Facebook, 10 cose da sapere e da gestire

 Michelle Obama contro il popolare social network: le figlie del presidente Usa non sono iscritte. Le ragioni? Sicurezza ed educazione. Dopotutto anche l’account di Mark Zuckerberg è stato violato. E sul suo profilo qualche settimana fa era comparsa una frase che iniziava così: ” Lasciate che inizi l’hacking…”. Allora come difendersi da azioni del genere o semplicemente proteggere le proprie informazioni personali? Navigare nel mare delle opzioni di Facebook per tutelare la propria privacy non è affatto semplice. I menu sono piuttosto complessi, molte funzioni sono nascoste ed è facile confondersi. Senza contare che i continui aggiornamenti modificano la pagina delle impostazioni, aggiungendo nuovi elementi che spesso mettono in difficoltà gli utenti. Eppure, il social network più utilizzato al mondo offre numerose configurazioni per proteggere il vostro profilo. Quindi, meglio cominciare con quelle più importanti e concentrarsi su pochi aspetti. Ecco quali.

1) Condivisione
Cosa condividere e con chi è una delle prime scelte che dovrete fare una volta creato il vostro account su Facebook. Il sito vi aiuta, dandovi accesso a tre possibili configurazioni: condividere con tutti, amici di amici e solo amici. In realtà è possibile andare molto più in profondità. Potrete creare delle liste di persone specifiche e decidere cosa possono e non possono vedere del vostro profilo, dalle foto alle informazioni personali. Ci vuole un po’ di tempo, ma in questo modo potrete controllare ogni minimo dettaglio. Nel dubbio, fate riferimento all’opzione anteprima del mio profilo, che vi permette di vedere come apparirà la vostra pagina personale all’esterno.
Percorso: Account – Impostazioni sulla privacy – Condivisione su Facebook

 2) Album fotografici
Selezionando questa opzione potrete decidere chi può consultare i vostri album, comprese le foto che pubblicate sulla bacheca che Facebook automaticamente mette in un album a parte. Anche qui, potrete utilizzare liste di amici.
Percorso: Account – Impostazioni sulla privacy – Condivisione su Facebook – Personalizza impostazioni – Modifica la privacy degli album

3) Luoghi
Potete non voler far sapere dove vi trovate esattamente. Bene, con questa opzione impedite agli amici di taggarvi in qualche luogo.
Percorso: Account – Impostazioni sulla privacy – Condivisione su Facebook – Personalizza impostazioni – Gli amici possono registrarmi nei luoghi che visito

4) Connessione su Facebook
Qui si può scegliere quali informazioni del profilo condividere con chi non è vostro amico. Foto, sesso, età, ecc. Potrete anche scegliere chi può o meno mandarvi messaggi o aggiungervi come amico. Sono le opzioni che in pratica decidono quanto è facile (o difficile) trovarvi su Facebook.
Attenzione però: se esagerate con le protezioni, potrebbe essere quasi impossibile, per chi non è già vostro amico, mandarvi una richiesta di amicizia.
Percorso: Account – Impostazioni sulla privacy – Connessione su Facebook

5) Applicazioni e siti web
Se siete iscritti a Facebook già da un po’ di tempo, è molto probabile che avrete decine e decine di applicazioni e giochi attivi. Il primo consiglio è di cancellare quelle che non usate più, quindi di procedere a configurare le applicazioni che invece ancora sfruttate. Potrete, ad esempio, decidere se l’app può o meno pubblicare contenuti sulla vostra bacheca. Ci vuole un po’ di tempo, ma tenere pulita la sezione app di Facebook è importante per non trovarsi il profilo o, peggio, la casella e-mail, invasa da messaggi inutili.
Percorso: Account – Impostazioni sulla privacy – Applicazioni e siti web

6) Personalizzazione istantanea
In poche parole, permette di collegare il vostro profilo su Facebook ad alcuni siti partner. La prima volta che accedete a questa opzione, partirà un video, in inglese, che ne spiega nel dettaglio la funzione. In pratica, se la attivate, quando vi collegate a siti come Rottentomatoes.com o Pandora, questi sapranno riconoscervi e verranno personalizzati in base al vostro profilo. Attenzione, abilitare questo servizio significa che siti esterni avranno accesso ad alcune delle vostre informazioni.
Percorso: Account – Impostazioni sulla privacy – Applicazioni e siti web – Personalizzazione Istantanea

7) Informazioni accessibili mediante i tuoi amici
Il problema di Facebook è che non siete soltanto voi a condividere le vostre informazioni. È  possibile ad esempio, pur attivando tutte le protezioni della privacy, che i vostri amici più stretti possano condividere i vostri dati con siti o altre applicazioni. Tramite questa opzione, potrete decidere cosa possono e non possono condividere.
Percorso: Account – Impostazioni sulla privacy – Applicazioni e siti web – Informazioni accessibili mediante i tuoi amici

8) Ricerca Pubblica
Se una persona cerca il vostro nome su un motore di ricerca come Google, potrebbe comparire il vostro profilo di Facebook. Disattivando questa opzione, farete in modo che questo non sia più possibile.
Percorso: Account – Impostazioni sulla privacy – Applicazioni e siti web – Ricerca pubblica

9) Liste amici
Creare liste di amici è un passaggio fondamentale per organizzare al meglio la condivisione di informazioni su Facebook e proteggere la vostra privacy. È un processo semplice anche se un po’ lungo, ma è uno degli strumenti più efficaci per limitare l’accesso ai vostri dati. All’inizio può essere noioso, soprattutto se avete già centinaia di amici, ma una volta create le liste, aggiungere o togliere amici è davvero semplice.
Percorso: Amici – Modifica Amici – Crea una lista

10) Protezione dell’account
Non si tratta di privacy, ma di sicurezza e protezione contro intrusioni esterne nel vostro account. Attivando queste opzioni, potrete, ad esempio, sapere con esattezza il luogo da dove vi siete connessi a Facebook l’ultima volta, oppure decidere di ricevere una mail ogni volta che vi collegate al vostro profilo. In questo modo, potrete scoprire se qualcuno vi ha rubato login e password e sta curiosando nel vostro profilo. Potrete anche associare diversi dispositivi (computer, portatile, telefonino) alla vostra pagina su Facebook, e scegliere se utilizzare la navigazione sicura (Https) quando disponibile. Con la navigazione sicura è più difficile subire attacchi di hacker e altre intrusioni illecite.
Percorso: Account – Impostazioni account – Protezione dell’account

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Le dieci regole da rispettare quando si preleva al bancomat

Rieccomi.  Con tante novità e suggerimenti da proporvi.

 

Un buon utilizzo del Bancomat per non avere sorprese amare. Si tratta di dieci regolette:
1. Non esagerare a fare scorta di contante prelevando presso i bancomat: bastano le scorte per pochi giorni. Viaggiare con molto denaro, infatti, è un attentato alla sicurezza personale
2. Fare prelievi regolari aiuta a monitorare meglio il bilancio familiare e a verificare quanto effettivamente si spende
3. Dal lunedì al venerdì, dalle 2 alle 5 di mattina è possibile usare solo gli sportelli bancomat della propria banca. Sempre in banca, informarsi sui costi di commissione in caso di prelievo da altri bancomat
4. Non fermarsi davanti al bancomat con il denaro in mano. Appena l’Atm lo eroga, riporre il contante immediatamente nel portafoglio
5. Per evitare la smagnetizzazione, non esporre il bancomat a fonti eccessive di calori e non appoggiarlo sul lettore di codice a barre alle casse dei negozi
6. Informarsi in banca sui limiti di responsabilità del proprio bancomat: il plafond, così come per le carte di credito, di norma non è illimitato. Conoscere il limite e ricordarlo, significa evitare di rimanere “a secco” quando si ha bisogno di denaro contante
7. Davanti allo sportello Bancomat coprire con una mano la tastiera, mentre con l’altra si digita il Pin (codice segreto). Soprattutto per quei bancomat che sono proprio sulla strada, accertarsi che non ci sia nessuno dietro a spiare il nostro codice. Guardare attentamente anche la tastiera e la fessura dove inserire la carta: a volte è facile scoprire manomissioni che servono per clonare le carte inserite
8. Non tenere mai il codice segreto insieme alla carta bancomat
9. Il consorzio Patti Chiari ha istituito il progetto Faro. Gratuitamente e 7 giorni su 7 è possibile sapere dovè il bancomat più vicino, se funziona, a quale gruppo bancario appartiene e come fare per arrivarci. Il numero verde, da fisso e cellulare, è il seguente: 800.00.22.66
10. Parole da sapere: Atm è l’acronimo di Automatic Teller Machine (l’erogatore automatico di denaro); codice PIN (Personal Idetification Number) è il codice personale segreto necessario per operare sullo sportello; Circolarità: è la possibilità di eseguire operazioni agli sportelli di banche appartenenti ad un circuito diverso dal proprio.

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Ridurre l’immondizia è il primo gesto ecologico che dobbiamo imporci

L’emergenza rifiuti in Campania così come in altre realtà italiane: Palermo, Roma ecc. è sotto gli occhi di tutti. Vedere le strade sommerse da prodotti usa e getta, utilizzati giusto il tempo di portarli a casa dai supermercati e di consumarne il contenuto, è inaccettabile.

In questo settore i nostri gesti quotidiani possono fare la differenza, con piccoli sacrifici di organizzazione domestica possiamo ridurre in maniera altamente significativa i rifiuti, e contribuire quindi a domare la rivolta della immondizia.
Non ci vuole nulla e non abbiamo scuse, ecco quello che possiamo fare:
1) comprare generi alimentari sfusi. Basta andare al mercato per capire che qualsiasi tipo di alimento all’origine è privo di plastica, polistirolo o atmosfere modificate. E’ sufficiente munirsi di buste di stoffa e chiedere i sacchetti di carta al posto di quelli di plastica. Il cibo sfuso inoltre è molto più fresco di quello confezionato, e anche i legumi essiccati o frutta secca sono sempre più recenti dei cugini di supermercato imbalsamati dentro il cellophan.
2) Utilizzare buste per la spesa in stoffa, canapa, materiale durevole. Portiamocele da casa, dobbiamo abituarci perchè prima o poi entrerà in vigore il divieto di vendere buste di plastica. Io ad esempio ho un set di 4 borse che stanno sempre in macchina, e per il mercato ho optato per l’antiquato ma utilissimo carrello della spesa.
3) Comprare detersivi per la casa sfusi: ormai diversi punti li vendono. Con questo metodo io arrivo a risparmiare circa 12 flaconi di detersivo per la biancheria e 6 flaconi di detersivo piatti (circa perchè dipende dal quantitativo di lavatrici che faccio).
4) Pretendere anche da profumerie, erboristerie o rivenditori di cosmesi la distribuzione di detergenti e ove possibile creme sfusi. Qualcosa si muove con la catena in franchising che vendono qualsiasi tipo di prodotti sfusi, ma l’elenco degli ingredienti di alcuni shampoo o bagnoschiuma fa rabbrividire, quindi sarebbe auspicabile in questo campo un incremento dell’impegno. Comunque ho notato con favore che Fructis ha appena creato il flacone da 750 ml di shampoo (un flacone invece di 3), che consente di risparmiare notevole plastica; quando faranno anche prodotti più ecocompatibili saranno perfetti.
5) Evitare di utilizzare materiali usa e getta quali stoviglie in plastica, e se possibile la plastica in generale: il vetro è un ottimo sostituto e soprattutto non rilascia strane sostanze in quello che mangiamo.
6) Aggiustare, riciclare, e se proprio non ci serve più scambiare con il freecycle: è un ottimo esercizio per rimettere in circolo i nostri oggetti e per conoscere persone che condividono i nostri obiettivi “ecologici”.
7) Boicottare tutti quei prodotti il cui involucro pesa più del contenuto: il più delle volte a che serve se non a fare marketing?
8) Evitare l’acqua e bibite in generale in bottiglia di plastica, optare per quella del rubinetto filtrata e se proprio non piace ci sono tantissimi imbottigliatori che vendono acqua in vetro a rendere. Se non siete ancora convinti, ricordate che la plastica rilascia sostanze tossiche nell’acqua che beviamo convinti ci possa depurare. Se poi proprio capita di comprare l’acqua in plastica, utilizzare la bottiglia più volte avendo cura di sciacquarla e riempiendola con buona e fresca acqua di rubinetto filtrata.
Inutile dire che siamo obbligati moralmente a fare la raccolta differenziata: possiamo credere che non serva a nulla, possiamo vedere che mentre noi separiamo anche lo scontrino arriva il simpatico omino del mobilificio di fronte casa e getta nel cassonetto ferro, vernice e legno senza che le autorità intervengano. Possiamo pensare quello che ci pare ma fare la raccolta differenziata serve ad allenare la nostra mente a percepire la quantità e la qualità della nostra spazzatura, e tarare per i futuri viaggi al cassonetto i nostri acquisti e successivi consumi.
A costo di ripetermi, insisto nel dire che ridurre l’immondizia è uno dei primi gesti ecologici che possiamo fare. Chi ritiene di non poterlo fare mente a sè stesso sapendo di mentire.

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E’ tempo di vaccino antinfluenzale

Il freddo sembra aver bussato alle nostre porte e, come di consueto, con il suo arrivo la popolazione si prepara a  fare i conti con le odiose sindromi influenzali.

Per evitare di passare intere settimane sotto le coperte, sommersi da fazzolettini e medicinali di vario genere, l’arma  più efficace da adottare è la prevenzione. Un valido aiuto per comprendere meglio la valanga di informazioni sciorinate dai media durante le fasi più critiche della sindrome influenzale, viene dal Ministero della Salute che ha diffuso le  linee guida sulla campagna di vaccinazione antifluenzale 2010-2011.

L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma ha pubblicato sul suo sito  i consigli e le indicazioni degli esperti dell’Ospedale, facendo luce su chi vaccinare quando e perché in risposta ai dubbi e alle perplessità dei genitori. Sono i più piccoli, soprattutto quelli con patologie croniche, le persone maggiormente vulnerabili al contagio e al tempo stesso i principali veicoli di diffusione: è proprio per questo motivo che il picco influenzale tra i bambini in età scolare precede di circa due settimane quello del resto della popolazione.

Ecco alcuni di questi  consigli tratti dal sito dell’Ospedale Bambino Gesù www.ospedalebambinogesu.it :

Quale efficacia ha la vaccinazione?
Il vaccino antinfluenzale offre una protezione esclusivamente nei confronti dei virus dell’influenza. Questo significa che non protegge da altri virus né batteri responsabili di malattie respiratorie con sintomi simili all’influenza. Generalmente la vaccinazione conferisce piena immunità nel 75% dei casi; il rimanente 25% può contrarre l’influenza, ma con sintomi lievi. La protezione indotta dal vaccino inizia due settimane dopo l’inoculazione e perdura per sei -otto mesi, poi tende a declinare. Per tale motivo:
• è necessario ripetere la vaccinazione all’inizio di ogni stagione influenzale, considerato il possibile cambiamento dei ceppi in circolazione
• dato che il livello degli anticorpi si mantiene a livello protettivo per molti mesi nella maggior parte dei soggetti vaccinati, il breve anticipo della campagna vaccinale, rispetto agli anni precedenti, non comporta quindi rischi in caso di diffusione tardiva dei virus.

Chi vaccinare?
La campagna di vaccinazione stagionale è rivolta principalmente ai soggetti classificati e individuati “a rischio” di complicanze severe e a volte letali, in caso contraggano l’influenza.
Il bambino ha un ruolo centrale nella diffusione del virus; ogni anno, infatti, il picco epidemico nella popolazione in età scolare precede di circa 15 giorni quello della popolazione generale. La trasmissione aerea rapida del virus, attraverso le secrezioni respiratorie, è facilitata dalla promiscuità prolungata e dagli ambienti ristretti come le aule scolastiche.
In particolare Il Ministero della Salute raccomanda vivamente la vaccinazione ai bambini affetti da:
a) malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio (inclusa l’asma, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica e la broncopatia cronico ostruttiva-BPCO)
b) malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite
c) diabete mellito e altre malattie metaboliche (inclusi gli obesi con BMI >30 e gravi patologie concomitanti)
d) malattie renali con insufficienza renale e) malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie
f) tumori
g) malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV
h) malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali
i) patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici
l) patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari) m) bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di sindrome di Reye in corso di sindrome influenzale;
n) bambini pretermine di basso peso alla nascita, dopo il compimento del 6° mese di vita.
o) bambini ricoverati presso strutture per lungodegenti.

Controindicazioni e preucazioni
Il vaccino antinfluenzale non deve essere somministrato a:
• Lattanti al di sotto dei sei mesi (per mancanza di studi clinici controllati che dimostrino l’innocuità del vaccino in tali fasce d’età).
• Soggetti che abbiano manifestato reazioni di tipo anafilattico ad una precedente somministrazione di vaccino o ad uno dei suoi componenti.
• Una malattia acuta di media o grave entità, con o senza febbre; questa costituisce una controindicazione solo temporanea alla vaccinazione, che va rimandata a guarigione avvenuta.

Per tutte le altre informazioni consultare il sito web: www.ospedalebambinogesu.it

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Ritorna l’ora solare

Questa notte, esattamente alle ore 3, dovremo spostare all’indietro le lancette dell’orologio di sessanta minuti. Termina cosi’, dopo 7 mesi, l’ora legale entrata in vigore quest’anno il 26 marzo. Con l’uso dell’ora legale si determina che, per un dato territorio, l’ora ufficiale dello stato venga calcolata in anticipo rispetto all’ora solare (naturale). Le ragioni sono due: da un lato questa misura consente risparmi energetici, poiche’ centrando una parte rilevante delle attivita’ durante le ore di luce solare si riduce il ricorso all’illuminazione artificiale; dall’altro i cittadini possono beneficiare di un maggior numero di ore di luce solare.

Nella storia del nostro Paese la prima adozione dell’ora legale – nata da un’intuizione di Benjamin Franklin – e’ datata 1916, quando venne limitata al solo periodo estivo. Fino al 1920, l’inizio fu anticipato a marzo ma per i successivi venti anni non se ne parlo’ piu’. L’ora legale torno’ in auge solo nel 1940, in pieno periodo bellico, e prosegui’ durante la ‘ricostruzione’ fino al 1948: e’ proprio in quell’anno che lo spostamento delle lancette fu il piu’ anticipato della storia, al 29 febbraio.

Per i diciotto anni successivi l’ora solare torno’ a dominare per tutti e dodici i mesi dell’anno mentre l’adozione definitiva di quella legale si ebbe nel ’66, dal 22 maggio al 24 settembre. Si continuo’, con inizio dell’orario estivo nella tarda primavera, fino al 1979: nel 1980 lo spostamento delle lancette fu anticipato al 6 aprile, ma dall’ 81 in poi la domenica di riferimento per l’inizio dell’orario ‘estivo’ e’ sempre stata l’ultima di marzo e quella per il ritorno della ‘solarita” l’ultima di ottobre.

Lo scorso anno, durante i sette mesi di ora legale, secondo i dati di Terna, la societa’ responsabile della gestione dei flussi di energia elettrica sulla rete ad altissima tensione, sono stati risparmiati, in totale, 643 milioni di kilowattora, un valore pari, ad esempio, alla meta’ dei consumi domestici annui dell’intera regione Marche . In termini di costi, considerando che il costo di 1 kilowattora per il cliente finale e’ stato, nel periodo in esame, in media di 14,5 centesimi di euro al netto delle imposte, l’Italia, nel complesso, ha risparmiato con l’ora legale circa 93 milioni di euro, e dal 2004 al 2009 il risparmio e’ stato per il Paese di circa 500 milioni di euro.

Ma con il ritorno all’ora solare si può dormire un’ora in più e sopratutto si possono prolungare i nostri sogni.

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Cantona recycle

I rasoi usa e getta, simbolo  per anni dello spreco di materia, cambiano immagine. E’ quanto si propone la BIC uno dei colossi del settore.  Dal 17 ottobre ha promosso in Francia un’operazione di riciclaggio dei suoi rasoi. Una campagna che punta tutto sull’immagine di Eric Cantona, l’ex calciatore “duro”, idolo dei francesi, trasformato gigante “buono” e sensibile,  che ricicla anche una sua celebre pubblicità per i rasoi usa e getta del 1995.
Il principio dell’operazione Bic recycle e questo: Il consumatore acquista i suoi rasoi Bic, li utilizza, chiede sul sito dedicato www.bicrecycle.com una busta per il riciclaggio ed invia gratuitamente a Bic un massimo di 10 rasoi usati nell’imballaggio. In seguito i rasoi vengono riciclati.  Infatti una volta recuperati i rasoi verranno trattati e trasformati in componenti per lavatrici prodotte con il 100% di materiali riciclati. Un altro piccolo segno del mondo che cambia: in meglio ( mi auguro che non si tratti solo di immagine societaria).

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La Farmacia vicina ai bisogni dei cittadini: Legge 69/2009

La farmacia del futuro sempre più vicina ai cittadini. Anche il nostro territorio beneficerà infatti delle disposizioni contenute nella Legge 69/2009 e del D.Lgs 153/2009 che prevedono la trasformazione delle farmacie in presidi nei quali il cittadino potrà trovare una serie di servizi aggiuntivi di alta valenza socio-sanitaria, quali autodiagnosi di prima istanza, attività di monitoraggio dei parametri di salute, anche cardiologici, tramite collegamento con centri specialistici, prestazioni offerte da altri operatori, come infermieri e fisioterapisti.
La farmacia potrà offrire anche servizi a domicilio dei pazienti collaborando con medici e altri operatori sanitari ai programmi di Assistenza Domiciliare Integrata. In altre parole, i pazienti anziani o malati cronici non pienamente autosufficienti potranno beneficiare di questo nuovo servizio direttamente a casa propria.

Tutto questo, nelle buone intenzioni della legge, speriamo che le intenzioni prendano anche materialmente forma.

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