nella seconda Guerra Mondiale
la sezione naz. Cambattenti e Reduci
( data illeggibile) “

Anche le scritte con i nomi dei Caduti sono divenute illeggibili o si leggono  con difficoltà perché il basamento è sporco dell’ossido colato dalle statue a causa delle intemperie.
milite 84

milite 85
milite 87

Iscrizione sul marmo:

” Osimo
ricorda qui
l’offerta dei suoi figli
alla patria
25 ottobre 1925″

linea piuma
Piazza del Comune  
nella Sala Maggiore del Palazzo comunale,  lastra con bollettino della vittoria del 4 novembre 1918
La lapide, molto grande, rettangolare, è posta su una parete della sala Maggiore del Municipio, insieme ad altre lapidi che commemorano i caduti nelle guerre. È sostenuta da quattro sostegni bronzei. I bordi della lastra non sono lisci e lineari, ma ondulati.
Il testo è stato fuso nel bronzo delle artiglierie catturate al nemico.

R. ESERCITO ITALIANO – BOLLETTINO DI GUERRA N. MCCLXVIII
La guerra contro l’Austria-Ungheria che, sotto l’alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l’Esercito
Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 Maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace
valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi è vinta.
La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso Ottobre ed alla quale prendevano parte
cinquantuna divisioni italiane, tre britanniche, due francesi, una cecoslovacca ed un reggimento
americano, contro settantatre divisioni austroungariche, è finita.
La fulminea e arditissima avanzata del XXIX corpo d’armata su Trento, sbarrando le vie della
ritirata alle armate nemiche del Trentino, travolte ad occidente dalle truppe della VII armata e ad
oriente da quelle della I, VI e IV, ha determinato ieri lo sfacelo totale della fronte avversaria. Dal
Brenta al Torre l’irresistibile slancio della XII, dell’VIII, della X armata e delle divisioni di
cavalleria, ricaccia sempre più indietro il nemico fuggente.
Nella pianura, S.A.R. il Duca d’Aosta avanza rapidamente alla testa della sua invitta III armata,
anelante di ritornare sulle posizioni da essa già vittoriosamente conquistate,
che mai aveva perdute.
L’Esercito Austro-Ungarico è annientato: esso ha subito perdite gravissime nell’accanita resistenza
dei primi giorni e nell’inseguimento ha perdute quantità ingentissime di materiale di ogni sorta e
pressoché per intero i suoi magazzini e i depositi. Ha lasciato finora nelle nostre mani circa
trecento mila prigionieri con interi stati maggiori e non meno di cinque mila cannoni.
I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza
speranza le valli, che avevano disceso con orgogliosa sicurezza.
IV NOVEMBRE MCMXVIII Diaz ”
Palazzo comunale sala Maggiore 1linea piuma

Cimitero Maggiore via Fiorentini 1, lapidi in memoria dei Caduti della Grande Guerra.  Le lapidi sono due e collocate all’ingresso del Cimitero Maggiore di Osimo, subito dopo il cancello, ai lati della scalinata, e ricordano i caduti della Grande Guerra.
Lapidi al Cimitero maggioreEntrambe le lapidi sono in marmo bianco con le scritte in nero.
La lapide a sinistra  è sostenuta da sostegni bronzei e alla base ha due vasi per i fiori, e, al centro un lume con la scritta “pax” sempre in bronzo.
A causa dell’esposizione alle intemperie, la lapide è piuttosto consumata e non è facile leggere che cosa vi è scritto, soprattutto nella parte più a destra.
Non ha una forma regolare e nella parte alta ha un fregio che riporta due fronde: sembrerebbero un ramo di quercia e uno di ulivo.
Sotto c’è la dedica di chi ha fatto erigere la lapide e ancora più sotto i nomi dei Caduti divisi in tre colonne.
La data di collocazione è il 30 maggio 1920
cimitero maggiore six 2

” Le madri e vedove dei caduti in guerra
della Parrocchia della Misericordia
i nomi gloriosi dei loro cari
che nell’ultima guerra d’indipendenza
con l’olocausto della giovane vita
affrettarono la vittoria d’Italia
vollero qui scolpiti
a memoria riconoscente perenne
Vigiani Umberto, Massaccesi Pietro, Biondini Basilio, Andreoli Vittorio, Massaccesi Giulio, Canalini Giuseppe, Andreucci Cesare, Principi Fortunato, Andreucci Celestino, Vaccarini Umberto, Ten. Palleri Aldo, Paccamicci Attilio, Agostinelli Giulio, Castellani Celeste, Carletti Bruno, Mezzelani Giulio, Manuali Cesare, Brugè Luigi, Guercio Luigi, marzioli Luigi, Moroni Bruno, Sasso Antonio, Baleani Luigi, Trillini Enrico, Trillini Igino, Pieri Domenico, Luna Giuseppe, …Lillini Enrico, Pirani Settimio, Egidi Augusto, Bellezze Luigi, Cap. Mag. Pirani Sante, Caporaletti Augusto, ……….(alcuni nomi non si leggono), Frontalini Alfredo, Giuliodori Ferruccio, Marinelli Eugenio, Cantucci Leopardo, Accoroni Serafino, cap. Trillini Giuseppe, Gratti Nazzareno, Zacconi Giovanni, cap. mag, Caporaletti Terenzio, serg. Caporalini Benedetto, Pennacchioni Federico, Guercio Nazzareno, Baldoni Nazzareno
30 maggio 1920 “

La Lapide posta a destra, è stata invece collocata il 2 novembre 1919 ed  è stata posta dalla Società di Mutuo Soccorso e dalla Croce Bianca, sempre per onorare e ricordare i Caduti  osimani nella Grande Guerra. è sostenuta da due sostegni bronzei e alla base ha tre vasi per i fiori, sempre in bronzo.
La lapide ha le stesse fattezze in grandezza di quella collocata a sinistra,  è sostenuta da due sostegni bronzei e alla base ha tre vasi per i fiori, sempre in bronzo.
Ha un fregio che riporta lo stemma di Osimo, alla sua sinistra il simbolo della Società di Mutuo Soccorso,e alla sua destra una croce, simbolo della Croce Bianca, più esterne sono due fronde: un ramo di quercia e uno, forse, di ulivo, in fondo riporta  i nomi dei Caduti divisi in tre colonne.

Cimitero a dx

” A giustizia e libertà devoti sino alla morte
i nomi gloriosi dei caduti nelle martoriate trincee d’Italia
volle incisi nel marmo la pietà fraterna dei consoci
della pubblica assistenza e mutuo soccorso della croce bianca osimana
esempio luminoso alle generazioni future
olocausto purissimo propiziatore di un migliore avvenire
Caporaletti Augusto, Frampolli avv. Francesco, Mazzieri Antonio, Giovagnoli Alfredo, Giuliodori m° Rodolfo, Graciotti valentino, Antonelli Giovanni, Cantucci Leopardo, Stecconi Giuseppe, Fiore Nazzareno, Mezzelani Marino, Carletti Bruno, Paolini Nazzareno, Tappa Gino, Moroni, Bruno, Pomi Luigi, Lasca Cesare, Catena Enrico, gatti Luigi, Gatti Giulio, Gatto Cesare, Pace Sisisno, Sasso Giuseppe, Giaché Guerrino, Cintioli Cesare, Pirani Giulio, Giovagnoli Luigi, Ciavattini Giuseppe, Pettinari Giuseppe, Massaccesi Alfredo, Falasconi Cesare, Scansani Beniamino, Pieroni Gabriele, Stacchiotti marino, Piergiacomi Filippo, Quattrini Enrico, Sabbatini Alfonso, Staffolani Giulio, Marinelli Enrico, Simonetti Cesare, Mezzelani Giulio, Governatori Nazzareno
2  novembre 1919 “linea piuma

Piazza Dante – Palazzo Campana – lato destro, lapide ai Caduti della 1^ Guerra Mondiale.
La lapide posta sulla destra, in alto, rispetto all’entrata principale del Palazzo Campana ricorda le giovani vittime cadute nella prima guerra mondiale. Osimo contò 339 caduti nella Grande Guerra. Tra questi vi erano, i nove studenti del Collegio Campana: Terenzio ACQUA, Roberto ACQUA, Lanfranco BALEANI, Ermanno FAGIOLI, Gualtiero FIGOLI, Achille MANGANELLI, Giulio MORRESI, Aldo PALLIERI,  Giuseppe SERRANI.
La lapide in marmo bianco è inserita in una cornice marmorea di colore rosa chiaro. Sopra è situata un’aquila con le ali aperte, sotto un elmo appoggiato sull’ elsa di una spada posta in verticale tra dei rami incrociati. Sulle fasce laterali della cornice, in alto, sono scolpite due piccole ghirlande.
La lapide fu collocata il 24 Aprile 1921.
Campana 15_18 2

La lapide riporta la seguente iscrizione:
Campana 15_18 3

” In memoria dei giovani osimani
Acqua Terenzio …………… Figoli Gualtiero
Fagioli Ermanno …………… Acqua Roberto
Manganelli Achille …………… Morresi Giulio
Serrani Giuseppe …………… Palleri Aldo
Baleani Lanfranco…………………………….

che per un alto ideale di libertà e di giustizia
combatterono e caddero
bene meritando della patria e dell’istituto
che li educò.
Gli insegnanti e gli alunni del liceo ginnasio
e delle scuole tecniche.
Con affetto riverente
p.
24 aprile 1921 ”
linea piuma

Tra via Giulia e via Cialdini Parco della Rimembranza.
Al  termine del doloroso conflitto 1915-1918,   si cominciò a parlare della necessità di costruire monumenti e “giardini della memoria” – cosi detti Parchi della Rimembranza – nei quali ogni albero doveva ricordare un caduto. Anche nella nostra città, a seguito della richiesta avanzata da alcuni cittadini costituitisi in un  “Comitato per il Parco della Rimembranza” espressione di una ampia volontà popolare,  il Consiglio Comunale il 16 giugno   1923 decideva di dedicare uno spazio della città ( un’area di proprietà comunale) a memoria di tutti i giovani osimani dispersi e morti nella Grande Guerra.
parco-rimembranza-1924
” Verbale consigliare del 16/6/1923 del Comune di Osimo. Punto ordine del giorno n° 12. Destinazione delle lame di ponente a parco della Rimembranza. Il sig.Sindaco ( prof. Giovanni Ippoliti) fa presente che il comitato per il Parco della Rimembranza, in un primo momento, non accettò l’idea sostenuta da alcuni cittadini di destinare allo scopo le “lame di ponente”, quel tratto cioè di area di proprietà comunale, compreso tra la via Giulia e la Provinciale Montefanese. Furono quindi incaricati alcuni membri del comitato per la ricerca di un’area meglio corrispondente allo scopo. Le ricerche però furono vane,  sia perchè non esistono aree suburbane pianeggianti, sia perchè quelle che adatte per qualche lato al Parco non sarebbero state cedute dai proprietari che ad elevatissimo prezzo, essendo considerate come aree fabbricabili. Il Comitato quindi è dovuto venire nella determinazione di destinare a Parco della Rimembranza  le “lame di ponente”. Il signor Sindaco rammenta a questo punto che il Consiglio, con deliberazione 26 settembre 1922, approvata dalla G.P.A. il 14 novembre dello stesso anno,  stabilì di vendere una parte della detta area che è di proprietà del Comune, al sig. Erminio Fagioli, a condizione che l’autorità governativa per la protezione delle bellezze panoramiche, ai sensi della legge 11/5/1922 n. 1778, desse il suo benestare alla costruzione di un edificio sull’area formante oggetto della vendita. Però affacciatasi l’idea di destinare le “lame di ponente” al Parco della Rimembranza”, l’Amministrazione Comunale giudicò opportuno astenersi a sottoporre al Sovrintendente dei monumenti la deliberazione di vendita  dell’area. Per conseguenza il Consiglio è in grado oggi di revocare detta deliberazione, perchè non ha costituito diritti di terzi….. Il Sindaco dopo aver esposto quanto sopra, dichiara aperta la discussione. Trovandosi però i Consiglieri d’accordo sulla nuova destinazione delle “lame di ponente”, concreta il seguente ordine del Giorno: “Piace al Consiglio destinare al Parco della Rimembranza, l’area compresa tra la via Giulia e la via Provinciale Montefanese, abrogando la deliberazione 26/9/1922, con cui parte dell’area stessa veniva venduta al sig. Erminio Fagioli“. Il consulto è approvato a voti unanimi. I consiglieri comunali: Recanatesi avv.cav.Pietro,  Recanatesi Gaetano, Graziosi rag.cav.Alfredo Carlo, Giulietti Emilio, Zannini Giulio, Mezzelani Vittorio, Lisei Luigi, Schiavoni Nazzareno, Bandoni Nazzareno, Pirani Vincenzo, Nicolini Vincenzo, Giuliodori Clemente, Feliciani Giovanni, Curina Giuseppe, Carloni Clemente, Pistola Giacomo, Gambini avv.cav.VìCesare, Blasi dott. Adolfo, Cardellini Innocenzo, Passeri Isacco, Baffetti Leopardo,  il sindaco Ippoliti prof. Giovanni. ”
Il 25 ottobre 1925 in occasione dello scoprimento del Monumento ai Caduti, nella scarpata esistente  tra via Giulia e l’attuale sottostante via Cialdini, sistemato su quattro ampie terrazze s’inaugurava, alla presenza delle Autorità cittadine, delle vedove e degli orfani e di tutta la popolazione, anche il parco denominato Parco della Rimembranza. Nel parco furono piantati 360 alberi, uno per ogni soldato osimano morto nella guerra 1915-1918,  affinchè nessuno dimentichi gli orrori della guerra ed il sacrificio di quanti lottarono generosamente per la libertà del nostro Paese. In occasione dell’inaugurazione del Parco della Rimembranza uscì in città un giornalino, una edizione   unica, dal nome “Consacrazione” che così racconta e presenta l’evento.
Da “Consacrazione“, … “Il PARCO della RIMEMBRANZA ad OSIMO 25 ottobre 1925. Le piantagioni in numero di 360, per tanti quanti sono i caduti nell’ultima guerra, sono state eseguite con alberi di bellissima figura,i quali, saranno cresciuti, formeranno magnifiche arcate sempreverdi. Vi sono alberi di due qualità ( abies nigra e abies pettinata) pini magnifici ( pinus alipensis)  tuflie, tassi e ligustri. Nel mezzo delle piantagioni vi è la scalea  che immette nelle stradine di accesso al parco. L’entrata è da strada Giulia. I paletti ricordativi, recanti alla sommità il nome del caduto, in ferro smaltato, sotto il ferro attorcigliato, tricolore. Essi sono stati disposti per ordine alfabetico, dall’alto verso il basso, longitudinalmente in ciascuna terrazza e vanno per chi entra, per le filea monteda destra a sinistra e da sinistra a destra per le file a valle. L’opera di sistemazione è stata curata  con speciale attenzione, sia  per il significato ideale, che essa racchiude, sia anche per l’opera in se stessa, che è di ornamento alla città. Il Sacrificio dei nostri eroi, idealizzato su in alto, dal monumento che s’erge in fronte alla campagna nostra e sotto la purissima ed ampia arcata del nostro cielo, viene raccolto qui, per ciascun albero, alla rimembranza di ciascun caduto. E lo spirito eroico di essi alieterà, profumando, presso l’albero suo, ogni qualvolta la ricordanza della loro offerta porterà i cittadini di Osimo a visitare il parco della rimembranza. Non tutti sono sepolti nel cimitero del loro paese, non tutti sono sepolti lassù, in un luogo certo,  non tutti ebbero sepoltura. PER TUTTI SIA QUESTO IL LUOGO IDEALE DEL LORO ULTIMO RIPOSO.”
Oggi purtroppo  le etichette sono tutte sparite, ma grazie ad una mia iniziativa consiliare,  il luogo che era stato dalla precedente amministrazione riservato ai bisogni dei cani, è stato restituito alla dignità della sua memoria. Auspico che in occasione delle  celebrazioni del centenario dell‟entrata in guerra dell‟Italia si possa procedere ad una sistemazione e tutela definitiva di tale Parco, magari rispolverando il vecchio progetto predisposto da Elmo Cappannari  e fissando una lapide,  “una pietra”  che ricordi a tutti noi ed alle nuove generazioni di osimani il perchè e il valore simbolico di questo spazio riservato a Parco.
Parco della rimembranzaAccesso al Parco della Rimembranza, oggi privo di alcuna lapide che ne ricordi la memoria  ed il suo valore simbolico.
linea piuma

Strada Provinciale Septempedana Cippo ai fratelli Trillini – Osimo
Cippo a ricordo dei quattro fratelli Trillini di Osimo, caduti nel corso della prima guerra mondiale. Il cippo è posto nel giardino della casa natale dei quattro fratelli Trillini. I fratelli Trillini sono nati ad Osimo, abitavano in via Montefanese, non lontano dalla scuola che porta il loro nome.
Trillini 2Gualtiero partecipò alla guerra di occupazione in Libia e durante i combattimenti morì.
Enrico, Giuseppe, Igino, durante la prima guerra mondiale, combatterono lungo il confine con l’Austria, nelle trincee scavate tra le montagne del Trentino e del Carso. Enrico morì nei combattimenti di San Pietro Natisone durante l’attacco della Bainsizza; Giuseppe sul Monte Grappa e Igino partito per la guerra appena diciottenne, morì a guerra finita all’ospedale Militare di Bologna per le ferite riportate nell’ultima battaglia. Alla grande guerra sopravvissero soltano un fratello, una sorella e l’anziana madre.
La locale sezione Bersaglieri in congedo, intitolata proprio ad Enrico, si prese l’iniziativa delle onoranze, facendo erigere il cippo austero ed artistico, con l’iscrizione dettata dal poeta Mario Blasi nel 1932.
Iscrizione sul cippo:
Trillini 1

” dalla vicina casa
palestra di italica fierezza
quattro fratelli
i Trillini
corsero alla morte
per la patria
gli osimani
memori
1932
Trillini 3linea piuma

Frazione di Santo Stefano lastra commemorativa che riporta i nomi dei Caduti  nati o residenti nella frazione di Santo Stefano , caduti sul fronte della grande guerra. La lapide si trova sulla facciata ( lato sinistro) della chiesa in località Santo Stefano di Osimo
Si tratta di una lapide, con base in rilievo, in marmo chiaro  affissa il 4 novembre 1969 dall’Associazione Osimana Combattenti e Reduci.
Santo Stefano 3 grande guerra

” Caduti
nella prima Guerra Mondiale
1914 – 1918
CANCELLIERI Serafino
CAPPANERA Giovanni
CECCONI Luigi ( Libia 1911)
CESARETTI Amedeo
CORAZZIERI Luigi
CROSTELLA Giuseppe
CURINA Enrico
GAGGIOTTI Amedeo
GIULIODORI Sisinio
LORETANI Vincenzo
MARINCIONI Clemente
PESARESI Pietro
POLENTONI Enrico
ROCCHETTI Cesare
SARACINI Rinaldo
STACCHIOTTI Pietro
TERRE’ Marino
TESTA Augusto

Osimo 4 novembre 1969
L’Associazione Naz. Combattenti e Reduci “

Santo Stefano
linea piuma

Cimitero Maggiore via Fiorentini 1 Sacrario nella Chiesa dell’Annunziata Nuova.
All’interno della chiesa dell’Annunziata Nuova, nel Cimitero Maggiore, nella parte in fondo, dietro l’altare c’è un sacrario relativo alle vittime osimane nella prima guerra mondiale. Sono riportati su lastre marmoree i nomi dei 380 Caduti osimani nella prima guerra mondiale.
Il Sacrario è stato realizzato dall’ artigiano marmista osimano  Marchegiani Antonio  (n. 1885 – m. 1971 ).
Le lastre rettangolari sono in marmo chiaro e il nome è scritto in marrone. Ogni due fasce di lapidi c’è una striscia orizzontale marrone che le divide.
Chiesa Cimitero1
Chiesa Cimitero 3
Iscrizioni commemorative:
MCMXV-MCMXVIII
ACCORRONI GIUSEPPE_/_ACCORRONI SERAFINO_/_ACQUA ROBERTO
ACQUA TERENZIO_/_ADORNI BRUNO_/_AGOSTINELLI GIULIO
AGOSTINELLI GIUSEPPE_/_ALBANESI ENRICO_/_ANDREONI VITTORIO
ANDREUCCI CELESTINO_/_ANDREUCCI CESARE_/_ANTONELLI GIOVANNI
ANTONUCCI NAZZARENO_/_ATTILI CESARE_/_AUSILI MICHELE
BADIALETTI CESARE_/_BADIALI ENRICO_/_BAFFETTI MARIANO
BALDONI NAZZARENO_/_BALEANI AUGUSTO_/_BALEANI CELESTINO
BALEANI FIORENZI LANFRANCO_/_BALEANI LUIGI_/_BANCHETTI LUIGI
BARLETTA NAZZARENO_/_BARTOLINI ANTONIO_/_BARTOLINI BARTOLO
BARTOLUCCI RUGGIERO_/_BATTAGLINI CARLO_/_BELLEZZE LUIGI
BELLI GAESTANO_/_BENIGNI ARMANDO_/_BERSAGLI LUCIANO
BIANCHI GIUSEPPE_/_BIANCHI VINCENZO_/_BINCI BASILIO
BINCI VITTORIO_/_BIONDINI ANTONIO_/_BIONDINI BASILIO
BOCCI MARIANO_/_BORDI GIULIO CESARE_/_BORGHI VINCENZO
BORSINI LUIGI_/_BRANDONI ABELE_/_BRUGE LUIGI
BURATTINI LEONELLO_/_BURINI GIUSEPPE_/_BUSCARINI VINCENZO
CAMERUCCI IGINO_/_CAMILETTI NAZZARENO_/_CANALINI GIUSEPPE
CANAPA ARNALDO_/_CANCELLIERI SERAFINO_/_CANTUCCI LEOPARDO
CAPOGROSSO PIETRO_/_CAPORALETTI AUGUSTO_/_CAPORALETTI ENRICO
CAPORALETTI TERENZIO_/_CAPORALINI BENEDETTO_/_CAPORALINI CLEMENTE
CAPOTONDO RAFFAELE_/_CAPPANERA GIOVANNI_/_CAPPANNARI FERDINANDO
CARDELLINI CELESTE_/_CARDELLINI SERAFINO_/_CARLETTI BRUNO
CARLONI LUIGI_/_CARNEVALI ANTONIO_/_CARNEVALI ODDO
CAROTI CLEMENTE_/_CARPERA CELESTE_/_CASTELLANI CELESTE
CATENA CESARE_/_CATENA ENRICO_/_CATENA NAZZARENO
CATENA RAFFAELE_/_CECCONI VINCENZO_/_CERVELLINI BRUNO
CESARETTI AMEDEO_/_CESARETTI CESARE_/_CESARI ANTONIO
CESINI SANTE_/_CIAVATTINI GIUSEPPE_/_CIAVATTINI RAFFAELE
CINTIOLI CESARE_/_CIPOLLETTA ENRICO_/_CITTADINI ENRICO
COLA CESARE_/_COLA LUIGI_/_CONTI CARLO
CORAZZIERI LUIGI_/_COSTANTINI MARIANO_/_CROSTELLA GIUSEPPE
CRUCIANELLI ALFONSO_/_CURINA ENRICO_/_DAMIANI EGIDIO
DAMIANI VINCENZO_/_DOLCINI VINCENZO_/_DOMESI ANTONIO
DONATI ENRICO_/_EGIDI AUGUSTO_/_FAGIOLI ENRICO
FAGIOLI ERMANNO_/_FAGIOLI NAZZARENO_/_FALASCONI CESARE
FANESI GINO_/_FIGOLI GUALTIERO_/_FILIPPUCCI ROMEO
FIORE NAZZARENO_/_FRAMPOLLI FRANCESCO_/_FRANCINELLA MASSIMO
FREDDI EUGENIO_/_FRONTALINI ALFREDO_/_FRONTALINI LUIGI
FUSCONI SABINO_/_GABRIELLONI GIOVANNI_/_GAGGIOTTI AMEDEO
GAGGIOTTI GIUSEPPE_/_GALEAZZI LUIGI_/_GAMBINI AGOSTINO
GAMBINI GIOVANNI_/_GAMBINI SANTE_/_GASPARETTI GIUSEPPE
GASPARETTI SERAFINO_/_GASPARRI PIER MARIA GIUSEPPE_/_GATTI CESARE
GATTINI GIUSEPPE_/_GATTO CESARE_/_GATTO GIULIO
GATTO GIULIO DI SANTE_/_GATTO GIUSEPPE_/_GATTO LUIGI
GATTO NAZZARENO_/_GATTO RAFFAELE_/_GIACCAGLIA TOMMASO
GIACCHE’ GUERRINO_/_GIACCHETTA CLEMENTE_/_GIACCO GIUSEPPE
GIACONI GIOVANNI_/_GIACONI LUIGI_/_GIAMPIERI GIOVANNI
GIROTTI LUIGI_/_GIULIETTI CARLO_/_GIULIODORI AUGUSTO
GIULIODORI CESARE_/_GIULIODORI CESARE_/_GIULIODORI EGIDIO
GIULIODORI FEDERICO_/_GIULIODORI FERRUCCIO_/_GIULIODORI GIULIO
GIULIODORI LUCIANO_/_GIULIODORI MARIO_/_GIULIODORI RODOLFO
GIULIODORI SETTIMIO_/_GIULIODORI SISINIO_/_GLORIO GIUSEPPE
GLORIO LUIGI_/_GOVERNATORI NAZZARENO_/_GRACIOTTI UBALDO
GRACIOTTI VALENTINO_/_GRAOLI CESARE_/_GRAOLI LUIGI
GRATTI NAZZARENO_/_GUERCIO LUIGI_/_GUERCIO NAZZARENO
IPPOLITI GIOVANNI_/_IPPOLITI LUIGI_/_LANARI AURELIO
LEDORI PACIFICO_/_LIBERTI LUIGI_/_LILLINI ENRICO
LILLINI UMBERTO_/_LISEI AUGUSTO_/_LOCATELLI GIUSEPPE
LORETANI VINCENZO_/_LOZZI DOMENICO_/_LUCONI AUGUSTO
LUMACHINI AMEDEO_/_LUNA GIUSEPPE_/_MAGGI GIUSEPPE
MAGGIORI CESARE_/_MAGGIORI ENRICO_/_MAGLIANI EMILIO
MAGNIANELLI MARIO ACHILLE_/_MAGNIONI LUIGI_/_MANUALE CESARE
MARASCHIO ERNESTO-ENRICO_/_MARASCHIO GIUSEPPE_/_MARCHEGIANI GAIF
MARCHEGIANI GIUSEPPE_/_MARCHEGIANI GIUSEPPE FU LUIGI_/_MARCHETTI ALFREDO
MARCHETTI CESARE_/_MARCHETTI GASPARE_/_MARCHETTI ILARIO
MARCIANESI FEDERICO_/_MARCONI ALFONSO_/_MARCONI BENTIVOGLIO
MARINI EMILIO_/_MARRA CESARE_/_MARTINI LUIGI
MARZIANI GIULIO_/_MARZIOLI LUIGI_/_MARZIONI COSTANTINO
MARZOCCHINI GIUSEPPE_/_MARZOCCHINI IGNAZIO_/_MASSACCESI ALFREDO
MASSACCESI GIULIO_/_MASSACCESI PIETRO_/_MATASSOLI GIUSEPPE
MAZZIERI ANTONIO_/_MAZZIERI GIOVANNI_/_MENGARELLI ADOLFO
MENGARELLI GIACOMO_/_MENGHINI EMILIO_/_MENGONI ENRICO
MENGONI SAVINO_/_MERCANTE PIETRO_/_MEZZELANI GIULIO
MEZZELANI MARINO_/_MIDOLLI CLEMENTE_/_MONTAPPONI ENRICO
MORLACCHI FILIPPO_/_MORO ANGELO_/_MORRESI GIULIO
MORRONI BRUNO_/_MORRONI RODOLFO_/_MOSCA GIUSEPPE
MOSCOLONI NATALE_/_NICOLETTI LUIGI_/_NICOLINI NAZZARENO
ORLANDONI NAZZARENO_/_ORTELLI GIUSEPPE_/_PACCAMICCI ATTILIO
PACINI GIOVANNI_/_PENNA BENEDETTO_/_PIRANI SANTE
PIRANI SETTIMIO_/_POLENTA PIETRO_/_POLENTA UMBERTO
POLENTONE ENRICO_/_POLENTONE NAZZARENO_/_POLVERINI GIUSEPPE
POMI LUIGI_/_POSSANZINI ELIO_/_POSSANZINI NATALE
PRINCIPI EUGENIO_/_PRINCIPI FORTUNATO_/_PRINCIPI LUIGI
PROSPERI EUGENIO_/_QUATTRINI ENRICO_/_RAFFAELI ANGELO
RAPONI AUGUSTO_/_RE ANTONIO_/_RICCIO FREDDO CLEMENTE
RICCIOTTI NATALE_/_RISTE’ CESARE_/_ROCCHETTI CESARE
ROCCHETTI GIULIO_/_ROCCHETTI LUIGI_/_ROSSINI GUIDO
RUZZI PACIFICO_/_SABBATINELLI ANGELO_/_SABBATINELLI LUIGI
SABBATINI ALFONSO_/_SALTARI CLEMENTE_/_SEVERINI LUIGI
TRILLINI GINESIO_/_TURICCHI DONATO_/_ULISSE GIUSEPPE
VACCARINI ALBINO_/_VACCARINI GIUSEPPE_/_VACCARINI UMBERTO
VERDINELLI ORFEO_/_VESCOVO NAZZARENO_/_VICARELLI LEOPARDO
VIGIANI LUIGI_/_VIGIANI UMBERTO_/_VIGNONI CELESTE
VIGNONI CESARE_/_VOLPE CLEMENTE_/_VOLPE GIUSEPPE
ZACCONI GIOVANNI_/_ZAGAGLIA ENRICO DI TOMMASO_/:ZAGAGLIA GIACOMO
ZAGAGLIA GIULIO_/_ZAGAGLIA GIUSEPPE_/_ZANNOLI GINO
ZOPPI BRUNO_/_GUERRA LIBICA _/_CANTORI GIUSEPPE
CECCONI LUIGI_/_FRANCIONI PIETRO_/_GIORGETTI EUGENIO
GUERCIO ENRICO_/_PACE CESIRO_/_PAOLONI ANTONIO
ROSSI ENRICO_/_VACCARINI NAZZARENO_/_GUERRA DI SPAGNA
GIACCO UBALDO_/_RAVAGLIOLI GIUSEPPE
linea piuma

Frazione Passatempo di Osimo, lastra commemorativa Caduti della Grande Guerra nati o residenti nella frazione di  Passatempo di Osimo. La lapide è affissa  sulla facciata della chiesa di Santa Tecla in Via Paradiso  a Passatempo di Osimo. La lapide è in marmo bianco, sostenuta da elementi bronzei.
È di forma trapezoidale allungata, posta verticalmente. La parte superiore è leggermente più larga del resto e ha le due estremità un po’ alte della parte centrale.
Dopo la dedica che occupa la parte superiore dell’iscrizione, sono riportati i nomi dei caduti in ordine alfabetico, divisi in due colonne.
Sotto tutti i nomi è incisa una foglia di palma posta orizzontalmente.

Passatempo grande guerra
“Dai campi soleggiati de la terra
madre comune
trassero ai confini de la patria
segnati da Dio
a fecondare col sangue generoso
l’eterna semente di Libertà
——
La S.P.A- “Croce Bianca Osimana”
sezione di Passatempo
volle i nomi degli eroi
scolpiti nel marmo
——
BURINI Giuseppe………….. MOSCOLONI Natale
CAPORALETTI Enrico……. PAOLUCCI Giovanni
CATENA Nazzareno…………. PETTINARI Giuseppe
COLA Cesare ……………….PIRANI Nazzareno
COLA Luigi……………. PAOLINI Luigi
CONTI Carlo…………. RISTE’ Cesare
FALASCONI Cesare….. ROSSINI Giulio
GIACCHE’ Guerrino……. ROSSINI Luigi
GIAMPIERI Giovanni …………SABBATINI Angelo
GLORIO Giuseppe……………. SEVERINI Antonio
LANARI Aurelio …………………. SCANZANI Beniamino
MARCHETTI Ilario  ……………. STACCHIOTTI Marino
MASSACCESI Alfredo………….. STRENGHINI Agostino
MARSIANI Giulio ………….. STRENGHINI Paolo
MARCHETTI Gaspare …….VACCARINI Albino
MEZZELANI Marino  ………. VESCOVO Nazzareno
MOSCA Giuseppe………………………………………….
——
6 novembre 1921 ”
Passatempo

Immagine6

Osimani “Senza testa” ? Si ma anche capaci di grandi primati: Armando Lombardi campione “Pasticcere dell’anno 2015”.

Lombardi ArmandoQuesta mattina alla presenza di Sindaco, Giunta e Presidente del Consiglio comunale consegnata una medaglia di riconoscimento e ringraziamento per aver dato lustro alla nostra città al concittadino Armando Lombardi premiato “pasticciere dell’anno 2015”.

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articoli correlati:
– E’ un nostro concittadino, Armando Lombardi, il Maestro Pasticcere dell’Anno 2015.

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Gli immigrati pagano le nostre pensioni e non rubano lavoro agli italiani !!!

E’ quanto ribadito e messo nero su bianco dal Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione della Fondazione Moressa, presentato giovedì 22 ottobre a Roma: gli immigrati che vivono e lavorano in Italia sono una risorsa economica. L’idea che i milioni di persone che negli anni sono venuti a lavorare nel Paese siano solo sbarchi e spacciatori – come a qualcuno piace di raccontare – è sbagliata e fuorviante. Tasse, contributi Inps, ricchezza (per non parlare di imprenditoria, demografia e persino commercio con l’estero) sono tutti aspetti che rendono l’immigrazione un fattore fondamentale della nostra vita economica.
Il rapporto   fornisce numeri su ciascun aspetto della partecipazione degli stranieri alla costruzione del Pil italiano. Alcuni dati e in allegato il Rapporto della Fondazione Moressa in slide:
Nel 2015 la popolazione straniera ha superato quota 5 milioni e rappresenta l’8,2% della popolazione complessiva. Da rilevare il dato della composizione demografica, mentre tra la popolazione italiana 1 su 10 ha più di 75 anni, tra gli stranieri appena 1 su 100.
La ricchezza prodotta e il contributo fiscale. Nel 2014 i contribuenti stranieri hanno dichiarato redditi per 45,6 miliardi e versato 6,8 miliardi di euro di Irpef netta. Mettendo a confronto i costi e benefici della presenza straniera (esclusivamente i flussi finanziari diretti), la differenza tra entrate e uscite mostra segno positivo: +3,9 miliardi di saldo attivo per le casse dello Stato.
Inoltre, considerando la ricchezza prodotta dai 2,3 milioni di occupati stranieri, nel 2014 il “Pil dell’immigrazione” ha raggiunto i 125 miliardi di euro, ovvero l’8,6% della ricchezza nazionale.
Le pensioni pagate dagli stranieri. Nel 2013 i contributi previdenziali hanno raggiunto quota 10,3 miliardi. Ripartendo il volume complessivo per i redditi da pensioni medi, si può affermare che i lavoratori stranieri pagano la pensione a 620 mila anziani italiani. Sommando i contributi versati negli ultimi cinque anni si può calcolare il contributo degli stranieri dal 2009 al 2013, pari a 45,7 miliardi di euro, volume sufficiente per una manovra finanziaria.
Il ruolo nei paesi d’origine. Nell’attuale dibattito sull’immigrazione, “aiutiamoli a casa loro” è uno degli slogan più diffusi, inteso come possibilità concreta per limitare l’immigrazione irregolare e le problematiche ad essa connesse. Tuttavia, i dati OCSE evidenziano come gli investimenti pubblici non rappresentano una priorità per i governi della vecchia Europa, nonostante già nel 2000 si fosse fissato come obiettivo lo 0,70% del PIL. L’Italia, ad esempio, investe in aiuti allo sviluppo appena lo 0,16% del PIL (meno di 3 miliardi di euro). Quota ampiamente superata dai flussi di denaro che gli immigrati inviano in patria, pari allo 0,31% del PIL (4,9 miliardi secondo la stima 2015

Rapporto 2015 sull’economia dell’immigrazione della Fondazione Moressa

Fonte: http://www.left.it

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